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IL DIRITTO DI ACCESSO AI DOCUMENTI DELL’ENTE…

Aggiornamento importante!

Al TAR 253/2020 FVG si aggiunge anche il CdS con 769/2022 . L’accesso ai Consiglieri ex art 43 c.2 del TUEL al Protocollo informatico dell’ente NON è CONCESSO !!!!!!!

Giusto per ricordare …

Un vecchio pOST

… da parte dei consiglieri.

L’articolo 43 comma 2 del TUEL …

2. I consiglieri comunali e provinciali hanno diritto di ottenere dagli uffici, rispettivamente, del comune e della provincia, nonche’ dalle loro aziende ed enti dipendenti, tutte le notizie e le informazioni in loro possesso, utili all’espletamento del proprio mandato. Essi sono tenuti al segreto nei casi specificamente determinati dalla legge.

… ma il tempo cambia e la societa’ si modifica, poi se c’e’ la grande rete in mezzo gli scenari si capovolgono.

Chiariamo subito che il diritto di accesso dei consiglieri e’ SACROSANTO quando serve a gestire il loro mandato rappresentativo, e soprattutto non deve rappresentare un controllo INDISCRIMINATO all’operato dell’ENTE, di questo avviso gia’ nel 2005 il CdS n. 5879 che in sintesi ricorda …

L’accesso dei consiglieri comunali e provinciali agli atti amministrativi dell’ente locale, disciplinato dall’art. 43, comma 2, del T.U.O.E.L. n. 267/2000, è un diritto pieno e non comprimibile all’accesso al fine di svolgere compiutamente il proprio mandato (C.d.S., Sez. V, 21 agosto 2006 n. 4855) da cui consegue che “ … i consiglieri comunali hanno diritto di accesso a tutti gli atti che possano essere d’utilità all’espletamento del loro mandato, senza alcuna limitazione” (sen. C.d.S. n. 2716 del 4 maggio 2004).

Tuttavia, il consigliere è soggetto al rispetto di alcune forme e modalità quali, ad esempio, l’obbligo di formulare istanze “ … in maniera specifica e dettagliata recando l’esatta indicazione degli estremi identificativi degli atti e dei documenti o, qualora siano noti tali estremi, almeno degli elementi che consentano l’individuazione dell’oggetto dell’accesso” (C.d.S., Sez. V, 2 settembre 2005, n. 4471, C.d.S., Sez. V, 2 settembre 2005 ed anche C.d.S., Sez. V, 28 novembre 2006, n. 6960). L’adempimento, infatti, non deve risultare eccessivamente gravoso per l’ente locale ed intralciare lo svolgimento dell’attività amministrativa con riflessi negativi sul regolare funzionamento degli uffici comunali (C.d.S., sez. V, 13 novembre 2002, n. 6293 e C.d.S., sez. V, 26 settembre 2000, n. 5109).

Ma ora viene il bello, con l’informatica, con la grande rete ed anche con lo SMART-WORKING i consiglieri hanno iniziato a chiedere, sempre in forza del 43 del TUEL l’accesso diretto al protocollo informatico dell’ENTE.

PAZZIAAAA !!!!!!, ovviamente non e’ solo un mio parere, vediamo due sentenze amministrative che vanno in questo verso .

TAR SICILIA 926/2020 ( anche in allegato) chiarisce che l’accesso diretti tramite il protocollo informatico equivale a ” controllo generalizzato “, si vedano le pagg. 14 e 15

ancora piu’ interessante e specifico il TAR 253/2020 del Friuli Venezia Giulia datato 09/07/2020 (sempre in allegato) che ricalca la 926/20 SICILIA ed aggiunge che l’accesso indiscriminato potrebbe ledere la riservatezza delle gare ( art 53 del D.Lgs 50/16) informazioni sulla genitorialita’ e sui TSO.

In estrema sintesi l’accesso e’ sacrosanto, il controllo indiscriminato assolutamente NO !!!

A questo punto muoviamoci a scrivere il nuovo manuale di gestione documentale ed il regolamento di accesso agli atti amministrativi.

Differimento adempimenti ANAC, non tutti per il momento.

Riporto la comunicazione dell’Autorità.

