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I DOCUMENTI AMMINISTRATIVI INFORMATICI. PARTE II.

Documenti e non solo..i procedimenti e la fase endoprocedimentale.

Già in un vecchio post vi parlai delle decisioni prese dagli algoritmi al servizio della PA, lo riporto integralmente

Art. 41 CAD

Le pubbliche amministrazioni gestiscono i procedimenti amministrativi utilizzando le tecnologie dell’informazione e della comunicazione. Per ciascun procedimento amministrativo di loro competenza, esse forniscono gli opportuni servizi di interoperabilita’ ((o integrazione)), ai sensi di quanto previsto ((dagli articoli 12 e 64-bis)).

Il 13 Dicembre 2019 il CdS ( sentenza 2270) riscrive in chiave attuale le opere magistrali di Isaac Asimov forse per festeggiare i 100 anni dello scrittore visionario.

la Pubblica Amministrazione debba poter sfruttare le rilevanti potenzialità della c.d. rivoluzione digitale. Infatti, il ricorso ad algoritmi informatici per l’assunzione di decisioni che riguardano la sfera pubblica e privata comporta evidenti guadagni in termini di efficienza e neutralità, con l’obiettivo di “correggere le storture e le imperfezioni che caratterizzano tipicamente i processi cognitivi e le scelte compiute dall’essere umano”. 

poi si aggiunge …

“il ricorso all’algoritmo va correttamente inquadrato in termini di modulo organizzativo, di strumento procedimentale ed istruttorio, soggetto alle verifiche tipiche di ogni procedimento amministrativo, il quale resta il modus operandi della scelta autoritativa, da svolgersi sulla scorta delle legislazione attributiva del potere e delle finalità dalla stessa attribuite all’organo pubblico, titolare del potere”.

Nel primo grassetto che ho aggiunto è chiaro il richiamo più volte inserito nei diversi PNA dell’ANAC, occorre tuttavia fare attenzione ad applicare le procedure automatizzate solo dove vi è la c.d. discrezionalità tecnica ( guai ad applicare , per il momento, la decisione con la discrezionalità dell’an ).

E’ importante ricordare che tutti i presidi per mitigare eventuali errori procedurali sono già disciplinati dalle norme sovranazionali, principalmente dal principio di non esclusività della decisione algoritmica e dal principio di non discriminazione algoritmica .

A fare da collante la meravigliosa Carta della Robotica, approvata dal Parlamento Europeo nel 2017.

Ora, nel marzo del 2021, è importante prepararci alla scadenza del prossimo giugno sulla dematerializzazione di DOCUMENTI e di PROCEDIMENTI, ed un buon punto di partenza potrebbe essere la definizione di IA data da Mauro Somalvico

«L’intelligenza artificiale è una disciplina appartenente all’informatica che studia i fondamenti teorici, le metodologie e le tecniche
che consentono la progettazione di sistemi hardware e sistemi di programmi software capaci di fornire all’elaboratore
elettronico prestazioni che, a un osservatore comune, sembrerebbero essere di pertinenza esclusiva dell’intelligenza umana.»

Ma quali sono i limiti dell’IA ?

Sono quelli dati dal legislatore e quelli regolamentati, e l responsabilità della scelta automatizzata resta comunque imputabile alla PA come stabilito dal TAR del Trentino nel 2015.

«se lo strumento informatico determina situazioni anomale, vi è anzitutto una responsabilità di chi ne ha predisposto il funzionamento senza considerare tali conseguenze.»

La decisione automatizzata dell’algoritmo ovviamente non deve essere irrispettosa dei principi cardine del nostro ordinamento , come è chiaro nella CsS 2270/19 ma deve sempre basarci sui principi della trasparenza, come già statuito nel TAR Lazio del 2017 n. 3769.

«gli atti endoprocedimentali di acquisizione dei dati necessari ai fini della relativa istruttoria nonché lo stesso atto finale del procedimento sono, conseguentemente, confluiti e si esauriscono nel solo funzionamento dell’algoritmo di cui trattasi con la conseguenza ulteriore che può e anzi si deve ritenere l’assimilabilità dell’algoritmo di cui trattasi all’atto amministrativo o meglio, il riconoscimento della diretta riconducibilità del software che gestisce l’algoritmo alla categoria del cd. atto amministrativo informatico di cui alla lett d) dell’art. 22 della legge n. 241 del 1990.»

….se ora abbiamo parlato del futuro la prossima volta……

Ciao a presto

Qualche chiarimento dovuto sul Codice dei contratti pubblici e la semplificazione …ed un tuffo nel passato a quel famoso 18 ottobre 2018.

Purtroppo leggendo i documenti di gara e’ apparsa molta confusione per quanto riguarda l’articolo 97 comma 8 del D.Lgs 50/16, figlia anche del potpourri lessicale tra procedura aperta (60 50/16) ed RDO APERTA a tutti (36 c2 lett b e 36 c 9), riporto un vecchio post.

Come dicevo prima c’e’ un poco di confusione sull’applicazione dell’articolo 97 comma 8 del codice dei contratti pubblici in quanto la semplificazione voluta nell’articolo 1 comma 3 del DL 76/20 non si puo’ applicare nelle procedure ordinarie ex articolo 60 ma solo nelle procedure negoziate competitive, anche APERTE a TUTTI.

Procedure per l’incentivazione degli investimenti pubblici durante il periodo emergenziale in relazione all’aggiudicazione dei contratti pubblici sotto soglia

…Nel caso di aggiudicazione con il criterio del prezzo piu’ basso, le stazioni appaltanti procedono all’esclusione automatica dalla gara delle offerte che presentano una percentuale di ribasso pari o superiore alla soglia di anomalia individuata ai sensi dell’articolo 97, commi 2, 2-bis e 2-ter, del decreto legislativo n. 50 del 2016, anche qualora il numero delle offerte ammesse sia pari o superiore a cinque.

