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Novità ( vere o presunte ) sul CAD

Per prima cosa vi ricordo che il CAD ormai non si presenta più come un obbligo per le PA ma sempre maggiormente come un diritto per i cittadini, e questo potrebbe ( e già sta accadendo) inficiare molte procedure, anche di notificazioni delle amministrazioni pubbliche.

Iniziamo con il (ri)parlare della trasmissione dei documenti, ribadendo che le PA possono trasmettere i documenti attraverso :

  • PEO
  • PEC
  • INTEROPERABILITA’ / COOPERAZIONE APPLICATIVA

La PEO ( posta elettronica ordinaria ) non è disciplinata dal CAD per un semplice motivo, era preesistente al d.lgs 82/05 , tuttavia occorre ricordare che ha valore giuridico se è possibile accertarne la provenienza ( magari attraverso la protocollazione .

La PEC ( posta elettronica certificata ) è disciplinata sia dal CAD che dal DPR 68/2005 ed ha il vantaggio di garantire e certificare l’invio e la consegna del documento, quindi si parla di presunzione di conoscenza e non di presunzione di conoscibilità.

I servizi di INTEROPERABILITA’ /COOPERAZIONE APPLICATIVA consistono invece in una vera e propria condivisione dei servizi sulle porte di dominio dei server dell’ente

I DOMICILI DIGITALI.

Il 2019 sará l’anno di svolta per i servizi del domicilio digitale, infatti partirà anche il domicilio digitale del cittadino, e guai a non utilizzarlo qualora il cittadino lo abbia comunicato .

il domicilio digitale lo troviamo nella fonte delle definizioni all’articolo 1 comma 1 del CAD, in particolare alla lettera n-ter che riporto

((n-ter) domicilio digitale: un indirizzo elettronico eletto presso un servizio di posta elettronica certificata o un servizio elettronico di recapito certificato qualificato, come definito dal regolamento (UE) 23 luglio 2014 n. 910 del Parlamento europeo e del Consiglio in materia di identificazione elettronica e servizi fiduciari per le transazioni elettroniche nel mercato interno e che abroga la direttiva 1999/93/CE, di seguito “Regolamento eIDAS”,valido ai fini delle comunicazioni elettroniche aventi valore legale;))

Invece all’articolo 3 bis comma 1 troviamo l’obbligo per le professioni regolamentate , per le imprese e per e per le PA di iscriversi in pubblici registri ove denunciare il proprio domicilio digitale, nello specifico i registri per le imprese ed i professionisti tenuti da INFOCAMERE ( www.inipec.gov.it ) e per le PA gestite in indicepa.gov.it

Tuttavia, come già scritto, la vera novità sarà rappresentata dall’elenco dei domicili digitale per i cittadini ed i professionisti non ordinati , per le associazioni e per tutti i soggetti ( songoli ed associati) che non rientrano nell’elencazione degli articoli 6 bis e 6 ter del D.lgs 82/05.

Infatti recita l’articolo 6 quater

(( (Indice nazionale dei domicili digitali delle persone fisiche e degli altri enti di diritto privato, non tenuti all’iscrizione in albi professionali o nel registro delle imprese). )) ((1. E’ istituito il pubblico elenco dei domicili digitali delle persone fisiche e degli altri enti di diritto privato non tenuti all’iscrizione in albi professionali o nel registro delle imprese, nel quale sono indicati i domicili eletti ai sensi dell’articolo 3-bis, comma 1-bis. La realizzazione e la gestione dell’Indice sono affidate all’AgID, che vi provvede avvalendosi delle strutture informatiche delle Camere di commercio gia’ deputate alla gestione dell’elenco di cui all’articolo 6-bis. 2. Per i professionisti iscritti in albi ed elenchi il domicilio digitale e’ l’indirizzo inserito nell’elenco di cui all’articolo 6-bis, fermo restando il diritto di eleggerne uno diverso ai sensi dell’articolo 3-bis, comma 1-bis. Ai fini dell’inserimento dei domicili dei professionisti nel predetto elenco il Ministero dello sviluppo economico rende disponibili all’AgID, tramite servizi informatici individuati nelle Linee guida, i relativi indirizzi gia’ contenuti nell’elenco di cui all’articolo 6-bis. 3. Al completamento dell’ANPR di cui all’articolo 62, AgID provvede al trasferimento dei domicili digitali contenuti nell’elenco di cui al presente articolo nell’ANPR.))

