Conservazione del protocollo RIPROPOSTO ( post del marzo 2017)

Alcuni chiarimenti sulla conservazione del protocollo.

Il TUDA ricorda che il protocollo è un insieme ordinato e cronologico che raccoglie gli accadimenti di una PA.

Purtroppo la cattiva applicazione del DPCM 03/12/13 ( direi pessima applicazione, vergognosa ) ha fatto dimenticare che il protocollo è documento pubblico di fede privilegiata quando raccolto in fasciolo ( od in funzione dell’organizzazione del Manuale di gestioen ex art. 5 DPCM 03/12/13 in serie ).

Detto quanto appena sopra si ricorda che il DPCM non innova il TUDA ed il CAD ma obbliga solo a conservare ( si fa per dire ) anche i fogli giornalieri, distinti tra loro e non raggruppati in fascicoli.

E’ norma invece entro ALMENO UNA VOLTA L’ANNO , CRISTALIZZARE i fatti e gli accadimenti degli archivi, spostandoli dalla classificazione corrente a quella di DEPOSITO, si riportano le norme di riferimento :

     Art. 44. D.Lgs 82/2005 ((Requisiti  per  la   gestione   e   conservazione   dei   documenti  informatici))

((1-bis. Il sistema di gestione e conservazione dei documenti informatici e’ gestito da un responsabile che opera d’intesa con il dirigente dell’ufficio di cui all’articolo 17 del presente Codice, il responsabile del trattamento dei dati personali di cui all’articolo 29 del decreto legislativo 30 giugno 2003, n. 196, ove nominato, e con il responsabile del sistema della conservazione dei documenti informatici, nella definizione e gestione delle attivita’ di rispettiva competenza. Almeno una volta all’anno il responsabile della gestione dei documenti informatici provvede a trasmettere al sistema di conservazione i fascicoli e le serie documentarie anche relative a procedimenti conclusi.))


LA norma del CAD di cui sopra è ispirata intimamente al TUDA, si riporta .

SEZIONE QUINTA
DISPOSIZIONI SUGLI ARCHIVI  Art. 67  DPR 445/00 Trasferimento dei documenti all’archivio di deposito

1. Almeno una volta ogni anno il responsabile del servizio per la gestione dei flussi documentali e degli archivi provvede a trasferire fascicoli e serie documentarie relativi a procedimenti conclusi in un apposito archivio di deposito costituito presso ciascuna amministrazione.

2. Il trasferimento deve essere attuato rispettando l’organizzazione che i fascicoli e le serie avevano nell’archivio corrente.

3. Il responsabile del servizio per la gestione dei flussi documentali e degli archivi deve formare e conservare un elenco dei fascicoli e delle serie trasferite nell’archivio di deposito.

Il prinicipio della conservazione e fascicolazione si applica ovviamente non solo al protocollo ma ad ogni “RACCOLTA”, vedi refertazioni dell’albo, repertorio delle circolari, etc etc.

il nuovo articolo 36 comma 2 lett.a degli appalti

Riporto il progetto di modifica degli affidamenti diretti per rendere piu chiare le cose sulle procedure di acquisto :

Art.

ART. 13 (Modifiche all’articolo 32 del decreto legislativo 18 aprile 2016, n. 50)

1. All’articolo 32 del decreto legislativo 18 aprile 2016, n. 50, sono apportate le seguenti modificazioni:

a) al comma 2, è inserito, in fine, il seguente periodo: “Per gli affidamenti di cui all’articolo 36, comma 2, lettera a), la stazione appaltante può avviare la procedura di affidamento diretto tramite determina a contrarre, o atto equivalente che contenga, in modo semplificato, l’oggetto dell’affidamento, l’importo, il fornitore, le ragioni della scelta e il possesso dei requisiti di carattere generale.”;

 

Ovviamente cambiano anche i controlli ( snellendo il processo)

ART. 15 (Modifiche all’articolo 36 del decreto legislativo 18 aprile 2016, n. 50)

….

