Articoli

Scadenze del 31/12/2020 e del 28/02/2021. Due piccioni con una fava.

Come gia’ piu’ volte scritto (qualcuno mi legge?), il DL 76/20 ha modificato due DELLE norme piu’ dirompenti nelle PP.AA., la L. 241/90 ed il D.lgs 50/16.

ENTRO IL 31/12/2020 occorre ridefinire i tempi procedimentali ed entro il 28/02/2021 occorre approvare un piano di traslazione dei servizi sul canale informatico-telematico dell’ente.

La riduzione dei termini e’ disciplinata dall’articolo 12 del Dl 76/20 ( modifiche alla L. 241/90)

2. Entro il 31 dicembre 2020 le amministrazioni e gli enti pubblici statali provvedono a verificare e a rideterminare, in riduzione, i termini di durata dei procedimenti di loro competenza ai sensi dell’articolo 2 della legge 7 agosto 1990, n. 241.

Mentre la piu’ nota traslazione al digitale e’ trattata dall’articolo 24 del Dl 76/20.

1-quater. I soggetti di cui all’articolo 2, comma 2, lettera a), rendono fruibili tutti i loro servizi anche in modalita’ digitale e, al fine di attuare il presente articolo, avviano i relativi progetti di trasformazione digitale entro il 28 febbraio 2021.

Una cosa deve essere chiara a tutti, senza TERRORISMO, in nessun cavillo del DL 76/20 ( e della conversione in Legge 120) e’ scritto che entro fine febbraio i servizi devono essere fruibili, entro la scadenza deve esserci un programma (allineato con il PTIPA) di trasformazione.

Vi riporto alcuni vecchi post sull’argomento e vi lascio un foglio excel per fare questo lavoraccio insieme. Il file e’ protetto da password, basta chiedermela.

Il file excel rappresenta una griglia dove appuntare la riduzione dei termini (art. 12 ) e la trasposizione dei servizi in digitale ( art 24 ). Una volta riempiti i dati dovete contattarmi per il progetto da attuare.

I procedimenti censiti sono tipici dell’ente locale ma riducendo qualcosa sono adattabili anche altre PP.AA.

qui il file da compilare .

Come sempre per qualsiasi informazione :

vincenzo de prisco cell. 3389141276.

Riduzione dei termini procedimentali ( 241/90 e 120/2020)

Riprendiamo il discorso gia’ iniziato con questo post .

Il DL 76/2020, poi L. 120/2020 al fine di snellire il procedimento impone una rideterminazione dei tempi , questo anche perche’lo stesso decreto legge introduce una forte dematerializzazione dei procedimenti .

Quindi occorre rivedere i procedimenti amministrativi in capo ai servizi del Comune e con delibera di giunta attribuire nuovi tempi.

A ben vedere questo dovrebbe completare quanto detto anche dalla L. 190/12 e dal corollario operativo del FOIA. In attesa dell’imposizione dei tempi dall’alto (con criteri di misurazione da DPCM) questa forse rappresenta la piu’ amplia modifica alla 241/90 dopo quella del 2005 .

Riporto uno schema di esempio che potrebbe servire per misurare e confrontare i tempi procedimentali.


norma decorre a partire da termine ante art 12 c 2 DL76termine post art 12 c 2 DL76a chi compete ?
Accesso documentaleLegge n. 241/1990    regolamento accesso                protocollo istanza30
??
Segreteria
Accesso civico generalizzatoD.Lgs. 33/2013protocollo istanza30
??
Segreteria
cittadinanzaL. 91/1992dalla notifica del decreto180
??
servizi demografici
Acconciatori – apertura, subingresso, modifiche, trasferimento sede, sostituzione direttore tecnico (SCIA)L174/2005data istanza30
??
commercio
Erogazione contributi economici soggetti indigentiL. 328/2000 e Regolamento comunale protocollo istanza45??
Servizi Sociali
Controllo SCIA in materia ediliziaDPR 380/2001 D.Lgs 222/2016 L. 241/1990data istanza30??
edilizia privata

E’ evidente che questo sopra e’ solo uno stralcio ma potrebbe servire come basi di lavoro, poi chi vuole approfondire puo’ chimarmi.

SPEED and SPRINT PA. Ancora sul DL semplificazioni.

Continuiamo il nostro discorso trasversale tra 241/90 appalti e trasparenza con alcune chicche della L. 120/20.

Il DL 76/20 ( e la conversione in legge) spinge verso un nuovo paradigma il funzionario pubblico.

Forse il legislatore non ha dato molta enfasi a questa novita’ quindi conviene analizzare l’articolo 21 del 76/2020.

Responsabilita’ erariale

1. All’articolo 1, comma 1, della legge 14 gennaio 1994, n. 20, dopo il primo periodo e’ inserito il seguente: “La prova del dolo richiede la dimostrazione della volonta’ dell’evento dannoso.”.

