ACCESSO DOCUMENTALE BATTE ACCESSO CIVICO

Sapete che l’anno 2020 rappresentera’ per la PA italiana un ANNO ZERO ? Si, AD00 o meglio #@D00 non Anno Domini ma @nno digitale 00. Inizia la rivoluzione e tra qualche giorno vi darò il programma e le tappe nazionali rivelandovi anche una grossa novità che mi rende molto orgoglioso.

Ma ora torniamo al nostro post analizzando un’interessante sentenza del CdS, la n 05702 del 13 Agosto 2019.

In breve il fatto.

Un imprenditore chiede sia un accesso ex articolo 22 241/90 che un accesso civico per quanto riguarda taluni procedimenti sugli immobili rientranti nell’abito aziendale.

Il comune destinatario del doppio accesso respinge ambedue le istanze.

Si ricorre al TAR NAPOLI ed asseconda il COMUNE per il diniego documentale e l’imprenditore per l’articolo 5 33/13.

Si procede con il CdS che sancisce una massima da CONDIVIDERE a più non posso “l’ACCESSO CIVICO NON E’ DISFUNZIONALE ALLA’ACCESSO DOCUMENTALE, NON PUO’ ESSERE D’INTRALCIO ALLA GESTIONE DELLA PA E NON DEVE ESSERE IN MODO MALIZIOSO, MA SEMPRE SECONDO LA BUONA FEDE , e soprattutto deve riguardare interessi pubblici !!!!!” , il tutto ovviamente partendo dalla funzione definitoria del FOIA contenuto nell’articolo 1 del D.Lgs 33/13.

La trasparenza e’ intesa come accessibilita’ totale ((dei dati e documenti detenuti dalle pubbliche amministrazioni, allo scopo di tutelare i diritti dei cittadini, promuovere la partecipazione degli interessati all’attivita’ amministrativa e)) favorire forme diffuse di controllo sul perseguimento delle funzioni istituzionali e sull’utilizzo delle risorse pubbliche.

PER LE ISTITUZIONI SCOLASTICHE- INFORMATIVA SIDI –

Spett.li,

Con riferimento alla circolare MIUR 0022994 del 13/11/2019 ed alle informative relative al trattamento Iscrizioni, acquisizione domande, si specifica che le informative inviate devono essere pubblicate all’albo online e nella sezione privacy del sito web istituzionale e non, come precedentemente indicato nella mail (e nella circolare MIUR) sul Sidi, in quanto al SIDI non è possibile personalizzare l’informativa.
Cogliamo l’occasione per augurare a tutti Voi un Sereno Natale ed un ottimo 2020!
Elisa Carotenuto e Vincenzo De Prisco
per info ulteriori Elisa cell 3389141276

Pessime notizie per tutti, ma non per i miei clienti

In SOLDONI iniziate ad applicare il CAD  (68 E 69) , DA GENNAIO AUDIT SULLE PROCEDURE DI ACQUISTO E DEL RIUSO DEI SOFTWARE DELLA PA.

 

Italy’s Court of Audit (Corte dei conti), which monitors public finances, will be including in its audits the savings generated by all of the country’s public services that share software created by or for them. The reasoning is that public services that do not share software solutions prevent others from reusing them, and so increase the costs to society. This is one of several newly introduced checks that focus on government digitalisation.

The focus on sharing and reuse of software solutions is the result of an agreement with the country’s Commissioner for the Digital Agenda. In December the Commissioner asked the court to check whether public services are using digital technologies to lower costs, including the use of cloud computing services, eID and electronic payments.

Italy’s Digital Administration Code (Codice dell’amministrazione digitale) – and specifically article 69 – requires public services to share software applications created by or for them.

Article 69 of the Codice, translated into English by Italy’s government modernisation team (Team Digitale), reads:

“Public administrations that are owners of solutions and computer programs made to specific specifications of the public client, have the obligation to make the relevant source code available, complete with documentation and released in public repository under an open licence, for use free of charge for other public administrations or for legal entities wishing to adapt them to their own requirements, except when there are ‘justified reasons of public order and safety, national defence and electoral consultations’.”

