CU, 770 e regimi senza ritenuta d’acconto MINIMI – FORFETTARI

Mi preme ricordarvi che anche quando non c’è la RITENUTA d’ACCONTO occorre compilare i modelli CU e 770 per i percepienti.

In particolare vista l’imminente scadenza delle Certificazioni UNICHE occorre inserire il percepiente che aderisce ad un regime agevolatico con questa accortenza :

CASELLA  4 ( Ammontare lordo corrisposto ) PARI ALL’IMPORTO

CASELLA 7 ( Altre somme non soggette a ritenuta) sTESSO IMPORTO DELLA CASELLA 4

CASELLA 6 OCCORRE SELEZIONARE IL CODICE 6.

 

 

 

MEPA ed altro ( IMPOSTA DI BOLLO)

Visto che negli ultimi giorni ho avuto per diverse volte posto lo stesso quesito voglio fare un poco di chiarezza, invitando, come sempre in modo sgarbato , che mi si addice , a leggere le norme in maniera oggettiva ed olistica.

 

Il MEPA non è obbligatorio per le istituzioni scolastiche , non lo è dal 2007, gli iscritti non sono salvi dai controlli di rito, e la procedura comporta ulteriori adempimenti, appresso l’analisi.

Il tutto nasce da un equivoco ( che in campo giuridico non può e non deve esistere),infatti la stabilità per il 2016, L. 208/2015 all’articolo 1 comma 502 permette a tutte le PA obbligate dal comma 350 dell’articolo 1 della L. 296/2006 di aderire al MEPA facoltativamente per gli importi fino a 1000 €.

riporto in stralcio ,

 502. All'articolo 1, comma 450, della legge 27  dicembre  2006,  n. 296, sono apportate le seguenti modificazioni:      a) le parole: «Dal 1º luglio 2007,» sono soppresse;      b) al primo periodo, dopo le parole: «per gli acquisti di beni  e servizi» sono inserite le seguenti: «di importo pari  o  superiore  a 1.000 euro e»; 

L’articolo 1 comma 450 della L. 296/2006 gia ab origine non prevedeva questo obbligo per le Istituzioni Scolastiche, riporto anche questa volta lo stralcio.
450.  Le  amministrazioni  statali  centrali  e   periferiche,   ad esclusione degli istituti e delle scuole  di  ogni  ordine  e  grado, delle  istituzioni  educative  e  delle  istituzioni   universitarie, nonche'  gli  enti  nazionali  di  previdenza  e  assistenza  sociale pubblici e le agenzie fiscali di cui al decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 300, per gli acquisti di beni e servizi di  importo  pari  o superiore a 1.000  euro  e  al  di  sotto  della  soglia  di  rilievo comunitario

Per chiarezza riporto lo stralcio della previgenza
 450. Dal 1° luglio 2007,  le  amministrazioni  statali  centrali  e periferiche, ad esclusione degli istituti  e  delle  scuole  di  ogni ordine e grado,  delle  istituzioni  educative  e  delle  istituzioni universitarie, per gli acquisti di beni e servizi al di  sotto  della soglia di rilievo comunitario, sono tenute a fare ricorso al  mercato elettronico della pubblica amministrazione di cui  all'articolo  328, comma 1, del regolamento di  cui  al  decreto  del  Presidente  della Repubblica 5 ottobre 2010, n. 207. Fermi restando gli obblighi  e  le facolta' previsti ...

Per quale motivo sconsiglio l’uso del MEPA ?
Una lunga serie di motivi , appresso una sintesi
a) non è obbligatorio per nessuno fino ai mille €, per le ISA a prescindere dall’importo
b) da Aprile 2016 lo stand still period  per la maggior parte dei casi non esiste ( articolo 32 comma 10 D.lgs 50/16)
c) non è vero che è piu trasparente, i fattori critici restano, ed a mio avviso gli illeciti oggi sono nella gestione della gara e non nella scelta del contraente
d) occorre stare molto attenti quando si gestiscono le gare col MEPA al DPR 642/72, infatti l’articolo 53 comma 3 delle regole dell’e-procurement ricorda che :
Il Soggetto Aggiudicatore è tenuto ad assicurare, tra l’altro, il rispetto delle norme sull’imposta di bollo e degli adempimenti pubblicitari, documentali,tributari e fiscali, nonché, in generale, degli adempimenti richiesti dalle normeapplicabili al procedimento posto in essere e al relativo Contratto stipulato.
Quindi c’è il chiaro concorso in evasione di imposta di bollo tra Aggiudicatario ed Aggiudicatore . Come sempre ho riportate le norme per permettervi di poter constatare oggettivamente i fatti, in allegato ci sono :
Circolare 36/2006 Agenzia delle Entrate
Risoluzione 96/2013 Agenzia delle Entrate



502. All’articolo 1, comma 450, della legge 27 dicembre 2006, n. 296, sono apportate le seguenti modificazioni: a) le parole: «Dal 1º luglio 2007,» sono soppresse; b) al primo periodo, dopo le parole: «per gli acquisti di beni e servizi» sono inserite le seguenti: «di importo pari o superiore a 1.000 euro e»;
502. All’articolo 1, comma 450, della legge 27 dicembre 2006, n. 296, sono apportate le seguenti modificazioni: a) le parole: «Dal 1º luglio 2007,» sono soppresse; b) al primo periodo, dopo le parole: «per gli acquisti di beni e servizi» sono inserite le seguenti: «di importo pari o superiore a 1.000 euro e»;
502. All’articolo 1, comma 450, della legge 27 dicembre 2006, n. 296, sono apportate le seguenti modificazioni: a) le parole: «Dal 1º luglio 2007,» sono soppresse; b) al primo periodo, dopo le parole: «per gli acquisti di beni e servizi» sono inserite le seguenti: «di importo pari o superiore a 1.000 euro e»;
502. All’articolo 1, comma 450, della legge 27 dicembre 2006, n. 296, sono apportate le seguenti modificazioni: a) le parole: «Dal 1º luglio 2007,» sono soppresse; b) al primo periodo, dopo le parole: «per gli acquisti di beni e servizi» sono inserite le seguenti: «di importo pari o superiore a 1.000 euro e»;
502. All’articolo 1, comma 450, della legge 27 dicembre 2006, n. 296, sono apportate le seguenti modificazioni: a) le parole: «Dal 1º luglio 2007,» sono soppresse; b) al primo periodo, dopo le parole: «per gli acquisti di beni e servizi» sono inserite le seguenti: «di importo pari o superiore a 1.000 euro e»;
502. All’articolo 1, comma 450, della legge 27 dicembre 2006, n. 296, sono apportate le seguenti modificazioni: a) le parole: «Dal 1º luglio 2007,» sono soppresse; b) al primo periodo, dopo le parole: «per gli acquisti di beni e servizi» sono inserite le seguenti: «di importo pari o superiore a 1.000 euro e»; c) al secondo periodo, dopo le parole: «per gli acquisti di beni e servizi di importo » sono inserite le seguenti: «pari o superiore a 1.000 euro e».
502. All’articolo 1, comma 450, della legge 27 dicembre 2006, n. 296, sono apportate le seguenti modificazioni: a) le parole: «Dal 1º luglio 2007,» sono soppresse; b) al primo periodo, dopo le parole: «per gli acquisti di beni e servizi» sono inserite le seguenti: «di importo pari o superiore a 1.000 euro e»; c) al secondo periodo, dopo le parole: «per gli acquisti di beni e servizi di importo » sono inserite le seguenti: «pari o superiore a 1.000 euro e».

