Addio a Rita Levi Montalcini

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Prof.ssa, con Lei viene a mancare la luce illuminante la nostra società.

Addio.

Disaster recovery

Vorrei semplicemente darvi gli auguri, ma c’è l’ultimo adempimento da fare.

Come altre volte saremo i primi,  queste sono le istruzioni

Andate qui : www.rtd.cloud/listing/art50bis8205 , scaricate il file relativo alla vostra PP.AA. ( in caso di dimensionamento o variazione aggiungete dopo la denominazione, senza cancellarla, la nuova denominazione.

INSERITE il VS INDIRIZZO PEC.

Scaricare nel caso abbiate procedure tradizionali di backup il file : RICHIESTA 1

Scaricate nel caso abbiate procedure tipo ARGO SAVE o simile il file : RICHIESTA 2

INVIATE UNA PEC all’indirizzo  digitpadir@pec.digitpa.gov.it con oggetto ART 50 BIS ed in allegato il file excel e la richiesta 1 o 2.

A questo punto, soddisfatto il BUROCRATE che è in ME vi faccio a nome di tutta la truppa di CA tantissimi auguri.

Mi dispiace che molti clienti sono andati persi a causa della mia antipatia, del mio essere scontroso, antipatico, arrogante etc etc, ancora di più mi dispiace che qualcuno è andato via a causa degli aumenti di prezzo ( anche se tutti voi ben sapete che sono disposto a seguirvi GRATIS).

Tanti auguri da Vincenzo, Elisa,Andrea, Valeria, Botolina Botolina e tutti gli altri di CONSULENTI ASSOCIATI.

PS: se non avete l’ultimo MS OFFICE potete utilizzare LIBREOFFICE

PS2: Questo adempimento, come altri, non è stato mai “pubblicizzato” da altre fonti, continuiamo così, proviamo sempre ad essere i primi.

 

 

RATING DI LEGALITA’ DELLE IMPRESE

Certificazione d’IMPRESA “RATING DI LEGALITA”

Art. 5-ter DL 1/12.

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Rating di legalità delle imprese

 

Al fine di promuovere l’introduzione di princìpi etici nei comportamenti aziendali, all’Autorità garante della concorrenza e del mercato è attribuito il compito di segnalare al Parlamento le modifiche normative necessarie al perseguimento del sopraindicato scopo anche in rapporto alla tutela dei consumatori, nonché di procedere, in raccordo con i Ministeri della giustizia e dell’interno, alla elaborazione ed all’attribuzione, su istanza di parte, di un rating di legalità per le imprese operanti nel territorio nazionale che raggiungano un fatturato minimo di due milioni di euro (riferito alla singola impresa o al gruppo di appartenenza, secondo i criteri e le modalità stabilite da un regolamento dell’Autorità garante della concorrenza e del mercato da emanare entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente disposizione). Al fine dell’attribuzione del rating, possono essere chieste informazioni a tutte le pubbliche amministrazioni. Del rating attribuito si tiene conto in sede di concessione di finanziamenti da parte delle pubbliche amministrazioni, nonché in sede di accesso al credito bancario, secondo le modalità stabilite con decreto del Ministro dell’economia e delle finanze e del Ministro dello sviluppo economico, da emanare entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente disposizione. Gli istituti di credito che omettono di tener conto del rating attribuito in sede di concessione dei finanziamenti alle imprese sono tenuti a trasmettere alla Banca d’Italia una dettagliata relazione sulle ragioni della decisione assunta.

Questa certificazione, del tutto nuova nel nostro ordinamento vede destinatarie le imprese con un fatturato minimo annuo di € 2.000.000 €.

L’ente che certifica il rating è l’Autorita Garante della Concorrenza e del Mercato (AGCM), dunque davvero terza e neutrale a differenza di molti altri enti c.d. certificatori.

I vantaggi dell’impresa certificata sono molteplici, certamente economici (riduzione dei costi bancari ), ma anche opportunistici in quanto i finanziamenti pubblici ( credito d’imposta, contributi per i dipendenti, contributi per gli investimenti, etc) avranno un iter valutativo particolare per le imprese certificate, di immagine aziendale.

DA UNA A TRE ‘STELLETTE’
Il rating avrà un range che va da un minimo di una ‘stelletta’ a un massimo di tre ‘stellette’, attribuito dall’Autorità sulla base delle dichiarazioni delle aziende, verificate mediante controlli incrociati con i dati in possesso delle pubbliche amministrazioni interessate.

Una ‘stelletta’

Per ottenere il punteggio minimo l’azienda dovrà dichiarare che l’imprenditore (o i suoi soci, rappresentanti e dirigenti apicali se impresa collettiva) non hanno ricevuto sentenze di condanna per reati tributari e reati contro la pubblica amministrazione. Per i reati di mafia, oltre a non avere subito condanne, non dovranno essere in corso procedimenti penali.

L’impresa non dovrà inoltre, nel biennio precedente la richiesta di rating, essere stata condannata per illeciti antitrust gravi, per mancato rispetto delle norme a tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro, per violazioni degli obblighi retributivi, contributivi, assicurativi e fiscali nei confronti dei propri dipendenti e collaboratori. Non dovrà inoltre avere subito accertamenti di un maggior reddito imponibile rispetto a quello dichiarato, né avere ricevuto provvedimenti di revoca di finanziamenti pubblici per i quali non abbia assolto gli obblighi di restituzione. Tutti i provvedimenti che impediscono l’attribuzione di una‘stelletta’ dovranno essere divenuti inoppugnabili o confermati con sentenza passata in giudicato.

L’impresa dovrà inoltre dichiarare di effettuare pagamenti e transazioni finanziarie di ammontare superiore alla soglia di mille euro esclusivamente con strumenti di pagamento tracciabili.

Da due a tre stellette

Il regolamento prevede 6 ulteriori requisiti che, se rispettati tutti, garantiranno alle imprese il punteggio massimo di 3 stellette, mentre a 3 requisiti corrispondono due stellette. In particolare le aziende dovranno:

    -rispettare i contenuti del Protocollo di legalità sottoscritto dal Ministero dell’Interno e da Confindustria, dalle Prefetture e dalle associazioni di categoria;
    – utilizzare sistemi di tracciabilità dei pagamenti anche per importi inferiori a quelli di legge;
    – adottare una struttura organizzativa che effettui il controllo di conformità alle disposizioni sulle imprese;
    – adottare processi per garantire forme di Corporate Social Responsability;
    – essere iscritte negli elenchi di fornitori, prestatori di servizi ed esecutori di lavori non soggetti a tentativi di infiltrazione mafiosa;
    – avere aderito a codici etici di autoregolamentazione adottati dalle associazioni di categoria.
    In estrema sintesi “descrittiva” l’azienda che vuole ottenere il punteggio di legalità deve dotarsi di un MOG ( modello organizzativo e gestionale) più blando di quello previsto dal D.lgs 231/01, deve dotarsi di codice etico (anche condiviso), e di un organismo di vigilanza.

Ne deriva che l’impresa non deve aver subito condanni per i reati presupposto del D.Lgs 231/01, ed inoltre non deve aver commesso reati tributari contemplati dal D.lgs 74/2000.

 

La Consulenti Associati,  come sempre è pronta a dare appoggio alle aziende che decidono di dotarsi di questa certificazione, forte anche dell’esperienza maturata in ambito 231/01 e 231/07.

La consulenza mira alla creazione di una funzione “Controllo di Gestione” molto simile a quella dei MOG.

 

 

Novità anagrafe delle prestazioni. IMPORTANTE!!!!

La legge n. 190/2012 per la prevenzione e la repressione della corruzione nella pubblica amministrazione, in vigore dal 28 novembre 2012, ha modificato l’art. 53 del d.lgs. 165/2001 in materia di incompatibilità e di incarichi ai dipendenti pubblici.
La nuova norma impone che le amministrazioni pubbliche  che conferiscono o autorizzano incarichi, anche a titolo gratuito, ai propri dipendenti debbano comunicare in via telematica al Dipartimento della Funzione Pubblica, entro quindici giorni dalla data di conferimento dell’incarico, gli incarichi conferiti o autorizzati ai dipendenti stessi.
A seguito di tali interventi normativi, in PERLA PA è stata modificata la funzionalità relativa all’inserimento degli incarichi a dipendenti, aggiungendo un ulteriore campo obbligatorio da compilare, di tipo testo, nominato “Relazione di accompagnamento”, che consente di accompagnare ciascun incarico con i  dati richiesti dalla norma e, in particolare, relativi:
  1. alle norme in applicazione delle quali gli incarichi sono stati conferiti o autorizzati,
  2. alle ragioni del conferimento o dell’autorizzazione,
  3. ai criteri di scelta dei dipendenti cui gli incarichi sono stati conferiti o autorizzati,
  4. alla rispondenza dei medesimi ai principi di buon andamento dell’amministrazione,
  5. alle misure che si intendono adottare per il contenimento della spesa.
La norma conferma, altresì, la scadenza del 30 giugno di ciascun anno per l’invio della dichiarazione negativa, che obbliga le amministrazioni a comunicare, anche nel caso in cui non siano stati conferiti o autorizzati incarichi ai propri dipendenti, anche se comandati o fuori ruolo.
Si richiamano, infine, le sanzioni per il mancato rispetto degli obblighi di comunicazione:
1) Comma n.9 dell’art 53 del d.lgs. 165/2001:
“Gli enti pubblici economici e i soggetti privati non possono conferire incarichi retribuiti a dipendenti pubblici senza la previa autorizzazione dell’amministrazione di appartenenza dei dipendenti stessi. Ai fini dell’autorizzazione, l’amministrazione verifica l’insussistenza di situazioni, anche potenziali, di conflitto di interessi. In caso di inosservanza si applica la disposizione dell’articolo 6, comma 1, del decreto legge 28 marzo 1997, n. 79, convertito, con modificazioni, dalla legge 28 maggio 1997, n. 140, e successive modificazioni ed integrazioni. All’accertamento delle violazioni e all’irrogazione delle sanzioni provvede il Ministero delle finanze, avvalendosi della Guardia di finanza, secondo le disposizioni della legge 24 novembre 1981, n. 689 e successive modificazioni ed integrazioni. Le somme riscosse sono acquisite alle entrate del Ministero delle finanze.”
2) Comma n.15 dell’art.53 del d.lgs. 165/2001:
“Le amministrazioni che omettono gli adempimenti di cui ai commi dall’11 al 14, non possono conferire nuovi incarichi fino a quando non adempiono. I soggetti di cui al comma 9 che omettono le comunicazioni di cui al comma 11 incorrono nella sanzione di cui allo stesso comma 9.”