2. Limitatamente ai fatti commessi dalla data di entrata in vigore del presente decreto e fino al ((31 dicembre 2021)), la responsabilita’ dei soggetti sottoposti alla giurisdizione della Corte dei conti in materia di contabilita’ pubblica per l’azione di responsabilita’ di cui all’articolo 1 della legge 14 gennaio 1994, n. 20, e’ limitata ai casi in cui la produzione del danno conseguente alla condotta del soggetto agente e’ da lui dolosamente voluta. La limitazione di responsabilita’ prevista dal primo periodo non si applica per i danni cagionati da omissione o inerzia del soggetto agente.

Leggendo il secondo comma dell’articolo 21 del DL 76/20 e’ chiaro che c’e’ oggettiva responsabilita’ (erariale) del dipendente pubblico che rallenta o blocca le procedure amministrative, mentre la prova del dolo deve essere intimamente legata alla volonta’ del danno ( diviene una grossa colpa in sintesi).

Il secondo comma dell’articolo 21 del Dl 76/20 diviene un corollario del modificato ( sempre in forza del 76/20) articolo 2 comma 4 bis della L. 241/90 :

Le pubbliche amministrazioni misurano e ((pubblicano nel proprio sito internet istituzionale, nella sezione “Amministrazione trasparente”,)) i tempi effettivi di conclusione dei procedimenti amministrativi di maggiore impatto per i cittadini e per le imprese, comparandoli con i termini previsti dalla normativa vigente. Con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, su proposta del Ministro per la pubblica amministrazione, previa intesa in Conferenza unificata di cui all’articolo 8 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281, ((sono definiti)) modalita’ e criteri di misurazione dei tempi effettivi di conclusione dei procedimenti ((, nonche’ le ulteriori modalita’ di pubblicazione)) di cui al primo periodo.

Ma per questo attendiamo il DPCM attuativo che sara’ legato anche all’informatizzazione dei procedimenti amministrativi.

Per le puntate precedenti sul Dl 76/20 consiglio una veloce rilettura dei seguenti POST :

La L. 241/90. I migliori anni della nostra vita.

Il DL 76/20 ha modificato alcuni aspetti molto importanti della L. 241/90, iniziamo a vedere velocemente quali :

  • Nuovi tempi di conclusione delle attivita’ amministrative ( art.2 comma 4 bis legge 241/90 )

4-bis. Le pubbliche amministrazioni misurano e ((pubblicano nel proprio sito internet istituzionale, nella sezione “Amministrazione trasparente”,)) i tempi effettivi di conclusione dei procedimenti amministrativi di maggiore impatto per i cittadini e per le imprese, comparandoli con i termini previsti dalla normativa vigente. Con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, su proposta del Ministro per la pubblica amministrazione, previa intesa in Conferenza unificata di cui all’articolo 8 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281, ((sono definiti)) modalita’ e criteri di misurazione dei tempi effettivi di conclusione dei procedimenti ((, nonche’ le ulteriori modalita’ di pubblicazione)) di cui al primo periodo.

  • Nuova spinta verso il CAD con l’articolo 3 bis…

1. Per conseguire maggiore efficienza nella loro attivita’, le amministrazioni pubbliche ((agiscono mediante strumenti informatici e telematici)), nei rapporti interni, tra le diverse amministrazioni e tra queste e i privati.

… con l’articolo 5 comma 3 menzionando il domicilio digitale

3. L’unita’ organizzativa competente ((, il domicilio digitale)) e il nominativo del responsabile del procedimento sono comunicati ai soggetti di cui all’articolo 7 e, a richiesta, a chiunque vi abbia interesse

e la lettera del secondo comma dell’articolo 8 ( art 8 c.2 lett b L. 241/90)

((d) le modalita’ con le quali, attraverso il punto di accesso telematico di cui all’articolo 64-bis del decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82 o con altre modalita’ telematiche, e’ possibile prendere visione degli atti, accedere al fascicolo informatico di cui all’articolo 41 dello stesso decreto legislativo n. 82 del 2005 ed esercitare in via telematica i diritti previsti dalla presente legge;))

Altro aspetto importante riguarda ….. continua a seguirci.

Nel frattempo vediamo qualche modifica al codice dei contratti ( ed anche qui si continua nei prossimi giorni )

Richiesta dati liste elettorali.

Spesso, anche per i più nobili dei motivi, pervengono istanze per la richiesta delle liste elettorali, ad esempio per la festa dei coscritti, bella tradizione ed ottima occasione di confronto sociale.

Purtroppo queste richieste non sempre possono essere accettate, infatti la norma di riferimento per il rilascio delle liste ( articolo 51 DPR 223/67)

Art. 51.
Gli atti relativi alla revisione semestrale delle liste elettorali sono sempre ostensibili a chiunque. La copia delle liste generali di ciascun Comune, autenticata dalla Commissione elettorale mandamentale, e’ conservata negli archivi della Commissione stessa.
Le liste generali del Comune devono essere riunite in uno o piu’ registri debitamente numerati e conservate nell’archivio comunale. Le liste devono recare l’indicazione dell’anno e del numero di protocollo dell’incartamento relativo alla iscrizione di ciascun cittadino iscritto.
((Le liste elettorali possono essere rilasciate in copia per finalita’ di applicazione della disciplina in materia di elettorato attivo e passivo, di studio, di ricerca statistica, scientifica o storica, o carattere socio-assistenziale o per il perseguimento di un interesse collettivo o diffuso.))