5. Nel caso in cui la stazione appaltante abbia fatto ricorso alle procedure negoziate, la verifica dei requisiti avviene esclusivamente sull’aggiudicatario. La stazione appaltante può comunque estendere le verifiche agli altri partecipanti. Le stazioni appaltanti devono verificare il possesso dei requisiti economici e finanziari e tecnico professionali se richiesti nella lettera di invito o nel bando di gara. Ai fini dell’aggiudicazione, nei casi di cui al comma 2, lettera a), le stazioni appaltanti, relativamente ai requisiti di carattere generale, verificano esclusivamente il documento unico di regolarità contributiva (DURC) e quanto previsto dal comma 5, lettera b), dell’articolo 80.”;

 

 

A presto, ci sentiamo per le modifiche definitive in GU.

OBIETTIVI DI ACCESSIBILITA ‘

Rimando l’adempimento a farsi, si ricorda che la scadenza è ordinatoria e non perentoria.

Si ripresenta la scadenza contenuta nell’articolo 9 comma 7 del DL 179/12

 

“. Entro il 31 marzo di ogni anno, le amministrazioni pubbliche di cui all’articolo 1, comma 2, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, pubblicano nel proprio sito web, gli obiettivi di accessibilita’ per l’anno corrente ((e lo stato di attuazione del “piano per l’utilizzo del telelavoro” nella propria organizzazione, in cui identificano le modalita’ di realizzazione e le eventuali attivita’ per cui non e’ possibile l’utilizzo del telelavoro. La redazione del piano in prima versione deve essere effettuata entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto)). La mancata pubblicazione e’ altresi’ rilevante ai fini della misurazione e valutazione della performance individuale dei dirigenti responsabili.”

 

Quest’anno però la modalità è semplificata grazie ad alcuni automatismi pensati dall’AGID.

Per Usare il wizard di compilazione occorre :

1) Registarrsi al sito agid per l’accessibilità andando sul seguente indirizzo http://accessibilita.agid.gov.it/

2) Terminare la registrazione  inserendo un password

3) Accedere e compialre gli obiettivi dati dal format elettronico

4) Pubblicare la pagina – report dell’accessibilità in amministrazioen tarsparente, altri contenuti, accessibilità.

Vincenzo De Prisco.

Per assistenza vogliate chimare il giorno 30 Marzo.

Determinazione n. 241 del 08/03/2017 LINEE GUIDA TRASPARENZA

Pubblicate le  LINEE GUIDA sugli articoli  13 e 14 del D.Lgs 33/13 ( come modificato dal 97/16 ).

Come già previsto , ci sono gli esoneri per Istituzioni scolastiche, ordini profesionali e Comuni con meno di 15000 abitanti.

In allegato il testo completo.

Stranamente, le linee guida non tengono conto dell’ ordinanza 1030/2017 del 2 marzo 2017 del TAR LAZIO .


 

Delibera_n241_20172.pdf

STOP ALLA DIFFUSIONE DEI DATI PATRIMONIALI DEI DIRIGENTI

Il TAR Lazio, tramite ordinanza 1030/2017 del 2 marzo 2017, sospende la diffusione dei dati di carattere reddituale di dirigenti dell’amministrazione pubblica. Questo l’esito dell’ordinanza del giudici amministrativi romani che assestano (a pochi mesi di distanza dalla sentenza del Consiglio di Stato 3631/2016) un ulteriore colpo al decreto legislativo 33/2013, come rimaneggiato a seguito del decreto legislativo 97/2016.

La vicenda è la seguente: alcuni funzionari dipendenti del Garante per la protezione dei dati personali si sono opposti alla pubblicazione dei loro dati reddituali prevista dalle disposizioni del nuovo articolo 14, comma 1-bis, del d.lgs. 33/2013, il quale richiede che le pubbliche amministrazioni pubblichino i redditi dei titolari di incarichi dirigenziali, nonché del coniuge non separato e dei parenti entro il secondo grado, ove gli stessi vi consentano. Va data evidenza dell’eventuale mancato consenso.

Pubblicazione dati relativi a dirigenti PA: l’ordinanza del TAR Lazio

Al TAR Lazio è stato chiesto l’annullamento, previa sospensione dell’efficacia, di una serie di note del segretario generale del Garante della privacy, di ogni atto presupposto, conseguente o comunque connesso, eventualmente previa disapplicazione dell’articolo 14, comma 1-bis, del d.lgs. 33/2013, ovvero, ove necessario, per la rimessione alla Corte Ue, alla Corte costituzionale della questione in ordine alla compatibilità delle disposizioni con la normativa.