E’ importante notare l’automatismo per i professionisti, infatti il secondo comma dell’articolo 6 quater chiarisce che i professionisti ( avvocati, ingegneri, commercialisti, medici etc) avranno la c.d. ereditarietà del domicilio digitale, è però fatta salva la possibilità di usarne uno diverso da quello professionale ( avere quindi un domicilio per l’articolo 6 bis ed uno per il 6 quater).

L’articolo 47 disciplina invece molto bene , e facendo intendere che la peo resta lo strumento principale di comunicazione, le comunicazioni tra le PA.

Art. 47 Trasmissione dei documenti tra le pubbliche amministrazioni 1. Le comunicazioni di documenti tra le pubbliche amministrazioni avvengono mediante l’utilizzo della posta elettronica o in cooperazione applicativa; esse sono valide ai fini del procedimento amministrativo una volta che ne sia verificata la provenienza. Il documento puo’ essere, altresi’, reso disponibile previa comunicazione delle modalita’ di accesso telematico allo stesso. 1-bis. L’inosservanza della disposizione di cui al comma 1, ferma restando l’eventuale responsabilita’ per danno erariale, comporta responsabilita’ dirigenziale e responsabilita’ disciplinare. 2. Ai fini della verifica della provenienza le comunicazioni sono valide se: a) sono sottoscritte con firma digitale o altro tipo di firma elettronica qualificata; b) ovvero sono dotate di segnatura di protocollo di cui all’articolo 55 del decreto del Presidente della Repubblica 28 dicembre 2000, n. 445; c) ovvero e’ comunque possibile accertarne altrimenti la provenienza, secondo quanto previsto dalla normativa vigente o dalle ((Linee guida)). E’ in ogni caso esclusa la trasmissione di documenti a mezzo fax; d) ovvero trasmesse attraverso sistemi di posta elettronica certificata di cui al decreto del Presidente della Repubblica 11 febbraio 2005, n. 68. 3. ((I soggetti di cui all’articolo 2, comma 2, lettere a) e b),)) provvedono ad istituire e pubblicare ((nell’Indice dei domicili digitali delle pubbliche amministrazioni e dei gestori di pubblici servizi)) almeno una casella di posta elettronica certificata per ciascun registro di protocollo. ((Le pubbliche amministrazioni)) utilizzano per le comunicazioni tra l’amministrazione ed i propri dipendenti la posta elettronica o altri strumenti informatici di comunicazione nel rispetto delle norme in materia di protezione dei dati personali e previa informativa agli interessati in merito al grado di riservatezza degli strumenti utilizzati.

Cosa comporta questo nuovo assetto giuridico ( ed organizzativo ) ?

Semplice, l’obbligo di avvicinarsi al CAD per evitare che i provvedimenti amministrativi siano carenti di efficacia.

Sembrano cose campate in aria ? direi di no, infatti vi riporto la risposta ( come sempre normata ) sulle procedure di tutti i giorni, l’articolo 6 c1 quater del D.lgs 82/05.

I soggetti di cui all’articolo 2, comma 2, notificano direttamente presso i domicili digitali di cui all’articolo 3-bis i propri atti, compresi i verbali relativi alle sanzioni amministrative, gli atti impositivi di accertamento e di riscossione e le ingiunzioni di cui all’articolo 2 del regio decreto 14 aprile 1910, n. 639, fatte salve le specifiche disposizioni in ambito tributario. La conformita’ della copia informatica del documento notificato all’originale e’ attestata dal responsabile del procedimento in conformita’ a quanto disposto agli articoli 22 e 23-bis.))

