Determinazioni e delibere, pubblicità legale o pubblicità notizia ?

Certamente tutti qualche volta abbiamo pensato “nel dubbio abbondo, non male come idea a condizione che l’albo on line sia conforme alle prescrizioni che derivano dal GDPR e soprattutto dai termini del 124 del TUEL ( che assurge a riferimento per tutte le PPAA e non solo per gli EE.LL.). In parole povere se l’albo è indicizzato ed i tempi di pubblicazione sono INFINITI commettiamo un bel casino a pensare e FARE quanto detto prima.

Uno strumento per regolarci nelle pubblicazioni è rappresentato dalla LL.GG. dell’AGID “Redazione di linee guida sulla pubblicità le-gale dei documenti e sulla conservazione dei siti web delle PA.”, scritto dai maggiori esperti in amministrazione digitale in ITALIA,

Proviamo però ad analizzare un poco le norme prendendo spunto dal TUEL.

L’articolo 124 del D.Lgs 267/2000 disciplina l’albo pretorio (poi on line dell’articolo 32 della L. 69/2009) e recita :

Articolo 124 
                  Pubblicazione delle deliberazioni 
 
  1. Tutte  le  deliberazioni  del  comune  e  della  provincia  sono
pubblicate mediante ((pubblicazione)) all'albo pretorio,  nella  sede
dell'ente,  per  quindici  giorni   consecutivi,   salvo   specifiche
disposizioni di legge. 
  2. Tutte le deliberazioni degli altri enti locali  sono  pubblicate
mediante ((pubblicazione)) all'albo pretorio del comune ove  ha  sede
l'ente,   per   quindici   giorni   consecutivi,   salvo   specifiche
disposizioni. 

E’ chiaro che si parla di deliberazioni, e se volessimo far rientrare anche le determinazioni (quindi provvedimenti monocratici)?

La risposta la troviamo nell’articolo 134 del TUEL (4° comma) …

Articolo 134
                  Esecutivita' delle deliberazioni

1.  La deliberazione soggetta al controllo necessario di legittimita'
deve  essere  trasmessa  a  pena  di decadenza entro il quinto giorno
successivo  all'adozione.  Essa  diventa esecutiva se entro 30 giorni
dalla  trasmissione  della  stessa il comitato regionale di controllo
non  trasmetta  all'ente  interessato  un  provvedimento  motivato di
annullamento.  Le  deliberazioni diventano comunque esecutive qualora
prima  del  decorso  dello  stesso  termine  il comitato regionale di
controllo   dia   comunicazione  di  non  aver  riscontrato  vizi  di
legittimita'.

2.  Nel  caso  delle  deliberazioni soggette a controllo eventuale la
richiesta  di  controllo  sospende  l'esecutivita'  delle stesse fino
all'avvenuto esito del controllo.

3.  Le  deliberazioni  non  soggette  a  controllo  necessario  o non
sottoposte  a  controllo eventuale diventano esecutive dopo il decimo
giorno dalla loro pubblicazione.

4.  Nel caso di urgenza le deliberazioni del consiglio o della giunta
possono  essere  dichiarate  immediatamente  eseguibili  con  il voto
espresso dalla maggioranza dei componenti.

…Dove si evince che tra le deliberazioni rientrano solo i provvedimenti di organi collegiali.

Cosa contrastante con con la “MONOCRATICITA’ “della determinazione a contrarre ove la responsabilità ricade sul Responsabile del Procedimento (5 241/90 e 31 50/16)

Articolo 192
          Determinazioni a contrattare e relative procedure

1.  La  stipulazione  dei contratti deve essere preceduta da apposita
determinazione del responsabile del procedimento di spesa indicante:
   a) il fine che con il contratto si intende perseguire;
   b)  l'oggetto  del  contratto, la sua forma e le clausole ritenute
essenziali;
   c)   le   modalita'   di   scelta  del  contraente  ammesse  dalle
disposizioni   vigenti   in  materia  di  contratti  delle  pubbliche
amministrazioni e le ragioni che ne sono alla base.
2.  Si applicano, in ogni caso, le procedure previste dalla normativa
della  Unione  europea  recepita  o comunque vigente nell'ordinamento
giuridico italiano.

QUINDI le determinazioni (ATTI DIRIGENZIALI) non sono soggette alla pubblicità legale ma solo alla pubblicità notizia (del FOIA, ai sensi dell’articolo 23 del D.Lgs 33/13).

