Il documento AMMINISTRATIVO informatico.

Un particolare e peculiare documento informatico è quello AMMINISTRATIVO, prodotto dalla PA ( nel più amplio senso).

E’ disciplinato prima dal TUDA e poi dall’articolo 23 ter del CAD, che riporto per poi poter subito vedere alcuni aspetti pratici di operatività.

Art. 23-ter (Documenti amministrativi informatici).

1. Gli atti formati dalle pubbliche amministrazioni con strumenti informatici, nonche’ i dati e i documenti informatici detenuti dalle stesse, costituiscono informazione primaria ed originale da cui e’ possibile effettuare, su diversi o identici tipi di supporto, duplicazioni e copie per gli usi consentiti dalla legge. ((1-bis. La copia su supporto informatico di documenti formati dalle pubbliche amministrazioni in origine su supporto analogico e’ prodotta mediante processi e strumenti che assicurano che il documento informatico abbia contenuto identico a quello del documento analogico da cui e’ tratto, previo raffronto dei documenti o attraverso certificazione di processo nei casi in cui siano adottate tecniche in grado di garantire la corrispondenza del contenuto dell’originale e della copia.))

2. COMMA ABROGATO DAL D.LGS. 26 AGOSTO 2016, N. 179.

3. Le copie su supporto informatico di documenti formati dalla pubblica amministrazione in origine su supporto analogico ovvero da essa detenuti, hanno il medesimo valore giuridico, ad ogni effetto di legge, degli originali da cui sono tratte, se la loro conformita’ all’originale e’ assicurata dal funzionario a cio’ delegato nell’ambito dell’ordinamento proprio dell’amministrazione di appartenenza, mediante l’utilizzo della firma digitale o di altra firma elettronica qualificata e nel rispetto delle ((Linee guida)); in tale caso l’obbligo di conservazione dell’originale del documento e’ soddisfatto con la conservazione della copia su supporto informatico.

((4. In materia di formazione e conservazione di documenti informatici delle pubbliche amministrazioni, le Linee guida sono definite anche sentito il Ministero dei beni e delle attivita’ culturali e del turismo.))

5. COMMA ABROGATO DAL D.LGS. 26 AGOSTO 2016, N. 179.

5-bis. I documenti di cui al presente articolo devono essere fruibili indipendentemente dalla condizione di disabilita’ personale, applicando i criteri di accessibilita’ definiti dai requisiti tecnici di cui all’articolo 11 della legge 9 gennaio 2004, n. 4. 6. Per quanto non previsto dal presente articolo si applicano gli articoli 21, 22 , 23 e 23-bis.

Per prima cosa chiariamo che quando si parla di switch off dell’analogico si dice una cavolata non di poco, il legislatore impone che il documento informatico sia la fonte primaria, impone il concetto del DIGITAL FIRST non impone uno switch off.

Per procedere con l’operatività quotidiana leggiamo il comma 5 bis del 23 ter. Il documento deve essere accessibile.

Siamo abituati a pensare al bar ed al ristorante accessibile ai disabili, qualche volta al sito web accessibile, ma se non partiamo dal documento accessibile commettiamo un grosso illecito.

Faccio un esempio.

Questa mia promozione ha degli errori di accessibilità , non è conforme alla L. 4/2004 come modificata dal D.Lgs 106/18, come rendermene conto ?

Con word , con lo strumento principale che utilizziamo tutti i giorni, utilizzando le revisioni ed il controllo sull’accessibilità .

Come è evidente abbiamo un errore di mancanza dell’attributo ” ALT” ed un’immagine non allineata .

Proviamo ad aggiustare …

e poi…

Però attenzione , WORD può fornirci qualche consiglio, se si commettono errori o generalizzazioni descrittive il software non li nota.

Altra cosa non scontata è l’utilizzazione di FONT accessibili ( senza grazie ) e con licenza aperta.

L’articolo 9 del DPCM 13.11.14 è dedicato proprio alla creazione del documento amministrativo informatico, e chiarisce che le modalità di formazione devono essere indicate nel manuale di gestione redatto come da articolo 5 del DPCM 03.12.13

Il documento amministrativo ( generico ) deve essere formato sempre in digitale, in alcuni casi poi ci sono delle espresse previsione di legge , i più ricorrenti sono :

  • accordi tra le PA ( articolo 15 della 241/90)
  • stipulazione di contratti ( articolo 32 comma 14 del Codice dei Contratti)
  • per non parlare della generale dematerializzazione dei contratti prevista dall’articolo 40 del 50/16

Ancora un paletto che spesso viene disatteso è quello comunicativo tra le PA, come dire , se iniziamo e centriamo l’obiettivo sarebbe come prendere due piccioni con una fava, parlo dell’articolo 47 del CAD

Art. 47 Trasmissione dei documenti tra le pubbliche amministrazioni

1. Le comunicazioni di documenti tra le pubbliche amministrazioni avvengono mediante l’utilizzo della posta elettronica o in cooperazione applicativa; esse sono valide ai fini del procedimento amministrativo una volta che ne sia verificata la provenienza. Il documento puo’ essere, altresi’, reso disponibile previa comunicazione delle modalita’ di accesso telematico allo stesso. 1-bis. L’inosservanza della disposizione di cui al comma 1, ferma restando l’eventuale responsabilita’ per danno erariale, comporta responsabilita’ dirigenziale e responsabilita’ disciplinare.

2. Ai fini della verifica della provenienza le comunicazioni sono valide se:

a) sono sottoscritte con firma digitale o altro tipo di firma elettronica qualificata;

b) ovvero sono dotate di segnatura di protocollo di cui all’articolo 55 del decreto del Presidente della Repubblica 28 dicembre 2000, n. 445;

c) ovvero e’ comunque possibile accertarne altrimenti la provenienza, secondo quanto previsto dalla normativa vigente o dalle ((Linee guida)). E’ in ogni caso esclusa la trasmissione di documenti a mezzo fax;

d) ovvero trasmesse attraverso sistemi di posta elettronica certificata di cui al decreto del Presidente della Repubblica 11 febbraio 2005, n. 68. 3. ((I soggetti di cui all’articolo 2, comma 2, lettere a) e b),)) provvedono ad istituire e pubblicare ((nell’Indice dei domicili digitali delle pubbliche amministrazioni e dei gestori di pubblici servizi)) almeno una casella di posta elettronica certificata per ciascun registro di protocollo.