Circolare_36_E_Agenzia_delle_Entrate_6_12_2006.pdf
Risoluzione_n_96_del_2013.pdf

Regolamenti in consultazione

Consultazione on line del 17 febbraio 2017 – invio contributi entro il 3 marzo 2017

Con gli schemi di Regolamento oggetto di consultazione, l’Autorità intende disciplinare l’esercizio della propria attività di vigilanza in materia di misure anticorruzione e per la trasparenza e in materia di inconferibilità e incompatibilità. 
Con tali documenti  l’Autorità provvede a regolamentare, sulla base dei principi generali stabiliti dalla Legge 241/1990, il procedimento di vigilanza, dalla fase di attivazione alla fase di conclusione dell’istruttoria, con l’individuazione della tipologia di atti/provvedimenti che gli Uffici possono proporre al Consiglio al termine dell’istruttoria.
In particolare vengono disciplinate tre tipologie di procedimenti di competenza dell’A.N.AC.:
a)       Procedimenti aventi ad oggetto la sussistenza di cause di inconferibilità e/o incompatibilità di cui al d.lgs. 39/2013;
b)       Procedimenti aventi ad oggetto la violazione delle norme sulla trasparenza di cui al d.lgs. 33/2013;
c)       Procedimenti aventi ad oggetto la violazione di norme e delle misure in materia di prevenzione della corruzione e dell’illegalità:
– procedimenti avviati a seguito di notizie o segnalazioni di illeciti ai sensi dell’art. 19 comma 5 lettera a) del d.l. 90/2014 anche pervenute ai sensi dell’art. 54 – bis del d.lgs. 165/2001;
– procedimenti avviati ai sensi  dell’art. 1 comma 2 lettera f) e comma 3 della legge 190/2012 ai fini di vigilanza e controllo sull’effettiva applicazione e sull’efficacia delle misure adottate da amministrazioni ed enti, volti ad accertare la conformità del contenuto dei PTPC adottati alle indicazioni del PNA (mancanza,  insufficienza o illegittimità delle misure di prevenzione della corruzione contenute nel PTPC) ovvero la conformità di atti e comportamenti  dell’amministrazione /ente alle prescrizioni di legge, del PNA o dei PTPC adottati.
Sono dettagliatamente indicati i termini per l’avvio nonché i termini per la conclusione dei procedimenti; per quanto riguarda la partecipazione al procedimento, sono indicati il contenuto ed i soggetti destinatari della comunicazione di avvio e sono illustrate le modalità attraverso le quali è assicurato il contraddittorio.
Al fine di consentire la massima partecipazione all’adozione del Regolamento, con la consultazione l’Autorità intende acquisire da parte di tutti i soggetti interessati ogni osservazione ed elemento utile per la elaborazione del documento definitivo.
Eventuali contributi potranno essere inviati entro le ore 12.00 del 3 marzo 2017 mediante compilazione dell’apposito modello

Regolamento sull’esercizio dell’attività di vigilanza in materia di inconferibilità e incompatibilità di incarichi nonché sul rispetto delle regole di comportamento dei pubblici funzionari
Regolamento sull’esercizio dell’attività di vigilanza in materia di prevenzione della corruzione
Regolamento sull’esercizio dell’attività di vigilanza sul rispetto degli obblighi di pubblicazione di cui al decreto legislativo 14 marzo 2013 n. 33

Modifiche al D.Lgs 50/16

Si tratta di una prima bozza che il Governo intende mettere in consultazione.

Le modifiche proposte, si legge nella relazione, sono mirate a perfezionare l’impianto normativo senza intaccarlo, con lo scopo di migliorarne l’omogeneità, la chiarezza e l’adeguatezza in modo da perseguire efficacemente l’obiettivo dello sviluppo del settore che la stessa legge delega si era prefissata.

Lo schema di modifica tiene, in particolare, conto delle consultazioni effettuate dal Parlamento che ha audito, tra l’altro, le principali stazioni appaltanti e le associazioni di categoria, delle osservazioni formulate dall’ANAC nonché delle considerazioni formulate dal Consiglio di Stato in merito ai vari atti attuativi e dei suggerimenti provenienti dalle Regioni e dai Comuni.
Sono state, altresì, tenute in considerazione le segnalazioni emerse in sede di consultazione pubblica dei RUP, effettuate nell’ambito della Cabina di regia istituita ai sensi dell’articolo 212 del codice.

Lo schema di si compone di ben 84 articoli.

Sul testo dovranno esprimersi le Commssioni parlamentari, il Consiglio di Stato e la Conferenza unificata prima del via libera finale da sigillare con un secondo esame del Governo. La delega scade il 19 aprile.

DOCUMENTI COLLEGATI

Vediamo di seguito gli articoli nel dettaglio:

L’articolo 1 modifica l’articolo 3, del codice introducendo alcune definizioni tra le quali quelle di “manutenzione”, “categoria prevalente” e “categoria scorporabile”

L’articolo 2 modifica l’articolo 21 del codice concernente il programma delle acquisizioni delle stazioni appaltanti, in accoglimento di una proposta del Consiglio superiore dei lavori pubblici e del Ministero dell’economia e delle finanze.

L’articolo 3 apporta modifiche all’articolo 22 del codice in materia di Trasparenza nella partecipazione di portatori di interessi e dibattito pubblico”.

