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Nuovo codice appalti e delle consessioni.

Come noto il 18/04/2016 entreranno invigore le direttive 23-24-25 del 2014 codificate dal legislatore nostrano, e molto probabilmente anche il restante codice degli appalti.

Come già accennato sono in corso una serie di attività formative, chinque voglia ospitare seminari e convegni può contattarmi.

Da una prima analisi il nuovo dodice sarà più complesso e comporterà solo alcune semplificazioni .

Giusto per essere pragmatici con i lavori ancora in corso il nuovo codice consta di 106741 “termini” contro i 103617 del D.Lgs 163/06.

Sfatiamo subito qualche luogo comune .

Primo mito: si tratta di una delle “riforme” del Governo per rilanciare l’Italia. Non è una riforma spontanea, ma “spintanea” indotta dalla Direttiva 2014/24/UE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 26 febbraio 2014 e da approvare entro il 18 aprile. Dunque, stiamo arrivando con buon ritardo e al limite del tempo massimo.

Secondo mito: si rilanciano i cantieri.

Terzo mito: si tratta di un codice molto più snello grazie alla soft regulation. 253 articoli del d.lgs 163/2006 contro i 217 della riforma…( lavori in corso…)

Quarto mito: si riducono le stazioni appaltanti. Anche no, se sotto i 40.000 e i 150.000 euro si potranno continuare a realizzare gare in autonomia

Quinto mito: con le centrali uniche di committenza si risparmia. Ma il Def dice altro

Sesto mito: l’offerta economicamente più vantaggiosa assicura più qualità. Intanto, se fosse vero che obiettivo del codice è risparmiare, l’estensione dell’offerta economicamente, considerata utile per evitare ribassi selvaggi, dovrebbe sortire l’effetto opposto (quindi occorrerebbe che gli agiografi della riforma si mettessero d’accordo sui suoi effetti). In realtà, la qualità dipende dalla progettazione, non dal criterio di gara.

Settimo mito: aumenta la qualità della progettazione. Ma, se la qualità della progettazione aumentasse davvero grazie al codice, non si capisce perché l’estensione parossistica dell’obbligatorietà dell’offerta economicamente più vantaggiosa.

Ottavo mito: le procedure sono più snelle. In realtà, le procedure sono identiche.

Nono mito: si riducono le varianti. Le varianti sono in funzione della qualità della progettazione. Se realmente questa fosse di migliore qualità, per mettere la parola fine alle varianti, agli aumenti di costo, al contenzioso e ai rischi connessi di corruzione, la soluzione sarebbe semplicissima: vietarle proprio del tutto.

Decimo mito: si qualificano le stazioni appaltanti. In realtà, sarebbero da qualificare i progettisti.

 

 

VERIFICA OBBLIGATORIA PER ACQUISTI SUL MEPA

Per riconfermare L’OBBLIGO del controllo dell’aggiudicatario di una gara attraverso il MEPA riporto la comunicazione fatta dall’ANAC

 

Oggetto: Richiesta di chiarimenti  in merito alle modalità di verifica dei requisiti ex art. 38 del d.lgs.  163/2006 sull’aggiudicatario di una gara esperita sul Mercato Elettronico della  Pubblica Amministrazione (MePA).

Sono  stati chiesti chiarimenti in merito alle modalità di verifica dei requisiti  generali ex art. 38 del d.lgs. 163/06 in capo all’aggiudicatario di una gara  esperita sul Mercato Elettronico della Pubblica Amministrazione (MePA) con la  modalità «richiesta di offerta» (RDO). 
Sul  punto si evidenzia che, con riferimento alle gare gestite con modalità  telematiche, Consip, in qualità di gestore del MePA, ai sensi dell’art. 71 del  d.p.r. 445/2000, effettua controlli sulla veridicità delle dichiarazioni  sostitutive in ordine al possesso dei requisiti di carattere generale, rese  dagli operatori economici in fase di abilitazione al MePA e rinnovate ogni sei  mesi. A tal fine procede a verifiche a campione o in caso di sospetto sulla  veridicità delle autocertificazioni rese dai partecipanti, presso le  amministrazioni competenti (INPS, INAIL, Agenzia delle Entrate, Casellario  giudiziale, ecc.) Detti controlli valgono ai fini della partecipazione degli  operatori economici alle procedure di affidamento.
La  singola stazione appaltante, invece, è tenuta a svolgere le verifiche in ordine  al possesso dei requisiti di ordine generale esclusivamente nei confronti del  soggetto aggiudicatario della singola RDO. A tal fine potrà avvalersi del  sistema AVCpass, come precisato nel Comunicato del Presidente del 12 giugno  2013, utilizzando la modalità di interazione «web based» (ossia mediante connessione al sistema AVCpass via web) secondo  le indicazioni fornite nel Manuale d’uso dell’applicazione e previa  registrazione della stazione appaltante medesima e degli operatori economici  partecipanti.

Accesso alla Banca dati nazionale unica della documentazione antimafia (BDNA)

E’ operativo da ieri l’accesso alla BDNA istitutita dal codice ANTIMAFIA ( D.Lgs 159/2011). La regolamentazione è stata demandata al DPCM  193/14 pubblicato in GU il 07/01/2015.

