Articoli

Il CLOUD NELLA PA.

Il CAD, I PIANI TRIENNALI DELL’INFORMATICA, Le leggi di stabilità spingono da anni ad attuare il concetto del CLOUD FIRST, prova empirica è l’articolo 68 del CAD

Art. 68.

Analisi comparativa delle soluzioni

1. Le pubbliche amministrazioni acquisiscono programmi informatici o parti di essi nel rispetto dei principi di economicita’ e di efficienza, tutela degli investimenti, riuso e neutralita’ tecnologica, a seguito di una valutazione comparativa di tipo tecnico ed economico tra le seguenti soluzioni disponibili sul mercato:

a) software sviluppato per conto della pubblica amministrazione;
b) riutilizzo di software o parti di esso sviluppati per conto della pubblica amministrazione;
c) software libero o a codice sorgente aperto;
d) software fruibile in modalita’ cloud computing;
e) software di tipo proprietario mediante ricorso a licenza d’uso;
f) software combinazione delle precedenti soluzioni.

L’obiettivo del CLOUD è da ricercare nel c.d. LOCK IN , disciplinato anche dalla LLG ANAC n.8 /2017 ( fallimentare).

C’è molta confusione per i termini CLOUD PRIVATO e CLOUD PUBBLICO, infatti credo che il legislatore si sia impegnato a creare molta ma molta confusione, giochetto, secondo voi cosa si intende per CLOUD PRIVATO e per CLOUD PUBBLICO ?

OK, è il contrario.

PER CLOUD PRIVATO si deve intendere il sistema di “nuvolette” di proprietà pubblica o privata destinato ad un solo utilizzatore

PER CLOUD PUBBLICO di deve intendere il sistema di “nuvolette” condiviso tra diversi utilizzatori, solitamente gestito da un privato (AMAZON,MICROSOFT,GOOGLE).

E’ evidente che l’obiettivo primario (2026) è portare le PA CRUCIALI in CLOUD PRIVATI attraverso i PSN. sito del PSN.

Vi riporto qualche vecchio post, sempre attuale sul CLOUD.

Le scadenze del CAD, sanzioni fino a 100.000 per le PP.AA.

PROSSIMI EVENTI : SICILIA-CAMPANIA-LAZIO-ABRUZZO-PIEMONTE

Programma degli eventi

  • Le sanzioni per la mancata digitalizzazione del DL 77/2021
  • Gli affidamenti dei contratti pubblici del DL 77/2021
  • Il manuale di gestione documentale
  • Il documento amministrativo informatico
  • La copia del documento
  • La duplicazione del documento
  • Le istanze verso la PA
  • Le comunicazioni tra le PA
  • Il domicilio digitale

SCADENZE SETTEMBRE – DICEMBRE 2021 -CAD-GDPR

  • 23/09: Dichiarazioni di accessibilità. D.Lgs 106/18 web e APP
  • 30/09: Accesso sui portali sono con CNS-CIE-SPID. DL 76/20
  • 30/09: Piano di dismissione CED e di migrazione cloud per i datacenter
  • 31/12: Subentro definitivo in ANPR
  • 31/12: Redazione Manuale di Gestione documentale
  • 31/12: Codice di Condotta tecnologica (in attesa!!!!)
  • 09/01: Aggiornamento cookie GDPR

Si ricorda che l’articolo 18 bis del CAD prevede sanzioni fino a 100.000 Euro per le PP.AA. inadempienti

Nuovamente prima degli altri e si continua il 24 settembre- INVITO EVENTO-

Tutti stanno impazzendo per la scadenza del 23 settembre, tutti tranne qualcuno.

I miei clienti, come sempre, sono arrivati pronti: l’adempimento era noto già’ dal 2018. Siamo proattivi, siamo studiosi della materia, leader nella consulenza per la dematerializzazione nella Pubblica Amministrazione.