L’articolo 4 apporta modifiche all’articolo 23 del codice, proposte dal Consiglio superiore dei lavori pubblici, per meglio procedimentalizzare e semplificare la disciplina sulla la progettazione. Tali modifiche, sono propedeutiche a quelle apportate all’articolo 21 nel quale si fa espresso riferimento al documento di fattibilità delle alternative progettuali.

L’articolo 5 apporta modifiche all’articolo 24 del codice riguardante la progettazione interna ed esterna alle amministrazioni aggiudicatrici in materia di lavori pubblici.

L’articolo 6 apporta modifiche all’articolo 25 del codice in materia di verifica preventiva dell’interesse archeologico.

L’articolo 7 introduce modifiche all’articolo 26 del codice in materia di verifica preventiva della progettazione.

L’articolo 8 apporta modifiche all’articolo 27 del codice in materia di “Procedure di approvazione dei progetti relativi ai lavori”.

L’articolo 9 abroga il comma 13 dell’articolo 28 del codice, che era stato impropriamente collocato nell’articolo in esame, che disciplina i contratti misti. Tale disposizione, che prevede che le stazioni appaltanti ricorrano alle procedure in materia di contratti misti di appalto solo nei casi in cui l’elemento tecnologico ed innovativo delle opere oggetto dell’appalto sia nettamente prevalente rispetto all’importo complessivo dei lavori, prevedendo la messa a gara del progetto esecutivo, è stata più correttamente inserita all’articolo 59. Si tratta dunque di una modifica di coordinamento tecnico del codice .

L’articolo 10 apporta modifiche all’articolo 29 del codice in materia di trasparenza.

L’articolo 11, apporta modifiche all’articolo 30 del codice in materia di principi per l’aggiudicazione e l’esecuzione di appalti e concessioni.

L’articolo 12 apporta modifiche all’articolo 31 del codice, recante la disciplina del ruolo e delle funzioni del RUP. In particolare, si propone di riscrivere il comma 5, secondo periodo, in modo da chiarire che, con l’atto dell’ANAC, sono, altresì, determinati l’importo massimo e la tipologia dei lavori, servizi e forniture per i quali il RUP può coincidere con il progettista o con il direttore dei lavori e non con il direttore dell’esecuzione del contratto, come previsto attualmente dal codice.

L’articolo 13 apporta modifiche all’articolo 32 del codice, recante la disciplina delle fasi delle procedure di affidamento.

L’articolo 14 apporta alle lettere a) e b)mere di modifiche di coordinamento all’articolo 35 del codice sulle soglie di rilevanza comunitaria. La lettera chiarisce che l’anticipazione del prezzo è commisurata al valore del contratto e non al valore stimato dell’appalto. Tale modifica si rende necessaria in quanto l’importo stimato dell’appalto potrebbe essere superiore a quello contrattuale, comportando così sia una eccessiva anticipazione sia una fideiussione troppo onerosa. Inoltre, si apporta una correzione ad un refuso con riferimento all’articolo 106 che è sostituito dal corretto riferimento all’articolo 107.

L’articolo 15 apporta modifiche all’articolo 36 del codice tese a semplificare gli affidamenti concernenti i contratti sotto soglia, con particolare riguardo alle verifiche per gli affidamenti di importo infra 40.000 euro.

L’articolo 16 apporta modifiche all’articolo 37, tutte finalizzate a semplificare ulteriormente le disposizioni relative alle aggregazioni e alla centralizzazione delle committenze, coordinandole con le disposizioni di cui all’articolo 38, relativo alla qualificazione delle stazioni appaltanti. In particolare le modifiche di cui alle lettere a), c),d) e) ed f) sono volte a chiarire quali sono i soggetti destinatari della disciplina in materia di aggregazione e centralizzazione delle committenze, chiarendo che tale disciplina riguarda le centrali di committenza, i soggetti aggregatori e le stazioni appaltanti qualificati. La lettera b) apporta, invece, una correzione al comma 2, eliminando il riferimento alla procedura ordinaria; ciò al fine di prevedere che l’affidamento a una centrale di committenza per l’acquisizione di forniture, servizi e lavori tramite la stessa o mediante aggregazione non necessita di evidenza pubblica.

L’articolo 17 apporta modifiche all’articolo 38 del codice, concernente la qualificazione delle stazioni appaltanti e centrali di committenza.

L’articolo 18 modifica l’articolo 44, comma 1, prevedendo il concerto del Ministero dell’economia e delle finanze per l’adozione del decreto con il quale sono definite le modalità di digitalizzazione delle procedure di tutti i contratti pubblici.

L’articolo 19, riformulando il comma 2 dell’articolo 47 del codice, mira a superare l’incompleta formulazione della disposizione dedicata alla qualificazione dei consorzi stabili, che potrebbe ingenerare una non corretta interpretazione, in ordine ad un divieto di utilizzo dei requisiti dei consorziati, superato un primo periodo di avviamento. La modifica, sopprimendo il riferimento ai primi cinque anni dalla costituzione del consorzio, introduce la possibilità che, decorsi cinque anni dalla costituzione, i requisiti economico-finanziari e tecnico-organizzativi, previsti dalla normativa vigente, possono essere quelli maturati direttamente dal consorzio. Inoltre, allo scopo di evitare che sia messa a disposizione di terzi la somma dei requisiti dei singoli consorziati, ossia che altri possano usufruire della qualificazione riservata ai consorzi stabili, è previsto che, solo nel caso in cui il consorzio stabile si qualifichi con requisiti propri, questi possa divenire impresa ausiliaria.

L’articolo 20 modifica l’articolo 48 del codice.

L’articolo 21 modifica l’articolo 50 al fine di garantire la stabilità occupazionale.

L’articolo 22 modifica l’articolo 53 del codice, con riguardo agli appalti segretati, proponendo, in considerazione dell’inserimento nel nuovo codice della figura del direttore dell’esecuzione del servizio, di equiparare questa figura e le sue eventuali relazioni riservate con quella del direttore dei lavori.