((Le pubbliche amministrazioni)) utilizzano per le comunicazioni tra l’amministrazione ed i propri dipendenti la posta elettronica o altri strumenti informatici di comunicazione nel rispetto delle norme in materia di protezione dei dati personali e previa informativa agli interessati in merito al grado di riservatezza degli strumenti utilizzati.

Continuando e leggendo assieme il 23 ter del CAD ed il 9 delle regole non esiste molta differenza tra il documento informatico ed il documento amministrativo informatico, in sintesi abbiamo queste differenze :

  • il documento amministrativo informatico è creato anche dietro impulso dei cittadini e delle imprese che scrivono istanze conformi all’articolo 65 del CAD
  • l’immodificabilità può avvenire anche con il passaggio protocollare
  • l’attestazione di conformità può avvenire anche con dichiarazione del funzionario dedicato

Ladies and gentlemen ed ora ecco a voi la tanto attesa attestazione di conformità .

Le copie informatiche per immagine di documenti analogici devono possedere una dichiarazione che ne attesti la corrispondenza

art 22 comma 2

Le copie per immagine su supporto informatico di documenti originali formati in origine su supporto analogico hanno la stessa efficacia probatoria degli originali da cui sono estratte, se la loro conformita’ e’ attestata da un notaio o da altro pubblico ufficiale a cio’ autorizzato, ((…)) secondo le ((Linee guida)).


Le LLGG ci vengono in aiuto all’articolo 4 , chiarificatore sul fatto che l’attestazione di conformità può anche essere apposta in un documento terzo.

Altro discorso vale per l’attestazione di conformità della copia analogica del documento informatico, ove in realtà è piu adata la procedura di autentificazione prevista nell’articolo 18 del TUDA.

vecchi POST di collegamento.

DISCORSI ATTORNO AL CODICE DELL’AMMINISTRAZIONE DIGITALE, L’INUTILITA DI FIRMARE CON STAMPIGLIATURA D.LGS 39/93

Iniziamo da oggi a trattare in modo approfondito il CAD ( dall’origine al 179/16).

Parleremo del CAD di tutti i giorni, la creazione del documento, la copia informatica, la copia dall’analogico , le notifiche e le comunicazioni.

Iniziamo con le basi, ed analizziamo una pessima abitudine che ancora esiste in molte PP.AA. nostrane.

Esiste una forte confusione tra documento massivo analogico, stampato per intenderci, e documento informatico,

In particolare girando sui siti web istituzionali ancora si vedono documento sigillati con la dicitura ” firma  autografa omessa ai sensi dell’articolo 3 del D.Lgs 39/93.”

Una piccola parentesi, ricordate della conserva di pomodoro della mia natia terra ? trattare bene i dati significa non solo conservarli, ma selezionarli dall’inizio del processo ( o del procedimento amministrativo).

Far nascere dei documenti, per poi metterli sotto vuoto, in conservazione sostitutiva , con questa postilla equivale e sprecare spazio, a conservare qualcosa di sbagliato, riporto l’articolo di legge

Art. 3. 1. ((COMMA ABROGATO DAL D.LGS. 26 AGOSTO 2016, N. 179)). 2. Nell’ambito delle pubbliche amministrazioni l’immissione, la riproduzione su qualunque supporto e la trasmissione di dati, informazioni e documenti mediante sistemi informatici o telematici, nonche’ l’emanazione di atti amministrativi attraverso i medesimi sistemi, devono essere accompagnate dall’indicazione della fonte e del responsabile dell’immissione, riproduzione, trasmissione o emanazione. Se per la validita’ di tali operazioni e degli atti emessi sia prevista l’apposizione di firma autografa, la stessa e’ sostituita dall’indicazione a stampa, sul documento prodotto dal sistema automatizzato, del nominativo del soggetto responsabile.

E’ chiara l’intenzione di agevolare la firma quando i documenti sono massivi e stampati, in ogni caso questi documenti non hanno la forma del documento scritto.

Invece il documento formato ai sensi del CAD, dell’articolo 20 in particolare soddisfail requisito della forma scritta come da codice civile all’articolo 2702.

Art. 20 Validita’ ed efficacia probatoria dei documenti informatici 1. COMMA ABROGATO DAL D.LGS. 26 AGOSTO 2016, N. 179. ((1-bis. Il documento informatico soddisfa il requisito della forma scritta e ha l’efficacia prevista dall’articolo 2702 del Codice civile quando vi e’ apposta una firma digitale, altro tipo di firma elettronica qualificata o una firma elettronica avanzata o, comunque, e’ formato, previa identificazione informatica del suo autore, attraverso un processo avente i requisiti fissati dall’AgID ai sensi dell’articolo 71 con modalita’ tali da garantire la sicurezza, integrita’ e immodificabilita’ del documento e, in maniera manifesta e inequivoca, la sua riconducibilita’ all’autore. In tutti gli altri casi, l’idoneita’ del documento informatico a soddisfare il requisito della forma scritta e il suo valore probatorio sono liberamente valutabili in giudizio, in relazione alle caratteristiche di sicurezza, integrita’ e immodificabilita’. La data e l’ora di formazione del documento informatico sono opponibili ai terzi se apposte in conformita’ alle Linee guida.))

In questo post iniziale non mi dilungherò sui diversi tipi di fima previste dal CAD ( e dall’EiDAS reg. 2014/910) , ma mi fermo con il ricordare che la firma apposta come da articolo 3 del 39/93 non produce nessun effetto, inoltre se qualche banca permettesse di far girare gli assegni senza la firma autografa ma colla dicitura ” ha firmato chi avrebbe dovuto firmare”  vi fidereste ? io no.

NOVITÀ ( VERE O PRESUNTE ) SUL CAD

Per prima cosa vi ricordo che il CAD ormai non si presenta più come un obbligo per le PA ma sempre maggiormente come un diritto per i cittadini, e questo potrebbe ( e già sta accadendo) inficiare molte procedure, anche di notificazioni delle amministrazioni pubbliche.

Iniziamo con il (ri)parlare della trasmissione dei documenti, ribadendo che le PA possono trasmettere i documenti attraverso :

  • PEO
  • PEC
  • INTEROPERABILITA’ / COOPERAZIONE APPLICATIVA

La PEO ( posta elettronica ordinaria ) non è disciplinata dal CAD per un semplice motivo, era preesistente al d.lgs 82/05 , tuttavia occorre ricordare che ha valore giuridico se è possibile accertarne la provenienza ( magari attraverso la protocollazione .

