Articoli

Codice dei contratti, semplificazione e semplificazione bis. Gertrude Stein e Francesco De Gregori.

Questo POST è dedicato ai miei ragazzi di AGENDA DIGITALE del CdL in Management Pubblico dell’Università Parthenope.

Proverò in questo post ad organizzare la norma dei contratti pubblici alla luce anche del DL 77/21. Chi fa il nostro lavoro è consapevole che quando esce qualche norma intitolata alla SEMPLIFICAZIONE in realtà per noi è una vera e propria COMPLICAZIONE, si semplifica infatti per gli utenti (cittadini ed imprese) ma il complesso sistema normativo impone lo spostamento di talune assurdità in capo alle PP.AA.

Vediamo un poco cosa succede con l’affidamento dei contratti pubblici dopo il 77/21 (senza dimenticarci del DL 76/20 ad oggi vigente).

Tutte le misure sono finalizzate a rendere più fluide le procedure collegate al PNRR, tanto è vero che.

Obiettivo per il PNRR
«La semplificazione delle norme in materia di appalti pubblici e concessioni è obiettivo essenziale per l’efficiente realizzazione delle infrastrutture e per il rilancio dell’attività edilizia Tale semplificazione deve avere a oggetto non solo la fase di affidamento, ma anche quelle di pianificazione programmazione e progettazione»

IL PNRR introduce una serie di misure temporizzate ed altre a regime, giusto per capire la portata e l’interesse (EGOISTICO) del legislatore il Consiglio dei Ministri il 30 giugno ha approvato il dll per la riforma del D.lgs. 50/16.

LE DEROGHE A TEMPORIZZATE.

LA prima variazione riguarda il tempo in deroga per l’applicazione del codice dei contratti, questo passa dal 31/12/2021 (periodo introdotto dal DL 76/20) al 30706/2023 (art. 51 c.1 lett. a del DL 77/2021).

I limiti quantitativi dell’applicazione del regime derogatorio sono riportati nelle seguenti tabelle:

SERVIZI e FORNITURE

IMPORTOPROCEDURACRITERIO
fino a inferiore a 139.000 euroaffidamento diretto , anche tramite determina a contrarre ex art. 32, comma 2, del Codice, anche
senza consultazione di 2 o più OE . Rispetto dei principi ex art. 30 del Codice.
si veda parere MIT
757/2020
da 139.000 euro fino alla soglia dell’articolo 35procedura negoziata ex art. 63 del Codice, previa consultazione di almeno 5 OEOEPV oppure prezzo più basso, a
scelta della SA, ad eccezione delle
ipotesi di cui all’art. 95, comma 3,
del Codice, per le quali si applica
solo il criterio dell’OEPV

LAVORI

IMPORTO PROCEDURA CRITERIO
fino a 150.000 euroaffidamento dir etto, anche tramite determina a contrarre ex art. 32, comma 2, del Codice, anche
senza consultazione di 2 o più OE . Rispetto dei principi ex art. 30 del Codice.
si veda parere MIT
757/2020
pari o superiore a 150.000 euro e
inferiore a 1 milione di euro
procedura negoziata ex art. 63 del Codice, previa consultazione di almeno 5 OE OEPV oppure prezzo più basso, a
scelta della SA, ad eccezione delle
ipotesi di cui all’art. 95, comma 3,
del Codice, per le quali si applica
solo il criterio dell’OEPV
pari o superiore a 1 milione di euro e
fino alla soglia europea
procedura negoziata ex art. 63 del Codice, previa consultazione di almeno 10 OEOEPV oppure prezzo più basso, a
scelta della SA, ad eccezione delle
ipotesi di cui all’art. 95, comma 3,
del Codice, per le quali si applica
solo il criterio dell’OEPV

Occorre prestare attenzione al PARERE del MIT n. 757/2021, poichè applicabile mutatis mutandis al DL 77/21, riporto appresso il suddetto