Le decisioni Collegiali invece vanno pubblicizzate in albo per quindici giorni(o per il tempo previsto dalle norme speciali) evitando di inserire i dati particolari e poi possono essere travasate come elencazione in AT.

In ogni caso vi raccomando di leggere le LL.GG.

Cir. Min.Salute prot 0015127 del 12 04 2021. Il rientro a lavoro.

Il Ministero della Salute il 12 Aprile ha diffuso la circolare con alcune indicazioni importantissime con oggetto :

Indicazioni per la riammissione in servizio dei lavoratori dopo assenza per malattia Covid-19 correlata

Il contenuto :

Il presente documento intende offrire indicazioni procedurali circa la riammissione in servizio dopo assenza
per malattia COVID-19 correlata e la certificazione che il lavoratore deve produrre al datore di lavoro.
Alla luce della normativa vigente a livello nazionale e del “Protocollo condiviso di aggiornamento delle
misure per il contrasto e il contenimento della diffusione del virus SARS-CoV-2/COVID-19 negli ambienti di
lavoro” siglato in data 6 aprile 2021, le fattispecie che potrebbero configurarsi sono quelle di seguito indicate.

A) Lavoratori positivi con sintomi gravi e ricovero
In merito al reintegro progressivo di lavoratori dopo l’infezione da COVID-19, coloro che si sono ammalati e che hanno manifestato una polmonite o un’infezione respiratoria acuta grave, potrebbero presentare una ridotta capacità polmonare a seguito della malattia (anche fino al 20-30% della funzione polmonare) con possibile necessità di sottoporsi a cicli di fisioterapia respiratoria. Situazione ancora più complessa è quella dei soggetti che sono stati ricoverati in terapia intensiva, in quanto possono continuare ad accusare disturbi rilevanti, la cui presenza necessita di particolare attenzione ai fini del reinserimento lavorativo. Pertanto il medico competente, ove nominato, per quei lavoratori che sono stati affetti da COVID-19 per i quali è stato necessario un ricovero ospedaliero, previa presentazione di certificazione di avvenuta negativizzazione secondo le modalità previste dalla normativa vigente, effettua la visita medica prevista dall’art.41, c. 2 lett. e-ter del D.lgs. 81/08 e s.m.i (quella precedente alla ripresa del lavoro a seguito di assenza per motivi di salute di durata superiore ai sessanta giorni continuativi), al fine di verificare l’idoneità alla mansione – anche per valutare profili specifici di rischiosità – indipendentemente dalla durata dell’assenza per malattia.

B) Lavoratori positivi sintomatici
I lavoratori risultati positivi alla ricerca di SARS-CoV-2 e che presentano sintomi di malattia (diversi da quelli previsti al punto A) possono rientrare in servizio dopo un periodo di isolamento di almeno 10 giorni dalla comparsa dei sintomi (non considerando anosmia e ageusia/disgeusia che possono avere prolungata persistenza nel tempo) accompagnato da un test molecolare con riscontro negativo eseguito dopo almeno 3giorni senza sintomi (10 giorni, di cui almeno 3 giorni senza sintomi + test).

C) Lavoratori positivi asintomatici
I lavoratori risultati positivi alla ricerca di SARS-CoV-2 ma asintomatici per tutto il periodo possono rientrare al lavoro dopo un periodo di isolamento di almeno 10 giorni dalla comparsa della positività, al termine del quale risulti eseguito un test molecolare con risultato negativo (10 giorni + test).

Pertanto, il lavoratore di cui alle lettere B) e C), ai fini del reintegro, invia, anche in modalità telematica, al datore di lavoro per il tramite del medico competente ove nominato, la certificazione di avvenuta negativizzazione, secondo le modalità previste dalla normativa vigente.
I lavoratori positivi la cui guarigione sia stata certificata da tampone negativo, qualora abbiano contemporaneamente nel proprio nucleo familiare convivente casi ancora positivi non devono essere
considerati alla stregua di contatti stretti con obbligo di quarantena ma possono essere riammessi in servizio con la modalità sopra richiamate