Ogni richiesta deve essere valutata anche in ottica GDPR, quindi chiedete sempre il supporto del vostro DPO.

Tanti auguri L. 241/90

Oggi sono 30 ANNI, sono cambiate le tecnologie, e’ cambiata la societa’ ma tu sei sempre attuale.

L’accesso agli atti dei consiglieri comunali. LABIRINTO.

Come e’ noto i Consiglieri di EE.LL hanno una norma specifica per l’accesso agli atti, che diversamente dall’accesso ex articolo 22 L. 241/90 non deve essere motivato, riporto il secondo comma dell’articolo 43 del D.lgs 267/00.

I consiglieri comunali e provinciali hanno diritto di ottenere dagli uffici, rispettivamente, del comune e della provincia, nonche’ dalle loro aziende ed enti dipendenti, tutte le notizie e le informazioni in loro possesso, utili all’espletamento del proprio mandato. Essi sono tenuti al segreto nei casi specificamente determinati dalla legge.

Ma vale sempre questo principio ? ci sono delle limitazioni ? Vediamo qualche spunto giurisprudenziale.

Il primo limite all’accesso indiscriminato deriva dal CdS 5879/2005 che riporto in sintesi

L’accesso dei consiglieri comunali e provinciali agli atti amministrativi dell’ente locale, disciplinato dall’art. 43, comma 2, del T.U.O.E.L. n. 267/2000, è un diritto pieno e non comprimibile all’accesso al fine di svolgere compiutamente il proprio mandato (C.d.S., Sez. V, 21 agosto 2006 n. 4855) da cui consegue che “ … i consiglieri comunali hanno diritto di accesso a tutti gli atti che possano essere d’utilità all’espletamento del loro mandato, senza alcuna limitazione” (sen. C.d.S. n. 2716 del 4 maggio 2004).

Tuttavia, il consigliere è soggetto al rispetto di alcune forme e modalità quali, ad esempio, l’obbligo di formulare istanze “ … in maniera specifica e dettagliata recando l’esatta indicazione degli estremi identificativi degli atti e dei documenti o, qualora siano noti tali estremi, almeno degli elementi che consentano l’individuazione dell’oggetto dell’accesso” (C.d.S., Sez. V, 2 settembre 2005, n. 4471, C.d.S., Sez. V, 2 settembre 2005 ed anche C.d.S., Sez. V, 28 novembre 2006, n. 6960). L’adempimento, infatti, non deve risultare eccessivamente gravoso per l’ente locale ed intralciare lo svolgimento dell’attività amministrativa con riflessi negativi sul regolare funzionamento degli uffici comunali (C.d.S., sez. V, 13 novembre 2002, n. 6293 e C.d.S., sez. V, 26 settembre 2000, n. 5109).

E’ evidente l’analogia con i limiti degli accessi ( anche delle istanze civiche ) che valgono per i privati.

Inoltre, altra analogia importantissimi e’ da ricercarsi nell’applicare i limiti propri dell’articolo 24 della L. 241/90

Art. 24 (( (Esclusione dal diritto di accesso).)) ((1. Il diritto di accesso e’ escluso: a) per i documenti coperti da segreto di Stato ai sensi della legge 24 ottobre 1977, n. 801, e successive modificazioni, e nei casi di segreto o di divieto di divulgazione espressamente previsti dalla legge, dal regolamento governativo di cui al comma 6 e dalle pubbliche amministrazioni ai sensi del comma 2 del presente articolo; b) nei procedimenti tributari, per i quali restano ferme le particolari norme che li regolano; c) nei confronti dell’attivita’ della pubblica amministrazione diretta all’emanazione di atti normativi, amministrativi generali, di pianificazione e di programmazione, per i quali restano ferme le particolari norme che ne regolano la formazione; d) nei procedimenti selettivi, nei confronti dei documenti amministrativi contenenti informazioni di carattere psicoattitudinale relativi a terzi. 2. Le singole pubbliche amministrazioni individuano le categorie di documenti da esse formati o comunque rientranti nella loro disponibilita’ sottratti all’accesso ai sensi del comma 1. 3. Non sono ammissibili istanze di accesso preordinate ad un controllo generalizzato dell’operato delle pubbliche amministrazioni. 4. L’accesso ai documenti amministrativi non puo’ essere negato ove sia sufficiente fare ricorso al potere di differimento. 5. I documenti contenenti informazioni connesse agli interessi di cui al comma 1 sono considerati segreti solo nell’ambito e nei limiti di tale connessione. A tale fine le pubbliche amministrazioni fissano, per ogni categoria di documenti, anche l’eventuale periodo di tempo per il quale essi sono sottratti all’accesso. 6. Con regolamento, adottato ai sensi dell’articolo 17, comma 2, della legge 23 agosto 1988, n. 400, il Governo puo’ prevedere casi di sottrazione all’accesso di documenti amministrativi: a) quando, al di fuori delle ipotesi disciplinate dall’articolo 12 della legge 24 ottobre 1977, n. 801, dalla loro divulgazione possa derivare una lesione, specifica e individuata, alla sicurezza e alla difesa nazionale, all’esercizio della sovranita’ nazionale e alla continuita’ e alla correttezza delle relazioni internazionali, con particolare riferimento alle ipotesi previste dai trattati e dalle relative leggi di attuazione; b) quando l’accesso possa arrecare pregiudizio ai processi di formazione, di determinazione e di attuazione della politica monetaria e valutaria; c) quando i documenti riguardino le strutture, i mezzi, le dotazioni, il personale e le azioni strettamente strumentali alla tutela dell’ordine pubblico, alla prevenzione e alla repressione della criminalita’ con particolare riferimento alle tecniche investigative, alla identita’ delle fonti di informazione e alla sicurezza dei beni e delle persone coinvolte, all’attivita’ di polizia giudiziaria e di conduzione delle indagini; d) quando i documenti riguardino la vita privata o la riservatezza di persone fisiche, persone giuridiche, gruppi, imprese e associazioni, con particolare riferimento agli interessi epistolare, sanitario, professionale, finanziario, industriale e commerciale di cui siano in concreto titolari, ancorche’ i relativi dati siano forniti all’amministrazione dagli stessi soggetti cui si riferiscono; e) quando i documenti riguardino l’attivita’ in corso di contrattazione collettiva nazionale di lavoro e gli atti interni connessi all’espletamento del relativo mandato. 7. Deve comunque essere garantito ai richiedenti l’accesso ai documenti amministrativi la cui conoscenza sia necessaria per curare o per difendere i propri interessi giuridici. Nel caso di documenti contenenti dati sensibili e giudiziari, l’accesso e’ consentito nei limiti in cui sia strettamente indispensabile e nei termini previsti dall’articolo 60 del decreto legislativo 30 giugno 2003, n. 196, in caso di dati idonei a rivelare lo stato di salute e la vita sessuale)).

