ELEZIONI TRASPARENTI, legge SPAZZA-CORROTTI e GDPR

Più volte ho sottolineato che la privacy non è disciplinata dal GDPR che ha invece l’obiettivo di dettare politiche per il corretto trattamento dei dati e la libera circolazione degli stessi , basta leggere il titolo corretto del GDPR.

La protezione dei dati non è il diritto fondamentale ASSOLUTO, ma va contemperato con altri diritti fondamentali, proporzionalmente. ( IV considerando).

Già abbiamo visto che alcuni diritti hanno valore superiore ( e non derogatorio) alla riservatezza delle informazioni personali, cfr questo post

Sulla stessa lunghezza d’onda si muove il comma 15 articolo 1 della legge 3/2019, la spazza-corrotti per intenderci, che istituisce la sezione del sito “ELEZIONI TRASPARENTI”

In questa nuova sezione andranno pubblicati i curricula dei candidati nonchè i certificati penali.

15. In apposita sezione, denominata «Elezioni trasparenti», del sito internet dell’ente cui si riferisce la consultazione elettorale, ovvero del Ministero dell’interno in caso di elezioni del Parlamento nazionale o dei membri del Parlamento europeo spettanti all’Italia, entro il settimo giorno antecedente la data della consultazione elettorale, per ciascuna lista o candidato ad essa collegato nonche’ per ciascun partito o movimento politico che presentino candidati alle elezioni di cui al comma 14 sono pubblicati in maniera facilmente accessibile il curriculum vitae e il certificato penale dei candidati rilasciato dal casellario giudiziale non oltre novanta giorni prima della data fissata per l’elezione, gia’ pubblicati nel sito internet del partito o movimento politico ovvero della lista o del candidato con essa collegato di cui al comma 11, primo periodo, previamente comunicati agli enti di cui al presente periodo. La pubblicazione deve consentire all’elettore di accedere alle informazioni ivi riportate attraverso la ricerca per circoscrizione, collegio, partito e per cognome e nome del singolo candidato. Con decreto del Ministro dell’interno, da emanare entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, sono definite le modalita’ tecniche di acquisizione dei dati su apposita piattaforma informatica.

Questa parte del sito istituzionale ( ma anche tutte le altre sezioni che contengono dati personali, anche non particolari) dovrà essere conformata con il combinato articolo 32 GDPR e Deliberazione 02/03/2011 del Garante Protezione dei dati Personali del Garante Protezione dei dati Personali.

Ed ora viene il bello… non occorre nessun consenso, come quasi sempre mi piace aggiungere . Infatti c’è l’espressa previsione di legge per il trattamento dei dati personali-particolari-di appartenenza politica, dapprima nel considerando 56, poi nell’arcinoto ( almeno così dovrebbe essere ) articolo 6 paragrafo 1 lettera e) , nonché articolo 9 paragrafo 2 lett. b ) GDPR, senza contare le norme settoriali, D.P.R. 16 maggio 1960, n. 570; Legge 21 marzo 1990, n. 53; Legge 25 marzo 1993, n. 81; D.P.R. 28 aprile 1993, n. 132; D.Lgs. 12 aprile 1996, n. 197; Legge 30 aprile 1999, n. 120; D.Lgs. 18 agosto 2000, n. 267 e cosi via.

BASTA L’INFORMATIVA, non serve consenso. Ovviamente diviene indispensabile il ruolo del DPO che dovrà imporre un tempo non eccessivo di pubblicazione dei dati in ELEZIONI TRASPARENTI, anche in ossequio alle LL.GG sulla pubblicità legale degli atti AGID del maggio 2016 .

Grazie di tutto, vi allego una piccola informativa da adattare ovviamente alle vostre esigenze , in rosso le parti da utilizzare se si rientra nell’ambito del comma 15 dell’articolo 1 della spazza-corrotti. I Comuni miei clienti che hanno elezioni sono pregati di avvisarmi per l’inserimento del trattamento nel registro articolo 30.

RIPROPOSTO. Attinenze tra Monica Bellucci , Belen Rodriguez ed il codice dei contratti. La sentenza Consiglio di Stato sez. VI 19/6/2017 n. 2969.

Continuo a vedere cose strane, allora ripropongo questo POST.

Come risolvere alcuni problemi di normalizzazione  dei valori quando il criterio di aggiudicazione è l’offerta economicamente più vantaggiosa, articolo 95 comma 3 D.lgs 50/16.

Spesso capita, per scelta o per espressa previsione legislativa di dovere attribuire un appalto utilizzando il criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa.

Nel valutare la parte squisitamente economica, che (ricordo) potrebbe anche non esservi, la normalizzazione dei prezzi avviene con la semplice e nota funzione lineare scritta al fine di normalizzare il valore economico ( massimo 30 punti ) al prezzo più basso ricevuto in offerta.

Un grosso errore, consiste invece, nell’utilizzare le stesse funzioni, o tabelle ( quindi valori discreti e non lineari) anche per quanto riguarda le qualità non economiche dell’offerta.

Seppure alcune tabelle sono corrette ed indispensabili, queste sono inefficaci quando la valutazione cade sui requisiti  non quantizzabili, quando in altre parole si devono valutare le qualità delle offerte non quantificabili in numeri e valori discreti.

Da questo punto di vista è importantissima la sentenza Consiglio di Stato sez. VI 19/6/2017 n. 2969.