Il Tribunale amministrativo ha rilevato, in particolare, “la consistenza delle questioni di costituzionalità e di compatibilità con le norme di diritto comunitario sollevate in ricorso» e ha valutato «l’irreparabilità del danno paventato dai ricorrenti, discendente dalla pubblicazione online, anche temporanea, dei dati per cui è causa, da cui l’esigenza di salvaguardare la res adhuc integra nelle more della decisione del merito della controversia” e quindi ha ritenuto sussistenti i presupposti per la concessione della richiesta cautelare.

Trasparenza e privacy: profili di danno da diffusione anche per i Comuni?

La norma oggetto di censura da parte del TAR è applicabile anche agli Enti locali e l’ordinanza rischia di sollevare una reazione a catena da parte di tutti quelli toccati dagli obblighi di pubblicazione in base all’art. 14. Apparirebbe opportuna, pertanto, una modifica della norma, così come ben potrebbe ANAC, tenendo conto dell’ordinanza e in attesa della decisione definitiva, suggerire nelle linee guida concernenti l’articolo 14 (di cui si attende la pubblicazione) delle indicazioni in grado di contemperare i contrapposti interessi di chi è tenuto a pubblicare quelle informazioni e di chi, per contro, vedrebbe pubblicati i dati propri e degli altri soggetti.

ISO 37001 Convegno Gratuito

Convegni… La ISO 37001 come asset per prevenire la corruzione nel settore pubblico e privato
iBV – Gli Incontri di Bureau Veritas – n.470
Roma

29/03/17

 

ISO ha appena pubblicato uno specifico standard in materia di prevenzione della corruzione.
La norma ISO 37001 diventerà un asset importante per le organizzazioni, pubbliche e private per dare una risposta sistematica alle disposizioni regolamentari cogenti in materia, come, ad esempio, il D. Lgs 231/01, la legge 190/92 e le recenti misure del ”Pacchetto Anticorruzione”.

Tale norma, pensata per aiutare le organizzazioni pubbliche e private di qualsiasi dimensione a prevenire il compimento di atti corruttivi, specifica le misure e i controlli che un’organizzazione è chiamata ad adottare per prevenire la corruzione.

Bureau Veritas Italia propone un seminario gratuito di aggiornamento per illustrare i contenuti della norma ISO 37001, all’interno del contesto normativo nel quale si inserisce. 
Nel corso dell’incontro saranno presentati anche testimonianze aziendali su casi reali di implementazione di modelli organizzativi orientati alla prevenzione della corruzione.

 

PROGRAMMA

 

9.00 Registrazione partecipanti

9.15 Presentazione e Benvenuto
9.25 I profili di responsabilità in materia di corruzione per le imprese e la Pubblica Amministrazione
Federico Bergaminelli Presidente Istituto Italiano Anticorruzione- Esperto in Risk Management & Compliance
9.45 La norma ISO 37001 e i suoi profili applicativi e di certificazione
Fulvio Iervolino, Zone Sales Coordinator, Bureau Veritas Italia
10.50 Le competenze dell’ Auditor ISO 37001, requisiti e percorsi
Rosa Anna Favorito, Operational & Technical Manager CEPAS

11.10
L’integrazione della norma ISO 37001 con i modelli di prevenzione previsti per il settore pubblico e privato
Gennaro De Crescenzo, Fellow member Istituto Italiano Anticorruzione
11.35 Coffee Break
12.00 La Prevenzione della Corruzione nei Comuni in attuazione del Piano Nazionale Anticorruzione
Vincenzo De Prisco, Vice Presidente Istituto Italiano Anticorruzione, Esperto anticorruzione nella Pubblica Amministrazione
12.30 Q&A e Conclusioni

 

Il seminario avrà luogo a Roma il prossimo 29 marzo, presso Abitart Hotel, in via Pellegrino Matteucci 10. Le iscrizioni sono aperte. I posti sono limitati. Si richiede di inviare la propria adesione entro il 27 marzo 2017.