Altra limitazione deriva questa volta da una norma speciale, come ribadito dal CdS 12/2019 , per quanto riguarda l’accesso agli atti prodotti dalla Corte dei Conti in forza del D.Lgs 174/2016, e che per analogia a tutte le vicende dei giudizi ( non solo contabili ).

In estrema SINTESI il potere di accesso indiscriminato e’ stato dalla giurisprudenza molto ridotto, ed occorre valutare singolarmente ogni richiesta anche se tendenzialmente i consiglieri “…hanno diritto di accesso a tutti gli atti che possano essere d’utilità all’espletamento del loro mandato, senza alcuna limitazione ” senza pero’ creare istanze tendenziose ma devono essere formulate ” … in maniera specifica e dettagliata recando l’esatta indicazione degli estremi identificativi degli atti e dei documenti o, qualora siano noti tali estremi, almeno degli elementi che consentano l’individuazione dell’oggetto dell’accesso.”

Prossimamente un approfondimento sull’accesso al protocollo informatico e le policy di sicurezza da utilizzare.

#rtd

#ad0000

#transizionealdigitale

#repubblicadigitale

La liberta’ di accesso alle informazioni della PA

Non voglio ripetermi parlando di prevalenza della trasparenza sulla riservatezza CTD ma voglio raccogliere alcuni esempi, episodi e richieste che solitamente vengono rigettate perche’ qualcuno continua a parlare di PRIVACY.

Accesso da parte dei consiglieri. Possibilissimo, vedi articolo 43 del TUEL

Accesso dell’avvocato. Ovvio, 391 quater cpp

Acceso appalti pubblici. Qui spendo due parole in più .

(Accesso agli atti e riservatezza)
1. Salvo quanto espressamente previsto nel presente codice, il diritto di accesso agli atti delle procedure di affidamento e di esecuzione dei contratti pubblici, ivi comprese le candidature e le offerte, e’ disciplinato dagli articoli 22 e seguenti della legge 7 agosto 1990, n. 241. Il diritto di accesso agli atti del processo di asta elettronica puo’ essere esercitato mediante l’interrogazione delle registrazioni di sistema informatico che contengono la documentazione in formato elettronico dei detti atti ovvero tramite l’invio ovvero la messa a disposizione di copia autentica degli atti.
2. Fatta salva la disciplina prevista dal presente codice per gli appalti secretati o la cui esecuzione richiede speciali misure di sicurezza, il diritto di accesso e’ differito: a) nelle procedure aperte, in relazione all’elenco dei soggetti che hanno presentato offerte, fino alla scadenza del termine per la presentazione delle medesime; b) nelle procedure ristrette e negoziate e nelle gare informali, in relazione all’elenco dei soggetti che hanno fatto richiesta di invito o che hanno manifestato il loro interesse, e in relazione all’elenco dei soggetti che sono stati invitati a presentare offerte e all’elenco dei soggetti che hanno presentato offerte, fino alla scadenza del termine per la presentazione delle offerte medesime; ai soggetti la cui richiesta di invito sia stata respinta, e’ consentito l’accesso all’elenco dei soggetti che hanno fatto richiesta di invito o che hanno manifestato il loro interesse, dopo la comunicazione ufficiale, da parte delle stazioni appaltanti, dei nominativi dei candidati da invitare; c) in relazione alle offerte, fino all’aggiudicazione; d) in relazione al procedimento di verifica della anomalia dell’offerta, fino all’aggiudicazione.
3. Gli atti di cui al comma 2, fino alla scadenza dei termini ivi previsti, non possono essere comunicati a terzi o resi in qualsiasi altro modo noti.
4. L’inosservanza dei commi 2 e 3 per i pubblici ufficiali o per gli incaricati di pubblici servizi rileva ai fini dell’articolo 326 del codice penale.
5. Fatta salva la disciplina prevista dal presente codice per gli appalti secretati o la cui esecuzione richiede speciali misure di sicurezza, sono esclusi il diritto di accesso e ogni forma di divulgazione in relazione: a) alle informazioni fornite nell’ambito dell’offerta o a giustificazione della medesima che costituiscano, secondo motivata e comprovata dichiarazione dell’offerente, segreti tecnici o commerciali; b) ai pareri legali acquisiti dai soggetti tenuti all’applicazione del presente codice, per la soluzione di liti, potenziali o in atto, relative ai contratti pubblici; c) alle relazioni riservate del direttore dei lavori ((, del direttore dell’esecuzione)) e dell’organo di collaudo sulle domande e sulle riserve del soggetto esecutore del contratto; d) alle soluzioni tecniche e ai programmi per elaboratore utilizzati dalla stazione appaltante o dal gestore del sistema informatico per le aste elettroniche, ove coperti da diritti di privativa intellettuale.
6. In relazione all’ipotesi di cui al comma 5, lettera a), e’ consentito l’accesso al concorrente ai fini della difesa in giudizio dei propri interessi in relazione alla procedura di affidamento del contratto.