Dichiarazione ricognitiva DPCM 23/12

Il D.P.C.M, all’art. 3 comma 2, in particolare prevede l’obbligo da parte del personale di produrre una dichiarazione ricognitiva di tutti gli incarichi comunque in atto a carico della finanza pubblica, con l’indicazione dei relativi importi.
Per il personale della scuola, alla voce incarichi si intendono tutti gli incarichi conferiti o svolti durante l’anno di riferimento 2012, che non siano ricompresi nei compiti di lavoro ordinari previsti dal contratto di assunzione o voci accessorie e che quindi siano stati svolti presso altre amministrazioni pubbliche al di fuori della scuola di appartenenzaLa dichiarazione va resa in forma di dichiarazione sostitutiva di atto notorio, ai sensi degli articoli 47 e 38 del D.P.R. 445/2000.

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CERTIFICAZIONE DEI CREDITI PA, AL VIA LA SECONDA FASE

Da domani sarà attiva la procedura per le imprese per la certificazione dei crediti vantati nei confronti della PA.

Le PP.AA. hanno l’bbligo di accreditarsi sulla piattaforma del MEF, leggi articolo precedente, e recepire le istanze di certificazione.

L’inadempienza potrà permettere alle imprese creditrici di far nominare un commissario certificatore.

Le imprese con crediti certificati potranno utilizzare gli strumenti della cessione del credito o compensare in F24 gli importi.

Consiglio di iscriversi immediatamente, resto a disposizione.

BANDO FINANZIAMENTO FEI

Oggetto: Bandi di gara Ministero dell’Interno

Dipartimento per le libertà civili e l’immigrazione.

 

Il 19 Ottobre 2012 il Ministero dell’Interno ha aperto le procedure per la presentazione dei progetti a valere sul Programma Annuale 2012 del Fondo Europeo per l’Integrazione di cittadini di Paesi terzi.

 Con la presente vogliamo fornirvi una sintesi delle azioni proponibili, destinatari finali, proponenti, progetti, budget.

 Proponenti: tutte le azioni possono essere presentate da Enti locali, Istituzioni Scolastiche di ogni ordine e grado, Organismi no profit.

 Budget: Tutti i progetti devono avere un budget superiore ad € 50.000,00.

 Destinatari finali di tutti i progetti sono i cittadini di paesi extraeuropei con permesso di soggiorno o ancora residenti nei paesi d’origine in vista di ricongiungimento familiare.

Sono esclusi i cittadini che hanno lo status di rifugiati, in asilo o protezione sussidiaria.

 

La scadenza per tutte le azioni è improrogabilmente il 07 dicembre 2012.

  

 

Se nel contesto sociale ove la Vs. Istituzione opera vi sono cittadini extraeuropei contattateci, possiamo preparare un progetto per farli sentire meno extra e più in.

 

 in allegato pdf.

bandi_fei.pdf

PEC OBBLIGATORIA PER le DITTE INDIVIDUALI

Secondo quanto stabilito ai commi 1 e 2 dell’art. 5, del D.L. 18 ottobre 2012, n. 179, a decorrere dal 20 ottobre 2012 anche le imprese individuali che si iscrivono nel Registro delle imprese o all’Albo delle imprese artigiane avranno l’obbligo di indicare nella domanda di iscrizione l’indirizzo di posta elettronica certificata (PEC).

Le imprese individuali attive e non soggette a procedura concorsuale saranno invece tenute a depositare, presso l’ufficio del Registro delle imprese competente, il proprio indirizzo di posta elettronica certificata (PEC) entro il 31 dicembre 2013.

Fondo occupazione giovani e donne l. 214/2011

Con decreto 5/10/2012 MLPS è istituito il fondo straordianrio a favore dell’incremento e della stabilizzazione dei lavoratori.

 

La norma mira ad eliminare alcune forme di lavoro, come ad esempio la collaborazione a progetto e l’associazione in partecipazione con apporto di lavoro.

Il contributo per le imprese è pari ad € 12.000 per ogni dipendente stabilizzato entro il 31/03/2013.

Per modalità e limitazioni vogliate contattarmi.

 

Certificazione e compensazione Crediti PA. Primo PASSO.

E’ attuativo ormai il DM 22/05/2012 per la compensazione dei crediti vantati verso le PP.AA.

E’ attivo il servizio di registrazione ( obbligatorio) per le PP.AA. all’indirizzo http://certificazionecrediti.mef.gov.it/CertificazioneCredito/home.xhtml che come di consueto riporto anche in servizi digitali PA.

Con questa fase entreranno in gioco anche le norme della L.106/2011 che molte PP.AA ignorano e non applicano ( v. art.4 comma 14 bis l.106/11), infatti in questa fase storica le imprese non mancheranno di chiedere anche il ristoro degli interessi ex D.Lgs 231/2002.

E’ l’inzio di una rivoluzione. Sempre a vs disposizione.
Si avvisano inoltre i clienti più affezionati che entro quindici giorni ci sarà il calendario degli incontri di approfondimento.

In allegato il manuale.

Guida_Pratica_alla_certificazione_dei_crediti.pdf

QUESTIONARIO LOCAZIONI AVCP

In merito ai dubbi sul questionario dell’AVCP scadente il giorno 21/10/2012 finalizzato al controllo sui contratti di locazione, vi comunico che è riferito alla locazione immobiliare e non anche alla locazione operativa o finanziaria di beni mobili registrati o meno, a maggiore chiarezza in allegato due PDF con le notizie chieste dall’Autorità di Vigilanza dei Contratti Pubblici.

 

pagina1.pdf
pagina2.pdf

DOPO GLI ADEMPIMENTI FISCALI, QUELLI SUL LAVORO

Ricordo a tutti che abbiamo tempo fino al 16/10/2012 per le variazioni, le cancellazioni, le novazioni delle posizioni assicurative e previdenziali derivanti dal dimensionamento, come sempre resto a vostra disposizione.

Privacy a SCUOLA

Il Garante per il trattamento dei dati ha fornito un utile decalogo, di semplice lettura, per il mondo scolastico, come noterete le nostri convinzioni e le nostre interpretazioni ora sono state messe nero su bianco dal Garante, niente divieto di compiti in classe, niente divieto di foto, solo tanto buonsenso. Riporto il testo, in allegato la brochure.

 

La privacy a scuola. Dai tablet alla pagella elettronica. Le regole da ricordare
Obbligo del consenso per video e foto sui social network. Scrutini e voti pubblici. Sì alle foto di recite e gite scolastiche. No alla pubblicazione on line dei nomi e cognomi degli studenti non in regola coi pagamenti della retta. Su cellulari e tablet in classe l’ultima parola spetta alle scuole.

Mancano pochi giorni all’apertura delle scuole e il Garante per la protezione dei dati personali ritiene utile fornire a professori, genitori e studenti, sulla base dei  provvedimenti adottati e dei pareri resi, alcune indicazioni generali in materia di tutela della privacy.

Temi in classe
Non lede la privacy l’insegnante che assegna ai propri alunni lo svolgimento di temi in classe riguardanti il loro mondo personale. Sta invece nella sensibilità dell’insegnante, nel momento in cui gli elaborati vengono letti in classe, trovare l’equilibrio tra esigenze didattiche e tutela della riservatezza, specialmente se si tratta di argomenti delicati.

Cellulari e tablet
L’uso di cellulari e smartphone è in genere consentito per fini strettamente personali, ad esempio per registrare le lezioni, e sempre nel rispetto delle persone. Spetta comunque agli istituti scolastici decidere nella loro autonomia come regolamentare o se vietare del tutto l’uso dei cellulari. Non si possono diffondere immagini, video o foto sul web se non con il consenso delle persone riprese. E’ bene ricordare che la diffusione di filmati e foto che ledono la riservatezza e la dignità delle persone  può far incorrere lo studente in sanzioni disciplinari e pecuniarie o perfino in veri e propri reati.

Stesse cautele vanno previste per l’uso dei tablet, se usati a fini di registrazione e non soltanto per fini didattici o per consultare in classe libri elettronici e testi on line.

Recite e gite scolastiche
Non violano la privacy le riprese video e le fotografie raccolte dai genitori durante le recite, le gite e i saggi scolastici. Le immagini in questi casi sono raccolte a fini personali e destinati ad un ambito familiare o amicale. Nel caso si intendesse pubblicarle e diffonderle in rete, anche sui social network, è necessario ottenere il consenso delle persone presenti nei video o nelle foto.

Retta e servizio mensa
É illecito pubblicare sul sito della scuola il nome e cognome degli studenti i cui genitori sono in ritardo nel pagamento della retta o del servizio mensa. Lo stesso vale per gli studenti che usufruiscono gratuitamente del servizio mensa in quanto appartenenti a famiglie con reddito minimo o a fasce deboli. Gli avvisi messi on line devono avere carattere generale, mentre alle singole persone ci si deve rivolgere con comunicazioni di carattere individuale. A salvaguardia della trasparenza sulla gestione delle risorse scolastiche, restano ferme le regole sull’accesso ai documenti amministrativi da parte delle persone interessate.

Telecamere
Si possono in generale installare telecamere all’interno degli istituti scolastici, ma devono funzionare solo negli orari di chiusura degli istituti e la loro presenza deve essere segnalata con cartelli. Se le riprese riguardano l’esterno della scuola, l’angolo visuale delle telecamere deve essere opportunamente delimitato. Le immagini registrare devono essere cancellate in generale dopo 24 ore.

Inserimento professionale
Al fine di agevolare l’orientamento, la formazione e l’inserimento professionale le scuole, su richiesta degli studenti, possono comunicare e diffondere alle aziende private e alle pubbliche amministrazioni i dati personali dei ragazzi.

Questionari per attività di ricerca
L’attività di ricerca con la raccolta di informazioni personali tramite questionari da sottoporre agli studenti è consentita solo se ragazzi e genitori sono stati prima informati sugli scopi delle ricerca, le modalità del trattamento e le misure di sicurezza adottate. Gli studenti e i genitori devono essere lasciati liberi di non aderire all’iniziativa.

Iscrizione e registri on line, pagella elettronica
In attesa di poter esprimere il previsto parere sui provvedimenti attuativi del Ministero dell’istruzione riguardo all’iscrizione on line degli studenti, all’adozione dei registri on line e alla consultazione della pagella via web, il Garante auspica l’adozione di adeguate misure di sicurezza a protezione dei dati.

Voti, scrutini, esami di Stato
I voti dei compiti in classe e delle interrogazioni, gli esiti degli scrutini o degli esami di Stato sono pubblici. Le informazioni sul rendimento scolastico sono soggette ad un regime di trasparenza e il regime della loro conoscibilità è stabilito dal Ministero dell’istruzione. E’ necessario però, nel pubblicare voti degli scrutini e degli esami nei tabelloni, che l’istituto eviti di fornire, anche indirettamente, informazioni sulle condizioni di salute degli studenti: il riferimento alle “prove differenziate” sostenute dagli studenti portatori di handicap, ad esempio, non va inserito nei tabelloni, ma deve essere indicato solamente nell’attestazione da rilasciare allo studente.