L’articolo 23 abroga il comma 3 dell’articolo 58 del codice, in materia di procedure svolte attraverso piattaforme telematiche di negoziazione. Tale abrogazione si rende necessaria in quanto il nuovo codice eliminando, per motivi di semplificazione, la verifica in corso di gara sulla base di sorteggio di 1/10 dei concorrenti, ha reso superflua la vigenza del predetto comma 3 che prevede che ai fini del controllo sul possesso dei requisiti di capacità economico-finanziaria e tecnico-professionale, il dispositivo elettronico delle stazioni appaltanti provvede, mediante un meccanismo casuale automatico, ad effettuare un sorteggio di cui viene data immediata evidenza per via telematica a tutti gli offerenti.

L’articolo 24 modifica il comma 1 dell’articolo 59 del codice, in materia di scelta delle procedure, con l’obiettivo di ampliare la possibilità di procedere all’appalto integrato in ossequio a quanto disposto nella legge delega.

L’articolo 25 modifica il comma 1 dell’articolo 62 del codice, in materia di procedura competitiva con negoziazione. Tale modifica è volta a chiarire che, nelle procedure competitive con negoziazione, la domanda di partecipazione in risposta a un avviso di indizione di gara contenente le informazioni di cui all’allegato XIV, parte I, i due riferimenti B e C, sono tra loro alternativi.

L’articolo 26 modifica l’articolo 76, comma 3, del codice, introducendo, come modalità di avviso ai concorrenti, l’utilizzo dei mezzi di comunicazione elettronica e non soltanto la PEC. Si tratta, nello specifico, di una norma di coordinamento con il Codice dell’amministrazione digitale.

L’articolo 27 modifica l’articolo 77 del codice con riguardo alle disposizioni relative alla commissione di aggiudicazione, al fine di apportare dei chiarimenti utili per il corretto funzionamento della commissione stessa.

L’articolo 28 modifica l’articolo 78 del codice in materia di gestione dell’Albo dei componenti delle commissioni giudicatrici al fine di apportare dei chiarimenti utili per il corretto funzionamento dell’albo e delle commissioni aggiudicatrici.

L’articolo 29 prevede l’inserimento del comma 5-bis all’articolo 79 del codice, in materia di fissazione dei termini per la ricezione delle domande di partecipazione e delle offerte. La disposizione intende stabilire le modalità operative nei casi di possibile mancato funzionamento o mal funzionamento delle piattaforme di e-procurement. Tale disposizione si rende tanto più necessaria in considerazione della rilevanza che l’utilizzo dei mezzi elettronici andrà assumendo, tenuto conto di quanto previsto in materia di obbligo di uso dei mezzi di comunicazione elettronici nello svolgimento delle procedure di aggiudicazione. In particolare, si disciplinano le conseguenze derivanti da tali mancati funzionamenti o mal funzionamenti, in relazione al termine di ricezione delle offerte, al fine di garantire la piena applicazione dei fondamentali principi di cui all’articolo 30 del codice.

L’articolo 30 Si prevedono modifiche all’articolo 80, del codice, che disciplina le cause di esclusione di un operatore economico dalla partecipazione ad una procedura d’appalto o concessione. Tali modifiche sono proposte al fine di apportare chiarimenti utili alla corretta applicazione delle disposizioni riguardanti l’esclusione, a garanzia della leale concorrenza tra gli operatori economici.

L’articolo 31 modifica l’articolo 81 del codice in materia di documentazione di gara. La modifica si propone di estendere l’utilizzo della Banca dati nazionale degli operatori economici anche per le verifiche, in fase di esecuzione del contratto, sulla permanenza dei previsti requisiti. Tale modifica rappresenta, pertanto, una semplificazione per le stazioni appaltanti che accedono in tutte le fasi della procedura ad una sola banca dati.

L’articolo 32 modifica l’articolo 82 del Codice in materia di rapporti di prova, certificazione e altri mezzi di prova.

L’articolo 33 apporta modifiche all’articolo 83 del Codice in merito ai criteri di selezione e soccorso istruttorio.

L’articolo 34 introduce modifiche all’articolo 84 “Sistema unico di qualificazione degli esecutori di lavori pubblici” del codice.

L’articolo 35 modifica il comma 5, dell’articolo 85 del codice in materia di Documento di gara unico europeo eliminando l’estensione dei controlli, previsti per l’impresa aggiudicataria con riferimento alla documentazione di cui all’articolo 86 “Mezzi di prova” e, se del caso, all’articolo 87 “Certificazione delle qualità”, al secondo concorrente in graduatoria. Infatti, la previsione dei predetti controlli, previsti dal codice previgente anche sul secondo concorrente in graduatoria rappresenta un appesantimento procedurale, non richiesto dalle direttive europee.

L’articolo 36 inserisce il comma 5-bis all’articolo 86 del codice, rubricato “Mezzi di prova”. Tali modifiche sono finalizzate a limitare l’utilizzo di categorie di qualificazione diverse da quelle richieste nel bando di gara. A tal fine si prevede che qualora nel certificato di esecuzione dei lavori, redatto secondo lo schema predisposto da ANAC, il responsabile unico del procedimento riporti categorie di qualificazione diverse da quelle di cui al bando di gara, avviso o lettera di invito, si applicano le sanzioni amministrative previste all’articolo 213, comma 13.

L’articolo 37 modifica l’articolo 89, comma 11, del codice, in materia di avvalimento.

L’articolo 38 apporta modifiche all’articolo articolo 93 del codice, riguardante le garanzie per la partecipazione alla procedura.

L’articolo 39 modifica l’articolo 95 del codice relativo ai criteri di aggiudicazione dell’appalto.

L’articolo 40 modifica l’articolo 97 del codice, in materia di offerte anormalmente basse, apportando delle integrazioni volte, principalmente, a limitare le casistiche che rientrano nell’alea dell’anomalia per mere modalità di calcolo e il ricorso all’esclusione automatica, in maniera da alleggerire il procedimento ed evitare contenziosi.

L’articolo 41 propone una modifica all’articolo 99, comma 5, del codice in merito alle relazioni uniche sulle procedure di aggiudicazione degli appalti volta a chiarire che la relazione – redatta dalla stazione appaltante per ogni appalto od ogni accordo quadro di importo pari o superiore alle soglie di cui all’articolo 35 e ogni qualvolta sia istituito un sistema dinamico di acquisizione e comunicata alla Cabina di regia – debba essere a sua volta comunicata alla Commissione europea, alle autorità, agli organismi o alle strutture competenti solo nel caso in cui la relazione sia richiesta. Tale chiarimento è stato suggerito dalla Commissione europea la quale ha ritenuto che il recepimento operato con l’articolo 99 del codice italiano, sebbene non incompatibile con il testo della direttiva 24/2014/UE, “appare troppo stringente”.

