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REGOLAMENTO PER LE ISTITUZIONI SCOLASTICHE, D.I. 129/2018, non sbagliate scrivendo regolamenti inutili.

Arieccoci!!!!!!

E’ cambiato il testo di riferimento per le ISA, addio al 44/01 e benvenuto al decreto interministeriale n. 129/2018.

Cosa dire ?, già nato vecchio e già violentato ( ufficio complicazione affari semplici) alcuni DSGA e DS che hanno regolamentato quello che non andava regolamentato, le procedure di acquisto.

Ma andiamo in ordine.

Il punto più importante , purtroppo passato in sordina è quello della promessa, o minaccia, di adottare il SIOPE + entro breve tempo, infatti il primo articolo al comma 2 richiama il D.lgs 91/11. Si tratta di una novità importante, l’armonizzazione dei flussi , fossi in voi piuttosto che scrivere regolamenti che non servono ( e che vi vincolano ) inizierei a studiarmi il 91/2011…. ci organizziamo ?

Ancora una volta il legislatore , perdono, il regolamentatore, crea terrorismo lessicale e lascia intendere ( pur non vietandolo espressamente ) il divieto dell’anticipazione di cassa, tralasciando che spesso sfugge la gerarchia delle fonti e che esiste il D.lgs 231/02 e che quindi se non utilizzo i travasi contabili l’istituzione scolastica pagherà, senza preventiva messa in mora, interessi altissimi.

Art. 4 d.lgs 231/02 ((Termini di pagamento)) 1. Gli interessi moratori decorrono, senza che sia necessaria la costituzione in mora, dal giorno successivo alla scadenza del termine per il pagamento.

Una cosa fatta bene , a mio avviso, è la centralità del programma triennale dell’offerta formativa, più volte richiamato , ad esempio agli artt 4 ,5, ed al 44 et 45.

Però, e figuriamoci se non ci mettevo un però, ancora il legislatore ha dimenticato di ricordare ( ossimoro ? ) che la primaria norma, quella della programmazione degli acquisti su base biennale, resta disciplinata dall’articolo 21 del D.lgs 50/16 e DM 14/2018 MIT ( per tutte le PA, anche le scuole, cfr art 1 comma 2 165/01).

Riporto appresso un post.

In sintesi la programmazione articolo 4 del 129/18 deve essere una vision allungata del biennio se letta assieme all’articolo 21 della NORMA FONDAMENTALE.

Anche se non normativamente nuovo, esisteva anche nel 44/01, è dettagliatamente disciplinato l’utilizzo della carta di credito all’articolo 19, non volete usarla ?Perderete alcune occasioni di noti marketplace.

Non mancheranno complicazioni , volute, anche per l’applicazione dell’articolo21 del REGOLAMENTO 129/18, il fondo per le minute spese, che come sempre sarà scelto basso, il mio consiglio, visto il richiamo proprio del secondo comma del 21 è quello di fissare gli importi ex D.Lgs 231/07 ad euro 250 per ogni transizione, vi sembra alto ? ok non mettetelo però a 20 euro.

Ora voglio toccare tre punti che vedono un focus su due reati, il danno erariale e la violazione dell’articolo 7 del D.Lgs 165/01.

Gli articoli 41 e 42 del 129/18 dicono chiaramente che non si dovrebbero utilizzare software terzi per la gestione documentale ( 42 ) e contabile-amministrativa ( 41) , in particolare , ma ormai il danno grosso è fatto richiamando al secondo comma, ultimo capoverso, del 42 si cita l’articolo 71 del CAD ( ed io vi riporto il 61 della penultima revisione, il 179/16 )

Fino all’adozione ((delle Linee guida di cui all’articolo 71 del decreto legislativo n. 82 del 2005)), l’obbligo per le amministrazioni pubbliche di adeguare i propri sistemi di gestione informatica dei documenti, di cui all’articolo 17 del decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 13 novembre 2014, e’ sospeso, salva la facolta’ per le amministrazioni medesime di adeguarsi anteriormente.

È chiaro che l’utilizzo di software contabili e documentali ( prima delle LLGG che ancora non sono uscite ) è rischioso, sento odore di danno all’erario.

Ancora ricordatevi che quello che può e deve essere fatto internamente con le professionalità che dovrebbero esserci, non può essere dato all’esterno, vedi articolo 43 comma 3, norma vecchia ( che trae origine dal 7 del 165/01, presente nel 44/01 ) ma sempre disattesa.

Per quanto riguarda la capacità negoziale troviamo uno strano valore, 10000 euro , leggibile all’articolo 45 comma 2 lett. a.
Pur non condividendo questa interferenza dell’organo collegiale, condivido ancora di meno, perché illegittimo, che molte ISA ( dietro spinta di associazioni di Ds e DSGA) hanno ulteriormente regolamentato la procedura, alla faccia della semplificazione. La norma contenuta nel 45 comma 2 lett a chiaramente dice che di volta in volta va deliberato, non parla di regolamenti interni, l’unico regolamento interno da adottare è quello dell’inventario ex articolo 29.

Nulla di nuovo nemmeno per l’altra norma molto disattesa, la convenzione di cassa di cui all’articolo 20 del 129/18 ( che resta sostanzialmente identico al 16 del 44/01). Le novità sono la possibilità di accordo di rete ( solo lessicale, in realtà era già esistente ) e la possibilità CONSIP ( uguale a prima).

Perchè disatteso ? Nella mia esperienza non ho . mai visto l’evidenza pubblica.

Le altre novità sono il richiamo al 33/13 e finalmente la dichiarazione esplicita di rifarsi al decreto sul codice degli appalti pubblici.

Qualche perplessità , dal punto di vista delle responsabilità, avviene per l’articolo 39, la manutenzione , che può avvenire programmando un capitolo di spesa dietro delega con l’ente locale, o …bada bada tramite anticipazione di cassa e travaso di partite, comma 2.

Problemi reali non esistono , se non quelli atavici di spese superflue, problemi gravi sono stati creati dai regolamenti degli acquisti mai citati nel decreto, a parte l’iter sempre errato ( cfr articolo 32 l. 69/09 e 12 del 33/13) i regolamenti che girano fanno acqua.

Ci lamentiamo della responsabilità eccessiva e poi in maniera illegittima vogliamo altre responsabilità, bah! , diamo i limiti dei mille auro quando poi l’articolo 1 comma 130 della l. 145/18 ha innalzato il valore ad euro 5000 ed allo stesso articolo al comma 912 gli affidamenti diretti per i lavori sono innalzati a 150000.

Come sempre, se volete, organizzatevi ed organizziamo la formazione…non sul 129 ma sul 50/16, norma dinamica e mutevole.

Le comunicazioni elettroniche dell’ARTICOLO 40 DEL D.LGS 50/16

In attesa di intervento chiarificatore dell’ANAC, ulteriore a successivo a quello del 30/10/2018, continuiamo dopo il post già pubblicato ad approfondire le procedure .

Art. 40 (Obbligo di uso dei mezzi di comunicazione elettronici nello svolgimento di procedure di aggiudicazione) 1. Le comunicazioni e gli scambi di informazioni nell’ambito delle procedure di cui al presente codice svolte da centrali di committenza sono eseguiti utilizzando mezzi di comunicazione elettronici ai sensi dell’articolo 5-bis del decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82, Codice dell’amministrazione digitale. 2. A decorrere dal 18 ottobre 2018, le comunicazioni e gli scambi di informazioni nell’ambito delle procedure di cui al presente codice svolte dalle stazioni appaltanti sono eseguiti utilizzando mezzi di comunicazione elettronici.

leggendo il 40 è chiaro il rimando  ad altre due norme, il 52 degli appalti e soprattutto il 5 bis del CAD.

Art. 52 (Regole applicabili alle comunicazioni) 1. Nei settori ordinari e nei settori speciali, tutte le comunicazioni e gli scambi di informazioni di cui al presente codice sono eseguiti utilizzando mezzi di comunicazione elettronici in conformita’ con quanto disposto dal presente comma e dai commi da 2 a 9, nonche’ dal Codice dell’amministrazione digitale di cui al decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82. Gli strumenti e i dispositivi da utilizzare per comunicare per via elettronica, nonche’ le relative caratteristiche tecniche, hanno carattere non discriminatorio, sono comunemente disponibili e compatibili con i prodotti TIC generalmente in uso e non limitano l’accesso degli operatori economici alla procedura di aggiudicazione. In deroga al primo e secondo periodo, le stazioni appaltanti non sono obbligate a richiedere mezzi di comunicazione elettronici nella procedura di presentazione dell’offerta esclusivamente nelle seguenti ipotesi: a) a causa della natura specialistica dell’appalto, l’uso di mezzi di comunicazione elettronici richiederebbe specifici strumenti, dispositivi o formati di file che non sono in genere disponibili o non sono gestiti dai programmi comunemente disponibili; b) i programmi in grado di gestire i formati di file, adatti a descrivere l’offerta, utilizzano formati che non possono essere gestiti mediante altri programmi aperti o generalmente disponibili ovvero sono protetti da licenza di proprieta’ esclusiva e non possono essere messi a disposizione per essere scaricati o per farne un uso remoto da parte della stazione appaltante; c) l’utilizzo di mezzi di comunicazione elettronici richiede attrezzature specializzate per ufficio non comunemente disponibili alle stazioni appaltanti; d) i documenti di gara richiedono la presentazione di un modello fisico o in scala ridotta che non puo’ essere trasmesso per mezzo di strumenti elettronici; e) l’uso di mezzi di comunicazione diversi dai mezzi elettronici e’ necessario a causa di una violazione della sicurezza dei mezzi di comunicazione elettronici ovvero per la protezione di informazioni di natura particolarmente sensibile che richiedono un livello talmente elevato di protezione da non poter essere adeguatamente garantito mediante l’uso degli strumenti e dispositivi elettronici che sono generalmente a disposizione degli operatori economici o che possono essere messi loro a disposizione mediante modalita’ alternative di accesso ai sensi del comma 6. 2. Nei casi in cui non sono utilizzati mezzi di comunicazione elettronici ai sensi del terzo periodo del comma 1, la comunicazione avviene per posta o altro idoneo supporto ovvero mediante una loro combinazione. 3. Le stazioni appaltanti indicano nella relazione unica i motivi per cui l’uso di mezzi di comunicazione diversi dai mezzi elettronici e’ stato ritenuto necessario in applicazione del comma 1, terzo periodo. 4. In deroga ai commi da 1 a 3, la comunicazione orale puo’ essere utilizzata in relazione a comunicazioni diverse da quelle relative agli elementi essenziali della procedura di appalto, purche’ il contenuto della comunicazione orale sia sufficientemente documentato. A tal fine, gli elementi essenziali della procedura di appalto includono i documenti di gara, le richieste di partecipazione, le conferme di interesse e le offerte. In particolare, le comunicazioni orali con offerenti che potrebbero incidere significativamente sul contenuto e la valutazione delle offerte sono documentate in misura sufficiente e con mezzi adeguati. 5. In tutte le comunicazioni, gli scambi e l’archiviazione di informazioni, le stazioni appaltanti garantiscono che l’integrita’ dei dati e la riservatezza delle offerte e delle domande di partecipazione siano mantenute. ((Esse esaminano)) il contenuto delle offerte e delle domande di partecipazione soltanto dopo la scadenza del termine stabilito per la loro presentazione. 6. Le stazioni appaltanti possono, se necessario, richiedere l’uso di strumenti e dispositivi che in genere non sono disponibili, ma, in tale caso, offrono modalita’ alternative di accesso. Sono adeguate modalita’ alternative di accesso quelle che: a)  offrono gratuitamente un accesso completo, illimitato e diretto per via elettronica a tali strumenti e dispositivi a decorrere dalla data di pubblicazione dell’avviso, conformemente all’allegato V o dalla data di invio dell’invito a confermare interesse. Il testo dell’avviso o dell’invito a confermare interesse indica l’indirizzo Internet presso il quale tali strumenti e dispositivi sono accessibili; b)  assicurano che gli offerenti, che non hanno accesso agli strumenti e ai dispositivi in questione o non hanno la possibilita’ di ottenerli entro i termini pertinenti, a condizione che la responsabilita’ del mancato accesso non sia attribuibile all’offerente interessato, possano accedere alla procedura di appalto utilizzando credenziali temporanee elettroniche per un’autenticazione provvisoria fornite gratuitamente online; c) offrono un canale alternativo per la presentazione elettronica delle offerte. 7. Le amministrazioni aggiudicatrici e gli enti aggiudicatori possono imporre agli operatori economici condizioni intese a proteggere il carattere di riservatezza delle informazioni che i predetti soggetti rendono disponibili durante tutta la procedura di appalto. 8. Oltre ai requisiti di cui all’allegato XI, agli strumenti e ai dispositivi di trasmissione e di ricezione elettronica delle offerte e di ricezione elettronica delle domande di partecipazione si applicano le seguenti regole: a) le stazioni appaltanti mettono a disposizione dei soggetti interessati le informazioni sulle specifiche per la presentazione di offerte e domande di partecipazione per via elettronica, compresa la cifratura e la datazione; b)  le stazioni appaltanti specificano il livello di sicurezza richiesto per i mezzi di comunicazione elettronici da utilizzare per le varie fasi della procedura d’aggiudicazione degli appalti. Il livello e’ proporzionato ai rischi connessi; c) qualora ritengano che il livello dei rischi, valutato ai sensi della lettera b), sia tale che sono necessarie firme elettroniche avanzate, come definite nel Codice dell’amministrazione digitale di cui al decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82, le stazioni appaltanti accettano le firme elettroniche avanzate basate su un certificato qualificato, considerando se tali certificati siano forniti da un prestatore di servizi di certificazione presente in un elenco di fiducia di cui alla decisione della Commissione 2009/767/CE, create con o senza dispositivo per la creazione di una firma sicura alle seguenti condizioni: 1) le stazioni appaltanti stabiliscono il formato della firma elettronica avanzata sulla base dei formati stabiliti nelle regole tecniche adottate in attuazione del Codice dell’amministrazione digitale di cui al decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82, e attuano le misure necessarie per poterli elaborare; qualora sia utilizzato un diverso formato di firma elettronica, la firma elettronica o il supporto del documento elettronico contiene informazioni sulle possibilita’ di convalida esistenti. Le possibilita’ di convalida consentono alla stazione appaltante di convalidare on line, gratuitamente e in modo comprensibile per i non madrelingua, le firme elettroniche ricevute come firme elettroniche avanzate basate su un certificato qualificato. Le stazioni appaltanti, tramite il coordinamento della Cabina di regia, comunicano le informazioni relative al fornitore di servizi di convalida alla Commissione europea che le pubblica su internet; 2) in caso di offerte firmate con il sostegno di un certificato qualificato in un elenco di fiducia, le stazioni appaltanti non applicano ulteriori requisiti che potrebbero ostacolare l’uso di tali firme da parte degli offerenti. 9. Riguardo ai documenti utilizzati nel contesto di una procedura di appalto che sono firmati dall’autorita’ competente o da un altro ente responsabile del rilascio, l’autorita’ o l’ente competente di rilascio puo’ stabilire il formato della firma elettronica avanzata in conformita’ ai requisiti previsti dalle regole tecniche adottate in attuazione del Codice dell’amministrazione digitale di cui al decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82. Essi si dotano delle misure necessarie per trattare tecnicamente tale formato includendo le informazioni necessarie ai fini del trattamento della firma nei documenti in questione. Tali documenti contengono nella firma elettronica o nel supporto del documento elettronico possibilita’ di convalida esistenti che consentono di convalidare le firme elettroniche ricevute on line, gratuitamente e in modo comprensibile per i non madre lingua. 10. Per le concessioni, fatti salvi i casi in cui l’uso dei mezzi elettronici e’ obbligatorio ai sensi del presente codice, le stazioni appaltanti possono scegliere uno o piu’ dei seguenti mezzi di comunicazione per tutte le comunicazioni e gli scambi di informazioni: a)  mezzi elettronici; b)  posta; c)  comunicazione orale, anche telefonica, per comunicazioni diverse da quelle aventi ad oggetto gli elementi essenziali di una procedura di aggiudicazione di una concessione e purche’ il contenuto della comunicazione orale sia sufficientemente documentato su un supporto durevole; d)  la consegna a mano comprovata da un avviso di ricevimento. 11. Nei casi di cui al comma 10, il mezzo di comunicazione scelto deve essere comunemente disponibile e non discriminatorio e non deve limitare l’accesso degli operatori economici alla procedura di aggiudicazione della concessione. Gli strumenti e i dispositivi da utilizzare per comunicare per via elettronica, nonche’ le relative caratteristiche tecniche, devono essere interoperabili con i prodotti della tecnologia dell’informazione e della comunicazione comunemente in uso. 12. Alle concessioni ((si applicano i commi 5 e 7)).

Vediamo ora il 5 bis del CAD che come sempre considero strumentale ad ogni procedimento.

