REGISTRO DELLE FATTURE ex art.42 DL 66/14

E’ operativa l’applicazione REGISTRO FATTURE , si riporta la notizia del MEF.
Si informano le pubbliche amministrazioni registrate sulla piattaforma, ad eccezione di quelle che utilizzano il sistema per la gestione integrata della contabilità economica e finanziaria (SICOGE), che da oggi è possibile avvalersi delle funzionalità che consentono la tenuta del registro unico delle fatture ai sensi dell’art. 42 del DL 66/14. Per accedere a tali funzionalità il Responsabile dell’amministrazione deve procedere con la “Richiesta registro fatture” presente nel menu “Utilità”.

Il DL 66/14 ed i SOGGETTI AGGREGATORI

Novità sulle modalità di affidamento di servizi e forniture .

Pur essendo abituati a notevoli modifiche al codice dei contratti derivanti dalle diverse spending e stabilità, questa volta il piano Cottarelli ha introdotto diverse procedure “complicatrici”, analizziamo le modifiche agli istituti di acquisizione dei beni e dei servizi :

 

Art. 9

 

(Acquisizione di beni e servizi  attraverso  soggetti  aggregatori  e

prezzi di riferimento)

 

1. Nell’ambito dell’Anagrafe unica delle stazioni appaltanti di cui

all’articolo 33-ter  del  decreto-legge  18  ottobre  2012,  n.  179,

convertito, con modificazioni, dalla legge 17 dicembre 2012, n.  221,

operante presso l’Autorita’ per la vigilanza sui  contratti  pubblici

di lavori, servizi e forniture, e’ istituito , senza maggiori oneri a

carico della finanza pubblica, l’elenco dei soggetti  aggregatori  di

cui fanno parte Consip S.p.A.  e  una  centrale  di  committenza  per

ciascuna regione, qualora costituita ai sensi dell’articolo 1,  comma

455, della legge 27 dicembre 2006, n. 296.

2. I soggetti diversi da quelli di cui  al  comma  1  che  svolgono

attivita’ di centrale di committenza ai sensi  dell’articolo  33  del

decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163  richiedono  all’Autorita’

l’iscrizione all’elenco dei soggetti  aggregatori.  Con  decreto  del

Presidente del Consiglio dei Ministri di  concerto  con  il  Ministro

dell’economia e delle finanze, da emanarsi entro 60 giorni dalla data

di entrata in vigore del  presente  decreto,  previa  intesa  con  la

Conferenza unificata sono definiti i requisiti per  l’iscrizione  tra

cui il carattere di stabilita’  dell’attivita’  di  centralizzazione,

nonche’ i valori di spesa ritenuti significativi per le  acquisizioni

di beni e di servizi con riferimento ad ambiti,  anche  territoriali,

da   ritenersi   ottimali   ai   fini   dell’aggregazione   e   della

centralizzazione  della  domanda.  Con  decreto  del  Presidente  del

Consiglio dei ministri, di concerto con il Ministro  dell’economia  e

delle finanze, da emanarsi entro 90 giorni dalla data di  entrata  in

vigore  del  presente  decreto,  previa  intesa  con  la   Conferenza

unificata, e’ istituito il Tavolo tecnico dei  soggetti  aggregatori,

coordinato dal Ministero dell’economia e delle  finanze,  e  ne  sono

stabiliti i compiti, le attivita’ e le modalita’ operative.