Di seguito gli articoli di norma salienti :

Art. 17 

Soggetti legittimati alla consultazione della Banca dati nazionale

1. I soggetti che possono consultare la Banca dati nazionale per ottenere il rilascio della documentazione antimafia nei casi previsti dagli articoli 83, commi 1 e 2, e 91, commi 1 e 7, del Codice antimafia, sono:

a) i dipendenti delle pubbliche amministrazioni, degli enti pubblici, anche costituiti in stazioni uniche appaltanti, individuati dai capi degli uffici competenti alla stipula, all’approvazione, all’autorizzazione di contratti e subcontratti, ovvero alla concessione o al rilascio delle erogazioni e dei provvedimenti di cui all’articolo 67 del Codice antimafia;

b) i dipendenti degli enti e delle aziende vigilati dallo Stato o da altro ente pubblico e delle societa’ o imprese comunque controllate dallo Stato o da altro ente pubblico, individuati dal legale rappresentante delle imprese o societa’;

c) i dipendenti dei concessionari di opere pubbliche e dei contraenti generali di cui all’articolo 176 del decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163, individuati dai rispettivi legali rappresentanti;

d) i dipendenti delle camere di commercio, individuati dai rispettivi presidenti;

e) i dipendenti degli ordini professionali, individuati dai rispettivi presidenti.

 

Art. 20 

Assegnazione delle credenziali di autenticazione per finalita’ di consultazione

1. Ai fini dell’assegnazione delle credenziali di autenticazione per finalita’ di consultazione, i soggetti di cui all’articolo 17 comunicano l’elenco dei dipendenti, completo dei dati di cui all’articolo 19, comma 1 ad eccezione di quanto previsto all’articolo 19, comma 1, lettera e):

a) alla sezione centrale, relativamente agli uffici centrali delle pubbliche amministrazioni;

b) alla sezione provinciale della Prefettura-UTG competente per territorio, in tutti gli altri casi contemplati dal medesimo articolo 17.

2. La sezione centrale e le sezioni provinciali, ciascuna per gli ambiti di rispettiva competenza, provvedono a:

a) verificare che il soggetto che ha comunicato l’elenco rientri tra i soggetti giuridici legittimati, ai sensi del Codice antimafia, a consultare la Banca dati nazionale;

b) generare, attraverso la procedura informatica descritta nell’Allegato 2, e assegnare individualmente a ciascuno degli operatori indicati negli elenchi, la username e la password iniziale che deve essere utilizzata in occasione del primo collegamento con la Banca dati nazionale. La username e’ comunicata a ciascun operatore, secondo le modalita’ previste nell’Allegato 2.

3. Le credenziali di autenticazione sono assegnate all’operatore secondo le modalita’ stabilite dall’Allegato 2.

4. Oltre a quanto previsto dal comma 1, i concessionari di opere pubbliche e i contraenti generali specificano l’appalto o gli appalti di lavori per i quali i rispettivi dipendenti sono stati individuati per eseguire operazioni di consultazione della Banca dati nazionale.

5. Ciascun dipendente dei concessionari di opere pubbliche o dei contraenti generali puo’ effettuare consultazioni della Banca dati nazionale limitatamente alle imprese affidatarie e alle imprese sub-affidatarie impegnate nell’esecuzione degli appalti di lavori, per i quali viene richiesto il rilascio delle credenziali di autenticazione.

6. Le sezioni provinciali verificano il rispetto di quanto stabilito dal comma 5, sulla base di un elenco riepilogativo delle imprese impegnate nei cantieri nel mese precedente, formato dai concessionari di opere pubbliche e dai contraenti generali che lo trasmettono, anche per via telematica, entro il quinto giorno del mese successivo. Qualora tale elenco non venga trasmesso o non venga trasmesso tempestivamente, il prefetto procede ad acquisire le notizie necessarie allo svolgimento dei controlli avvalendosi dei poteri di accertamento delegati dal Ministro dell’interno ai sensi del decreto-legge 6 settembre 1982, n. 629, convertito, con modificazioni, dalla legge 12 ottobre 1982, n. 726.

7. Salvo quanto in ogni caso previsto dall’articolo 22 ed eventualmente da altre disposizioni di legge, la sezione provinciale dispone il ritiro e la disattivazione delle credenziali di autenticazione rilasciate al dipendente del concessionario di opere pubbliche o del contraente generale che risulti aver effettuato operazioni di consultazione della Banca dati nazionale nei confronti di imprese diverse da quelle impegnate nell’esecuzione di appalti pubblici di lavori per i quali sono state rilasciate le medesime credenziali di autenticazione.

PROCEDURA PER LA RICHIESTA DI CREDENZIALI ed OTP.

 

Allegato 2

(articoli 13, comma 2, 18, 19 e 20)

 

Procedura per la generazione e assegnazione

delle credenziali di autenticazione

 

1.  La  registrazione  al  sistema  informatico   e’   effettuata

personalmente da ciascun  operatore  attraverso  una  procedura  che,

mediante l’utilizzo di diverse  tecnologie  disaccoppiate  tra  loro,

comunica direttamente con l’operatore a favore  del  quale  e’  stato

richiesto il rilascio delle credenziali di autenticazione.

2. La sezione centrale  o  provinciale  riceve  la  richiesta  di

rilascio delle credenziali di autenticazione di cui agli articoli 19,

comma 1, e 20, comma 1. La richiesta di  rilascio  contiene  l’elenco

degli operatori  autorizzati  alla  consultazione  della  Banca  dati

nazionale ed  e’  corredata  per  ogni  operatore  dei  dati  di  cui

all’articolo 19, comma 1, lettere da  a)  a  g),  di  una  copia  del

documento di  identificazione  dell’operatore  (carta  di  identita’,

patente di  guida  o  passaporto)  e  delle  liberatorie  debitamente

firmate   dall’operatore   stesso.   La   richiesta   viene   inviata

all’indirizzo di posta elettronica certificata della sezione centrale

o provinciale pubblicata su Indice P.A.