Art. 5-bis (Comunicazioni tra imprese e amministrazioni pubbliche). 1. La presentazione di istanze, dichiarazioni, dati e lo scambio di informazioni e documenti, anche a fini statistici, tra le imprese e le amministrazioni pubbliche avviene esclusivamente utilizzando le tecnologie dell’informazione e della comunicazione. Con le medesime modalita’ le amministrazioni pubbliche adottano e comunicano atti e provvedimenti amministrativi nei confronti delle imprese. 2. Con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, su proposta del Ministro per la pubblica amministrazione e l’innovazione, di concerto con il Ministro dello sviluppo economico e con il Ministro per la semplificazione normativa, sono adottate le modalita’ di attuazione del comma 1 da parte delle pubbliche amministrazioni centrali e fissati i relativi termini. 3. ((AgID)), anche avvalendosi degli uffici di cui all’articolo 17, provvede alla verifica dell’attuazione del comma 1 secondo le modalita’ e i termini indicati nel decreto di cui al comma 2. 4. Il Governo promuove l’intesa con regioni ed enti locali in sede di Conferenza unificata per l’adozione degli indirizzi utili alla realizzazione delle finalita’ di cui al comma 1.

Come ulteriore riferimento per capire cosa si intende per procedura telematica è importante il CdS n. 4050 del 2016 che crea una discriminante importante , non basta l’utilizzo non armonico degli strumenti del CAD ( Firma, PEC , Mt etc ), ma è necessaria una piattaforma capace di gestire le procedure ed automatizzare le proposte discrezionali ed inoltre detti dall’alto i tempi di apertura, invito, caricamento etc etc. Allego la sentenza.

E’ importante ribadire che vige ancora l’articolo 1 comma 450 della L. 296/06.

Una cosa importante da chiarire è che il 18 ottobre è entrato in vigore solo l’articolo 40 del D.lgs 50/2016 e non il 44 , per il quale siamo in attesa di ulteriori disposizioni e regole tecniche.

Per riepilogare , e soprattutto tranquilizzare ricordo che sarà tutto piû semplice quando l’ANAC finalmente farà partire la BDNOE, nel frattempo si dovranno utilizzare  le solite procedure e… come sempre nulla di nuovo , occorre solo applicare il combinato articolo 29 del D.lgs 50/16 e 37 del D.lgs 33/13 tenendo conto del CAD.

Tutti i miei clienti otterranno nella relazione finale GDPR-ACCESSIBILITA’-TRASPARENZA una relazione puntuale sullo stato degli adempimenti.

Tempo stimato…. BEFANA 2019.

Buona Digital Commedia.

​La programmazione biennale degli acquisti di beni e servizi. L’ art 21 D.Lgs 50/16 e decreto MIT 14/2018

Con il decreto MIT del 16/01/18, il  numero 14 , si rende finalmente operativo l’articolo 21 del D.Lgs 50/16, sarà infatti questo il primo anno di programmaizone economica degli acquisti di beni e servizi  su base biennale.

Analizziamo qualche aspetto dell’articolo 21 .

 Art. 21 
 
 
(( (Programma degli acquisti e programmazione dei lavori pubblici) )) 
 
  1. Le amministrazioni aggiudicatrici adottano il programma biennale
degli acquisti di beni e servizi e il programma triennale dei  lavori
pubblici, nonche' i relativi aggiornamenti annuali. I programmi  sono
approvati nel rispetto dei documenti programmatori e in coerenza  con
il  bilancio  ((e,  per  gli  enti  locali,  secondo  le  norme   che
disciplinano la programmazione economico-finanziaria degli enti)). 

Al primo comma è chiaro che gli strumenti propri dell programmazioen restano incardinati sulle norme specifiche, infatti l’obbligatorietà della programmazione del D.lgs 50/16 spinge ad uniformare i soli processi di pubbicazione senza incidere, ovviamente sugli strumenti propri di ogni Ente .

Inoltre occorre evidenziare che l’obbligo è delle amministrazini aggiudicatrici e non delle singole SA , quindi in caso di Enti complessi costituiti da più SA la programmazione deve essere aggregata ai fini dell’articolo 21, si pensi a strutture complesse come le aziende sanitarie od enti locali .

Ovviamente nella prorammazione dei beni e dei servizi dell’area ICT occorre tenere conto dell’articolo 1 comma 513 della L. 208/15, che riporto per semplicità di lettura :

L'Agenzia per l'Italia digitale  (Agid)  predispone  il  Piano
triennale per l'informatica nella  pubblica  amministrazione  che  e'
approvato dal Presidente del Consiglio dei ministri  o  dal  Ministro
delegato. Il Piano contiene, per ciascuna amministrazione o categoria
di amministrazioni, l'elenco dei beni  e  servizi  informatici  e  di
connettivita' e dei relativi costi, suddivisi in spese  da  sostenere
per innovazione  e  spese  per  la  gestione  corrente,  individuando
altresi' i beni e servizi la  cui  acquisizione  riveste  particolare
rilevanza strategica. 

E’ anche opprotuno non considerare la programmazione come un peso ulteriore, un atto programmatico sterile e foriero di problemi applicativi, deve essere vista come strumento di budget e di razionalizzazione, programmiamo bene ed iniziamo anche a qualificare i possibili OE per avere un lavoro in discesa, leghiamo quindi la programmazione biennale con la progettazione degli acquisti ( e restando sembre in ambito di informatica giuridica chiedete sempre aiuto al vostro RTD ).

Vediamo ora lo strumento del MIT attuativo dell’articolo 21, cioè l’articolo 6 del decreto 14/18.

 Art. 6 
 
 
Contenuti, ordine di priorita' del programma biennale degli  acquisti
                       di forniture e servizi 
 
  1. Le amministrazioni, secondo i propri ordinamenti e  fatte  salve
le competenze legislative  e  regolamentari  delle  regioni  e  delle
province autonome  in  materia,  adottano,  nel  rispetto  di  quanto
previsto dall'articolo 21, comma 1, secondo periodo, del  codice,  il
programma biennale degli acquisti di forniture e  servizi  nonche'  i
relativi elenchi annuali e aggiornamenti  annuali  sulla  base  degli
schemi-tipo allegati al presente decreto  e  parte  integrante  dello
stesso.  Le  amministrazioni,  ai  fini  della  predisposizione   del
programma biennale degli  acquisti  di  forniture  e  servizi  e  dei
relativi elenchi annuali e  aggiornamenti  annuali,  consultano,  ove
disponibili,  le  pianificazioni   delle   attivita'   dei   soggetti
aggregatori e delle  centrali  di  committenza,  anche  ai  fini  del
rispetto degli obblighi di utilizzo di strumenti  di  acquisto  e  di
negoziazione  previsti  dalle  vigenti  disposizioni  in  materia  di
contenimento della spesa. 
  2. Gli schemi-tipo per la programmazione biennale degli acquisti di
forniture e servizi di cui  all'Allegato  II  sono  costituiti  dalle
seguenti schede: 
    a) A: quadro delle risorse necessarie alle acquisizioni  previste
dal programma, articolate per annualita' e fonte di finanziamento; 
    b) B: elenco degli acquisti del programma con  indicazione  degli
elementi essenziali per la loro  individuazione.  Nella  scheda  sono
indicati le forniture e i servizi connessi ad un lavoro di  cui  agli
articoli da 3 a 5, riportandone il relativo CUP, ove previsto; 
    c)  C:  elenco   degli   acquisti   presenti   nella   precedente
programmazione biennale nei casi previsti dal comma  3  dell'articolo
7. 
  3. I soggetti  che  gestiscono  i  siti  informatici  di  cui  agli
articoli 21, comma 7 e 29 del codice,  assicurano  la  disponibilita'
del  supporto  informatico  per  la  compilazione  degli  schemi-tipo
allegati al presente decreto. 
  4. Ogni acquisto di forniture e servizi riportato nel programma  di
cui al comma 1 e' individuato univocamente dal CUI. Per ogni acquisto
per il quale e' previsto, e' riportato  il  CUP.  Entrambi  i  codici
vengono mantenuti nei programmi  biennali  nei  quali  l'acquisto  e'
riproposto, salvo modifiche sostanziali del progetto che ne  alterino
la possibilita' di precisa individuazione. 
  5. Per gli acquisti di cui al comma 1, nel programma biennale  sono
riportati  gli  importi  degli  acquisti  di  forniture   e   servizi
risultanti dalla  stima  del  valore  complessivo,  ovvero,  per  gli
acquisti di forniture e servizi ricompresi nell'elenco  annuale,  gli
importi del prospetto economico delle acquisizioni medesime. 
  6. Il programma biennale contiene altresi'  i  servizi  di  cui  al
comma  11  dell'articolo  23  del   codice   nonche'   le   ulteriori
acquisizioni di forniture e servizi connessi  alla  realizzazione  di
lavori previsti nella programmazione triennale dei lavori pubblici  o
di  altre  acquisizioni  di  forniture  e  servizi   previsti   nella
programmazione biennale. Gli importi relativi  a  tali  acquisizioni,
qualora  gia'  ricompresi  nell'importo  complessivo  o  nel   quadro
economico del lavoro o acquisizione ai quali sono connessi, non  sono
computati ai fini della quantificazione delle risorse complessive del
programma di cui alla scheda A dell'Allegato II. 
  7. Le acquisizioni di forniture e servizi di cui al  comma  6  sono
individuate da un proprio CUI e sono associate al CUI e al  CUP,  ove
previsto, del lavoro o dell'acquisizione al quale sono connessi. 

Quest’articolo che sembra complicarci la vita, beh, forse lo fa , ci rende gli strumenti di lavoro necessari per adempiere alla pubblicazione della programmazione, e soprattutto introduce un nuovo identificativo , il Codice Unico di Intervento ( CUI ) che può essere anche associato al più noto e rognoso Codice Unico Progetto ( CUP ) del CIPE.

Analizziamo un solo istante il formalismo del CUI, tanto sarà un nuovo codice col quale lavoreremo, è costituito da una lettera ( F di forniture o S di servizi ) , il CF dell’amministrazione aggiudicatrice, l’anno dell’intervento programmato ed un progressivo in ragione naturale .

Ritornando al sesto articolo del decreto MIT 14/18 , vi troviamo lo strumento fondamentale della programmazione biennale, l’allegato2 , costiutito da tre schede di lavoro, A,B e C, vediamole :

Il primo passo compilativo della scheda, poi vediamo tecnicamente come fare,  ha valore di armonizzazione con il piano strategico dell’ente e con il documento di programmazione tradizionale, si tratta in esrema sintesi delle fonti di coperture normali e meno ( 191 del 50 ed articolo 3 DL 310/90 entrate su gestione del patrimonio immobiliare) .

La scheda B, esplode ed analizza quanto gestito solo come flusso di cassa dalla scheda A, analizziamo solo qualche particolarità :

– CUI, già trattato , sarà un nuovo caro amico

– Prima annualità …. , la prima volta che appare nel piano ex articolo 21

– Annualità nella quale si prevede di dare avvio, in sintesi l’anno in cui si procederà a determinare

–  CUP, qualora il bene / servizio sia assoggettato al CUP ( sia master che proprio) , il sistema MIT è collegato al CIPE, quindi ci sono i controlli   incrociati tra CUI e CUP, ovviamente il CUP non è obbligatorio qualora non ricorrano gli estremi dell’articolo 11 della L. 3/3003 e deliberazione CIPE 24/2004.

– Acquisto ricompreso…. e CUI , evidentemente sono legati e serve per alcuni scomputi al fine della quadratura e dell’armonizzazione

– CPV , attenzione è sempre fastidioso individuare il CPV, se soggetto a CUP confrontore con il CUP generato

– Livello di priorità , riporto il decimo comma dell’articolo 6 decreto MIT 14/18

10. Il programma biennale degli acquisti  di  forniture  e  servizi
riporta l'ordine di priorita'. Nell'ambito  della  definizione  degli
ordini di priorita' le amministrazioni individuano come prioritari  i
servizi  e  le  forniture  necessari  in  conseguenza  di   calamita'
naturali, per garantire gli interessi pubblici primari, gli  acquisti
aggiuntivi per il completamento di forniture o  servizi,  nonche'  le
forniture e i servizi cofinanziati con fondi europei, e le  forniture
e i servizi per i quali ricorra la possibilita' di finanziamento  con
capitale privato maggioritario. 

I campi sopra descritti sono solo quelli critici, gli altri richiedono informazioni ormai comuni.

Ultima precisazione sulla scheda B dell’allegato 2, qualora si faccia ricorso alle CUC occorre nel rigo di riferimento dell’acquisto inserire il codice AUSA.

La scheda C dell’allegato 2 sarà da utilizzare nell’invio del 2019 per rettificare il piano 2018-2020.

Ora cerchiamo operativamente di capire come proseguire.

Prima cosa, puntare su www.serviziocontrattipubblici.it e registrarsi .

Appare l’avviso per i vecchi registrati ad AliProg4

ATTENZIONE: il servizio AliProg4 è stato dismesso!

Gli utenti che hanno utilizzato AliProg4 per la pubblicazione sul servizio SCP e risultano abilitati al servizio ad agosto 2018, possono accedere direttamente dai link sotto elencati al nuovo servizio Programmazione. Troveranno nel nuovo sistema i dati dei programmi pregressi.

Gli utenti che hanno utilizzato AliProg4 per l’esportazione del file XML potranno accedervi ancora da qui fino a dicembre 2018, per recuperare gli eventuali dati esportandoli in formato XML. Oltre tale periodo il servizio verrà definitivamente dismesso e non saranno più recupeabili i dati.

Poi selezioniamo la regione di appartenenza della PA

Ed indichiamo che si tratta di una nuova registrazione o subentro

A questo punto si procede con la compilazione dei form necessaria a generare il file da firmare digitalmente e caricare sul sistema.

Terminata la fase di reigistrazione si può accedere all’applicativo MIT

Nell’applicativo occorre inserire il nuovo acquisto e compilare le diverse schermate ( che andranno a generare le schede A e B dell’allegato 2)

Come si può vedere il sistema insiste molto sulla differenza tra le voci ecomoniche e finanziarie di progetto e programmazione per una migliori gestione del bilancio pervisionale ( di raccordo ).

Ad ogni inserimento conviene utilizzare la procedure CONTROLLO DATI INSERITI, il report che ne esce è davvero utile

Terminate le fasi di inserimento del progetto ( A ) e degli investimenti prospettici ( B ) si può procedere con la funzione di pubblicazione con il tasto PUBBLICA

ricordando però che la pubblicazione avviene solo sul SCP e che sarà nostro onere pubblicare anche sulla nostra amministrazione trasparente utilizzando anche il sistema di restituzione di link ex articolo 9 bis comma 2 d.lgs 33/13.

Per la pubblicazione triennale dei lavori , cambiano i link ma le procedure sono le stesse ed occorre fare riferimento all’allegato 1 del decreto MIT.

In allegato il MIT 14/2018.

Vista la fretta il presente è da considerarsi come bozza ( per gli errori di digitazione che non ho voglia di controlalre ) .

In caso di dubbi , i miei contatti li conoscete.

Buon ponte di ognissanti, forse leggendo il post qualche santo verrà evocato.

(Obbligo di uso dei mezzi di comunicazione elettronici nello svolgimento di procedure di aggiudicazione)

OGGI,  18 Ottobre entra in vigore l’articolo 40 del D.lgs 50/16.

Art. 40 (Obbligo di uso dei mezzi di comunicazione elettronici nello svolgimento di procedure di aggiudicazione) 1. Le comunicazioni e gli scambi di informazioni nell’ambito delle procedure di cui al presente codice svolte da centrali di committenza sono eseguiti utilizzando mezzi di comunicazione elettronici ai sensi dell’articolo 5-bis del decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82, Codice dell’amministrazione digitale. 2. A decorrere dal 18 ottobre 2018, le comunicazioni e gli scambi di informazioni nell’ambito delle procedure di cui al presente codice svolte dalle stazioni appaltanti sono eseguiti utilizzando mezzi di comunicazione elettronici.