“The court is now analysing if public services are adequately becoming digital,” explains Alessandro Ranellucci, the open source lead at Developers Italia, the software development team, and part of Team Digitale. “Public services that adopt Italy’s software sharing and reuse framework can achieve significant efficiencies. Or, conversely, a lack of effective digitalisation creates fiscal damage.”

According to Mr Ranellucci, the new round of audits is about to begin. Results could possibly be expected early next year.

Procedure ANTIRICICLAGGIO per tutte le PPAA. Da NON SOTTOVALUTARE

Per chi ha fretta posto il link per il censimento dei gestori antiriciclaggio,

https://uif.bancaditalia.it/portale-infostat-uif/modalita-accesso/index.html

 

Per tutti gli altri rimando al mio post.

https://www.rtd.cloud/antiriciclaggio-nella-pa-in-tempo-di-redazione-del-ptpc-e-meglio-ricordarcelo/

 

 

 

 

 

 

 

POST DEDICATO alle ISTITUZIONI SCOLASTICHE. Tanto le sanzioni sono in capo al DS

 

Ricordate GMalesci ? rieccoci. Tanto le sanzioni sono in capo al DS .

Responsabili per la transizione al digitale

MIUR: un “super” RTD per tutte le 8 mila scuole italia

Molti pensano che per poter raggiungere tutti gli obiettivi assegnati dalla legge, un RTD debba avere delle competenze e qualità umane fuori dalla norma.

Viene da pensare che alcuni di essi abbiano addirittura dei superpoteri. Con una circolare del 5 dicembre, il MIUR ha fornito indicazioni alle scuole circa la nomina del RTD. In merito alla possibilità di esercitare le funzioni di RTD in forma associata, l’amministrazione, ha ritenuto opportuno che il Responsabile della Transizione Digitale del MIUR ricopra tale ruolo anche per le Istituzioni scolastiche ed educative.

In tanti però hanno storto il naso, ritenendo che tale scelta sia soltanto una soluzione burocratica e non rispettosa delle ragioni che hanno portato all’introduzione del RTD.

Linee Guida articolo 71 CAD. Buon Viaggio.

E’ necessario avere come immagine dell’articolo questo richiamo alla letteratura cinematografica che parla di viaggi impossibili ma COMPIUTI. E’ necessario dire che questo progetto è stato ritenuto VALIDO dal TEAM della TRASFORMAZIONE DIGITALE del GOVERNO ITALIANO, ma vi arriverà un POST SPECIFICO, è necessario RICORDARE che sono disponibili per WORKSHOP nei vostri ENTI… ma ora …

 

…iniziamo un focus importantissimo, cruciale, sulla dematerializzazione della PA.

Tra poco troveremo in GU le LLGG dell’AGID sulla FORMAZIONE, GESTIONE e CONSERVAZIONE del DOCUMENTO INFORMATICO e del DOCUMENTO AMMINISTRATIVO INFORMATICO.

Per buona pace di tutti coloro che ERANO AVANTI e che hanno commesso reati non rispettando l’articolo 61 del D.lg 179/16 e che dovranno iniziare a SISTEMARE i sistemi documentali INFORMATICI.

Ai MASTER universitari ho sempre chiesto ai miei ragazzi   la definizione di MITO , tutti troppo colti e poetici, la risposta esatta che mi attendevo, che ora scrivo sarebbe stata ARTICOLO 71 del D.Lgs 82/05.