Purtroppo si sta applicando il principio “di esclusione automatica a partire da cinque” anche nelle procedure ordinarie aperte modificativo dell’articolo 97 c.8

8. Per lavori, servizi e forniture, quando il criterio di aggiudicazione e’ quello del prezzo piu’ basso e comunque per importi inferiori ((alle soglie di cui all’articolo 35, e che non presentano carattere transfrontaliero, la stazione appaltante prevede)) nel bando l’esclusione automatica dalla gara delle offerte che presentano una percentuale di ribasso pari o superiore alla soglia di anomalia individuata ai sensi del comma 2 ((e dei commi 2-bis e 2-ter)). In tal caso non si applicano i commi 4, 5 e 6. ((Comunque l’esclusione automatica non opera quando il numero delle offerte ammesse e’ inferiore a dieci))

Ovviamente e’ sempre fatta salva la possibilita’ di utilizzare l’ordinarieta’ anche sotto soglia (che poi tanto ordinario non e’, e’ da folli) e quindi riporto un breve riepilogo schematizzato

PROCEDURE SOTTOSOGLIA

PROCEDURA ORDINARIA APERTARDO APERTA o SU AVVISO
Art 60 e 36, comma 9, del Codice
Procedura negoziata telematica: art. 58 e 36 del Codice; art. 1, comma 2, le7. b),
D.L. n. 76/2020
Pubblicazione del bando su GURI, profilo committente (+quotidiani per lavori)
Pubblicazione dell’avviso sul MePA o sui sistemi telematici
Garanzia provvisoria:art. 93 al 2%
Di regola non va richiesta la garanzia provvisoria
Esclusione automatica ex art. 97, comma 8 (almeno 10 offerte ammesse)
Esclusione automatica ex art. 1, comma 3, D.L. n. 76/2020 (almeno 5 offerte
ammesse)
Apertura alla concorrenza e non applicazione principio di rotazione
Apertura alla concorrenza e non applicazione principio di rotazione

Vista la confusione raccomando un’attenta lettura alla lex specialis.

In chiusura vi ricordo che il periodo di non vigenza del contributo ANAC scade il 31/12/2020 e voglio appuntarvi un poco di giurisprudenza del Palazzo Spada molto interessante inerente le procedure telematiche.

Consiglio di Stato 7352/2020

“…non puo’ essere escluso da una gara l’O.E.che abbia caricato in piattaforma tutta la documentazione ma che a causa di errori tecnici della piattaforma ,… nel caso di DUBBIO sul malfuzionamento o sull’incuria dell’O.E l’onere della prova ricade sulla stazione appaltante…”

“…nel caso invece di buon funzionamento della piattaforma, corroborato dall’analisi dei LOG, anche l’esiguo ritardo sull’ora di consegna ( nell’ordine di una manciata di secondi) da parte dell’O.E. esclude quest’ultimo dalla competizione…”

…ovviamente facendo salvo il quinto comma dell’articolo 79

SPEED and SPRINT PA. Ancora sul DL semplificazioni.

Continuiamo il nostro discorso trasversale tra 241/90 appalti e trasparenza con alcune chicche della L. 120/20.

Il DL 76/20 ( e la conversione in legge) spinge verso un nuovo paradigma il funzionario pubblico.

Forse il legislatore non ha dato molta enfasi a questa novita’ quindi conviene analizzare l’articolo 21 del 76/2020.

Responsabilita’ erariale

1. All’articolo 1, comma 1, della legge 14 gennaio 1994, n. 20, dopo il primo periodo e’ inserito il seguente: “La prova del dolo richiede la dimostrazione della volonta’ dell’evento dannoso.”.

2. Limitatamente ai fatti commessi dalla data di entrata in vigore del presente decreto e fino al ((31 dicembre 2021)), la responsabilita’ dei soggetti sottoposti alla giurisdizione della Corte dei conti in materia di contabilita’ pubblica per l’azione di responsabilita’ di cui all’articolo 1 della legge 14 gennaio 1994, n. 20, e’ limitata ai casi in cui la produzione del danno conseguente alla condotta del soggetto agente e’ da lui dolosamente voluta. La limitazione di responsabilita’ prevista dal primo periodo non si applica per i danni cagionati da omissione o inerzia del soggetto agente.

Leggendo il secondo comma dell’articolo 21 del DL 76/20 e’ chiaro che c’e’ oggettiva responsabilita’ (erariale) del dipendente pubblico che rallenta o blocca le procedure amministrative, mentre la prova del dolo deve essere intimamente legata alla volonta’ del danno ( diviene una grossa colpa in sintesi).

Il secondo comma dell’articolo 21 del Dl 76/20 diviene un corollario del modificato ( sempre in forza del 76/20) articolo 2 comma 4 bis della L. 241/90 :

Le pubbliche amministrazioni misurano e ((pubblicano nel proprio sito internet istituzionale, nella sezione “Amministrazione trasparente”,)) i tempi effettivi di conclusione dei procedimenti amministrativi di maggiore impatto per i cittadini e per le imprese, comparandoli con i termini previsti dalla normativa vigente. Con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, su proposta del Ministro per la pubblica amministrazione, previa intesa in Conferenza unificata di cui all’articolo 8 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281, ((sono definiti)) modalita’ e criteri di misurazione dei tempi effettivi di conclusione dei procedimenti ((, nonche’ le ulteriori modalita’ di pubblicazione)) di cui al primo periodo.

Ma per questo attendiamo il DPCM attuativo che sara’ legato anche all’informatizzazione dei procedimenti amministrativi.

Per le puntate precedenti sul Dl 76/20 consiglio una veloce rilettura dei seguenti POST :