3. Fermo restando quanto previsto all’articolo 1, commi 449, 450  e

455, della legge 27 dicembre 2006, n. 296, all’articolo 2, comma 574,

della legge 24 dicembre  2007,  n.  244,  all’articolo  1,  comma  7,

all’articolo 4, comma 3-quater e all’articolo 15, comma  13,  lettera

d)  del  decreto-legge  6  luglio  2012,  n.  95,   convertito,   con

modificazioni, dalla legge 7 agosto 2012, n.  135,  con  decreto  del

Presidente del Consiglio dei Ministri, di concerto  con  il  Ministro

dell’economia  e  delle  finanze,  da  adottarsi,  d’intesa  con   la

Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le  regioni  e  le

province autonome di Trento e di Bolzano, sentita l’Autorita’ per  la

vigilanza sui contratti pubblici  di  lavori,  servizi  e  forniture,

entro il 31 dicembre di ogni anno, sulla base di analisi  del  Tavolo

dei  soggetti  aggregatori  e  in  ragione  delle  risorse  messe   a

disposizione ai sensi del comma 9, sono individuate le  categorie  di

beni e di servizi nonche’ le soglie al  superamento  delle  quali  le

amministrazioni statali centrali e periferiche, ad  esclusione  degli

istituti e scuole di ogni ordine e grado, delle istituzioni educative

e delle istituzioni  universitarie,  nonche’  le  regioni,  gli  enti

regionali, nonche’ loro consorzi  e  associazioni,  e  gli  enti  del

servizio sanitario nazionale ricorrono a Consip S.p.A. o  agli  altri

soggetti aggregatori di cui ai commi 1 e 2 per lo  svolgimento  delle

relative procedure. Per le categorie di beni  e  servizi  individuate

dal  decreto  di  cui  al  periodo  precedente,  l’Autorita’  per  la

vigilanza sui contratti pubblici di lavori, servizi e  forniture  non

rilascia il codice identificativo gara (CIG) alle stazioni appaltanti

che, in violazione degli adempimenti previsti dal presente comma, non

ricorrano a Consip S.p.A. o ad altro  soggetto  aggregatore.  Con  il

decreto di cui al  presente  comma  sono,  altresi’,  individuate  le

relative modalita’ di attuazione. ((PERIODO  SOPPRESSO  DAL  D.L.  24

GIUGNO 2014, N. 90, CONVERTITO, CON MODIFICAZIONI, DALLA L. 11 AGOSTO

2014, N. 114)).

4. Il comma 3-bis dell’articolo 33  del  decreto  legislativo  (12)

aprile 2006, n. 163 e’ sostituito dal seguente:

“3-bis.  I  Comuni   non   capoluogo   di   provincia   procedono

all’acquisizione di lavori, beni e servizi nell’ambito  delle  unioni

dei comuni di cui all’articolo 32 del decreto legislativo  18  agosto

2000, n. 267, ove esistenti, ovvero costituendo un  apposito  accordo

consortile tra i comuni medesimi e avvalendosi dei competenti  uffici

anche delle province, ovvero ricorrendo ad un soggetto aggregatore  o

alle province, ai  sensi  della  legge  7  aprile  2014,  n.  56.  In

alternativa, gli stessi  Comuni  possono  acquisire  beni  e  servizi

attraverso gli strumenti elettronici di acquisto  gestiti  da  Consip

S.p.A.o da altro soggetto aggregatore di riferimento. L’Autorita’ per

la vigilanza sui contratti pubblici di lavori,  servizi  e  forniture

non rilascia il  codice  identificativo  gara  (CIG)  ai  comuni  non

capoluogo di provincia che procedano all’acquisizione di lavori, beni

e servizi in  violazione  degli  adempimenti  previsti  dal  presente

comma.

4-bis. Al comma 1, lettera n), dell’articolo 83 del codice  di  cui

al decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163, dopo  le  parole:  “la

sicurezza  di  approvvigionamento”  sono  aggiunte  le  seguenti:  “e

l’origine produttiva”.

5. Ai fini del perseguimento degli obiettivi  di  finanza  pubblica

attraverso la razionalizzazione della spesa per l’acquisto di beni  e

di servizi, le regioni costituiscono ovvero designano,  entro  il  31

dicembre 2014, ove non esistente,  un  soggetto  aggregatore  secondo

quanto previsto al comma 1. In ogni caso il  numero  complessivo  dei

soggetti aggregatori  presenti  sul  territorio  nazionale  non  puo’

essere superiore a 35.

6. In alternativa all’obbligo di cui al comma 5 e ferma restando la

facolta’ per le regioni di costituire centrali di  committenza  anche

unitamente ad altre regioni secondo quanto previsto  all’articolo  1,

comma 455, della legge 27 dicembre 2006, n. 296, le  regioni  possono

stipulare con il Ministero dell’economia  e  delle  finanze  apposite

convenzioni per la disciplina dei relativi rapporti  sulla  cui  base

Consip S.p.A. svolge attivita’ di centrale  di  committenza  per  gli

enti  del  territorio  regionale,  ai  sensi  e   per   gli   effetti

dell’articolo 1, comma 455, della legge 27 dicembre 2006, n. 296.