3. La sezione centrale o provinciale invita ciascun  operatore  a

presentarsi   personalmente    presso    i    propri    uffici    per

l’identificazione dello stesso a mezzo del documento di identita’  in

corso di validita’ la cui copia e’  stata  trasmessa  precedentemente

(vedi punto 2) e per la  creazione  delle  relative  credenziali.  Si

evidenzia che per il  rilascio  di  queste  ultime  l’operatore  deve

fornire obbligatoriamente un numero  di  telefonia  mobile  intestato

all’operatore stesso.

4. Al termine delle operazioni  di  identificazione,  la  sezione

centrale o provinciale completa la fase di  registrazione  a  sistema

dell’operatore e consegna le istruzioni necessarie ad  effettuare  il

primo accesso alla Banca dati nazionale. In particolare le istruzioni

riportano l’indicazione della username dell’operatore e della  URL  a

cui   collegarsi   per   il   completamento    della    registrazione

(http://certbdna.interno.it). La password  iniziale  e’  generata  in

modo automatico all’atto della registrazione dell’utenza e  trasmessa

alla casella di posta di tipo corporate dell’operatore (articolo  19,

comma 1, lettera g).

5. Le istruzioni consegnate consentono  a  ciascun  operatore  di

completare la fase di accesso alla Banca dati  nazionale  utilizzando

tecnologie   di   “autenticazione   forte”.    L’operatore    procede

preliminarmente con l’identificazione  della  propria  postazione  di

lavoro che restera’ la medesima per tutte le operazioni di accesso  e

consultazione della Banca dati nazionale. Tale procedura  prevede  il

collegamento alla  URL  http://certbdna.interno.it.  Nella  schermata

visualizzata l’operatore digita le credenziali di accesso, ovvero  la

username  consegnata  dalla  sezione  provinciale  o  centrale  e  la

password ricevuta nella sua casella di posta elettronica corporate. A

seguito  dell’inserimento  di  tali  campi,  il  sistema  richiedera’

all’operatore di effettuare il cambio password secondo le  regole  di

sicurezza previste dal sistema; la password deve contenere almeno  un

numero, un carattere speciale, una maiuscola  per  un  minimo  di  10

caratteri  complessivi.  Terminato  con  successo  il  cambio   della

password, l’operatore visualizzera’ una pagina per la  creazione  del

proprio certificato digitale. L’avvio della  procedura  di  creazione

del certificato digitale si perfeziona attraverso la ricezione di  un

SMS sul numero di telefonia mobile  dell’interessato  contenente  una

sequenza numerica casuale (OTP) che va inserito nell’apposito  campo.

Il sistema procede alla creazione del certificato digitale pubblico e

richiede l’inserimento di una password legata al certificato digitale

(PIN di protezione) creata  sulla  base  delle  regole  di  sicurezza

previste.  Essa  deve  contenere  almeno  un  numero,  un   carattere

speciale, una maiuscola per un minimo di  10  caratteri  complessivi.

Effettuata con successo la creazione del PIN, e’ possibile  procedere

al download e alla relativa installazione  del  certificato  digitale

sulla postazione di lavoro.

6. La  procedura  descritta  consente  di  identificare  in  modo

univoco la postazione di lavoro dell’operatore, il quale in  fase  di

accesso alla Banca dati nazionale  dovra’  sbloccare  il  certificato

digitale pubblico attraverso il PIN di protezione inserito in fase di

creazione dello stesso.

7. L’accesso  alla  Banca  dati  nazionale  avviene  mediante  un

software dedicato atto a garantire l’identificazione della postazione

dalla quale vengono eseguite le interrogazioni dei dati e un  sistema

di autenticazione  forte  abilitante  all’identificazione  univoca  e

tracciamento   dell’operatore   che   effettua   le   operazioni   di

collegamento e trattamento dei dati.

8. Il sistema  prevede  quindi  un  doppio  livello  di  verifica

dell’identita’:

a) l’accesso in VPN.  Esso  consente  di  identificare  sia  la

postazione mediante l’uso di certificati pubblici sia l’operatore  in

possesso del PIN di sblocco del certificato per raggiungere  la  rete

dove e’ esposto il servizio applicativo;

b) la autenticazione applicativa mediante  l’uso  di  username,

password e OTP per la consultazione della Banca dati nazionale.

 

In estrema sintesi:

* Si individua con un atto interno la persona che dovrà divenire operatore alla consultazione della BDNA

* Si compila il modulo allegato ( tanti quanti sono saranno gli operatori )

* Si invia il modello con la copia dei documenti alla PEC della Prefettura competente ( la sintassi è solitamente protocollo.prefXX@pec.interno.it, dove XX è la sigla della provincia)

* La prefettura controlla le informazioni ed abilita l’operatore definitivamente dopo l’identificazione de visu presso gli uffici territoriali del governo.

* Rilascio definitivo dell’utenza completa di username, password, otp.

 

 

 

 

BDNA.doc

Dematerializzazione, contratti, ed altre storie

Si ricorda a tutti che all’interno del nuovo PTPC ( che come è stato chiarito nella determinazione 12 del 28/10/2015 dell’ANTICORRUZIONE) è necessario inserire come misure attuative :

* la previsioni del DM 25/09/2015 (Determinazione degli indicatori di anomalia al fine di agevolare l’individuazione delle operazioni sospette di riciclaggio e di finanziamento del terrorismo da parte degli uffici della pubblica amministrazione)

* il manuale di gestione documentale del DPCM 03/12/13.

 

Si ricorda inoltre che  :

– con la legge di stabilità per il 2016 è possibile derogare agli acquisti in MEPA per importi fino ad € 1000.

– entro il 15/01/2016 occorre inviare il report del RPC in consultazione sul sito istituzionale

– entro il 31/01/2016 occorre comunicare all’ANAC il file di set informativo ex art 1 comma 32 L. 190/12

NUOVO PNA, destinatarie tutte le PP.AA.