MINISTERO DELLE INFRASTRUTTURE E DEI TRASPORTI
Parere n. 735 del 24/09/2020
Quesito: D.L. Semplificazioni. Ricorso a procedure ordinarie.
A seguito dell’entrata in vigore e successiva conversione in legge del D.L. 16/07/2020, n. 76, si
chiede di conoscere: a) se le modalità di affidamento degli appalti in deroga all’art. 36, comma 2,
D.Lgs. n. 50/2016, previste dall’art. 1, comma 2, del decreto, siano da intendersi come obbligatorie
o come facoltative, residuando in quest’ultimo caso la facoltà per la stazione appaltante di fare
comunque ricorso alle procedure ordinarie (procedure aperte); b) in caso di possibilità di ricorso alle
procedure ordinarie, se a tali procedure siano applicabili le disposizioni derogatorie di cui ai commi
3 e 4 del prefato art. 1.
Risposta
Con riferimento a quanto richiesto si rappresenta che il decreto semplificazioni, convertito con
legge n. 120/2020 prescrive l’applicazione delle procedure enucleate all’art. 1, comma 2 del
richiamato decreto. Non si tratta di una disciplina facoltativa; le nuove procedure sostituiscono
infatti, fino al 31 dicembre 2021, quelle contenute all’art. 36 del d.lgs. 50/2016. Si tratta di
procedure di affidamento più snelle e “semplificate”, introdotte nell’ottica di rilanciare gli
investimenti ed accelerare gli affidamenti pubblici. Tenendo conto di tale finalità, cui è sotteso il
nuovo assetto normativo in materia di contratti pubblici, si ritiene che non sia comunque precluso il
ricorso alle procedure ordinarie, in conformità ai principi di cui all’art. 30 del d.lgs. 50/2016, a
condizione che tale possibilità non sia utilizzata per finalità dilatorie. Gli affidamenti dovranno
avvenire comunque nel rispetto dei tempi previsti dal nuovo decreto e potranno essere utilizzate le
semplificazioni procedimentali introdotte. In tal caso, si consiglia di dar conto di tale scelta
mediante motivazione. Con riferimento alla seconda domanda, si ritiene che i commi 3 e 4 dell’art.
1 si applichino laddove siano utilizzate le procedure previste al comma 2

Ovviamente occorre tenere conto della ultrattività del DL 77/21 (art 51 c 1 lett a).

ALtra precisazione, pacifica ma che ritengo doverosa, è la possibilità(estrema) dell’applicazione del Codice dei contratti (… si ritiene che non sia comunque precluso il ricorso alle procedure ordinarie…), ma questa OPZIONE deve essere ben motivata ai sensi dell’articolo 3 della L. 241/90 e non PUO’ derogare i tempi procedimentali propri del DL 76/20 e del DL 77/21.

Continuiamo questo breve post sull’analisi dei tempi procedimentali (la vera ossessione) tralasciando però il DL 76/20 e concentriamoci sui tempi del PNRR e PNC dell’articolo 50 del del DL 77/21

ART. 50

(Semplificazioni in materia di esecuzione dei contratti pubblici PNRR e PNC)

1. Al fine di conseguire gli obbiettivi di cui al regolamento (UE) 2021/240 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 10 febbraio 2021 e al regolamento (UE) 2021/241 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 12 febbraio 2021, in relazione alla esecuzione dei contratti pubblici finanziati, in tutto o in parte, con le risorse previste dai citati regolamenti, nonche’ dalle risorse del PNC, e dai programmi cofinanziati dai fondi strutturali dell’Unione Europea, si applicano le disposizioni del presente titolo, nonche’ le disposizioni del presente articolo.

2. Decorsi inutilmente i termini per la stipulazione del contratto, la consegna dei lavori, la costituzione del collegio consultivo tecnico, gli atti e le attivita’ di cui all’articolo 5 del decreto-legge 16 luglio 2020 n. 76, convertito, con modificazioni, dalla legge 11 settembre 2020, n. 120, nonche’ gli altri termini, anche endoprocedimentali, previsti dalla legge, dall’ordinamento della stazione appaltante o dal contratto per l’adozione delle determinazione relative all’esecuzione dei contratti pubblici PNRR e PNC, il responsabile o l’unita’ organizzativa di cui all’articolo 2, comma 9-bis, della legge 7 agosto 1990, n. 241, titolare del potere sostitutivo in caso di inerzia, d’ufficio o su richiesta dell’interessato, esercita il potere sostitutivo entro un termine pari alla meta’ di quello originariamente previsto, al fine di garantire il rispetto dei tempi di attuazione di cui al PNRR nonche’ al PNC e ai programmi cofinanziati dai fondi strutturali dell’Unione Europea.

3. Il contratto diviene efficace con la stipulazione e non trova applicazione l’articolo 32, comma 12, del decreto legislativo 18 aprile 2016 n. 50.

4. La stazione appaltante prevede, nel bando o nell’avviso di indizione della gara, che, qualora l’ultimazione dei lavori avvenga in anticipo rispetto al termine ivi indicato, e’ riconosciuto, a seguito dell’approvazione da parte della stazione appaltante del certificato di collaudo o di verifica di conformita’, un premio di accelerazione per ogni giorno di anticipo determinato sulla base degli stessi criteri stabiliti per il calcolo della penale, mediante utilizzo delle somme indicate nel quadro economico dell’intervento alla voce imprevisti, nei limiti delle risorse ivi disponibili, sempre che l’esecuzione dei lavori sia conforme alle obbligazioni assunte. In deroga all’articolo 113-bis del decreto legislativo n. 50 del 2016, le penali dovute per il ritardato adempimento possono essere calcolate in misura giornaliera compresa tra lo 0,6 per mille e l’1 per mille dell’ammontare netto contrattuale, da determinare in relazione all’entita’ delle conseguenze legate al ritardo, e non possono comunque superare, complessivamente, il 20 per cento di detto ammontare netto contrattuale.