L’articolo 42 modifica l’articolo 101 rubricato “Soggetti delle stazioni appaltanti” del codice, prevedendo l’inserimento di un nuovo comma dopo il 3 che prevede la possibilità di conservare l’incarico, per quei soggetti che, alla data di entrata in vigore del codice, svolgevano la funzione di direttore tecnico. Con tale previsione si consente ai tecnici non laureati delle stazioni appaltanti di continuare a firmare i progetti.

L’articolo 43 modifica l’articolo 102 del codice in materia di collaudo.

L’articolo 44 apporta modifiche all’articolo 103 del codice in materia di disciplina delle garanzie definitive.

L’articolo 45 apporta modifiche all’articolo 104 del codice in materia di disciplina delle garanzie per l’esecuzione di lavori di particolare valore.

L’articolo 46 modifica l’articolo 105 del codice in materia di sub-appalto, in modo da superare la rigidità della disciplina attualmente prevista, anche alla luce della recente sentenza della Corte di giustizia relativa alla causa C 406/414.

L’articolo 47 apporta modifiche all’articolo 106 del codice, in materia di modifica di contratti durante il periodo di efficacia.

L’articolo 48 modifica il comma 110, del codice, recante disposizioni in materia di procedure di affidamento in caso di fallimento dell’esecutore o di risoluzione del contratto e misure straordinarie di gestione.

L’articolo 49 modifica l’articolo 111 del codice, concernente il controllo tecnico, contabile e amministrativo.

L’articolo 50 modifica il comma 1 dell’articolo 113 del codice, in materia di incentivi per funzioni tecniche.

L’articolo 51 introduce, al decreto legislativo 18 aprile 2016, n. 50, l’ articolo 113-bis inserisce i termini per l’emissione dei certificati di pagamento in linea con la direttiva ritardi nei pagamenti recepita nel nostro ordinamento.

L’articolo 52 modifica il comma 1 dell’articolo 136 del codice, in materia di applicabilità dei motivi di esclusione e dei criteri di selezione dei settori ordinari ai sistemi di qualificazione, al fine di rendere obbligatoria la verifica dei requisiti di cui all’articolo 80 del medesimo decreto, in capo agli operatori economici nei settori speciali, anche da parte di enti aggiudicatori che non sono amministrazioni aggiudicatrici. Ciò al fine di assicurare una maggiore trasparenza e moralizzazione del mercato.

L’articolo 53 apporta una correzione ad un refuso presente nell’articolo 137 del codice.

L’articolo 54 modifica l’articolo 140 del codice recante “Norme applicabili ai servizi sociali dei settori speciali”. Poiché esso prevede l’applicazione a tali settori delle norme previste per i settori ordinari, la modifica è conseguente a quanto previsto al successivo articolo 56, precisando tuttavia che il sottosoglia nei settori speciali è specifico.

L’articolo 55 modifica l’articolo 141 del codice rubricato “Norme applicabili ai concorsi di progettazione nei settori speciali”, sostituendo il comma 1, al fine di individuare le disposizioni da applicare ai concorsi di progettazione dei settori speciali.

L’articolo 56 modifica l’articolo 142 del codice in materia di pubblicazione degli avvisi e dei bandi nei servizi sociali, per risolvere alcune criticità dell’attuale disciplina con particolare riferimento all’applicazione della legislazione di settore, statale e regionale. In particolare si prevede una disciplina specifica per una particolare categoria dei servizi di cui all’allegato IX nei settori ordinari. Si tratta di servizi sanitari e sociali, ivi inclusi quelli forniti da alcune formazioni sociali, per i quali la normativa comunitaria consentiva agli Stati una disciplina semplificata. Si introducono così semplificazioni quanto a programmazione, aggregazione, procedure di aggiudicazione, anche sotto soglia. L’articolo si completa con una normativa di raccordo tra il 142 e il 144.

L’articolo 57 modifica il comma 4, dell’articolo 147 del codice, in materia di livelli e contenuti della progettazione nel settore dei beni culturali. Tale modifica introduce la possibilità, per i lavori sui beni culturali e quelli di scavo archeologico, di derogare all’obbligo di appaltare sulla base del progetto esecutivo. Ciò in quanto la specialità di tali lavori, richiede livelli progettuali più flessibili.

L’articolo 58 integra il comma 6 dell’articolo 148 del codice, in materia di affidamento dei contratti nel settore dei beni culturali, prevedendo che l’utilizzazione del criterio del minor prezzo per i lavori riguardanti i beni culturali debba riguardare i lavori di importo pari o inferiore a 500.000 euro e non sino ad un milione di euro. Tale previsione, che deroga a quanto disposto dall’articolo 95, comma 4, lettera a), si rende necessaria per la specialità di tali lavori, che richiede una maggiore attenzione per l’aspetto qualitativo rispetto a quello economico.

L’articolo 59 modifica l’articolo 152 del codice che specifica l’ambito di applicazione nei concorsi di progettazione e di idee.

L’articolo 60 apporta delle modifiche all’articolo 156 del codice in materia di concorso di idee. Tali modifiche sono finalizzate a correggere un refuso all’articolo 156, comma 7, mediante la soppressione delle parole “del progetto definitivo”, erroneamente riportate prima delle parole “del progetto di fattibilità”.

L’articolo 61 modifica l’articolo 157 del codice rubricato “Altri incarichi di progettazione e connessi”.

L’articolo 62 modifiche l’articolo 163 del codice, in materia di procedure in caso di somma urgenza e di protezione civile.

L’articolo 63 modifica l’articolo 165 del codice, sul rischio ed equilibrio economico-finanziario nelle concessioni.

L’articolo 64 modifica l’articolo 174 del codice in materia di subappalto nelle concessioni, in coerenza con le modifiche apportate all’articolo 105 in materia di subappalto.

L’articolo 65 modifica l’articolo 177 del codice in materia di affidamenti dei concessionari.

L’articolo 66 propone delle modifiche all’articolo 178 del codice rubricato “Norme in materia di concessioni autostradali e particolare regime transitorio” al fine, soprattutto, di prevedere, proprio nel periodo transitorio di passaggio tra un concessionario ed un altro, procedure semplificate volte a garantire gli interventi finalizzati al miglioramento degli standard di sicurezza degli utenti autostradali anche con riferimento all’individuazione della copertura dei costi della relativa progettazione.