Trattamento dei dati personali
Le scuole devono rendere noto alle famiglie e ai ragazzi, attraverso un’adeguata informativa, quali dati raccolgono e come li utilizzano. Spesso le scuole utilizzano nella loro attività quotidiana dati delicati  – come quelli riguardanti le origini etniche, le convinzioni religiose, lo stato di salute – anche per fornire semplici servizi, come ad esempio la mensa. E’ bene ricordare che nel trattare  queste categorie di informazioni gli istituti scolastici devono porre estrema cautela, in conformità al regolamento sui dati sensibili adottato dal Ministero dell’istruzione. Famiglie e studenti hanno diritto di conoscere quali informazioni sono trattate dall’istituto scolastico, farle rettificare se inesatte, incomplete o non aggiornate.

Roma, 6 settembre 2012

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Credito d’imposta assunzioni

Finalmente operativa la piattaforma per il credito d’imposta.

Da oggi, e solo per pochi giorni, è possibile registrarsi.

Ecco il link.

http://creditoimpostafse.regione.campania.it/ifals/home.do

UTILIZZO PRATICO DEL MODELLO AA5/6 DELL’ADE PER GLI ADEMPIMENTI DERIVANTI DAL DIMENSIONAMENTO

Dopo aver visto l’uso teorico della modulistica predisposta dall’Agenzia delle Entrate studiamo il caso pratico, premettendo che i diversi uffici territoriali hanno dato risposte diverse anche a causa di mancanza di letteratura specifica, quindi conviene armarsi di pazienza ed avere sempre a portata di mano il decreto di dimensionamento.

Primo passo :

Collegarci a questo link

https://telematici.agenziaentrate.gov.it/AA5_Web/login.jsp

ed accedere con le credenziali usuali di ENTRATEL, immediatamentre viene richiesto il PINCODE ( se è stato perso possiamo anche disperarci).

Bisogna compilare tutti i dati richiesti, per semplificarvi il lavoro vi riporto i codici ATECO 2007 :

85.20.00

Istruzione primaria: scuole elementari.

 

85.31.10

Istruzione secondaria di primo grado: scuole medie.

Nel quadro B, soggetto d’imposta inseriamo nella casella della natura giuridica il codice 15.

Nel quadro C, rappresentante, nella casella codice carica se non viene visualizzato il codice 14, inseriamo il codice 1.

Ora veniamo al quadro saliente, il D, comunicazione di avvenuta fusione, concentrazione, trasformazione, dal quadro D dipende anche il quadro A, tipo di richiesta.

 

Barriamo la voce 1 del quadro D, ed inseriamo i Codici Fiscali di tutte le istituzioni coinvolte, e nel quadro relativo al soggetto non estinto inseriamo oltre al codice fiscale anche ( e potrebbe essere una ripetizione) i dati anagrafici del rappresentante legale.

Nel quadro A, indicheremo per il soggetto non estinto la casella 2, variazione dei dati, per il soggetto incorporato la cesella 3.

Vi consiglio di utilizzare il quadro degli allegati per spiegare bene la situazione giuridica dell’incorporante e dell’incorporato, citando il decreto attuativo della variazione dello status giuridico.

Come ogni dichiarazione va controllata, validata e spedito con i canali soliti di ENTRATEl, è possibile delegare un dottore commercialista all’invio,

Per le operazioni di concentrazione le cose non cambiano più di tanto, in sostanza solo il quadro D, e nel quadro A potrebbe non esserci nessuna cessazione, ma solo variazioni.

Resta inteso che le dichiarazioni da inviari saranno sempre accoppiate ( anche se da utenze entratel diverse) a fare da legante all’AdE sarà appunto il quadro D.

Le operazioni di variazioni saranno caricate sul SIDI assieme alle nuova e mail, la nuova PEC, la nuova denominazione.

Tra qualche giorno gli altri adempimenti telematici, vi consiglio per meglio comprendere, di leggere :

https://www.rtd.cloud/deprisco/archivio-circolari/circolari-isa-e-pa-dal-01092011/item/65-la-sorte-dei-contratti-con-il-dimensionamento-scolastico

https://www.rtd.cloud/deprisco/archivio-circolari/circolari-isa-e-pa-dal-01092011/item/67-adempimenti-per-il-dimensionamento-scolastico

https://www.rtd.cloud/deprisco/archivio-circolari/circolari-isa-e-pa-dal-01092011/item/68-dimensionamento-prassi-e-modulistica-parte-prima

 

Resto a Vs disposizione.

 

Dimensionamento, prassi e modulistica PARTE PRIMA

Buongiorno, inziamo ad anailzzare le varie casistiche, premettendo che avremo qualche problema con l’Agenzia delle Entrate per quanto riguarda la chiusura “tout court” del codice fiscale. Tali difficoltà derivano dalla mancanza di comunicazioni o meglio dalla mancanza della lettura da parte dei nostri enti della disciplina di altri enti dello Stato.

Ritengo dunque inutile soffermarci sulle diverse circolari degli uffici periferici del MIUR ( sarebbe stata auspicabile una legge e non raccomandazioni, circoalri e decreti ministeriali), conviene leggere alla fonte quanto raccomandato dalla circolare 8409 -2010 MIUR.

Analizziamo la casistica:

A) nascita di un nuovo ente per unificazoine orizzontale
più scuole dello stesso grado cessano di esistere ( un negozio giuridico), si unificano creando un nuovo soggetto di diritto ( altro negozio giuridico)

B) nascita di nuovo ente per unificazione verticale
più isa di diverso grado vengono sciolte, la ricomposizione comporta la creazione di un IC

C) incorporazione
più istituzioni scolastiche, a prescindere dall’ordine confondonoo i patrimoni,  i soggetti coinvolti avranno diverse procedure          in funzione dello status di “incorporante” o ” incorporato”

 

Tralasciando le problematiche già catalogate e risolte in giurisprduenza vi allego la circolare 8409 -2012 del MIUR.

Per quanto riguarda la sorte dei contratti vi invito a leggere l’articolo dedicato
https://www.rtd.cloud/deprisco/archivio-circolari/circolari-isa-e-pa-dal-01092011/item/65-la-sorte-dei-contratti-con-il-dimensionamento-scolastico

e resto perplesso dall’interpretazione data dalla maggior parte delle scuole riguardante il pagamento dei contratti in essere, la soluzione più semplice, quella di pagare non è quasi mai stata presa in considerazione, la circolare quando MIUR quando parla di ricomputare i contratti in essere, di ritirare i mandati etc etc parla non in senso imperativo, ha il tenore di ultima ratio, in tal guisa l’interpretazione più corretta pensio sia stata quella dell’USR Liguria con protocollo 2373/c14, che allego ( CFR pag 8 testo evidenzato).
La soluzione scelta di ricomputare , certamente corretta, crea molte difficoltà, a mio parere,ripeto, occorreva semplicemente pagare per evitare problemi anche moratori ma soprattutto come riportato nel mio articolo già citato occorreva concertare con i fornitori di beni e servizi delle diverse scuole ( ci troveremo una serie di ricorsi di fornitori che verranno esclusi , o peggio problemi con i revisori per più contratti in essere per la stessa tipologia) ed utilizzare le prcedure negoziate ex art 57 del D.lgs 163/06 e le varianti in corso di esecuzione dei contratti ex art. 311 del DPR 207/10.

ADEMPIMENTI AGENZIA DELLE ENTRATE.

Il problema principale, e non ci sarà una unica soluzione, deriva dalla giusta standardizzazione della modulistica dell’AdE, nel nostro caso del modello AA5/6, inoltre MIUR e CSA parlano delle operazioni di fusione ed incorporazione ( rispettivamente i nostri casi A+B e C per le operazioni amministrative) ma poi per quanta riguarda le procedure da farsi sul codice fiscale parlano sempre di cessazione e novazione, operazioni che probabilmente l’AdE rifiuterà di eseguire preferendo per l’appunto nel qudro D del modello AA5/6 l’utiilizzo  di fusione e concentrazione, come si dovrebbe compilare sencondo l’agenzia delle entrate .

ESEMPIO 1 ) la scuola elementare Gianni Boncompagni con dirigente Pasquale si fonde con la scuola media Marilyn Monroe dirigente Nicola.
Pasquale e la sua scuola restano, l’altra scuola scompare.

Modello AA5 / 6 SCUOLA GIANNI BONCOMPAGNI

Modello AA5 / 6 SCUOLA MARILYN MONROE

Per semplicita’ non ho inserito tutti i dati obbligatori che comunque vanno compilati.

Un’alternativa che farebbe conciliare la modulistica dell’AdE con il contenuto delle circolari ministeriali sarebbe quella di creare prima il codice fiscale per una nuova P.A. , poi fare la fusione del quadro D con tre codici fiscali.

in ogni caso devono essere ricreate le utenze entratel, ma consiglio di non revocare le vecchie.

Per il caso di incorporazione di ISA rimando a lunedì, ora devo scappare a prendere moglie e figlia in ospedale ( mi ero dimenticato di loro…….)

PS:  questa, come le altre comunicazioni estive è stata scritta senza nessun controllo ( grammaticale e i sintassi) e con molta fretta, vogliate scusarmi

 

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mpi_nota_8409_2010.pdf
nota_2373_2012_liguria.pdf
MODELLO_AA5_6.pdf
IstruzioniAA5_6.pdf

Adempimenti per il dimensionamento scolastico

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Voglio tranquilizzarvi e ricordarvi che i vari adempimenti di chiusura e apertura delle posizioni e delle matricole ai diversi enti ( INPS, INAIL, Agenzia delle ENTRATE)  possono essere fatte entro 30 giorni dalla nascita del nuovo soggetto giuridico, quindi non il primo settembre, c’è un poco di tempo in più.

Dopodomani metterò on line la modulistica e le procedure per i diversi adempimenti.

Tralasciando i formalismi inoltre voglio avvisarvi che finalmente è arrivata la piccola VALERIA e che il “GAAANDE” Andrea è gioiosissimo dell’evento….per il momento.

Ho piacere a condividere questo momento con tutti voi.

V.

 

 

Spending review prime riflessioni

Il quindici agosto abbiamo avuto la bella notizia della spendin review, legge drastica per molti ma non per tutti ( banche ed industria pesante avranno dei vantaggi da questa norma).

Per quello che ci riguarda, per l’aspetto dei procedimenti amministrativi, le cose comunque non cambiano di molto, infatti le PP.AA. che solitamente non hanno nessun vantaggio dall’acquisto indiscriminato in CONSIP SPA ( le scuole ad esempio) no vedono cambiare il modo di operare.

Pur essendo l’articolo 1 del Dl 95/12 scritto in modo da intimorire i dirigenti della PP.AA.

“I contratti stipulati in violazione dell’articolo 26, comma 3 della legge 23 dicembre 1999, n.488 ed i contratti stipulati in violazione degli obblighi di approvvigionarsi attraverso gli strumenti di acquisto messi a disposizione da Consip S.p.A. sono nulli, costituiscono illecito disciplinare e sono causa di responsabilita’ amministrativa. Ai fini della determinazione del danno erariale si tiene anche conto della differenza tra il prezzo, ove indicato, dei detti strumenti di aquisto e quello indicato nel contratto.”

le PP.AA. che non avevano nessun obbligo di acquisire in CONSIP continuano a non averlo come specificato nello stesso articlo 1 che salva i commi 449 e 450 articolo 1 della L. 296/06.