D) Lavoratori positivi a lungo termine
Secondo le più recenti evidenze scientifiche i soggetti che continuano a risultare positivi al test molecolare per SARS-CoV-2 e che non presentano sintomi da almeno una settimana (fatta eccezione per ageusia/disgeusia e anosmia che possono perdurare per diverso tempo dopo la guarigione), possono interrompere l’isolamento dopo 21 giorni dalla comparsa dei sintomi (cfr. Circolare Ministero della salute 12 ottobre 2020). Tuttavia, in applicazione del principio di massima precauzione, ai fini della riammissione in servizio dei lavoratori si applica quanto disposto dal richiamato Protocollo condiviso del 6 aprile 2021.
Pertanto, ai fini del reintegro, i lavoratori positivi oltre il ventunesimo giorno saranno riammessi al lavoro solo dopo la negativizzazione del tampone molecolare o antigenico effettuato in struttura
accreditata o autorizzata dal servizio sanitario; il lavoratore avrà cura di inviare tale referto, anche in modalità telematica, al datore di lavoro, per il tramite del medico competente, ove nominato.
Il periodo eventualmente intercorrente tra il rilascio dell’attestazione di fine isolamento ai sensi della Circolare del 12 ottobre e la negativizzazione, nel caso in cui il lavoratore non possa essere adibito a modalità di lavoro agile, dovrà essere coperto da un certificato di prolungamento della malattia rilasciato dal medico curante.
Nella fattispecie prevista dal presente paragrafo non si ravvisa la necessità da parte del medico competente, salvo specifica richiesta del lavoratore, di effettuare la visita medica precedente alla ripresa del lavoro per verificare l’idoneità alla mansione” (art. 41, comma 2, lett. e-ter) del D.lgs. 81/08.

E) Lavoratore contatto stretto asintomatico
Il lavoratore che sia un contatto stretto di un caso positivo, informa il proprio medico curante che rilascia certificazione medica di malattia salvo che il lavoratore stesso non possa essere collocato in regime di lavoro agile (cfr. messaggio Inps n. 3653 del 9 ottobre 2020).
Per la riammissione in servizio, il lavoratore dopo aver effettuato una quarantena di 10 giorni dall’ultimo contatto con il caso positivo, si sottopone all’esecuzione del tampone e il referto di negatività del tampone molecolare o antigenico è trasmesso dal Dipartimento di Sanità Pubblica o dal laboratorio dove il test è stato effettuato al lavoratore che ne informa il datore di lavoro per il tramite del medico competente, ove nominato. La presente Circolare è passibile di ulteriori aggiornamenti che terranno conto dell’evolversi del quadro epidemiologico, delle conoscenze scientifiche e del quadro normativo nazionale.

Vi allego la circolare

Il Pasticciaccio. L’accesso agli atti di gara.

Accesso agli atti “segreti di gara”, come gestirli ? La risposta è semplice, anzi semplicissima, con ANSIA !

Vediamo la norma di riferimento, l’articolo 53 ed analizziamo una sorta di doppio diritto di accesso (più o meno qualificato).

(Accesso agli atti e riservatezza)

1. Salvo quanto espressamente previsto nel presente codice, il diritto di accesso agli atti delle procedure di affidamento e di esecuzione dei contratti pubblici, ivi comprese le candidature e le offerte, e’ disciplinato dagli articoli 22 e seguenti della legge 7 agosto 1990, n. 241. Il diritto di accesso agli atti del processo di asta elettronica puo’ essere esercitato mediante l’interrogazione delle registrazioni di sistema informatico che contengono la documentazione in formato elettronico dei detti atti ovvero tramite l’invio ovvero la messa a disposizione di copia autentica degli atti.

2. Fatta salva la disciplina prevista dal presente codice per gli appalti secretati o la cui esecuzione richiede speciali misure di sicurezza, il diritto di accesso e’ differito:

a) nelle procedure aperte, in relazione all’elenco dei soggetti che hanno presentato offerte, fino alla scadenza del termine per la presentazione delle medesime;

b) nelle procedure ristrette e negoziate e nelle gare informali, in relazione all’elenco dei soggetti che hanno fatto richiesta di invito o che hanno manifestato il loro interesse, e in relazione all’elenco dei soggetti che sono stati invitati a presentare offerte e all’elenco dei soggetti che hanno presentato offerte, fino alla scadenza del termine per la presentazione delle offerte medesime; ai soggetti la cui richiesta di invito sia stata respinta, e’ consentito l’accesso all’elenco dei soggetti che hanno fatto richiesta di invito o che hanno manifestato il loro interesse, dopo la comunicazione ufficiale, da parte delle stazioni appaltanti, dei nominativi dei candidati da invitare;

c) in relazione alle offerte, fino all’aggiudicazione;

d) in relazione al procedimento di verifica della anomalia dell’offerta, fino all’aggiudicazione.