L’articolo 67 modifica l’articolo 180 del codice, in materia di Partenariato pubblico privato. In particolare, all’ultimo periodo del comma 6 si stabilisce che nel contratto di partenariato pubblico privato l’eventuale riconoscimento del prezzo, sommato al valore di eventuali garanzie pubbliche o di ulteriori meccanismi di finanziamento a carico della pubblica amministrazione, non può essere superiore al quarantanove per cento (anziché al trenta per cento, come attualmente previsto) del costo dell’investimento complessivo, comprensivo di eventuali oneri finanziari. Tali modifiche, come quelle previste all’articolo 165, sono volte a favorire gli affidamenti di concessioni di lavori e servizi attraverso una maggiore appetibilità economica per i privati.

L’articolo 68 modifica l’articolo 183 del codice in materia di finanza di progetto.

L’articolo 69 modifica l’articolo 188 del codice sul contratto di disponibilità.

L’articolo 70 modifica l’articolo 191 del codice, in materia di disciplina della cessione di immobili in cambio di opere. In considerazione del fatto che la garanzia fideiussoria richiesta resta in essere per tutta la durata dell’appalto e di fatto garantisce la restituzione dell’immobile in caso di inadempienza contrattuale, e addirittura è progressivamente svincolata, non appare opportuno un riferimento generico alle modalità della garanzia provvisoria ma appare preferibile limitare il rinvio ad un aperto richiamo alla possibilità di prestazione della garanzia mediante rilascio della fideiussione da parte dei soggetti indicati dall’articolo 93, comma 3, del codice. A tal fine si propone, al comma 3, di chiarire che è possibile la presentazione di qualsiasi tipo di garanzia fideiussoria, senza limitarla, come attualmente, alla fideiussione assicurativa. Infine, per coerenza letterale si propone di modificare, sempre al comma 3, la frase “previa presentazione di idonea polizza fideiussoria” con “previa presentazione di idonea garanzia fideiussoria”.

L’articolo 71 modifica l’articolo 192 del codice, rubricato ”Regime speciale degli affidamenti in house”. In particolare, si propone di inserire, al comma 1, una disposizione volta a esplicitare nel Codice le modalità con cui opera l’Autorità; tale esplicitazione trova i suoi fondamenti nella necessità di completezza dei dati, del loro aggiornamento, ma nella correlata esigenza di ridurre l’impatto della loro raccolta sia sugli enti che le devono fornire sia sulle risorse disponibili presso l’Autorità, attuando al contempo le previsioni degli articoli 12 e 41 del decreto legislativo n. 82 del 2005 contenute nel Codice dell’amministrazione digitale.

L’articolo 72 modifica l’articolo 194 del codice recante la disciplina dell’affidamento a contraente generale.

L’articolo 73 apporta modifiche all’articolo 195 del codice in materia di procedure di aggiudicazione del contraente generale aggiungendo un periodo al comma 1, volto a prevedere una soglia minima per il ricorso all’istituto del contraente generale, fissata ad un importo superiore a euro 15 milioni. Questo per evitare che i ricorso all’istituto per soglie minimali possa concretizzare una elusione della limitazione dell’istituto dell’appalto integrato, limitazione richiesta dalla legge delega.

L’articolo 74 apportate modifiche all’articolo 196 del codice riguardante i Controlli sull’esecuzione e collaudo. Tali modifiche sono finalizzate a correggere un errore materiale in quanto il decreto previsto dal comma 4 che disciplina le modalità di iscrizione all’albo, avendo natura regolamentare, è un decreto del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti e non del Ministero.

L’articolo 75 modifica l’articolo 199 del codice recante la disciplina della gestione del sistema di qualificazione del contraente generale.

L’articolo 76 apportate modifiche all’articolo 201 del codice, in materia di Strumenti di pianificazione e programmazione. In particolare si modifica il comma 7 precisando che, con riguardo al primo Documento Pluriennale di Pianificazione (DPP) non si applica il comma 5, ma solo il comma 10.

L’articolo 77 apportate modifiche all’articolo 205 del codice, recante la disciplina dell’accordo bonario per i lavori.

L’articolo 78 dispone l’abrogazione dell’articolo 207 del codice, che disciplina il collegio consultivo tecnico. L’abrogazione recepisce le osservazioni del Consiglio di Stato espresse in sede di parere n. 855 del 1° aprile 2016, che ha rilevato che non risulta chiaro se il ricorso al collegio consultivo, per dirimere le controversie, costituisca un sistema alternativo all’accordo bonario né come i due istituti si rapportino tra di loro; pertanto se ne propone la soppressione.

L’articolo 79 modifica il comma 1, dell’articolo 208 del codice, in materia di transazione. La modifica è volta a precisare che i rimedi alternativi di risoluzione delle controversie, ivi richiamati, sono quelli diversi dall’azione giurisdizionale.

L’articolo 80 modifica il comma 1 dell’articolo 211 del codice, in materia di pareri di precontenzioso dell’ANAC, prevedendo che il parere dell’ANAC su questioni insorte durante lo svolgimento della gara sia espresso “previo contraddittorio”. Il suggerimento è coerente con le osservazioni del Consiglio di Stato, che già nell’esame preliminare del codice aveva evidenziato delle criticità chiedendo di procedimentalizzare l’istituto, criticità poi confermate nella fase attuativa.

L’articolo 81 modifica l’articolo 213 del codice riguardante l’Autorità Nazionale Anticorruzione.

L’articolo 82 apporta modifiche all’articolo 215 del codice rubricato “Consiglio superiore dei lavori pubblici. La modifica chiarisce che il parere del Consiglio superiore dei lavori pubblici deve intervenire prima della conferenza di servizi, che conclude il procedimento.

L’articolo 83 modifica l’articolo 216 del codice sulle disposizioni transitorie e di coordinamento.

L’articolo 84 apporta modifiche all’articolo 217 del codice in materia di abrogazioni.

Nuova Modalità e tempi del CIG, sanzioni

Con la recente deliberazione n. 1 dell’11 gennaio 2017 l’Autorità Anticorruzione
ha impartito nuove  indicazioni operative per il corretto perfezionamento del
codice identificativo della gara (CIG).