Tuttavia come sempre consiglio di controllare sempre in CONSIP l’esistenza di offerte e convenzioni prima di fare acquisti.

Altra norma importante è quella contenuta nell’articolo 8 della Spending Review che mira ad una crescente dematerializzazione del procedimento, come sempre il sito web sarà lo strumento principale per l’attuazione.

 

La sorte dei contratti con il dimensionamento scolastico (PARTE PRIMA)

La gestione dei contratti in questo particolare periodo storico per le istituzioni scolastiche sembra essere molto piu’ complesso di quanto lo sia realmente. Anche a causa di poche informazioni che arrivano “dall’alto”ogni ISA si muove in maniera confusa e convulsiva. A mio avviso l’errore principale e’ il punto di partenza e mi spiego, prima di recedere o modificare unilateralmente da un contratto (vedremo quali sono gli strumenti legislativi piu’ adeguati) occorre inventariare i contratti non già della sola istituzione che in un modo od in un altro varierà’ ma di tutte quelle interessate nel processo , valutare l’opportunità economica, le qualità dei fornitori di beni e servizi e solo dopo aver sentito le controparti razionalizzare i fornitori con l’accortenza di non creare duplicazione di fornitori. Inoltre non e’ detto che gli stessi fornitori vogliano continuare i contratti con le nuove condizioni, anche se migliorative ( ad esempio per la manutenzione dei PC occorre più personale, per attriti personali con i nuovo attori od altro). Solo dopo questa prima valutazione fatta da più persone possiamo passare alla discussione dei problemi giuridici . PROBLEMA DEI CONTRATTI IN ESSERE. Pur essendo possibile riformulare i contratti e computarli in dodicesimi quest’operazione potrebbe divenire complessa e controproducente , e potrebbe valere solo per i contratti con pagamento a scadenza ( e vi ricordo che nella stipula dei contratti le Pubbliche amministrazioni sono sullo stesso livello dei privati, vale dunque la libertà contrattuale anche per i tempi di pagamento), inoltre per contratti d’appalto complessi l’appaltatore potrebbe comunque chiedere il mancato guadagno. La cosa più naturale da fare sarebbe continuare i contratti fino alla naturale estinzione dell’obbligazione dando comunicazione alle controparti private sulla variazione dall’anagrafica amministrativa e fiscale. I contratti di fornitura dei servizi dovranno poi essere comunicati all’anagrafe delle prestazioni utilizzando la neo funzione del trasferimento degli incarichi. La situazione si complica ancora quando ad essere oggetto della variazione sono non più i contratti di fornitura dei servizi ma i contratti di prestazione di opera professionale od i contratti professionali in quanto occorre ricalcolare anche la quota trattenuta come sostituto d’imposta. In ogni caso ricordo che e’ sempre possibile ricorrere all’articolo 311 del DPR 207/10 disciplinante le variazioni in corso d’opera , ed ancora gli strumenti delle procedure negoziate senza bando (57 del codice degli appalti). Voglio concludere sottolineando un altro aspetto che e’ stato sottovalutato ma che in realta’ farà a mio avviso farà nascere ancora più seccature, la gestione dei servizi e dei diritti accessori non cedibili discendenti dai contratti di fornitura di beni reali, faccio un esempio chiarificatore, le nostre attenzioni sono spostate essenzialmente sui servizi, dobbiamo invece anche prendere in considerazione i beni, come i PC, questi hanno una garanzia che per essere validata necessita della fattura, ed ancora compreso nel prezzo del PC c’e ‘ la licenza per utilizzare il S O. E ‘ dunque evidente che anche quando il contratto sembra concluso ( ho ricevuto il bene ed e’ stato pagato) devo comunque dare comunicazione al venditore. In sintesi occorre : Inventariare i contratti concertandosi tra le parti, risolvere anticipatamente da un lato una parte dei contratti, dall’altro utilizzare lo strumento dell’articolo 57 del D. Lgs 163/06 e novellarlo in funzione delle variazioni avvenute (più computer, più personale, più alunni ). Nei prossimi giorni ci saranno i focus sulle procedure amministrative per la cessione dei codici INPS, INAIL, fiscali, utenze AVCP, PerlaPa etc.

Disponibilità estiva per gli adempimenti derivanti dal dimensionamento

Dal giorno 23/07/2012 le attività della Consulenti Associati riprenderanno normalmente per quanto riguarda Vincenzo. Per gli adempimenti “straordinari” vi anticipo che da lunedì inizieranno i tutorial per i diversi adempimenti (comunicazione avcp , PerlaPa, chiusura posizione INPS, etc.). Chi necessita’ di assistenza può come sempre telefonare al cell. 3389141276, il fisso invece e’ variato 081914701.

 

Comunicazioni varie PON (AVCP, AMBIENTE, ETC)

Negli ultimi giorni sono stati inviate alle PP.AA. delle circolari per il monitoraggio della spesa pubblica ( in ambito green ) e le modalità per il controllo equitalia e DURC.

Per quanto riguarda i controlli da fare in Equitalia e sul DURC ( in attuazione del DPR 207/10) mi fa piacere notare che evidentemente molte PP.AA. sono ancora inadempienti, per i miei clienti invece nulla di nuovo, queste circolari non rappresentano nessuna novità.

Passiamo ora alla rilevazione della Green Public Procurement da effettuare presso l’AVCP al link https://appaltiverdi.avcp.it utilizzando le credenziali già in Ns Possesso.

Si tratta di un adempimento recentissimo e molto semplice da attuare:

Una volta entrati dobbiamo fare la prima discriminazione, appalti segnati da CIG ordinari o da CIG semplificati, poi occorre inserire una descrizione in oggetto, il tipo (lavori, beni o servizi), l’importo , l’aggiudicazione ed il criterio di aggiudicazione.

Altre informazione richiesta è l’adesione o meno al PAN GPP ( PIANO AZIONE NAZIONALE GREEN PUBLIC PROCUREMENT), e qui dobbiamo discutere un pochino partendo da questo assunto, se l’ente locale che vanta diritti reali sull’immobile ha adotatto politiche per il risparmio energetico dello stesso senza nessun dubbio la risposta all’adesione al PAN GPP deve essere affermativa.

Per analogia se nella scelta del criterio di agiudicazione abbiamo scelto l’offerta economicamente più vantaggiosa e tra i valori a tabella c’erano anche quelli del risparmio energetico o di altr politiche green anche dobbiamo selezionare l’opazione Si, negli altri casi l’opzione scelta sarà NO.

pnn

 

BANCHE, contratti, gare e firme digitali.

Negli ultimi giorni mi sono pervenute decine di richieste di firme digitali, ricordo che da settembre scorso è operativo OIL come già comunicato in circolare del 18 Agosto 2011.

LA nuova convenzione ( o l’integrazione alla convenzione di cassa) prevede la consegna gratuita di due firme digitali.

CHi avesse comunque bisogno di firme dovrà avvertirmi in giornata ( ma spingo ad acquisirle gratuitamente dalla banca).

Per quanto riguarda il nuovo schema di gara predisposto dal Ministero, questo stranamente è molto lacunoso è prevede servizi non utilizzabili, in attesa di chiarimenti dallo stesso Ministero invito in caso di imminenete scadenza di convenzione ad utilizzare l’istituto dell’art 125 comma 10 lett. b e c.

 

AUTOCERTIFICAZIONE, DECERTIFICAZIONE e CCIAA

In seguito all’entrata in vigore dell’art 15 della l. 183/11 è noto che dobbiamo utlizzare lo strumento della decertificazione.

Gran parte dei certificati servono nella gestione delle procedure di acquisto di beni e servizi, sia con procedura negoziata che ad evidenza, a titolo meramente esemplificativo, iscrizione al registro delle imprese, docie ateco dell’attività, possesso di requisiti tecnici, organi direttivi etc.

La verifica di questi elementi può essere eseguita gratuitamente “dalla P.A. procedente” previa registrazione al servizio VerificaPA di INFOCAMERE.

Ecco il link

https://verifichepa.infocamere.it/vepa/

 

In fase di registrazione oltre ai dati noti vi sarà chiesto il vostro codice IPA, poteet cercarlo qui http://www.indicepa.gov.it

Grazie.

DURC, AUTOCERTIFICAZIONE.

Ancora mi pervengono notizie di Revisori dei conti che non accettano l’autocertificazione del DURC.

Assecondarli significa non rispettare un diritto delle imprese, è infatti importantissimo considerare la possibilità dell’autocertificazione non come un nostro minore onere od un nostro obbligo, ma un diritto introdotto dall’articolo 4 comma 14 bis della L. 106/11 per le imprese ( a patto che ci siano le condizioni, cioè importi fino a 20000 € e non lavori ma solo forniture di beni e servizi) .

La cosa buffa è che i revisori per avvalorare la loro tesi utilizzano la circolare prot .INAIL.60010.26/01/2012.0000573 , ma è proprio questa circolare che ricorda la èpssoboòità di  deroga all’autocertificazione nei casi previsti dal legislatore.

Vi allego la circolare con evidenziata la parte che ci riguarda e chi vi tutela ed anche un’ultimo chiarimento ( del  01-06-2012 ) del MLPS che ribadisce la possibilità di accettare l’autodichiarazione ( vedi pagina 4 )

 

 

 
INAIL_INPS_nota_n_573_del_26_01_2012___DURC_non_autocertificabilit___Casi_residuali2unlocked.pdf
20120601_Circ_12.pdf

ESCLUSIONI OGGETTIVE E SOGGETTIVE ANAGRAFE DELLE PRESTAZIONI

5.1 Esclusioni

Ai sensi dell’art.26, comma 1, punti 12, 13 e 14, del decreto legislativo 31 marzo 1998, n.80 e della Circolare 29 maggio 1998, n.5/1998 della Presidenza del Consiglio dei Ministri, D.F.P., punto 1), lettere a. e c. devono essere comunicati annualmente gli importi percepiti dai dipendenti pubblici per incarichi sia

compresi che non compresi nei compiti e doveri d’ufficio, con le esclusioni di seguito riassunte:

A- esclusioni oggettive,

a- diritti d’autore;

b- compensi per attività di insegnamento;

c- redditi derivanti dall’esercizio di attività libero-professionali, ove consentita, e per la quale sia previsto l’obbligo di iscrizione al relativo albo professionale;

d- collaborazione a giornali, riviste, enciclopedie e simili;

e- utilizzazione economica, da parte dell’autore o inventore, di opere dell’ingegno e di invenzioni industriali;

f- partecipazione a convegni e seminari (vedasi al riguardo la Circolare n.10/98 della Presidenza del Consiglio dei Ministri, diramata dalla scrivente con nota prot.D7/160 del 12.3.1999)

g- prestazioni per le quali è corrisposto solo un rimborso delle spese documentate;

h- prestazioni per lo svolgimento delle quali il dipendente è posto in posizione di aspettativa, di comando o di fuori ruolo;

i- compiti attribuiti dalle organizzazioni sindacali a dipendenti presso le stesse distaccati o in aspettativa non retribuita.

elencate nella Circolare n.5/1998 più volte citata, punto 1) lettera c. e punto 2), comma 7;

B- esclusioni soggettive

– i dipendenti con rapporto di lavoro a tempo parziale con prestazione lavorativa non superiore al cinquanta per cento di quella a tempo pieno;

– i docenti universitari e i ricercatori a tempo definito;

– i professori della scuola statale iscritti agli albi professionali e autorizzati all’esercizio della libera professione e le altre categorie di dipendenti pubblici ai quali è consentito da disposizioni speciali lo svolgimento di attività libero-professionali.