7. Fermo restando quanto disposto dagli articoli 11 e 17, comma  1,

lettera a), del decreto-legge 6 luglio 2011, n. 98,  convertito,  con

modificazioni, dalla legge 15 luglio 2011,  n  111,  nelle  more  del

perfezionamento delle attivita’ concernenti la determinazione annuale

dei costi standardizzati per tipo di servizio e  fornitura  da  parte

dell’Osservatorio presso l’Autorita’ per la vigilanza  sui  contratti

pubblici di lavori, servizi e forniture di  cui  all’articolo  7  del

decreto legislativo 12 aprile 2006,  n.  163,  e  anche  al  fine  di

potenziare le attivita’ delle centrali di  committenza,  la  predetta

Autorita’, a partire dal 1° ottobre 2014, attraverso  la  banca  dati

nazionale dei contratti  pubblici  di  cui  all’articolo  62-bis  del

decreto legislativo 7 marzo 2005,  n.  82,  fornisce,  tenendo  anche

conto della dinamica dei prezzi dei  diversi  beni  e  servizi,  alle

amministrazioni pubbliche un’elaborazione dei prezzi  di  riferimento

alle condizioni di maggiore efficienza di  beni  e  di  servizi,  tra

quelli di maggiore  impatto  in  termini  di  costo  a  carico  della

pubblica amministrazione, nonche’ pubblica sul  proprio  sito  web  i

prezzi unitari corrisposti dalle pubbliche  amministrazioni  per  gli

acquisti di tali beni e servizi. I prezzi di  riferimento  pubblicati

dall’Autorita’ e dalla stessa aggiornati entro il 1° ottobre di  ogni

anno,  sono   utilizzati   per   la   programmazione   dell’attivita’

contrattuale della pubblica amministrazione  e  costituiscono  prezzo

massimo di aggiudicazione, anche per le procedure di gara aggiudicate

all’offerta piu’ vantaggiosa, in tutti i casi in cui non e’  presente

una convenzione stipulata ai sensi dell’articolo 26, comma  1,  della

legge  23  dicembre  1999,  n.  488,  in  ambito   nazionale   ovvero

nell’ambito territoriale di riferimento.  I  contratti  stipulati  in

violazione di tale prezzo massimo sono nulli.

8. In fase di prima applicazione, la determinazione dei  prezzi  di

riferimento e’ effettuata sulla base dei dati rilevati dalle stazioni

appaltanti che hanno effettuato i maggiori volumi di  acquisto,  come

risultanti dalla banca dati nazionale dei contratti pubblici.

8-bis. Nell’ottica  della  semplificazione  e  dell’efficientamento

dell’attuazione dei programmi  di  sviluppo  cofinanziati  con  fondi

dell’Unione europea, il Ministero dell’economia e  delle  finanze  si

avvale di Consip S.p.A, nella sua qualita’ di centrale di committenza

ai sensi dell’articolo 3, comma 34, del decreto legislativo 12 aprile

2006, n. 163, sulla base  di  convenzione  disciplinante  i  relativi

rapporti  per  lo  svolgimento  di  procedure  di  gara   finalizzate

all’acquisizione,   da   parte   delle   autorita’    di    gestione,

certificazione e audit istituite presso  le  singole  amministrazioni

titolari dei programmi di sviluppo cofinanziati con fondi dell’Unione

europea,  di  beni  e  di  servizi  strumentali  all’esercizio  delle

relative funzioni.

9. Al fine  di  garantire  la  realizzazione  degli  interventi  di

razionalizzazione della spesa mediante aggregazione degli acquisti di

beni e di servizi, di cui al comma 3, e’ istituito, nello stato   di

previsione  del Ministero dell’economia e delle finanze, il Fondo per

l’aggregazione degli acquisti di  beni  e  di  servizi  destinato  al

finanziamento delle attivita’ svolte dai soggetti aggregatori di  cui

ai commi 1 e 2, con la dotazione di 10 milioni  di  euro  per  l’anno

2015 e di 20 milioni di euro annui a decorrere  dall’anno  2016.  Con

decreto del Ministero dell’economia e delle finanze sono stabiliti  i

criteri di ripartizione delle risorse del Fondo di cui al  precedente

periodo.

10. Le entrate derivanti dal riversamento al bilancio  dello  Stato

degli avanzi di gestione di cui  all’articolo  1,  comma  358,  della

legge 24 dicembre 2007, n. 244, conseguiti negli anni  2012  e  2013,

sono utilizzate, per l’anno 2014, nel limite di 5  milioni  di  euro,

oltre che per il potenziamento delle  strutture  dell’amministrazione

finanziaria, per il finanziamento delle attivita’  svolte  da  Consip

S.p.a. nell’ambito del Programma di razionalizzazione degli  acquisti

delle Pubbliche  amministrazioni  ai  sensi  dell’articolo  4,  comma

3-ter, del decreto-legge  6  luglio  2012,  n.  95,  convertito,  con

modificazioni, dalla legge 7 agosto 2012, n.  135.  A  tal  fine,  le

somme versate in uno specifico capitolo di entrata sono  riassegnate,

con decreto del Ministro  dell’economia  e  delle  finanze  anche  ad

apposito capitolo dello stato di previsione della spesa del Ministero

dell’economia e delle  finanze  –  Dipartimento  dell’Amministrazione

Generale, del personale e dei servizi

 

Il primo comma dell’articolo 9 introduce i c.d. “soggetti aggregatori” con l’obiettivo di ridurre drasticamente le stazioni appaltanti ( numero massimo 35 soggetti aggregatori) e di aspirare a economie di scala non raggiungibili da una forma atomistica e sparpagliata di acquirenti pubblici.