Proviamo a capirci con un esempio , nel valutare ai sensi del terzo comma dell’articolo 95 del codice dei contratti la fornitura di un server nevralgico per il nostro Ente abbiamo come da bando e lettera :

Massimo 30 punti per la tempestività dell’intervento tecnico

Massimo 70 punti per la qualità generale dello staff d’intervento e la professionalità

Pur essendo quantificabili come “offerta qualificativa” per il primo punto una tabella ci risolve ogni problema , ad esempio, 10 punti per interventi entro le 12 ore , 20 punti per 6 ore, 30 punti per 3 ore, ma per il valore della qualità generale come dobbiamo comportarci ? come posso normalizzare e quindi spostare la discrezionalità della commissione verso la componente tecnica allontanandomi dalla discrezionalità dell’an ?

Molti bandi sono fallaci sotto questo punto di vista, la questione non è solo teorica, nel regolamento 207/10 era prevista una specifica tecnica e che ancora deve essere utilizzata come detto dalla sentenza CdS 2969/17.

Un esempio scherzoso , forse sessista , ma efficace .

Incontro con un gruppo di amici, siamo in tre e dopo due birre ghiacciate decidiamo di fare una classifica di bellezza e le candidate sono :

 

Monica Bellucci (86-61-89)
Belen Rodriguez (83-65-89)
Aida Yespica  (90-61-91)
Manuela Arcuri (94-63-96)

 

Se decidessimo di valutarle solo in funzione delle loro misure la valutazione non sarebbe difficile ma si ridurrebbe a valorizzare maggiormente il seno od il lato B, comunque sono valutazioni che noi maschietti facciamo dopo la quinta birra e non solo due, vogliamo essere più completi e valutare la bellezza globale delle tre donne .
Come fare ? molto soggettivo ? si certamente  soggettivo , e se questo eccesso di “soggettivo’ dovesse capitare in commissione ex articolo 77 50/16 sarebbero guai .

Usciamone assieme seguendo le norme del vecchio regolamento come dice anche il CdS.
La commissione ex articolo 77 è composta da Mario, Paolo e me e subito ci viene un  dubbio, il seguente “ come poter valutare quattro bellezze così stravolgenti ?” Come ogni gruppetto di amici che bevono birra pensiamo subito ad una normalizzazione dei valori con il confronto a coppie basandoci su valori delle qualità lessicali, come più bella di …, bella uguale a , poco più bella etc

Allora proviamo a risolvere con il metodo del confronto a coppie utilizzando delle matrici triangolari di grandezza n-1.

Ogni commissario per giudicare la bellezza costruisce una semi matrice o matrice triangolare  di ampiezza n-1, cioè per le quattro ragazze la matrice sarà di questo tipo :

   
  
 

Visto che valutiamo qualità come la bellezza la normalizzazione nono può essere che semantica utilizzando la scala :

1 = Parità ;
2 = Preferenza minima  ;
3 = Preferenza piccola;
4 = Preferenza media ;
5= Preferenza grande ;
6 = Preferenza massima.

Ora ogni commissario arricchisce la sua tabella per confrontare a coppie le concorrenti , usiamo questa legenda :

Monica Bellucci -MB-
Belen Rodriguez-BR-
Aida Yespica -AY-
Manuela Arcuri -MA-

Commissario vincenzo de prisco

Come detto, valutare le ragazze in funzione delle loro misure non è complesso, in funzione della bellezza totale è più complicato, facciamo un confronto a coppie e vediamo di volta in volta la nostra preferenza basandoci sulla scala semantica. Per semplicità prima di andare in tabella ( la matrice a coppia di ragione n-1) farò un commento .

Tra Manuela Arcuri e Monica Bellucci preferisco di poco ( minimamente) Monica Bellucci.
Tra Monica Bellucci ed Aida Yespica non c’è storia, decisamente la Bellucci
Tra Monica Bellucci e Belen Rodriguez vedo la parità, nessuna prevalenza
Tra Manuela Arcuri e ed Aida Yespica preferisco mediamente l’italiana
Tra Manuela Arcuri e Belen Rodriguez preferenza grande per la Rodriguez
Tra Aida Yespica e Belen Rodriguez massima preferenza per la più giovane Belen

Come ho appuntato ? la sigla della vincitrice ed il punteggio semantico ( nel caso di parità le due sigle )

Commissario Mario

 

Commissario Paolo

 

Ovviamente i commissari hanno compilato le matrici non consultandosi tra di loro ed alla fine tirano le somme :

RISULTA VINCITRICE LA BELEN RODRIGUEZ, se ci fossimo basati solo sulle misure sarebbe stata l’ultima.

Con questo buffo esempio ho voluto focalizzare e commentare la sentenza del CdS, quando non si usano metodi e sistemi di normalizzazione commettiamo degli illeciti, anche se il D.lgs 50/16 non indica le modalità scientifiche conviene come detto in sentenza rifarci agli allegati del DPR 207/2010 .

Solo dopo questi passaggi posso usare le consuete formule lineari e tabellari, altrimenti siamo attaccabili.

 

Al prossimo giro sul codice degli appalti parleremo comunque delle formule matematiche e statistiche.

 

CHIUSURA UFFICI

Salve, la Consulenti Associati Campania chiude per ferie dall’ 11 Luglio al 15 Settembre .