Significativo il sistema derogatori allo stand still period ed anche il criterio premiale dell’ultimo comma.

Per brevità riporto gli altri elementi delle deroghe temporali (fino al 30/06/2023) del combinato DL 76/20 e DL 77/21

  • Sospensione per il sotto-soglia dell’istituto dell’articolo 93 del D.lgs 50/16
  • Ultrattività dello sblocca cantieri per quanto riguarda l’albo dei commissari e l’obbligo di indicare la terna dei subappaltatori in gara

LE MODIFICHE A REGIME

Come da esordio, ricordo che alcune modifiche non sono TEMPORIZZATE ma entrano a regime, ecco qualche esempio :

  • Tempi della stipulazione entro 60 gg –DL 76/20–
  • Clausole sociali –DL 76/20–
  • NUOVO regime del subappalto (articolo 49 del DL 77/21)

(Modifiche alla disciplina del subappalto)

1. Dalla data di entrata in vigore del presente decreto:

a) fino al 31 ottobre 2021, in deroga all’articolo 105, commi 2 e 5, del decreto legislativo 18 aprile 2016, n. 50, il subappalto non puo’ superare la quota del 50 per cento dell’importo complessivo del contratto di lavori, servizi o forniture. E’ pertanto abrogato l’articolo 1, comma 18, primo periodo, del decreto-legge 18 aprile 2019, n. 32, convertito, con modificazioni, dalla legge 14 giugno 2019, n. 55;

b) all’articolo 105 del decreto legislativo 18 aprile 2016, n. 50:

1) al comma 1, il secondo e il terzo periodo sono sostituiti dai seguenti: “A pena di nullita’, fatto salvo quanto previsto dall’articolo 106, comma 1, lettera d), il contratto non puo’ essere ceduto, non puo’ essere affidata a terzi l’integrale esecuzione delle prestazioni o lavorazioni oggetto del contratto di appalto, nonche’ la prevalente esecuzione delle lavorazioni relative al complesso delle categorie prevalenti e dei contratti ad alta intensita’ di manodopera. E’ ammesso il subappalto secondo le disposizioni del presente articolo.”;

2) al comma 14, il primo periodo e’ sostituito dal seguente: “Il subappaltatore, per le prestazioni affidate in subappalto, deve garantire gli stessi standard qualitativi e prestazionali previsti nel contratto di appalto e riconoscere ai lavoratori un trattamento economico e normativo non inferiore a quello che avrebbe garantito il contraente principale, inclusa l’applicazione dei medesimi contratti collettivi nazionali di lavoro, qualora le attivita’ oggetto di subappalto coincidano con quelle caratterizzanti l’oggetto dell’appalto ovvero riguardino le lavorazioni relative alle categorie prevalenti e siano incluse nell’oggetto sociale del contraente principale.”.

2. Dal 1° novembre 2021, al citato articolo 105 del decreto legislativo 18 aprile 2016, n. 50:

a) al comma 2, il terzo periodo e’ sostituito dal seguente: “Le stazioni appaltanti, nel rispetto dei principi di cui all’articolo 30, previa adeguata motivazione nella determina a contrarre, eventualmente avvalendosi del parere delle Prefetture competenti, indicano nei documenti di gara le prestazioni o le lavorazioni oggetto del contratto di appalto da eseguire a cura dell’aggiudicatario in ragione delle specifiche caratteristiche dell’appalto, ivi comprese quelle di cui all’articolo 89, comma 11, dell’esigenza, tenuto conto della natura o della complessita’ delle prestazioni o delle lavorazioni da effettuare, di rafforzare il controllo delle attivita’ di cantiere e piu’ in generale dei luoghi di lavoro e di garantire una piu’ intensa tutela delle condizioni di lavoro e della salute e sicurezza dei lavoratori ovvero di prevenire il rischio di infiltrazioni criminali, a meno che i subappaltatori siano iscritti nell’elenco dei fornitori, prestatori di servizi ed esecutori di lavori di cui al comma 52 dell’ articolo 1 della legge 6 novembre 2012, n. 190, ovvero nell’anagrafe antimafia degli esecutori istituita dall’articolo 30 del decreto-legge 17 ottobre 2016, n. 189, convertito, con modificazioni, dalla legge 15 dicembre 2016, n. 229.”;

b) il comma 5 e’ abrogato;

c) al comma 8, il primo periodo e’ sostituito dal seguente: “Il contraente principale e il subappaltatore sono responsabili in solido nei confronti della stazione appaltante in relazione alle prestazioni oggetto del contratto di subappalto.”.