 

Di diritto tra i soggetti aggregatori rientrano :

  • Consip SpA
  • Centrale di committenza regionale ( per competenza di territorio)

 

Cosa fa o può fare il soggetto aggregatore ?

 

Il soggetto aggregatore può :

  1. Stipulare convenzioni quadro ed accordi quadro
  2. Attivare piattaforme dematerializzate ex art 328 DPR 207/10
  3. Mettere a disposizione i sistemi e le infrastrutture tecnologiche a terzi per le negoziazioni telematiche
  4. Svolgere le procedure di gara conto terzi.

 

Le modalità di affidamento speciali .

Il comma 3 dell’articolo 9 introduce alcune discipline speciali per tipologia di amministrazione , pure in attesa del dPCM in arrivo entro il 31/12 vediamole :

–          Le amministrazioni statali centrali e periferiche, ad  esclusione  degli istituti e scuole di ogni ordine e grado, delle istituzioni educative e delle istituzioni  universitarie,  nonche’  le  regioni,  gli  enti

regionali, nonche’ loro consorzi  e  associazioni,  e  gli  enti  del servizio sanitario nazionale ,
per le categorie e per gli importi superiori a quelli  definiti dal dPCM da pubblicarsi ricorrono alla Consip SpA od ad altri soggetti aggregatori .

–          Le amministrazioni statali centrali e periferiche, compresi istituti scolastici di ogni ordine e grado, istituzioni educative ed universitarie, continuano nella vigenza dell’art.1 comma 449 primo periodo L. 296/06, quindi all’utilizzo delle convenzioni quadro.

–          Regioni, enti regionali, loro consorzi ed associazioni, possono invece ( secondo periodo dell’articolo 1 comma 449 l. 296/06) oltre che utilizzare le convenzioni quadro COnsip o regionali, nel caso di procedure autonome utilizzare i prezzi di riferimento.

–          Enti del SSN, in forza del terzo periodo dell’articolo 1 comma 449 L. 296/06 , sono tenuti ad approvvigionarsi utilizzando le convenzioni quadro regionali, qualora non siano operative,  le convenzioni quadro Consip Spa.

 

Un poco di chiarezza sul PTPC e la legge 190 nelle scuole.

Ancora oggi qualche esponente sindacale o di associazione continua ad affermare che la l. 190/12 non deve essere applicata alla scuola. Siete disposti a sottoscrivere questa affermazione ? Avete letto la norma o solo il titolo ? Vi rendete conto della responsabilità di queste affermazioni ? Premessa la pacificazione dell’applicazione in quanto la scuola è chiaramente una PA di cui l’articolo 1 comma 2 del D.Lgs 165/01, non vede nemmeno perché tante storie attorno al responsabile dell’anticorruzione ex comma 7 articolo 1 L. 190/12 (l’organo di indirizzo politico individua, di norma tra i dirigenti amministrativi di ruolo di prima fascia in servizio, il responsabile della prevenzione della corruzione), sarà infatti vero che non è applicabile alla scuola, ma è ancora più vero che non sarebbe allora applicabile a nessuna PA, ma chi ha la superficialità di non leggere e di predicare, certamente non ha l’umiltà di sapere come si opera nelle altre PA . Non voglio soffermarmi sui motivi giuridici dell’applicazione obbligatoria ( saranno le sanzioni a fare giustizia), voglio però ricordare che la stessa querelle ci fu per la sicurezza sui luoghi di lavoro, sulla privacy, sulla tracciabilità dei pagamenti, sul cig, sul codice degli appalti etc etc ed inoltre voglio ripetervi la domanda fondamentale : “ AVETE LETTO LA NORMA e L’ESIMENTE DA REATO IN ESSA CONTENUTA ? “. Probabilmente no.

 

In chiusura allego la deliberazione ANAC sulle sanzioni dove ovviamente non c’è nessuna esclusione per le scuole.

REGOLAMENTO_SANZIONI_approvato_in_Consiglio_9_settembre_e_pubblicato___Copia.pdf

I prezzi di riferimento introdotti dall’articolo 9 del DL 66/14

I prezzi standard di riferimento introdotti dal comma 7 dell’articolo 9 del DL 66/14.