Ovviamente tutte le urgenze saranno gestite da remoto ( come sempre ), ma non vi garantisco la solita celerita’.

I recapiti telefonici sono :

  • vincenzo 3389141276
  • elisa 3382797858

Resta inteso che il servizio di aggiornamento normativo e sulle procedure resta tramite newsletter e canali social , ci sono tantissime novita’, dalla riforma del CAD alle modifiche del Codice dei contratti pubblici .

P.S. : NON ANDIAMO AI CARAIBI.

GUIDA SUPERSEMPLIFICATA per I CONTROLLI del 50/16.

ISTRUZIONI PER l’USO

LL.GG ANAC N. 4 DELIBERAZIONI 636/19 e 206/18AFFIDAMENTO DIRETTOAFFIDAMENTO DIRETTO AFFIDAMENTO DIRETTOPROCEDURA NEGOZIATA
FINO A 5000,00DA 5001 a 20000,00DA 20000,01 a 40000,00SOGLIE ART 35
CASELLARIO ANACSSSS
DURCSSSS
IDONEITA’ SPECIFICA SSSS
ABILITAZIONISSSS
REGOLARITA’ FISCALENSSS
FALLIMENTO, LIQUIDAZIONE COATTA, CONCORDATO PREVENTIVONNSS
ULTERIORI CONTROLLI :
-CASELLARIO GIUDIZIALE
-SANZIONE INTERDITTIVA D.lgs 231/01
-L. 68/99
NNSS

SIMULIAMO UN affidamento diretto di 39.500 per servizi di GDPR-EIDAS-TRASPARENZA alla Consulenti Associati Campania SRLS, vediamo le consultazioni che occorrono.

  1. CASELLARIO ANAC.

    Il LINK e’ il solito dell’ANAC https://ww2.anticorruzione.it/idp-sig

Accediamo con le nostre credenziali

e poi seleziono la consultazione al Casellario delle Imprese di ANAC

Il risultato sara’ molto striminzito, inserisco il CF dell’impresa e clicco su CERCA ed avro’ la risposta del sistema.

In questo caso non ci sono annotazioni, il risultato ideale.
E’ piu’ problematico quando appaiono le annotazioni , infatti la presenza di annotazioni non esclude di fatto il concorrente, ma mette in condizione di scegliere la Stazione Appaltante, visto il tenore del post non voglio approfondire le casistiche ma sarebbe il caso di leggere le LL.GG. 6 ANAC che allego e soprattutto fare attenzione all’istituto del self cleaning, cfr il CAP 7.

2. REGOLARITA’ CONTRIBUTIVA, DURC ON LINE

Niente di piu’ semplice, accedo ai servizi ON LINE DELL’INPS o dell”INAIL

E cerchiamo un DURC vigente oppure ne richiediamo uno nuovo .

3. IDONEITA’ SPECIFICA .

Per questo caso non posso farvi esempi sulla CONSULENTI ASSOCIATI CAMPANIA SRLS, in ogni caso , la fattispecie piu’ sovente e’ l’iscrizione alle white list gestite dalla prefettura di competenza, si veda l’art 1 comma 53 della l. 190/12 che riporto nella recentissima modifica

53. Sono definite come maggiormente esposte a rischio di infiltrazione mafiosa le seguenti attivita’:
a) ((LETTERA ABROGATA DAL D.L. 8 APRILE 2020, N. 23, CONVERTITO CON MODIFICAZIONI DALLA L. 5 GIUGNO 2020, N. 40));
b) ((LETTERA ABROGATA DAL D.L. 8 APRILE 2020, N. 23, CONVERTITO CON MODIFICAZIONI DALLA L. 5 GIUGNO 2020, N. 40));
c) estrazione, fornitura e trasporto di terra e materiali inerti;
d) confezionamento, fornitura e trasporto di calcestruzzo e di bitume;
e) noli a freddo di macchinari;
f) fornitura di ferro lavorato;
g) noli a caldo;
h) autotrasporti per conto di terzi;
i) guardiania dei cantieri.
((i-bis) servizi funerari e cimiteriali;
i-ter) ristorazione, gestione delle mense e catering; i-quater) servizi ambientali, comprese le attivita’ di raccolta, di trasporto nazionale e transfrontaliero, anche per conto di terzi, di trattamento e di smaltimento dei rifiuti, nonche’ le attivita’ di risanamento e di bonifica e gli altri servizi connessi alla gestione dei rifiuti)).

Comunque la ricerca e’ semplice, basta andare sul sito web della prefettura che ci interessa,ad esempio Prefettura di NAPOLI, scaricare l’elenco delle iscritte e cercare la ditta interessata .