Occorre ora affrontare le LL.GG sull’e-procurement, il Piano Triennale per l’informatica 2020-2022 e le scadenze del Dl 76/2020.

Parliamone insieme, grazie all’evento organizzato dalla Publisys S.p.A. il giorno 24/09/2020 alle ore 11.30.

Qui trovate il modulo d’iscrizione all’evento gratuito, per il download (word e pdf) o il link per l’iscrizione online

Le comunicazioni elettroniche dell’ARTICOLO 40 DEL D.LGS 50/16

In attesa di intervento chiarificatore dell’ANAC, ulteriore a successivo a quello del 30/10/2018, continuiamo dopo il post già pubblicato ad approfondire le procedure .

Art. 40 (Obbligo di uso dei mezzi di comunicazione elettronici nello svolgimento di procedure di aggiudicazione) 1. Le comunicazioni e gli scambi di informazioni nell’ambito delle procedure di cui al presente codice svolte da centrali di committenza sono eseguiti utilizzando mezzi di comunicazione elettronici ai sensi dell’articolo 5-bis del decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82, Codice dell’amministrazione digitale. 2. A decorrere dal 18 ottobre 2018, le comunicazioni e gli scambi di informazioni nell’ambito delle procedure di cui al presente codice svolte dalle stazioni appaltanti sono eseguiti utilizzando mezzi di comunicazione elettronici.

leggendo il 40 è chiaro il rimando  ad altre due norme, il 52 degli appalti e soprattutto il 5 bis del CAD.

