Addio a Rita Levi Montalcini

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Prof.ssa, con Lei viene a mancare la luce illuminante la nostra società.

Addio.

Disaster recovery

Vorrei semplicemente darvi gli auguri, ma c’è l’ultimo adempimento da fare.

Come altre volte saremo i primi,  queste sono le istruzioni

Andate qui : www.rtd.cloud/listing/art50bis8205 , scaricate il file relativo alla vostra PP.AA. ( in caso di dimensionamento o variazione aggiungete dopo la denominazione, senza cancellarla, la nuova denominazione.

INSERITE il VS INDIRIZZO PEC.

Scaricare nel caso abbiate procedure tradizionali di backup il file : RICHIESTA 1

Scaricate nel caso abbiate procedure tipo ARGO SAVE o simile il file : RICHIESTA 2

INVIATE UNA PEC all’indirizzo  digitpadir@pec.digitpa.gov.it con oggetto ART 50 BIS ed in allegato il file excel e la richiesta 1 o 2.

A questo punto, soddisfatto il BUROCRATE che è in ME vi faccio a nome di tutta la truppa di CA tantissimi auguri.

Mi dispiace che molti clienti sono andati persi a causa della mia antipatia, del mio essere scontroso, antipatico, arrogante etc etc, ancora di più mi dispiace che qualcuno è andato via a causa degli aumenti di prezzo ( anche se tutti voi ben sapete che sono disposto a seguirvi GRATIS).

Tanti auguri da Vincenzo, Elisa,Andrea, Valeria, Botolina Botolina e tutti gli altri di CONSULENTI ASSOCIATI.

PS: se non avete l’ultimo MS OFFICE potete utilizzare LIBREOFFICE

PS2: Questo adempimento, come altri, non è stato mai “pubblicizzato” da altre fonti, continuiamo così, proviamo sempre ad essere i primi.

 

 

RATING DI LEGALITA’ DELLE IMPRESE

Certificazione d’IMPRESA “RATING DI LEGALITA”

Art. 5-ter DL 1/12.

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Rating di legalità delle imprese

 

Al fine di promuovere l’introduzione di princìpi etici nei comportamenti aziendali, all’Autorità garante della concorrenza e del mercato è attribuito il compito di segnalare al Parlamento le modifiche normative necessarie al perseguimento del sopraindicato scopo anche in rapporto alla tutela dei consumatori, nonché di procedere, in raccordo con i Ministeri della giustizia e dell’interno, alla elaborazione ed all’attribuzione, su istanza di parte, di un rating di legalità per le imprese operanti nel territorio nazionale che raggiungano un fatturato minimo di due milioni di euro (riferito alla singola impresa o al gruppo di appartenenza, secondo i criteri e le modalità stabilite da un regolamento dell’Autorità garante della concorrenza e del mercato da emanare entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente disposizione). Al fine dell’attribuzione del rating, possono essere chieste informazioni a tutte le pubbliche amministrazioni. Del rating attribuito si tiene conto in sede di concessione di finanziamenti da parte delle pubbliche amministrazioni, nonché in sede di accesso al credito bancario, secondo le modalità stabilite con decreto del Ministro dell’economia e delle finanze e del Ministro dello sviluppo economico, da emanare entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente disposizione. Gli istituti di credito che omettono di tener conto del rating attribuito in sede di concessione dei finanziamenti alle imprese sono tenuti a trasmettere alla Banca d’Italia una dettagliata relazione sulle ragioni della decisione assunta.

Questa certificazione, del tutto nuova nel nostro ordinamento vede destinatarie le imprese con un fatturato minimo annuo di € 2.000.000 €.

L’ente che certifica il rating è l’Autorita Garante della Concorrenza e del Mercato (AGCM), dunque davvero terza e neutrale a differenza di molti altri enti c.d. certificatori.

I vantaggi dell’impresa certificata sono molteplici, certamente economici (riduzione dei costi bancari ), ma anche opportunistici in quanto i finanziamenti pubblici ( credito d’imposta, contributi per i dipendenti, contributi per gli investimenti, etc) avranno un iter valutativo particolare per le imprese certificate, di immagine aziendale.

DA UNA A TRE ‘STELLETTE’
Il rating avrà un range che va da un minimo di una ‘stelletta’ a un massimo di tre ‘stellette’, attribuito dall’Autorità sulla base delle dichiarazioni delle aziende, verificate mediante controlli incrociati con i dati in possesso delle pubbliche amministrazioni interessate.

Una ‘stelletta’

Per ottenere il punteggio minimo l’azienda dovrà dichiarare che l’imprenditore (o i suoi soci, rappresentanti e dirigenti apicali se impresa collettiva) non hanno ricevuto sentenze di condanna per reati tributari e reati contro la pubblica amministrazione. Per i reati di mafia, oltre a non avere subito condanne, non dovranno essere in corso procedimenti penali.

L’impresa non dovrà inoltre, nel biennio precedente la richiesta di rating, essere stata condannata per illeciti antitrust gravi, per mancato rispetto delle norme a tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro, per violazioni degli obblighi retributivi, contributivi, assicurativi e fiscali nei confronti dei propri dipendenti e collaboratori. Non dovrà inoltre avere subito accertamenti di un maggior reddito imponibile rispetto a quello dichiarato, né avere ricevuto provvedimenti di revoca di finanziamenti pubblici per i quali non abbia assolto gli obblighi di restituzione. Tutti i provvedimenti che impediscono l’attribuzione di una‘stelletta’ dovranno essere divenuti inoppugnabili o confermati con sentenza passata in giudicato.