4. ABILITAZIONI

In questo occorre saper leggere bene le interrogazioni fatte sul VERIFICHEPA , vi lascio il link https://verifichepa.infocamere.it/vepa/

la schermata iniziale sara’ questa :

Il risultato dell’interrogazione, sara’ una visura camerale ridotta ma gratuita finalizzata ai controlli delle PP.AA. ( non solo in sede di gara ), dove vedere, tra le altre cose :

  • abilitazioni , ad esempio per gli impianti elettrici
  • nome dei firmatari
  • asseto societario / dell’impresa
  • codici ATECO di riferimento

5. REGOLARITA’ FISCALE.

Rappresenta la fase iniziale di verifica dell’articolo 48 bis del PDR 602/72, per intenderci la regolarita’ fiscale che andiamo a controllare su acquisti in rete per i debiti verso i fornitori superiori a 5000 Euro , in questo caso pero’ occorre inviare una PEC all’Agenzia delle Entrate di competenza della ditta per sapere preventivamente della regolarita’ fiscale. Per consultare l’elenco delle PEC vi lascio il link https://www1.agenziaentrate.gov.it/strumenti/mappe/mappeg.php

6. FALLIMENTO, LIQUIDAZIONE COATTA, CONCORDATO PREVENTIVO

Anche in questo caso ci torna utile il VERICHE PA, vi riporto ora qualche schermata

7. ULTERIORI CONTROLLI : CASELLARIO GIUDIZIALE-SANZIONE INTERDITTIVA D.lgs 231/01-L. 68/99

Per il casellario Giudiziale esistono due metodi

  • richieste singole
  • richieste massive.

Per le singole richieste occorre inviare un modello ( 6A LINK , lo trovate anche in allegato) dove inserire le informazioni sulle persone fisiche da controllare, quindi e’ propedeutico aver consultato la visura camerale dell’azienda tramite il VERIFICHEPA, appresso lo screenshot del modello.

Invece per LE RICHIESTE MASSIVE, ma credetemi fino a 150 controlli annuali non si recupera tanto tempo, occorre prima registrarsi al CERPA con il modello 1, poi scaricare il software CERPA e convenzionarsi con la procedura contenuta in questa pagina .

PER LE SANZIONI INTERDITTIVI EX D.LGS 231/01 faccio una brevissima premessa , anche perche’ parlando di 231/01 o mi dilungo per ore o dico che semplicemente e’ equivalente al casellario giudiziale per reati penali delle PERSONE GIURIDICHE .

Cosa fare ? Semplice, utilizzare il modello 6B che allego e collego .

Per chiudere, il rispetto delle norme sui DISABILI, L. 68/99, prevede diversi tipi di consultazione in funzione della Regione, ma GOOGLE risolve tutto.

E’ chiaro che il post e’ molto pratico e non approfondisce alcuni istituti importanti che comunque gia’ sono stati trattati nel portale CA-CAMPANIA.COM.

A presto e buon CONTROLLO!!!!!

Per approfondire potete organizzare eventi ed invitarmi .

BANDO MISE PER la DIGITAL TRASFORMATION .

Pur nell’attesa dei modelli per presentare l’istanza per la richiesta del finanziamento agevolato per la ” digital trasformation” voglio provare ad illustrare il testo del Decreto MISE 9/6/2020 .

Destinatari .

Art. 4.
(Soggetti beneficiari)

  1. Possono beneficiare delle agevolazioni di cui al presente decreto le PMI che, alla data di
    presentazione della domanda:
    a) sono iscritte e risultano attive nel Registro delle imprese;
    b) operano in via prevalente o primaria nel settore manifatturiero e/o in quello dei servizi diretti
    alle imprese manifatturiere e/o nel settore turistico e/o nel settore del commercio, svolgendo le attività
    economiche identificate nell’allegato n. 1;
    c) hanno conseguito, nell’esercizio cui si riferisce l’ultimo bilancio approvato e depositato, un
    importo dei ricavi delle vendite e delle prestazioni pari almeno a euro 100.000,00 (centomila);
    d) dispongono di almeno due bilanci approvati e depositati presso il Registro delle imprese;
    e) non sono sottoposte a procedura concorsuale e non si trovano in stato di fallimento, di
    liquidazione anche volontaria, di amministrazione controllata, di concordato preventivo o in qualsiasi
    altra situazione equivalente secondo la normativa vigente.
  2. Le PMI in possesso dei requisiti di cui al comma 1 possono presentare, anche
    congiuntamente tra loro, purché in numero comunque non superiore a dieci imprese, progetti
    realizzati mediante il ricorso allo strumento del contratto di rete o ad altre forme contrattuali di
    collaborazione, compresi il consorzio e l’accordo di partenariato. Fermo restando il possesso degli
    altri requisiti soggettivi di cui al medesimo comma 1, per tali progetti, le PMI possono dimostrare di
    aver conseguito l’importo di cui al comma 1, lettera c), mediante la somma dei ricavi delle vendite e
    delle prestazioni realizzati da tutti i soggetti proponenti nell’esercizio cui si riferisce l’ultimo bilancio
    approvato e depositato.
  3. Ai fini di cui al comma 2, il contratto di rete o le altre forme contrattuali di collaborazione
    devono configurare una collaborazione effettiva, stabile e coerente rispetto alla articolazione e agli
    obiettivi del progetto. Nel contratto deve altresì emergere una chiara suddivisione delle competenze
    e devono essere definiti gli aspetti relativi alla proprietà, all’utilizzo e alla diffusione dei risultati del
    11
    progetto, individuando altresì il soggetto preposto a svolgere il ruolo di soggetto capofila di cui al
    successivo comma 4.
  4. Nel caso di progetti proposti congiuntamente da più soggetti, le forme contrattuali di
    collaborazione devono prevedere quale soggetto promotore capofila un DIH-digital innovation hub
    o un EDI-ecosistema digitale per l’innovazione di cui al Piano nazionale Impresa 4.0, che assume il
    ruolo di referente nei confronti del Ministero circa la corretta esecuzione del progetto, nonché la
    rappresentanza dei soggetti partecipanti per tutti i rapporti con il Ministero medesimo, ivi inclusi
    quelli relativi alle attività di erogazione delle agevolazioni.
  5. Sono, in ogni caso, escluse dalle agevolazioni di cui al presente decreto le PMI che, alla data
    di presentazione della domanda:
    a) non risultino avere la disponibilità dell’unità produttiva oggetto dell’intervento agevolato,
    come risultante dalle informazioni del Registro delle imprese;
    b) non siano in regola con le disposizioni vigenti in materia di normativa edilizia ed urbanistica,
    del lavoro, della prevenzione degli infortuni e della salvaguardia dell’ambiente ed in relazione agli
    obblighi contributivi;
    c) non abbiano restituito somme dovute a seguito di provvedimenti di revoca di agevolazioni
    concesse dal Ministero;
    d) siano destinatarie di una sanzione interdittiva di cui all’articolo 9, comma 2, lettera d), del
    decreto legislativo 8 giugno 2001, n. 231 e successive modificazioni e integrazioni;
    e) i cui legali rappresentanti o amministratori siano stati condannati, con sentenza definitiva o
    decreto penale di condanna divenuto irrevocabile o sentenza di applicazione della pena su richiesta,
    ai sensi dell’articolo 444 del codice di procedura penale, per i reati che costituiscono motivo di
    esclusione di un operatore economico dalla partecipazione a una procedura di appalto o concessione,
    ai sensi della normativa vigente in materia di contratti pubblici relativi a lavori, servizi e forniture;
    f) si trovino in condizioni tali da risultare impresa in difficoltà, cosi come individuata
    all’articolo 2, punto 18, del Regolamento GBER;
  6. Sono escluse dalle agevolazioni del presente decreto le PMI che, ai sensi del regolamento
    GBER e del regolamento de minimis, operino nel settore della pesca e dell’acquacoltura e nel settore
    della produzione primaria dei prodotti agricoli, fermo restando che se tali imprese svolgono anche
    altre attività rientranti nei settori di cui al comma 1, lettera b), per tali attività le imprese possono
    beneficiare delle agevolazioni a condizione che le stesse dispongano di un adeguato sistema di
    separazione delle attività o distinzione dei costi.