Art. 52 (Regole applicabili alle comunicazioni) 1. Nei settori ordinari e nei settori speciali, tutte le comunicazioni e gli scambi di informazioni di cui al presente codice sono eseguiti utilizzando mezzi di comunicazione elettronici in conformita’ con quanto disposto dal presente comma e dai commi da 2 a 9, nonche’ dal Codice dell’amministrazione digitale di cui al decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82. Gli strumenti e i dispositivi da utilizzare per comunicare per via elettronica, nonche’ le relative caratteristiche tecniche, hanno carattere non discriminatorio, sono comunemente disponibili e compatibili con i prodotti TIC generalmente in uso e non limitano l’accesso degli operatori economici alla procedura di aggiudicazione. In deroga al primo e secondo periodo, le stazioni appaltanti non sono obbligate a richiedere mezzi di comunicazione elettronici nella procedura di presentazione dell’offerta esclusivamente nelle seguenti ipotesi: a) a causa della natura specialistica dell’appalto, l’uso di mezzi di comunicazione elettronici richiederebbe specifici strumenti, dispositivi o formati di file che non sono in genere disponibili o non sono gestiti dai programmi comunemente disponibili; b) i programmi in grado di gestire i formati di file, adatti a descrivere l’offerta, utilizzano formati che non possono essere gestiti mediante altri programmi aperti o generalmente disponibili ovvero sono protetti da licenza di proprieta’ esclusiva e non possono essere messi a disposizione per essere scaricati o per farne un uso remoto da parte della stazione appaltante; c) l’utilizzo di mezzi di comunicazione elettronici richiede attrezzature specializzate per ufficio non comunemente disponibili alle stazioni appaltanti; d) i documenti di gara richiedono la presentazione di un modello fisico o in scala ridotta che non puo’ essere trasmesso per mezzo di strumenti elettronici; e) l’uso di mezzi di comunicazione diversi dai mezzi elettronici e’ necessario a causa di una violazione della sicurezza dei mezzi di comunicazione elettronici ovvero per la protezione di informazioni di natura particolarmente sensibile che richiedono un livello talmente elevato di protezione da non poter essere adeguatamente garantito mediante l’uso degli strumenti e dispositivi elettronici che sono generalmente a disposizione degli operatori economici o che possono essere messi loro a disposizione mediante modalita’ alternative di accesso ai sensi del comma 6. 2. Nei casi in cui non sono utilizzati mezzi di comunicazione elettronici ai sensi del terzo periodo del comma 1, la comunicazione avviene per posta o altro idoneo supporto ovvero mediante una loro combinazione. 3. Le stazioni appaltanti indicano nella relazione unica i motivi per cui l’uso di mezzi di comunicazione diversi dai mezzi elettronici e’ stato ritenuto necessario in applicazione del comma 1, terzo periodo. 4. In deroga ai commi da 1 a 3, la comunicazione orale puo’ essere utilizzata in relazione a comunicazioni diverse da quelle relative agli elementi essenziali della procedura di appalto, purche’ il contenuto della comunicazione orale sia sufficientemente documentato. A tal fine, gli elementi essenziali della procedura di appalto includono i documenti di gara, le richieste di partecipazione, le conferme di interesse e le offerte. In particolare, le comunicazioni orali con offerenti che potrebbero incidere significativamente sul contenuto e la valutazione delle offerte sono documentate in misura sufficiente e con mezzi adeguati. 5. In tutte le comunicazioni, gli scambi e l’archiviazione di informazioni, le stazioni appaltanti garantiscono che l’integrita’ dei dati e la riservatezza delle offerte e delle domande di partecipazione siano mantenute. ((Esse esaminano)) il contenuto delle offerte e delle domande di partecipazione soltanto dopo la scadenza del termine stabilito per la loro presentazione. 6. Le stazioni appaltanti possono, se necessario, richiedere l’uso di strumenti e dispositivi che in genere non sono disponibili, ma, in tale caso, offrono modalita’ alternative di accesso. Sono adeguate modalita’ alternative di accesso quelle che: a)  offrono gratuitamente un accesso completo, illimitato e diretto per via elettronica a tali strumenti e dispositivi a decorrere dalla data di pubblicazione dell’avviso, conformemente all’allegato V o dalla data di invio dell’invito a confermare interesse. Il testo dell’avviso o dell’invito a confermare interesse indica l’indirizzo Internet presso il quale tali strumenti e dispositivi sono accessibili; b)  assicurano che gli offerenti, che non hanno accesso agli strumenti e ai dispositivi in questione o non hanno la possibilita’ di ottenerli entro i termini pertinenti, a condizione che la responsabilita’ del mancato accesso non sia attribuibile all’offerente interessato, possano accedere alla procedura di appalto utilizzando credenziali temporanee elettroniche per un’autenticazione provvisoria fornite gratuitamente online; c) offrono un canale alternativo per la presentazione elettronica delle offerte. 7. Le amministrazioni aggiudicatrici e gli enti aggiudicatori possono imporre agli operatori economici condizioni intese a proteggere il carattere di riservatezza delle informazioni che i predetti soggetti rendono disponibili durante tutta la procedura di appalto. 8. Oltre ai requisiti di cui all’allegato XI, agli strumenti e ai dispositivi di trasmissione e di ricezione elettronica delle offerte e di ricezione elettronica delle domande di partecipazione si applicano le seguenti regole: a) le stazioni appaltanti mettono a disposizione dei soggetti interessati le informazioni sulle specifiche per la presentazione di offerte e domande di partecipazione per via elettronica, compresa la cifratura e la datazione; b)  le stazioni appaltanti specificano il livello di sicurezza richiesto per i mezzi di comunicazione elettronici da utilizzare per le varie fasi della procedura d’aggiudicazione degli appalti. Il livello e’ proporzionato ai rischi connessi; c) qualora ritengano che il livello dei rischi, valutato ai sensi della lettera b), sia tale che sono necessarie firme elettroniche avanzate, come definite nel Codice dell’amministrazione digitale di cui al decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82, le stazioni appaltanti accettano le firme elettroniche avanzate basate su un certificato qualificato, considerando se tali certificati siano forniti da un prestatore di servizi di certificazione presente in un elenco di fiducia di cui alla decisione della Commissione 2009/767/CE, create con o senza dispositivo per la creazione di una firma sicura alle seguenti condizioni: 1) le stazioni appaltanti stabiliscono il formato della firma elettronica avanzata sulla base dei formati stabiliti nelle regole tecniche adottate in attuazione del Codice dell’amministrazione digitale di cui al decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82, e attuano le misure necessarie per poterli elaborare; qualora sia utilizzato un diverso formato di firma elettronica, la firma elettronica o il supporto del documento elettronico contiene informazioni sulle possibilita’ di convalida esistenti. Le possibilita’ di convalida consentono alla stazione appaltante di convalidare on line, gratuitamente e in modo comprensibile per i non madrelingua, le firme elettroniche ricevute come firme elettroniche avanzate basate su un certificato qualificato. Le stazioni appaltanti, tramite il coordinamento della Cabina di regia, comunicano le informazioni relative al fornitore di servizi di convalida alla Commissione europea che le pubblica su internet; 2) in caso di offerte firmate con il sostegno di un certificato qualificato in un elenco di fiducia, le stazioni appaltanti non applicano ulteriori requisiti che potrebbero ostacolare l’uso di tali firme da parte degli offerenti. 9. Riguardo ai documenti utilizzati nel contesto di una procedura di appalto che sono firmati dall’autorita’ competente o da un altro ente responsabile del rilascio, l’autorita’ o l’ente competente di rilascio puo’ stabilire il formato della firma elettronica avanzata in conformita’ ai requisiti previsti dalle regole tecniche adottate in attuazione del Codice dell’amministrazione digitale di cui al decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82. Essi si dotano delle misure necessarie per trattare tecnicamente tale formato includendo le informazioni necessarie ai fini del trattamento della firma nei documenti in questione. Tali documenti contengono nella firma elettronica o nel supporto del documento elettronico possibilita’ di convalida esistenti che consentono di convalidare le firme elettroniche ricevute on line, gratuitamente e in modo comprensibile per i non madre lingua. 10. Per le concessioni, fatti salvi i casi in cui l’uso dei mezzi elettronici e’ obbligatorio ai sensi del presente codice, le stazioni appaltanti possono scegliere uno o piu’ dei seguenti mezzi di comunicazione per tutte le comunicazioni e gli scambi di informazioni: a)  mezzi elettronici; b)  posta; c)  comunicazione orale, anche telefonica, per comunicazioni diverse da quelle aventi ad oggetto gli elementi essenziali di una procedura di aggiudicazione di una concessione e purche’ il contenuto della comunicazione orale sia sufficientemente documentato su un supporto durevole; d)  la consegna a mano comprovata da un avviso di ricevimento. 11. Nei casi di cui al comma 10, il mezzo di comunicazione scelto deve essere comunemente disponibile e non discriminatorio e non deve limitare l’accesso degli operatori economici alla procedura di aggiudicazione della concessione. Gli strumenti e i dispositivi da utilizzare per comunicare per via elettronica, nonche’ le relative caratteristiche tecniche, devono essere interoperabili con i prodotti della tecnologia dell’informazione e della comunicazione comunemente in uso. 12. Alle concessioni ((si applicano i commi 5 e 7)).