Con la determinazione n.12 del 28/10/2015 pubblicata il giorno 02/11/2015, L’Autorità Nazionale Anticorruzione ha aggiornato il PNA.

Il PNA aggiornato, frutto dell’analisi dello stesso del giorno 11/09/2013 è notevolmente più complesso da aconiufare all’interno del PTPC che dovrà fare riferimento al nuovo Piano Nazionale Anticorruzione.

L’ANAC ha sottolineato che i destinatari sono tutte le P.A dell’articolo 1 comma 2 del D.Lgs 165/01 ed anche le Partecipate, le controllate e le Private che erogano pubblici servizi.

Ritengo sia il caso partire con la Formazione OBBLIGATORIA.

 

Si parte con i prezzi di riferimento.

Dopo circa un anno di attesa finalmente si parte con i c.d. prezzi di riferimento derivanti dall’applicazione dell’articolo 9 comma 7 del DL 66/14.

Per il tenore della norma vi rimendo al post di competenza

https://www.rtd.cloud/deprisco/archivio-circolari/circolari-isa-e-pa-dal-01092011/item/170-i-prezzi-di-riferimento-introdotti-dallarticolo-9-del-dl-66/14 , mentre appresso faremo un’analisi dell’istituto comparativo dei prezzi, ecco l’estratto ANAC

Prezzi di riferimento in ambito non sanitario Pubblicati i prezzi di riferimento della carta in risme

Pubblicati i primi prezzi di riferimento in ambito non sanitario di cui al d.l. n. 66/2014, sulla base dei dati comunicati fino alla data del 31 maggio 2015, dalle stazioni appaltanti appartenenti alla categoria delle “amministrazioni pubbliche”, secondo quanto previsto dalla Delibera n. CP-22 del 26 novembre 2014.
I prezzi di riferimento pubblicati sono relativi alla fornitura di carta in risme. Le informazioni raccolte nel corso della rilevazione di cui alla suddetta delibera hanno consentito di valutare, attraverso l’analisi econometrica, l’influenza delle caratteristiche del bene e delle condizioni della fornitura sul prezzo della carta.
Sono stati pertanto calcolati i prezzi di riferimento per le tipologie di carta più frequentemente acquistate, in particolare:

  1. carta formato A4 in risme da 500 grammatura da 80 a 84 g/mq in scatole da 5 risme
  2. carta formato A3 in risme da 500 grammatura da 80 a 84 g/mq in scatole da 5 risme

Si allegano le tabelle dell’ANAC.

 

 

 

tabellaprezziA3.pdf
tabellaprezziA4.pdf

OFFERTA PER LA PREDISPOSIZIONE DEL MODELLO DPCM 031213 ( SOLO PA PICCOLE DIMENSIONI)

In allegato modello richiesta per l’adeguamento al DPCM 03/12/13 e breve descrizione.

( PER SCONTISTICA CHIAMARE AL 3389141276 dott. De Prisco Vincenzo)

 

proposta_scuole35.doc
ORDINE2015_1offerta031213.doc

Preparazione al DPCM 03/12/13 scadenza 12/10/15

Consiglio per gli adeguamenti da farsi entro il 12/10/15 di “considerare” di adempiere anche agli obblighi prodromici appresso elencati.:

– Regolamento del repertorio ex DPR 131/86 ( in allegato un modello da modificare ed integrare )

– Redazione di un piano DR-CO

– Redazione del DPSS ( come previsto dall’articolo 5 del DPCM 03/12/13)

 

Con questi documenti già pronti sarà più agevole predisporre il manuale di gestione ed il regolamento.

 

regolamento11.docx

Il c.d. DURC on LINE. DM 30/01/2015.

Novità DURC dal 01/07/2015.

 

Dal primo Luglio basterà un click per avere la certificazione della correttezza contributiva di un operatore economico. I soggetti abilitati al “click” sono quelli elencati nell’articolo 1 del DM 30/01/15 ( DELEGA DEL JOB ACT ), per sintesi anche le PA.

Gli articoli 2 e 6 fanno apprezzare la norma per l’immediato sollievo da stress che ne deriverà per tutte le fasi negoziali della P.A.

Ancora è da sottolineare che all’articolo 3 comma 3 finalmente c’è chiarezza sul rilascio della certificazione di correttezza per scostamenti non gravi, infatti è chiaramente scritto che fino ad un massimo di 150 € per ente interrogato ( INPS, INAIL e Cassa Edile) il risultato sarà positivo.

Riporto la norma integralmente ( senza allegato)

DECRETO 30 gennaio 2015

Semplificazione  in  materia  di  documento  unico   di   regolarita' contributiva (DURC). (15A04239)  

(GU n.125 del 1-6-2015)