Ora che abbiamo ( quasi ufficialmente ) le regole tecniche vediamo cosa vanno a toccare del CAD, in particolare quali articoli :

  • 20 Validita’ ed efficacia probatoria dei documenti informatici
  • 21 Ulteriori disposizioni relative ai documenti informatici, sottoscritti con firma elettronica avanzata, qualificata o digitale
  • 22 c 2,3 Copie informatiche di documenti analogici
  • 23 Copie analogiche di documenti informatici
  • 23 bis Duplicati e copie informatiche di documenti informatici
  • 23 ter Documenti amministrativi informatici
  • 23 quater Riproduzioni informatiche
  • 34 Norme particolari per le pubbliche amministrazioni
  • 40 Formazione di documenti informatici
  • 40 bis Protocollo informatico
  • 41 Procedimento e fascicolo informatico
  • 42 Procedimento e fascicolo informatico
  • 43 Conservazione ed esibizione dei documenti
  • 44 Requisiti per la gestione e conservazione dei documenti informatici
  • 45 Valore giuridico della trasmissione
  • 46 Dati particolari contenuti nei documenti trasmessi
  • 47 Trasmissione dei documenti tra le pubbliche amministrazioni
  • 49 Segretezza della corrispondenza trasmessa per via telematica
  • 50 Disponibilita’ dei dati delle pubbliche amministrazioni
  • 51 Sicurezza e disponibilita’ dei dati, dei sistemi e delle infrastrutture delle pubbliche amministrazioni
  • 64 bis Accesso telematico ai servizi della Pubblica Amministrazione
  • 65 Istanze e dichiarazioni presentate alle pubbliche amministrazioni per via telematica

Detto questo prima di iniziare questo FOCUS che durerà circa un anno vi invito a leggere i post preparatori.

 

Richiesta di accesso da parte di organi della Pubblica Sicurezza.

Diverse volta mi arriva una chiamata piena di TERRORE, ormai dal tono della voce già capisco qual è il quesito che mi si porrà , e con molta gioia l’ente chiamante non è quasi mai un mio cliente, ma di altri RTD e DPO. LA domanda è :

CI SONO I CARABINIERI CHE VOGLIONO INFORMAZIONI SU TAL DEI TALI, COSA POSSO FARE ?

 Come sempre la  risposta è da ricercare nella norma .

Una cosa fondamentale è vedere bene la 241/90, che certamente non è chiarissima nella norma per quanto riguarda l’accesso da parte di altre PP.AA non essendoci nessun richiamo in rubrica, tuttavia il principio fondamentale è da ricercarsi nel quinto comma dell’articolo 22

5. L’acquisizione di documenti amministrativi da parte di soggetti pubblici, ove non rientrante nella previsione dell’articolo 43, comma 2, del testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia di documentazione amministrativa, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 28 dicembre 2000, n. 445, si informa al principio di leale cooperazione istituzionale.

Ancora più rassicurante è la norma contenuta proprio nel regolamento anagrafico, segnatamente all’articolo 37 del DPR 223/89 che riporto

Art. 37. Divieto di consultazione delle schede anagrafiche

1. E’ vietato alle persone estranee all’ufficio di anagrafe l’accesso all’ufficio stesso e quindi la consultazione diretta degli atti anagrafici. Sono escluse da tale divieto le persone appositamente incaricate dall’autorita’ giudiziaria e gli appartenenti alle forze dell’ordine ed al Corpo della Guardia di finanza. I nominativi delle persone autorizzate ad effettuare la consultazione diretta degli atti anagrafici devono figurare in apposite richieste dell’ufficio o del comando di appartenenza; tale richiesta deve essere esibita all’ufficiale di anagrafe, unitamente ad un documento di riconoscimento. Resta salvo altresi’ il disposto dell’art. 33, secondo comma, del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 600.

2. (( COMMA ABROGATO DAL D.P.R. 28 DICEMBRE 2000, N. 445 )).

3. (( COMMA ABROGATO DAL D.P.R. 28 DICEMBRE 2000, N. 445 )).

4. All’ufficiale di anagrafe devono essere comunicati i nomi e gli estremi dei documenti del personale abilitato alla consultazione, il quale operera’ secondo modalita’ tecniche adottate d’intesa tra gli uffici anagrafici comunali e gli organi interessati.

Ovviamente si aspettano delle novità derivanti dal SPC e dall’ANPR.

il vostro C@ronte , vincenzo de prisco.