La PEC ( posta elettronica certificata ) è disciplinata sia dal CAD che dal DPR 68/2005 ed ha il vantaggio di garantire e certificare l’invio e la consegna del documento, quindi si parla di presunzione di conoscenza e non di presunzione di conoscibilità.

I servizi di INTEROPERABILITA’ /COOPERAZIONE APPLICATIVA consistono invece in una vera e propria condivisione dei servizi sulle porte di dominio dei server dell’ente

I DOMICILI DIGITALI.

Il 2019 sará l’anno di svolta per i servizi del domicilio digitale, infatti partirà anche il domicilio digitale del cittadino, e guai a non utilizzarlo qualora il cittadino lo abbia comunicato .

il domicilio digitale lo troviamo nella fonte delle definizioni all’articolo 1 comma 1 del CAD, in particolare alla lettera n-ter che riporto

((n-ter) domicilio digitale: un indirizzo elettronico eletto presso un servizio di posta elettronica certificata o un servizio elettronico di recapito certificato qualificato, come definito dal regolamento (UE) 23 luglio 2014 n. 910 del Parlamento europeo e del Consiglio in materia di identificazione elettronica e servizi fiduciari per le transazioni elettroniche nel mercato interno e che abroga la direttiva 1999/93/CE, di seguito “Regolamento eIDAS”,valido ai fini delle comunicazioni elettroniche aventi valore legale;))

Invece all’articolo 3 bis comma 1 troviamo l’obbligo per le professioni regolamentate , per le imprese e per e per le PA di iscriversi in pubblici registri ove denunciare il proprio domicilio digitale, nello specifico i registri per le imprese ed i professionisti tenuti da INFOCAMERE ( www.inipec.gov.it ) e per le PA gestite in indicepa.gov.it

Tuttavia, come già scritto, la vera novità sarà rappresentata dall’elenco dei domicili digitale per i cittadini ed i professionisti non ordinati , per le associazioni e per tutti i soggetti ( songoli ed associati) che non rientrano nell’elencazione degli articoli 6 bis e 6 ter del D.lgs 82/05.

Infatti recita l’articolo 6 quater

(( (Indice nazionale dei domicili digitali delle persone fisiche e degli altri enti di diritto privato, non tenuti all’iscrizione in albi professionali o nel registro delle imprese). ))((1. E’ istituito il pubblico elenco dei domicili digitali delle persone fisiche e degli altri enti di diritto privato non tenuti all’iscrizione in albi professionali o nel registro delle imprese, nel quale sono indicati i domicili eletti ai sensi dell’articolo 3-bis, comma 1-bis. La realizzazione e la gestione dell’Indice sono affidate all’AgID, che vi provvede avvalendosi delle strutture informatiche delle Camere di commercio gia’ deputate alla gestione dell’elenco di cui all’articolo 6-bis. 2. Per i professionisti iscritti in albi ed elenchi il domicilio digitale e’ l’indirizzo inserito nell’elenco di cui all’articolo 6-bis, fermo restando il diritto di eleggerne uno diverso ai sensi dell’articolo 3-bis, comma 1-bis. Ai fini dell’inserimento dei domicili dei professionisti nel predetto elenco il Ministero dello sviluppo economico rende disponibili all’AgID, tramite servizi informatici individuati nelle Linee guida, i relativi indirizzi gia’ contenuti nell’elenco di cui all’articolo 6-bis. 3. Al completamento dell’ANPR di cui all’articolo 62, AgID provvede al trasferimento dei domicili digitali contenuti nell’elenco di cui al presente articolo nell’ANPR.))

E’ importante notare l’automatismo per i professionisti, infatti il secondo comma dell’articolo 6 quater chiarisce che i professionisti ( avvocati, ingegneri, commercialisti, medici etc) avranno la c.d. ereditarietà del domicilio digitale, è però fatta salva la possibilità di usarne uno diverso da quello professionale ( avere quindi un domicilio per l’articolo 6 bis ed uno per il 6 quater).

L’articolo 47 disciplina invece molto bene , e facendo intendere che la peo resta lo strumento principale di comunicazione, le comunicazioni tra le PA.

Art. 47 Trasmissione dei documenti tra le pubbliche amministrazioni 1. Le comunicazioni di documenti tra le pubbliche amministrazioni avvengono mediante l’utilizzo della posta elettronica o in cooperazione applicativa; esse sono valide ai fini del procedimento amministrativo una volta che ne sia verificata la provenienza. Il documento puo’ essere, altresi’, reso disponibile previa comunicazione delle modalita’ di accesso telematico allo stesso. 1-bis. L’inosservanza della disposizione di cui al comma 1, ferma restando l’eventuale responsabilita’ per danno erariale, comporta responsabilita’ dirigenziale e responsabilita’ disciplinare. 2. Ai fini della verifica della provenienza le comunicazioni sono valide se: a) sono sottoscritte con firma digitale o altro tipo di firma elettronica qualificata; b) ovvero sono dotate di segnatura di protocollo di cui all’articolo 55 del decreto del Presidente della Repubblica 28 dicembre 2000, n. 445; c) ovvero e’ comunque possibile accertarne altrimenti la provenienza, secondo quanto previsto dalla normativa vigente o dalle ((Linee guida)). E’ in ogni caso esclusa la trasmissione di documenti a mezzo fax; d) ovvero trasmesse attraverso sistemi di posta elettronica certificata di cui al decreto del Presidente della Repubblica 11 febbraio 2005, n. 68. 3. ((I soggetti di cui all’articolo 2, comma 2, lettere a) e b),))provvedono ad istituire e pubblicare ((nell’Indice dei domicili digitali delle pubbliche amministrazioni e dei gestori di pubblici servizi)) almeno una casella di posta elettronica certificata per ciascun registro di protocollo. ((Le pubbliche amministrazioni)) utilizzano per le comunicazioni tra l’amministrazione ed i propri dipendenti la posta elettronica o altri strumenti informatici di comunicazione nel rispetto delle norme in materia di protezione dei dati personali e previa informativa agli interessati in merito al grado di riservatezza degli strumenti utilizzati.

Cosa comporta questo nuovo assetto giuridico ( ed organizzativo ) ?

Semplice, l’obbligo di avvicinarsi al CAD per evitare che i provvedimenti amministrativi siano carenti di efficacia.

Sembrano cose campate in aria ? direi di no, infatti vi riporto la risposta ( come sempre normata ) sulle procedure di tutti i giorni, l’articolo 6 c1 quater del D.lgs 82/05.