ANAGRAFE DELLE PRESTAZIONI

Come ogni anno ci risiamo con l’anagrafe delle prestazioni.

La scadenzadel 30 giugno consta di due adempimenti:

– Comunicazione a cura del RPD ( per gli incarichi conferiti ed autorizzati ai dipendenti della PA) nell’anno solare scorso (01/01/11-31/12/11)

– Comunicazione a cura del RPC ( per incarichi professionali dati a personale estraneo alla P.A nel semestre 01/07/11-31/12/11.

Preciso che in caso di mancati conferimenti siamo obbligati comunque all’invio della dichiarazione negativa e che, ormai  a regime, l’inadempienza è da considerarsi mancato assolvimento di un obbligo d’ufficio, la mancata presentazione comporta l’impossibilità di conferire nuovi incarichi.

Vi allego la circolare più significativa che riporta anche elementi oggettivi e soggettivi di esclusione, INOLTRE

per tutte le PP.AA. interessate da razionalizzazione ( accorpamenti, soppressioni, etc) vogliate chiamarmi per fissare un appuntamento, per quesiti specifici utilizzate il contatto :

segreteria@ca-campania.com.

Abbiate inoltre la gentile e cortese premura di saldare le parcelle pregresse.

Per altre notizie sull’anagrafe delle prestazioni utlizzate la ricerca libera con il testo “prestazioni”

 

 

circ_497_del_24_7_2002angr_prestaz.pdf

Ispezioni antiriciclaggio Studi professionali

In seguito alle ispezioni finalizzate all’applicazione del D.lgs 231/07 ( antiriciclaggio) ricordo che l’adempimento consiste non solo nell’impostare il software ai limiti numerari imposti dalle diverse norme che si sono succedute ma occorre:

– Valutare il rischio derivante dalla matrice cliente-operazione-incarico

– Istituire l’archivio antiriciclaggio

– Istituire il fascicolo della clientela

– Fare la formazione “obbligatoria e continua”

– Fare le comunicazioni all’UIF ed all’ADE

 

Queste operazioni possono essere esternalizzate, per una quotazione telefonatemi.

L’azione sostitutiva della PA per DURC negativi – Autocertificazione.

Il 13 Aprile 2012 l’INPS ha pubblicato la modulistica per l’attuazione dell’azione sostitutiva della Stazione Appaltante in caso di inadempimento derivante dal DURC.

Con la pubblicazione abbiamo tutti gli strumenti per utilizzare l’art 4 DPR 207/10, con la sola limitazione ( temporanea ) di non poter ancore fruire dei CODICI TRIBUTO per l’utilizzo del modello F24.

Agli utilizzatori più attenti dell’applicativo WEB per la richiesta del DURC è noto che ora accanto alla negazione della regolarità ( assicurativa e previdenziale) c’è l’importo dell’inadempienza che ci occorre per sanare i debiti dell’appaltatore sostituendoci nei pagamenti.

Non voglio dilungarmi e riporto alla fine del paragrafo i due articoli precedenti che hanno seguito l’evoluzione normativa di questo istituto , ed in allegato il foglio excel per la ripartizione del debito v/Appaltatore , la modulistica INPS, la modulistica INAIL.

Voglio invece soffermarmi nuovamente sull’importanza di chiedere l’autocertificazione all’uopo del DURC come previsto dall’art 4 comma 14 bis l.106/11 e far presente che non è un’opportunità per la P.A. ma un diritto dell’appaltatore, in quanto ogni tardato pagamento derivante dall’inutilizzo della norma della legge estiva comporterà l’applicazione degli interessi ex D.lgs 231/02

Ora più che mai, visto l’onere amministrativo che deriva da un’eventuale inadempienza conviene utilizzare questa procedura, controllando ovviamente a campione la veridicità.

Responsabilità della P.A sui controlli DURC, casistiche.

D:  La Stazione appaltante non accetta l’autocertificazione prevista dall’art 4 co 14 bis l. 106/11.

R : Senza dubbio in caso di tardato pagamento deve calcolare e versare gli interessi previsti dal D.lgs 231/02 che vengono applicati automaticamente, senza nessun atto di messa in mora nella misura dell’ 8 % ( ad oggi)

D: La stazione appaltante accetta l’autocertificazione, questa non viene controllata dalla stessa.

R : Non tutte le autocertificazioni devono essere controllate

D: La stazione appalatante accetta l’autocertificazione, in sede di controllo risulta mendace.

R : La Stazione appaltante non ha nessuna responsabilità, deve agire con gli strumenti dell’art 62 bis del D.Lgs 82/05.

D : La Stazione appaltante decide di non accettare l’autocertificazione ma accetta un DURC consegnato dall’appaltatore.

R: Il DURC deve essere richiesto telematicamente dalla SA, art 16 bis comma 10 l. 2/2009. In questo caso la SA è sanzionabile .

 

D : E’ vero che il DURC non è autocertificabile ?

R: E’ previsto l’istituto dell’autocertificazione del DURC dall’art 4 comma 14 bis L. 106/2011. Qualcuno ancora si ostina a non accettare questa tesi, giova ricordare un chiarimento ( a mio avviso superfluo) contenuto nella nota   573/12 rilasciata contestualemnte dall’INPS e dall’INAIL.

Link al primo articolo sull’azione sostitutiva
NOVITA’ DURC .L’intervento sostitutivo della P.A. per i debiti previdenziali ed assicurativi dell’appaltatore

 

Link al secondo articolo sull’azione sostitutiva
Modulistica per l’azione sostitutiva in caso di DURC IRREGOLARE

 

In allegato trovate il modello 30 ed il modello 31 per l’azione sostitutva INAIL,allegati 3 e 4 circolare 54/12 per l’azione sostitutiva INPS, foglio di calcolo per la ripartizione del debito v/Appaltatore, circolare autocertificazione, modello per l’autocertificazione.

 

 

 

 

 

30_Durc_intervento_sostitutivo___Facsimile_Comunicazione_preventiva_1.doc
31_Durc_intervento_sostitutivo_Facsimile_Comunicazione_INAIL_2_1.doc
Circolare_numero_54_del_13_04_2012_Allegato_n_3.doc
Circolare_numero_54_del_13_04_2012_Allegato_n_4.doc
INAIL_INPS_nota_n_573_del_26_01_2012___DURC_non_autocertificabilit___Casi_residuali.pdf
dichiarazionedurc.doc

MMS – VECCHIO DPSS- PER PMI E PROFESSIONISTI ON LINE

ON LINE I DPSS ( O MEGLIO MMS) PER PMI,PROFESSIONISTI CON UTENZE ENTRATEL, PROFESSIONISTI SENZA UTENZA ENTRATEL.

PER IL DOWNLOAD CLICCA QUI

ENTRO QUINDICI GIORNI TUTTI I DOCUMENTI SARANNO PUBBLICATI.

Adempimenti privacy -PPAA-

Sono on line i nuovi documenti contenenti le politiche e le misure di sicurezza.

L’elenco dei Documenti della privacy è consultabile cliccando qui

Entro 15 giorni saranno on line tutti i documenti.

 

ADEMPIMENTI D.LGS 196/03 (PRIVACY) PP.AA. -AZIENDE – PROFESSIONISTI

Con l’abolizione del DPSS, voglio ricordare, la problematica privacy è divenuta molto più complessa, da un lato per il settore pubblico è stato introdotto l’obbligo del piano di salvataggio dall’art. 52 bis del D.Lgs 82/05 ( in pratica il DPSS non deve essere stampato ma inviato per via telematica al DigitPA e chiedere un parere tecnico ai sensi dell’art 17 dell. L.241/90), mentre per il settore privato abbiamo queste sub casistiche:

– Aziende, introduzione dei reati informatici ex art 24 bis del D.Lgs 231/01, oltre agli obblighi del codice della privacy ( ricordo infatti che è stato abrogato solo l’art 34 lettera g di tutto il codice)

– Professionisti ed altri soggetti abilitati ad ENTRATEL (anche PPAA), sono in corso verifiche per la corretta politica di custodia ed archiviazione dei documenti ENTRATEL.

Nel giro di due mesi ci sono state 26 verifiche in Campania, dunque attenzione e se ancora non vi siete adeguati con i nuovi modelli chiamatemi.

 

Modulistica per l’azione sostitutiva in caso di DURC IRREGOLARE!!!

Prima di proseguire la lettura vi invito a leggere https://www.rtd.cloud/deprisco/archivio-circolari/circolari-isa-e-pa-dal-01092011/item/49-lintervento-sostitutivo-della-pa-per-i-debiti-previdenziali-ed-assicurativi-dellappaltatore.

 

L’INAIL in data 21/03/2012 ha pubblicato la circolare per applicare praticamente l’istituto dell’art 4 del DPR 207/10.

L’iter è quello dell’articolo riportato sopra in link.

L’ INAIL all’articolo 4 della circolare ribadisce che lo strumento per effettuare il pagamento come sostituto ex art 4 del DPR 207/10 resta quello classico del modello F24, ma nelle more di una convenzione con l’AdE per la creazione di codici tributo predispone una modulistica “speciale”, questa è prova della piena operatività del preocedimento.

In schema,

1) Dall’inadempienza del DURC avremo uno di questi scenari, debito v/appaltatore capace di coprire le inadempienze completamente, debito v/appalatatore uguale all’importo delle inadempienze, debito v/appalatatore minore delle inadempienze DURC

2) Utilizziamo lo schema riportato nell’articolo https://www.rtd.cloud/deprisco/archivio-circolari/circolari-isa-e-pa-dal-01092011/item/49-lintervento-sostitutivo-della-pa-per-i-debiti-previdenziali-ed-assicurativi-dellappaltatore

3) Diamo comunicazione preventiva ll’INAIL del pagamento utilizzando il modello 30 DURC INTERVENTO SOSTITUTIVO FACSIMILE COMUNICAZIONE PREVENTIVA (in allegato)

4) In risposta ad una nuova analisi da parte dell’INAIL di competenza, e nell’attesa dell’istituzione dei codici tributo per il pagamento tramite F24 avremo dall’Inail il modello 31 DURC INTERVENTO SOSTITUTIVO ( in allegato)

 

Tutto quanto sopra per le inadempienze INAIL, non appena ci saranno interventi dell’INPS vi comunichero’ procedure e modulistiche tramite circolari.