Progetti ammissibili

Art. 5.
(Progetti ammissibili)

  1. I progetti ammissibili alle agevolazioni devono essere diretti alla trasformazione tecnologica
    e digitale dei processi produttivi dei soggetti proponenti mediante l’implementazione di:
    a) tecnologie abilitanti individuate dal Piano nazionale impresa 4.0. (advanced manufacturing
    12
    solutions, addittive manufacturing, realtà aumentata, simulation, integrazione orizzontale e verticale,
    industrial internet, cloud, cybersecurity, big data e analytics) e/o;
    b) tecnologie relative a soluzioni tecnologiche digitali di filiera, finalizzate:
    1) all’ottimizzazione della gestione della catena di distribuzione e della gestione delle
    relazioni con i diversi attori;
    2) al software;
    3) alle piattaforme e applicazioni digitali per la gestione e il coordinamento della logistica
    con elevate caratteristiche di integrazione delle attività di servizio;
    4) ad altre tecnologie, quali sistemi di e-commerce, sistemi di pagamento mobile e via
    internet, fintech, sistemi elettronici per lo scambio di dati (electronic data interchangeEDI), geolocalizzazione, tecnologie per l’in-store customer experience, system
    integration applicata all’automazione dei processi, blockchain, intelligenza artificiale,
    internet of things.
  2. Ai fini di cui al comma 1, i progetti devono prevedere la realizzazione di:
    a) attività di innovazione di processo o di innovazione dell’organizzazione, alle condizioni
    specificate al Capo II, ovvero;
    b) investimenti, alle condizioni specificate al Capo III.
  3. Al fine di dimostrare la coerenza dei progetti di trasformazione tecnologica e digitale
    proposti con le caratteristiche individuate ai commi l e 2, i soggetti proponenti devono presentare,
    unitamente alla domanda di agevolazione, una proposta progettuale contenente le seguenti
    informazioni:
    a) la descrizione dettagliata delle attività previste per la realizzazione del progetto di
    innovazione di processo o di innovazione dell’organizzazione ovvero dei beni/servizi da
    acquistare nell’ambito del progetto di investimento;
    b) l’indicazione dei costi connessi allo svolgimento del progetto e la loro ragionevolezza
    rispetto al progetto da realizzare;
    c) la rispondenza del progetto con le finalità di cui al presente decreto, anche con riferimento
    all’implementazione, nei processi produttivi del soggetto proponente, delle tecnologie di cui
    al comma 1, così come dettagliate nell’allegato n. 2;
    d) l’individuazione di parametri di performance connessi alla realizzazione del progetto,
    inclusa la loro misurazione.
  4. Ai fini dell’ammissibilità alle agevolazioni, i progetti devono:
    a) essere realizzati nell’ambito di una unità produttiva ubicata su tutto il territorio nazionale,
    ad eccezione dei progetti eventualmente agevolati con risorse a valere sul PON IC 2014-2020 che
    devono essere realizzati nelle aree interessate dall’applicazione del medesimo Programma;
    b) prevedere un importo di spesa non inferiore a euro 50.000,00 (cinquantamila) e non
    superiore a 500.000,00 (cinquecentomila);
    c) essere avviati successivamente alla presentazione della domanda di accesso alle
    agevolazioni, sulla base delle condizioni specificate all’articolo 12, comma 2, lettera a), per i progetti
    di cui al Capo II ovvero all’articolo 14, comma 2, lettera a), per i progetti di cui al Capo III;
    d) essere ultimati non oltre il termine di 18 mesi decorrenti dalla data del provvedimento di
    concessione delle agevolazioni, sulla base delle condizioni specificate all’articolo 12, comma 2,
    lettera b), per i progetti di cui al Capo II ovvero all’articolo 14, comma 2, lettera b), per i progetti di
    cui al Capo III. Su richiesta motivata del soggetto beneficiario, il Ministero può concedere una
    proroga del termine di ultimazione del progetto non superiore a 6 mesi;
    e) qualora presentati congiuntamente da più soggetti ai sensi dell’articolo 4, comma 2,
    prevedere che ciascun proponente sostenga almeno il 10 percento dei costi complessivi ammissibili.
  5. Le agevolazioni di cui al presente decreto non possono, in ogni caso, essere concesse per
    interventi subordinati all’impiego preferenziale di prodotti nazionali rispetto ai prodotti di
    importazione ovvero per il sostegno ad attività connesse all’esportazione verso paesi terzi o Stati
    membri, ossia per programmi d’impresa direttamente collegati ai quantitativi esportati, alla
    costituzione e gestione di una rete di distribuzione all’estero o ad altre spese correnti connesse con
    l’attività d’esportazione.