                             IL MINISTRO DEL LAVORO                        E DELLE POLITICHE SOCIALI                                 di concerto con                            IL MINISTRO DELL'ECONOMIA                             E DELLE FINANZE                                        e                       IL MINISTRO PER LA SEMPLIFICAZIONE                      E LA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE      Visto l'art. 4 del decreto-legge 20 marzo 2014, n.  34,  convertito dalla legge 16  maggio  2014,  n.  78,  recante  «Semplificazioni  in materia di Documento Unico di Regolarita' Contributiva»;    Visto in particolare il comma 2 del predetto art. 4, che demanda ad un decreto del Ministro del lavoro  e  delle  politiche  sociali,  di concerto con il Ministro dell'economia  e  delle  finanze  e,  per  i profili di competenza, con il Ministro per la  semplificazione  e  la pubblica amministrazione, sentiti I.N.P.S. e INAIL e  la  Commissione Nazionale Paritetica per le Casse Edili (CNCE),  la  definizione  dei «requisiti di regolarita', i contenuti e le modalita' della  verifica nonche' le ipotesi di esclusione di cui al comma 1» del predetto art. 4;    Visto l'art. 4, comma 3, del decreto-legge 20 marzo  2014,  n.  34, convertito, con modificazioni, dalla legge 16  maggio  2014,  n.  78, secondo cui, dalla data di entrata in vigore  del  presente  decreto, sono abrogate tutte le disposizioni  di  legge  incompatibili  con  i contenuti del medesimo art. 4;    Visto l'art. 31, comma 3, del decreto-legge 21 giugno 2013, n.  69, convertito dalla legge 9 agosto 2013, n. 98; l'art. 6, comma  11-ter, del decreto-legge 8 aprile 2013, n.  35,  convertito  dalla  legge  6 giugno 2013,  n.  64;  l'art.  10  del  decreto  del  Presidente  del Consiglio dei ministri del 4 febbraio 2013; l'art. 5, comma 2 lettera a), del decreto del Ministero dell'interno  29  agosto  2012;  l'art. 13-bis, comma 5, del decreto-legge 7 maggio 2012, n.  52,  convertito dalla legge 6 luglio 2012, n. 94, nonche'  l'art.  4,  comma  2,  del decreto del Presidente della Repubblica 5 ottobre 2010, n.  207,  che disciplinano specifiche ipotesi e modalita' di rilascio del Documento Unico di Regolarita' Contributiva (DURC);    Sentiti l'INPS, l'INAIL e la Commissione Nazionale  Paritetica  per le Casse Edili (CNCE) nelle riunioni tenute il 25 marzo, il  15,  20, 23 maggio 2014 nonche' il 31 ottobre 2014;    Considerata la complessita'  degli  interventi  di  implementazione degli applicativi necessari per la messa a punto della  procedura  di verifica  della  regolarita'  contributiva  in  tempo  reale   e   la conseguente necessita' di disporre  di  un  congruo  lasso  di  tempo dall'emanazione del presente decreto;                                  Decreta:                                   Art. 1          Soggetti abilitati alla verifica di regolarita' contributiva      1.  Sono  abilitati  ad  effettuare  la  verifica  di   regolarita' contributiva di cui all'art. 2, in relazione alle  finalita'  per  le quali e' richiesto il possesso del  Documento  Unico  di  Regolarita' Contributiva (DURC) ai sensi della vigente normativa:      a) i soggetti di cui all'art. 3, comma 1, lettera b), del decreto del Presidente della Repubblica 5 ottobre 2010, n. 207;      b) gli Organismi di attestazione SOA;      c)  le  amministrazioni  pubbliche  concedenti,  anche  ai  sensi dell'art. 90, comma 9, del decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81;      d) le amministrazioni pubbliche procedenti, i concessionari ed  i gestori di pubblici servizi che agiscono ai  sensi  del  decreto  del Presidente della Repubblica 28 dicembre 2000, n. 445;      e) l'impresa o il lavoratore autonomo in relazione  alla  propria posizione contributiva o, previa delega dell'impresa o del lavoratore autonomo medesimo, chiunque vi abbia interesse;      f) le banche o gli  intermediari  finanziari,  previa  delega  da parte del soggetto titolare del credito, in relazione  alle  cessioni dei crediti certificati ai sensi dell'art.  9  del  decreto-legge  29 novembre 2008, n. 185, convertito, con modificazioni, dalla legge  28 gennaio 2009, n. 2 e dell'art. 37, comma 7-bis, del decreto legge  24 aprile 2014, n. 66, convertito, con  modificazioni,  dalla  legge  23 giugno 2014, n. 89.  
                               Art. 2                      Verifica di regolarita' contributiva      1. I soggetti di cui all'art. 1 possono verificare in tempo  reale, con le modalita' di cui all'art. 6, la regolarita'  contributiva  nei confronti dell'INPS, dell'INAIL e,  per  le  imprese  classificate  o classificabili  ai  fini  previdenziali  nel  settore   industria   o artigianato per le attivita' dell'edilizia,  delle  Casse  edili.  La verifica e' effettuata nei confronti  dei  datori  di  lavoro  e  dei lavoratori autonomi ai quali e' richiesto il possesso  del  Documento Unico di Regolarita'  Contributiva  (DURC)  ai  sensi  della  vigente normativa. Ai sensi dell'art. 2, comma  1,  lettera  h)  del  decreto legislativo 10 settembre 2003, n. 276, le Casse edili  competenti  ad attestare la  regolarita'  contributiva  sono  esclusivamente  quelle costituite da una o piu' associazioni dei datori e dei prestatori  di lavoro stipulanti il contratto collettivo nazionale e che siano,  per ciascuna  parte,  comparativamente  piu'  rappresentative  sul  piano nazionale.    2. Il documento di cui all'art.  7,  generato  dall'esito  positivo della  verifica,  fatte  salve  le  esclusioni  di  cui  all'art.  9, sostituisce  ad  ogni  effetto  il  Documento  Unico  di  Regolarita' Contributiva (DURC) previsto:      a) per l'erogazione di sovvenzioni, contributi,  sussidi,  ausili finanziari e vantaggi economici, di qualunque genere, compresi quelli di cui all'art. 1, comma 553, della legge 23 dicembre 2005, n. 266;      b) nell'ambito delle procedure di appalto  di  opere,  servizi  e forniture pubblici e nei lavori privati dell'edilizia;      c) per il rilascio dell'attestazione SOA.  