In sintesi, abbiamo una norma speciale limitata ovviamente alle enucleazioni del codice, altrimenti vige il 22 della 241/90.

E’ chiaro che il tenore speciale ( salvo altre espressioni ) si riferisce al differimento dell’accesso finalizzato a non inquinare il procedimento di aggiudicazione. Da sottolineare che con le fasi del nuovo codice ( l’articolo 32 ) , la querelle della legittimazione di accesso differita all’aggiudicazione provvisoria o definitiva è da ritenersi superata.

Accesso agli atti del confinante, l’evergreen

Un confinante chiede l’accesso agli autorizzativi di un cantiere confinante. TAR Roma 2025/2017, il requisito della vicinates legittima sempre l’accesso agli atti. Qualche TAR piu’ vecchio, 2015 , ricorda che non solo il confinante, ma anche il frontista e chiunque’ si trovi in una situazione di stabile collegamento e’ legittimato.

Ovviamente valgono le raccomandazioni di legge dell’articolo 24 della L. 241/90

((1. Il diritto di accesso e’ escluso: a) per i documenti coperti da segreto di Stato ai sensi della legge 24 ottobre 1977, n. 801, e successive modificazioni, e nei casi di segreto o di divieto di divulgazione espressamente previsti dalla legge, dal regolamento governativo di cui al comma 6 e dalle pubbliche amministrazioni ai sensi del comma 2 del presente articolo; b) nei procedimenti tributari, per i quali restano ferme le particolari norme che li regolano; c) nei confronti dell’attivita’ della pubblica amministrazione diretta all’emanazione di atti normativi, amministrativi generali, di pianificazione e di programmazione, per i quali restano ferme le particolari norme che ne regolano la formazione; d) nei procedimenti selettivi, nei confronti dei documenti amministrativi contenenti informazioni di carattere psicoattitudinale relativi a terzi.

2. Le singole pubbliche amministrazioni individuano le categorie di documenti da esse formati o comunque rientranti nella loro disponibilita’ sottratti all’accesso ai sensi del comma 1.

3. Non sono ammissibili istanze di accesso preordinate ad un controllo generalizzato dell’operato delle pubbliche amministrazioni.

4. L’accesso ai documenti amministrativi non puo’ essere negato ove sia sufficiente fare ricorso al potere di differimento.

5. I documenti contenenti informazioni connesse agli interessi di cui al comma 1 sono considerati segreti solo nell’ambito e nei limiti di tale connessione. A tale fine le pubbliche amministrazioni fissano, per ogni categoria di documenti, anche l’eventuale periodo di tempo per il quale essi sono sottratti all’accesso.

6. Con regolamento, adottato ai sensi dell’articolo 17, comma 2, della legge 23 agosto 1988, n. 400, il Governo puo’ prevedere casi di sottrazione all’accesso di documenti amministrativi: a) quando, al di fuori delle ipotesi disciplinate dall’articolo 12 della legge 24 ottobre 1977, n. 801, dalla loro divulgazione possa derivare una lesione, specifica e individuata, alla sicurezza e alla difesa nazionale, all’esercizio della sovranita’ nazionale e alla continuita’ e alla correttezza delle relazioni internazionali, con particolare riferimento alle ipotesi previste dai trattati e dalle relative leggi di attuazione; b) quando l’accesso possa arrecare pregiudizio ai processi di formazione, di determinazione e di attuazione della politica monetaria e valutaria; c) quando i documenti riguardino le strutture, i mezzi, le dotazioni, il personale e le azioni strettamente strumentali alla tutela dell’ordine pubblico, alla prevenzione e alla repressione della criminalita’ con particolare riferimento alle tecniche investigative, alla identita’ delle fonti di informazione e alla sicurezza dei beni e delle persone coinvolte, all’attivita’ di polizia giudiziaria e di conduzione delle indagini; d) quando i documenti riguardino la vita privata o la riservatezza di persone fisiche, persone giuridiche, gruppi, imprese e associazioni, con particolare riferimento agli interessi epistolare, sanitario, professionale, finanziario, industriale e commerciale di cui siano in concreto titolari, ancorche’ i relativi dati siano forniti all’amministrazione dagli stessi soggetti cui si riferiscono; e) quando i documenti riguardino l’attivita’ in corso di contrattazione collettiva nazionale di lavoro e gli atti interni connessi all’espletamento del relativo mandato.