 

LINK ISTITUZIONALE

 

Locandina_iBV470_ISO37001_RM.pdf

Differenze tra esenzione ed esclusione dell’IVA, come incidono le voci sulle gare di appalto e sull’ANTIRICICLAGGIO nelle PA.

Analizzando la documentazione fiscale di diverse PP AA , son saltate fuori diverse fatture emesse per l’importo complessivo con l’esclusione dell’IVA ai sensi dell’articolo 15 del DPR 633/72.

Il caso è da tenere sotto controllo per le implicazioni che analizzeremo a breve, ma prima facciamo una distinzione tra l’esenzione e l’esclusione dall’Imposta sul Valore Aggiunto anche se sommaria per non complicare la lettura :

– le operazioni escluse, sono disciplinate in via generale dagli articoli 7 e 74 del DPR 633/72, e nello specifico ( nella maggior parte dei casi ) dall’articolo 15 che  riporto :

  Esclusioni dal computo della base imponibile        ((Non concorrono a formare la base imponibile:         1)  le  somme  dovute  a  titolo  di  interessi moratori o di     penalita'  per  ritardi  o  altre  irregolarita' nell'adempimento     degli obblighi del cessionario o del committente;         2)  il  valore  normale  dei  beni ceduti a titolo di sconto,     premio  o  abbuono  in  conformita'  alle  originarie  condizioni     contrattuali,  tranne  quelli  la  cui  cessione  e'  soggetta ad     aliquota piu' elevata;         3)  le  somme dovute a titolo di rimborso delle anticipazioni     fatte in nome e per conto della controparte, purche' regolarmente     documentate;         4) l'importo degli imballaggi e dei recipienti, quando ne sia     stato espressamente pattuito il rimborso alla resa;         5)  le  somme  dovute  a  titolo  di rivalsa dell'imposta sul     valore aggiunto.       Non  si  tiene conto, in diminuzione dell'ammontare imponibile,     delle  somme  addebitate  al  cedente  o  prestatore  a titolo di     penalita'  per ritardi o altre irregolarita' nella esecuzione del     contratto)). 

Commercialmente la maggior parte dei casi in cui una PA riceve una fattura escluso articolo 15 si riferisce al comma 3,  quasi mai tutto l’importo è soggetto all’esclusione, faccio un esempio :
Una fattura per il sito web potrebbe essere di questo tipo :
– Spese anticipate per il servizio di hosting € 100.00 iva esclusa articolo 15 DPR 633/72
– compenso per la realizzazione della pagina istituzionale  € 2000.00 iva al 22%
E’ chiaro che il fornitore del servizio ha speso 100 euro ( comprensivo di iva) in nome e per conto della PA e che ci guadagna 2000 euro.
ESENZIONE DI IVA.
L’esenzione di iva non rientra  nei requisiti degli articoli  7 e 74 del DPR IVA ma per alcuni motivi l’ iva è  pari a 0, sono i casi elencati dall’articolo 10 del DPR che non riporto per la lunghezza.
Le operazioni esenti sono soggette ad imposto di bollo qualora  superiori ad  € 77,47.
Ma perchè parlare del testo unico dell’imposta sul valore aggiunto ?…. ecco il nodo della questione…..
Chi partecipa ad una gara di appalto deve avere un profitto d’impresa, tanto è vero che le offerte anomale ai sensi dell’articolo 97 del D.lgs 50/16 vanno valutate ( scartate).
Presentare indi, una fattura per un solo servizio od opera o fornitura, completamente esclusa dall’iva, significa che fornisco qualcosa, ad esempio un Personal Computer ad EURO 1500 non guadagnandoci nulla, ho solo agito come mandantario della PA per la conclusione di un contratto, caso ANOMALO, irreale.
In tutto questo  nasce un altro adempimento da farsi, infatti il DM 25/09/2015 attua l’articolo 1 comma 2 lett r del D.Lgs 231/07, indicanco i segnali di anomalia per le segnalazioni ANTIRICLAGGIO ( vecchio post ) e tra gli elementi “sospetti” c’è proprio la partecipazioni a lucro ZERO da parte di soggetti economici ( commerciali) .
L’improvvisazione diviene sempre più pericolosa, una volta rilevata l’operazione sospetta, questa deve essere “trattata” ed è cura del RUP e del RPC o del referente del RPC fare le segnalazioni ex articolo 41.