                               Art. 3                           Requisiti di regolarita'      1.  La  verifica  della  regolarita'  in  tempo  reale  riguarda  i pagamenti dovuti dall'impresa in relazione ai lavoratori  subordinati e a quelli impiegati con contratto  di  collaborazione  coordinata  e continuativa, che operano nell'impresa stessa  nonche',  i  pagamenti dovuti dai lavoratori autonomi, scaduti sino  all'ultimo  giorno  del secondo mese antecedente a quello in cui la verifica e' effettuata, a condizione che sia scaduto anche il termine  di  presentazione  delle relative denunce retributive.    2. La regolarita' sussiste comunque in caso di:      a) rateizzazioni concesse dall'INPS,  dall'INAIL  o  dalle  Casse edili  ovvero  dagli  Agenti  della  riscossione  sulla  base   delle disposizioni di legge e dei rispettivi regolamenti;      b)  sospensione  dei   pagamenti   in   forza   di   disposizioni legislative;      c) crediti in fase amministrativa oggetto di compensazione per la quale sia stato verificato il credito,  nelle  forme  previste  dalla legge o dalle disposizioni emanate dagli Enti preposti alla  verifica e che sia stata accettata dai medesimi Enti;      d) crediti in fase  amministrativa  in  pendenza  di  contenzioso amministrativo sino alla decisione che respinge il ricorso;      e) crediti in fase  amministrativa  in  pendenza  di  contenzioso giudiziario sino al passaggio  in  giudicato  della  sentenza,  salva l'ipotesi cui all'art.  24,  comma  3,  del  decreto  legislativo  26 febbraio 1999, n. 46;      f) crediti affidati per il recupero agli Agenti della riscossione per i quali sia stata  disposta  la  sospensione  della  cartella  di pagamento o dell'avviso di addebito a seguito di ricorso giudiziario.    3. La regolarita' sussiste, inoltre, in presenza di uno scostamento non grave tra le somme dovute e quelle  versate,  con  riferimento  a ciascun Istituto previdenziale ed a  ciascuna  Cassa  edile.  Non  si considera grave lo scostamento tra le somme dovute e  quelle  versate con riferimento a ciascuna Gestione nella  quale  l'omissione  si  e' determinata che risulti pari o inferiore ad € 150,00  comprensivi  di eventuali accessori di legge.  
                               Art. 4                             Assenza di regolarita'      1. Qualora non sia possibile attestare la regolarita'  contributiva in tempo reale e fatte salve le ipotesi di esclusione di cui all'art. 9,  l'INPS,  l'INAIL  e  le  Casse  edili  trasmettono  tramite  PEC, all'interessato o al soggetto da esso delegato ai sensi  dell'art.  1 della legge 11 gennaio 1979, n.  12,  l'invito  a  regolarizzare  con indicazione  analitica  delle  cause  di  irregolarita'  rilevate  da ciascuno degli Enti tenuti al controllo.    2. L'interessato, avvalendosi delle procedure in uso presso ciascun Ente, puo' regolarizzare la propria posizione entro  un  termine  non superiore a 15 giorni dalla notifica dell'invito di cui al  comma  1. L'invito a regolarizzare impedisce ulteriori verifiche e  ha  effetto per tutte le interrogazioni intervenute durante il  predetto  termine di 15 giorni e comunque per un periodo  non  superiore  a  30  giorni dall'interrogazione che lo ha originato.    3. La regolarizzazione entro il termine  di  15  giorni  genera  il Documento in formato «pdf» di cui all'art. 7.    4. Decorso inutilmente il termine di 15 giorni di cui al comma 2 la risultanza negativa della verifica  e'  comunicata  ai  soggetti  che hanno effettuato l'interrogazione con  indicazione  degli  importi  a debito e delle cause di irregolarita'.  
                               Art. 5                              Procedure concorsuali      1. In caso di concordato con continuita' aziendale di cui  all'art. 186-bis del regio  decreto  16  marzo  1942,  n.  267,  l'impresa  si considera regolare nel periodo intercorrente tra la pubblicazione del ricorso nel registro delle imprese e il decreto  di  omologazione,  a condizione che nel piano di  cui  all'art.  161  del  medesimo  regio decreto sia prevista l'integrale soddisfazione dei crediti dell'INPS, dell'INAIL e delle Casse edili e dei relativi accessori di legge.    2. In caso di fallimento con esercizio provvisorio di cui  all'art. 104 del regio decreto 16 marzo 1942, n. 267, la regolarita'  sussiste con riferimento agli obblighi contributivi  nei  confronti  di  INPS, INAIL e Casse edili scaduti anteriormente alla data di autorizzazione all'esercizio provvisorio a condizione  che  risultino  essere  stati insinuati.    3. In caso di  amministrazione  straordinaria  di  cui  al  decreto legislativo 8 luglio 1999, n. 270, l'impresa si considera regolare  a condizione che i debiti contributivi nei confronti di INPS,  INAIL  e Casse edili scaduti anteriormente alla data  della  dichiarazione  di apertura della medesima procedura risultino essere stati insinuati.    4. Le imprese che presentano una proposta di  accordo  sui  crediti contributivi ai sensi dell'art. 182-ter del regio  decreto  16  marzo 1942,  n.  267,  nell'ambito   del   concordato   preventivo   ovvero nell'ambito delle trattative per l'accordo  di  ristrutturazione  dei debiti disciplinati rispettivamente dagli articoli 160 e 182-bis  del medesimo regio  decreto,  si  considerano  regolari  per  il  periodo intercorrente tra la data di pubblicazione dell'accordo nel  registro delle imprese e il decreto di omologazione  dell'accordo  stesso,  se nel piano di ristrutturazione e' previsto  il  pagamento  parziale  o anche dilazionato dei debiti  contributivi  nei  confronti  di  INPS, INAIL e Casse edili e dei relativi accessori di legge,  nel  rispetto delle condizioni e dei limiti previsti per i crediti di INPS e  INAIL dagli articoli 1 e 3 del decreto ministeriale 4 agosto 2009.    5. Nelle  ipotesi  di  cui  ai  commi  precedenti,  l'impresa  deve comunque essere regolare con riferimento agli  obblighi  contributivi riferiti  ai  periodi  decorrenti,  rispettivamente,  dalla  data  di pubblicazione del ricorso nel registro delle imprese, dalla  data  di autorizzazione all'esercizio provvisorio, dalla  data  di  ammissione all'amministrazione straordinaria e dalla data di presentazione della proposta di accordo sui crediti contributivi.  
                               Art. 6                            Modalita' della verifica      1. La verifica di cui all'art. 2 e' attivata dai  soggetti  di  cui all'art. 1, in possesso di specifiche credenziali,  tramite  un'unica interrogazione negli archivi  dell'INPS,  dell'INAIL  e  delle  Casse edili che, anche in cooperazione applicativa, operano in integrazione e  riconoscimento  reciproco,  indicando  esclusivamente  il   codice fiscale del soggetto da verificare.    2. La verifica puo' essere effettuata, per conto  dell'interessato, da un consulente del lavoro nonche' dai soggetti di  cui  all'art.  1 della legge 11 gennaio 1979, n.  12,  nonche'  dagli  altri  soggetti abilitati da norme speciali.    3. Qualora, in riferimento al soggetto per il quale  si  chiede  la verifica, sia gia' stato emesso il Documento di  cui  all'art.  7  in corso di validita', la procedura rinvia allo stesso Documento.  