 

Le modifiche estive ( Dl 66 e 90 ) hanno rafforzato il confronto dei beni e servizi da acquisire con il market place governativo, invero introducendo alcune importanti modifiche annidate nella norma e non prese sempre in considerazione.

Suddette modifiche sono note a chi opera anche in ambito sanitario, infatti sia l’articolo 8 comma 8 che l’articolo 9 comma 7 sono chiaramente ispirate alle variazioni normative già introdotte nel 2012 dall’articolo 15 comma 13 del DL 95 ( vedi rinegoziazione e prezzi di riferimento).

La forte innovazione normativa ( che sarebbe dovuta partire in data 01/x/2014 ) nelle more della standardizzazione dei prezzi introduce i c.d. prezzi di riferimento che sono elaborati dall’AVCP ( che in forza dell’articolo 19 del DL 90/14 è confluita nell’ANAC) utilizzando una media dei prezzi di riferimento dei beni e servizi delle PP.AA. con l’ormai immancabile articolo 62-bis del D.lgs 82/05 ( strumento cooperativo).

I “prezzi di riferimento” dell’ANAC ( meglio dire pubblicati dall’ANAC) sono vincolanti sotto un profilo duplice :

  1. Devono essere utilizzati come strumento di programmazione, controllo ed analisi del budget ex articolo 271 del DPR 207/10 ( quello da me definito in altre trattazioni il grande assente dell’attività amministrativa)
  2. Costituiscono  soglia massima di aggiudicazione anche per le gare aggiudicate con l’articolo 82 del codice appalti per tutte le volte in cui non esiste una convenzione stipulata ai sensi dell’articolo 26 comma 1 della L. 488/99 ( le CONSIP )

Analizzando la norma è palese che il legislatore da priorità ai prezzi delle convenzioni rispetto a quelli di riferimento ( soprattutto in virtù della periodicità del refresh ), meno evidente è invece che la novella impone come riferimento non più i parametri “prezzo-qualità” ma i prezzi tout court, riportandoci di fatto nelle situazioni vissute nei primi anni 2000 .

Con le modifiche dirompenti dell’articolo 9 comma 7 DL 66/14, ipotizzando l’introduzione dei prezzi di riferimento al 01/11/2014 potremo cosi tracciare lo scenario :

–          Dal 24 aprile 2014 ( data pubblicazione del decreto) al 31/10/2014

  • in presenza di una convenzione Consip o regionale si dovranno assumere questi prezzi come    limiti massimi per l’aggiudicazione
  • In assenza invece nelle more dei “prezzi di riferimento” ( già applicabili in sanità) si utlizza lo strumento di principio di cui l’articolo 89 D.Lgs 163/06

–          Dal 01/11/2014

  • in presenza di una convenzione Consip o regionale si dovranno assumere questi prezzi come    limiti massimi per l’aggiudicazione
  • in assenza si utilizzeranno i c.d. “prezzi di riferimento” pubblicati sul sito web dell’ANAC
  • in assenza dei c.d. “prezzi di riferimento” si utilizzerà l’articolo 89 del D.Lgs 163/06.

si allega anche in PDF

Vincenzo de prisco.

 

art9comma7dl6614.pdf

ABUSO DI RIFIUTO FATTURE. ATTENZIONE.

Nelle diverse giornate di apporofondimento sull’utilizzo della FatturaPA e del sistema PCC ho avuto la forte percezione di un abuso ( USO NON LEGITTIMO ) del rifiuto delle fatture ricevute, questo perchè qualche tecnico informatico od altri improvvisati così han suggerito.

Nel ricordarvi che il sistema è aperto solo a persone con professionalità certificate, sottolineo ed invito a fare attenzione, ad esempio, una fattura con errore di importo non deve essere assolutamente rifiutata, ma accetta e contabiilizzata per l’importo esatto, il residuo deve essere attribuito alla liquidazione in sospesa .

Solo così partono i flussi corretti verso il MEF e verso il creditore che risolverà con l’emissione di un documento di tipo TD04.

 

 

 

 

Secondo FOCUS sulla rinegoziazione dei contratti .

Focus sulla rinegoziazione dei contratti in essere in misura del 5 %.

Inizio riportando integralmente l’articolo 8 ( comma 8) del D.L. 66/14 come modificato in legge.