Responsabili Prevenzione Corruzione e Trasparenza
Differiti al 31 marzo 2021 i termini per la predisposizione e la pubblicazione della Relazione annuale 2020 dell’Rpct, e dei Piani Triennali 2021-2023 

Tenuto conto dell’emergenza sanitaria da Covid-19, il Consiglio dell’Autorità Nazionale Anticorruzione nella seduta del 2 dicembre 2020 ha ritenuto opportuno differire, al 31 marzo 2021, il termine ultimo per la predisposizione e la pubblicazione della Relazione annuale 2020 che i Responsabili per la Prevenzione della corruzione e la trasparenza (RPCT) sono tenuti ad elaborare, ai sensi dell’art. 1, co. 14, della legge 190/2012. A tal fine, l’Autorità metterà a disposizione, entro l’11 dicembre prossimo, l’apposito modello, che sarà generato anche per chi, su base volontaria, ha utilizzato la Piattaforma per l’acquisizione dei dati sui Piani triennali per la prevenzione della corruzione e la trasparenza.  Restano valide le Relazioni già pubblicate. 

Per le stesse motivazioni legate all’emergenza sanitaria e al fine di consentire ai RPCT di svolgere adeguatamente tutte le attività connesse all’elaborazione dei Piani triennali per la prevenzione della corruzione e la trasparenza, il Consiglio dell’Autorità ha altresì deliberato di differire alla medesima data (31 marzo 2021) il termine ultimo per la predisposizione e la pubblicazione dei Piani Triennali per la prevenzione della corruzione e la trasparenza 2021-2023. 

Speriamo solo l’inizio del differimento…

Richiesta dati liste elettorali.

Spesso, anche per i più nobili dei motivi, pervengono istanze per la richiesta delle liste elettorali, ad esempio per la festa dei coscritti, bella tradizione ed ottima occasione di confronto sociale.

Purtroppo queste richieste non sempre possono essere accettate, infatti la norma di riferimento per il rilascio delle liste ( articolo 51 DPR 223/67)

Art. 51.
Gli atti relativi alla revisione semestrale delle liste elettorali sono sempre ostensibili a chiunque. La copia delle liste generali di ciascun Comune, autenticata dalla Commissione elettorale mandamentale, e’ conservata negli archivi della Commissione stessa.
Le liste generali del Comune devono essere riunite in uno o piu’ registri debitamente numerati e conservate nell’archivio comunale. Le liste devono recare l’indicazione dell’anno e del numero di protocollo dell’incartamento relativo alla iscrizione di ciascun cittadino iscritto.
((Le liste elettorali possono essere rilasciate in copia per finalita’ di applicazione della disciplina in materia di elettorato attivo e passivo, di studio, di ricerca statistica, scientifica o storica, o carattere socio-assistenziale o per il perseguimento di un interesse collettivo o diffuso.))

Ogni richiesta deve essere valutata anche in ottica GDPR, quindi chiedete sempre il supporto del vostro DPO.

IL DIRITTO DI ACCESSO AI DOCUMENTI DELL’ENTE…

… da parte dei consiglieri.

L’articolo 43 comma 2 del TUEL …

2. I consiglieri comunali e provinciali hanno diritto di ottenere dagli uffici, rispettivamente, del comune e della provincia, nonche’ dalle loro aziende ed enti dipendenti, tutte le notizie e le informazioni in loro possesso, utili all’espletamento del proprio mandato. Essi sono tenuti al segreto nei casi specificamente determinati dalla legge.

… ma il tempo cambia e la societa’ si modifica, poi se c’e’ la grande rete in mezzo gli scenari si capovolgono.

Chiariamo subito che il diritto di accesso dei consiglieri e’ SACROSANTO quando serve a gestire il loro mandato rappresentativo, e soprattutto non deve rappresentare un controllo INDISCRIMINATO all’operato dell’ENTE, di questo avviso gia’ nel 2005 il CdS n. 5879 che in sintesi ricorda …

L’accesso dei consiglieri comunali e provinciali agli atti amministrativi dell’ente locale, disciplinato dall’art. 43, comma 2, del T.U.O.E.L. n. 267/2000, è un diritto pieno e non comprimibile all’accesso al fine di svolgere compiutamente il proprio mandato (C.d.S., Sez. V, 21 agosto 2006 n. 4855) da cui consegue che “ … i consiglieri comunali hanno diritto di accesso a tutti gli atti che possano essere d’utilità all’espletamento del loro mandato, senza alcuna limitazione” (sen. C.d.S. n. 2716 del 4 maggio 2004).