L’impresa dovrà inoltre dichiarare di effettuare pagamenti e transazioni finanziarie di ammontare superiore alla soglia di mille euro esclusivamente con strumenti di pagamento tracciabili.

Da due a tre stellette

Il regolamento prevede 6 ulteriori requisiti che, se rispettati tutti, garantiranno alle imprese il punteggio massimo di 3 stellette, mentre a 3 requisiti corrispondono due stellette. In particolare le aziende dovranno:

    -rispettare i contenuti del Protocollo di legalità sottoscritto dal Ministero dell’Interno e da Confindustria, dalle Prefetture e dalle associazioni di categoria;
    – utilizzare sistemi di tracciabilità dei pagamenti anche per importi inferiori a quelli di legge;
    – adottare una struttura organizzativa che effettui il controllo di conformità alle disposizioni sulle imprese;
    – adottare processi per garantire forme di Corporate Social Responsability;
    – essere iscritte negli elenchi di fornitori, prestatori di servizi ed esecutori di lavori non soggetti a tentativi di infiltrazione mafiosa;
    – avere aderito a codici etici di autoregolamentazione adottati dalle associazioni di categoria.
    In estrema sintesi “descrittiva” l’azienda che vuole ottenere il punteggio di legalità deve dotarsi di un MOG ( modello organizzativo e gestionale) più blando di quello previsto dal D.lgs 231/01, deve dotarsi di codice etico (anche condiviso), e di un organismo di vigilanza.

Ne deriva che l’impresa non deve aver subito condanni per i reati presupposto del D.Lgs 231/01, ed inoltre non deve aver commesso reati tributari contemplati dal D.lgs 74/2000.

 

La Consulenti Associati,  come sempre è pronta a dare appoggio alle aziende che decidono di dotarsi di questa certificazione, forte anche dell’esperienza maturata in ambito 231/01 e 231/07.

La consulenza mira alla creazione di una funzione “Controllo di Gestione” molto simile a quella dei MOG.

 

 

Novità anagrafe delle prestazioni. IMPORTANTE!!!!

La legge n. 190/2012 per la prevenzione e la repressione della corruzione nella pubblica amministrazione, in vigore dal 28 novembre 2012, ha modificato l’art. 53 del d.lgs. 165/2001 in materia di incompatibilità e di incarichi ai dipendenti pubblici.
La nuova norma impone che le amministrazioni pubbliche  che conferiscono o autorizzano incarichi, anche a titolo gratuito, ai propri dipendenti debbano comunicare in via telematica al Dipartimento della Funzione Pubblica, entro quindici giorni dalla data di conferimento dell’incarico, gli incarichi conferiti o autorizzati ai dipendenti stessi.
A seguito di tali interventi normativi, in PERLA PA è stata modificata la funzionalità relativa all’inserimento degli incarichi a dipendenti, aggiungendo un ulteriore campo obbligatorio da compilare, di tipo testo, nominato “Relazione di accompagnamento”, che consente di accompagnare ciascun incarico con i  dati richiesti dalla norma e, in particolare, relativi:
  1. alle norme in applicazione delle quali gli incarichi sono stati conferiti o autorizzati,
  2. alle ragioni del conferimento o dell’autorizzazione,
  3. ai criteri di scelta dei dipendenti cui gli incarichi sono stati conferiti o autorizzati,
  4. alla rispondenza dei medesimi ai principi di buon andamento dell’amministrazione,
  5. alle misure che si intendono adottare per il contenimento della spesa.
La norma conferma, altresì, la scadenza del 30 giugno di ciascun anno per l’invio della dichiarazione negativa, che obbliga le amministrazioni a comunicare, anche nel caso in cui non siano stati conferiti o autorizzati incarichi ai propri dipendenti, anche se comandati o fuori ruolo.
Si richiamano, infine, le sanzioni per il mancato rispetto degli obblighi di comunicazione:
1) Comma n.9 dell’art 53 del d.lgs. 165/2001:
“Gli enti pubblici economici e i soggetti privati non possono conferire incarichi retribuiti a dipendenti pubblici senza la previa autorizzazione dell’amministrazione di appartenenza dei dipendenti stessi. Ai fini dell’autorizzazione, l’amministrazione verifica l’insussistenza di situazioni, anche potenziali, di conflitto di interessi. In caso di inosservanza si applica la disposizione dell’articolo 6, comma 1, del decreto legge 28 marzo 1997, n. 79, convertito, con modificazioni, dalla legge 28 maggio 1997, n. 140, e successive modificazioni ed integrazioni. All’accertamento delle violazioni e all’irrogazione delle sanzioni provvede il Ministero delle finanze, avvalendosi della Guardia di finanza, secondo le disposizioni della legge 24 novembre 1981, n. 689 e successive modificazioni ed integrazioni. Le somme riscosse sono acquisite alle entrate del Ministero delle finanze.”
2) Comma n.15 dell’art.53 del d.lgs. 165/2001:
“Le amministrazioni che omettono gli adempimenti di cui ai commi dall’11 al 14, non possono conferire nuovi incarichi fino a quando non adempiono. I soggetti di cui al comma 9 che omettono le comunicazioni di cui al comma 11 incorrono nella sanzione di cui allo stesso comma 9.”