7. Deve comunque essere garantito ai richiedenti l’accesso ai documenti amministrativi la cui conoscenza sia necessaria per curare o per difendere i propri interessi giuridici. Nel caso di documenti contenenti dati sensibili e giudiziari, l’accesso e’ consentito nei limiti in cui sia strettamente indispensabile e nei termini previsti dall’articolo 60 del decreto legislativo 30 giugno 2003, n. 196, in caso di dati idonei a rivelare lo stato di salute e la vita sessuale)).

e degli articolo 59 e 60 del D.lgs 196/03

Art. 59 ( Accesso a documenti amministrativi ((e accesso civico)) )

1. Fatto salvo quanto previsto dall’articolo 60, i presupposti, le modalita’, i limiti per l’esercizio del diritto di accesso a documenti amministrativi contenenti dati personali, e la relativa tutela giurisdizionale, restano disciplinati dalla legge 7 agosto 1990, n. 241, e successive modificazioni e dalle altre disposizioni di legge in materia, nonche’ dai relativi regolamenti di attuazione, anche per cio’ che concerne i tipi di dati ((di cui agli articoli 9 e 10 del regolamento)) e le operazioni di trattamento eseguibili in esecuzione di una richiesta di accesso. ((PERIODO SOPPRESSO DAL D.LGS. 10 AGOSTO 2018, N. 101)).

((1-bis. I presupposti, le modalita’ e i limiti per l’esercizio del diritto di accesso civico restano disciplinati dal decreto legislativo 14 marzo 2013, n. 33.))

Art. 60 (( Dati relativi alla salute o alla vita sessuale o all’orientamento sessuale). ))

((1. Quando il trattamento concerne dati genetici, relativi alla salute, alla vita sessuale o all’orientamento sessuale della persona, il trattamento e’ consentito se la situazione giuridicamente rilevante che si intende tutelare con la richiesta di accesso ai documenti amministrativi, e’ di rango almeno pari ai diritti dell’interessato, ovvero consiste in un diritto della personalita’ o in un altro diritto o liberta’ fondamentale.))

Chiudo riportando un vecchio post sulla richiesta di accesso da parte delle forze dell’ordine nei Comuni e sui tipi di accesso da parte della PA.

La liberta’ di accesso alle informazioni della PA

Non voglio ripetermi parlando di prevalenza della trasparenza sulla riservatezza CTD ma voglio raccogliere alcuni esempi, episodi e richieste che solitamente vengono rigettate perche’ qualcuno continua a parlare di PRIVACY.

Accesso da parte dei consiglieri. Possibilissimo, vedi articolo 43 del TUEL

Accesso dell’avvocato. Ovvio, 391 quater cpp

Acceso appalti pubblici. Qui spendo due parole in più .