Per chiarezza e semplicità di lettura riporto gli articolo 22 e 23 bis del CAD ed aggiungo il link al DPCM 13/11/14

Art. 22 (Copie informatiche di documenti analogici).

1. I documenti informatici contenenti copia di atti pubblici, scritture private e documenti in genere, compresi gli atti e documenti amministrativi di ogni tipo formati in origine su supporto analogico, spediti o rilasciati dai depositari pubblici autorizzati e dai pubblici ufficiali, hanno piena efficacia, ai sensi degli articoli 2714 e 2715 del codice civile, ((se sono formati ai sensi dell’articolo 20, comma 1-bis, primo periodo.)). La loro esibizione e produzione sostituisce quella dell’originale. ((1-bis. La copia per immagine su supporto informatico di un documento analogico e’ prodotta mediante processi e strumenti che assicurano che il documento informatico abbia contenuto e forma identici a quelli del documento analogico da cui e’ tratto, previo raffronto dei documenti o attraverso certificazione di processo nei casi in cui siano adottate tecniche in grado di garantire la corrispondenza della forma e del contenuto dell’originale e della copia.)) 2. Le copie per immagine su supporto informatico di documenti originali formati in origine su supporto analogico hanno la stessa efficacia probatoria degli originali da cui sono estratte, se la loro conformita’ e’ attestata da un notaio o da altro pubblico ufficiale a cio’ autorizzato, ((…)) secondo le ((Linee guida)). 3. Le copie per immagine su supporto informatico di documenti originali formati in origine su supporto analogico nel rispetto delle ((Linee guida)) hanno la stessa efficacia probatoria degli originali da cui sono tratte se la loro conformita’ all’originale non e’ espressamente disconosciuta. 4. Le copie formate ai sensi dei commi 1, ((1-bis,)) 2 e 3 sostituiscono ad ogni effetto di legge gli originali formati in origine su supporto analogico, e sono idonee ad assolvere gli obblighi di conservazione previsti dalla legge, salvo quanto stabilito dal comma 5. 5. Con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri possono essere individuate particolari tipologie di documenti analogici originali unici per le quali, in ragione di esigenze di natura pubblicistica, permane l’obbligo della conservazione dell’originale analogico oppure, in caso di conservazione sostitutiva, la loro conformita’ all’originale deve essere autenticata da un notaio o da altro pubblico ufficiale a cio’ autorizzato con dichiarazione da questi firmata digitalmente ed allegata al documento informatico. 6. COMMA ABROGATO DAL D.LGS. 26 AGOSTO 2016, N. 179.

Art. 23-bis (Duplicati e copie informatiche di documenti informatici). 1. I duplicati informatici hanno il medesimo valore giuridico, ad ogni effetto di legge, del documento informatico da cui sono tratti, se prodotti in conformita’ alle ((Linee guida)). 2. Le copie e gli estratti informatici del documento informatico, se prodotti in conformita’ alle vigenti ((Linee guida)), hanno la stessa efficacia probatoria dell’originale da cui sono tratte se la loro conformita’ all’originale, in tutti le sue componenti, e’ attestata da un pubblico ufficiale a cio’ autorizzato o se la conformita’ non e’ espressamente disconosciuta. Resta fermo, ove previsto, l’obbligo di conservazione dell’originale informatico.

link al DPCM 13/11/14

Detto questo è evidente che occorre cambiare il nostro modo di lavorare e le software house devono interfacciarsi con le anagrafiche degli elenchi detenuti da INFOCAMERE ai sensi dell’articolo 6 bis.

Ancora più complessa è la situazione nel caso in cui ci sia un’elezione a domicilio speciale dell’articolo 47 del cod.civ., il nostro gestionale amministrativo dovrà contenere una serie di casistiche per delle comunicazioni spot , relative al singolo atto od affare.