 

 

30_Durc_intervento_sostitutivo___Facsimile_Comunicazione_preventiva.doc
31_Durc_intervento_sostitutivo_Facsimile_Comunicazione_INAIL_2.doc

NOVITA’ DURC .L’intervento sostitutivo della P.A. per i debiti previdenziali ed assicurativi dell’appaltatore

Come noto il giorno 08/06/2011 è entrata in vigore la norma attuativa del D.Lgs 163/06 ( cod. appalti).

E’ poco noto invece che il MinLav il 18/02 u.s. ha emanato una circolare che spinge all’utilizzo dell’istituto contenuto nell’art 4 del DPR 207/10 che riporto integralmente:

Art. 4

Intervento  sostitutivo  della  stazione  appaltante   in   caso   di inadempienza 
          contributiva dell’esecutore e del subappaltatore 
                  (art. 7, d.m. ll.pp. n. 145/2000)

    1. Per i  contratti  relativi  a  lavori,  servizi  e  forniture,
l’esecutore, il subappaltatore e i soggetti titolari di subappalti  e
cottimi di cui all’articolo 118, comma 8, ultimo periodo, del  codice
devono osservare le norme e  prescrizioni  dei  contratti  collettivi
nazionali e di zona stipulati tra  le  parti  sociali  firmatarie  di
contratti collettivi nazionali comparativamente piu’ rappresentative,
delle leggi  e  dei  regolamenti  sulla  tutela,  sicurezza,  salute,
assicurazione   assistenza,   contribuzione   e   retribuzione    dei
lavoratori.
    2. Nelle ipotesi previste dall’articolo 6, commi 3 e 4,  in  caso
di  ottenimento  da  parte  del  responsabile  del  procedimento  del
documento   unico   di   regolarita’   contributiva    che    segnali
un’inadempienza contributiva relativa a uno o piu’ soggetti impiegati
nell’esecuzione del contratto, il medesimo trattiene dal  certificato
di pagamento l’importo corrispondente all’inadempienza. Il  pagamento
di quanto dovuto per le inadempienze accertate mediante il  documento
unico di regolarita’ contributiva e’ disposto  dai  soggetti  di  cui
all’articolo  3,  comma  1,  lettera  b),  direttamente   agli   enti
previdenziali e assicurativi, compresa, nei lavori, la cassa edile.
    3. In ogni caso sull’importo netto progressivo delle  prestazioni
e’ operata una ritenuta dello 0,50 per  cento;  le  ritenute  possono
essere svincolate soltanto  in  sede  di  liquidazione  finale,  dopo
l’approvazione da parte della stazione appaltante del certificato  di
collaudo o di verifica di conformita’, previo rilascio del  documento
unico di regolarita’ contributiva.

La norma appena citata legittima la P.A. stazione appaltante a sostituirsi sia per i debiti verso enti ( INPS ed INAIL , a volte Cassa Edile) che per i debiti verso i dipendenti dell’appaltatore, mentre per i debiti già passati ad Equitalia l’istituto sostitutivo è stato reso attivo dal Dm 40/2008.

La circolare del MinLav detta i paletti del controllo e chiarisce l’operatività dell’istituto:

1) L’azione sostitutiva deve essere attuata ( obbligo e non opzione) in qualsiasi ipotesi di capienza finanziaria, quindi abbiamo tre scenari, il primo di parità tra i debiti v/Appaltatore ed inadempienze previdenziali ed assicurativi, giocoforza la S.A. avrà una quietanza automatica.
Altra ipotesi è quella di un debito v/Appaltatore maggiore dei debiti di quest’ultimo verso gli istituti previdenziali ed assicurativi, in questo caso dopo l’azione sostitutiva risulta ancora un debito v/Appaltatore che dovrà essere versato.
L’ultima ipotesi, invero la più complessa è rappresentata nel caso in cui i debiti v/Appaltatore siano minori delle inadempienze evidenziate dal DURC, in questo caso ci sarà una ripartizione proporzionale in quote percentuali, faccio un esempio:

Debito Stazione Appaltante v/Appaltatore = 7500 €

Inadempienze evidenziate in DURC :

INPS                 € 12500

INAIL               € 7500

Cassa Edile     € 2500

Per un totale di inadempienza pari ad € 22500

 Il primo passo sarà quello di normalizzare i tre valori in base 100 :

(12500/22500) * 100 =  55.56 %

(7500/22500) * 100 =  33.34 %

(2500/22500) * 100 = 11.10 %

Poi ripartiro il debito v/Appaltatore in ragione delle percentuali ottenute:

Agli istituti liquiderò :

INPS € 4167.0

INAIL € 2500.5

Cassa Edile € 832.5

Una volta conclusa la fase di calcolo e liquidazione dovrò comunicare ai diversi istituti “un preavviso di pagamento” per permettere a questi di rimodulare i debiti ( che nel frattempo potrebbero  essere stati annullati o ridotti dall’azione sostitutiva di un’altra S.A.) e dopo l’esito della rimodulazione verserò e comunicherò agli stessi il pagamento.

Quest’azione di sostituzione deve essere attuata prima dell’azione sostitutiva dell’art 48 bis del DPR 602/73 (attuata dal DM 40/08)  per i debiti passati già ad Equitalia ( giova ricordare che l’art 38 del D.lgs 163/06 novellato dalla l. 106/11 considera il valore del Dm 40/08 elemento essenziale per la partecipazione alle procedure ad evidenza pubblica e negoziate) proprio per la natura diversa delle norme, inoltre un’azione con le tappe appena dette ( prima azione sostitutiva del DPR 207/10 e poi del 602/73) riduce gran parte dei debiti iscritti a ruolo.

In allegato :

– Cicolare MinLAv 3 del 16/02/2012

– Foglio Excel per il calcolo nell’ipotesi di debiti v/Appaltatori < Debiti previdenziali ed assicurativi

 

 

CALCOLO_DURC.xls
Circolare_n3_2012_Art4_commi_2_e_3_DPR_n207_20102.pdf

Introduzione della confisca dei PC per reati informatici, verso l’obbligo del D.Lgs 231/01

Dal 9 marzo 2012 entrano in vigore le modifiche al codice penale in materia di confisca obbligatoria in caso di reati informatici apportate dal disegno di legge approvato dalla Commissione Giustizia del Senato, con lo scopo di introdurre norme più severe per contrastare la criminalità informatica.

Il reati informatici sono infatti puniti dal codice penale, che prevede la confisca degli strumenti informatici o telematici utilizzati per commettere il fatto, ma finora la legge escludeva la confisca in caso di proprietà di persone terze, estranee al reato. Le cose ora cambiano.

Andiamo con ordine: a disporre il sequestro dei beni oggetto di reati informatici è l’art. 240 del codice penale che rimette al giudice, in fase di condanna per il reato, la decisione se confiscare i beni “complici” dell’illecito.

In particolare, all’articolo 240 è stato aggiunto il comma 1 bis che prevede la confisca «dei beni e degli strumenti informatici o telematici che risultino essere stati in tutto o in parte utilizzati per la commissione dei reati di cui agli articoli».

Dal 9 marzo 2012 entrano in vigore le modifiche apportate dalla legge, ma rimane in vigore l’ordine di confisca in caso di reati informatici.

Cosa cambia per le aziende? Escludendo le diverse implicazioni sulle responsabilità penali, se fino ad oggi un dipendente si macchiava di crimine informatico utilizzando i computer dell’ufficio (con azienda ignara del crimine, ovviamente), il sequestro dei terminali non era previsto, in quanto gli strumenti informatici erano di terzi.

Dal 9 marzo 2012 sarà invece obbligatorio procedere con la confisca di tutte i beni e gli strumenti informatici o telematici che «risultino essere stati in tutto o in parte utilizzati per la commissione dei reati di cui agli articoli».

L’unico modo per far salvo l’imprenditore dai danni anche penali è quindi l’utilizzo del DPSS come elemento esimente dell’art 24 bis del D.Lgs 231/01.

 

 

Abolizione del DPS ? Attenzione alle notizie fuorvianti.

Come noto il D.l 5/2012 “Semplifica Italia” ha abolito l’obbligo della redazione del DPS.

In realtà quest’eliminazione era già nota, vediamo perchè:

– In GURI il 27/12/2011 viene pubblicata una circolare della DigitPA che sancisce l’obbligo di rendere operativa la verifica dei piani di “Disaster Recovery” dell’art 50 bis del D.Lgs 82/05 (modificato ed integrato dal D.Lgs 235/10).

Questa norma in estrema sintesi dice che fino al 31/03/2011 il DPSS doveva essere redatto e solo “eccezionalmente” sarebbe stato ispezionato, ora invece tutte le PP.AA. entro il 31/12 di ogni anno devono compilare l’autovalutazione ed utilizzare lo strumento dell’art 17 della L. 241/90 per farsi rilasciare un parere tecnico dal DigitPA ( vecchio CNIPA per intenderci).

Quanto sopra solo per le PP.AA dell’art 1 comma 2 del D.lgs 165/01, per le imprese le cose invece non vanno verso una sostituzione di adempimenti, ma verso una complicazione vera e propria.

Non solo il DPS, ma tutto il D.Lgs 196/03 a breve sarebbe stato abrogato e sostituito dalla normativa comunitaria con particolari novità:

– per le aziende con più di 249 dipendenti” l’obbligo” di istituire un ufficio interno indipendente con autonomia finanziaria per il controllo del documento che dovrà sostituire il DPSS.

– per le altre aziende invece la “possibilità” di istituire l’organo indipendente per il controllo e l’attuazione del documento già noto come DPSS.

Inoltre un sistema sanzionatorio non solo tabellato agli importi ma parametrizzato a quote.

I lettori più attenti possono intravedere quindi, sopratutto per l’ipotesi di aziende fino a 250 dipendenti , un sitema normativo e di “autocontrollo” non dissimile dalle imposizioni del D.lgs 231/01.

Tralasciando comunque che i reati informatici della 231/01 (art 24 bis) possono essere esenti da sanzioni penali solo con la predisposizione di un modello di gestione e  controllo che incorpori il DPSS analizziamo bene la norma di abolizione del DPSS riportando il nuovo art. 34 del D.Lgs 196/03.