(Accesso agli atti e riservatezza)
1. Salvo quanto espressamente previsto nel presente codice, il diritto di accesso agli atti delle procedure di affidamento e di esecuzione dei contratti pubblici, ivi comprese le candidature e le offerte, e’ disciplinato dagli articoli 22 e seguenti della legge 7 agosto 1990, n. 241. Il diritto di accesso agli atti del processo di asta elettronica puo’ essere esercitato mediante l’interrogazione delle registrazioni di sistema informatico che contengono la documentazione in formato elettronico dei detti atti ovvero tramite l’invio ovvero la messa a disposizione di copia autentica degli atti.
2. Fatta salva la disciplina prevista dal presente codice per gli appalti secretati o la cui esecuzione richiede speciali misure di sicurezza, il diritto di accesso e’ differito: a) nelle procedure aperte, in relazione all’elenco dei soggetti che hanno presentato offerte, fino alla scadenza del termine per la presentazione delle medesime; b) nelle procedure ristrette e negoziate e nelle gare informali, in relazione all’elenco dei soggetti che hanno fatto richiesta di invito o che hanno manifestato il loro interesse, e in relazione all’elenco dei soggetti che sono stati invitati a presentare offerte e all’elenco dei soggetti che hanno presentato offerte, fino alla scadenza del termine per la presentazione delle offerte medesime; ai soggetti la cui richiesta di invito sia stata respinta, e’ consentito l’accesso all’elenco dei soggetti che hanno fatto richiesta di invito o che hanno manifestato il loro interesse, dopo la comunicazione ufficiale, da parte delle stazioni appaltanti, dei nominativi dei candidati da invitare; c) in relazione alle offerte, fino all’aggiudicazione; d) in relazione al procedimento di verifica della anomalia dell’offerta, fino all’aggiudicazione.
3. Gli atti di cui al comma 2, fino alla scadenza dei termini ivi previsti, non possono essere comunicati a terzi o resi in qualsiasi altro modo noti.
4. L’inosservanza dei commi 2 e 3 per i pubblici ufficiali o per gli incaricati di pubblici servizi rileva ai fini dell’articolo 326 del codice penale.
5. Fatta salva la disciplina prevista dal presente codice per gli appalti secretati o la cui esecuzione richiede speciali misure di sicurezza, sono esclusi il diritto di accesso e ogni forma di divulgazione in relazione: a) alle informazioni fornite nell’ambito dell’offerta o a giustificazione della medesima che costituiscano, secondo motivata e comprovata dichiarazione dell’offerente, segreti tecnici o commerciali; b) ai pareri legali acquisiti dai soggetti tenuti all’applicazione del presente codice, per la soluzione di liti, potenziali o in atto, relative ai contratti pubblici; c) alle relazioni riservate del direttore dei lavori ((, del direttore dell’esecuzione)) e dell’organo di collaudo sulle domande e sulle riserve del soggetto esecutore del contratto; d) alle soluzioni tecniche e ai programmi per elaboratore utilizzati dalla stazione appaltante o dal gestore del sistema informatico per le aste elettroniche, ove coperti da diritti di privativa intellettuale.
6. In relazione all’ipotesi di cui al comma 5, lettera a), e’ consentito l’accesso al concorrente ai fini della difesa in giudizio dei propri interessi in relazione alla procedura di affidamento del contratto.

In sintesi, abbiamo una norma speciale limitata ovviamente alle enucleazioni del codice, altrimenti vige il 22 della 241/90.

E’ chiaro che il tenore speciale ( salvo altre espressioni ) si riferisce al differimento dell’accesso finalizzato a non inquinare il procedimento di aggiudicazione. Da sottolineare che con le fasi del nuovo codice ( l’articolo 32 ) , la querelle della legittimazione di accesso differita all’aggiudicazione provvisoria o definitiva è da ritenersi superata.

Accesso agli atti del confinante, l’evergreen

Un confinante chiede l’accesso agli autorizzativi di un cantiere confinante. TAR Roma 2025/2017, il requisito della vicinates legittima sempre l’accesso agli atti. Qualche TAR piu’ vecchio, 2015 , ricorda che non solo il confinante, ma anche il frontista e chiunque’ si trovi in una situazione di stabile collegamento e’ legittimato.

Ovviamente valgono le raccomandazioni di legge dell’articolo 24 della L. 241/90

((1. Il diritto di accesso e’ escluso: a) per i documenti coperti da segreto di Stato ai sensi della legge 24 ottobre 1977, n. 801, e successive modificazioni, e nei casi di segreto o di divieto di divulgazione espressamente previsti dalla legge, dal regolamento governativo di cui al comma 6 e dalle pubbliche amministrazioni ai sensi del comma 2 del presente articolo; b) nei procedimenti tributari, per i quali restano ferme le particolari norme che li regolano; c) nei confronti dell’attivita’ della pubblica amministrazione diretta all’emanazione di atti normativi, amministrativi generali, di pianificazione e di programmazione, per i quali restano ferme le particolari norme che ne regolano la formazione; d) nei procedimenti selettivi, nei confronti dei documenti amministrativi contenenti informazioni di carattere psicoattitudinale relativi a terzi.

2. Le singole pubbliche amministrazioni individuano le categorie di documenti da esse formati o comunque rientranti nella loro disponibilita’ sottratti all’accesso ai sensi del comma 1.

3. Non sono ammissibili istanze di accesso preordinate ad un controllo generalizzato dell’operato delle pubbliche amministrazioni.

4. L’accesso ai documenti amministrativi non puo’ essere negato ove sia sufficiente fare ricorso al potere di differimento.

5. I documenti contenenti informazioni connesse agli interessi di cui al comma 1 sono considerati segreti solo nell’ambito e nei limiti di tale connessione. A tale fine le pubbliche amministrazioni fissano, per ogni categoria di documenti, anche l’eventuale periodo di tempo per il quale essi sono sottratti all’accesso.