Agevolazioni concedibili

Art. 6.
(Agevolazioni concedibili)

  1. Le agevolazioni sono concesse, nei limiti stabiliti dall’articolo 29 del regolamento GBER per
    i progetti di cui al Capo II ovvero dal regolamento de minimis per i progetti di cui al Capo III, sulla
    base di una percentuale nominale dei costi e delle spese ammissibili pari al 50 percento, articolata
    come segue:
    a) 10 percento sotto forma di contributo;
    b) 40 percento come finanziamento agevolato.
  2. Il contributo di cui al comma 1, lettera a), assume la forma di contributo diretto alla spesa
    per i progetti di cui al Capo II ovvero di contributo in conto capitale per i progetti di cui al Capo III.
  3. Il finanziamento agevolato di cui al comma 1, lettera b), deve essere restituito dal soggetto
    beneficiario senza interessi a decorrere dalla data di erogazione dell’ultima quota a saldo delle
    agevolazioni, secondo un piano di ammortamento a rate semestrali costanti posticipate, scadenti il 31
    maggio e il 30 novembre di ogni anno, in un periodo della durata massima di 7 anni. Nel caso in cui
    la predetta data di erogazione dell’ultima quota a saldo ricada nei 30 giorni precedenti la scadenza
    del 31 maggio o del 30 novembre, la prima rata del piano di ammortamento decorre dalla prima
    scadenza successiva. Il finanziamento agevolato non è assistito da particolari forme di garanzia, fermo
    restando che i crediti nascenti dalla ripetizione delle agevolazioni erogate sono, comunque, assistiti
    da privilegio ai sensi dell’articolo 24, comma 33, della legge 27 dicembre 1997, n. 449.
    14
  4. Ai fini della determinazione dell’equivalente sovvenzione lordo (ESL) del finanziamento
    agevolato si applica la metodologia di cui alla comunicazione n. 14/2008. A tal fine, è utilizzato il
    tasso di riferimento vigente alla data di concessione delle agevolazioni, determinato applicando al
    tasso base una maggiorazione, in termini di punti base, conforme a quanto previsto dalla medesima
    comunicazione. Nel caso di progetti congiunti di cui all’articolo 4, comma 2, le verifiche sono
    effettuate con riferimento a ciascuna PMI partecipante al progetto, sulla base del contributo richiesto
    dalla singola impresa.
  5. L’ammontare complessivo delle agevolazioni concedibili è rideterminato nel provvedimento
    di concessione definitiva adottato dal Ministero a conclusione del progetto, sulla base delle attività
    effettivamente realizzate dal soggetto beneficiario come risultanti a seguito delle verifiche del
    Ministero sulle rendicontazioni di spesa.
  6. Le agevolazioni concesse in relazione ai progetti di cui al presente decreto non sono
    cumulabili, con riferimento alle medesime spese, con altre agevolazioni pubbliche che si configurano
    come aiuti di Stato notificati ai sensi dell’articolo 108 del trattato sul funzionamento dell’Unione
    europea o comunicati ai sensi dei regolamenti della Commissione che dichiarano alcune categorie di
    aiuti compatibili con il mercato interno, incluse quelle concesse sulla base del regolamento (UE) n.
    1407/2013 della Commissione, del 18 dicembre 2013 (aiuti “de minimis”), pubblicato nella Gazzetta
    Ufficiale dell’Unione europea L 352 del 24 dicembre 2013.