 

Intervento sostitutivo in caso di DURC negativo

Un breve ripasso sull’azione sostitutiva delle PP.AA. in caso di DURC irregolari.

Con l’entrata in vigore del D.Lgs 50/16 nn è cambiato nulla per quanto riguarda il potere sostitutivo delle PP.AA. in caso di irregolarità del contraente del tipo contributivo, assistenziale, previdenziale ed assicurativo, la variazione, unica, sola e fiosologica è la norma di riferimento, l’articolo 30 comma 5 del D.Lgs 50/16

5. In caso di inadempienza contributiva  risultante  dal  documento unico di regolarita' contributiva  relativo  a  personale  dipendente dell'affidatario o del subappaltatore  o  dei  soggetti  titolari  di subappalti   e   cottimi   di   cui   all'articolo   105,   impiegato nell'esecuzione del contratto, la stazione appaltante  trattiene  dal certificato di pagamento  l'importo  corrispondente  all'inadempienza per il  successivo  versamento  diretto  agli  enti  previdenziali  e assicurativi, compresa, nei  lavori,  la  cassa  edile.  Sull'importo netto progressivo delle prestazioni e'  operata  una  ritenuta  dello 0,50 per cento; le ritenute possono  essere  svincolate  soltanto  in sede di liquidazione  finale,  dopo  l'approvazione  da  parte  della stazione appaltante del certificato di  collaudo  o  di  verifica  di conformita', previo  rilascio  del  documento  unico  di  regolarita' contributiva.

sostitutiva dell’articolo 4 ( 5 e 6 ) del DPR 207/10,
appresso vi riporto i link delle trattazioni specifiche fatte anni addietro.

 

SCADENZA 30 Aprile, certificazione art 7 comma 4 bis DL 35/13, novità in Ammninistrazione Trasparente

Come ogni anno occorre preparasi alla scadenza ricognitiva dei debiti non pagati al 31/12.

Ricordo come sempre, che qualora non ci fossero debiti è OBBLIGATORIO segnalarne l’assenza con con apposita dichiarazione c.d. negativa.

Le procedure ( di ricognizione e di assenza ) sono sostanzialmente rimaste identiche anche se il portale del MEF si è rinnovato ( faccialmente e nell’URL)

Il portale è accessibile dal veccio url : certificazionecrediti.mef.gov.it come dal nuovo crediticommerciali.mef.gov.it e per le istanze bisogna essere muniti di firma digitale ( Cades o Pades ) .

La vera novita quest’anno deriva dalle norme sulla trsparenza collegate ai tempi di pagamento della PA, infatti con l’art. 29, comma 1 del D.Lgs 97/16 è stato modificato l’articolo 33 del D.lgs 33/13 , appresso riporto il testo aggiornato :

Obblighi di pubblicazione concernenti i tempi di pagamento dell’amministrazione 1. ((Fermo restando quanto previsto dall’articolo 9-bis, le pubbliche amministrazioni)) pubblicano, con cadenza annuale, un indicatore dei propri tempi medi di pagamento relativi agli acquisti di beni, servizi ((prestazioni professionali)) e forniture, denominato ‘indicatore annuale di tempestivita’ dei pagamenti’ ((, nonche’ l’ammontare complessivo dei debiti e il numero delle imprese creditrici)). A decorrere dall’anno 2015, con cadenza trimestrale, le pubbliche amministrazioni pubblicano un indicatore, avente il medesimo oggetto, denominato ‘indicatore trimestrale di tempestivita’ dei pagamenti’ ((, nonche’ l’ammontare complessivo dei debiti e il numero delle imprese creditrici)). Gli indicatori di cui al presente comma sono elaborati e pubblicati, anche attraverso il ricorso a un portale unico, secondo uno schema tipo e modalita’ definiti con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri da adottare sentita la Conferenza unificata.