Le comunicazione ed i mezzi di comunicazione elttronici sono quelli disciplinati dall’articolo 52 che richiama ovviamente i proncipi del CAD

Art. 52 (Regole applicabili alle comunicazioni) 1. Nei settori ordinari e nei settori speciali, tutte le comunicazioni e gli scambi di informazioni di cui al presente codice sono eseguiti utilizzando mezzi di comunicazione elettronici in conformita’ con quanto disposto dal presente comma e dai commi da 2 a 9, nonche’ dal Codice dell’amministrazione digitale di cui al decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82. Gli strumenti e i dispositivi da utilizzare per comunicare per via elettronica, nonche’ le relative caratteristiche tecniche, hanno carattere non discriminatorio, sono comunemente disponibili e compatibili con i prodotti TIC generalmente in uso e non limitano l’accesso degli operatori economici alla procedura di aggiudicazione. In deroga al primo e secondo periodo, le stazioni appaltanti non sono obbligate a richiedere mezzi di comunicazione elettronici nella procedura di presentazione dell’offerta esclusivamente nelle seguenti ipotesi: a) a causa della natura specialistica dell’appalto, l’uso di mezzi di comunicazione elettronici richiederebbe specifici strumenti, dispositivi o formati di file che non sono in genere disponibili o non sono gestiti dai programmi comunemente disponibili; b) i programmi in grado di gestire i formati di file, adatti a descrivere l’offerta, utilizzano formati che non possono essere gestiti mediante altri programmi aperti o generalmente disponibili ovvero sono protetti da licenza di proprieta’ esclusiva e non possono essere messi a disposizione per essere scaricati o per farne un uso remoto da parte della stazione appaltante; c) l’utilizzo di mezzi di comunicazione elettronici richiede attrezzature specializzate per ufficio non comunemente disponibili alle stazioni appaltanti; d) i documenti di gara richiedono la presentazione di un modello fisico o in scala ridotta che non puo’ essere trasmesso per mezzo di strumenti elettronici; e) l’uso di mezzi di comunicazione diversi dai mezzi elettronici e’ necessario a causa di una violazione della sicurezza dei mezzi di comunicazione elettronici ovvero per la protezione di informazioni di natura particolarmente sensibile che richiedono un livello talmente elevato di protezione da non poter essere adeguatamente garantito mediante l’uso degli strumenti e dispositivi elettronici che sono generalmente a disposizione degli operatori economici o che possono essere messi loro a disposizione mediante modalita’ alternative di accesso ai sensi del comma 6. 2. Nei casi in cui non sono utilizzati mezzi di comunicazione elettronici ai sensi del terzo periodo del comma 1, la comunicazione avviene per posta o altro idoneo supporto ovvero mediante una loro combinazione. 3. Le stazioni appaltanti indicano nella relazione unica i motivi per cui l’uso di mezzi di comunicazione diversi dai mezzi elettronici e’ stato ritenuto necessario in applicazione del comma 1, terzo periodo. 4. In deroga ai commi da 1 a 3, la comunicazione orale puo’ essere utilizzata in relazione a comunicazioni diverse da quelle relative agli elementi essenziali della procedura di appalto, purche’ il contenuto della comunicazione orale sia sufficientemente documentato. A tal fine, gli elementi essenziali della procedura di appalto includono i documenti di gara, le richieste di partecipazione, le conferme di interesse e le offerte. In particolare, le comunicazioni orali con offerenti che potrebbero incidere significativamente sul contenuto e la valutazione delle offerte sono documentate in misura sufficiente e con mezzi adeguati. 5. In tutte le comunicazioni, gli scambi e l’archiviazione di informazioni, le stazioni appaltanti garantiscono che l’integrita’ dei dati e la riservatezza delle offerte e delle domande di partecipazione siano mantenute. ((Esse esaminano)) il contenuto delle offerte e delle domande di partecipazione soltanto dopo la scadenza del termine stabilito per la loro presentazione. 6. Le stazioni appaltanti possono, se necessario, richiedere l’uso di strumenti e dispositivi che in genere non sono disponibili, ma, in tale caso, offrono modalita’ alternative di accesso. Sono adeguate modalita’ alternative di accesso quelle che: a)  offrono gratuitamente un accesso completo, illimitato e diretto per via elettronica a tali strumenti e dispositivi a decorrere dalla data di pubblicazione dell’avviso, conformemente all’allegato V o dalla data di invio dell’invito a confermare interesse. Il testo dell’avviso o dell’invito a confermare interesse indica l’indirizzo Internet presso il quale tali strumenti e dispositivi sono accessibili; b)  assicurano che gli offerenti, che non hanno accesso agli strumenti e ai dispositivi in questione o non hanno la possibilita’ di ottenerli entro i termini pertinenti, a condizione che la responsabilita’ del mancato accesso non sia attribuibile all’offerente interessato, possano accedere alla procedura di appalto utilizzando credenziali temporanee elettroniche per un’autenticazione provvisoria fornite gratuitamente online; c) offrono un canale alternativo per la presentazione elettronica delle offerte. 7. Le amministrazioni aggiudicatrici e gli enti aggiudicatori possono imporre agli operatori economici condizioni intese a proteggere il carattere di riservatezza delle informazioni che i predetti soggetti rendono disponibili durante tutta la procedura di appalto. 8. Oltre ai requisiti di cui all’allegato XI, agli strumenti e ai dispositivi di trasmissione e di ricezione elettronica delle offerte e di ricezione elettronica delle domande di partecipazione si applicano le seguenti regole: a) le stazioni appaltanti mettono a disposizione dei soggetti interessati le informazioni sulle specifiche per la presentazione di offerte e domande di partecipazione per via elettronica, compresa la cifratura e la datazione; b)  le stazioni appaltanti specificano il livello di sicurezza richiesto per i mezzi di comunicazione elettronici da utilizzare per le varie fasi della procedura d’aggiudicazione degli appalti. Il livello e’ proporzionato ai rischi connessi; c) qualora ritengano che il livello dei rischi, valutato ai sensi della lettera b), sia tale che sono necessarie firme elettroniche avanzate, come definite nel Codice dell’amministrazione digitale di cui al decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82, le stazioni appaltanti accettano le firme elettroniche avanzate basate su un certificato qualificato, considerando se tali certificati siano forniti da un prestatore di servizi di certificazione presente in un elenco di fiducia di cui alla decisione della Commissione 2009/767/CE, create con o senza dispositivo per la creazione di una firma sicura alle seguenti condizioni: 1) le stazioni appaltanti stabiliscono il formato della firma elettronica avanzata sulla base dei formati stabiliti nelle regole tecniche adottate in attuazione del Codice dell’amministrazione digitale di cui al decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82, e attuano le misure necessarie per poterli elaborare; qualora sia utilizzato un diverso formato di firma elettronica, la firma elettronica o il supporto del documento elettronico contiene informazioni sulle possibilita’ di convalida esistenti. Le possibilita’ di convalida consentono alla stazione appaltante di convalidare on line, gratuitamente e in modo comprensibile per i non madrelingua, le firme elettroniche ricevute come firme elettroniche avanzate basate su un certificato qualificato. Le stazioni appaltanti, tramite il coordinamento della Cabina di regia, comunicano le informazioni relative al fornitore di servizi di convalida alla Commissione europea che le pubblica su internet; 2) in caso di offerte firmate con il sostegno di un certificato qualificato in un elenco di fiducia, le stazioni appaltanti non applicano ulteriori requisiti che potrebbero ostacolare l’uso di tali firme da parte degli offerenti. 9. Riguardo ai documenti utilizzati nel contesto di una procedura di appalto che sono firmati dall’autorita’ competente o da un altro ente responsabile del rilascio, l’autorita’ o l’ente competente di rilascio puo’ stabilire il formato della firma elettronica avanzata in conformita’ ai requisiti previsti dalle regole tecniche adottate in attuazione del Codice dell’amministrazione digitale di cui al decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82. Essi si dotano delle misure necessarie per trattare tecnicamente tale formato includendo le informazioni necessarie ai fini del trattamento della firma nei documenti in questione. Tali documenti contengono nella firma elettronica o nel supporto del documento elettronico possibilita’ di convalida esistenti che consentono di convalidare le firme elettroniche ricevute on line, gratuitamente e in modo comprensibile per i non madre lingua. 10. Per le concessioni, fatti salvi i casi in cui l’uso dei mezzi elettronici e’ obbligatorio ai sensi del presente codice, le stazioni appaltanti possono scegliere uno o piu’ dei seguenti mezzi di comunicazione per tutte le comunicazioni e gli scambi di informazioni: a)  mezzi elettronici; b)  posta; c)  comunicazione orale, anche telefonica, per comunicazioni diverse da quelle aventi ad oggetto gli elementi essenziali di una procedura di aggiudicazione di una concessione e purche’ il contenuto della comunicazione orale sia sufficientemente documentato su un supporto durevole; d)  la consegna a mano comprovata da un avviso di ricevimento. 11. Nei casi di cui al comma 10, il mezzo di comunicazione scelto deve essere comunemente disponibile e non discriminatorio e non deve limitare l’accesso degli operatori economici alla procedura di aggiudicazione della concessione. Gli strumenti e i dispositivi da utilizzare per comunicare per via elettronica, nonche’ le relative caratteristiche tecniche, devono essere interoperabili con i prodotti della tecnologia dell’informazione e della comunicazione comunemente in uso. 12. Alle concessioni ((si applicano i commi 5 e 7)).

Deve essere chiara una cosa fondamentale, facciamo attenzione e tranquilizziamoci, questa norma non è dirompente ( anzi come già richiesto dall’ANCI probabilemnte verrà cassata nella modifica al Codice) ma analizziamola bene .

queste norme, sono di stretta derivazione comunitaria ed attuano gli articoli 22 ( regole delle comunicazioni ) e 90 ( periodo transitorio ) della direttiva 2014/24/UE per le gestioni ordinarie .e trovano chiara ed immediata applicazione, senza deroga alcuna , alle procedure soprasoglia dell’articolo 35 del codice appalti.

Si ricorda infatti , che la prassi è quella di utilizzare gli stumenti elettronici di CONSIP e MEPA per le procedure rientrante invece nel sottosoglia .

Quindi nella maggior parte dei casi non cambia nulla.

Ora sorge la domanda di chi pratica gli acquisti tutti i giorni, quelli c.d. bagatellari, gli infa 1000 Euro.

No, anche in questo caso non cambia nulla essendo salvo il contenuto ( norma speciale ) dell’articolo 1 comma 450 L 296/06, lo stesso vale per le scuole, anzi per maggiore chiarezza riporto il testo citato, ad oggi 18 ottobre vigente su normattiva.it.

Le amministrazioni statali centrali e periferiche, ad esclusione degli istituti e delle scuole di ogni ordine e grado, delle istituzioni educative e delle istituzioni universitarie, nonche’ gli enti nazionali di previdenza e assistenza sociale pubblici e le agenzie fiscali di cui al decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 300, per gli acquisti di beni e servizi di importo pari o superiore a 1.000 euro e al di sotto della soglia di rilievo comunitario, sono tenute a fare ricorso al mercato elettronico della pubblica amministrazione di cui all’articolo 328, comma 1, del regolamento di cui al decreto del Presidente della Repubblica 5 ottobre 2010, n. 207. Fermi restando gli obblighi e le facolta’ previsti al comma 449 del presente articolo, le altre amministrazioni pubbliche di cui all’articolo 1 del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, nonche’ le autorita’ indipendenti, per gli acquisti di beni e servizi di importo pari o superiore a 1.000 euro e inferiore alla soglia di rilievo comunitario sono tenute a fare ricorso al mercato elettronico della pubblica amministrazione ovvero ad altri mercati elettronici istituiti ai sensi del medesimo articolo 328 ovvero al sistema telematico messo a disposizione dalla centrale regionale di riferimento per lo svolgimento delle relative procedure. Per gli istituti e le scuole di ogni ordine e grado, le istituzioni educative, tenendo conto delle rispettive specificita’, sono definite, con decreto del Ministro dell’istruzione, dell’universita’ e della ricerca, linee guida indirizzate alla razionalizzazione e al coordinamento degli acquisti di beni e servizi omogenei per natura merceologica tra piu’ istituzioni, avvalendosi delle procedure di cui al presente comma. A decorrere dal 2014 i risultati conseguiti dalle singole istituzioni sono presi in considerazione ai fini della distribuzione delle risorse per il funzionamento.

Aziende speciali fuori dalla portata della Delibera ANAC 235/17 – Autorità Nazionale Anticorruzione Linee guida n. 7, di attuazione del D.Lgs. 18 aprile 2016, n. 50 recanti « Linee Guida per l’iscrizione nell’ Elenco delle amministrazioni aggiudicatrici e degli enti aggiudicatori che operano mediante affidamenti diretti nei confronti di proprie società in house previsto dall’art. 192 del d.lgs. 50/2016 ».

Preciso e premetto che questo post riporta solo ed esclusivamente una mia analisi, invero di interpretazione minoritaria e contrastante con talune notissime testate specializzate, una fra tutte:

http://www.quotidianoentilocali.ilsole24ore.com/art/servizi-pubblici/2018-01-15/aziende-speciali-fondazioni-e-controlli-controlli-occorre-fare-chiarezza-190643.php?uuid=AEZuqAjD

 

Partiamo dagli elementi normativi prima facie:

L’ articolo 5 del codice degli appalti e gli articoli 4 e 16 del TU delle società partecipate ( D.Lgs 175/16)

L’articolo 5 del D.Lgs 50/16 elenca gli elementi ( che contemporaneamente devono esistere ) di esclusione dall’applicazione del codice , dettagliatamente :

a   l’amministrazione giudicatrice esercita il controllo analogo

b   oltre l’80% dei servizi svolti dalla persona giuridica controllata è attuazione statutaria attuata  in convenzione

c   nella persona giuridica controllata non vi è capitale privato

 

Già leggendo questi elementi è chiaro che i richiami sono propri, anche anche nel  lessico, alle società pubbliche, come anche la rubrica della deliberazione 951.

Gli articoli 4 e 16 del TU delle partecipate chiaramente sono le fonti ispiratrici del predetto articolo del Codice Appalti e dettano alcuni parametri valutativi per srl e spa, non per le aziende costituite ai sensi dell’articolo 114 del Testo Unico degli ENTI LOCALI.

Casistiche e prassi:

Le aziende speciali svolgono attività prive di rilevanza economica come chiarito nell’articolo 113 bis del TUEL lett b.

Se la norma degli affidamenti in house avesse voluto coinvolgere anche le aziende speciali, avrebbe dovuto menzionarle, assieme alle istituzioni ( lett  c ), invece la norma di primo e secondo livello richiama sempre le società partecipate  ( lett a ).

Art. 113-bis (Gestione dei servizi pubblici locali privi di rilevanza economica)

  1. Ferme restando le disposizioni previste per i singoli settori, i servizi pubblici locali privi di rilevanza economica sono gestiti mediante affidamento diretto a:
    a) istituzioni;
    b) aziende speciali, anche consortili;
    c) società a capitale interamente pubblico a condizione che gli enti pubblici titolari del capitale sociale esercitino sulla società un controllo analogo a quello esercitato sui propri servizi e che la società realizzi la parte più importante della propria attività con l’ente o gli enti pubblici che la controllano.

 

Inoltre è opportuno ricordare che le aziende speciali non hanno degli affidamenti o delle concessioni, ma svolgono (in maniera analoga!!!) un compito, un servizio, un lavoro od una generica attività in seno ad una convenzione .

Ancora, volendo pensare ad affidamenti di lavori o servizi, sarebbero tutti nulli non potendoli programmare ex articolo 21 codice appalti.

Altro problema operativo, non di poco conto e nemmeno remoto, sarebbe l’applicazione dell’articolo 15 della 241/90 (accordi tra PA).

E poi, onestamente visto l’istituto del controllo analogo (proprio caratterizzante le AZIENDE SPECIALI), sarebbe difficile uscirne dalla casistica del conflitto d’interesse dell’articolo 42 del codice degli appalti.

Ma a questo punto nasce una questione verso la quale tutti hanno abbassato la guardia ed accettato che le Aziende SPECIALI SI INSERISSERO NELL’ELENCO delle società affidatarie in house ,

“perché la piattaforma ANAC permette l’iscrizione ?”

A mio avviso semplicemente perché queste in autonomia possono svolgere altri compiti non disciplinati dalla convenzione costitutiva, quindi possono partecipare, garantendone l’economicità, agli affidamenti  ex articolo 36 del D.Lgs 50/16.

 

E poi, il normatore avrebbe potuto intitolare le LL GG

“Linee Guida per l’iscrizione nell’Elenco delle amministrazioni aggiudicatrici e degli enti aggiudicatori che operano mediante affidamenti diretti nei confronti di proprie società in house  ed aziende speciali previsto dall’art. 192 del d.lgs. 50/2016

Aggiornamento della Linea Guida n.4 ANAC (sotto-soglia)

Art.36 Codice comma 7 codice appalti.

L’ANAC con proprie linee guida, da adottare entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore del presente codice, stabilisce le modalita’ di dettaglio per supportare le stazioni appaltanti e migliorare la qualita’ delle procedure di cui al presente articolo, delle indagini di mercato, nonche’ per la formazione e gestione degli elenchi degli operatori economici. ((Nelle predette linee guida sono anche indicate specifiche modalita’ di rotazione degli inviti e degli affidamenti e di attuazione delle verifiche sull’affidatario scelto senza svolgimento di procedura negoziata, nonche’ di effettuazione degli inviti quando la stazione appaltante intenda avvalersi della facolta’ di esclusione delle offerte anomale.)) Fino all’adozione di dette linee guida, si applica l’articolo 216, comma 9.

Il punto 4.3.2. richiama in estrema sintesi il contenuto già riportato nel seguente post:

 

Nuovi prezzi di riferimento CARTA A4

Aggiornamento annuale prezzi di riferimento delle risme di carta A4 f effettuato ai sensi dell’art. 9, comma 7 del d.l. 66/2014.

In allegato il foglio di calcolo.

MASCHERA_CALCOLO_PREZZI_RIFERIMENTO_CARTA_2017_protetta

Acquisti sotto soglia con procedure negoziate, secondo focus .

In questo secondo focus ci occuperemeo degli acquisti compresi tra i 40000 € ed il sotto soglia ( art 35 D.Lgs 50/16).

Ai sensi del 36 comma 2 lett b, i contratti con oggetto beni e servizi con importi tra i 40000 € ed il sotto soglia “possono” essere affidati colla procedura negoziata invitando all’arena competitiva almeno cinque operatori economici, se esistenti .

L’individuazione si avrà :

  • da indagini di mercato
  • dalla consultazione dell’elenco degli operatori economici

In ogni caso deve essere garantità l’imparzialità procedurale col sistema della rotazione degli inviti .