I soggetti di cui all’articolo 2, comma 2, notificano direttamente presso i domicili digitali di cui all’articolo 3-bis i propri atti, compresi i verbali relativi alle sanzioni amministrative, gli atti impositivi di accertamento e di riscossione e le ingiunzioni di cui all’articolo 2 del regio decreto 14 aprile 1910, n. 639, fatte salve le specifiche disposizioni in ambito tributario. La conformita’ della copia informatica del documento notificato all’originale e’ attestata dal responsabile del procedimento in conformita’ a quanto disposto agli articoli 22 e 23-bis.))

Per chiarezza e semplicità di lettura riporto gli articolo 22 e 23 bis del CAD ed aggiungo il link al DPCM 13/11/14

Art. 22 (Copie informatiche di documenti analogici).

1. I documenti informatici contenenti copia di atti pubblici, scritture private e documenti in genere, compresi gli atti e documenti amministrativi di ogni tipo formati in origine su supporto analogico, spediti o rilasciati dai depositari pubblici autorizzati e dai pubblici ufficiali, hanno piena efficacia, ai sensi degli articoli 2714 e 2715 del codice civile, ((se sono formati ai sensi dell’articolo 20, comma 1-bis, primo periodo.)). La loro esibizione e produzione sostituisce quella dell’originale. ((1-bis. La copia per immagine su supporto informatico di un documento analogico e’ prodotta mediante processi e strumenti che assicurano che il documento informatico abbia contenuto e forma identici a quelli del documento analogico da cui e’ tratto, previo raffronto dei documenti o attraverso certificazione di processo nei casi in cui siano adottate tecniche in grado di garantire la corrispondenza della forma e del contenuto dell’originale e della copia.)) 2. Le copie per immagine su supporto informatico di documenti originali formati in origine su supporto analogico hanno la stessa efficacia probatoria degli originali da cui sono estratte, se la loro conformita’ e’ attestata da un notaio o da altro pubblico ufficiale a cio’ autorizzato, ((…)) secondo le ((Linee guida)). 3. Le copie per immagine su supporto informatico di documenti originali formati in origine su supporto analogico nel rispetto delle ((Linee guida)) hanno la stessa efficacia probatoria degli originali da cui sono tratte se la loro conformita’ all’originale non e’ espressamente disconosciuta. 4. Le copie formate ai sensi dei commi 1, ((1-bis,)) 2 e 3 sostituiscono ad ogni effetto di legge gli originali formati in origine su supporto analogico, e sono idonee ad assolvere gli obblighi di conservazione previsti dalla legge, salvo quanto stabilito dal comma 5. 5. Con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri possono essere individuate particolari tipologie di documenti analogici originali unici per le quali, in ragione di esigenze di natura pubblicistica, permane l’obbligo della conservazione dell’originale analogico oppure, in caso di conservazione sostitutiva, la loro conformita’ all’originale deve essere autenticata da un notaio o da altro pubblico ufficiale a cio’ autorizzato con dichiarazione da questi firmata digitalmente ed allegata al documento informatico. 6. COMMA ABROGATO DAL D.LGS. 26 AGOSTO 2016, N. 179.

Art. 23-bis (Duplicati e copie informatiche di documenti informatici). 1. I duplicati informatici hanno il medesimo valore giuridico, ad ogni effetto di legge, del documento informatico da cui sono tratti, se prodotti in conformita’ alle ((Linee guida)). 2. Le copie e gli estratti informatici del documento informatico, se prodotti in conformita’ alle vigenti((Linee guida)), hanno la stessa efficacia probatoria dell’originale da cui sono tratte se la loro conformita’ all’originale, in tutti le sue componenti, e’ attestata da un pubblico ufficiale a cio’ autorizzato o se la conformita’ non e’ espressamente disconosciuta. Resta fermo, ove previsto, l’obbligo di conservazione dell’originale informatico.

link al DPCM 13/11/14

Detto questo è evidente che occorre cambiare il nostro modo di lavorare e le software house devono interfacciarsi con le anagrafiche degli elenchi detenuti da INFOCAMERE ai sensi dell’articolo 6 bis.

Ancora più complessa è la situazione nel caso in cui ci sia un’elezione a domicilio speciale dell’articolo 47 del cod.civ., il nostro gestionale amministrativo dovrà contenere una serie di casistiche per delle comunicazioni spot , relative al singolo atto od affare.

Buon lavoro, ovviamente sapete che C@ronte vi accompagnerà

Si parte verso l’ignoto, verso la P@

Tra qualche giorno inizieremo il nuovo percorso del GDPR, quello dell’integrazione con il CAD e con le LL.GG. vincolanti dell’Agid ed i codici di condotta previsti dall’articolo 40 del GDPR.

Si parte non verso il mero adeguamento ma verso un processo innovativo, non tutti sono invitati, il gioco si fa dura e non tutti giocheranno.

Ricordo dei controlli della Corte dei Conti sulla dematerializzazione dei processi e dei procedimenti ( amministrativi ), del CAD, del Piano triennale ICT e delle scadenze prossime :

– Public e­procurement
– pagoPA
-SPID
-Sistema di gestione dei procedimenti amministrativi nazionali (SGPA) ( si dovranno ereditare i processi)
– RIUSO del sotware
– SPC
– NUOVI controlli sull’usabilita’ e sull’accessibilita’ dei siti web.

Però non dimentichiamoci il passato e le norme basilari. Vi lascio una simpatica vignetta per addolcire il nuovo corso.

PAGINA DEDICATA AL GDPR

Riporto la raccolta dei POST sul GDPR di maggiore interesse. Questa raccolta è fondamentale per il passaggio ala seconda fase, stesura di autoregolamentazione interna ( in parte data dall’articolo 40 ) ed i controlli interni, dopo un ulteriore passaggio di coordinamento tra FOIA e RISERVATEZZA e con le politiche date dal RTD.

e ricrodiamo che …occorrono politiche di tipo :

  • TECNICHE
  • ORGANIZZATIVE
  • GESTIONALI

indi è necessario non commettere l’errore di delegare le politiche di sicurezza dei dati alla funzione informatica e basta.

La valutazione tecnico – gestionale deve avere le connotazioni proprie dei modelli organizzativi, dell’as is anlisys , della ricerca del gap, del management , dell’assessment, delle politica correttive, dei risultati attesi e dei correttivi sulla dispersione da questi.

Il cane che si morde la coda. Focus @mministr@zione digit@le .Il documento informatico

Iniziamo un percorso monotematico sulla digitalizzazione delle PA, affronteremo il piano triennale, il CAD, il DPCM 031213, il DPCM 131114 e tante tante altre cose.