Vediamo ora il 5 bis del CAD che come sempre considero strumentale ad ogni procedimento.

Art. 5-bis (Comunicazioni tra imprese e amministrazioni pubbliche). 1. La presentazione di istanze, dichiarazioni, dati e lo scambio di informazioni e documenti, anche a fini statistici, tra le imprese e le amministrazioni pubbliche avviene esclusivamente utilizzando le tecnologie dell’informazione e della comunicazione. Con le medesime modalita’ le amministrazioni pubbliche adottano e comunicano atti e provvedimenti amministrativi nei confronti delle imprese. 2. Con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, su proposta del Ministro per la pubblica amministrazione e l’innovazione, di concerto con il Ministro dello sviluppo economico e con il Ministro per la semplificazione normativa, sono adottate le modalita’ di attuazione del comma 1 da parte delle pubbliche amministrazioni centrali e fissati i relativi termini. 3. ((AgID)), anche avvalendosi degli uffici di cui all’articolo 17, provvede alla verifica dell’attuazione del comma 1 secondo le modalita’ e i termini indicati nel decreto di cui al comma 2. 4. Il Governo promuove l’intesa con regioni ed enti locali in sede di Conferenza unificata per l’adozione degli indirizzi utili alla realizzazione delle finalita’ di cui al comma 1.