Per prima cosa si procede colla determinazione a contrarre che almeno conterrà :

  • interesse pubblico da soddisfare
  • caratteristiche salienti e caratterizzanti i servizi/beni da acquisire
  • i criteri dell’invito
  • i criteri di scelta dell’offerta

Le fasi successive sono TRE :

  1. SVOLGIMENTO di indagini di mercato o consultazione di elenchi per il confronto competitivo
  2. Confronto competitivo
  3. Stipulazione del contratto
  1. SVOLGIMENTO di indagini di mercato o consultazione di elenchi per il confronto competitivo.

1.a INDAGINI DI MERCATO

Occorre , come atto prodromico, per conoscere la costituzione del mercato, i concorrenti potenziali e chi tra questi è realmente interessato, le soluzioni tecniche e di scienza disponibili, condizioni commerciali . Chiaramente l’invito all’indagine non fa nascere nessuna pretesa di stipulazione o di invito alla fase competitiva.

L’avviso col quale si innesca deve essere scritto sul profilo del committente ed in AT alla voce BANDI DI GARA E CONTRATTI ( art 37 D.lgs 33/13) e deve contenere :

  1. stima del valore dell’affidamento
  2. elementi essenziali e caratterizzanti del contratto
  3. i requisiti di idoneità professionale
  4. i requisiti di capacità finanziaria, tecnica, economica, etc
  5. il numero minimo / massimo di partecipanti che ci saranno
  6. criteri selettivi dell’OE
  7. Modalità di contatto con la SA / RUP
  8. Facoltà di procedere con sorteggio pubblico ( da comunicare con succesiva pubblicazione)

1.b LA CONSULTAZIONE DEGLI ELENCHI

GLi elenchi ( ed il MEPA potrebbe essere già considerato tale ) devono essere costituiti per avviso pubblico da inserire ex articolo 37 D.Lgs 33/13 in AT.

L’avviso deve contenere e palesare la volontà della SA di realizzare un elenco con classificazione merceologica e di importi , ove attingere per le procedure sotto soglia ( anche non competitive) , ed ovviamente gli istanti devono esser in possesso dei requisiti del’articolo 80, io consiglio di far già in questa fase compilare il DGUE.

L’iscrizione non contiene limiti temporali e deve essere valutata con successivo atto entro trenta giorni dalla ricezione dell’istanza.

Nell’avviso può essere disciplinato il sistema sanzionatorio per la radiazione o per la mancata risposta per tre inviti consecutivi, consiglio l’utilizzo della PEC o dei FORMULARI INFORMATICI per la gestione dell’albo.

2. Confronto competitivo

Finita l’indagine di mercato, ovvero consultati gli elenchi, la SA in modo non discriminatorio invita almeno cinque operatori economici, e nel caso che abbia pubblicizzato il sorteggio lo esegue dando pubblicità dell’evento , ma attenzione a non far rendere noti i nominativi prima della scadenza della consegna delle offerte ( differimento del diritto di accesso ex articolo 53 comma 2 lett b )

Individuati gli OE , sono invitati a presentare offerta a mezzo :

  • PEC
  • Lettera ( articolo 75 co 3)
  • modalità proprie dei mercati elettronici

Ovviamente tutti gli operatori devono essere invitati contemporaneamente.

L’invito conterrà :

  • oggetto prestazionale
  • requisiti generali
  • termine di presentazione e validità temporale dell’offerta
  • termine per la consegna /esecuzione
  • criteri di aggiudicazione ( ed elementi di valutazione ed equazioni ponderali nel caso di offerta economicamente più vantaggiosa)
  • misura delle penali
  • garanzie eventuali
  • il RUP
  • volontà o meno di applicare l’articolo 97 c. 8
  • eventuale foglio dei patti / capitolato e schema di contratto
  • Eventuale esonero ( motivato) dal DUVRI

Ricevute le istanze ( offerte) si procede con i pubblici seggi di gara, inutile ricordare l’importanza della verbalizzazione e che occorre verificare le autodichiarazioni solo dell’aggiudicatario.

3.Stipulazione del contratto.

La stipulazione avverrà di norma con i metodi della corrispondenza commerciale, articolo 32 coma 14 ( di norma, attenzione alle specificità) , non si applica l’articolo 32 comma 1o, e tutti i fatti ( indagini, sorteggi,scelte) vanno pubblicati ai sensi del combinato articolo 29 D.lgs 50/16 e 37 D.lgs 33/13.

 

 

 

 

Chiarimenti sull’obbligo del MEPA da parte di alcune SA e del versamento dell’imposta di bollo.

Ancora si vocifera in giro che le Istituzioni Scolastiche Autonome abbiano l’obbligo di acquisire in MEPA per gli importi pari o superiori ad € 1000.

Questa convinzione è sbagliata, deriva da una lettura errata dell’aritcolo 1 comma 502 della L. 208/2015 ( Finanziaria per il 2016 ) che riporto

502. All’articolo 1, comma 450, della legge 27 dicembre 2006, n.
296, sono apportate le seguenti modificazioni:
a) le parole: «Dal 1º luglio 2007,» sono soppresse;
b) al primo periodo, dopo le parole: «per gli acquisti di beni e
servizi» sono inserite le seguenti: «di importo pari o superiore a
1.000 euro e»;

Questa norma modifica l’articolo 1 comma 450 della L. 296/2006 ( Finanziaria per il 2007 ) , della quale riporto la previgenza :

Dal 1° luglio 2007, le amministrazioni statali centrali e
periferiche, ad esclusione degli istituti e delle scuole di ogni
ordine e grado, delle istituzioni educative e delle istituzioni
universitarie, per gli acquisti di beni e servizi al di sotto della
soglia di rilievo comunitario, sono tenute a fare ricorso al mercato
elettronico della pubblica amministrazione di cui all’articolo 328,
comma 1, del regolamento di cui al decreto del Presidente della
Repubblica 5 ottobre 2010, n. 207. Fermi restando gli obblighi e le
facolta’ previsti …

quindi molto semplicemente dalla modifica apportata alla lettera dell’articolo 1 comma 450 della L. 296/06 da parte dell’articolo 1 comma 502 della legge 208/15 avremo il seguente contenuto normattivo , oggi vigente :

 

Le amministrazioni statali centrali e periferiche, ad
esclusione degli istituti e delle scuole di ogni ordine e grado,
delle istituzioni educative e delle istituzioni universitarie,
nonche’ gli enti nazionali di previdenza e assistenza sociale
pubblici e le agenzie fiscali di cui al decreto legislativo 30 luglio
1999, n. 300, per gli acquisti di beni e servizi di importo pari o
superiore a 1.000 euro e al di sotto della soglia di rilievo
comunitario

Quindi le ISA non hanno l’obbligo ma solo la facoltà di utilizzare il MEPA, le altre PP.AA. hanno l’obbligo del MEPA a partire da 1000 € .

Vale la pena ricordare in questo post chec occorre stare molto attenti quando si gestiscono le gare col MEPA , infatti sia  DPR 642/72 che  l’articolo 53 comma 3 delle regole dell’e-procurement impongono che che :

Il Soggetto Aggiudicatore è tenuto ad assicurare, tra l’altro, il rispetto delle norme sull’imposta di bollo e degli adempimenti pubblicitari, documentali,tributari e fiscali, nonché, in generale, degli adempimenti richiesti dalle normeapplicabili al procedimento posto in essere e al relativo Contratto stipulato.
Quindi c’è il chiaro concorso in evasione di imposta di bollo tra Aggiudicatario ed Aggiudicatore . Come sempre ho riportate le norme per permettervi di poter constatare oggettivamente i fatti, in allegato  :
Risoluzione 96/2013 Agenzia delle Entrate

La rotazione negli appalti , arriva in aiuto il Consiglio di Stato, Sezione VI, 31 agosto 2017, n. 4125,

La rotazione negli appalti ha lo scopo di evitare rendite e vantaggi non dovuti agli operatori economici che “radicano” nelle PA da un lato, dall’altro serve assieme alla trasparenza alla riduzione della dicrezionalità decisoria.

E’ evidente, dovrebbe esserlo, che la rotazione è un istituto che si applica solo alle procedure negoziate e non a quelle ordinarie.

Una decisione del CdS, la 4125/2017, pure se in maniera indiretta chiarisce quando e come applicare e disapplicare la rotazione “degli inviti”.

La sintesi, che diviene ispiratrice della devisione di Palazzo Spada recita ““Il principio di rotazione ‒ che per espressa previsione normativa deve orientare le stazioni appaltanti nella fase di consultazione degli operatori economici da consultare e da invitare a presentare le offerte ‒ trova fondamento nella esigenza di evitare il consolidamento di rendite di posizione in capo al gestore uscente (la cui posizione di vantaggio deriva soprattutto dalle informazioni
acquisite durante il pregresso affidamento), soprattutto nei mercati in cui il numero di agenti economici attivi non è elevato. Pertanto, al fine di ostacolare le pratiche di affidamenti senza gara ripetuti nel tempo che ostacolino l’ingresso delle piccole e medie imprese, e di favorire la distribuzioni temporale delle opportunità di aggiudicazione tra tutti gli operatori potenzialmente idonei, il principio di rotazione comporta in linea generale che l’invito all’affidatario uscente riveste carattere eccezionale e deve essere adeguatamente motivato, avuto riguardo al numero ridotto di operatori presenti sul mercato, al grado di soddisfazione maturato a conclusione del precedente rapporto contrattuale ovvero all’oggetto e alle caratteristiche del mercato di riferimento (in tal senso, cfr. la delibera 26 ottobre 2016, n. 1097 dell’Autorità nazionale anticorruzione, linee guida n. 4)”.

 

La rotazione è obbligatoria, per derogarla occorrono giuste motivazioni, con discrezionalità tecnica ( derivante da modelli organizzativi interni) e qualificazione del fornitore.

 Parere del Cds (cds4125_2017)

 

Affidamento diretto

Affidamento Diretto ed  accountability, la differenza con l’incarico fiduciario.

 

“… una rosa è una rosa, è una rosa è ,una rosa”…….. scriveva Gertrude Stein e cantava Franesco  De Gregori, mi vien da dire allora che l’affidamento  diretto, citato ben tre volte , articolo 31 coma 8 , 32 comma 2 e 36 comma 2 lett a …è un “affidamento diretto, è un affidamento diretto”…..

 

Chi continuerà a scappare dall’affidamento diretto, magari ricorrendo a forme “bastarde” come gli acquisti infra 40000 con la procedura negoziata vedrà sempre più peggiorare la propria situazione per il grosso costo – opportunità che si tramuta in DANNO ERARIALE .

Certo è che chi ha il coraggio di usare gli strumenti di legge non deve essere considerato un folle spericolato.

Vediamo un poco la differenza tra l’affidamento diretto e l’incarico fiduciario.

 

Sono istituti molto, ma molto diversi tra loro, gli elementi di maggior differenza sono :

  • L’ambito di applicazione
  • I controlli passivi

Per quanto riguarda gli ambiti, l’incarico fiduciario è proprio delle consulenze , cfr art 7 D.lgs 165/01 ed a differenza dell’affidamento diretto, i controlli passivi sono molto meno insistenti , diciamo quindi che tra i due istituti c’è una grossa discriminante, quella dell’accountability.

 

L’aver tolto dal codice degli appalti i termini  “adeguatamente , motivato” certamente non significa che le acquisizioni possono farsi senza logia e senza confronto, tanto è vero che la norma non può che essere ispirata dagli articoli 97 Cost e 3 comma 1 della L. 241/90 .

 

Il Confronto a Coppie

Tra qualche giorno il post sarà arricchito da un tutorial per la normalizzazione dei valori aggiudicati sui requisiti qualitativi utilizzando le procedure del vecchio DPR 207/10….continuate a seguirmi

Riporto una sentenza che avvalora ulteriormente le mie raccomandazioni.

1. Nel “confronto a coppie” la comparazione tra coppie di offerte è mediata dall’ attribuzione da parte di ciascun commissario di un punteggio – che va da un minimo ad un massimo – a quella di esse che considera prevalente, e, in pari tempo, dà conto del grado di tale prevalenza ovvero di parità tra di esse.
Per espressa previsione delle linee guida di cui all’allagato G del Regolamento recato dal d.P.R. n.207 del 2010, al punteggio di ciascun commissario di gara corrisponde un giudizio di preferenza variamente graduato espresso in forma lessicale che, sommato a quello degli altri commissari, individua la preferenza della commissione sull’offerta di ciascun concorrente e che vale come motivazione del punteggio finale da essa attributo
In tal senso è del resto il costante orientamento di questo Consiglio, da cui non si ha ragione di dissentire, a mente del quale – al fine altresì di non consentire un inammissibile sindacato sul merito dei punteggi attributi dalla commissione di gara – “non sussiste alcun vizio di motivazione laddove il metodo di valutazione è basato sul c.d.confronto a coppie” (cfr., Cons.Stato, sez.III, n.2050/2015).
È appena il caso di aggiungere che, una volta accertata la correttezza dell’applicazione del metodo del confronto a coppie ovvero quando non ne sia stato accertato l’uso distorto o irrazionale, non c’è spazio alcuno per un sindacato del giudice amministrativo nel merito dei singoli apprezzamenti effettuati.

Consiglio di Stato sez. VI 19/6/2017 n. 2969

Alcuni approfondimenti sul correttivo al codice appalti

Nella fase di progettazione, occorre quantizzare il  costo della manodopera, infatti  l’articolo 23 comma 16 recita :

 Per i contratti relativi a  lavori,  servizi  e  forniture,  il costo del lavoro e' determinato annualmente, in apposite tabelle, dal Ministero del lavoro e delle politiche sociali sulla base dei  valori economici definiti dalla contrattazione collettiva nazionale  tra  le organizzazioni sindacali e le organizzazioni  dei  datori  di  lavoro comparativamente  piu'  rappresentativi,  delle  norme   in   materia previdenziale ed assistenziale, dei diversi  settori  merceologici  e delle  differenti  aree  territoriali.  In  mancanza   di   contratto collettivo  applicabile,  il  costo  del  lavoro  e'  determinato  in relazione al  contratto  collettivo  del  settore  merceologico  piu' vicino a quello preso in considerazione.

Qualora le tabelle non fossero aggiornate vige il principio dell’ultravigenza dell’articolo 216 comma 4 D.lgs 50/16.
Tuttavia l’onere non è solo della SA, infatti troviamo la norma “ad incastro” per l’OE nell’articolo 95 comma 10,
  ((10. Nell'offerta economica l'operatore  deve  indicare  i  propri costi  della   manodopera   e   gli   oneri   aziendali   concernenti l'adempimento delle disposizioni in materia di salute e sicurezza sui luoghi di lavoro ad esclusione delle forniture senza posa  in  opera, dei servizi di natura intellettuale  e  degli  affidamenti  ai  sensi dell'articolo 36,  comma  2,  lettera  a).  Le  stazioni  appaltanti, relativamente ai costi della  manodopera,  prima  dell'aggiudicazione procedono a verificare il rispetto di  quanto  previsto  all'articolo 97, comma 5, lettera d).)) 


Altro approfondimento importante riguarda i nuovi principi di trasparenza, infatti il conubbio tra l’articolo 29 del codice appalti e l’articolo 37 del D.Lgs 33/13 diviene sempre forte,
 1. Tutti gli atti delle amministrazioni aggiudicatrici e degli enti aggiudicatori relativi alla programmazione di lavori, opere,  servizi e forniture, nonche' alle  procedure  per  l'affidamento  di  appalti pubblici di servizi, forniture, lavori e opere, di concorsi  pubblici di progettazione, di concorsi di  idee  e  di  concessioni,  compresi quelli tra enti nell'ambito del settore pubblico di cui  all'articolo 5, ((alla composizione della commissione giudicatrice e ai  curricula dei  suoi  componenti))  ove  non  considerati  riservati  ai   sensi dell'articolo 53 ovvero secretati ai sensi dell'articolo 162,  devono essere pubblicati e aggiornati sul  profilo  del  committente,  nella sezione  "Amministrazione  trasparente",  con  l'applicazione   delle disposizioni di cui al decreto legislativo 14 marzo 2013, n.  33.  Al fine di consentire l'eventuale  proposizione  del  ricorso  ai  sensi dell' articolo  120  ((,  comma  2-bis,))  del  codice  del  processo amministrativo, sono altresi' pubblicati, nei successivi  due  giorni dalla data di  adozione  dei  relativi  atti,  il  provvedimento  che determina  le  esclusioni  dalla  procedura  di  affidamento   e   le ammissioni all'esito ((della verifica della documentazione attestante l'assenza dei motivi di esclusione di cui all'articolo 80, nonche' la sussistenza     dei      requisiti))      economico-finanziari      e tecnico-professionali. ((Entro il medesimo termine di due  giorni  e' dato avviso ai candidati e ai concorrenti, con le  modalita'  di  cui all'articolo 5-bis del decreto  legislativo  7  marzo  2005,  n.  82, recante il Codice dell'amministrazione digitale o  strumento  analogo negli altri Stati membri, di detto provvedimento, indicando l'ufficio o  il  collegamento  informatico  ad  accesso  riservato  dove   sono disponibili i relativi atti. Il termine per l'impugnativa di  cui  al citato articolo 120, comma 2-bis, decorre dal momento in cui gli atti di  cui  al  secondo  periodo  sono  resi  in  concreto  disponibili, corredati di motivazione.))