3. Le amministrazioni competenti:

a) assicurano la piena operativita’ della Banca Dati Nazionale dei Contratti Pubblici di cui all’articolo 81 del decreto legislativo n. 50 del 2016, come modificato dall’articolo 54 del presente decreto;

b) adottano il documento relativo alla congruita’ dell’incidenza della manodopera, di cui all’articolo 105, comma 16, del citato decreto legislativo n. 50 del 2016 e all’articolo 8, comma 10-bis, del decreto-legge 16 luglio 2020, n. 76, convertito, con modificazioni, dalla legge 11 settembre 2020, n. 120;

c) adottano entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore del presente decreto il regolamento di cui all’articolo 91, comma 7, del decreto legislativo 6 settembre 2011, n. 159.

4. Per garantire la piena operativita’ e l’implementazione della banca dati di cui al comma 3, lettera a), e’ autorizzata la spesa di euro 1 milione per l’anno 2021 e di euro 2 milioni per ciascuno degli anni dal 2022 al 2026. Ai relativi oneri si provvede mediante corrispondente riduzione dell’autorizzazione di spesa di cui all’articolo 1, comma 200, della legge 23 dicembre 2014, n. 190.

UN DISCORSO A PARTE, riguarda invece il regime SPECIALE delle procedure di gara per gli investimenti finalizzati con fondi PNRR e PNC, art 50 DL 77/21.

Alcune peculiarità :

  • inserimento negli atti di gara di previsioni volte a presidiare la pari opportunità, la parità di genere e generazionale o come «requisiti all’entrata» (cd «sbarramento») o come «criteri di valutazione» (art 47)
  • nomina di un RUP « sui generis » che « valida e approva ciascuna fase progettuale o di esecuzione del contratto » (art 48)
  • possibilità di utilizzare la procedura negoziata « nella misura strettamente necessaria, quando, per ragioni di estrema urgenza derivanti da circostanze imprevedibili, non imputabili alla stazione appaltante, l’applicazione dei termini, anche abbreviati, previsti dalle procedure ordinarie può compromettere la realizzazione degli obiettivi o il rispetto dei tempi di attuazione di cui al PNRR nonché al PNC e ai programmi cofinanziati dai fondi strutturali dell’Unione Europea » (art 48)
  • attivazione del potere sostitutivo ex art 2 comma 9 bis L 241 1990 in caso di mancato rispetto dei termini relativi all’ esecuzione del contratto (art 50)
  • premio di accelerazione in caso di consegna dei lavori in anticipo (art 50)

Per terminare è importante ricordare che l’ultrattività del DL 77/21 sul DL 76/20 si applica all’articolo 21 di quest’ultimo, riporto un vecchio POST ( ricordatevi però il nuovo termine!!!)

Consiglio inoltre una guida veloce ai controlli della deliberazione 636/2019 ANAC ( a breve le nuove LL.GG. 4 ANAC, ora in consultazione).

In conclusione visti i DL c.d. semplificazione, il Parere MIT 757/2020, il parere CdS 445/2019 sembra che finalmente sia stata raggiunta la portata dell’affidamento diretto, non posso non menzionare Gertrude Stein ( una rosà è una rosa è una rosa ) come per dire che un affidamento diretto è un affidamento diretto . Grazie anche a De Gregori per la sua “Ragazza del ’95”. Approfondimento di un vecchio post

Affidamento diretto sentenza TAR BASILICATA 79/2020

Quando pur ricorrendo i presupposti per l’affidamento diretto ex art 36 c2 lett a si disapplica verso una procedure negoziata competitiva ex lett b, si devono garantire le procedure che mirano al rispetto dei principi dell’articolo 30. Questa la sintesi della sentenza, ed io come sempre vi ricordo Gertrude Stein con la sua “Una rosa e’ una rosa e’ una rosa”, non posso non richiamare il capolavoro di Francesco De Gregori ” La ragazza del ’95’

ed alcuni post che trattano l’affidamento diretto.

E poi ricordate che il limite per l’applicazione delle garanzie provvisorie non e’ da ricercarsi nel valore dell’appalto (40000 eur), ma nella procedure di scelta, si legga la Deliberazione 140/2019 ANAC.

Ancora Gertrude Stein, DELIBERAZIONE 140/19/ANAC

Nel ricordarvi dell’articolo di qualche giorno fa,

devo riportarvi un’altra decisione, questa volta non del CdS ma dell’ANAC , in particolare la deliberazione 140/19.