Come ulteriore riferimento per capire cosa si intende per procedura telematica è importante il CdS n. 4050 del 2016 che crea una discriminante importante , non basta l’utilizzo non armonico degli strumenti del CAD ( Firma, PEC , Mt etc ), ma è necessaria una piattaforma capace di gestire le procedure ed automatizzare le proposte discrezionali ed inoltre detti dall’alto i tempi di apertura, invito, caricamento etc etc. Allego la sentenza.

E’ importante ribadire che vige ancora l’articolo 1 comma 450 della L. 296/06.

Una cosa importante da chiarire è che il 18 ottobre è entrato in vigore solo l’articolo 40 del D.lgs 50/2016 e non il 44 , per il quale siamo in attesa di ulteriori disposizioni e regole tecniche.

Per riepilogare , e soprattutto tranquilizzare ricordo che sarà tutto piû semplice quando l’ANAC finalmente farà partire la BDNOE, nel frattempo si dovranno utilizzare  le solite procedure e… come sempre nulla di nuovo , occorre solo applicare il combinato articolo 29 del D.lgs 50/16 e 37 del D.lgs 33/13 tenendo conto del CAD.

Tutti i miei clienti otterranno nella relazione finale GDPR-ACCESSIBILITA’-TRASPARENZA una relazione puntuale sullo stato degli adempimenti.

Tempo stimato…. BEFANA 2019.

Buona Digital Commedia.

Le istanze nel CAD ( riproposto)

Le istanze verso una PA sono accettate se passano attraverso :

  • PEO
  • PEC
  • STRUTTURE INTEROPERABILI.

LA PEO, posta elettronica ordinaria ha sempre valore “se ne accerto la provenienza” , non è disciplinata dal CAD ma normata .

 

LA PEC, invece è ben disciplinata e normata dall’articolo 48 de CAD e dal DPC 68/2005.

 

L’INTEROPERABILITA’ ha invece la capacità di creare cooperazione docuemtale tra le diverse PA ( e non solo ) .

AI sensi dell’articolo 47 cad :