In estrema sintesi tutte le fasi, della gara ( endogene ed esogene) vanno riportate in BANDI DI GARA E CONTRATTI
di AT, e con taluni automatismi e protocolli propri del CAD vanno anche comunicati agli attori economici.

Gli operatori economici entro due giorni dalla pubblicazione saranno dotati di un accesso riservato all'area istituzionale
della SA dove possano verificare i carteggi ( e non solo i report tabellari degli esiti di gara ).

Puo sembrare una soluzione complessa, ma da anni vi sto invitando a dotarvi di strumenti WEB conformi alle norme.







 

 

Affidamento diretto PRIMA PARTE

Affidamento Diretto ed  accountability, la differenza con l’incarico fiduciario.

 

“… una rosa è una rosa, è una rosa è ,una rosa”…….. scriveva Gertrude Stein e cantava Franesco  De Gregori, mi vien da dire allora che l’affidamento  diretto, citato ben tre volte , articolo 31 coma 8 , 32 comma 2 e 36 comma 2 lett a …è un “affidamento diretto, è un affidamento diretto”…..

 

Chi continuerà a scappare dall’affidamento diretto, magari ricorrendo a forme “bastarde” come gli acquisti infra 40000 con la procedura negoziata vedrà sempre più peggiorare la propria situazione per il grosso costo – opportunità che si tramuta in DANNO ERARIALE .

Certo è che chi ha il coraggio di usare gli strumenti di legge non deve essere considerato un folle spericolato.

Vediamo un poco la differenza tra l’affidamento diretto e l’incarico fiduciario.

 

Sono istituti molto, ma molto diversi tra loro, gli elementi di maggior differenza sono :

  • L’ambito di applicazione
  • I controlli passivi

Per quanto riguarda gli ambiti, l’incarico fiduciario è proprio delle consulenze , cfr art 7 D.lgs 165/01 ed a differenza dell’affidamento diretto, i controlli passivi sono molto meno insistenti , diciamo quindi che tra i due istituti c’è una grossa discriminante, quella dell’accountability.

 

L’aver tolto dal codice degli appalti i termini  “adeguatamente , motivato” certamente non significa che le acquisizioni possono farsi senza logia e senza confronto, tanto è vero che la norma non può che essere ispirata dagli articoli 97 Cost e 3 comma 1 della L. 241/90 .

 

Fine prima parte.

OBBLIGO CONSIP, le possibili soluzioni CALENDARIO DEGLI INCONTRI.

Si Pubblica il calendario degli incontri di formazione dove si parlerà anche dell’eventuale obbligo di acquisire in CONSIP.

Venerdì 15.03.13 IC Angioletti TdG

Lunedì 18.03.13 I CD di Ercolano

Martedì 19.03.13 IC 1 Cangemi di Boscoreale

Lunedì 25.03.13 I CD Vico Equense

Dare adesione all’Istituto scolastico ospitante.

 

OBBLIGO CONSIP per LE SCUOLE —ALLERTA–

Con circolare 2674 del 05/3/13 il MIUR ricorda l’obblido di acquisire sul MEPA anche per le SCUOLE DI OGNI ORDINE  EGRADO, modificando le norme già modificate nell’estate scorsa (spending review), riporto l’articolo 1 comma 150 della l. 228/12 (STABILITA’ 2013)

150. All’articolo 1, comma 449, della legge 27  dicembre  2006,  n.
296, e successive modificazioni,  le  parole:  «ad  esclusione  degli
istituti e delle scuole di ogni ordine  e  grado,  delle  istituzioni
educative e delle istituzioni universitarie,» sono  sostituite  dalle
seguenti: «ivi compresi gli istituti e le scuole  di  ogni  ordine  e
grado, le istituzioni educative e le istituzioni universitarie,».

La circolare, dal tono terroristico, che sicuramente da oggi in poi verrà rispetatta, non contempla i tempi di perfezionamento dei contratti, rif art. 1326 c.c. che riporto

Il contratto concluso nel momento in cui chi ha fatto la proposta ha conoscenza dell’accettazione dell’altra parte

L’accettazione deve giungere al proponente nel termine da lui stabilito o in quello ordinariamente necessario secondo la natura dell’affare o secondo gli usi.

Il proponente pu ritenere efficace l’accettazione tardiva, purch ne dia immediatamente avviso all’altra parte.

Qualora il proponente richieda per l’accettazione una forma determinata, l’accettazione non ha effetto se data in forma diversa.

Un’accettazione non conforme alla proposta equivale a nuova proposta.

Già in questa fase nascono obbligazione attive e passive con grandi conseguenza per la parte acquirente in caso di risoluzione.

Tuttavia questa “strada di uscita” è percorribile solo in questa fase transitoria e qui è D O V E R O S O ricordare che nel caso “di specifiche” esigenze già accertate in fase di progettazione dell’investimento si può esulare dall’acquisto in rete .

Ovviamente ritorneremo sull’argomento, ancora più importante è ricordare che nella stessa circolare è chiarito l’obbligo per le istituzioni scolastiche di adeguarsi alla l. 190/12 ( anticorruzione).

In chiusura volgio far presente che l’acquisot in CONSIP semplifica di molto tutte le procedure, una determina e via.

 in allegato la circolare del 05/03/2013

prot2674_13.pdf

CERTIFICAZIONE DEI CREDITI PA, AL VIA LA SECONDA FASE

Da domani sarà attiva la procedura per le imprese per la certificazione dei crediti vantati nei confronti della PA.

Le PP.AA. hanno l’bbligo di accreditarsi sulla piattaforma del MEF, leggi articolo precedente, e recepire le istanze di certificazione.

L’inadempienza potrà permettere alle imprese creditrici di far nominare un commissario certificatore.

Le imprese con crediti certificati potranno utilizzare gli strumenti della cessione del credito o compensare in F24 gli importi.

Consiglio di iscriversi immediatamente, resto a disposizione.

QUESTIONARIO LOCAZIONI AVCP

In merito ai dubbi sul questionario dell’AVCP scadente il giorno 21/10/2012 finalizzato al controllo sui contratti di locazione, vi comunico che è riferito alla locazione immobiliare e non anche alla locazione operativa o finanziaria di beni mobili registrati o meno, a maggiore chiarezza in allegato due PDF con le notizie chieste dall’Autorità di Vigilanza dei Contratti Pubblici.

 

pagina1.pdf
pagina2.pdf

Dimensionamento, prassi e modulistica PARTE PRIMA

Buongiorno, inziamo ad anailzzare le varie casistiche, premettendo che avremo qualche problema con l’Agenzia delle Entrate per quanto riguarda la chiusura “tout court” del codice fiscale. Tali difficoltà derivano dalla mancanza di comunicazioni o meglio dalla mancanza della lettura da parte dei nostri enti della disciplina di altri enti dello Stato.

Ritengo dunque inutile soffermarci sulle diverse circolari degli uffici periferici del MIUR ( sarebbe stata auspicabile una legge e non raccomandazioni, circoalri e decreti ministeriali), conviene leggere alla fonte quanto raccomandato dalla circolare 8409 -2010 MIUR.

Analizziamo la casistica:

A) nascita di un nuovo ente per unificazoine orizzontale
più scuole dello stesso grado cessano di esistere ( un negozio giuridico), si unificano creando un nuovo soggetto di diritto ( altro negozio giuridico)

B) nascita di nuovo ente per unificazione verticale
più isa di diverso grado vengono sciolte, la ricomposizione comporta la creazione di un IC

C) incorporazione
più istituzioni scolastiche, a prescindere dall’ordine confondonoo i patrimoni,  i soggetti coinvolti avranno diverse procedure          in funzione dello status di “incorporante” o ” incorporato”

 

Tralasciando le problematiche già catalogate e risolte in giurisprduenza vi allego la circolare 8409 -2012 del MIUR.

Per quanto riguarda la sorte dei contratti vi invito a leggere l’articolo dedicato
http://www.rtd.cloud/deprisco/archivio-circolari/circolari-isa-e-pa-dal-01092011/item/65-la-sorte-dei-contratti-con-il-dimensionamento-scolastico

e resto perplesso dall’interpretazione data dalla maggior parte delle scuole riguardante il pagamento dei contratti in essere, la soluzione più semplice, quella di pagare non è quasi mai stata presa in considerazione, la circolare quando MIUR quando parla di ricomputare i contratti in essere, di ritirare i mandati etc etc parla non in senso imperativo, ha il tenore di ultima ratio, in tal guisa l’interpretazione più corretta pensio sia stata quella dell’USR Liguria con protocollo 2373/c14, che allego ( CFR pag 8 testo evidenzato).
La soluzione scelta di ricomputare , certamente corretta, crea molte difficoltà, a mio parere,ripeto, occorreva semplicemente pagare per evitare problemi anche moratori ma soprattutto come riportato nel mio articolo già citato occorreva concertare con i fornitori di beni e servizi delle diverse scuole ( ci troveremo una serie di ricorsi di fornitori che verranno esclusi , o peggio problemi con i revisori per più contratti in essere per la stessa tipologia) ed utilizzare le prcedure negoziate ex art 57 del D.lgs 163/06 e le varianti in corso di esecuzione dei contratti ex art. 311 del DPR 207/10.

ADEMPIMENTI AGENZIA DELLE ENTRATE.

Il problema principale, e non ci sarà una unica soluzione, deriva dalla giusta standardizzazione della modulistica dell’AdE, nel nostro caso del modello AA5/6, inoltre MIUR e CSA parlano delle operazioni di fusione ed incorporazione ( rispettivamente i nostri casi A+B e C per le operazioni amministrative) ma poi per quanta riguarda le procedure da farsi sul codice fiscale parlano sempre di cessazione e novazione, operazioni che probabilmente l’AdE rifiuterà di eseguire preferendo per l’appunto nel qudro D del modello AA5/6 l’utiilizzo  di fusione e concentrazione, come si dovrebbe compilare sencondo l’agenzia delle entrate .

ESEMPIO 1 ) la scuola elementare Gianni Boncompagni con dirigente Pasquale si fonde con la scuola media Marilyn Monroe dirigente Nicola.
Pasquale e la sua scuola restano, l’altra scuola scompare.

Modello AA5 / 6 SCUOLA GIANNI BONCOMPAGNI

Modello AA5 / 6 SCUOLA MARILYN MONROE

Per semplicita’ non ho inserito tutti i dati obbligatori che comunque vanno compilati.

Un’alternativa che farebbe conciliare la modulistica dell’AdE con il contenuto delle circolari ministeriali sarebbe quella di creare prima il codice fiscale per una nuova P.A. , poi fare la fusione del quadro D con tre codici fiscali.

in ogni caso devono essere ricreate le utenze entratel, ma consiglio di non revocare le vecchie.

Per il caso di incorporazione di ISA rimando a lunedì, ora devo scappare a prendere moglie e figlia in ospedale ( mi ero dimenticato di loro…….)

PS:  questa, come le altre comunicazioni estive è stata scritta senza nessun controllo ( grammaticale e i sintassi) e con molta fretta, vogliate scusarmi

 

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mpi_nota_8409_2010.pdf
nota_2373_2012_liguria.pdf
MODELLO_AA5_6.pdf
IstruzioniAA5_6.pdf

Spending review prime riflessioni

Il quindici agosto abbiamo avuto la bella notizia della spendin review, legge drastica per molti ma non per tutti ( banche ed industria pesante avranno dei vantaggi da questa norma).

Per quello che ci riguarda, per l’aspetto dei procedimenti amministrativi, le cose comunque non cambiano di molto, infatti le PP.AA. che solitamente non hanno nessun vantaggio dall’acquisto indiscriminato in CONSIP SPA ( le scuole ad esempio) no vedono cambiare il modo di operare.

Pur essendo l’articolo 1 del Dl 95/12 scritto in modo da intimorire i dirigenti della PP.AA.

“I contratti stipulati in violazione dell’articolo 26, comma 3 della legge 23 dicembre 1999, n.488 ed i contratti stipulati in violazione degli obblighi di approvvigionarsi attraverso gli strumenti di acquisto messi a disposizione da Consip S.p.A. sono nulli, costituiscono illecito disciplinare e sono causa di responsabilita’ amministrativa. Ai fini della determinazione del danno erariale si tiene anche conto della differenza tra il prezzo, ove indicato, dei detti strumenti di aquisto e quello indicato nel contratto.”

le PP.AA. che non avevano nessun obbligo di acquisire in CONSIP continuano a non averlo come specificato nello stesso articlo 1 che salva i commi 449 e 450 articolo 1 della L. 296/06.

Tuttavia come sempre consiglio di controllare sempre in CONSIP l’esistenza di offerte e convenzioni prima di fare acquisti.

Altra norma importante è quella contenuta nell’articolo 8 della Spending Review che mira ad una crescente dematerializzazione del procedimento, come sempre il sito web sarà lo strumento principale per l’attuazione.

 

La sorte dei contratti con il dimensionamento scolastico (PARTE PRIMA)

La gestione dei contratti in questo particolare periodo storico per le istituzioni scolastiche sembra essere molto piu’ complesso di quanto lo sia realmente. Anche a causa di poche informazioni che arrivano “dall’alto”ogni ISA si muove in maniera confusa e convulsiva. A mio avviso l’errore principale e’ il punto di partenza e mi spiego, prima di recedere o modificare unilateralmente da un contratto (vedremo quali sono gli strumenti legislativi piu’ adeguati) occorre inventariare i contratti non già della sola istituzione che in un modo od in un altro varierà’ ma di tutte quelle interessate nel processo , valutare l’opportunità economica, le qualità dei fornitori di beni e servizi e solo dopo aver sentito le controparti razionalizzare i fornitori con l’accortenza di non creare duplicazione di fornitori. Inoltre non e’ detto che gli stessi fornitori vogliano continuare i contratti con le nuove condizioni, anche se migliorative ( ad esempio per la manutenzione dei PC occorre più personale, per attriti personali con i nuovo attori od altro). Solo dopo questa prima valutazione fatta da più persone possiamo passare alla discussione dei problemi giuridici . PROBLEMA DEI CONTRATTI IN ESSERE. Pur essendo possibile riformulare i contratti e computarli in dodicesimi quest’operazione potrebbe divenire complessa e controproducente , e potrebbe valere solo per i contratti con pagamento a scadenza ( e vi ricordo che nella stipula dei contratti le Pubbliche amministrazioni sono sullo stesso livello dei privati, vale dunque la libertà contrattuale anche per i tempi di pagamento), inoltre per contratti d’appalto complessi l’appaltatore potrebbe comunque chiedere il mancato guadagno. La cosa più naturale da fare sarebbe continuare i contratti fino alla naturale estinzione dell’obbligazione dando comunicazione alle controparti private sulla variazione dall’anagrafica amministrativa e fiscale. I contratti di fornitura dei servizi dovranno poi essere comunicati all’anagrafe delle prestazioni utilizzando la neo funzione del trasferimento degli incarichi. La situazione si complica ancora quando ad essere oggetto della variazione sono non più i contratti di fornitura dei servizi ma i contratti di prestazione di opera professionale od i contratti professionali in quanto occorre ricalcolare anche la quota trattenuta come sostituto d’imposta. In ogni caso ricordo che e’ sempre possibile ricorrere all’articolo 311 del DPR 207/10 disciplinante le variazioni in corso d’opera , ed ancora gli strumenti delle procedure negoziate senza bando (57 del codice degli appalti). Voglio concludere sottolineando un altro aspetto che e’ stato sottovalutato ma che in realta’ farà a mio avviso farà nascere ancora più seccature, la gestione dei servizi e dei diritti accessori non cedibili discendenti dai contratti di fornitura di beni reali, faccio un esempio chiarificatore, le nostre attenzioni sono spostate essenzialmente sui servizi, dobbiamo invece anche prendere in considerazione i beni, come i PC, questi hanno una garanzia che per essere validata necessita della fattura, ed ancora compreso nel prezzo del PC c’e ‘ la licenza per utilizzare il S O. E ‘ dunque evidente che anche quando il contratto sembra concluso ( ho ricevuto il bene ed e’ stato pagato) devo comunque dare comunicazione al venditore. In sintesi occorre : Inventariare i contratti concertandosi tra le parti, risolvere anticipatamente da un lato una parte dei contratti, dall’altro utilizzare lo strumento dell’articolo 57 del D. Lgs 163/06 e novellarlo in funzione delle variazioni avvenute (più computer, più personale, più alunni ). Nei prossimi giorni ci saranno i focus sulle procedure amministrative per la cessione dei codici INPS, INAIL, fiscali, utenze AVCP, PerlaPa etc.

L’azione sostitutiva della PA per DURC negativi – Autocertificazione.

Il 13 Aprile 2012 l’INPS ha pubblicato la modulistica per l’attuazione dell’azione sostitutiva della Stazione Appaltante in caso di inadempimento derivante dal DURC.

Con la pubblicazione abbiamo tutti gli strumenti per utilizzare l’art 4 DPR 207/10, con la sola limitazione ( temporanea ) di non poter ancore fruire dei CODICI TRIBUTO per l’utilizzo del modello F24.