Tuttavia, il consigliere è soggetto al rispetto di alcune forme e modalità quali, ad esempio, l’obbligo di formulare istanze “ … in maniera specifica e dettagliata recando l’esatta indicazione degli estremi identificativi degli atti e dei documenti o, qualora siano noti tali estremi, almeno degli elementi che consentano l’individuazione dell’oggetto dell’accesso” (C.d.S., Sez. V, 2 settembre 2005, n. 4471, C.d.S., Sez. V, 2 settembre 2005 ed anche C.d.S., Sez. V, 28 novembre 2006, n. 6960). L’adempimento, infatti, non deve risultare eccessivamente gravoso per l’ente locale ed intralciare lo svolgimento dell’attività amministrativa con riflessi negativi sul regolare funzionamento degli uffici comunali (C.d.S., sez. V, 13 novembre 2002, n. 6293 e C.d.S., sez. V, 26 settembre 2000, n. 5109).

Ma ora viene il bello, con l’informatica, con la grande rete ed anche con lo SMART-WORKING i consiglieri hanno iniziato a chiedere, sempre in forza del 43 del TUEL l’accesso diretto al protocollo informatico dell’ENTE.

PAZZIAAAA !!!!!!, ovviamente non e’ solo un mio parere, vediamo due sentenze amministrative che vanno in questo verso .

TAR SICILIA 926/2020 ( anche in allegato) chiarisce che l’accesso diretti tramite il protocollo informatico equivale a ” controllo generalizzato “, si vedano le pagg. 14 e 15

ancora piu’ interessante e specifico il TAR 253/2020 del Friuli Venezia Giulia datato 09/07/2020 (sempre in allegato) che ricalca la 926/20 SICILIA ed aggiunge che l’accesso indiscriminato potrebbe ledere la riservatezza delle gare ( art 53 del D.Lgs 50/16) informazioni sulla genitorialita’ e sui TSO.

In estrema sintesi l’accesso e’ sacrosanto, il controllo indiscriminato assolutamente NO !!!

A questo punto muoviamoci a scrivere il nuovo manuale di gestione documentale ed il regolamento di accesso agli atti amministrativi.

Articolo 12 D.Lgs 33/13. Questo sconosciuto.

L’Articolo 12 del D.lgs 33/13 primo comma, per facilitare la comprensione ai cittadini del complesso sistema normativo ( leggi e regolamenti ) impone la pubblicazione in -AT , DISPOSIZIONI GENERALI, ATTI GENERALI- di una serie di norme per aiutarli a gestire il rapporto con la PA.

Art. 12 Obblighi di pubblicazione concernenti gli atti di carattere normativo e amministrativo generale 1. Fermo restando quanto previsto per le pubblicazioni nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana dalla legge 11 dicembre 1984, n. 839, e dalle relative norme di attuazione, le pubbliche amministrazioni pubblicano sui propri siti istituzionali i riferimenti normativi con i relativi link alle norme di legge statale pubblicate nella banca dati «Normattiva» che ne regolano l’istituzione, l’organizzazione e l’attivita’. Sono altresi’ pubblicati le direttive, le circolari, i programmi e le istruzioni emanati dall’amministrazione e ogni atto ((, previsto dalla legge o comunque adottato,)) che dispone in generale sulla organizzazione, sulle funzioni, sugli obiettivi, sui procedimenti ovvero nei quali si determina l’interpretazione di norme giuridiche che le riguardano o si dettano disposizioni per l’applicazione di esse, ivi compresi i codici di condotta ((, le misure integrative di prevenzione della corruzione individuate ai sensi dell’articolo 1, comma 2-bis, della legge n. 190 del 2012, i documenti di programmazione strategico-gestionale e gli atti degli organismi indipendenti di valutazione)).

Purtroppo questo LAVORACCIO non viene quasi mai effettuato, per questo motivo riporto una selezione delle norme trasversali a tutte le PA, bastera’ selezionarle, copiarle e poi incollarle nell’area specifica di AT.