3. Gli atti di cui al comma 2, fino alla scadenza dei termini ivi previsti, non possono essere comunicati a terzi o resi in qualsiasi altro modo noti.

4. L’inosservanza dei commi 2 e 3 per i pubblici ufficiali o per gli incaricati di pubblici servizi rileva ai fini dell’articolo 326 del codice penale.

5. Fatta salva la disciplina prevista dal presente codice per gli appalti secretati o la cui esecuzione richiede speciali misure di sicurezza, sono esclusi il diritto di accesso e ogni forma di divulgazione in relazione:

a) alle informazioni fornite nell’ambito dell’offerta o a giustificazione della medesima che costituiscano, secondo motivata e comprovata dichiarazione dell’offerente, segreti tecnici o commerciali;

b) ai pareri legali acquisiti dai soggetti tenuti all’applicazione del presente codice, per la soluzione di liti, potenziali o in atto, relative ai contratti pubblici;

c) alle relazioni riservate del direttore dei lavori ((, del direttore dell’esecuzione)) e dell’organo di collaudo sulle domande e sulle riserve del soggetto esecutore del contratto;

d) alle soluzioni tecniche e ai programmi per elaboratore utilizzati dalla stazione appaltante o dal gestore del sistema informatico per le aste elettroniche, ove coperti da diritti di privativa intellettuale.

6. In relazione all’ipotesi di cui al comma 5, lettera a), e’ consentito l’accesso al concorrente ai fini della difesa in giudizio dei propri interessi in relazione alla procedura di affidamento del contratto.

Leggendo il primo comma del 53 il legislatore è chiarissimo, sancisce che l’accesso normale agli atti resta disciplinato dalla L. 241/90 ( artt 22 e ss), salvo alcune espresse previsioni contenute le 50/16.

Una esclusione al diritto di accesso, chiara e palese, la troviamo al quinto comma lettera a).

Chiariamo subito che il segreto industriale ( o commerciale) non è un concetto generico, lo troviamo disciplinato dall’articolo 98 del D.Lgs 30/2005.

Oggetto della tutela

((1. Costituiscono oggetto di tutela i segreti commerciali. Per segreti commerciali si intendono le informazioni aziendali e le esperienze tecnico-industriali, comprese quelle commerciali, soggette al legittimo controllo del detentore, ove tali informazioni:

a) siano segrete, nel senso che non siano nel loro insieme o nella precisa configurazione e combinazione dei loro elementi generalmente note o facilmente accessibili agli esperti ed agli operatori del settore;

b) abbiano valore economico in quanto segrete;

c) siano sottoposte, da parte delle persone al cui legittimo controllo sono soggette, a misure da ritenersi ragionevolmente adeguate a mantenerle segrete.))

2. Costituiscono altresi’ oggetto di protezione i dati relativi a prove o altri dati segreti, la cui elaborazione comporti un considerevole impegno ed alla cui presentazione sia subordinata l’autorizzazione dell’immissione in commercio di prodotti chimici, farmaceutici o agricoli implicanti l’uso di nuove sostanze chimiche.

Altra considerazione importante è che la giurisprudenza fa rientrare nell’oggetto della tutela (industriale e commerciale) anche il know how, (CdS 6121/2008).

Vediamo ora il CdS 4240/2020 che richiamando la più recente giurisprudenza amministrativa, e consolidandola, sancisce e chiarisce ulteriormente il principio dell’articolo 53 comma 6, derogatorio della tutela di cui all’articolo 98 del D.lgs 30/2005.

PUO’ esserci accesso in caso di difesa, in ogni caso il responsabile del procedimento deve utilizzare come metodo per il rilascio della documentazione il c.d. principio della resistenza.

Cosa è il principio della resistenza…mmmmm, semplicemente è lo stesso principio che utilizziamo quando saliamo l’acque per cuocere la pasta, aggiungiamo un pochetto di sale alla volta fino a raggiungere la sapidità voluta, certamente non mettiamo all’inizio tantissimo sale per poi allungare l’acqua.

alla fine è quindi importante il ruolo del responsabile del procedimento (ANSIA) che deve considerare che la statuizione dell’articolo 53 comma 6 del 50/16 è piu’ restrittiva del contenuto dell’articolo 24 comma 7 della L. 241/90, molto più aderente al previgente codice degli appalti (art 13 del 163).