(Omesso)

((Fermo restando quanto  previsto  dal  comma  10  del  presente

articolo  e  dai  commi  5  e  12  dell’articolo  47,  le   pubbliche

amministrazioni  di  cui  all’articolo  11,  comma  1,  del   decreto

legislativo 14 marzo 2013, n. 33)), per realizzare  l’obiettivo  loro

assegnato ai sensi dei commi da 4 a 7, sono:

a) autorizzate, a decorrere dalla data di entrata in  vigore  del

presente decreto ((e nella  salvaguardia  di  quanto  previsto  dagli

articoli 82, comma 3-bis, e 86, comma 3-bis, del decreto  legislativo

12 aprile 2006, n. 163)), a ridurre  gli  importi  dei  contratti  in

essere ((nonche’ di quelli relativi a procedure  di  affidamento  per

cui  sia  gia’  intervenuta  l’aggiudicazione,  anche  provvisoria,))

aventi ad oggetto acquisto o  fornitura  di  beni  e  servizi,  nella

misura del 5 per cento, per tutta la  durata  residua  dei  contratti

medesimi. Le parti hanno facolta’ di  rinegoziare  il  contenuto  dei

contratti, in funzione della suddetta riduzione. E’  fatta  salva  la

facolta’ del prestatore dei  beni  e  dei  servizi  di  recedere  dal

contratto entro 30 giorni dalla comunicazione della manifestazione di

volonta’ di operare la riduzione senza alcuna  penalita’  da  recesso

verso l’amministrazione. Il recesso e’ comunicato all’Amministrazione

e ha effetto decorsi trenta giorni  dal  ricevimento  della  relativa

comunicazione da parte di quest’ultima.  In  caso  di  recesso,  ((Le

pubbliche amministrazioni  di  cui  all’articolo  11,  comma  1,  del

decreto  legislativo   14   marzo   2013,   n.   33)),   nelle   more

dell’espletamento delle procedure per nuovi affidamenti, possono,  al

fine di assicurare comunque  la  disponibilita’  di  beni  e  servizi

necessari alla loro attivita’, stipulare nuovi contratti accedendo  a

convenzioni-quadro  di  Consip  S.p.A.,  a  quelle  di  centrali   di

committenza regionale o  tramite  affidamento  diretto  nel  rispetto

della disciplina europea e nazionale sui contratti pubblici ;

Analisi dell’ambito di applicazione soggettivo :

 

La norma è applicabile a tutte le pubbliche amministrazioni di cui l’articolo 11 comma 1 D.Lgs 33/13 ( che rimanda al solito articolo 1 comma 2 D.lgs 165/01 )

 

Applicazione della norma , obbligo o facoltà ?

Una lettura superficiale della norma contenuta nell’articolo in esame farebbe apparire una chiara facoltà piuttosto che un obbligo decisorio di applicare la riduzione in misura del  5 % dei contratti in essere, infatti in testo è scritto  che le pubbliche amministrazioni sono “autorizzate […] a ridurre gli importi “ e non obbligate.

 

Ovviamente questa locuzione deve essere però interpretata nell’ottica e nella chiave di lettura del DECRETO LEGGE nella sua totalità che ha il tenore di una norma sulla “spending review”, la terza , vi è quindi un obbligo normativo di conseguire alcuni obiettivi di bilancio.

 

L’autorizzazione è quindi intesa come possibilità ( giusta ed ovvia ) di non applicare in maniera sterile la rinegoziazione in maniera indiscriminata ma di analizzare e ponderare l’opportunità di applicazione, in altre parole devono evitarsi i cc.dd. tagli lineari.

 

Una prova di quanto scritto è contenuta nello stesso comma 8 quando si parla della salvaguardia di quanto previsto dall’articolo 82 comma 3-bis e 86 comma 3-bis ( appalti con forte incidenza di manodopera), a fortiori ratione per ogni specie di contratto l’applicazione della rimodulazione in misura del 5% è inapplicabile quando :

–          La riduzione inciderebbe sul costo della manodopera ( non valutabile in sede di gara al ribasso) ;

–          La riduzione inciderebbe sul costo degli oneri della sicurezza ( non valutabile in sede di gara al ribasso)

–          Azzerasse o diminuisse l’utile d’impresa ( anomalia di offerta od di operato imprenditoriale)

 

Da quale momento la riduzione ?

Sono assoggettabili alla riduzione :

  • I contratti in essere al 24/04/2014
  • I contratti per i quali sia pervenuta l’aggiudicazione anche provvisoria al 24/06/2014

 

E’ importante in questa fase applicativa della norma essere un tantino pratici, in quanto il processo eventuale che porterebbe in extrema ratio alla risoluzione del contratto dura 60 gg, indi i contratti prossimi alla scadenza alla data del 24/04/2014 non vanno rinegoziati.

 

In che ambito discrezionale si muove il dirigente che chiede la rinegoziazione ?