Agli utilizzatori più attenti dell’applicativo WEB per la richiesta del DURC è noto che ora accanto alla negazione della regolarità ( assicurativa e previdenziale) c’è l’importo dell’inadempienza che ci occorre per sanare i debiti dell’appaltatore sostituendoci nei pagamenti.

Non voglio dilungarmi e riporto alla fine del paragrafo i due articoli precedenti che hanno seguito l’evoluzione normativa di questo istituto , ed in allegato il foglio excel per la ripartizione del debito v/Appaltatore , la modulistica INPS, la modulistica INAIL.

Voglio invece soffermarmi nuovamente sull’importanza di chiedere l’autocertificazione all’uopo del DURC come previsto dall’art 4 comma 14 bis l.106/11 e far presente che non è un’opportunità per la P.A. ma un diritto dell’appaltatore, in quanto ogni tardato pagamento derivante dall’inutilizzo della norma della legge estiva comporterà l’applicazione degli interessi ex D.lgs 231/02

Ora più che mai, visto l’onere amministrativo che deriva da un’eventuale inadempienza conviene utilizzare questa procedura, controllando ovviamente a campione la veridicità.

Responsabilità della P.A sui controlli DURC, casistiche.

D:  La Stazione appaltante non accetta l’autocertificazione prevista dall’art 4 co 14 bis l. 106/11.

R : Senza dubbio in caso di tardato pagamento deve calcolare e versare gli interessi previsti dal D.lgs 231/02 che vengono applicati automaticamente, senza nessun atto di messa in mora nella misura dell’ 8 % ( ad oggi)

D: La stazione appaltante accetta l’autocertificazione, questa non viene controllata dalla stessa.

R : Non tutte le autocertificazioni devono essere controllate

D: La stazione appalatante accetta l’autocertificazione, in sede di controllo risulta mendace.

R : La Stazione appaltante non ha nessuna responsabilità, deve agire con gli strumenti dell’art 62 bis del D.Lgs 82/05.

D : La Stazione appaltante decide di non accettare l’autocertificazione ma accetta un DURC consegnato dall’appaltatore.

R: Il DURC deve essere richiesto telematicamente dalla SA, art 16 bis comma 10 l. 2/2009. In questo caso la SA è sanzionabile .

 

D : E’ vero che il DURC non è autocertificabile ?

R: E’ previsto l’istituto dell’autocertificazione del DURC dall’art 4 comma 14 bis L. 106/2011. Qualcuno ancora si ostina a non accettare questa tesi, giova ricordare un chiarimento ( a mio avviso superfluo) contenuto nella nota   573/12 rilasciata contestualemnte dall’INPS e dall’INAIL.

Link al primo articolo sull’azione sostitutiva
NOVITA’ DURC .L’intervento sostitutivo della P.A. per i debiti previdenziali ed assicurativi dell’appaltatore

 

Link al secondo articolo sull’azione sostitutiva
Modulistica per l’azione sostitutiva in caso di DURC IRREGOLARE

 

In allegato trovate il modello 30 ed il modello 31 per l’azione sostitutva INAIL,allegati 3 e 4 circolare 54/12 per l’azione sostitutiva INPS, foglio di calcolo per la ripartizione del debito v/Appaltatore, circolare autocertificazione, modello per l’autocertificazione.

 

 

 

 

 

30_Durc_intervento_sostitutivo___Facsimile_Comunicazione_preventiva_1.doc
31_Durc_intervento_sostitutivo_Facsimile_Comunicazione_INAIL_2_1.doc
Circolare_numero_54_del_13_04_2012_Allegato_n_3.doc
Circolare_numero_54_del_13_04_2012_Allegato_n_4.doc
INAIL_INPS_nota_n_573_del_26_01_2012___DURC_non_autocertificabilit___Casi_residuali.pdf
dichiarazionedurc.doc

NOVITA’ DURC .L’intervento sostitutivo della P.A. per i debiti previdenziali ed assicurativi dell’appaltatore

Come noto il giorno 08/06/2011 è entrata in vigore la norma attuativa del D.Lgs 163/06 ( cod. appalti).

E’ poco noto invece che il MinLav il 18/02 u.s. ha emanato una circolare che spinge all’utilizzo dell’istituto contenuto nell’art 4 del DPR 207/10 che riporto integralmente:

Art. 4

Intervento  sostitutivo  della  stazione  appaltante   in   caso   di inadempienza 
          contributiva dell’esecutore e del subappaltatore 
                  (art. 7, d.m. ll.pp. n. 145/2000)

    1. Per i  contratti  relativi  a  lavori,  servizi  e  forniture,
l’esecutore, il subappaltatore e i soggetti titolari di subappalti  e
cottimi di cui all’articolo 118, comma 8, ultimo periodo, del  codice
devono osservare le norme e  prescrizioni  dei  contratti  collettivi
nazionali e di zona stipulati tra  le  parti  sociali  firmatarie  di
contratti collettivi nazionali comparativamente piu’ rappresentative,
delle leggi  e  dei  regolamenti  sulla  tutela,  sicurezza,  salute,
assicurazione   assistenza,   contribuzione   e   retribuzione    dei
lavoratori.
    2. Nelle ipotesi previste dall’articolo 6, commi 3 e 4,  in  caso
di  ottenimento  da  parte  del  responsabile  del  procedimento  del
documento   unico   di   regolarita’   contributiva    che    segnali
un’inadempienza contributiva relativa a uno o piu’ soggetti impiegati
nell’esecuzione del contratto, il medesimo trattiene dal  certificato
di pagamento l’importo corrispondente all’inadempienza. Il  pagamento
di quanto dovuto per le inadempienze accertate mediante il  documento
unico di regolarita’ contributiva e’ disposto  dai  soggetti  di  cui
all’articolo  3,  comma  1,  lettera  b),  direttamente   agli   enti
previdenziali e assicurativi, compresa, nei lavori, la cassa edile.
    3. In ogni caso sull’importo netto progressivo delle  prestazioni
e’ operata una ritenuta dello 0,50 per  cento;  le  ritenute  possono
essere svincolate soltanto  in  sede  di  liquidazione  finale,  dopo
l’approvazione da parte della stazione appaltante del certificato  di
collaudo o di verifica di conformita’, previo rilascio del  documento
unico di regolarita’ contributiva.

La norma appena citata legittima la P.A. stazione appaltante a sostituirsi sia per i debiti verso enti ( INPS ed INAIL , a volte Cassa Edile) che per i debiti verso i dipendenti dell’appaltatore, mentre per i debiti già passati ad Equitalia l’istituto sostitutivo è stato reso attivo dal Dm 40/2008.

La circolare del MinLav detta i paletti del controllo e chiarisce l’operatività dell’istituto:

1) L’azione sostitutiva deve essere attuata ( obbligo e non opzione) in qualsiasi ipotesi di capienza finanziaria, quindi abbiamo tre scenari, il primo di parità tra i debiti v/Appaltatore ed inadempienze previdenziali ed assicurativi, giocoforza la S.A. avrà una quietanza automatica.
Altra ipotesi è quella di un debito v/Appaltatore maggiore dei debiti di quest’ultimo verso gli istituti previdenziali ed assicurativi, in questo caso dopo l’azione sostitutiva risulta ancora un debito v/Appaltatore che dovrà essere versato.
L’ultima ipotesi, invero la più complessa è rappresentata nel caso in cui i debiti v/Appaltatore siano minori delle inadempienze evidenziate dal DURC, in questo caso ci sarà una ripartizione proporzionale in quote percentuali, faccio un esempio:

Debito Stazione Appaltante v/Appaltatore = 7500 €

Inadempienze evidenziate in DURC :

INPS                 € 12500

INAIL               € 7500

Cassa Edile     € 2500

Per un totale di inadempienza pari ad € 22500

 Il primo passo sarà quello di normalizzare i tre valori in base 100 :

(12500/22500) * 100 =  55.56 %

(7500/22500) * 100 =  33.34 %

(2500/22500) * 100 = 11.10 %

Poi ripartiro il debito v/Appaltatore in ragione delle percentuali ottenute:

Agli istituti liquiderò :

INPS € 4167.0

INAIL € 2500.5

Cassa Edile € 832.5

Una volta conclusa la fase di calcolo e liquidazione dovrò comunicare ai diversi istituti “un preavviso di pagamento” per permettere a questi di rimodulare i debiti ( che nel frattempo potrebbero  essere stati annullati o ridotti dall’azione sostitutiva di un’altra S.A.) e dopo l’esito della rimodulazione verserò e comunicherò agli stessi il pagamento.

Quest’azione di sostituzione deve essere attuata prima dell’azione sostitutiva dell’art 48 bis del DPR 602/73 (attuata dal DM 40/08)  per i debiti passati già ad Equitalia ( giova ricordare che l’art 38 del D.lgs 163/06 novellato dalla l. 106/11 considera il valore del Dm 40/08 elemento essenziale per la partecipazione alle procedure ad evidenza pubblica e negoziate) proprio per la natura diversa delle norme, inoltre un’azione con le tappe appena dette ( prima azione sostitutiva del DPR 207/10 e poi del 602/73) riduce gran parte dei debiti iscritti a ruolo.

In allegato :

– Cicolare MinLAv 3 del 16/02/2012

– Foglio Excel per il calcolo nell’ipotesi di debiti v/Appaltatori < Debiti previdenziali ed assicurativi

 

 

CALCOLO_DURC.xls
Circolare_n3_2012_Art4_commi_2_e_3_DPR_n207_20102.pdf

Modulistica gare negoziate – COTTIMO FIDUCIARIO-

Vi allego dei modelli per procedere alle acquisizioni in economia che utilizzo anche per gli enti locali, vista l’urgenza e le tante modifiche apportate ( e da apportare) ho standardizzato il più possibile, resta alla stazione appaltante ed al progettista rendere i modelli quanto più aderenti alle proprie necessità, in caso di aggiornamenti sarete avvisati con le solite modalità.

Contiene in allegato:

– lettera d’invito

– foglio patti e condizioni ( allegato A)

– schema di offerta – capitolato ( allegato B)

– dichiarazione del possesso dei requisiti generali ( allegato C)

E’ evidente che ogni modifica apportata alla lettera d’invito deve essere riportata anche negli allegati.

Vi raccomando di non aggiungere nei criteri di qualità dell’offerta economicamene più vantaggiosa requisiti dell’impresa, ad esempio la ISO 9001 può essere un requisito ex art 43 del codice, la ISO 14001 ex art 44 del codice, ma non possono essere elemento di valutazione dell’OGGETTO DEL CONTRATTO.

 

lettera_invito_acquisti_in_economia_forniture_e_servizi.doc
PATTI_E_CONDIZIONI.doc
SCHEMA_DI_OFFERTA.doc
dichiarazione_possesso_requisiti_di_partecipazione.doc

Regolamento acquisti in economia

Nel file in allegato trovate una bozza per il regolamento da utilizzare per DISCIPLINARE  gli acquisti in economia .

E’ doveroso il ringraziamento all’Avv. Salvatore Gallo, la fonte principale per il “mio” regolamento è stato il “SUO” regolamento, invito le Scuole secondarie di Secondo grado ad utilizzare il modello originale dell’ Avv. Gallo . 

Sono anni che vi invito ad utilizzare questo regolamento, ora con i tempi brevi dei FESR…… non ci sono vie di fuga.

Le tipologie di beni e servizio riportate sono le più amplie, vogliate adottare il modello più confacente alle vs esigenze anche eliminando alcune voci, per le scuole più piccole potrebbe andare bene eliminare tutto e scrivere……. per gli acquisti di laboratori con fondi di fonte comunitaria € 60.000.

Riporto appresso il testo integrale.

 

Regolamento d’Istituto per l’acquisizione in economia di lavori,
servizi e forniture

Redatto ai sensi dell’art. 125 comma 10 Decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163 Codice dei contratti pubblici relativi a lavori, servizi e forniture in attuazione delle direttive 2004/17/CE e 2004/18/CE (G.U. n. 100 del 2 maggio 2006) e degli artt. 326-338 del DPR 207/10, norme abroganti il DPR 384/01 .

 

Principi Generali

Il presente Regolamento redatto ai sensi e per gli effetti del disposto dei commi 10 e 11 dell’art.125 del Decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163 Codice dei contratti pubblici relativi a lavori, servizi e forniture, individua i principi ed i criteri della procedure relative  all’acquisizione in economia di lavori, servizi e forniture .

 

Art. 1 – Oggetto

 

L’istituto “XXXXXXXXXXXXXXXXXXXX” per brevità “ISTITUTO”, ricorre all’indizione di gare quale metodologia prevalente di individuazione del contraente basando le procedure di affidamento ai criteri previsti dall’art. 2 del D.Lvo 163/2006 “Codice dei contratti pubblici” alle soglie comunitarie e, per le spese il cui oggetto risulti di importo inferiore a dette soglie, alle procedure di acquisizione in economia.

Nel presente regolamento trovano specifica e puntuale disciplina le modalità, i limiti di spesa e le procedure da seguire per l’acquisizione in economia di lavori, servizi e forniture – beni servizi; le stesse vengono adottate in piena conformità a quanto previsto e regolato dal D.Lvo n. 163/2006, “Codice dei contratti pubblici di lavori, servizi e forniture ” all’art. 125 comma .

 

Art. 2 – Limiti di applicazione

 

Le acquisizioni in economia sono in generale consentite nei limiti dei seguenti importi:

a) lavori in economia €. 200.000,00;

b) lavori assunti in amministrazione diretta €. 50.000,00;

c) forniture di beni e servizi €.193.000,00 (limite di soglia europea valido per le le Stazioni Appaltanti come individuate dall’art 28 D.lgs 163/06)

Tutti i limiti di soglia di importo indicati previsti all’art.28 del Codice dei Contratti ed in particolare quello previsto al punto “C”, si intenderanno automaticamente adeguati secondo il meccanismo di cui all’art. 248 del D.Lvo n. 163/2006 entro il termine per il recepimento nel diritto nazionale delle nuove soglie ridefinite con le procedure comunitarie nei provvedimenti della Commissione Europea.

Si procederà, di norma, alla acquisizioni in economia a seguito della normale attività di programmazione delle spese e degli investimenti svolta nell’ambito della pianificazione e dell’attuazione del Programma Annuale dell’istituto.

Il piano delle acquisizioni dovrà risultare, di conseguenza, coerente con le previsioni di spesa del Programma Annuale.

L’autorizzazione di ciascuna spesa è adottata dal D.S., cui afferisce la capacità negoziale come disciplinato dall’art 32 co.3 del D.I 44/01,inoltre per gli scopi della norma il Ds è individuato anche come RUP ai sendi del D.lgs 163/06 art.10, con proprio specifico provvedimento.

È fatto divieto di procedere a frazionamenti artificiosi degli importi previsti nei limiti di soglia di cui sopra al fine di eludere l’osservanza delle norme di legge e di quelle del presente Regolamento.

Il Dirigente Scolastico per ogni acquisizione in economia è individuato quale Responsabile del Procedimento.

Lo stesso, per assicurare il pieno rispetto della procedure in materia, di quelle di cui al presente Regolamento e di tutti gli adempimenti conseguenti potrà, ove opportunità e/o natura della prestazione lo richiedano, esercitare la facoltà di delega della funzione di Responsabile del Procedimento a favore del Direttore S.G.A. o di uno dei docenti Collaboratori, sotto la propria personale, completa ed esclusiva responsabilità  secondo quanto previsto dal D.Lvo 165/2001 art. 17 comma 1-bis –d cosi come modificato ed integrato dal D.Lvon.150 del 31 ottobre 2009.

Il Direttore S.G.A. assolve, comunque, ai sensi dell’ art. 32 D.M. 44/01 al compito di svolgere tutta l’attività istruttoria relativa alle procedure di acquisizione.

Il nominativo del Responsabile del Procedimento dovrà essere sempre indicato nel bando o nell’ avviso con cui si indice la gara o nella lettera di invito a presentare l’offerta e/o nell’albo dei fornitori.

 

Art. 3 – Modalità di acquisizione in economia

 

Tutte le acquisizioni in economia di lavori, beni e servizi possono essere effettuate mediante:

  1. procedura di amministrazione diretta;
  2. procedura di cottimo fiduciario.

Saranno realizzati con la procedura dell’ amministrazione diretta tutti quegli interventi per i quali non si renda necessaria la partecipazione di alcun operatore economico.

Con l’amministrazione diretta, riferibile soprattutto all’esecuzione di lavori e di servizi le acquisizioni verranno effettuate, sotto la direzione del Responsabile del Procedimento ai sensi di quanto disposto dall’art. 10 del Codice dei Contratti Pubblici, con materiali e mezzi propri o appositamente acquistati o noleggiati e con personale proprio o eventualmente assunto per l’occasione.

Le attività si sostanzieranno attraverso organizzazione ed esecuzione di opere con personale legato da rapporto di lavoro subordinato all’istituto e facendo ricorso alla provvista di materiali e mezzi da terzi.

Si procederà mediante cottimo fiduciario per le acquisizioni di beni e servizi  che saranno affidate ad operatori economici  terzi, siano essi  imprese o singoli contraenti.