Buon lavoro, ovviamente sapete che C@ronte vi accompagnerà .

Consiglio anche di leggere :

DISCORSI ATTORNO AL CODICE DELL’AMMINISTRAZIONE DIGITALE, L’INUTILITA DI FIRMARE CON STAMPIGLIATURA D.LGS 39/93

Il CAD, le novità dirompenti , quelli che…a volte ritornano, e nuovi poteri .

La novità dirompente è certamente rappresentata dalla modificazione all’articolo 6, UTILIZZO DEL DOMICILIO DIGITALE.

Le comunicazioni tramite i domicili digitali sono effettuate
agli indirizzi inseriti negli elenchi di cui agli articoli 6-bis,
6-ter e 6-quater, o a quello eletto come domicilio speciale per
determinati atti o affari ai sensi dell’articolo 3-bis, comma
4-quinquies. Le comunicazioni elettroniche trasmesse ad
uno dei domicili digitali di cui all’articolo 3-bis producono,
quanto al momento della spedizione e del ricevimento, gli
stessi effetti giuridici delle comunicazioni a mezzo raccomandata
con ricevuta di ritorno ed equivalgono alla notificazione
per mezzo della posta salvo che la legge disponga
diversamente. Le suddette comunicazioni si intendono spedite
dal mittente se inviate al proprio gestore e si intendono
consegnate se rese disponibili al domicilio digitale del destinatario,
salva la prova che la mancata consegna sia dovuta
a fatto non imputabile al destinatario medesimo. La data e
l’ora di trasmissione e ricezione del documento informatico
sono opponibili ai terzi se apposte in conformità alle Linee
guida.

La portata è talmente amplia che accanto ai già noti elenchi IPA, INI-PEC e R.I è istituito l’Indice Nazionale dei domicili digitali delle persone fisiche e degli altri enti non tenuti all’iscrizione il albi professionali e CCIAA, come palesato dall’articolo 6 quater

Indice nazionale dei domicili digitali delle persone
fisiche e degli altri enti di diritto privato, non tenuti
all’iscrizione in albi professionali o nel registro delle imprese
1. E’ istituito il pubblico elenco dei domicili digitali delle persone
fisiche e degli altri enti di diritto privato non tenuti all’iscrizione
in albi professionali o nel registro delle imprese, nel
quale sono indicati i domicili eletti ai sensi dell’articolo 3-bis,
comma 1-bis. La realizzazione e la gestione dell’Indice sono
affidate all’AgID, che vi provvede avvalendosi delle strutture
informatiche delle Camere di commercio gia’ deputate
alla gestione dell’elenco di cui all’articolo 6-bis.
2. Per i professionisti iscritti in albi ed elenchi il domicilio
digitale e’ l’indirizzo inserito nell’elenco di cui all’articolo
6-bis, fermo restando il diritto di eleggerne uno diverso ai
sensi dell’articolo 3-bis, comma 1-bis. Ai fini dell’inserimento
dei domicili dei professionisti nel predetto elenco il Ministero
dello sviluppo economico rende disponibili all’AgID,
tramite servizi informatici individuati nelle Linee guida, i
relativi indirizzi gia’ contenuti nell’elenco di cui all’articolo
6-bis.

Tuttavia la stessa norma al comma 3 prescrive la temporaneità di questo elenco nelle more della messa a regime dell’ANPR .

Grosse modifiche anche all’articolo 17 del codice che sottolinea :

  • la presenza del RTD in ogni PA
  • e sposta centralmente presso l’AGID l’ufficio del Difensore civico ,

per chi volesse approfondire la previgente norma , che comunque resta valida negli obiettivi :

e

Lo stesso articolo 17 , si novella di precisazioni attorno alle funzioni del RTD al comma 1 lett j bis :

…pianificazione e coordinamento degli acquisti di soluzioni
e sistemi informatici, telematici e di telecomunicazione
al fine di garantirne la compatibilita’ con gli obiettivi di
attuazione dell’agenda digitale e, in particolare, con quelli
stabiliti nel piano triennale di cui all’articolo 16, comma 1,
lettera b).