Norme articolo 12 D.lgs 33/13

Sei in:Home/Norme articolo 12 D.lgs 33/13

  • D.Lgs. 97/2016 (Revisione e semplificazione delle disposizioni in materia di prevenzione della corruzione, pubblicità e trasparenza, correttivo della legge 6 novembre 2012, n. 190 e del decreto legislativo 14 marzo 2013, n. 33, ai sensi dell’articolo 7 della legge 7 agosto 2015, n. 124, in materia di riorganizzazione delle amministrazioni pubbliche)
  • D.Lgs. 33/2013 (Riordino della disciplina riguardante gli obblighi di pubblicità, trasparenza e diffusione di informazioni da parte delle pubbliche amministrazioni)
  • L. 221/2012 (Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 18 ottobre 2012, n. 179, recante ulteriori misure urgenti per la crescita del Paese)
  • L. 190/2012 (Disposizioni per la prevenzione e la repressione della corruzione e dell’illegalità nella pubblica amministrazione)
  • D.L. 179/2012 (Ulteriori misure urgenti per la crescita del Paese)
  • L. 134/2012 (Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 22 giugno 2012, n. 83, recante misure urgenti per la crescita del Paese)
  • D.L. 95/2012 (Disposizioni urgenti per la revisione della spesa pubblica con invarianza dei servizi ai cittadini (nonché misure di rafforzamento patrimoniale delle imprese del settore bancario)
  • D.L. 83/2012 (Misure urgenti per la crescita del Paese)
  • D.Lgs. 235/2010 (Modifiche ed integrazioni al decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82, recante Codice dell’amministrazione digitale, a norma dell’articolo 33 della legge 18 giugno 2009, n. 69)
  • D.Lgs. 150/2009 (Attuazione della legge 4 marzo 2009, n. 15, in materia di ottimizzazione della produttività del lavoro pubblico e di efficienza e trasparenza delle pubbliche amministrazioni)
  • L. 69/2009 (Disposizioni per lo sviluppo economico, la semplificazione, la competitività nonché in materia di processo civile)
  • L. 133/2008 (Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, recante disposizioni urgenti per lo sviluppo economico, la semplificazione, la competitività, la stabilizzazione della finanza pubblica e la perequazione tributaria)
  • D.L. 112/2008 (Disposizioni urgenti per lo sviluppo economico, la semplificazione, la competitività, la stabilizzazione della finanza pubblica e la perequazione Tributaria)
  • D.Lgs. 81/2008 (Attuazione dell’articolo 1 della L. 23/2007, in materia di tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro)particolare, l’art. 1, c. 622, concernente le modalita di assolvimento dell’obbligo di istruzione decennale
  • D.Lgs. 82/2005 (Codice dell’amministrazione digitale)
  • D.Lgs. 196/2003 (Codice in materia di protezione dei dati personali)
  • D.P.R. 394/1999 (Regolamento recante norme di attuazione del testo unico delle disposizioni concernenti la disciplina dell’immigrazione e norme sulla condizione dello straniero, a norma dell’articolo 1, comma 6, del decreto legislativo 25 luglio 1998, n. 286)
  • L. 59/1997 (Delega al Governo per il conferimento di funzioni e compiti alle regioni ed enti locali, per la riforma della pubblica amministrazione e per la semplificazione amministrativa)
  • L. 104/1992 (Legge-quadro per l’assistenza, l’integrazione sociale e i diritti delle persone diversamente abili)
  • L. 241/1990 (Nuove norme in materia di procedimento amministrativo e di diritto di accesso ai documenti amministrativi)
  • Reg 2014/910 (Il Regolamento eIDAS (electronic IDentification Authentication and Signature) 
  • Reg 2016/679 (GDPR )
  • D.Lgs 50/2016 (Codice dei Contratti Pubblici )
  • D.Lgs 179/16 Modifiche ed integrazioni al Codice dell’amministrazione digitale
  • D.Lgs 217/17 Disposizioni integrative e correttive al decreto legislativo 26 agosto 2016, n. 179
  • L. 160/19 Bilancio di previsione dello Stato per l’anno finanziario 2020

Resta inteso che questa e’ solo una base di partenza, occorre aggiungere le norme di settore ( per le scuole, per gli ee.ll, per le as, per gli ordini etc etc) ed i regolamenti.

Un po’ di contratti pubblici. Consiglio di Stato sulla rotazione.

Nell’attesa della pubblicazione del Regolamento (che sara’ deludente) parliamo velocemente della sentenza 2654/2020 del CdS sulla c.d. r.d.o aperta .

La sentenza ci ricorda che il principio di rotazione , richiamato anche nel primo comma dell’articolo 36 del D.Lgs 50/16 non si applica quando si sceglie la RDO Aperta, cioe’ quando nell’area ad accesso pubblico di una piattaforma di negoziazione si evidenziano le procedure selettive dando poi il tempo agli OE di profilarsi ed iscriversi.