Si parlerà del documento informatico, di quello amministrativo informatico, delle copie e delle duplicazioni, delle comunicazioni e delle notificazioni .

Ma tutto con calma, nella speranza di vedere le fantomatiche REGOLE TECNICHE

Partiamo con una riflessione socio-politica sul perchè le norme CAD , a casa nostra, procedono con tanto a rilento.
In altri paesi l’informatica tendenzialmente non ha limiti, se non quelli imposti dal legislatore, in Italia invece il legislatore chiede aiuto agli informatici per snellire il procedimento giuridico… il cane che si morde la coda.

Altra cosa da sottolineare , per essere onesti sin da subito, è che non è affatto vero che la formazione del documento informatico è semplice ed agevole, la formazione è più complessa, i vantaggi arrivano dopo , con la conservazione e la gestione.

Ma quali sono le figure interessate ? sempre le stesse, i responsabili del procedimento, i responsabili del processo di pubblicazione ( RPP) , il DPO ed il RTD.

Questo primo post parlerà in generale del documento informatico ( non sempre amministrativo informatico) e non basterà solo il D.Lgs 82/05, le definizioni occorre prenderle anche dal Reg UE/2014/910.

Anzi , pure se sarà difficile nella parlata corrente, un poco alla volta dobbiamo abbandonare il concetto di documento informatico e parlare di documento elettronico, riporto il punto 35 dell’articolo 3 del Reg. eiDas ( DEFINIZIONI)

«documento elettronico», qualsiasi contenuto conservato in forma elettronica, in particolare testo o registrazione sonora, visiva o audiovisiva….

E subito una sorpresa, per documento elettronico/informatico non dobbiamo pensare solo ad atti, contratti, fatture e cose simili ma anche un selfie è un documento elettronico.

Anche questo mio selfie è un documento elettronico.

Ecco !!!!! ho trovato la chiave di lettura per gestire i documenti , non prendiamo il discorso troppo sul serio, infatti anche il concetto di firma digitale spesso viene preso troppo sul serio e non ci rendiamo conto di quante cose firmiamo , ma questo aspetto lo analizziamo dopo.

La gestione del documento, come ben noto è ancora demandata al DPCM 13/11/14, nell’attesa delle famosissime regole tecniche dell’articolo 71 del CAD.

Art. 71 Regole tecniche ((1. L’AgID, previa consultazione pubblica da svolgersi entro il termine di trenta giorni, sentiti le amministrazioni competenti e il Garante per la protezione dei dati personali nelle materie di competenza, nonche’ acquisito il parere della Conferenza unificata, adotta Linee guida contenenti le regole tecniche e di indirizzo per l’attuazione del presente Codice. Le Linee guida divengono efficaci dopo la loro pubblicazione nell’apposita area del sito Internet istituzionale dell’AgID e di essa ne e’ data notizia nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana. Le Linee guida sono aggiornate o modificate con la procedura di cui al primo periodo.)) 1-bis. COMMA ABROGATO DAL D.LGS. 30 DICEMBRE 2010, N. 235. 1-ter. Le regole tecniche di cui al presente codice sono dettate in conformita’ ai requisiti tecnici di accessibilita’ di cui all’articolo 11 della legge 9 gennaio 2004, n. 4, alle discipline risultanti dal processo di standardizzazione tecnologica a livello internazionale ed alle normative dell’Unione europea. 2. COMMA ABROGATO DAL D.LGS. 26 AGOSTO 2016, N. 179.

Vediamo ora un poco di definizione del CAD.

DOCUMENTO INFORMATICO , sua validità ( BAH! ) del CAD

Art. 20 Validita’ ed efficacia probatoria dei documenti informatici 1. COMMA ABROGATO DAL D.LGS. 26 AGOSTO 2016, N. 179. ((1-bis. Il documento informatico soddisfa il requisito della forma scritta e ha l’efficacia prevista dall’articolo 2702 del Codice civile quando vi e’ apposta una firma digitale, altro tipo di firma elettronica qualificata o una firma elettronica avanzata o, comunque, e’ formato, previa identificazione informatica del suo autore, attraverso un processo avente i requisiti fissati dall’AgID ai sensi dell’articolo 71 con modalita’ tali da garantire la sicurezza, integrita’ e immodificabilita’ del documento e, in maniera manifesta e inequivoca, la sua riconducibilita’ all’autore. In tutti gli altri casi, l’idoneita’ del documento informatico a soddisfare il requisito della forma scritta e il suo valore probatorio sono liberamente valutabili in giudizio, in relazione alle caratteristiche di sicurezza, integrita’ e immodificabilita’. La data e l’ora di formazione del documento informatico sono opponibili ai terzi se apposte in conformita’ alle Linee guida.)) ((1-ter. L’utilizzo del dispositivo di firma elettronica qualificata o digitale si presume riconducibile al titolare di firma elettronica, salvo che questi dia prova contraria. 1-quater. Restano ferme le disposizioni concernenti il deposito degli atti e dei documenti in via telematica secondo la normativa, anche regolamentare, in materia di processo telematico.))

Questa norma deve assolutamente essere letta assieme all’articolo 25 dell’eiDas

Articolo 25
Effetti giuridici delle firme elettroniche
1.   A una firma elettronica non possono essere negati gli effetti giuridici e l’ammissibilità come prova in procedimenti giudiziali per il solo motivo della sua forma elettronica o perché non soddisfa i requisiti per firme elettroniche qualificate.
2.   Una firma elettronica qualificata ha effetti giuridici equivalenti a quelli di una firma autografa.
3.   Una firma elettronica qualificata basata su un certificato qualificato rilasciato in uno Stato membro è riconosciuta quale firma elettronica qualificata in tutti gli altri Stati membri.

Tornando al discorso iniziale, della troppa serietà nell’affrontare le cose , diciamo pure che un documento elettronico/informatico non è solo l’atto amministrativo, la determina od il contratto , ma anche il selfie e documenti senza nessun sigillo, infatti possono essere valutati in giudizio anche senza una firma valida, ma con una semplice firma elettronica ( ci ritorneremo ), basti pensare ai checkbox.