In poche parole il RTD è il progettista degli acquisti in ambito informatico ( e non scoperchio il vespaio degli acquisti informatici , cfr il grosso danno erariali degli acquisti per la dematerializzazione in barba all’articolo 61 del D.lgs 179/16) .

Altra novità è lo sdoganamento ( come già avviene all’articolo 22 del D.Lgs 50/16) dei portatori di interesse, meglio conosciuti col malefico nome di lobby . Infatti l’articolo 18 del CAD introduce la piattaforma nazionale per la governance della trasformazione digitale , ove possono incontrarsi le esigenze delle PP.AA. e dei portatori di interesse .

Piattaforma nazionale per la governance della trasformazione
digitale
1. E’ realizzata presso l’AgID una piattaforma per la consultazione
pubblica e il confronto tra i portatori di interesse
in relazione ai provvedimenti connessi all’attuazione dell’agenda
digitale.
2. AgID identifica le caratteristiche tecnico-funzionali della
piattaforma in maniera tale da garantire che la stessa sia
accessibile ai portatori di interessi pubblici e privati e che
sia idonea a raccogliere suggerimenti e proposte emendative
in maniera trasparente, qualificata ed efficace.
3. Il Piano triennale per l’informatica nella pubblica
amministrazione di cui all’articolo 14-bis e’ pubblicato sulla
piattaforma e aggiornato di anno in anno.
4. Tutti i soggetti di cui all’articolo 2, comma 2, lettera a),
possono pubblicare sulla piattaforma i provvedimenti che
intendono adottare o, qualora si tratti di provvedimenti soggetti
a modifiche e aggiornamenti periodici, gia’ adottati,
aventi ad oggetto l’attuazione dell’agenda digitale.
5. I soggetti di cui all’articolo 2, comma 2, lettera a), tengono
conto di suggerimenti e proposte emendative raccolte
attraverso la piattaforma.

L’articolo 20, croce e delizia dei giuristi del c.d. DAE ( diritto amministrativo elettronico ) pur non avendo modificato di molto ( per niente ) la portata , ha introdotto un poco di ordine ( che dovrebbe essere proprio del TU ) ricordando dell’efficacia giuridica e dell’opponibilità   ex art 2702 inserendo ne codice il principio dell’articolo 25 del Reg Eu/2014/910( EIDAS) , riporto il comma 1 bis :

1-bis. Il documento informatico soddisfa il requisito della
forma scritta e ha l’efficacia prevista dall’articolo 2702 del
Codice civile quando vi e’ apposta una firma digitale, altro
tipo di firma elettronica qualificata o una firma elettronica
avanzata o, comunque, e’ formato, previa identificazione
informatica del suo autore, attraverso un processo
avente i requisiti fissati dall’AgID ai sensi dell’articolo 71
con modalita’ tali da garantire la sicurezza, integrita’ e
immodificabilita’ del documento e, in maniera manifesta e
inequivoca, la sua riconducibilita’ all’autore. In tutti gli
altri casi, l’idoneita’ del documento informatico a soddisfare
il requisito della forma scritta e il suo valore probatorio sono
liberamente valutabili in giudizio, in relazione alle caratteristiche
di sicurezza, integrita’ e immodificabilita’. La data e
l’ora di formazione del documento informatico sono opponibili
ai terzi se apposte in conformita’ alle Linee guida.
1-ter. L’utilizzo del dispositivo di firma elettronica qualificata
o digitale si presume riconducibile al titolare di firma
elettronica, salvo che questi dia prova contraria.
1-quater. Restano ferme le disposizioni concernenti il deposito
degli atti e dei documenti in via telematica secondo la
normativa, anche regolamentare, in materia di processo telematico.