Procedura di accesso

Art. 7.
(Procedura di accesso, concessione ed erogazione delle agevolazioni)

  1. Le agevolazioni di cui al presente decreto sono concesse sulla base di una procedura
    valutativa con procedimento a sportello, secondo quanto stabilito all’articolo 5 del decreto legislativo
    31 marzo 1998, n. 123 e successive modificazioni e integrazioni.
  2. I termini e le modalità di presentazione delle domande di agevolazioni sono definiti con
    successivo provvedimento del Direttore generale per gli incentivi alle imprese del Ministero. Con il
    medesimo provvedimento, sono resi disponibili gli schemi in base ai quali deve essere presentata la
    domanda di agevolazioni e l’ulteriore documentazione utile allo svolgimento dell’attività istruttoria
    da parte del Ministero, nonché definiti i criteri per la determinazione e la rendicontazione delle attività
    e dei costi ammissibili, gli oneri informativi a carico dei soggetti proponenti e gli eventuali ulteriori
    elementi utili a definire la corretta attuazione dell’intervento agevolativo. Il predetto provvedimento
    definisce altresì i criteri di valutazione dei progetti nonché, per ciascuno degli indicatori di
    valutazione previsti, i correlati punteggi, condizioni e soglie minime di ammissibilità..
  3. Ciascun soggetto, sia in forma singola che congiunta, può presentare, nell’ambito del
    presente intervento, una sola domanda di accesso alle agevolazioni che può riguardare, in alternativa,
    un progetto di innovazione di processo o di innovazione dell’organizzazione di cui al Capo II ovvero
    un progetto di investimenti di cui al Capo III.
  4. Ai sensi dell’articolo 2, comma 3, del decreto legislativo n. 123 del 1998, i soggetti
    15
    beneficiari hanno diritto alle agevolazioni esclusivamente nei limiti delle disponibilità finanziarie. Il
    Ministero comunica tempestivamente, con avviso a firma del Direttore generale per gli incentivi alle
    imprese pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana, l’avvenuto esaurimento delle
    risorse finanziarie disponibili. In caso di insufficienza delle suddette risorse, le domande presentate
    sono ammesse all’istruttoria secondo l’ordine cronologico di presentazione, tenuto conto delle riserve
    di cui all’articolo 3, comma 3.
  5. Ai fini della concessione delle agevolazioni, il Ministero verifica la completezza e la
    regolarità della domanda di agevolazione, il possesso dei requisiti e delle condizioni di ammissibilità
    previste dal presente decreto e procede all’istruttoria delle domande di agevolazione sulla base dei
    criteri di valutazione indicati nel provvedimento di cui al comma 2.. Le attività istruttorie sono svolte
    dal Ministero entro 120 giorni dalla data di presentazione della domanda di agevolazioni, fermo
    restando la possibilità di chiedere integrazioni e/o chiarimenti. Nelle more delle attività di valutazione
    dei progetti, il Ministero verifica la vigenza e la regolarità contributiva del soggetto proponente,
    nonché l’assenza di cause ostative ai sensi della vigente normativa antimafia.
  6. Per le domande per le quali l’attività istruttoria si è conclusa con esito positivo, il Ministero
    procede alla registrazione dell’aiuto individuale sul Registro nazionale degli aiuti di Stato, ai sensi
    del regolamento 31 maggio 2017 n. 115, ai fini della conseguente adozione del provvedimento di
    concessione delle agevolazioni. Con il medesimo provvedimento, sono stabiliti gli impegni e gli
    obblighi specifici per i soggetti beneficiari agevolati a valere sulle eventuali risorse del PON IC 2014-
  7. Per i progetti congiunti di cui all’articolo 4, comma 2, la registrazione dell’aiuto viene effettuata
    con riferimento a ciascun soggetto partecipante al progetto, sulla base dei costi a carico dei
    partecipanti e delle conseguenti agevolazioni concedibili. Per le domande che hanno ottenuto un
    punteggio inferiore a una o più delle soglie di ammissibilità previste con il successivo provvedimento
    direttoriale di cui al comma 2, ovvero ritenute comunque non ammissibili per insussistenza dei
    requisiti soggettivi e oggettivi previsti dal presente decreto, il Ministero comunica i motivi ostativi
    all’accoglimento della domanda ai sensi dell’articolo 10-bis della legge 7 agosto 1990, n. 241 e
    successive modificazioni e integrazioni.

Tolte queste caratterizzazioni del bando A SPORTELLO, nessun CLICK DAY, la norma e le procedure non risultano dissimili da altri bandi, quindi in estrema sintesi le IMPRESE che svolgono queste attivita’ ( riferimenti ATECO 2007 )

e che hanno intenzione di investire in questi ambiti :

possono inviare l’istanza per importi compresi tra 50.000 e 500.000 euro , ricordando inoltre che il Credito esistono alcune CUMULABILITA’ , per il momento presunte , ad esempio con il Credito d’Imposta per gli investimento nel Mezzogiorno ( il c.d. CIM ) pari al 45 %.

Restiamo in attesa di notizie da parte del MISE e della piattaforma per l’invio delle ISTANZE.

Articolo 12 D.Lgs 33/13. Questo sconosciuto.

L’Articolo 12 del D.lgs 33/13 primo comma, per facilitare la comprensione ai cittadini del complesso sistema normativo ( leggi e regolamenti ) impone la pubblicazione in -AT , DISPOSIZIONI GENERALI, ATTI GENERALI- di una serie di norme per aiutarli a gestire il rapporto con la PA.