Un bel po’ più solenni sono i documenti che per forza dell’articolo 1350 cc devono avere la forma scritta, e qui leggiamo velocemente l’articolo 21 CAD

Art. 21 ((Ulteriori disposizioni relative ai documenti informatici, sottoscritti con firma elettronica avanzata, qualificata o digitale)) 1. ((COMMA ABROGATO DAL D.LGS. 13 DICEMBRE 2017, N. 217)). 2. ((COMMA ABROGATO DAL D.LGS. 13 DICEMBRE 2017, N. 217)). 2-bis). Salvo il caso di sottoscrizione autenticata, le scritture private di cui all’articolo 1350, primo comma, numeri da 1 a 12, del codice civile, se fatte con documento informatico, sono sottoscritte, a pena di nullita’, con firma elettronica qualificata o con firma digitale. Gli atti di cui all’articolo 1350, numero 13), del codice civile redatti su documento informatico o formati attraverso procedimenti informatici sono sottoscritti, a pena di nullita’, con firma elettronica avanzata, qualificata o digitale ((ovvero sono formati con le ulteriori modalita’ di cui all’articolo 20, comma 1-bis, primo periodo)). 2-ter. Fatto salvo quanto previsto dal decreto legislativo 2 luglio 2010, n. 110, ogni altro atto pubblico redatto su documento informatico e’ sottoscritto dal pubblico ufficiale a pena di nullita’ con firma qualificata o digitale. Le parti, i fidefacenti, l’interprete e i testimoni sottoscrivono personalmente l’atto, in presenza del pubblico ufficiale, con firma avanzata, qualificata o digitale ovvero con firma autografa acquisita digitalmente e allegata agli atti. 3. COMMA ABROGATO DAL D.LGS. 26 AGOSTO 2016, N. 179. 4. COMMA ABROGATO DAL D.LGS. 26 AGOSTO 2016, N. 179. 5. Gli obblighi fiscali relativi ai documenti informatici ed alla loro riproduzione su diversi tipi di supporto sono assolti secondo le modalita’ definite con uno o piu’ decreti del Ministro dell’economia e delle finanze, sentito il Ministro delegato per l’innovazione e le tecnologie.

Ora vediamo un poco la norma contenuta nel DPCM 13/11/14 sulla formazione del documento elettronico/informatico ed analizziamo un problema che deriva dalla lettura frettolosa e frazionata dell’articolo 3, partiamo dal primo comma :

Art. 3 Formazione del documento informatico 1. Il documento informatico e’ formato mediante una delle seguenti principali modalita’:

a) redazione tramite l’utilizzo di appositi strumenti software;

b) acquisizione di un documento informatico per via telematica o su supporto informatico, acquisizione della copia per immagine su supporto informatico di un documento analogico, acquisizione della copia informatica di un documento analogico;

c) registrazione informatica delle informazioni risultanti da transazioni o processi informatici o dalla presentazione telematica di dati attraverso moduli o formulari resi disponibili all’utente;

d) generazione o raggruppamento anche in via automatica di un insieme di dati o registrazioni, provenienti da una o piu’ basi dati, anche appartenenti a piu’ soggetti interoperanti, secondo una struttura logica predeterminata e memorizzata in forma statica.

velocemente, tanto poi ci torno faccio qualche esempio per
a) utilizzo open office, libreoffice o simili e scrivo un documento, oppure mando una mail etc etc.
b) ricevo una mail , scarico un file che mi hanno caricato in condivisa, prendo un documento da una chiavetta etc etc
c) documenti ed informazioni presi da un form on line
d) interrogo diversi registri per avere una visione di un fatto attraverso un unico accesso ( esempio cciaa ),

Ma dicevo che un documento è valido quando questo è “immodificabile” , infatti il secondo comma del terzo artiolo del PDCM 13/11/14 aggiunge che

Il documento informatico assume la caratteristica di immodificabilita’ se formato in modo che forma e contenuto non siano alterabili durante le fasi di tenuta e accesso e ne sia garantita la staticita’ nella fase di conservazion

Continuando ancora la lettura dell’articolo 3 ho gli strumenti operativi per rendere valido ed immodificabile il documento riporto i commi 4,5,6 dell’articolo 3

4. Nel caso di documento informatico formato ai sensi del comma 1, lettera a), le caratteristiche di immodificabilita’ e di integrita’ sono determinate da una o piu’ delle seguenti operazioni:

a) la sottoscrizione con firma digitale ovvero con firma elettronica qualificata;

b) l’apposizione di una validazione temporale;

c) il trasferimento a soggetti terzi con posta elettronica certificata con ricevuta completa;

d) la memorizzazione su sistemi di gestione documentale che adottino idonee politiche di sicurezza;

e) il versamento ad un sistema di conservazione.

5. Nel caso di documento informatico formato ai sensi del comma 1, lettera b), le caratteristiche di immodificabilita’ e di integrita’ sono determinate dall’operazione di memorizzazione in un sistema di gestione informatica dei documenti che garantisca l’inalterabilita’ del documento o in un sistema di conservazione.

6. Nel caso di documento informatico formato ai sensi del comma 1, lettere c) e d), le caratteristiche di immodificabilita’ e di integrita’ sono determinate dall’operazione di registrazione dell’esito della medesima operazione e dall’applicazione di misure per la protezione dell’integrita’ delle basi di dati e per la produzione e conservazione dei log di sistema, ovvero con la produzione di una estrazione statica dei dati e il trasferimento della stessa nel sistema di conservazione.

Provo a fare qualche esempio per essere più chiaro.

NORMA : Articolo 3 comma 1 lett. a “redazione tramite l’utilizzo di appositi strumenti software”
CASO PRATICO : Scritto una lettera commerciale
VALIDITA’ perchè immodificabile tramite :
– Firma digitale, Firma elettronico qualificata (FEQ)
– TIMESTAMP
– INVIO per PEC con ricevuta completa
– gestione documentale a norma ( ALFRESCO ad esempio )
– messo in conservazione sostitutiva

NORMA : Articolo 3 comma 1 lett. b “acquisizione di un documento informatico per via telematica o su supporto informatico, acquisizione della copia per immagine su supporto informatico di un documento analogico, acquisizione della copia informatica di un documento analogico”
CASO PRATICO : scarico un documento da un sistema di acquisizione , e mail , consegna documento su supporto usb
VALIDITÀ perche immodificabile tramite :
– gestione documentale
– conservazione sostitutiva

NORMA : Articolo 3 comma 1 lett. c e lett. d “registrazione informatica delle informazioni risultanti da transazioni o processi informatici o dalla presentazione telematica di dati attraverso moduli o formulari resi disponibili all’utente”
oppure per la d) ” generazione o raggruppamento anche in via automatica di un insieme di dati o registrazioni, provenienti da una o piu’ basi dati, anche appartenenti a piu’ soggetti interoperanti, secondo una struttura logica predeterminata e memorizzata in forma statica.”