Tra le nuove prescrizioni impartite su iniziativa dell’ANAC si segnalano, in particolare, le seguenti:  1. le stazioni appaltanti sono tenute ad acquisire il relativo CIG solo prima dell’indizione della  procedura;  2. entro il termine massimo di novanta giorni dall’acquisizione del CIG, il RUP è tenuto ad accedere  nuovamente al sistema SIMOG e a inserire a sistema la data di pubblicazione della procedura e il  termine per la presentazione delle offerte. Sia pur nel silenzio della delibera, le predette attività  non potranno essere materialmente realizzate per i CIG acquisiti in forma semplificata (SMARTCIG),
fatta salva la possibilità, da parte di ANAC, di modificare il relativo software ed introdurre,  anche per gli SMART, i relativi nuovi adempimenti;  3. entro il termine massimo di novanta giorni dall’acquisizione del CIG, se la stazione appaltante ha  ritenuto di non andare avanti con la procedura, il RUP deve provvedere alla cancellazione del  codice sul sistema SIMOG (nulla si dice, anche in questo caso, per quanto concerne gli SMART CIG);  4. entro il termine massimo di novanta giorni dalla entrata in vigore della predetta deliberazione n.  1/2017 (pubblicata in Gazzetta Ufficiale il 01.02.2017), il RUP deve perfezionare tutti i CIG  precedentemente acquisiti sul sistema SIMOG e non ancora perfezionati.  Il mancato rispetto dei nuovi adempimenti comporterà, rispettivamente:  a. l’applicazione della sanzione amministrativa pecuniaria:  i. da un minimo di euro 250,00 ad un massimo di euro 25.000,00 per i RUP che  rifiutano od omettono, senza giustificato motivo, di fornire le informazioni o di  esibire i documenti richiesti dall’Autorità;
ii. da un minimo di euro 500,00 ad un massimo di euro 50.000,00 per i RUP che  forniscono informazioni o esibiscono documenti non veritieri;  b. la cancellazione automatica del CIG non perfezionato;  c. la perseguibilità della stazione appaltante che abbia utilizzato il CIG cancellato, per  violazione delle norme:  i. sulla trasmissione delle informazioni obbligatorie all’Autorità (monitoraggio  SIMOG);  ii. sulla contribuzione di gara;  iii. sulla tracciabilità dei pagamenti (legge n. 136/2010);  d. la responsabilità penale (non è chiaro, peraltro, in relazione a quale precisa fonte  normativa);  e. la responsabilità erariale.  A fondamento dei nuovi obblighi, ANAC evidenzia che “dalle verifiche compiute dell’Autorità sul sistema  SIMOG, relativamente agli anni pregressi, non risultano perfezionati svariati CIG” e che ciò, tra l’altro,  arreca “un danno in termini contributivi all’Autorità”, anche perché il mancato perfezionamento del CIG
non consente agli operatori economici di procedere, a loro volta, al pagamento del contributo posto a loro  carico.  I nuovi adempimenti si aggiungono ad un’ampia serie di prescrizioni che i responsabili del procedimento  devono adempiere, pena l’applicazione di specifiche e gravose sanzioni. Di seguito si segnalano, a tale  proposito, alcuni adempimenti, con un’elencazione – in ordine sparso – che vuole essere soltanto  esemplificativa e che risulta, purtroppo, non esaustiva di tutti gli svariati compiti assegnati al responsabile  del procedimento.  Più in particolare, il RUP incaricato di seguire l’affidamento di un contratto pubblico dovrà sempre avere  cura, quantomeno, di:  1. scaricare il bollettino MAV sul sito di ANAC per pagare, ogni quadrimestre, i contributi dovuti  all’Autorità, pena l’attivazione della procedura per la riscossione coattiva; si segnala, peraltro, che  dalla delibera oggetto di esame è stato possibile apprendere che l’ANAC ha anche adottato  un’apposita ed ulteriore delibera con la quale disciplina la misura della contribuzione dovuta per  l’anno 2017 (i contenuti di tale delibera, tuttavia, non risultano esser stati ancora pubblicati sul sito  dell’Autorità né in Gazzetta Ufficiale, con la conseguenza che, attualmente, non è dato di conoscere  se la contribuzione da versare nel 2017 a favore di ANAC resterà invariata rispetto al 2016, o se la  stessa subirà aumenti oppure ‒ insperate ‒ diminuzioni);  2. effettuare tutti gli adempimenti in materia di trasparenza disciplinati dall’art. 29 d.lgs. n. 50/2016,  pubblicando (nel rispetto della delibera ANAC n. 1310/2016) gli atti della procedura:  a. sul profilo del committente della stazione appaltante;  b. sul sito del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti (oppure all’interno del  corrispondente sito regionale);  c. sulla piattaforma digitale istituita presso l’ANAC (attualmente non attiva);  3. curare la raccolta dei dati necessari ai fini della successiva trasmissione annuale all’ANAC ai fini del  rispetto della normativa anticorruzione, ai sensi dell’art. 1, comma 32 della legge n. 190/2012;  4. verificare che tutte le fatture elettroniche fatte pervenite dagli operatori economici siano state  corredate di CIG (ed, eventualmente, del codice unico di progetto ‐ CUP);  5. curare gli adempimenti connessi al Sistema informatico di monitoraggio delle opere incompiute SIMOI;  6. curare gli adempimenti connessi alla Banca Dati Amministrazioni Pubbliche ‐ BDAP;  7. curare l’effettuazione dei controlli (senza limiti minimi di importo) sull’effettivo possesso, da parte  dell’operatore economico dei requisiti di cui all’art. 80 d.lgs. n. 50/2016, consistenti nella richiesta,  quantomeno, dei seguenti certificati:  a. visura camerale;  b. casellario giudiziario relativo a presidente del consiglio di amministrazione, amministratore  unico,  amministratori delegati (anche se titolari di una delega limitata a determinate  attività ma che per tali attività conferisca poteri di rappresentanza), membri del collegio  sindacale (nelle società con sistema di amministrazione  tradizionale), membri del comitato  per il controllo sulla gestione (nelle società con sistema di amministrazione monistico),  membri del consiglio di gestione e ai membri del consiglio di sorveglianza (nelle società con  sistema di amministrazione dualistico) nonché institori, procuratori ad negotia, dipendenti  o i professionisti ai quali siano stati conferiti  significativi poteri di direzione e gestione  dell’impresa, revisori contabili e componenti dell’organismo di vigilanza di cui all’art. 6 del  d.lgs.  n. 231/2001 (in questo senso cfr. comunicato ANAC del 26.11.2016);  c. acquisizione dell’autocertificazione, della comunicazione o dell’informazione antimafia nel  rispetto di quanto previsto nel d.lgs. n. 159/2011 in relazione all’importo contrattuale (con