Art. 12 Obblighi di pubblicazione concernenti gli atti di carattere normativo e amministrativo generale 1. Fermo restando quanto previsto per le pubblicazioni nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana dalla legge 11 dicembre 1984, n. 839, e dalle relative norme di attuazione, le pubbliche amministrazioni pubblicano sui propri siti istituzionali i riferimenti normativi con i relativi link alle norme di legge statale pubblicate nella banca dati «Normattiva» che ne regolano l’istituzione, l’organizzazione e l’attivita’. Sono altresi’ pubblicati le direttive, le circolari, i programmi e le istruzioni emanati dall’amministrazione e ogni atto ((, previsto dalla legge o comunque adottato,)) che dispone in generale sulla organizzazione, sulle funzioni, sugli obiettivi, sui procedimenti ovvero nei quali si determina l’interpretazione di norme giuridiche che le riguardano o si dettano disposizioni per l’applicazione di esse, ivi compresi i codici di condotta ((, le misure integrative di prevenzione della corruzione individuate ai sensi dell’articolo 1, comma 2-bis, della legge n. 190 del 2012, i documenti di programmazione strategico-gestionale e gli atti degli organismi indipendenti di valutazione)).

Purtroppo questo LAVORACCIO non viene quasi mai effettuato, per questo motivo riporto una selezione delle norme trasversali a tutte le PA, bastera’ selezionarle, copiarle e poi incollarle nell’area specifica di AT.

Norme articolo 12 D.lgs 33/13

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  • D.Lgs. 97/2016 (Revisione e semplificazione delle disposizioni in materia di prevenzione della corruzione, pubblicità e trasparenza, correttivo della legge 6 novembre 2012, n. 190 e del decreto legislativo 14 marzo 2013, n. 33, ai sensi dell’articolo 7 della legge 7 agosto 2015, n. 124, in materia di riorganizzazione delle amministrazioni pubbliche)
  • D.Lgs. 33/2013 (Riordino della disciplina riguardante gli obblighi di pubblicità, trasparenza e diffusione di informazioni da parte delle pubbliche amministrazioni)
  • L. 221/2012 (Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 18 ottobre 2012, n. 179, recante ulteriori misure urgenti per la crescita del Paese)
  • L. 190/2012 (Disposizioni per la prevenzione e la repressione della corruzione e dell’illegalità nella pubblica amministrazione)
  • D.L. 179/2012 (Ulteriori misure urgenti per la crescita del Paese)
  • L. 134/2012 (Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 22 giugno 2012, n. 83, recante misure urgenti per la crescita del Paese)
  • D.L. 95/2012 (Disposizioni urgenti per la revisione della spesa pubblica con invarianza dei servizi ai cittadini (nonché misure di rafforzamento patrimoniale delle imprese del settore bancario)
  • D.L. 83/2012 (Misure urgenti per la crescita del Paese)
  • D.Lgs. 235/2010 (Modifiche ed integrazioni al decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82, recante Codice dell’amministrazione digitale, a norma dell’articolo 33 della legge 18 giugno 2009, n. 69)
  • D.Lgs. 150/2009 (Attuazione della legge 4 marzo 2009, n. 15, in materia di ottimizzazione della produttività del lavoro pubblico e di efficienza e trasparenza delle pubbliche amministrazioni)
  • L. 69/2009 (Disposizioni per lo sviluppo economico, la semplificazione, la competitività nonché in materia di processo civile)
  • L. 133/2008 (Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, recante disposizioni urgenti per lo sviluppo economico, la semplificazione, la competitività, la stabilizzazione della finanza pubblica e la perequazione tributaria)
  • D.L. 112/2008 (Disposizioni urgenti per lo sviluppo economico, la semplificazione, la competitività, la stabilizzazione della finanza pubblica e la perequazione Tributaria)
  • D.Lgs. 81/2008 (Attuazione dell’articolo 1 della L. 23/2007, in materia di tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro)particolare, l’art. 1, c. 622, concernente le modalita di assolvimento dell’obbligo di istruzione decennale
  • D.Lgs. 82/2005 (Codice dell’amministrazione digitale)
  • D.Lgs. 196/2003 (Codice in materia di protezione dei dati personali)
  • D.P.R. 394/1999 (Regolamento recante norme di attuazione del testo unico delle disposizioni concernenti la disciplina dell’immigrazione e norme sulla condizione dello straniero, a norma dell’articolo 1, comma 6, del decreto legislativo 25 luglio 1998, n. 286)
  • L. 59/1997 (Delega al Governo per il conferimento di funzioni e compiti alle regioni ed enti locali, per la riforma della pubblica amministrazione e per la semplificazione amministrativa)
  • L. 104/1992 (Legge-quadro per l’assistenza, l’integrazione sociale e i diritti delle persone diversamente abili)
  • L. 241/1990 (Nuove norme in materia di procedimento amministrativo e di diritto di accesso ai documenti amministrativi)
  • Reg 2014/910 (Il Regolamento eIDAS (electronic IDentification Authentication and Signature) 
  • Reg 2016/679 (GDPR )
  • D.Lgs 50/2016 (Codice dei Contratti Pubblici )
  • D.Lgs 179/16 Modifiche ed integrazioni al Codice dell’amministrazione digitale
  • D.Lgs 217/17 Disposizioni integrative e correttive al decreto legislativo 26 agosto 2016, n. 179
  • L. 160/19 Bilancio di previsione dello Stato per l’anno finanziario 2020

Resta inteso che questa e’ solo una base di partenza, occorre aggiungere le norme di settore ( per le scuole, per gli ee.ll, per le as, per gli ordini etc etc) ed i regolamenti.