Ricorderete che gia’ tempo addietro ho parlato di questa possibilita’, quindi nell’attesa di confrontarci sul REGOLAMENTO UNICO vi riporto i post di riferimento ( erano TAR e non CDS) e vi allego la sentenza 2654/2020 ( che e’ riferita a SINTEL) .

SEMPLICI PROCEDURE BUONI (VANTAGGI ECONOMICI-SUSSIDI) COVID-19

Purtroppo molti Enti Locali non hanno applicato bene le norme per minimizzare i dati esponendo i nominativi dei beneficiari dei sussidi .

Analisi veloce, poi vi rimando ad un post e vi lascio un file excel.

Prima cosa i dati del disagio sociale non sono considerati dati particolari (o sensibili ) ma “informazioni para – sensibili” cioè capaci di dimostrare disagi socio – economici degli interessati / beneficiari .

Operativamente cosa significa ? vediamolo velocemente :

  • preserviamo la dignità delle persone sin dall’applicazione dell’articolo 124 del D.Lgs 267/00 anonimizzando i dati ed inserendo “per relationem” i documenti qualificanti nella pubblicazione ex art. 32 l. 69/09
  • non essendo i dati PARTICOLARI o SENSIBILI non rientrano nell’ambito dell’art 24 della L. 241/90 ( quindi art. 22 L. 241/90 facilmente applicabile)
  • rientrano nell’ultimo comma dell’articolo 26 D.lgs 33/13 ( quindi anche se superiori a 1000 euro, comma 2, non vanno pubblicati i beneficiari comma 4 )

Questi punti sopra sono elencati velocemente, per dettagli vedere ma soprattutto dopo continuate a leggere …

Vi ho chiesto di continuare a leggere perchè molti hanno chiesto quale procedura usare per rendere la tracciabilità dei beneficiari senza pubblicare :

  • nome
  • cognome
  • codice fiscale
  • indirizzo
  • cellulare
  • telefono di casa
  • segno zodiacale
  • numero di piede etc etc

La risposta mia rimane sempre la stessa : una qualsiasi procedura valida deve essere SEMPLICE DA APPLICARE.
Ad esempio essendo un’istanza vi ricordo che è soggetta a protocollazione, art 18 bis L. 241/90 , indi anche il solo protocollo potrebbe garantire un poco di riservatezza e la tracciabilita’ .

Oppure vi allego un foglio excel ( da utilizzare per qualsiasi dato univoco da generare ) che partendo da nome,cognome,codice fiscale e cellulare crea degli identificativi univoci con semplici algoritmi ,

NOMECOGNOMECODICEFISCALECELLULARECODICE UNIVOCO
vincenzo de prico dprvcn75l17c361y3389141276


e513891150vin243

Ovviamente i numeri che vedete sono prima trattati con valori costanti e poi assemblati per avere il CODICE UNIVOCO che andrà pubblicato e consegnato al DESTINATARIO.

Resta inteso che il file excel è modificabile ed ulteriormente “complicabile” ( magari iinserendo il codice Belfiore del Comune di riferimento ) , serve a dimostrare quanto sia semplice generaredati UNIVOCI anonimizzati partendo da dati comuni.

Per chiudere mi soffermo come sempre sulla trasparenza delle cose, infatti e’ I M P O R T A N T I S S I M O ricordare che ai sensi dell’articolo 26 del 33/13 (ma anche del 12 della 241/90) la mancata pubblicazione dei provvedimenti di beneficio rende inefficace il provvedimento, riporto il terzo comma del 26

3. La pubblicazione ai sensi del presente articolo costituisce condizione legale di efficacia dei provvedimenti che dispongano concessioni e attribuzioni di importo complessivo superiore a mille euro nel corso dell’anno solare al medesimo beneficiario. La mancata, incompleta o ritardata pubblicazione rilevata d’ufficio dagli organi di controllo e’ altresi’ rilevabile dal destinatario della prevista concessione o attribuzione e da chiunque altro abbia interesse, anche ai fini del risarcimento del danno da ritardo da parte dell’amministrazione, ai sensi dell’articolo 30 del decreto legislativo 2 luglio 2010, n. 104.

e l’articolo 12 della L. 241/90

Art. 12. (Provvedimenti attributivi di vantaggi economici) 1. La concessione di sovvenzioni, contributi, sussidi ed ausili finanziari e l’attribuzione di vantaggi economici di qualunque genere a persone ed enti pubblici e privati sono subordinate alla predeterminazione ((…)) da parte delle amministrazioni procedenti, nelle forme previste dai rispettivi ordinamenti, dei criteri e delle modalita’ cui le amministrazioni stesse devono attenersi. 2. L’effettiva osservanza dei criteri e delle modalita’ di cui al comma 1 deve risultare dai singoli provvedimenti relativi agli interventi di cui al medesimo comma 1.