Art. 33 del 33. Indice di tempestività.

Riporto un vecchio POST, la seconda parte riguarda la scadenza dell’indice di tempestività del primo TRIMESTRE.

In ogni caso qualora non fosse stata fatta la ricognizione dei debiti al MEF (la scadenza da un paio di anni è stata anticipata al 31/01) si può ancora rimediare.

Tanto per ricordare….

Il registro degli AIUTI di STATO. Obblighi del registro per gli Enti Locali. I Parte.

Iniziamo a conoscere il registro degli aiuti di STATO che deve essere riempito dagli EE.LL.

il DPCM 24/09/2020 intitolato

Ripartizione, termini, modalità di accesso e rendicontazione dei contributi ai comuni delle aree interne, a valere sul Fondo di sostegno alle attività economiche, artigianali e commerciali per ciascuno degli anni dal 2020 al 2022

impone agli EE.LL. di comunicare gli aiuti di Stato (per monitore il de minimis) in un sistema informatico centralizzato (oltre ovviamente alle evidenze in AT).

Analizziamo velocemente il DPCM ( fatto di pochi articoli e millemila numerini e tabelle 😪😪😪) limitandoci agli articoli 4 e 6

Art. 4.
Azioni finanziate attraverso il fondo

I comuni possono utilizzare il contributo di cui all’art. 2 per la realizzazione di azioni di sostegno economico in favore di piccole e micro imprese, anche al fine di contenere l’impatto dell’epidemia da COVID-19, come individuate dalla raccomandazione 2003 361/CE della Commissione, del 6 maggio 2003, che:
a) svolgano attività economiche attraverso un’unità operativa ubicata nei territori dei comuni, ovvero intraprendano nuove attività economiche nei suddetti territori comunali;
b) sono regolarmente costituite e iscritte al registro delle imprese;
c) non sono in stato di liquidazione o di fallimento e non sono soggette a procedure di fallimento o di concordato preventivo.

Le azioni di sostegno economico di cui al comma 1 possono ricomprendere:
a) erogazione di contributi a fondo perduto per spese di gestione;
b) iniziative che agevolino la ristrutturazione, l’ammodernamento, l’ampliamento per innovazione di prodotto e di processo di attività artigianali e commerciali, incluse le innovazioni tecnologiche indotte dalla digitalizzazione dei processi di marketing on-line e di vendita a distanza, attraverso l’attribuzione alle imprese di contributi in conto capitale ovvero l’erogazione di contributi a fondo perduto per l’acquisto di macchinari, impianti, arredi e attrezzature varie, per investimenti immateriali, per opere murarie e impiantistiche necessarie per l’installazione
e il collegamento dei macchinari e dei nuovi impianti produttivi acquisiti.

Le agevolazioni di cui al presente decreto sono concesse ai sensi e nei limiti del regolamento (UE) n. 1407/2013 della Commissione, del 18 dicembre 2013,
relativo all’applicazione degli articoli 107 e 108 del trattato sul funzionamento dell’Unione europea agli aiuti « de minimis », del regolamento (UE) n. 1408/2013 della Commissione,
del 18 dicembre 2013, relativo all’applicazione degli articoli 107 e 108 del trattato sul funzionamento dell’Unione europea agli aiuti « de minimis » nel settore agricolo e del regolamento (UE) n. 717/2014 della Commissione, del 27 giugno 2014, relativo all’applicazione degli articoli 107 e 108 del trattato sul funzionamento dell’Unione europea agli aiuti « de minimis » nel settore
della pesca e dell’acquacoltura.


Art. 6.
Monitoraggio

Il monitoraggio dei contributi è obbligatorio ed è effettuato attraverso il sistema della Banca dati unitaria presso il Ministero dell’economia e delle finanze, di cui all’art. 1, comma 245 della legge 27 dicembre 2013, n. 147.

Il sostegno erogato ad ogni attività economica è identificato dal Codice unico di progetto.

L’Agenzia per la coesione territoriale effettua controlli a campione sull’utilizzo dei contributi di cui al presente decreto.

Viene da dire WOW……il problema ovviamente è quello rendicontazione sulla piattaforma degli aiuti di Stato (articolo 6) da parte degli EE.LL.

Siete pronti ?….