L’affidamento mediante cottimo fiduciario dovrà avvenire nel rispetto dei principi di trasparenza, rotazione e parità di trattamento, previa consultazione di almeno cinque operatori economici, se sussistono in tale numero soggetti idonei, individuati sulla base di indagini dì mercato ovvero tramite elenchi di operatori economici predisposti ed aggiornati dall’Istituto.

Si potrà prescindere dalla richiesta di più offerte nelle procedure di affidamento mediante cottimo fiduciario nel caso di lavori, servizi e forniture a tutela di diritti di esclusiva in relazione alle caratteristiche tecniche e/o di mercato (brevetti, esclusive, copyright, ecc.).

Si potrà anche procedere con il sistema in forma mista quando motivi di ordine tecnico rendano indispensabile che si debba procedere all’esecuzione dei lavori parte in amministrazione diretta e parte mediante cottimo fiduciario.

Il risultato delle selezioni effettuate dalla commissione giudicatrice o dal R.U.P sarà sottoposto all’istituto della postinformazione come disciplinato dall’art . 331 comma 3 del DPR 207/10

 

Art. 4 – Modalità di affidamento dei lavori, dei servizi e
delle forniture mediante cottimo fiduciario:

 

A) La modalità di affidamento dei Lavori in Economia avverrà come segue:

– fino a €.40.000 IVA esclusa, è consentito l’affidamento diretto da parte del Responsabile del Procedimento come previsto dall’art. 125, comma 8 ultimo periodo del D.Lvo 163/2006;

– da €.40.000 a €.200.000 IVA esclusa, l’affidamento mediante cottimo fiduciario avviene nel rispetto dei principi di trasparenza, rotazione, parità di trattamento, previa consultazione di almeno 5 operatori economici, se sussistono in tale numero soggetti idonei, individuati sulla base di indagini di mercato ovvero tramite elenchi di operatori economici qualificati, predisposti dall’istituto, come previsto dall’art. 125, comma 8) primo periodo del D.Lvo 163/2006.
Per quanto riguarda la progettazione dei lavori, per importi non eccedenti € 100.000 si utilizzeranno le procedure degli art. 90,91 e 57 co.6 del Codice degli appalti.

 

B) La modalità di affidamento dei Servizi e Forniture in Economia avverrà come segue:

– fino a €.40.000, IVA esclusa, è consentito l’affidamento diretto da parte del Responsabile del Procedimento come previsto dall’art. 125, comma 11 ) ultimo periodo del D.Lvo 1 63-2006;

– da €.40.000 a €.193.000, IVA esclusa, l’affidamento mediante cottimo fiduciario avviene nel rispetto dei principi di trasparenza, rotazione, parità di trattamento, previa consultazione di almeno 5 operatori economici, se sussistono in tale numero soggetti idonei, individuati sulla base di indagini di mercato ovvero tramite elenchi di operatori economici qualificati, predisposti dall’istituto, come previsto dall’art. 125, comma 8) primo periodo del D.Lvo 163/2006.Si darà luogo all’individuazione del contraente, a seguito dell’esame comparativo dei preventivi o delle offerte fatte pervenire, secondo il criterio del prezzo più basso o quello dell’offerta economicamente più vantaggiosa scelto volta in volta dall’istituto.

Nel caso la scelta ricadesse sulla modalità dell’offerta economicamente più vantaggiosa saranno utilizzati i criteri di cui all’art. 83, comma 1, del D.Lvo 163/2006 e successive modifiche ed integrazioni.

Detti criteri dovranno essere chiaramente  indicati nella lettera di invito che riporterà anche le funzioni matematiche per la normalizzazione dei valori del punteggio come previsti dall’art 83 comma 5.

Nel caso in cui venga scelto il criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa, secondo quanto disposto dall’art.84 del D.Lvo 163/2006 e successive modifiche ed integrazioni, dovrà essere nominata un’apposita Commissione Giudicatrice presieduta dal Dirigente Scolastico (o suo delegato), composta al minimo da tre ed al massimo da cinque membri, di norma individuati tra il  personale docente e/o ata dell’istituto che sia esperto rispetto all’oggetto di ogni singolo contratto, tra i quali figurerà quale membro di diritto il docente responsabile dell’Ufficio Tecnico (ove esistente). Se il Direttore SGA non è nominato nella Commissione dovrà, comunque, fornire alla stessa il necessario supporto amministrativo.

La Commissione si riunirà, a seguito di apposita convocazione del Presidente, in seduta riservata ed assumerà tutte le proprie decisioni a maggioranza, redigendo di volta in volta, a cura di uno dei membri  all’uopo appositamente individuato, uno specifico verbale che sarà conservato in un apposita raccolta agli atti dell’Istituto.

 

C) II ricorso all’affidamento diretto dei lavori, servizi e forniture, nei limiti di importo sopra indicati, di norma, avverrà a seguito di apposita indagine di mercato senza escludere la facoltà per il Responsabile del Procedimento di richiedere più offerte comparative attingendo alle ditte iscritte nell’Albo Fornitori, salvo che ciò venga impedito da situazioni di urgenza ed indifferibilità o da situazioni impreviste ed imprevedibili per le quali peraltro non ricorre l’obbligo del ricorso alle ditte presenti nel citato Albo.

Si potrà altresì prescindere dalla richiesta di più offerte nel caso di lavori, servizi e forniture a tutela di diritti di esclusiva in relazione alle caratteristiche tecniche dell’oggetto del contratto e di specifiche situazioni di mercato.

 

Art. 5 – Ricorso a Lavori, Servizi e Forniture in economia

Come previsto dall’art. 125 co 10 D.lgs 163/06 individuiamo analiticamente le voci d’investimento e di spese ed  i relativi importi per l’adozione delle acquisizioni in economia dei lavori, dei beni e dei servizi.

 

Le acquisizioni in economia, mediante criterio di cottimo fiduciario, con riguardo alle esigenze e necessità dell’istituto per lo svolgimento di tutte le sue attività istituzionali, gestionali ed operative, potranno avvenire, di norma, nel rispetto di quanto al sottoindicato elenco non esaustivo, per:

  1. Acquisto, noleggio, manutenzione, riparazioni di attrezzature, di automezzi, autoveicoli, impianti, ricambi ed accessori                                                                                     €xxxxxxxxx;
  2. Spese per piccole manutenzioni e riparazioni di locali scolastici e dei relativi impianti                                                                                                                           €xxxxxxxxx;
  3. Acquisto, manutenzione, riparazione e ripristino di attrezzature macchinari e strumentazioni, utensili, strumenti e materiale tecnico occorrenti per il funzionamento dei laboratori                                                                                                                           €xxxxxxxxx;
  4. Spese per telefono ed altri sistemi di comunicazione e acquisto di relativi piccoli impianti e  apparecchiature                                                                                              €xxxxxxxxx;
  5. Spese per il noleggio in genere di beni mobili e attrezzature strumentali per il funzionamento degli uffici e la realizzazione delle attività didattico-formative                      €xxxxxxxxx;
  6. Acquisto di materiali per il funzionamento degli uffici, compreso l’acquisto di licenze software e la manutenzione degli stessi                                                                                              €xxxxxxxxx ;
  7. Acquisto, noleggio, manutenzione e riparazione macchine di ufficio  (quali fotocopiatrici, strumenti e apparecchiature tecniche, personal computer, impianti ed attrezzature informatiche, apparati di telefonia, fax)                                                                      €xxxxxxxxx;
  8. Acquisto e manutenzione reti informatiche, programmi di software e relativo aggiornamento, reti telefoniche                                                                                                                                     €xxxxxxxxx;
  9. Acquisto di generi di cancelleria e di materiale di consumo (carta, stampati, toner, materiale informatico, materiale telefonico, materiale elettrico, materiale fotografico, ed altro materiale tecnico, di stampati, di registri, di modelli e similari necessari per il funzionamento degli uffici e delle attività didattico-formative etc)                                                                  €xxxxxxxxx;
  10. Spese per abbonamenti a riviste, pubblicazioni, libri e periodici, rilegature di libri e stampe, acquisto o predisposizione di volumi, pubblicazioni, materiale audiovisivo e similari                                                                                                                       €xxxxxxxxx;
  11. Spese per servizi di sede quali (derattizzazioni, disinfestazioni, copisteria, spedizioni postali e similari)                                                                                                                                €xxxxxxxxx;
  12. Acquisto di materiale di pulizia di tutti i locali e servizi scolastici                    €xxxxxxxxx;
  13. Acquisto e noleggio di apparecchiature e macchinari per la nettezza e la pulizia di tutti i locali scolastici                                                                                                          €xxxxxxxxx;
  14. Acquisto e fornitura di dispositivi di protezione individuali (DPI) e vestiario da lavoro al personale dipendente                                                                                                                     €xxxxxxxxx;
  15. Acquisto, manutenzione e riparazione di mobili, arredi, segnaletica, complementi di arredamento e suppellettili e attrezzature varie per gli uffici, le aule, le palestre ed i laboratori                                                                                                                                              €xxxxxxxxx;
  16. Acquisto di servizi assicurativi                                                                                   €xxxxxxxxx;
  17. Acquisto di servizi di vigilanza                                                                                   €xxxxxxxxx;
  18. Acquisto di materiali e beni necessari per la realizzazione di corsi di formazione ed aggiornamento destinati al personale ed agli studenti                                              €xxxxxxxxx;
  19. Acquisto di materiali e beni necessari per la realizzazione di convegni, conferenze, celebrazioni, mostre, rassegne e manifestazioni                                       €xxxxxxxxx;
  20. Acquisto biglietti di viaggio in treno, aereo, nave, per transfert connessi a tutte le attività istituzionali formativo-didattico-amministrative                                       €xxxxxxxxx.
  21. Spese per compensi e ospitalità, anche sotto forma di rimborso spese a relatori, partecipanti a iniziative di formazione o a convegni, conferenze, celebrazioni, mostre, rassegne e manifestazioni, promosse dall’istituto e incaricati di altre attività specifiche o similari                                                                                                                        €xxxxxxxxx;
  22. Spese di rappresentanza                                                                             €xxxxxxxxx;
  23. Spese per la comunicazione e divulgazione dell’attività dell’istituto                        €xxxxxxxxx;
  24. Spese per quote di partecipazione a reti o consorzi di scuole e/o ad iniziative per la promozione dell’attività didattica e formativa dell’istituto                                €xxxxxxxxx;
  25. Spese per trasporti, spedizioni e facchinaggio                                            €xxxxxxxxx;
  26. Spese per pulizia e disinfezione straordinarie di locali                                €xxxxxxxxx;
  27. Spese per assicurazioni connesse a circostanze e ad eventi straordinari            €xxxxxxxxx;
  28. Acquisizione di beni e servizi non ricompresi nelle tipologie di cui sopra ai punti precedenti, rientranti nell’ordinaria amministrazione delle funzioni e delle attività dell’istituto, per gli importi stabiliti dalla normativa vigente in materia                                                             €xxxxxxxxx;
  29. Risoluzione di un precedente rapporto contrattuale, o in danno del contraente inadempiente, quando ciò sia ritenuto necessario o conveniente per conseguire la prestazione nel termine previsto dal contratto                                                                                         €xxxxxxxxx;
  30. Necessità di completare le prestazioni di un contratto in corso, ivi non previste, se non sia possibile imporne l’esecuzione nell’ambito del contratto medesimo                €xxxxxxxxx;
  31. Prestazioni periodiche di servizi, forniture, a seguito della scadenza dei relativi contratti, nelle more dello svolgimento delle ordinarie procedure di scelta del contraente, nella misura strettamente necessaria                                                                         €xxxxxxxxx;
  32. Urgenza, determinata da eventi oggettivamente imprevedibili, al fine di scongiurare situazioni di pericolo per persone, animali o cose, ovvero per l’igiene e salute pubblica, ovvero per il patrimonio storico, artistico, culturale.

 

Art. 6 – Elenco fornitori

 

L’affidatario di lavori, forniture e servizi in economia deve essere in possesso degli stessi requisiti di idoneità morale, capacità tecnico-professionale ed economica-finanziaria richiesti nelle ordinarie procedure di scelta del contraente.

L’Istituto forma elenchi di fornitori qualificati denominati  “Albo Fornitori” per gli affidamenti in economia, ai quali possono essere iscritti soltanto gli operatori economici in possesso dei requisiti di cui al precedente comma che avranno reso autocertificazione attestante, in conformità alla vigente normativa in materia, l’adempimento degli obblighi di regolarità contributiva.

A tal fine viene predisposto con cadenza annuale un avviso sul sito internet dell’Istituto www.xxxxxx.gov.it

 

Art. 7 – Norme di comportamento

 

Le imprese partecipanti alle procedure del presente regolamento sono tenute al rispetto delle “Norme per la tutela della concorrenza e del mercato” di cui alla L. 287/1990 e si astengono dal porre in essere comportamenti anticoncorrenziali.

Si intende per “comportamento anticoncorrenziale” qualsiasi comportamento -o pratica di affari -ingannevole, fraudolento o sleale, contrario alla libera concorrenza, in forza del quale l’impresa pone in essere gli atti inerenti al procedimento concorsuale. In particolare, e sempre che il fatto non costituisca autonomo reato, è vietato qualsiasi accordo illecito volto a falsare la concorrenza, quale:

  1. la promessa, l’offerta, la concessione diretta o indiretta ad una persona, per se stessa o per un terzo, di un vantaggio nell’ambito della procedura per l’affidamento di un appalto;
  2. il silenzio sull’esistenza di un accordo illecito o di una concertazione fra le imprese;
  3. l’accordo ai fini della concertazione dei prezzi o di altre condizioni dell’offerta;
  4. l’offerta o la concessione di vantaggi ad altri concorrenti affinché questi non concorrano alla gara e/o procedure di affidamento di appalto o ritirino la propria offerta o che, comunque, condizionino la libera partecipazione alla gara/procedura medesima.

Qualunque “ impresa “ coinvolta in procedure per l’affidamento di appalti promossi dall’Istituto si astiene da qualsiasi tentativo volto ad influenzare i dipendenti della stazione appaltante che rivestono funzioni di rappresentanza, di amministrazione e/o direzione, o che esercitano, anche di fatto, poteri di gestione e di controllo, ovvero le persone preposte alla direzione ed alla vigilanza dei suddetti soggetti.

A tutte le imprese concorrenti non è permesso accedere, in fase di procedura, agli uffici dell’Istituto ai fini della richiesta di informazioni riservate; l’accesso agli atti sarà consentito solo in conformità della legge n. 241/1990 e successive modifiche ed integrazioni.

Tutte le imprese hanno l’obbligo di segnalare all’Istituto qualsiasi tentativo effettuato da altro concorrente, o interessato, atto a turbare il regolare svolgimento della procedura/gara di appalto e/o dell’esecuzione del contratto; qualsiasi anomala richiesta o pretesa avanzata da dipendenti della stazione appaltante o da chiunque possa influenzare le decisioni relative alla gara/procedura o dalla stipula del contratto ed alla sua esecuzione.

Tutte le imprese appaltatrici o subappaltatrici agiscono nel rispetto della normativa vigente sul divieto di intermediazione ed interposizione nelle prestazioni di lavoro e non pongono dunque in essere comportamenti che integrino tali fattispecie tramite l’affidamento, in qualsiasi forma, dell’esecuzione di mere prestazioni di lavoro.

Tutte le imprese si impegnano a rispettare i limiti legislativi relativi al subappalto ed al nolo a caldo; esse, inoltre, prendono atto ed accettano incondizionatamente il divieto di subappaltare in qualsiasi modo e misura parte dei lavori aggiudicati ad imprese che abbiano partecipato alla gara o ad imprese da esse controllate, ad esse collegate o loro controllanti.

La violazione delle norme contenute nel presente Regolamento, configurata quale contestazione della violazione e non accettazione delle giustificazioni eventualmente addotte, poste a tutela della concorrenza e della correttezza nello svolgimento delle gare/procedure di appalto, comporta l’esclusione dalla gara, ovvero, qualora la violazione sia riscontrata in un momento successivo, l’annullamento dell’aggiudicazione.

La violazione delle norme poste a tutela della corretta esecuzione del contratto comporterà la risoluzione del contratto per colpa dell’impresa appaltatrice.

Le imprese che intendono iscriversi all’albo fornitore devono avere al momento dell’iscrizione tutti i requisiti di ordine generale previsti dall’art 38 D.Lgs 163/06 come modificati dalla l. 106/11.

 

Art. 8 – Attestazione di regolare esecuzione ai fini del pagamento/liquidazione

 

Le fatture relative alla prestazione-fornitura-bene-servizio resi, saranno liquidate con la cadenza temporale stabilita nell’ordine, contratto e/o scrittura privata, ecc., a seguito della verifica della regolare esecuzione delle prestazioni pattuite, nonché a seguito di formale accettazione ed ossequio alle norme e modalità obbligatorie inerenti la tracciabilità dei flussi finanziari ex art. 3 D.Lvo n.136 del 13 agosto 2010 e successive modifiche ed integrazioni.

Per quanto attiene nello specifico ai servizi ed alle forniture essi sono soggetti all’attestazione di regolare esecuzione o, per quanto attiene ai lavori, al certificato di regolare esecuzione e/o collaudo come previsto dalla normativa vigente.