In questa deliberazione si impone a tutte le SA che entro i 40000 euro non applicano l’istituto dell’affidamento diretto ( 36 comma 2 lett a del codice dei contratti ) di chiedere la garanzia provvisoria dell’articolo 93 comma 1 del codice.

1. L’offerta e’ corredata da una garanzia fideiussoria, denominata “garanzia provvisoria” pari al 2 per cento del prezzo base indicato nel bando o nell’invito, sotto forma di cauzione o di fideiussione, a scelta dell’offerente. Al fine di rendere l’importo della garanzia proporzionato e adeguato alla natura delle prestazioni oggetto del contratto e al grado di rischio ad esso connesso, la stazione appaltante puo’ motivatamente ridurre l’importo della cauzione sino all’1 per cento ovvero incrementarlo sino al 4 per cento. Nel caso di procedure di gara realizzate in forma aggregata da centrali di committenza, l’importo della garanzia e’ fissato nel bando o nell’invito nella misura massima del 2 per cento del prezzo base. In caso di partecipazione alla gara di un raggruppamento temporaneo di imprese, la garanzia fideiussoria deve riguardare tutte le imprese del raggruppamento medesimo. ((Nei casi di cui all’articolo 36, comma 2, lettera a), e’ facolta’ della stazione appaltante non richiedere le garanzie di cui al presente articolo.))

La decisione dell’ANAC è mio modesto parere è giusta, in quanto la norma specifica, l’articolo 103 comma 11 del codice, non prevede una doppia condizione per la richiesta della garanzia provvisoria, importo e metodologia di affidamento, ma salva ( come opzione ) solo la metodologia dell’affidamento diretto ( a prescindere dall’importo ).

E’ facolta’ dell’amministrazione in casi specifici non richiedere una garanzia per gli appalti ((di cui all’articolo 36, comma 2, lettera a), nonche’ per gli appalti)) da eseguirsi da operatori economici di comprovata solidita’ nonche’ per le forniture di beni che per la loro natura, o per l’uso speciale cui sono destinati, debbano essere acquistati nel luogo di produzione o forniti direttamente dai produttori o di prodotti d’arte, macchinari, strumenti e lavori di precisione l’esecuzione dei quali deve essere affidata a operatori specializzati. L’esonero dalla prestazione della garanzia deve essere adeguatamente motivato ed e’ subordinato ad un miglioramento del prezzo di aggiudicazione

Qualora quindi ,le SA volessero anche stando sotto i 40000 euro procedere con l’istituto dell’articolo 36 comma 2 lettera b sarebbero obbligate a chiedere la garanzia dell’articolo 93 comma 1 vedendo ridurre ancora il numero degli operatori economici e quindi la possibilità di EFFETTUARE LA ROTAZIONE DEGLI INVITI.

Vi aspetto nel week end per uno speciale sulla nuova LLGG 4 .

DISCORSI ATTORNO AL CODICE DELL’AMMINISTRAZIONE DIGITALE, L’INUTILITA DI FIRMARE CON STAMPIGLIATURA D.LGS 39/93

Iniziamo da oggi a trattare in modo approfondito il CAD ( dall’origine al 179/16).

Parleremo del CAD di tutti i giorni, la creazione del documento, la copia informatica, la copia dall’analogico , le notifiche e le comunicazioni.

Iniziamo con le basi, ed analizziamo una pessima abitudine che ancora esiste in molte PP.AA. nostrane.

Esiste una forte confusione tra documento massivo analogico, stampato per intenderci, e documento informatico,

In particolare girando sui siti web istituzionali ancora si vedono documento sigillati con la dicitura ” firma  autografa omessa ai sensi dell’articolo 3 del D.Lgs 39/93.”

Una piccola parentesi, ricordate della conserva di pomodoro della mia natia terra ? trattare bene i dati significa non solo conservarli, ma selezionarli dall’inizio del processo ( o del procedimento amministrativo).

Far nascere dei documenti, per poi metterli sotto vuoto, in conservazione sostitutiva , con questa postilla equivale e sprecare spazio, a conservare qualcosa di sbagliato, riporto l’articolo di legge

Art. 3. 1. ((COMMA ABROGATO DAL D.LGS. 26 AGOSTO 2016, N. 179)). 2. Nell’ambito delle pubbliche amministrazioni l’immissione, la riproduzione su qualunque supporto e la trasmissione di dati, informazioni e documenti mediante sistemi informatici o telematici, nonche’ l’emanazione di atti amministrativi attraverso i medesimi sistemi, devono essere accompagnate dall’indicazione della fonte e del responsabile dell’immissione, riproduzione, trasmissione o emanazione. Se per la validita’ di tali operazioni e degli atti emessi sia prevista l’apposizione di firma autografa, la stessa e’ sostituita dall’indicazione a stampa, sul documento prodotto dal sistema automatizzato, del nominativo del soggetto responsabile.