 

Esclusi i casi di salvaguardia, viene in aiuto lo stesso legislatore con la pubblicazione dei codici SIOPE per i quali si presume un impatto importante, racchiusi in tabella A al DL. 66/14 che riporto appresso :

 

Tabella A (articolo 47)

 

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|S1201| Carta, cancelleria e stampati                               |

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|S1202| Carburanti, combustibili e lubrificanti                     |

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|S1203| Materiale informatico                                       |

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|S1204| Materiale e strumenti tecnico-specialistici                 |

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|S1205| Pubblicazioni, giornali e riviste                           |

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|S1206| Medicinali, materiale sanitario e igienico                  |

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|S1207| Acquisto di beni per spese di rappresentanza                |

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|S1208| Equipaggiamenti e vestiario                                 |

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|S1209| Acquisto di beni di consumo per consultazioni elettorali    |

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|S1210| Altri materiali di consumo                                  |

|—–|————————————————————-|

|S1211| Acquisto di derrate alimentari                              |

|—–|————————————————————-|

|S1212| Materiali e strumenti per manutenzione                      |

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|S1213| Materiale divulgativo sui parchi,                           |

|     | gadget e prodotti tipici locali                             |

|—–|————————————————————-|

|((CODICE SOPPRESSO DALLA L. 23 GIUGNO 2014, N. 89)) |

|—–|————————————————————-|

|((CODICE SOPPRESSO DALLA L. 23 GIUGNO 2014, N. 89)) |

|—–|————————————————————-|

|S1304| Contratti di servizio per riscossione tributi               |

|—–|————————————————————-|

|S1305| Lavoro interinale                                           |

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|S1306| Altri contratti di servizio                                 |

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|S1308| Organizzazione manifestazioni e convegni                    |

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|S1309| Corsi di formazione per il proprio personale                |

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|((CODICE SOPPRESSO DALLA L. 23 GIUGNO 2014, N. 89)) |

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|S1311| Manutenzione ordinaria e riparazioni di immobili            |

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|S1313| Altre spese di manutenzione ordinaria e riparazioni         |

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|S1314| Servizi ausiliari e spese di pulizia                        |

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|S1315| Utenze e canoni per telefonia e reti di trasmissione        |

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|S1316| Utenze e canoni per energia elettrica                       |

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|S1317| Utenze e canoni per acqua                                   |

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|S1318| Utenze e canoni per riscaldamento                           |

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|S1319| Utenze e canoni per altri servizi                           |

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|S1320| Acquisto di servizi per consultazioni elettorali            |

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|S1321| Accertamenti sanitari resi necessari                        |

|     | dall’attivita’ lavorativa                                   |

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|S1322| Spese postali                                               |

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|S1323| Assicurazioni                                               |

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|S1324| Acquisto di servizi per spese di rappresentanza             |

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|S1327| Buoni pasto                                                 |

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|S1329| Assistenza informatica e manutenzione software              |

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|S1330| Trattamento di missione e rimborsi spese viaggi             |

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|S1331| Spese per liti (patrocinio legale)                          |

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|S1332| Altre spese per servizi                                     |

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|S1333| Rette di ricovero in strutture per anziani/minori/handicap  |

|     | ed altri servizi connessi                                   |

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|S1334| Mense scolastiche                                           |

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|S1335| Servizi scolastici                                          |

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|S1336| Organismi e altre Commissioni istituiti presso l’ente       |

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|S1337| Spese per pubblicita’                                       |

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|S1338| Global service                                              |

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Dunque, operativamente partendo da un’analisi dei codici SIOPE in TABELLA A DL 66/14 si passerà ad una valutazione in concreto dell’opportunità di applicare la riduzione nella misura massima del 5 %, valutando :

  1. L’entità della durata residua del contratto
  2. La possibilità o meno di operare una riduzione delle prestazioni in funzione della riduzione dell’importo contrattuale
  3. L’infungibilità del contraente

 

La fase di rinegoziazione, la certezza del diritto versus gli obiettivi di bilancio.

L’articolo 8 comma 8 alla lettera a) secondo periodo  stabilisce “Le parti hanno facolta’ di  rinegoziare  il  contenuto  dei contratti, in funzione della suddetta riduzione “, ma come avviene, in forza di quale norma ? è un puro atto d’imperio ?

Ricordando che la riduzione in misura del 5 % è intesa come massima riduzione , che occorre la salvaguardia delle remunerazione del lavoro e della sicurezza dei lavoratori oltre che al ristoro economico dell’imprenditore si può concretizzare in questi modi :

–          A prestazioni invariate

–          Con riduzione quantitativa

–          Con rinegoziazione delle modalità di esecuzione

Qualora la riduzione sia solo quantitativa ci troviamo nel palese caso di applicazione della disciplina del sesto quinto ( o del quinto d’obbligo)  dell’articolo 311 del DPR 207/2010 che riporto per l’analisi :

 

Varianti introdotte dalla stazione appaltante

 

1. La stazione appaltante non puo’ richiedere  alcuna  variazione

ai contratti stipulati, se non nei casi di seguito previsti.