Art. 34
                Trattamenti con strumenti elettronici

  1. Il  trattamento  di  dati  personali  effettuato  con  strumenti
elettronici e’ consentito solo se sono adottate,  nei  modi  previsti
dal disciplinare tecnico  contenuto  nell’allegato  B),  le  seguenti
misure minime:
    a) autenticazione informatica;
    b)  adozione  di  procedure  di  gestione  delle  credenziali  di
autenticazione;
    c) utilizzazione di un sistema di autorizzazione;
    d) aggiornamento periodico  dell’individuazione  dell’ambito  del
trattamento consentito ai singoli incaricati e addetti alla  gestione
o alla manutenzione degli strumenti elettronici;
    e) protezione degli strumenti elettronici e dei dati  rispetto  a
trattamenti  illeciti  di  dati,  ad  accessi  non  consentiti  e   a
determinati programmi informatici;
    f) adozione di procedure per la custodia di copie  di  sicurezza,
il ripristino della disponibilita’ dei dati e dei sistemi;
    g) ((LETTERA SOPPRESSA DAL D.L. 9 FEBBRAIO 2012, N. 5));
    h) adozione di tecniche di cifratura o di  codici  identificativi
per determinati trattamenti di dati idonei a  rivelare  lo  stato  di
salute o la vita sessuale effettuati da organismi sanitart.
  1-bis. ((COMMA ABROGATO DAL D.L. 9 FEBBRAIO 2012, N. 5)).
  1-ter. Ai fini dell’applicazione delle disposizioni in  materia  di
protezione dei dati personali, i trattamenti effettuati per finalita’
amministrativo – contabili  sono  quelli  connessi  allo  svolgimento
delle attivita’ di natura organizzativa, amministrativa,  finanziaria
e contabile,  a  prescindere  dalla  natura  dei  dati  trattati.  In
particolare, perseguono tali  finalita’  le  attivita’  organizzative
interne, quelle funzionali all’adempimento di obblighi contrattuali e
precontrattuali, alla gestione del rapporto di lavoro in tutte le sue
fasi, alla tenuta della contabilita’ e all’applicazione  delle  norme
in materia fiscale,  sindacale,  previdenziale  –  assistenziale,  di
salute, igiene e sicurezza sul lavoro.

In particolare pur essendo soppressa la lettera g ” tenuta di un aggiornato documento programmatico sulla sicurezza” resta l’obbligo strutturale ed organizzativo di dover documentare l’adeguatezza del trattamento dei dati con strumenti informatici, tale obbligo è dato dall’art 50 bis del D.Lgs 82/05 per le PP.AA e dall’adozione di un modello esimente per le imprese, che converrà continuare a chiamare DPSS almeno fino all’entrata in vigore del nuovo regolamento europeo, e questi documenti saranno esibiti agli organi ispettivi.

 

 

 

 

Direttiva 14/11,autocertificazioni,molto rumore per nulla

Da inizio anno siamo stati investiti da una rivoluzione,o almeno vogliono farci credere questo.

La questione della direttiva 14/11 non cambia in niente e per niente la disciplina dell’autocertificazione che ormai utilizziamo dal 2000, la novità della 183/11 è rappresentata dalla meschina possibilità di potere denunciare un’altra PP.AA. qualora avesse rilasciato una certificazione di stato, ma ricordo che la P.A. emittente ha solo l’obbligo della dicitura “il presente certificato non può essere prodotto….”e non può essere responsabile del giro e delle vicende documentali.

E’ ormai abitudine consolidata quella di accettare autocertificazioni ai sensi del DPR 445/00 art 46, norma intelligente che in estrema sintesi recita “ogni cittadino conosce il proprio status, e di questo può dichiarare le situazioni cristalizzate: nascita, titolo di studio, decesso, composizione familiare, etc etc”.

 

Per quanto riguarda il potere di sindacato da parte della P.A. sulle autodichiarazioni vige il principio generale della libertà di circolazione tra uffici ed organi dello Stato (tra questi anche i privati fornitori di utilità diffuse) e bisogna nominare un responsabile di collegamento, questo nome deve essere pubblicizzato, ora è evidente che la figura  degenera con quella prevista dall’art .5 della 241/90, il responsabile del procedimento, o più dettagliatamente per le ISA nel DM 190/95.

E’ ancora importante sottolineare che con le diverse normative targate “BRUNETTA” l’esistenza di taluni requisiti che potremo richiedere in sede di gara dovrebbero già essere pubblicizzate sul sito web istituzionale, questo concetto è rafforzato anche dalla norma contenuta nell’art 331 del DPR 207/10.

Esempio : ai sensi dell’articolo 42 comma 1 lettera a chiediamo ai concorrenti di una procedura di acquisto l’elenco delle forniture simili fatte ad una P.A.

L’elenco delle forniture e’ immediatamente controllabile se la PA che dovrebbe essere certificante (noi siamo la propronente) ha utilizzato l’art 331 del DPR 207/10, il c.d. istituto della postinformazione.

 

Per concludere ricordo comunque che il D.Lgs 82/05, il CAD, già disciplinò la problemtica di banche dati comuni con il S.P.C. (servizio pubblico di connettività e cooperazione) articoli 50-52-60-71 del CAD e che dal 2005 esiste tale obbligo.

Per quanto riguarda il DURC è evidente che questo non possa essere autocertificato in quanto non può essere cristallizzato, io compilatore con l’utilizzo di strumenti AUTOLIQUIDATORI presumo di adempiere in modo corretto alla contribuzione previdenziale ed assicurativa, gli uffici preposti (INAIL, INPS, Cassa EDILE) possono accettare o meno il mio atto.

Tuttavia con il decreto sviluppo (art 4 comma 14 bis l. 106/11) viene introdotta una importante deroga al patto che non si superino i 20000 € e non ci siano lavori (vale quindi solo per la fornitura di beni e servizi), la norma recita infatti che in LUOGO DEL DURC può esserci l’autocertificazione e non che il DURC possa essere autocertificato.

In pratica tutta la norma si conclude con l’apposizione della stampa

Il presente certificato non può essere prodotto agli organi della Pubblica amministrazione o ai privati gestori di pubblici servizio”

 

molto rumore per nulla.

vincenzo de prisco

 

AUTOCERTIFICAZIONE DURC…UN POCO DI CHIAREZZA

In questi giorni c’è tanta confusione in merito alla possibilità di autocertificare o meno il DURC. Questa confusione è anche stata alimentata dalla recente circolare del Ministero del lavoro e del welfare del 16/01/2012, che allego in download.

In realtà questa circolare è molto chiara e non affatto in contrasto con la normativa dell’ultima estate che introduce nuovamente l’autocertificazione del documento unico di regolarità contributiva.

Analizziamo fatti e norme:

La legge 106/11, in sede di conversione del DL 70/11 aggiunge all’articolo 4 il comma 14 bis, che recita testualmente :

«14-bis. Per i contratti di forniture e  servizi  fino  a  20.000
euro stipulati con la pubblica amministrazione e con le  societa’  in
house, i  soggetti  contraenti  possono  produrre  una  dichiarazione
sostitutiva ai sensi dell’articolo 46, comma 1, lettera p), del testo
unico di cui al decreto del Presidente della Repubblica  28  dicembre
2000, n. 445, in luogo del documento di regolarita’ contributiva.  Le
amministrazioni  procedenti  sono  tenute  ad  effettuare   controlli
periodici sulla veridicita’ delle dichiarazioni sostitutive, ai sensi
dell’articolo 71 del medesimo testo  unico  di  cui  al  decreto  del
Presidente della Repubblica n. 445 del 2000»

La circolare del MinLavoro, invece esclude la possibilità “generale” dell’autocertificazione del DURC.

Le norma di diritto e la circolare non sono affatto contrastanti tra di loro, ma sono complementari e comunque il comma 14 bis dell’art 4 della 106/11 non può essere considerato “contra legem”, purchè la sua applicazione sia limitata alle forniture di beni e servizi per un importo  massimo di € 20.000.

In ogni altro caso non disciplinato dalla norma estiva, quindi per fornitura di beni e servizi per un importo superiore alla soglia di € 20.000, o per l’esecuzione di lavori pubblici a prescindere dall’importo dell’appalto dovrà essere chiesto il DURC utilizzando lo sportello unico previdenziale ex art 16 bis commq 10 della L. 2/2009.

 

20120116_Nt.pdf

Decreto CrescItalia

Nell’attesa della lettura del decreto vi annuncio che con l’abolizione delle tariffe professionali verrà a cadere la possibilità dello strumento dell’incarcio “intuitus personae” disciplinato dall’art 7 comma 6 del D.lgs 165/01.

Un’altra rogna che potrebbe caderci addosso è quello di dovere valutare i debiti verso gli operatori economici per permettere all’istituto tesoriere ( o chi per esso) di negoziarli in titoli di debito nazionale.

Sarete ovviamente avvisati delle novità appena ci sarà la pubblicazione in G.U.

Gedap, Perla e permessi sindacali art.10 e 11 Istituzioni scolastiche

In riferimento alla nota MPI 11791 del 27/12/2011 che riporto in allegato, per quanto rigarda i permessi sindacali , faccio notare che al momento l’ISA non ha nessuna abilitazione, dunque continueremo inviare le informazioni all’USP come sempre ( con i tempi previsti dalla circolare).

L’ufficio scolastico provinciale comunicherà tramite la funzione GEDAP di PerlaPA le informazioni raccolte.

 

mpi_nota_11791_2011.pdf

Bando Agenzia delle Entrate hardware dismesso

Appresso riporto il link per partecipare all’assegnazione di hardware dismesso (desktop,notebook,stampanti)dall’AdE Lombardia. Negli ultimi anni la qualità è migliorata molto, vale la pena tentare.

 

http://fiscooggi.it/phoenice/crearichiesta.php

 

 

 

Nuovo ADEMPIMENTO n. 1 anno 2012. Art 50 D.lgs 82/05 (235/10)

Anche se la scadenza è a lungo termine ( 31/12 di ogni anno, prima scadenza 31/12/2012) vi invito ad adeguarvi e non attendere più di tanto.

Occorre inviare una relazione, allegando l’autovalutazione predisposta dal DigitPA, sui sistemi informativi e sui piani di Disaster Recovery adottati da ogni pubblica amministrazione.

Oltre che vedere questo nuovo adempimento come “onere” occorre valutare l’opportunità data dall’art.17 della L. 241/90 , infatti sottoponendo la P.A. alla valutazione, questa è fatta salva da richiesta di risarcimenti per “inadeguatezza strutturale”

In download le linee guida, il foglio elettronico per l’autovalutazione e la pubblicazione in G.U.

Nei prossimi seminari discuteremo anche di questa “nuova opportunità”

LINEE_GUIDA_PER_IL_DISASTER_RECOVERY_DELLE_PA.pdf
CIRCOLARE_1_dicembre_2011_n58.pdf
Copia_di_Autovalutazione.xls

Nuove segnalazioni antiriciclaggio

Le violazioni relative all’utilizzo del denaro contante, devono essere comunicate dagli intermediari finanziari e dai professionisti che ne vengono a conoscenza, entro 30 giorni:
– al Ministero dell’Economia e delle Finanze, esattamente alle competenti Ragionerie territoriali dello Stato;
– all’Agenzia delle Entrate. Quest’ultimo adempimento è stato inserito di recente dall’art. 12, comma 11, DL 6.12.2011 n. 201, da convertire entro il 4.2.2012.

I soggetti obbligati al suddetto adempimento sono:
–  le società di gestione di strumenti finanziari ed attività con esercizio subordinato al possesso di licenze, autorizzazioni, iscrizioni in albi o registri, intermediari finanziari;
– altri soggetti esercenti attività finanziaria; professionisti iscritti agli albi dei dottori commercialisti, consulenti del lavoro, avvocati, notai, altri soggetti esercenti attività in materia di contabilità e tributi, revisori legali e società di revisione;
– soggetti che esercitano attività di recupero crediti, di custodia e di trasporto di denaro contante, la gestione di case da gioco ecc..