E’ chiara l’intenzione di agevolare la firma quando i documenti sono massivi e stampati, in ogni caso questi documenti non hanno la forma del documento scritto.

Invece il documento formato ai sensi del CAD, dell’articolo 20 in particolare soddisfail requisito della forma scritta come da codice civile all’articolo 2702.

Art. 20 Validita’ ed efficacia probatoria dei documenti informatici 1. COMMA ABROGATO DAL D.LGS. 26 AGOSTO 2016, N. 179. ((1-bis. Il documento informatico soddisfa il requisito della forma scritta e ha l’efficacia prevista dall’articolo 2702 del Codice civile quando vi e’ apposta una firma digitale, altro tipo di firma elettronica qualificata o una firma elettronica avanzata o, comunque, e’ formato, previa identificazione informatica del suo autore, attraverso un processo avente i requisiti fissati dall’AgID ai sensi dell’articolo 71 con modalita’ tali da garantire la sicurezza, integrita’ e immodificabilita’ del documento e, in maniera manifesta e inequivoca, la sua riconducibilita’ all’autore. In tutti gli altri casi, l’idoneita’ del documento informatico a soddisfare il requisito della forma scritta e il suo valore probatorio sono liberamente valutabili in giudizio, in relazione alle caratteristiche di sicurezza, integrita’ e immodificabilita’. La data e l’ora di formazione del documento informatico sono opponibili ai terzi se apposte in conformita’ alle Linee guida.))

In questo post iniziale non mi dilungherò sui diversi tipi di fima previste dal CAD ( e dall’EiDAS reg. 2014/910) , ma mi fermo con il ricordare che la firma apposta come da articolo 3 del 39/93 non produce nessun effetto, inoltre se qualche banca permettesse di far girare gli assegni senza la firma autografa ma colla dicitura ” ha firmato chi avrebbe dovuto firmare”  vi fidereste ? io no.

Alla prossima

Chiarimenti sull’obbligo del MEPA da parte di alcune SA e del versamento dell’imposta di bollo.

Ancora si vocifera in giro che le Istituzioni Scolastiche Autonome abbiano l’obbligo di acquisire in MEPA per gli importi pari o superiori ad € 1000.

Questa convinzione è sbagliata, deriva da una lettura errata dell’aritcolo 1 comma 502 della L. 208/2015 ( Finanziaria per il 2016 ) che riporto

502. All’articolo 1, comma 450, della legge 27 dicembre 2006, n.
296, sono apportate le seguenti modificazioni:
a) le parole: «Dal 1º luglio 2007,» sono soppresse;
b) al primo periodo, dopo le parole: «per gli acquisti di beni e
servizi» sono inserite le seguenti: «di importo pari o superiore a
1.000 euro e»;

Questa norma modifica l’articolo 1 comma 450 della L. 296/2006 ( Finanziaria per il 2007 ) , della quale riporto la previgenza :

Dal 1° luglio 2007, le amministrazioni statali centrali e
periferiche, ad esclusione degli istituti e delle scuole di ogni
ordine e grado, delle istituzioni educative e delle istituzioni
universitarie, per gli acquisti di beni e servizi al di sotto della
soglia di rilievo comunitario, sono tenute a fare ricorso al mercato
elettronico della pubblica amministrazione di cui all’articolo 328,
comma 1, del regolamento di cui al decreto del Presidente della
Repubblica 5 ottobre 2010, n. 207. Fermi restando gli obblighi e le
facolta’ previsti …

quindi molto semplicemente dalla modifica apportata alla lettera dell’articolo 1 comma 450 della L. 296/06 da parte dell’articolo 1 comma 502 della legge 208/15 avremo il seguente contenuto normattivo , oggi vigente :

 

Le amministrazioni statali centrali e periferiche, ad
esclusione degli istituti e delle scuole di ogni ordine e grado,
delle istituzioni educative e delle istituzioni universitarie,
nonche’ gli enti nazionali di previdenza e assistenza sociale
pubblici e le agenzie fiscali di cui al decreto legislativo 30 luglio
1999, n. 300, per gli acquisti di beni e servizi di importo pari o
superiore a 1.000 euro e al di sotto della soglia di rilievo
comunitario

Quindi le ISA non hanno l’obbligo ma solo la facoltà di utilizzare il MEPA, le altre PP.AA. hanno l’obbligo del MEPA a partire da 1000 € .