Le comunicazioni di documenti tra le pubbliche amministrazioni avvengono mediante l’utilizzo della posta elettronica o in cooperazione applicativa; esse sono valide ai fini del procedimento amministrativo una volta che ne sia verificata la provenienza. ((Il documento puo’ essere, altresi’, reso disponibile previa comunicazione delle modalita’ di accesso telematico allo stesso.))
il comma 2 dell’articolo 47 aiuta a definire la PROVENIENZA VALIDA :
Ai fini della verifica della provenienza le comunicazioni sono valide se: a) sono sottoscritte con firma digitale o altro tipo di firma elettronica qualificata; b) ovvero sono dotate di segnatura di protocollo di cui all’articolo 55 del decreto del Presidente della Repubblica 28 dicembre 2000, n. 445; c) ovvero e’ comunque possibile accertarne altrimenti la provenienza, secondo quanto previsto dalla normativa vigente o dalle regole tecniche di cui all’articolo 71. E’ in ogni caso esclusa la trasmissione di documenti a mezzo fax; d) ovvero trasmesse attraverso sistemi di posta elettronica certificata di cui al decreto del Presidente della Repubblica 11 febbraio 2005, n. 68.
Infine il comma 1 bis dell’articolo 47 ricorda il danno erariale, tra gli altri, dell’inosservanza della norma .
Voglio chiudere ricordando l’importanza dell’articolo 65 del CAD,
Istanze e dichiarazioni presentate alle pubbliche amministrazioni per via telematica
1. Le istanze e le dichiarazioni presentate per via telematica alle pubbliche amministrazioni e ai gestori dei servizi pubblici ai sensi dell’articolo 38, commi 1 e 3, del decreto del Presidente della Repubblica 28 dicembre 2000, n. 445, sono valide:
a) se sottoscritte mediante la firma digitale o la firma elettronica qualificata, il cui certificato e’ rilasciato da un certificatore ((qualificato));
b) ovvero, quando ((l’istante o il dichiarante e’ identificato attraverso il sistema pubblico di identita’ digitale (SPID), nonche’ attraverso uno degli altri strumenti di cui all’articolo 64, comma 2-novies, nei limiti ivi previsti;)); ((
c) ovvero sono sottoscritte e presentate unitamente alla copia del documento d’identita’;));
c-bis) ovvero se trasmesse ((dall’istante o dal dichiarante)) mediante la propria casella di posta elettronica certificata purche’ le relative credenziali di accesso siano state rilasciate previa identificazione del titolare, anche per via telematica secondo modalita’ definite con regole tecniche adottate ai sensi dell’articolo 71, e cio’ sia attestato dal gestore del sistema nel messaggio o in un suo allegato. In tal caso, la trasmissione costituisce dichiarazione vincolante ai sensi dell’articolo 6, comma 1, secondo periodo. Sono fatte salve le disposizioni normative che prevedono l’uso di specifici sistemi di trasmissione telematica nel settore tributario;

Qualche anticipazione sul CAD 6.0

“È vero che talvolta occorre cambiare qualche legge. Ma il caso è raro; e quando avviene, bisogna ritoccarle con mano tremante: con tanta solennità e con tante precauzioni che il popolo debba concluderne che le leggi sono veramente sante; e soprattutto con tanta chiarezza che nessuno possa dire di non averle capite. (Montesquieu)”

L’8 settembre ultimo è stata depositata per l’ultima lettura la normativa “correttivo al CAD”, quindi siamo a quota 6.

Le maggiori novità riguardano :

  • Poteri regolatori dell’AgID ( potrà emanare soft-law, regolamenti, cfr ll.gg. ANAC)
  • Attuazione  immediata del domicilio digitale senza attendere il pieno regime dell’ANPR
  • Nuovi poteri al responsabile della transizione al digitale ( che dovrà essere nomianto per attuare le scadenze imposte e certificate dalla circolare 2/2017 AgID)
  • Possibilità di nominare il responsabile per la transizione al digitale “condiviso” per abbattere i costi
  • Disicplina delle istanze avute ed eseguite con lo SPID, con consecutiva variazione del Manuale di gestione documentale

Nuove MMS per le PP.AA., non vedetelo come obbligo ma come la “madre” di tutte le opportunità.

Visto il periodo e la coronaca più recente anche il termine “madre” assume un’accezione nefasta, comunque è importante ricordare che il 4 Aprile, in GURI n. 79 sono state le pubblicate le MMS per le PA, primo passo verso il NUOVO REGOLAMENTO PRIVACY che entrerà in vigore a Maggio 2018.

La circolare 1/2017 AGID è composta da 5 articoli che riporto dopo in chiusura.
E’ evidente che molte PP.AA. dovranno cambiare il modo di gestire l’informatica pubblica, considerarla una funzione strategico – politica e non un’opera d’investimento.

Basti pensare che gli ultimi interventi per adeguarsi alla dematerializzazione sono stati affrontati come “investimenti” e non come orgaizzazione aziendale, tralasciando del tutto le indicazione contenute nell’articolo 68 del D.Lgs 82/05 e nell’articolo 71 del D.lgs 179/16 aprendo scenari di facile applicazione del danno erariale.