La comunicazione, da inoltrare in forma libera, andrà effettuata, tramite lettera raccomandata, contenente le seguenti informazioni: i dati dell’autore della violazione; l’indicazione che è stata violata la disposizione dell’articolo 1, comma, 1 D.L. n. 143/1991, convertito dalla L. n. 197/1991 (per le violazioni commesse a partire dal 30 aprile 2008, andrà citato l’articolo 49, comma 1, D. Lgs. n. 231/2007) e, infine, gli eventuali elementi, atti a comprovare la commissione della violazione.
Il Ministero con un Decreto del 17 novembre 2011 (in G.U. n. 278 del 29-11-2011) ha provveduto a individuare le Ragionerie territoriali dello stato competenti in materia di procedimenti amministrativi sanzionatori antiriciclaggio.

Nuovo Gruppo nuovi adempimenti nuovi prezzi

Nel menù a cascata Servizi Digitali PA sono stati inseriti i seguenti link:

– POSTA CERTIFICATA MINISTERIALE

– NUOVO CONTRATTO CONSULENTI ASSOCIATI.

 

Dopo dieci anni di lavori ( tra vidipiweb e consulenti associati) siamo stati costretti ad aumentare i prezzi, inoltre tra le novità importanti:

– Consulenza per gli adempimenti ambientali( SISTRI,MUD,FIR e dichiarazione annuale dei rifiuti pericolosi e non pericolosi)

– La nascita della VIDIPIWEB DUE PFI di Elisa Carotenuto, azienda che ha lo scopo di seguire direttamente o tramite la CA tutti gli adempimenti ambientali delle Pubbliche Amministrazioni e di distribuire CARTA, CANCELLERIA, TONER e detergenti.

Entro pochi giorni riceverete le circolari sugli adempimenti ambientali.

 

Ultimo passo per la tracciabilità, art 3 comma 9

Ricordo a tutte le PP.AA. che con determinazione 4 del 7 Luglio 2011 l’AVCP ha ribadito il controllo “c.d. intenso” per la tracciabilità dei flussi finanziari.

Questo passaggio come la mancanza della richiesta del conto corrente dedicato rende nullo il contratto ab origine, qualora i Vs fornitori di beni e servizi non bbiano provveduto a comunicarvi lo stralcio dei contratti di filiera vogliate sollecitarli, in allegato, tra i download vi lascio la modulistica e la determinazione 4/11 dell’AVCP.

 

 

art_3_comma9.doc
detn42011.pdf

BANDO INAIL ISI 2011 CAMPANIA

Bando per la messa in sicurezza elle aziende e per l’adozione di un sistema ex D.Lgs 231/01.

Scheda Informativa

 

INAIL – INCENTIVI ALLE IMPRESE PER INVESTIMENTI IN SICUREZZA SUL LAVORO E PER L’ADOZIONE DI MODELLI ORGANIZZATIVI E DI RESPONSABILITÀ SOCIALE – DD.LGS. 81/2008 E 106/2009, ART. 11, COMMA 5.

 

 

Natura: normativa nazionale

Scadenza: le domande potranno essere compilate dalle ore 12 del 28 dicembre 2011 alle ore 18 del 7 marzo 2012

Settore: tutti, tranne quelli esclusi dal de minimis

 

DESCRIZIONE

L’INAIL ha stanziato 205 milioni di euro – ripartiti su base regionale – per finanziare le imprese che realizzano interventi per migliorare la salute e la sicurezza dei luoghi di lavoro in attuazione dei DD.Lgs. 81/2008 e 106/2009, art. 11, comma 5 e s.m.i.

 

Nell’ambito delle finalità del miglioramento della salute e della sicurezza dei luoghi di lavoro, possono essere presentati progetti:

1. di investimento,

2. per l’adozione di modelli organizzativi e di responsabilità sociale.

 

I contributi sono concessi con procedura valutativa a sportello ai sensi del decreto legislativo n.123/98 e s.m.i.

 

SOGGETTI INTERESSATI

Destinatari sono le imprese, anche individuali, iscritte alla Camera di Commercio Industria, Artigianato ed Agricoltura della Regione di appartenenza

 

Sono escluse le imprese ammesse allo stesso contributo disposto dal Bando INAIL – “Avviso Pubblico 2010”.

 

AZIONE FINANZIABILE

Sono ammessi a contributo progetti – puchè, in ogni caso, si tratti di interventi finalizzati al miglioramento dei livelli di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro – ricadenti in una delle seguenti tipologie,:

 

1) progetti di investimento:

Ristrutturazione o modifica strutturale e/o impiantistica degli ambienti di lavoro;

Installazione e/o sostituzione di macchine, dispositivi e/o attrezzature

Modifiche del layout produttivo

Interventi relativi alla riduzione/eliminazione di fattori di rischio

2) progetti per l’adozione di modelli organizzativi e di responsabilità sociale

Adozione di sistemi di gestione della salute e sicurezza sul lavoro (SGSL) di settore previsti da accordi INAIL-Parti Sociali

Adozione ed eventuale certificazione di un SGSL

Adozione di un modello organizzativo e gestionale ex D.Lgs 231/01

Adozione di un sistema certificato SA 8000

Modalità di rendicontazione sociale asseverata da parte terza indipendente

 

Sono ammesse a contributo tutte le spese direttamente necessarie alla realizzazione del progetto, nonché le eventuali spese accessorie o strumentali, funzionali alla realizzazione dello stesso ed indispensabili per la sua completezza. Sono anche ammesse a contributo le eventuali spese tecniche, entro precisi limiti.

 

Non sono ammesse a contributo le spese relative all’acquisto od alla sostituzione di:

_ dispositivi di protezione individuale o qualsiasi attrezzatura destinata al lavoratore per proteggerlo contro i rischi durante il lavoro, nonché ogni altro complemento o accessorio destinato a tale scopo;

_ automezzi e mezzi di trasporto su strada, aeromobili, imbarcazioni e simili

_ impianti per l’abbattimento di emissioni o rilasci nocivi all’esterno degli ambienti di lavoro, o comunque qualsiasi altra spesa mirata esclusivamente alla salvaguardia dell’ambiente;

_ hardware, software e sistemi di protezione informatica, fatta eccezione per quelli dedicati all’esclusivo ed essenziale funzionamento di sistemi utilizzati ai fini del miglioramento delle condizioni di salute e sicurezza;

_ mobili e arredi.

_ progetti già realizzati o in corso di realizzazione alla data di comunicazione di ammissione al contributo;

_ manutenzione ordinaria degli ambienti di lavoro, di attrezzature, macchine e mezzi d’opera;

_ adozione e/o certificazione di sistemi di gestione della salute e sicurezza sul lavoro (SGSL) relative ad imprese senza dipendenti

_ acquisizioni tramite locazione finanziaria (leasing);

_ mero smaltimento dell’amianto

_ acquisto di macchinari o apprestamenti indispensabili per l’erogazione di un servizio o per la produzione di un bene, di cui l’impresa non dispone ma che deve possedere per poter svolgere la propria attività aziendale.

 

Le imprese possono presentare un solo progetto riguardante una sola unità produttiva e una sola tipologia tra quelle sopra indicate

 

Per i progetti di tipologia 2, l’intervento richiesto può riguardare tutti i lavoratori facenti capo ad un unico Datore di Lavoro, anche se operanti in più sedi o più regioni. In questo caso, la domanda di contributo potrà essere presentata o presso una sola delle Sedi INAIL nel cui territorio opera almeno una parte dei lavoratori coinvolti nell’intervento o dove risiede la sede legale dell’Impresa.

 

Per quanto riguarda la tipologia 1 (progetti di investimento), il progetto può essere articolato in più interventi/acquisti purché essi siano tutti tassativamente funzionali alla   riduzione/eliminazione/prevenzione della medesima causa di infortunio o fattore di rischio indicata dall’impresa nel modulo di domanda on line.

 

DISPOSIZIONI FINANZIARIE

L’incentivo è costituito da un contributo in conto capitale nella misura del 50% delle spese ammesse  del progetto.

 

Il contributo è compreso tra un minimo di € 5.000 ed un massimo di € 100.000,00.

 

Per le imprese fino a 50 dipendenti che presentano progetti per l’adozione di modelli organizzativi e

di responsabilità sociale non è fissato il limite minimo di spesa.

 

Per questo Avviso l’INAIL ha stanziato 205 milioni di euro ripartiti in budget regionali; le imprese di ogni regione concorrono dunque sul budget della propria regione.

 

Il contributo è concesso ai sensi del regolamento “de minimis”, in tal senso le imprese devono verificare il rispetto di questo regime in base al proprio settore di appartenenza e alle proprie condizioni soggettive (max 200.000 euro di contributo ricevuto in deminimis nell’arco di tre esercizi).

 

PROCEDURE E SCADENZE

Le domande devono essere presentate in modalità telematica, secondo le seguenti 3 fasi successive:

1. accesso alla procedura on line e compilazione della domanda

2. invio della domanda on line

3. invio della documentazione a completamento della domanda da effettuarsi nei tempi e con le modalità indicati.

 

Prerequisito necessario per accedere alla procedura di compilazione della domanda è che l’impresa sia in possesso di un codice cliente registrato negli archivi INAIL. Le imprese non soggette ad obbligo assicurativo che ne siano sprovviste potranno iscriversi tramite la specifica sezione del portale www.inail.it – PUNTO CLIENTE (Ditte non INAIL – ANAGRAFICA).

 

Dalle ore 12 del 28 dicembre 2011 alle ore 18 del 7 marzo 2012 le domande potranno essere compilate e salvate mediante procedura informatica attiva sul portale INAIL www.inail.it – Punto Cliente.

 

Le domande saranno successivamente inviate, tramite il codice identificativo assegnato, con inoltro telematico da effettuare nei giorni che verranno indicati dopo il 14 marzo 2012

 

Le domande verranno valutate in ordine cronologico di presentazione. La chiusura potrebbe essere anticipata in caso di esaurimento dei fondi disponibili nel budget regionale.

 

Condizione per la presentazione della domanda è, oltre al possesso dei requisiti di ammissibilità, il raggiungimento di un punteggio soglia, determinato da diversi parametri: dimensione aziendale, rischiosità dell’attività di impresa, numero di destinatari, finalità ed efficacia dell’intervento, con un bonus in caso di collaborazione con le Parti sociali nella realizzazione dell’intervento.

 

Per poter presentare la domanda bisogna raggiungere un punteggio minimo pari a 105

 

RIFERIMENTO NORMATIVO

Avviso pubblico in GU n. 300 del 27-12-2011

 Costi della pratica:

– Studio di fattibilita’ gratuito

– Invio pratica € 500.00 i.c.

– Compenso buon fine max 5 % (a detrarre invio pratica)

resto a disposizione

cell. 3389141276