Vale la pena ricordare in questo post chec occorre stare molto attenti quando si gestiscono le gare col MEPA , infatti sia  DPR 642/72 che  l’articolo 53 comma 3 delle regole dell’e-procurement impongono che che :

Il Soggetto Aggiudicatore è tenuto ad assicurare, tra l’altro, il rispetto delle norme sull’imposta di bollo e degli adempimenti pubblicitari, documentali,tributari e fiscali, nonché, in generale, degli adempimenti richiesti dalle normeapplicabili al procedimento posto in essere e al relativo Contratto stipulato.
Quindi c’è il chiaro concorso in evasione di imposta di bollo tra Aggiudicatario ed Aggiudicatore . Come sempre ho riportate le norme per permettervi di poter constatare oggettivamente i fatti, in allegato  :
Risoluzione 96/2013 Agenzia delle Entrate

La rotazione negli appalti , arriva in aiuto il Consiglio di Stato, Sezione VI, 31 agosto 2017, n. 4125,

La rotazione negli appalti ha lo scopo di evitare rendite e vantaggi non dovuti agli operatori economici che “radicano” nelle PA da un lato, dall’altro serve assieme alla trasparenza alla riduzione della dicrezionalità decisoria.

E’ evidente, dovrebbe esserlo, che la rotazione è un istituto che si applica solo alle procedure negoziate e non a quelle ordinarie.

Una decisione del CdS, la 4125/2017, pure se in maniera indiretta chiarisce quando e come applicare e disapplicare la rotazione “degli inviti”.

La sintesi, che diviene ispiratrice della devisione di Palazzo Spada recita ““Il principio di rotazione ‒ che per espressa previsione normativa deve orientare le stazioni appaltanti nella fase di consultazione degli operatori economici da consultare e da invitare a presentare le offerte ‒ trova fondamento nella esigenza di evitare il consolidamento di rendite di posizione in capo al gestore uscente (la cui posizione di vantaggio deriva soprattutto dalle informazioni
acquisite durante il pregresso affidamento), soprattutto nei mercati in cui il numero di agenti economici attivi non è elevato. Pertanto, al fine di ostacolare le pratiche di affidamenti senza gara ripetuti nel tempo che ostacolino l’ingresso delle piccole e medie imprese, e di favorire la distribuzioni temporale delle opportunità di aggiudicazione tra tutti gli operatori potenzialmente idonei, il principio di rotazione comporta in linea generale che l’invito all’affidatario uscente riveste carattere eccezionale e deve essere adeguatamente motivato, avuto riguardo al numero ridotto di operatori presenti sul mercato, al grado di soddisfazione maturato a conclusione del precedente rapporto contrattuale ovvero all’oggetto e alle caratteristiche del mercato di riferimento (in tal senso, cfr. la delibera 26 ottobre 2016, n. 1097 dell’Autorità nazionale anticorruzione, linee guida n. 4)”.

 

La rotazione è obbligatoria, per derogarla occorrono giuste motivazioni, con discrezionalità tecnica ( derivante da modelli organizzativi interni) e qualificazione del fornitore.

 Parere del Cds (cds4125_2017)

 

Affidamento diretto

Affidamento Diretto ed  accountability, la differenza con l’incarico fiduciario.

 

“… una rosa è una rosa, è una rosa è ,una rosa”…….. scriveva Gertrude Stein e cantava Franesco  De Gregori, mi vien da dire allora che l’affidamento  diretto, citato ben tre volte , articolo 31 coma 8 , 32 comma 2 e 36 comma 2 lett a …è un “affidamento diretto, è un affidamento diretto”…..

 

Chi continuerà a scappare dall’affidamento diretto, magari ricorrendo a forme “bastarde” come gli acquisti infra 40000 con la procedura negoziata vedrà sempre più peggiorare la propria situazione per il grosso costo – opportunità che si tramuta in DANNO ERARIALE .

Certo è che chi ha il coraggio di usare gli strumenti di legge non deve essere considerato un folle spericolato.

Vediamo un poco la differenza tra l’affidamento diretto e l’incarico fiduciario.

 

Sono istituti molto, ma molto diversi tra loro, gli elementi di maggior differenza sono :

  • L’ambito di applicazione
  • I controlli passivi

Per quanto riguarda gli ambiti, l’incarico fiduciario è proprio delle consulenze , cfr art 7 D.lgs 165/01 ed a differenza dell’affidamento diretto, i controlli passivi sono molto meno insistenti , diciamo quindi che tra i due istituti c’è una grossa discriminante, quella dell’accountability.

 

L’aver tolto dal codice degli appalti i termini  “adeguatamente , motivato” certamente non significa che le acquisizioni possono farsi senza logia e senza confronto, tanto è vero che la norma non può che essere ispirata dagli articoli 97 Cost e 3 comma 1 della L. 241/90 .