                               Art. 7                                    Contenuti      1.  L'esito  positivo  della  verifica  di  regolarita'  genera  un Documento  in  formato  «pdf»  non  modificabile  avente  i  seguenti contenuti minimi:      a) la denominazione o ragione sociale, la sede legale e il codice fiscale del soggetto nei cui confronti e' effettuata la verifica;      b) l'iscrizione all'INPS, all'INAIL e, ove previsto,  alle  Casse edili;      c) la dichiarazione di regolarita';      d) il numero  identificativo,  la  data  di  effettuazione  della verifica e quella di scadenza di validita' del Documento.    2. Il Documento di cui al comma 1 ha validita' di 120 giorni  dalla data effettuazione della verifica di cui all'art. 6 ed e' liberamente consultabile   tramite   le   applicazioni   predisposte   dall'INPS, dall'INAIL e dalla Commissione  Nazionale  Paritetica  per  le  Casse Edili (CNCE) nei rispettivi siti internet.  
                               Art. 8                         Cause ostative alla regolarita'      1. Ai fini del godimento di benefici normativi e contributivi  sono ostative alla regolarita', ai sensi dell'art. 1,  comma  1175,  della legge 27 dicembre 2006, n. 296, le violazioni di natura previdenziale ed in materia  di  tutela  delle  condizioni  di  lavoro  individuate nell'allegato  A,  che  costituisce  parte  integrante  del  presente decreto, da parte del datore di lavoro o del dirigente  responsabile, accertate  con   provvedimenti   amministrativi   o   giurisdizionali definitivi, inclusa la sentenza di cui all'art.  444  del  codice  di procedura penale.  Non  rileva  l'eventuale  successiva  sostituzione dell'autore dell'illecito.    2. Il godimento  dei  benefici  normativi  e  contributivi  di  cui all'art. 1, comma 1175, della legge 27  dicembre  2006,  n.  296,  e' definitivamente precluso per i periodi indicati nell'allegato A ed  a tal fine non rileva la riabilitazione di cui all'art. 178 del  codice penale.    3. Le cause ostative di cui al comma 1 non  sussistono  qualora  il procedimento  penale  sia   estinto   a   seguito   di   prescrizione obbligatoria ai sensi  degli  articoli  20  e  seguenti  del  decreto legislativo 19 dicembre 1994, n. 758,  e  dell'art.  15  del  decreto legislativo 23 aprile 2004, n. 124,  ovvero  di  oblazione  ai  sensi degli articoli 162 e 162-bis del codice penale.    4. Ai fini della regolarita' contributiva l'interessato  e'  tenuto ad autocertificare alla competente Direzione territoriale del lavoro, che ne verifica a campione la veridicita', l'inesistenza a suo carico di provvedimenti,  amministrativi  o  giurisdizionali  definitivi  in ordine alla commissione  delle  violazioni  di  cui  all'allegato  A, ovvero il decorso del periodo indicato dallo stesso allegato relativo a ciascun illecito.    5. Le cause ostative alla regolarita' sono riferite  esclusivamente a fatti commessi successivamente all'entrata in  vigore  del  decreto ministeriale 24 ottobre  2007  pubblicato  nella  Gazzetta  ufficiale della Repubblica italiana n. 279 del 30 novembre 2007.  
                               Art. 9                                   Esclusioni      1. In via transitoria e comunque non oltre il 1° gennaio 2017 resta assoggettato alle previgenti modalita' di rilascio il Documento Unico di Regolarita' Contributiva (DURC) richiesto in applicazione:      a) dell'art. 13-bis, comma 5, del decreto-legge 7 maggio 2012, n. 52, convertito dalla legge 6 luglio 2012, n. 94;      b) dell'art. 6, comma 11-ter, del decreto-legge 8 aprile 2013, n. 35, convertito dalla legge 6 giugno 2013, n. 64;      c) in applicazione dell'art. 5, comma 2 lettera a),  del  decreto del Ministero dell'Interno 29 agosto 2012;      d) in applicazione dell'art. 10 del decreto  del  Presidente  del Consiglio dei ministri del 4 febbraio 2013.    2.  Per  il   medesimo   periodo   transitorio   restano   altresi' assoggettate alle previgenti  modalita'  di  rilascio  del  Documento Unico di Regolarita' Contributiva (DURC) le ipotesi per le  quali  la verifica di cui all'art. 6  non  e'  possibile  per  l'assenza  delle necessarie  informazioni  negli  archivi  informatizzati   dell'INPS, dell'INAIL e delle Casse edili.  
                               Art. 10                             Norme di coordinamento      1. Ai sensi dell'art. 4, comma 3, del decreto-legge 20 marzo  2014, n. 34, convertito, con modificazioni, dalla legge 16 maggio 2014,  n. 78, dalla data  di  entrata  in  vigore  del  presente  decreto  sono abrogate tutte le disposizioni di legge incompatibili con i contenuti del medesimo art. 4 fra cui, in particolare:      a) il decreto del Ministero del lavoro e della previdenza sociale 24 ottobre 2007, pubblicata nella Gazzetta ufficiale della Repubblica italiana n. 279 del 30 novembre 2007;      b) i commi 2, 3 e 4 dell'art. 2 della legge 8 gennaio 1979, n. 7;      c) i commi 2, 3 e 4 dell'art. 39 della legge 14 agosto  1967,  n. 800;      d) il comma 4, dell'art. 10, del  decreto  legislativo  del  Capo provvisorio dello Stato 16 luglio 1947, n. 708.    2. Dalla data di entrata in vigore del presente decreto i  soggetti di cui all'art. 3, comma 1, lettera b), del  decreto  del  Presidente della Repubblica 5 ottobre 2010, n. 207, utilizzano il  Documento  di cui all'art. 7 in corso di validita' nelle ipotesi indicate dall'art. 31, commi 4 e 6, del decreto legge 21 giugno 2013, n. 69, convertito, con modificazioni, dalla legge 9 agosto 2013, n. 98,  e  nell'ipotesi di cui  al  comma  5  del  medesimo  articolo,  senza  necessita'  di acquisire un nuovo Documento.    3. Il  Documento  di  cui  all'art.  7  soddisfa  il  possesso  del requisito indicato dall'art. 38, comma 1,  lettera  i),  del  decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163, nonche' assolve all'obbligo della presentazione della dichiarazione sostitutiva di  cui  agli  articoli 44-bis e 46, comma 1, lettera p), del decreto  del  Presidente  della Repubblica 28 dicembre 2000, n. 445, ovunque prevista.    4. Resta ferma in capo ai soggetti di  cui  all'art.  3,  comma  1, lettera b), del decreto del Presidente  della  Repubblica  5  ottobre 2010, n. 207, l'attivazione del procedimento di cui all'art. 4, comma 2, del decreto del Presidente della Repubblica  5  ottobre  2010,  n. 207, e dell'art. 31, comma 3, del decreto-legge 21  giugno  2013,  n. 69, convertito, con modificazioni, dalla legge 9 agosto 2013, n. 98.    5. Le disposizioni di cui al presente  decreto  divengono  efficaci decorsi 30 giorni dalla pubblicazione nella Gazzetta ufficiale  della Repubblica italiana, fatte salve le disposizioni di cui  all'art.  3, commi 2 e 3, e agli articoli 5 e 8.      Roma, 30 gennaio 2015              Il Ministro del lavoro e delle politiche sociali                                 Poletti                    Il Ministro dell'economia e delle finanze                                 Padoan                       Il Ministro per la semplificazione                      e la pubblica amministrazione                                  Madia 