precisazione che, in caso di informazione, sarà necessario acquisire anche i dati di familiari  conviventi maggiorenni non residenti all’estero dei soggetti indicati all’art. 85 del codice  antimafia). Per inciso, le informazioni antimafia non sono acquisibili con AVCPASS ma  mediante accesso all’applicativo SICEANT gestito dal Ministero dell’Interno;  d. annotazioni riservate scaricabili all’interno del portale ANAC;  e. certificato dell’Agenzia delle entrate, con trasmissione di apposita posta elettronica  certificata allo specifico ufficio competente in base alla sede dell’impresa (non esistendo un  sistema centralizzato di verifica);  f. certificato di ottemperanza alle norme sulle assunzioni dei disabili (quando l’impresa è  soggetta al rispetto delle relative disposizioni);  g. durc (non acquisibile con AVCPASS ma esclusivamente accedendo al Durc online);  8. verificare la corretta iscrizione della stazione appaltante nell’Anagrafe Unica delle Stazioni  Appaltanti all’interno del portale ANAC, al fine di evitare la declaratoria di nullità dei contratti;  9. segnalare all’Anticorruzione, ai fini dell’esercizio del potere sanzionatorio, gli operatori economici  nei cui confronti sussistono cause di esclusione ex art. 80 del d.lgs. n. 50/2016, utilizzando, a tali  fini, gli appositi modelli predisposti e periodicamente aggiornati da ANAC (cfr., da ultimo, il  comunicato del 21 dicembre 2016);  10. adempiere alle prescrizioni dettate dal Piano di prevenzione della corruzione adottato dalla propria  amministrazione di appartenenza in materia di affidamento di appalti e concessioni.   Quelli appena ricordati sono alcuni degli adempimenti che si sommano e si cumulano alle attività che i RUP  devono adempiere ai fini del rispetto del d.lgs. n. 50/2016 (che era stato presentato, dal Legislatore del  2016, come il codice che avrebbe semplificato le procedure per l’affidamento di appalti e concessioni).   È del tutto evidente che in questo contesto, considerata la notevole mole di adempimenti che  quotidianamente vengono imposti, sembra essere sempre più complicato, per il RUP, il poter realmente:  a. verificare e vigilare sul rispetto delle prescrizioni contrattuali nelle concessioni (come prescritto  all’art. 31, comma 4, lettera i) del nuovo codice);  b. garantire il controllo effettivo sull’esecuzione delle prestazioni, mediante accessi, diretti e  programmati, sul luogo dell’esecuzione stessa, nonché mediante l’effettuazione di verifiche, anche  a sorpresa, sull’effettiva ottemperanza a tutte le misure mitigative e compensative, alle prescrizioni  in materia ambientale, paesaggistica, storico‐architettonica, archeologica e di tutela della salute  umana impartite dagli enti e dagli organismi competenti (ai sensi dell’art. 3, comma 12 codice; ad  integrazione dei vari obblighi posti in capo ai RUP, occorrerà tenere conto, naturalmente, anche di  quanto previsto all’interno della deliberazione ANAC n. 3/2016);  c. eseguire in corso d’esecuzione le verifiche sostanziali circa l’effettivo possesso dei requisiti e delle  risorse oggetto dell’avvalimento da parte dell’impresa ausiliaria, nonché l’effettivo impiego delle  risorse medesime nell’esecuzione dell’appalto, accertando, in corso d’opera, che le prestazioni  oggetto di contratto sono svolte direttamente dalle risorse umane e strumentali dell’impresa  ausiliaria che il titolare del contratto utilizza in adempimento degli obblighi derivanti dal contratto  di avvalimento nonché trasmettendo all’ANAC tutte le dichiarazioni di avvalimento, indicando  altresì l’aggiudicatario, per l’esercizio della vigilanza, e per la prescritta pubblicità (art. 89, comma 9  codice);  d. procedere al pagamento delle fatture entro i termini di legge, pena l’applicazione degli interessi  moratori (d.lgs. n. 231/2002).  Il quadro normativo, insomma, non appare incoraggiante, concentrato com’è sulle attività “burocratiche”  piuttosto che su di una sostanziale attività di verifica circa la corretta esecuzione del contratto pubblico. 

Si noti bene, da ultimo, che il nuovo codice degli appalti e delle concessioni si è espressamente premurato  di prevedere che l’ufficio di responsabile unico del procedimento è obbligatorio e che lo stesso non può  essere rifiutato.

Incarichi legali ormai fuori dall’ intuitu personae

Una previsione gravida di molti significati, tale addirittura da escludere che perfino la “consulenza” legale possa più essere considerata alla stregua di prestazione d’opera intellettuale e, dunque, quale lavoro autonomo, per sua natura estraneo alla disciplina del codice dei contratti.
Andiamo, allora, con ordine. Non vi è alcun dubbio, ai sensi dell’Allegato IX, che così li qualifica, che sono “servizi legali” da assoggettare alla disciplina particolare degli articoli 140, 143 e 144, tutti i servizi legali “non esclusi” per effetto dell’articolo 17, comma 1, lettera d), del codice.
Quali sono questi servizi? L’Allegato IX ce li evidenzia, riferendosi ai codici del vocabolario comune degli appalti. Elenchiamoli:

a) 79100000-5 | Servizi giuridici

a.1) 79110000-8 | Servizi di consulenza giuridica e di rappresentanza

a1.1) 79111000-5 | Servizi di consulenza giuridica
a.1.2) 79112000-2 | Servizi di rappresentanza legale

a.1.2.1) 79112100-3 | Servizi di rappresentanza delle parti interessate

b) 79120000-1 | Servizi di consulenza in materia di brevetti e diritti d’autore

b.1) 79121000-8 | Servizi di consulenza in materia di diritti d’autore

b.1.1.) 79121100-9 | Servizi di consulenza in materia di diritti di autore di software

c) 79130000-4 | Servizi di documentazione e certificazione giuridica

c.1) 79131000-1 | Servizi di documentazione

c.2) 79132000-8 | Servizi di certificazione

c.2.1) 79132100-9 | Servizi di certificazione della firma elettronica

d) 79140000-7 | Servizi di consulenza e informazione giuridica

e) 75231100-5 | Servizi amministrativi connessi ai tribunali