 

Tracciabilità

Determinazione 4/2017.

 

Con la determinazione 4/2017 l’ANAC in estrema sintesi spinge ad utilizzare in maniera corretta l’articolo 3 della L. 136/10( ovvero il CIG in tutta la filiera) aggiungendo solo l’invito a chiedere il CIG per tempo .

 

 

MEPA

Riporto un articolo pubblicato qualche settimana fa sull’obbligo del MEPA per gli importi superiori ai mille EURO, ricordando solo che il D.Lgs 56/17 in vigore dal 20/05/2017 ha modificato ( in meglio ) la disciplina del MEPA, seguiranno FOCUS.

 

 

 

Visto che negli ultimi giorni ho avuto per diverse volte posto lo stesso quesito voglio fare un poco di chiarezza, invitando, come sempre in modo sgarbato , che mi si addice , a leggere le norme in maniera oggettiva ed olistica.

 

Il MEPA non è obbligatorio per le istituzioni scolastiche , non lo è dal 2007, gli iscritti non sono salvi dai controlli di rito, e la procedura comporta ulteriori adempimenti, appresso l’analisi.

Il tutto nasce da un equivoco ( che in campo giuridico non può e non deve esistere),infatti la stabilità per il 2016, L. 208/2015 all’articolo 1 comma 502 permette a tutte le PA obbligate dal comma 450 dell’articolo 1 della L. 296/2006 di aderire al MEPA facoltativamente per gli importi fino a 1000 €.

riporto in stralcio ,

 502. All'articolo 1, comma 450, della legge 27  dicembre  2006,  n. 296, sono apportate le seguenti modificazioni:      a) le parole: «Dal 1º luglio 2007,» sono soppresse;      b) al primo periodo, dopo le parole: «per gli acquisti di beni  e servizi» sono inserite le seguenti: «di importo pari  o  superiore  a 1.000 euro e»; 

L’articolo 1 comma 450 della L. 296/2006 gia ab origine non prevedeva questo obbligo per le Istituzioni Scolastiche, riporto anche questa volta lo stralcio.
450.  Le  amministrazioni  statali  centrali  e   periferiche,   ad esclusione degli istituti e delle scuole  di  ogni  ordine  e  grado, delle  istituzioni  educative  e  delle  istituzioni   universitarie, nonche'  gli  enti  nazionali  di  previdenza  e  assistenza  sociale pubblici e le agenzie fiscali di cui al decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 300, per gli acquisti di beni e servizi di  importo  pari  o superiore a 1.000  euro  e  al  di  sotto  della  soglia  di  rilievo comunitario

Per chiarezza riporto lo stralcio della previgenza
 450. Dal 1° luglio 2007,  le  amministrazioni  statali  centrali  e periferiche, ad esclusione degli istituti  e  delle  scuole  di  ogni ordine e grado,  delle  istituzioni  educative  e  delle  istituzioni universitarie, per gli acquisti di beni e servizi al di  sotto  della soglia di rilievo comunitario, sono tenute a fare ricorso al  mercato elettronico della pubblica amministrazione di cui  all'articolo  328, comma 1, del regolamento di  cui  al  decreto  del  Presidente  della Repubblica 5 ottobre 2010, n. 207. Fermi restando gli obblighi  e  le facolta' previsti ...

Per quale motivo sconsiglio l’uso del MEPA ?
Una lunga serie di motivi , appresso una sintesi
a) non è obbligatorio per nessuno fino ai mille €, per le ISA a prescindere dall’importo
b) da Aprile 2016 lo stand still period  per la maggior parte dei casi non esiste ( articolo 32 comma 10 D.lgs 50/16)
c) non è vero che è piu trasparente, i fattori critici restano, ed a mio avviso gli illeciti oggi sono nella gestione della gara e non nella scelta del contraente
d) occorre stare molto attenti quando si gestiscono le gare col MEPA al DPR 642/72, infatti l’articolo 53 comma 3 delle regole dell’e-procurement ricorda che :
Il Soggetto Aggiudicatore è tenuto ad assicurare, tra l’altro, il rispetto delle norme sull’imposta di bollo e degli adempimenti pubblicitari, documentali,tributari e fiscali, nonché, in generale, degli adempimenti richiesti dalle normeapplicabili al procedimento posto in essere e al relativo Contratto stipulato.
Quindi c’è il chiaro concorso in evasione di imposta di bollo tra Aggiudicatario ed Aggiudicatore . Come sempre ho riportate le norme per permettervi di poter constatare oggettivamente i fatti, in allegato ci sono :
Circolare 36/2006 Agenzia delle Entrate
Risoluzione 96/2013 Agenzia delle Entrate