Obbligo della conservazione sostitutiva delle fatture e dei contratti

Quali sono gli obblighi per la conservazione dei documenti informatici ?

Gli obblighi per la conservazione dei documenti informatici incombono sul responsabile della conservazione che ha il compito di:
• attestare il corretto svolgimento del processo di conservazione;
• gestire il sistema nel suo complesso e garantire l’accesso alle informazioni;
• verificare la corretta funzionalità del sistema e dei programmi utilizzati;
• predisporre le misure di sicurezza del sistema, al fine di garantire la sua continua integrità;
• richiedere la presenza di un pubblico ufficiale nei casi in cui è previsto il suo intervento;
• definire e documentare le procedure da rispettare per l’apposizione della marca temporale;
• verificare, con periodicità non superiore ai cinque anni, che i documenti conservati siano leggibili provvedendo al riversamento diretto o sostitutivo.

Oggi le PA ( a dire il vero dal 2006) hanno l’obbligo della conservazione sostitutiva dei documenti informativi.

Recentemente alcune norme hanno reso cogente la problematica della conservazione a norme, in particolare :

–          DM 55/13 ( con l’introduzione dell’articolo 17 ter al DPR 633/72)

–          L’articolo 11 comma 13 del codice degli appalti.

La soluzione:

Come sempre la soluzione della CA è combinata tra :

–          La formazione teorica

–          La formazione tecnica

–          L’impianto infrastrutturale

–          L’assistenza trasversale continua

Le referenze :

Il dott De Prisco è :

  • iscritto all’albo dei professionisti abilitato del Dipartimento della Funzione Pubblica
  • Presidente OdV di diverse multinazionali
  • Responsabile appalti ed anticorruzione di diverse ASL, diversi Enti Locali, diverse Municipalizzate
  • Autore de “ L’orecchio e l’evoluzione della specie” trattato sul D.Lgs 82/05

La Consulenti Associati è “Top Partner” di ARUBA PEC SPA, ente accreditato alla conservazione dal DigitPA.

 

I COSTI :

Chiamatemi per preventivi .

I Costi d’impianto e di formazione iniziale sono frazionabili su richiesta.

 

 

 

 

Quali_sono_gli_obblighi_per_la_conservazione_dei_documenti_informatici.pdf