La scadenza dell’adempimento è per il 31/12/2017, ma credetemi, c’è poco tempo.

 

AGENZIA PER L’ITALIA DIGITALE

CIRCOLARE 17 marzo 2017, n. 1/2017

Misure minime di sicurezza  ICT  per  le  pubbliche  amministrazioni. (Direttiva del Presidente del Consiglio dei ministri 1° agosto 2015). (17A02399)  

(GU n.79 del 4-4-2017)

 Vigente al: 4-4-2017  

    Premessa.    Il decreto-legge del 22 giugno 2012, n. 83, all'art. 20,  comma  3, lettera b) identifica nell'Agenzia per l'Italia digitale  l'organismo che «detta indirizzi, regole tecniche e linee  guida  in  materia  di sicurezza informatica».    La direttiva del 1° agosto 2015 del Presidente  del  Consiglio  dei ministri impone  l'adozione  di  standard  minimi  di  prevenzione  e reazione ad eventi cibernetici. Al fine di agevolare  tale  processo, individua nell'Agenzia per l'Italia digitale l'organismo  che  dovra' rendere prontamente disponibili  gli  indicatori  degli  standard  di riferimento, in linea con quelli posseduti dai maggiori  partner  del nostro Paese e dalle organizzazioni internazionali di cui l'Italia e' parte.                                 Art. 1                                    S c o p o      Obiettivo della  presente  circolare  e'  indicare  alle  pubbliche amministrazioni le misure minime per la  sicurezza  ICT  che  debbono essere adottare al fine di  contrastare  le  minacce  piu'  comuni  e frequenti cui sono soggetti i loro sistemi informativi.    Le  misure  minime  di  cui  al  comma  precedente  sono  contenute nell'allegato 1, che  costituisce  parte  integrante  della  presente circolare.  
                               Art. 2                          Amministrazioni destinatarie      Destinatarie   della   presente   circolare   sono   le   pubbliche amministrazioni di cui all'art. 1, comma 2, del  decreto  legislativo 30 marzo 2001, n. 165.  
                               Art. 3                         Attuazione delle misure minime      Il responsabile dei sistemi informativi  di  cui  all'art.  10  del decreto legislativo 12 febbraio 1993, n. 39, ovvero, in sua  assenza, il dirigente  allo  scopo  designato,  ha  la  responsabilita'  della attuazione delle misure minime di cui all'art. 1.  
                               Art. 4                     Modulo di implementazione delle MMS-PA      Le  modalita'  con  cui  ciascuna  misura  e'  implementata  presso l'amministrazione debbono essere sinteticamente riportate nel  modulo di implementazione di cui all'allegato 2, anch'esso parte  integrante della presente circolare.    Il modulo di implementazione deve essere firmato  digitalmente  con marcatura temporale dal soggetto di cui all'art. 3 e dal responsabile legale della struttura.  Dopo  la  sottoscrizione  esso  deve  essere conservato e, in caso di incidente informatico, trasmesso al  CERT-PA insieme con la segnalazione dell'incidente stesso.  
                               Art. 5                               Tempi di attuazione      Entro il 31 dicembre 2017 le amministrazioni dovranno  attuare  gli adempimenti di cui agli articoli precedenti.      Roma, 17 marzo 2017                                                Il presidente: Samaritani  

Art 9 comma 7 D.L. 179/12

Si ricorda che entro il 31/12/2016 occorre individuare formalmente il responsabile dell’accessibilità.

Questo adempimento deve essere fatto solo da chi a Marzo  ha comunicato all’Agid gli obiettivi.

Per qualsiasi chiarimento contattatemi.

 

in allegato un modello tipo da compilare , personalizzare e pubblicare in area AT Altri contenuti Accessibilità e catalogo di dati metadati e banche dati, come da delibera ANAC 50/13

Decreto_di_nomina_responsabile_e_referente_accessibilita.docx