2. Ai sensi di quanto previsto dall’articolo 114,  comma  2,  del

codice, la stazione appaltante puo’ ammettere variazioni al contratto

nei seguenti casi:

a)  per   esigenze   derivanti   da   sopravvenute   disposizioni

legislative e regolamentari;

b)  per  cause   impreviste   e   imprevedibili   accertate   dal

responsabile del procedimento o  per  l’intervenuta  possibilita’  di

utilizzare  materiali,  componenti  e  tecnologie  non  esistenti  al

momento in  cui  ha  avuto  inizio  la  procedura  di  selezione  del

contraente,  che  possono  determinare,  senza  aumento   di   costo,

significativi  miglioramenti   nella   qualita’   delle   prestazioni

eseguite;

c) per  la  presenza  di  eventi  inerenti  alla  natura  e  alla

specificita’  dei  beni  o  dei  luoghi  sui  quali  si   interviene,

verificatisi nel corso di esecuzione del contratto.

3. Sono inoltre ammesse, nell’esclusivo interesse della  stazione

appaltante, le varianti, in aumento o in diminuzione, finalizzate  al

miglioramento o alla migliore funzionalita’ delle prestazioni oggetto

del  contratto,  a  condizione  che  tali  varianti  non   comportino

modifiche  sostanziali  e  siano  motivate  da   obiettive   esigenze

derivanti da circostanze  sopravvenute  e  imprevedibili  al  momento

della stipula del contratto. L’importo in aumento  o  in  diminuzione

relativo a tali varianti  non  puo’  superare  il  cinque  per  cento

dell’importo originario del contratto e deve trovare copertura  nella

somma stanziata per l’esecuzione della prestazione.  Le  varianti  di

cui  al  presente  comma  sono   approvate   dal   responsabile   del

procedimento ovvero dal  soggetto  competente  secondo  l’ordinamento

della singola stazione appaltante.

4. Nei casi previsti al comma  2,  la  stazione  appaltante  puo’

chiedere all’esecutore una variazione in  aumento  o  in  diminuzione

delle  prestazioni  fino  a  concorrenza  di  un  quinto  del  prezzo

complessivo previsto dal  contratto  che  l’esecutore  e’  tenuto  ad

eseguire, previa sottoscrizione di un  atto  di  sottomissione,  agli

stessi patti, prezzi e  condizioni  del  contratto  originario  senza

diritto ad alcuna indennita’ ad eccezione del corrispettivo  relativo

alle nuove prestazioni. Nel caso in cui  la  variazioni  superi  tale

limite, la stazione  appaltante  procede  alla  stipula  di  un  atto

aggiuntivo al contratto principale dopo aver  acquisito  il  consenso

dell’esecutore.

5. L’esecutore e’ obbligato ad assoggettarsi alle  variazioni  di

cui ai commi 2 e 3, alle stesse condizioni previste dal contratto.

6. In ogni caso l’esecutore ha l’obbligo di eseguire tutte quelle

variazioni di carattere non sostanziale che siano ritenute  opportune

dalla stazione appaltante e  che  il  direttore  dell’esecuzione  del

contratto abbia ordinato, a condizione che non mutino sostanzialmente

la natura delle attivita’ oggetto del contratto e  non  comportino  a

carico dell’esecutore maggiori oneri

 

E’ evidente che è applicabile la lettera a ) del secondo comma  della norma “per   esigenze   derivanti   da   sopravvenute   disposizioni legislative e regolamentari”

 

 

 

 

 

 

 

Tabella di lavoro.

 

Per esperienza vi lascio una tabella da utilizzare per la rilevazione dei contratti a negoziare :

 

N

Descrizione contratto

CIG

SCADENZA

IMPORTO RESIDUO

RIDUCIBILE
SI/NO

NECESSARIO/
STRATEGICO/NON rilevante

ALTERNATIVE e CONDIZIONI

RIDUZIONE/RECESSO

IMPATTO SULLA SPESA

1

 

 

 

 

 

 

 

 

 

2

 

 

 

 

 

 

 

 

 

X

 

 

 

 

 

 

 

 

 

TOTALE RIDUZIONE :

 

 

In allegato un file excel per i calcoli e la generazione di lettera.

 

 

 

 

rinegoziazione86614_bis.xls
Focus_sulla_rinegoziazione_dei_contratti_in_essere_in_misura_del_5.pdf