In allegato il file excel.

a presto.

Bonus DOCENTI tra TRASPARENZA e RISERVATEZZA.

Questo breve post, chiaramente indirizzato alle sole I.S potrebbe essere comunque di spunto per tutte le PA.

Diverse componenti sindacali lamentano la poca trasparenza di alcune istituzione sull’attribuzione dei BONUS.

Come sempre la risposta e’ nella norma, basta leggere il primo comma dell’articolo 20 del D.Lgs 33/13.

Art. 20 Obblighi di pubblicazione dei dati relativi alla valutazione della performance e alla distribuzione dei premi al personale.

1. Le pubbliche amministrazioni pubblicano i dati relativi all’ammontare complessivo dei premi collegati alla performance stanziati e l’ammontare dei premi effettivamente distribuiti.

La norma chiaramente non impone l’elenco nominativo dei docenti con l’ammontare specifico.

Qualcuno potrebbe obiettare che a questo punto non vi e’ nessun controllo o sindacato sulla distribuzione del BONUS.

In realta’ non è cosí , infatti abbiamo al secondo comma ( aggiunto dal 97/16 , FOIA) la risposta

2. ((Le pubbliche amministrazioni pubblicano i criteri definiti nei sistemi di misurazione e valutazione della performance per l’assegnazione del trattamento accessorio e i dati relativi alla sua distribuzione, in forma aggregata, al fine di dare conto del livello di selettivita’ utilizzato nella distribuzione dei premi e degli incentivi, nonche’ i dati relativi al grado di differenziazione nell’utilizzo della premialita’ sia per i dirigenti sia per i dipendenti.))

Quindi, il sindacato e la discrezionalita’, le regole di attribuzione dei fondi premiali sono prodromici all’attribuzione .

In sintesi e’ lecito pubblicare la somma aggregata della distribuzione dei bonus senza enucleare il dettaglio, solo due piccole precisazioni :

  • ai sensi dell’articolo 24 della L/ 241/90 non vi e’ alcuna esclusione del diritto di accesso ex articolo 22, quindi chi si sente leso puo’ adire al diritto di accesso documentale, non all’accesso civico
  • l’attribuzione del BONUS viene data per i ” normali doveri d’ufficio”, conseguentemente non rientrano negli obblighi di comunicazione al DFP mediante la procedura PerlPA-Anagrafe delle prestazioni.

Regolamento all'uso degli strumenti informatici.

destinatari : RPCT, Titolare, DPO, RTD, Amministratore di Sistema, Apicali, RSU.

Questo regolamento deve essere adottato per l’uso di strumenti informatici, qualora l’ente abbia già adottato uno strumento simile deve comunicarmelo all’indirizzo PEC ca@infopec.net , inoltre si ricorda che deve essere condiviso con la componente sindacale.

Premesse importanti :

  • questo regolamento attua le politiche di sicurezza, anche organizzative della propria organizzazione
  • questo regolamento contempla la norma contenuta nell’articolo 12 commi 3 e 3 bis del D.Lgs 82/05, quindi si applica ai device anche non di proprietà od in possesso dell’Ente , ma di proprietà od in possesso del dipendente dell’Ente , c.d. BYOD
  • questo regolamento coniuga ed attua le seguenti norme , la L. 300/70 art 4 c 1, il D.Lgs 196/03, Il reg. 2016/279 per quanto riguarda l’utilizzo degli strumenti informatici ed è vincolante tra le parti una volta approvato
  • questo regolamento deve essere diffuso ai dipendenti e valgono ai sensi degli articoli 2104 e 2105 del codice civile
  • ai fini di questo regolamento per strumenti informatici si intendono strumentazioni hardware, software , locali, dipartimentali, cloud od in altra tecnologia