6. Con regolamento, adottato ai sensi dell’articolo 17, comma 2, della legge 23 agosto 1988, n. 400, il Governo puo’ prevedere casi di sottrazione all’accesso di documenti amministrativi: a) quando, al di fuori delle ipotesi disciplinate dall’articolo 12 della legge 24 ottobre 1977, n. 801, dalla loro divulgazione possa derivare una lesione, specifica e individuata, alla sicurezza e alla difesa nazionale, all’esercizio della sovranita’ nazionale e alla continuita’ e alla correttezza delle relazioni internazionali, con particolare riferimento alle ipotesi previste dai trattati e dalle relative leggi di attuazione; b) quando l’accesso possa arrecare pregiudizio ai processi di formazione, di determinazione e di attuazione della politica monetaria e valutaria; c) quando i documenti riguardino le strutture, i mezzi, le dotazioni, il personale e le azioni strettamente strumentali alla tutela dell’ordine pubblico, alla prevenzione e alla repressione della criminalita’ con particolare riferimento alle tecniche investigative, alla identita’ delle fonti di informazione e alla sicurezza dei beni e delle persone coinvolte, all’attivita’ di polizia giudiziaria e di conduzione delle indagini; d) quando i documenti riguardino la vita privata o la riservatezza di persone fisiche, persone giuridiche, gruppi, imprese e associazioni, con particolare riferimento agli interessi epistolare, sanitario, professionale, finanziario, industriale e commerciale di cui siano in concreto titolari, ancorche’ i relativi dati siano forniti all’amministrazione dagli stessi soggetti cui si riferiscono; e) quando i documenti riguardino l’attivita’ in corso di contrattazione collettiva nazionale di lavoro e gli atti interni connessi all’espletamento del relativo mandato.

7. Deve comunque essere garantito ai richiedenti l’accesso ai documenti amministrativi la cui conoscenza sia necessaria per curare o per difendere i propri interessi giuridici. Nel caso di documenti contenenti dati sensibili e giudiziari, l’accesso e’ consentito nei limiti in cui sia strettamente indispensabile e nei termini previsti dall’articolo 60 del decreto legislativo 30 giugno 2003, n. 196, in caso di dati idonei a rivelare lo stato di salute e la vita sessuale)).

e degli articolo 59 e 60 del D.lgs 196/03

Art. 59 ( Accesso a documenti amministrativi ((e accesso civico)) )

1. Fatto salvo quanto previsto dall’articolo 60, i presupposti, le modalita’, i limiti per l’esercizio del diritto di accesso a documenti amministrativi contenenti dati personali, e la relativa tutela giurisdizionale, restano disciplinati dalla legge 7 agosto 1990, n. 241, e successive modificazioni e dalle altre disposizioni di legge in materia, nonche’ dai relativi regolamenti di attuazione, anche per cio’ che concerne i tipi di dati ((di cui agli articoli 9 e 10 del regolamento)) e le operazioni di trattamento eseguibili in esecuzione di una richiesta di accesso. ((PERIODO SOPPRESSO DAL D.LGS. 10 AGOSTO 2018, N. 101)).

((1-bis. I presupposti, le modalita’ e i limiti per l’esercizio del diritto di accesso civico restano disciplinati dal decreto legislativo 14 marzo 2013, n. 33.))

Art. 60 (( Dati relativi alla salute o alla vita sessuale o all’orientamento sessuale). ))

((1. Quando il trattamento concerne dati genetici, relativi alla salute, alla vita sessuale o all’orientamento sessuale della persona, il trattamento e’ consentito se la situazione giuridicamente rilevante che si intende tutelare con la richiesta di accesso ai documenti amministrativi, e’ di rango almeno pari ai diritti dell’interessato, ovvero consiste in un diritto della personalita’ o in un altro diritto o liberta’ fondamentale.))

Chiudo riportando un vecchio post sulla richiesta di accesso da parte delle forze dell’ordine nei Comuni e sui tipi di accesso da parte della PA.

ACCESSO DOCUMENTALE BATTE ACCESSO CIVICO

Sapete che l’anno 2020 rappresentera’ per la PA italiana un ANNO ZERO ? Si, AD00 o meglio #@D00 non Anno Domini ma @nno digitale 00. Inizia la rivoluzione e tra qualche giorno vi darò il programma e le tappe nazionali rivelandovi anche una grossa novità che mi rende molto orgoglioso.

Ma ora torniamo al nostro post analizzando un’interessante sentenza del CdS, la n 05702 del 13 Agosto 2019.

In breve il fatto.

Un imprenditore chiede sia un accesso ex articolo 22 241/90 che un accesso civico per quanto riguarda taluni procedimenti sugli immobili rientranti nell’abito aziendale.

Il comune destinatario del doppio accesso respinge ambedue le istanze.

Si ricorre al TAR NAPOLI ed asseconda il COMUNE per il diniego documentale e l’imprenditore per l’articolo 5 33/13.

Si procede con il CdS che sancisce una massima da CONDIVIDERE a più non posso “l’ACCESSO CIVICO NON E’ DISFUNZIONALE ALLA’ACCESSO DOCUMENTALE, NON PUO’ ESSERE D’INTRALCIO ALLA GESTIONE DELLA PA E NON DEVE ESSERE IN MODO MALIZIOSO, MA SEMPRE SECONDO LA BUONA FEDE , e soprattutto deve riguardare interessi pubblici !!!!!” , il tutto ovviamente partendo dalla funzione definitoria del FOIA contenuto nell’articolo 1 del D.Lgs 33/13.

La trasparenza e’ intesa come accessibilita’ totale ((dei dati e documenti detenuti dalle pubbliche amministrazioni, allo scopo di tutelare i diritti dei cittadini, promuovere la partecipazione degli interessati all’attivita’ amministrativa e)) favorire forme diffuse di controllo sul perseguimento delle funzioni istituzionali e sull’utilizzo delle risorse pubbliche.