Obblighi  di  pubblicazione  concernenti   i   tempi   di   pagamento                         dell'amministrazione      1.  ((Fermo  restando  quanto  previsto  dall'articolo  9-bis,   le pubbliche  amministrazioni))  pubblicano,  con  cadenza  annuale,  un indicatore dei propri tempi medi di pagamento relativi agli  acquisti di  beni,  servizi   ((prestazioni   professionali))   e   forniture, denominato 'indicatore annuale di tempestivita'  dei  pagamenti'  ((, nonche' l'ammontare complessivo dei debiti e il numero delle  imprese creditrici)). A decorrere dall'anno 2015, con cadenza trimestrale, le pubbliche  amministrazioni  pubblicano  un  indicatore,   avente   il medesimo oggetto, denominato 'indicatore trimestrale di tempestivita' dei pagamenti' ((, nonche' l'ammontare complessivo dei  debiti  e  il numero delle imprese creditrici)). Gli indicatori di cui al  presente comma sono elaborati e pubblicati, anche attraverso il ricorso  a  un portale unico, secondo uno  schema  tipo  e  modalita'  definiti  con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri da adottare sentita la Conferenza unificata. 
Obblighi di pubblicazione concernenti i tempi di pagamento dell’amministrazione 1. ((Fermo restando quanto previsto dall’articolo 9-bis, le pubbliche amministrazioni)) pubblicano, con cadenza annuale, un indicatore dei propri tempi medi di pagamento relativi agli acquisti di beni, servizi ((prestazioni professionali)) e forniture, denominato ‘indicatore annuale di tempestivita’ dei pagamenti’ ((, nonche’ l’ammontare complessivo dei debiti e il numero delle imprese creditrici)). A decorrere dall’anno 2015, con cadenza trimestrale, le pubbliche amministrazioni pubblicano un indicatore, avente il medesimo oggetto, denominato ‘indicatore trimestrale di tempestivita’ dei pagamenti’ ((, nonche’ l’ammontare complessivo dei debiti e il numero delle imprese creditrici)). Gli indicatori di cui al presente comma sono elaborati e pubblicati, anche attraverso il ricorso a un portale unico, secondo uno schema tipo e modalita’ definiti con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri da adottare sentita la Conferenza unificata.

Obblighi  di  pubblicazione  concernenti   i   tempi   di   pagamento                         dell'amministrazione      1.  ((Fermo  restando  quanto  previsto  dall'articolo  9-bis,   le pubbliche  amministrazioni))  pubblicano,  con  cadenza  annuale,  un indicatore dei propri tempi medi di pagamento relativi agli  acquisti di  beni,  servizi   ((prestazioni   professionali))   e   forniture, denominato 'indicatore annuale di tempestivita'  dei  pagamenti'  ((, nonche' l'ammontare complessivo dei debiti e il numero delle  imprese creditrici)). A decorrere dall'anno 2015, con cadenza trimestrale, le pubbliche  amministrazioni  pubblicano  un  indicatore,   avente   il medesimo oggetto, denominato 'indicatore trimestrale di tempestivita' dei pagamenti' ((, nonche' l'ammontare complessivo dei  debiti  e  il numero delle imprese creditrici)). Gli indicatori di cui al  presente comma sono elaborati e pubblicati, anche attraverso il ricorso  a  un portale unico, secondo uno  schema  tipo  e  modalita'  definiti  con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri da adottare sentita la Conferenza unificata. 

Le novità sulla pubblicazione riguardano :
– l’inserimento dei debiti derivanti non solo da attività negoziale, ma anche da incarichi professionali ( quindi non solo il D.Lgs 50/16 ma anche gli incarichi ex articolo 7 comma 6 del D.lgs 165/01), in sintesi in amministrazione trasparente troveremo nell’articolo 33 quota parte delle informazioni provenienti da BANDI di GARA e CONTRATTI ( articolo 37 commi 1 e 2 ) e da CONSULENTI e COLLABORATORI ( articolo 15 comma 1 e 2).
– l’indicazione dell’ammontare complessivo dei debiti e delle imprese ( e professionisti) creditrici.
Entro la scadenza verrà redatta una modulistica con la relazione ed il nuovo schema previsto dalla novellata normativa.