Ritorna inoltre , ci è mancato per un anno circa, il piano di emergenza e continuità operativa delle PP AA, infatti l’articolo 51 ai commi 2 ter e quater reintroduce quanto abrogato dal D.Lgs 179/16

2-ter. I soggetti di cui all’articolo 2, comma 2, aderiscono
ogni anno ai programmi di sicurezza preventiva coordinati e
promossi da AgID secondo le procedure dettate dalla medesima
AgID con le Linee guida.
2-quater. I soggetti di cui articolo 2, comma 2, predispongono,
nel rispetto delle Linee guida adottate dall’AgID, piani
di emergenza in grado di assicurare la continuita’ operativa
delle operazioni indispensabili per i servizi erogati e il ritorno
alla normale operativita’. Onde garantire quanto previsto,
e’ possibile il ricorso all’articolo 15 della legge 7 agosto
1990, n. 241, per l’erogazione di servizi applicativi, infrastrutturali
e di dati, con ristoro dei soli costi di funzionamento.
Per le Amministrazioni dello Stato coinvolte si provvede
mediante rimodulazione degli stanziamenti dei pertinenti
capitoli di spesa o mediante riassegnazione alla spesa degli
importi versati a tale titolo ad apposito capitolo di entrata
del bilancio statale.

 

Ed ora la novità più grande che dovrebbe eliminare lo stallo di tutti i precedenti CAD, il potere in capo all’Agid di emanare LLGG dal tenore di soft law, infatti ora le regole tecniche dell’articolo 71 saranno targate AGID.

Penso che dopo 13 anni, la maturità della norma sia arrivata . CAD  , facci vedere cosa puoi fare !!!!

E poi mi piace sempre sottolineare che la risposta ad ogni “variazione” è sempre data dalla formazione, articolo 13 CAD

Formazione informatica dei dipendenti pubblici

Le pubbliche amministrazioni nell’ambito delle risorse finanziarie
disponibili, attuano politiche di reclutamento e formazione
del personale finalizzate alla conoscenza e all’uso delle
tecnologie dell’informazione e della comunicazione, nonché dei
temi relativi all’accessibilità e alle tecnologie assistive, ai sensi
dell’articolo 8 della legge 9 gennaio 2004, n. 4.
1-bis. Le politiche di formazione di cui al comma 1 sono altresì
volte allo sviluppo delle competenze tecnologi-che, di informatica
giuridica e manageriali dei dirigenti, per la transizione alla
modalità operativa digitale.

 

 

Qualche anticipazione per i RTD sul D.Lgs 217/17 il NUOVO CAD

Il correttivo al CAD oltre a continuare sul filone filosofico e concettuale introduce nuovamente alcuni istituti cancellati dal D.Lgs 179/16 ( a parere dello scrivente erroneamente ), come ad esempio :

  • come già accennato si riconferma l’importanza del responsabile alla transizione in ogni PA , infatti l’articolo 17 del D. Lgs 217/2017 che modifica l’articolo 17 del D.lgs 82/05 ( già variato dal D.lgs 179/16) mette maggiore enfasi sull’importanza del RTD in ogni PA ed istituisce l’ufficio centrale presso l’AGID del Difensore Civico Digitale .
    Al RTD spetta : progettazione sugli acquisti ed integrazione, rispetto delle misure articolo 71 del CAD ed impulso per il nuovo servizio di “identità e domicilio digitale”
  • identita’ e domicilio digitale, sistema di prossima attuazione ibrido tra PEC-ID e SPID
  • Reintroduzione della continuità operativa ( art. 46 del D.lgs 217/2017 che introduce il comma 2 – quater all’articolo 51 del CAD)
  • Interoperabilità
  • Riutilizzazione del softwareOvviamente il tutto anche in ottica GDPR.  Ben venga la rivoluzione .