Passo 1, andare in IPA (dopo aver deliberato in Giunta l’AOO responsabile ed il soggetto fisico da indicare al Registro Nazionale Aiuti) e palesare all’indice la struttura di riferimento.

Passo 2, andare su www.rna.gov.it

Cliccare sull’icona evidenziata in alto a DX e chiedere la registrazione dell’AR

A questo punto il sistema ci chiederà il CODICE IPA e la codifica AOO

….fine prima PARTE….se siete interessati chiamatemi.

Post per le ISTITUZIONI SCOLASTICHE. Graduatorie e contratti tra riservatezza e trasparenza.

Sui social, nei gruppi, sulle riviste specializzate, sui quotidiani generici si parla di due cose, dei vaccini e della graduatorie di terza fascia per le istituzioni scolastiche. Ah !!!! se uno degli argomenti non fosse il vaccino se ne parlerebbe anche nei bar !!!🤣🤣🤣🤣🤣🤣

Il problema delle segreterie è come gestire le pubblicazioni tra trasparenza e riservatezza.

Proviamo a risolvere insieme il dilemma.

Le graduatorie che arrivano dai piani alti sono piene di informazioni particolari, sarà nostro compito eliminare tutte le notizie che sono servite a garantire la parità sociale dei concorrenti ma non indispensabile ai fini della pubblicità legale (cfr art 9 GDPR).

Un buon albo on line ( art 32 l. 69/09) dovrebbe prevedere la pubblicazione degli atti di altre PP.AA., se esiste questa sezione siamo a cavallo altrimenti lascio la discrezionalità al responsabile della pubblicazione, ovviamente per la pulizia del file excel arriveranno altre indicazioni .

Ora entriamo nel problema vero e proprio, la pubblicazione della convocazioni.

Essendo un atto del dirigente occorre dare pubblicità legale garantendo queste informazioni ai fini di una eventuale opposizione :

  • Destinatario dell’incarico : Nome e Cognome
  • Descrizione del provvedimento di incarico : Contratto di Lavoro a tempo determinato 
  • Ragione dell’incarico : Supplenza breve e saltuaria – Incarico tempo determinato – Incarico tempo indeterminato – Supplenza fino all’avente diritto – Supplenza fino al termine delle attività didattiche – Incarico di religione – Supplenza breve e saltuaria di Religione – Supplenze ore aggiuntive – Proroga del servizio dopo il 30 giugno
  • Tipo di graduatoria : Graduatoria Istituto 1-2-3 fascia ATA – Collaboratori Scolastici – Assistenti Amministrativo – Assistente Tecnico – Graduatoria Istituto 1-2-3 fascia – Docenti – Primaria – Secondaria di primo grado – Graduatoria Istituto 1-2-3 fascia – Docenti di sostegno
  • Posto in graduatoria
  • Periodo

Pubblicando queste informazioni in Pubblicità Legale abbiamo contemperato la riservatezza dei contrattisti e la pubblicità legale, inoltre diamo la possibilità di opporsi o ricorrere agli esclusi ai sensi dell’articolo 22 della L. 241/90 con le esclusioni ovviamente dell’articolo 24 .

Ora risolviamo il problema della trasparenza utilizzando l’articolo 17 del FOIA

Obblighi di pubblicazione dei dati relativi al personale non a tempo indeterminato

1. ((Fermo restando quanto previsto dall’articolo 9-bis, le pubbliche amministrazioni)) pubblicano annualmente, nell’ambito di quanto previsto dall’articolo 16, comma 1, i dati relativi al personale con rapporto di lavoro non a tempo indeterminato, ((…)) ivi compreso il personale assegnato agli uffici di diretta collaborazione con gli organi di indirizzo politico. ((PERIODO SOPPRESSO DAL D.LGS. 25 MAGGIO 2016, N. 97)).

2. ((Fermo restando quanto previsto dall’articolo 9-bis, le pubbliche amministrazioni)) pubblicano trimestralmente i dati relativi al costo complessivo del personale di cui al comma 1, ((…)) con particolare riguardo al personale assegnato agli uffici di diretta collaborazione con gli organi di indirizzo politico.

Il mio consiglio è quello di dividere l’articolo 17 dell’AT intitolato al “Personale non a tempo indeterminato

in due categorie come nell’immagine che riporto

Inoltre se possibile non attendere un anno per l’implementazione dell’articolo 17 ma esere quanto più tempestivi possibile.