CASO PRATICO lett c) assumo una serie di notizie facendo compliare un form sul web
CASO PRATICO lett d) chiedo un certificato camerale con vigenza antimafia e stato fallimentare
VALIDITÀ perche immodificabile tramite:
-Cristallizzo le informazioni , quindi staticizzo il report e lo mando in conservazione o sul documentale.

Una volta compiuto questi passi , siano riferiti ad a,b,c o d , devo datare con TIMESTAMP il risultato, vedi il comma 7


7. Laddove non sia presente, al documento informatico immodificabile e’ associato un riferimento temporale.

Continuiamo ed approfondiamo il documento elettronico/digitale ( non squisitamente amministrativo ) sottolineando e ricordando che può assumere valore anche se sprovvisto di sottoscrizione e che la stessa formazione non prevede obbligatoriamente la sottoscrizione ( articoli 20 del CAD , 25 eiDas, 3 DPCM 13/11/14)

ora, velocemente un poco di chiarezza sulle firme, tralasciando molte specificità dottrinali :

Firma semplice : User e Password, autografa su tablet non grafometrica , si si … avete capito bene entrare in un sistema di autentificazione equivale a mettere una firma semplice, vedi le mail, gli sms …

Firma avanzata : User, password e altro generatore univoco in possesso del firmatario, ad esempio il token della banca o l’app per l’invio di autorizzazioni

Firma digitale ( qualificate, avanzate , etc ) disciplinate dal DPCM 22/02/2013 , quelle che solitamente consideriamo le UNICHE.

Ora vediamo in maniera schematica in funzione del documento che vogliamo firmare quale firma occorre….

TIPO DOCUMENTO FIRMA DA APPORRE
DOCUMENTO GENERICO FIRMA SEMPLICE
FIRMA DIGITALE
FIRMA ELETTRONICA QUALIFICATA  
DOCUMENTO di cui articolo 1350 n.1-12 cc FIRMA DIGITALE
FIRMALE ELETTRONICA QUALIFICATA  

Altra tipologia di documento informatico importante è quello che nasce dall’acquisizione di un originale analogico, qui ci sono alcune sottigliezze che vanno assolutamente analizzate , partiamo sempre dalla norma , dalle definizioni del CAD, all’articolo 1 abbiamo infatti le lettere i-bis ed i-ter , vediamole :

i-bis) copia informatica di documento analogico: il documento informatico avente contenuto identico a quello del documento analogico da cui e’ tratto;

i-ter) copia per immagine su supporto informatico di documento analogico: il documento informatico avente contenuto e forma identici a quelli del documento analogico da cui e’ tratto;

per l’i-ter davvero c’è poco da dire, ma nella definizione dell’i-bis ricadono alcuni documenti particolari , ad esempio le trascrizioni dei verbali e delle lezioni universitarie, le intercettazioni telefoniche trascritte ( c.d. traduzioni) , la digitazione di atti scritti a mano etc etc., in sintesi quando parliamo di :

  • copia informatica di un documento digitale, il contenuto è identico, non la forma( definizione i bis articolo 1 )
  • copia per immagine su supporto informatico, contenuto e forma sono identici ( definizione i ter articolo 1 ), ad esempio digitalizzazione di un atto


Le norme, oltre a quelle definitorie, che trattano questo caso sono l’articolo 22 del CAD e l’articolo 4 del DPCM 13/11/14.

Art. 22 (Copie informatiche di documenti analogici).

1. I documenti informatici contenenti copia di atti pubblici, scritture private e documenti in genere, compresi gli atti e documenti amministrativi di ogni tipo formati in origine su supporto analogico, spediti o rilasciati dai depositari pubblici autorizzati e dai pubblici ufficiali, hanno piena efficacia, ai sensi degli articoli 2714 e 2715 del codice civile, ((se sono formati ai sensi dell’articolo 20, comma 1-bis, primo periodo.)). La loro esibizione e produzione sostituisce quella dell’originale.

((1-bis. La copia per immagine su supporto informatico di un documento analogico e’ prodotta mediante processi e strumenti che assicurano che il documento informatico abbia contenuto e forma identici a quelli del documento analogico da cui e’ tratto, previo raffronto dei documenti o attraverso certificazione di processo nei casi in cui siano adottate tecniche in grado di garantire la corrispondenza della forma e del contenuto dell’originale e della copia.))

2. Le copie per immagine su supporto informatico di documenti originali formati in origine su supporto analogico hanno la stessa efficacia probatoria degli originali da cui sono estratte, se la loro conformita’ e’ attestata da un notaio o da altro pubblico ufficiale a cio’ autorizzato, ((…)) secondo le ((Linee guida)).

3. Le copie per immagine su supporto informatico di documenti originali formati in origine su supporto analogico nel rispetto delle ((Linee guida)) hanno la stessa efficacia probatoria degli originali da cui sono tratte se la loro conformita’ all’originale non e’ espressamente disconosciuta.

4. Le copie formate ai sensi dei commi 1, ((1-bis,)) 2 e 3 sostituiscono ad ogni effetto di legge gli originali formati in origine su supporto analogico, e sono idonee ad assolvere gli obblighi di conservazione previsti dalla legge, salvo quanto stabilito dal comma 5.

Art. 4 Copie per immagine su supporto informatico di documenti analogici

1. La copia per immagine su supporto informatico di un documento analogico di cui all’art. 22, commi 2 e 3, del Codice e’ prodotta mediante processi e strumenti che assicurino che il documento informatico abbia contenuto e forma identici a quelli del documento analogico da cui e’ tratto, previo raffronto dei documenti o attraverso certificazione di processo nei casi in cui siano adottate tecniche in grado di garantire la corrispondenza della forma e del contenuto dell’originale e della copia.

2. Fermo restando quanto previsto dall’art. 22, comma 3, del Codice, la copia per immagine di uno o piu’ documenti analogici puo’ essere sottoscritta con firma digitale o firma elettronica qualificata da chi effettua la copia.

