PNA 2016

Oggi il Comitato interministeriale per la prevenzione e il contrasto della corruzione e dell’illegalità nella pubblica amministrazione presieduto dal Ministro Madia e composto, oltre che dal Presidente del Consiglio e dal Ministro per la pubblica amministrazione e per la semplificazione, dal Ministro della Giustizia e dal Ministro dell’Interno ha espresso il proprio parere favorevole sul Piano Nazionale Anticorruzione 2016 approvato in via definitiva dall’Autorità il 6 luglio scorso.
Dopo il parere favorevole avuto anche dalla Conferenza Unificata Stato, Regioni e Autonomie locali espresso il 21 luglio, a partire dal 3 agosto il PNA verrà pubblicato sul sito dell’Autorità, unitamente alla relazione sulle osservazioni ricevute, e, successivamente, in Gazzetta Ufficiale.
Si tratta del primo PNA adottato dall’Autorità a seguito della riforma del d.l. 90/2014 e costituisce un atto di indirizzo per le amministrazioni chiamate ora ad adottare o ad aggiornare concrete e effettive misure di prevenzione di fenomeni corruttivi.

il testo è preso dal sito ANAC.


Scadenza di metà Agosto… nullità degli atti.

Si ricorda della scadenza di metà Agosto, quello dell’attuazione del DPCM 13/11/14 che assieme al DPCM 03/12/13, ripropone in via definitiva l’adozione di in MODELLO ORGANIZZATIVO per la gestione dei docuemnti amministrativi informatici.

Ogni atto difforme sarà nullo, cambia il work-flow del procedimento amministrativo e quindi occorre rivedere tutti processi di input e di output della PA, anche l’attività negoziale sarà fallace se non ci adeguimo.

Pe ril momento il link le norme principali :

Regole tecniche in materia di formazione, trasmissione, copia, duplicazione, riproduzione e validazione temporale dei documenti informatici

Regole tecniche per il protocollo informatico ai sensi degli articoli 40 -bis , 41, 47, 57 -bis e 71, del Codice dell’amministrazione digitale di cui al decreto legislativo n. 82 del 2005

Regolamento 910/2014

Occorre rinnovare tutti i siti web con la possibilità di istanze ordinarie e straordinarie conformemente col regolamento eIDAS.

Si organizzano corsi di aggiornamento nei primi giorni di AGOSTO ! PER ESSERE PRONTI.

per qualsiasi supporto dott. Vincenzo De Prisco cell 3389141276, attenzione tra poco gli atti come ad oggi formati saranno nulli.

 

Errata corrige codice degli appalti

Pubblicato in Gazzetta Ufficiale, Serie generale, n. 164 del 15.07.2016, il comunicato contenente avviso di rettifica e di errata corrige al D.Lgs. 18 aprile 2016, n. 50, recante: «Attuazione delle direttive 2014/23/UE, 2014/24/UE e 2014/25/UE sull’aggiudicazione dei contratti di concessione, sugli appalti pubblici e sulle procedure d’appalto degli enti erogatori nei settori dell’acqua, dell’energia, dei trasporti e dei servizi postali, nonche’ per il riordino della disciplina vigente in materia di contratti pubblici relativi a lavori, servizi e forniture».

 

 

Le rettifiche sono state pubblicate dopo quasi 3 mesi della pubblicazione del decreto:

 

 

  • contengono circa 170 modifiche su un testo composto da 220 articoli;
  • modificano circa 100 articoli su 220 (il 44% dell’articolato);
  • le modifiche in larga parte riguardano riferimenti errati contenuti all’interno dell’articolato.

 

Critiche, nei mesi passati, erano arrivate dall’ANCE, che aveva chiesto modifiche alla disciplina delle procedure negoziate e aveva sottolineato, fra le altre cose, come fosse oggettivamente difficile aggiudicare appalti con l’offerta economicamente più vantaggiosa su un progetto esecutivo e improprio o prevedere tale criterio per un appalto semplice da poco più di un milione di euro.

 

Il nuovo Codice dei Contratti pubblici, entrato in vigore il 19 Aprile scorso, è stato adottato con un unico decreto legislativo assicurando sia il recepimento della Direttiva dell’Unione Europea che il riordino complessivo della normativa di settore.

 

In questa fase iniziale, tra l’altro, le difficoltà incontrate dalle stazioni appaltanti hanno generato una notevole riduzione del numero di procedure di affidamento degli appalti avviati, che potrebbe comportare gravi ripercussioni ad un settore che da lungo tempo è in grave sofferenza.

eIDAS

Oggi 1 Luglio 2016 , entra in vigore il Regolamento UE 910/2014, c.d. eIDAS, che tutti gli stati membri dell’Europa di fatto hanno già recepito in materia di identificazione elettronica e servizi fiduciari per le transazioni elettroniche e firme elettroniche.

Per quanto concerne l’Italia, il nuovo codice dell’amministrazione digitale CAD, che dovrà provvedere appunto a chiarire alcuni aspetti del Regolamento eIDAS in seno soprattutto al sigillo elettronico, la definizione di documento informatico e valore probatorio delle firme elettroniche e altro, è attualmente allo studio delle Camere anche se circola in rete già la bozza.

Ma in pratica, quali sono gli elementi più importanti che introduce l’eIDAS  ? Ecco i 7 punti fondamentali :

 

  • Basterà avvalersi del sigillo elettronico, invece della firma elettronica qualifica , in tutti i casi in cui sia sufficiente garantirne l’autenticità ed l’integrità del documento o del record (codici, database, log, video, audio, fatture elettroniche verso la PA e verso i privati, documenti che non hanno necessità di sottoscrizione).
  • La nuova definizione di documento elettronico che è ” qualsiasi contenuto conservato in forma elettronica , in particolare testo o registrazione sonora, visiva o audiovisiva”.
  • Vengono rafforzate le regole tecniche di formazione e conservazione dei documenti informatici del DPCM del 13 Novembre 2014 e del DPCM del 3 Dicembre 2013.
  • Ad una firma elettronica non possono essere negati gli effetti giuridici e l’ammissibilità come prova in procedimenti giudiziali per il solo motivo della sua forma elettronica o perché non soddisfa i requisiti per firme elettroniche qualificate.
  • Viene rafforzata la funzione dichiarativa della firma elettronica che viene infatti definita all’art. 3 come «dati in forma elettronica, acclusi oppure connessi tramite associazione logica ad altri dati elettronici e utilizzati dal firmatario per firmare». La firma elettronica è quindi uno strumento per firmare, da utilizzarsi tipicamente per esprimere un consenso.
  • I certificatori che offrono servizi fiduciari, dovranno adeguarsi in parte alle nuove direttive.
  • La PEC di fatto è un servizio fiduciario non qualificato, quindi dovrà essere adeguata.