Parte 1 . Regole generali

  1. non è consentito installare autonomamente programmi provenienti dall’esterno salvo previa autorizzazione esplicita dell’amministratore di sistema, in quanto sussiste il grave pericolo di portare virus e di creare rischi seri per la sicurezza informatica.
  2. non è consentito l’uso di programmi diversi da quelli distribuiti ed installati ufficialmente dal responsabile dei sistemi informatici. L’inosservanza di questa disposizione, infatti, oltre al rischio di danneggiamenti del sistema per incompatibilità con il software esistente, può esporre l’azienda a gravi responsabilità civili ed anche penali in caso di violazione della normativa a tutela dei diritti d’autore sul software.
  3. non è consentito all’utente modificare le caratteristiche impostate sul proprio PC, salvo previa autorizzazione esplicita dell’amministratore di sistema. Il personal computer, inoltre, deve essere spento ogni sera prima di lasciare gli uffici o in caso di assenze prolungate dall’ufficio.
  4. non è consentita l’installazione sul proprio PC di nessun dispositivo di memorizzazione, comunicazione o altro (come ad esempio masterizzatori, modem, ecc…), se non con l’autorizzazione espressa dell’amministratore di sistema. A tal proposito sarebbe altamente consigliato per l’azienda impedire la possibilità per i dipendenti /incaricati di poter salvare i dati e portarli all’esterno bloccando, per esempio, gli accessi alle usb o adottando procedure analoghe.
  5. l’accesso agli strumenti è protetto da password; per l’accesso devono essere utilizzati Username e password assegnate dall’Amministratore di Sistema. A tal proposito si rammenta che essi sono strettamente personali e l’utente è tenuto a conservarli nella massima segretezza. Certamente non con post-it attaccati al PC. A tal proposito è bene responsabilizzare i dipendenti sulle conseguenze di detto comportamento “apparentemente innocuo” e sulle responsabilità che ne derivano.

I controlli effettuati dal datore di lavoro sugli strumenti informatici non sono lesivi della riservatezza se non finalizzati al controllo a distanza in forza dell’articolo 4 della L. 300/70 – cassazione 10955/2015 – CEDU 2017

Si allega e si diffonde assieme alle regole qui scritte il doc. web n. 1387522 intitolato le linee guida del Garante per posta elettronica e internet

Inoltre al fine di diffondere la cultura della protezione dei dati l’Ente attraverso i social, newsletter e lezioni frontali promuove il seguente programma formativo :



Obiettivi della formazione, diffondere i nuovi standard di consapevolezza, vedi il post che segue sulle LLGG AGID SICUREZZA INFORMATICA

ACCESSO DOCUMENTALE BATTE ACCESSO CIVICO

Sapete che l’anno 2020 rappresentera’ per la PA italiana un ANNO ZERO ? Si, AD00 o meglio #@D00 non Anno Domini ma @nno digitale 00. Inizia la rivoluzione e tra qualche giorno vi darò il programma e le tappe nazionali rivelandovi anche una grossa novità che mi rende molto orgoglioso.

Ma ora torniamo al nostro post analizzando un’interessante sentenza del CdS, la n 05702 del 13 Agosto 2019.

In breve il fatto.

Un imprenditore chiede sia un accesso ex articolo 22 241/90 che un accesso civico per quanto riguarda taluni procedimenti sugli immobili rientranti nell’abito aziendale.

Il comune destinatario del doppio accesso respinge ambedue le istanze.

Si ricorre al TAR NAPOLI ed asseconda il COMUNE per il diniego documentale e l’imprenditore per l’articolo 5 33/13.

Si procede con il CdS che sancisce una massima da CONDIVIDERE a più non posso “l’ACCESSO CIVICO NON E’ DISFUNZIONALE ALLA’ACCESSO DOCUMENTALE, NON PUO’ ESSERE D’INTRALCIO ALLA GESTIONE DELLA PA E NON DEVE ESSERE IN MODO MALIZIOSO, MA SEMPRE SECONDO LA BUONA FEDE , e soprattutto deve riguardare interessi pubblici !!!!!” , il tutto ovviamente partendo dalla funzione definitoria del FOIA contenuto nell’articolo 1 del D.Lgs 33/13.

La trasparenza e’ intesa come accessibilita’ totale ((dei dati e documenti detenuti dalle pubbliche amministrazioni, allo scopo di tutelare i diritti dei cittadini, promuovere la partecipazione degli interessati all’attivita’ amministrativa e)) favorire forme diffuse di controllo sul perseguimento delle funzioni istituzionali e sull’utilizzo delle risorse pubbliche.