3. Laddove richiesta dalla natura dell’attivita’, l’attestazione di conformita’ delle copie per immagine su supporto informatico di un documento analogico di cui all’art. 22, comma 2, del Codice, puo’ essere inserita nel documento informatico contenente la copia per immagine. Il documento informatico cosi’ formato e’ sottoscritto con firma digitale del notaio o con firma digitale o firma elettronica qualificata del pubblico ufficiale a cio’ autorizzato. L’attestazione di conformita’ delle copie per immagine su supporto informatico di uno o piu’ documenti analogici puo’ essere altresi’ prodotta come documento informatico separato contenente un riferimento temporale e l’impronta di ogni copia per immagine. Il documento informatico cosi’ prodotto e’ sottoscritto con firma digitale del notaio o con firma digitale o firma elettronica qualificata del pubblico ufficiale a cio’ autorizzato.
 

Il primo comma dell’articolo 22 dice quindi che un documento digitale prodotto dalla copia di analogico è valido agli effetti di legge se prodotto ex articolo 20 comma 1 bis D.lgs 82/05 o se rilasciati da depositari pubblici o pubblici ufficiali.

Ancora sia l’articolo 4 del DPCM che l’articolo 22 parlano di attestazioni e di raffronto, analizzeremo questi processi quando parleremo dei documenti informatici amministrativi.

Dopo aver discusso della creazione di documento informatico partendo dall’analogico sembra logico parlare del documento analogico che nasce da quello informatico….quante parole per dire “facciamo una stampa”

Vabbè non è una stampa semplice, infatti deve conservare la validità giuridica e poi quante volte stampando il risultato è diverso da quello che vediamo a video ? TANTE !!!, infatti…

ESEMPIO DI DOCUMENTO STAMPATO


ESEMPIO DI DOCUMENTO A VIDEO

Non è solo un problema grafico, ha molta importanza soprattuto per i messi notificatori , vedasi gli articoli 139, 140,141 del cpc.

Come fare ? La risposta è nell’articolo 23 del CAD

Art. 23 (Copie analogiche di documenti informatici).

1. Le copie su supporto analogico di documento informatico, anche sottoscritto con firma elettronica avanzata, qualificata o digitale, hanno la stessa efficacia probatoria dell’originale da cui sono tratte se la loro conformita’ all’originale in tutte le sue componenti e’ attestata da un pubblico ufficiale a cio’ autorizzato.

2. Le copie e gli estratti su supporto analogico del documento informatico, conformi alle vigenti regole tecniche, hanno la stessa efficacia probatoria dell’originale se la loto conformita’ non e’ espressamente disconosciuta. Resta fermo, ove previsto l’obbligo di conservazione dell’originale informatico.

2-bis. Sulle copie analogiche di documenti informatici puo’ essere apposto a stampa un contrassegno, sulla base dei criteri definiti con le ((Linee guida)), tramite il quale e’ possibile accedere al documento informatico, ovvero verificare la corrispondenza allo stesso della copia analogica. Il contrassegno apposto ai sensi del primo periodo sostituisce a tutti gli effetti di legge la sottoscrizione autografa del pubblico ufficiale e non puo’ essere richiesta la produzione di altra copia analogica con sottoscrizione autografa del medesimo documento informatico. ((I soggetti che procedono all’apposizione del contrassegno rendono disponibili gratuitamente sul proprio sito Internet istituzionale idonee soluzioni per la verifica del contrassegno medesimo.)).

Anche qui occorre un’attestazione, vedi il comma 1, anche se il comma 2 parla di presunzione di “identicità” fino al disconoscimento, proprio come per le firme.

Uno strumento valido, poco noto e diffuso, lo troviamo al comma 2 bis, il CD GLIFO, una stampigliatura che permette di risalire all’originale e confrontarlo.
Attenzione non è un sigillo di autenticità ( quello in qualche modo è nel primo comma ) ma uno strumento per verificane la corrispondenza, qualche esempio ?

I vecchi DURC ed i certificati digitali ( cartacei) di possesso dell’automobile.

Ed ora il bello, DUPLICATI e COPIE INFORMATICHE di DOCUMENTI INFORMATICI.

Copia ed incolla, duplica, copia e cancella, taglia, sposta in ….

Quanto è semplice farlo, ma facciamolo bene partendo da alcune definizioni CRITICHE del solito articolo 1 del CAD

i-quater) copia informatica di documento informatico: il documento informatico avente contenuto identico a quello del documento da cui e’ tratto su supporto informatico con diversa sequenza di valori binari;

i-quinquies) duplicato informatico: il documento informatico ottenuto mediante la memorizzazione, sullo stesso dispositivo o su dispositivi diversi, della medesima sequenza di valori binari del documento originario;

La copia informatica ha contenuto identico ma sequenza di valori binari diversa

Il duplicato informatico ha la stessa sequenza di valori binari,

Giuridicamente sono diversi ( in analogia alla copia informatica di documento analogico ed alla copia per immagine )

Qualche esempio, ho un documento editabile di testo e lo trasformo in PDF, fattispecie della lettera i quater, oppure faccio copia ed incolla di un documento editabile o pdf e lo sposto sulla penna USB, i quinquies .

Questi apsetti sono disciplinati dall’articolo 23 bis CAD

Art. 23-bis (Duplicati e copie informatiche di documenti informatici).

1. I duplicati informatici hanno il medesimo valore giuridico, ad ogni effetto di legge, del documento informatico da cui sono tratti, se prodotti in conformita’ alle ((Linee guida)).

2. Le copie e gli estratti informatici del documento informatico, se prodotti in conformita’ alle vigenti ((Linee guida)), hanno la stessa efficacia probatoria dell’originale da cui sono tratte se la loro conformita’ all’originale, in tutti le sue componenti, e’ attestata da un pubblico ufficiale a cio’ autorizzato o se la conformita’ non e’ espressamente disconosciuta. Resta fermo, ove previsto, l’obbligo di conservazione dell’originale informatico.

Aggiornamento informazioni nell’IndicePA

Dal 12 aprile sono in vigore le LLGG Agid per il domicilio digitale.

Si ricorda che il domicilio digitale altro non è che il nuovo modo di chiamare la PEC, nomenclatura che deriva dal Reg UE /2014/910, l’eidas.

I domicili digitali sono disciplinati da :

Invito a leggere un vecchio post sulle istanze

Da qualche giorno l’AGID invia mail per invitare ad aggiornare la scheda IPA di ogni singola PA.
Qualora non ci fosse nulla da aggiornare occorre entrare con le credenziali e fare una dichiarazione negativa, ovvero aggiornare con i dati mancanti.
Ne approfitto per ricordarvi di nominare l’ufficio del responsabile alla transizione digitale ex articolo 17 D.lgs 82/05.

Come sempre resto a disposizione.

Seguendo questo link troverete qualche approfondimento sul ruolo del RTD.