 

Art. 9 – Oneri fiscali

 

Gli importi di spesa indicati nel presente regolamento sono sempre da intendersi “IVA esclusa”. Resterà a carico di ogni affidatario qualsiasi onere, contributo e spesa connessa e conseguente alla partecipazione alle procedure di affidamento messe in atta dall’Istituto, oggetto del presente regolamento.

 

Art. 10 – Forma del contratto – Ordine

 

I rapporti tra l’Istituto e la ditte, società o imprese affidatarie  saranno sempre regolati nelle forme previste dalle disposizioni vigenti in materia (scrittura privata, lettera commerciale, ordine, accettazione ordine/offerta, disposizione, ecc.).

L’atto di cottimo fiduciario, in qualunque forma stipulata, dovrà almeno contenere:

  1. Oggetto dei lavori, Forniture e Servizi che si affidano,
  2. Importo dell’affidamento,
  3. Condizioni di esecuzione,
  4. Inizio e termine del contratto,
  5. Modalità di pagamento,
  6. Penalità,
  7. Estremi delle garanzie prestate,
  8. Estremi della dichiarazione di assunzione degli obblighi di tracciabilità di cui all’art.3 legge 13 agosto 2010 n.13 6 e successive modifiche ed integrazioni,
  9. Estremi di verifica della regolarità contributiva.

Nel caso di lettera commerciale vanno riportate le medesime indicazioni sopra indicate ed il documento dovrà essere controfirmato per accettazione dall’affidatario.

 

Art. 11 – Garanzie

 

La cauzione provvisoria e definitiva, laddove prevista e/o richiesta, deve essere prestata nelle forme previste dalle disposizioni vigenti in materia.

 

Art. 12 – Norma di rinvio

 

Per quanto non previsto nel presente Regolamento, trovano applicazione le disposizioni di cui al D.Lvo 12 aprile 2006 n. 163 Codice dei Contratti Pubblici e successivi regolamenti attuativi per quanto applicabili e nei limiti di applicazione all’Istituto, nonché alle leggi e regolamenti e al codice civile che, tempo per tempo, risulteranno applicabili.

Art. 13 – Forma della lettera d’invito.

CIG CUP NOME RUP

La lettera d’invito che è l’atto che formalizza la volontà di acquisire un bene o un servizio o di procedere a lavori deve avere i seguenti elementi  previsti dall’art 334 del DPR 207/10:

 

a) l’oggetto della prestazione, le relative caratteristiche tecniche e il suo importo massimo previsto, con esclusione dell’IVA;

b) le garanzie richieste all’affidatario del contratto;

c) il termine di presentazione delle offerte;

d) il periodo in giorni di validità delle offerte stesse;

e) l’indicazione del termine per l’esecuzione della prestazione;

f) il criterio di aggiudicazione prescelto;

g) gli elementi di valutazione, nel caso si utilizzi il criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa;

h) l’eventuale clausola che preveda di non procedere all’aggiudicazione nel caso di presentazione di un’unica offerta valida;

i) la misura delle penali, determinata in conformità delle disposizioni del codice e del presente regolamento;

l) l’obbligo per l’offerente di dichiarare nell’offerta di assumere a proprio carico tutti gli oneri assicurativi e previdenziali di legge, di osservare le norme vigenti in materia di sicurezza sul lavoro e di retribuzione dei lavoratori dipendenti, nonché di accettare condizioni contrattuali e penalità;

m) l’indicazione dei termini di pagamento;

n) i requisiti soggettivi richiesti all’operatore economico, e la richiesta allo stesso di rendere apposita dichiarazione in merito al possesso dei requisiti soggettivi richiesti.

 

NEI PROSSIMI GIORNI VI FORNIRO’ IL MODELLO DELLA LETTERA D’INVITO.

REGOLAMENTO_PER_AFFIDAMENTI_IN_ECONOMIA_DEFINITIVO_SENZA_LETTERA_.doc

Giornata di approfondimento sulla legge svilippo e la manovra correttiva

 

Il giorno 23 SETTEMBRE 2011, ore 10:00

Presso 46° C.D. Napoli “Scialoia”

 

 


 

SALUTI DEL D.S. ROSA STORNAIUOLO

– Attenta comparazione tra il regolamento contabile delle ISA e D Lgs 163/06 e DPR 207/10

–  Le novità introdotte dal DPR 207/10

–  Distinzione tra importi sopra la  soglia comunitaria, sotto soglia comunitaria e spese in  economia  ( DPR 384/01 abrogato dal DPR 207/10)

o   Le novità introdotte dal D.l 70/11 convertito in legge 106 in particolare :

le modifiche apportate alla richiesta del DURC da parte delle S.A.

le modifiche apportate ai requisiti generali dell’art 38 codice appalti

lettura delle circolari ministeriali ( tanta confusione)

–  L’istituto dell’avvalimento (art 49 D.Lgs 163/06)

–  Il D.Lgs. 231/2002

–  Due esempi pratici del CAD :

la procedura dell’ordinativo informatico locale

la banca dati delle imprese dell’AVCP

Nuovi prezzi

Conclusioni

Requisiti art 38 Codice Appalti.

Viste le importanti ed onerosissime novità introdotte sul controllo dei requisiti generali dell’art 38 del codice degli appalti vi ricordo che è indispensabile dotarsi degli strumenti per il controllo degli operatori economici al registro delle imprese.

Il controllo si concretizza con la lettura della visura camerale che contiene informazioni patrimoniali ed economiche, requisiti professionali ( in alcuni casi), composizione sociale e dei direttori tecnici.

Fino all’anno scolastico scorso mi sono fatto carico (anche economicamente) della visura camerale dei partecipanti alle gare , potete continuare a chiedermela (pattuendo i prezzi in abbonamento) o potete consultare il registro imprese con la procedura messa a disposizione per la P.A. al seguente link http://www.registroimprese.it/dama/comc/comc/IT/el/index.jsp

Il costo del servizio è pari ad € 1100.00 + iva e comprende 5000 consultazioni, spero che il registro imprese metta a disposizione un pacchetto più adatto alel ISA ed alle altre piccole PA.

vi riporto l’art 38 d.lgs 163/06 come mdificato dalla l. 106/11 per comprendere quanto sia importante adeguarsi.

Art. 38. Requisiti di ordine generale
(art. 45, dir. 2004/18; art. 75, d.P.R. n. 554/1999; art. 17, d.P.R. n. 34/2000)

1. Sono esclusi dalla partecipazione alle procedure di affidamento delle concessioni e degli appalti di lavori, forniture e servizi, né possono essere affidatari di subappalti, e non possono stipulare i relativi contratti i soggetti:

a) che si trovano in stato di fallimento, di liquidazione coatta, di concordato preventivo, o nei cui riguardi sia in corso un procedimento per la dichiarazione di una di tali situazioni;
b) nei cui confronti è pendente procedimento per l’applicazione di una delle misure di prevenzione di cui all’articolo 3 della legge 27 dicembre 1956, n. 1423 o di una delle cause ostative previste dall’articolo 10 della legge 31 maggio 1965, n. 575; l’esclusione e il divieto operano se la pendenza del procedimento riguarda il titolare o il direttore tecnico, se si tratta di impresa individuale; i soci o il direttore tecnico se si tratta di società in nome collettivo, i soci accomandatari o il direttore tecnico se si tratta di società in accomandita semplice, gli amministratori muniti di poteri di rappresentanza o il direttore tecnico o il socio unico persona fisica, ovvero il socio di maggioranza in caso di società con meno di quattro soci, se si tratta di altro tipo di società;
(lettera così modificata dall’art. 4, comma 2, lettera b), legge n. 106 del 2011)
c) nei cui confronti è stata pronunciata sentenza di condanna passata in giudicato, o emesso decreto penale di condanna divenuto irrevocabile, oppure sentenza di applicazione della pena su richiesta, ai sensi dell’articolo 444 del codice di procedura penale, per reati gravi in danno dello Stato o della Comunità che incidono sulla moralità professionale; è comunque causa di esclusione la condanna, con sentenza passata in giudicato, per uno o più reati di partecipazione a un’organizzazione criminale, corruzione, frode, riciclaggio, quali definiti dagli atti comunitari citati all’articolo 45, paragrafo 1, direttiva Ce 2004/18; l’esclusione e il divieto operano se la sentenza o il decreto sono stati emessi nei confronti: del titolare o del direttore tecnico se si tratta di impresa individuale; dei soci  o del direttore tecnico, se si tratta di società in nome collettivo; dei soci accomandatari o del direttore tecnico se si tratta di società in accomandita semplice; degli amministratori muniti di potere di rappresentanza o del direttore tecnico o del socio unico persona fisica, ovvero del socio di maggioranza in caso di società con meno di quattro soci, se si tratta di altro tipo di società o consorzio. In ogni caso l’esclusione e il divieto operano anche nei confronti dei soggetti cessati dalla carica nell’anno antecedente la data di pubblicazione del bando di gara, qualora l’impresa non dimostri che vi sia stata completa ed effettiva dissociazione della condotta penalmente sanzionata; l’esclusione e il divieto in ogni caso non operano quando il reato è stato depenalizzato ovvero quando è intervenuta la riabilitazione ovvero quando il reato è stato dichiarato estinto dopo la condanna ovvero in caso di revoca della condanna medesima;
(lettera così modificata dall’art. 4, comma 2, lettera b), legge n. 106 del 2011)
d) che hanno violato il divieto di intestazione fiduciaria posto all’articolo 17 della legge 19 marzo 1990, n. 55; l’esclusione ha durata di un anno decorrente dall’accertamento definitivo della violazione e va comunque disposta se la violazione non è stata rimossa;  
(lettera così modificata dall’art. 4, comma 2, lettera b), legge n. 106 del 2011)
e) che hanno commesso gravi infrazioni debitamente accertate alle norme in materia di sicurezza e a ogni altro obbligo derivante dai rapporti di lavoro, risultanti dai dati in possesso dell’Osservatorio;
f) che, secondo motivata valutazione della stazione appaltante, hanno commesso grave negligenza o malafede nell’esecuzione delle prestazioni affidate dalla stazione appaltante che bandisce la gara; o che hanno commesso un errore grave nell’esercizio della loro attività professionale, accertato con qualsiasi mezzo di prova da parte della stazione appaltante;
g) che hanno commesso violazioni gravi, definitivamente accertate, rispetto agli obblighi relativi al pagamento delle imposte e tasse, secondo la legislazione italiana o quella dello Stato in cui sono stabiliti;
(lettera così modificata dall’art. 4, comma 2, lettera b), legge n. 106 del 2011)
h) nei cui confronti, ai sensi del comma 1-ter, risulta l’iscrizione nel casellario informatico di cui all’articolo 7, comma 10, per aver presentato falsa dichiarazione o falsa documentazione in merito a requisiti e condizioni rilevanti per la partecipazione a procedure di gara e per l’affidamento dei subappalti;
(lettera così sostituita dall’art. 4, comma 2, lettera b), legge n. 106 del 2011)

i) che hanno commesso violazioni gravi, definitivamente accertate, alle norme in materia di contributi previdenziali e assistenziali, secondo la legislazione italiana o dello Stato in cui sono stabiliti;
l) che non presentino la certificazione di cui all’articolo 17 della legge 12 marzo 1999, n. 68, salvo il disposto del comma 2;
m) nei cui confronti è stata applicata la sanzione interdittiva di cui all’articolo 9, comma 2, lettera c), del decreto legislativo dell’8 giugno 2001 n. 231 o altra sanzione che comporta il divieto di contrarre con la pubblica amministrazione compresi i provvedimenti interdittivi di cui all’articolo 36-bis, comma 1, del decreto-legge 4 luglio 2006, n. 223, convertito, con modificazioni, dalla legge 4 agosto 2006, n. 248;
(disposizione abrogata, ora il riferimento è all’articolo 14 del d.lgs. n. 81 del 2008 – n.d.r.)
(lettera così modificata dall’art. 3, comma 1, lettera e), d.lgs. n. 113 del 2007)
m-bis) nei cui confronti, ai sensi dell’articolo 40, comma 9-quater, risulta l’iscrizione nel casellario informatico di cui all’articolo 7, comma 10, per aver presentato falsa dichiarazione o falsa documentazione ai fini del rilascio dell’attestazione SOA;
(lettera così sostituita dall’art. 4, comma 2, lettera b), legge n. 106 del 2011)
m-ter) di cui alla precedente lettera b) che, pur essendo stati vittime dei reati previsti e puniti dagli articoli 317 e 629 del codice penale aggravati ai sensi dell’articolo 7 del decreto-legge 13 maggio 1991, n. 152, convertito, con modificazioni, dalla legge 12 luglio 1991, n. 203, non risultino aver denunciato i fatti all’autorità giudiziaria, salvo che ricorrano i casi previsti dall’articolo 4, primo comma, della legge 24 novembre 1981, n. 689. La circostanza di cui al primo periodo deve emergere dagli indizi a base della richiesta di rinvio a giudizio formulata nei confronti dell’imputato nell’anno antecedente alla pubblicazione del bando e deve essere comunicata, unitamente alle generalità del soggetto che ha omesso la predetta denuncia, dal procuratore della Repubblica procedente all’Autorità di cui all’articolo 6, la quale cura la pubblicazione della comunicazione sul sito dell’Osservatorio;
(lettera aggiunta dall’art. 2, comma 19, legge n. 94 del 2009, poi così modificata dall’art. 4, comma 2, lettera b), legge n. 106 del 2011)
m-quater) che si trovino, rispetto ad un altro partecipante alla medesima procedura di affidamento, in una situazione di controllo di cui all’articolo 2359 del codice civile o in una qualsiasi relazione, anche di fatto, se la situazione di controllo o la relazione comporti che le offerte sono imputabili ad un unico centro decisionale.
(lettera aggiunta dall’art. 3, comma 1, legge n. 166 del 2009)

1-bis. Le cause di esclusione previste dal presente articolo non si applicano alle aziende o società sottoposte a sequestro o confisca ai sensi dell’articolo 12-sexies del decreto-legge 8 giugno 1992, n. 306, convertito, con modificazioni, dalla legge 7 agosto 1992, n. 356, o della legge 31 maggio 1965, n. 575, ed affidate ad un custode o amministratore giudiziario, limitatamente a quelle riferite al periodo precedente al predetto affidamento, o finanziario
(comma introdotto dall’art. 2, comma 19, legge n. 94 del 2009 poi così modificato dall’art. 4, comma 2, lettera b), legge n. 106 del 2011)

1-ter. In caso di presentazione di falsa dichiarazione o falsa documentazione, nelle procedure di gara e negli affidamenti di subappalto, la stazione appaltante ne dà segnalazione all’Autorità che, se ritiene che siano state rese con dolo o colpa grave in considerazione della rilevanza o della gravità dei fatti oggetto della falsa dichiarazione o della presentazione di falsa documentazione, dispone l’iscrizione nel casellario informatico ai fini dell’esclusione dalle procedure di gara e dagli affidamenti di subappalto ai sensi del comma 1, lettera h), per un periodo di un anno, decorso il quale l’iscrizione è cancellata e perde comunque efficacia.
(comma introdotto dall’art. 4, comma 2, lettera b), legge n. 106 del 2011)

2. Il candidato o il concorrente attesta il possesso dei requisiti mediante dichiarazione sostitutiva in conformità alle previsioni del testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia di documentazione amministrativa, di cui al d.P.R. 28 dicembre 2000, n. 445, in cui indica tutte le condanne penali riportate, ivi comprese quelle per le quali abbia beneficiato della non menzione. Ai fini del comma 1, lettera c), il concorrente non è tenuto ad indicare nella dichiarazione le condanne per reati depenalizzati ovvero dichiarati estinti dopo la condanna stessa, né le condanne revocate, né quelle per le quali è intervenuta la riabilitazione. Ai fini del comma 1, lettera g), si intendono gravi le violazioni che comportano un omesso pagamento di imposte e tasse per un importo superiore all’importo di cui all’articolo 48-bis, commi 1 e 2-bis, del d.P.R. 29 settembre 1973, n. 602. Ai fini del comma 1, lettera i), si intendono gravi le violazioni ostative al rilascio del documento unico di regolarità contributiva di cui all’articolo 2, comma 2, del decreto-legge 25 settembre 2002, n. 210, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 novembre 2002, n. 266; i soggetti di cui all’articolo 47, comma 1, dimostrano, ai sensi dell’ articolo 47, comma 2, il possesso degli stessi requisiti prescritti per il rilascio del documento unico di regolarità contributiva. Ai fini del comma 1, lettera m-quater), il concorrente allega, alternativamente:

a) la dichiarazione di non trovarsi in alcuna situazione di controllo di cui all’articolo 2359 del codice civile rispetto ad alcun soggetto, e di aver formulato l’offerta autonomamente;
b) la dichiarazione di non essere a conoscenza della partecipazione alla medesima procedura di soggetti che si trovano, rispetto al concorrente, in una delle situazioni di controllo di cui all’articolo 2359 del codice civile, e di aver formulato l’offerta autonomamente;
c) la dichiarazione di essere a conoscenza della partecipazione alla medesima procedura di soggetti che si trovano, rispetto al concorrente, in situazione di controllo di cui all’articolo 2359 del codice civile, e di aver formulato l’offerta autonomamente.

Nelle ipotesi di cui alle lettere a), b) e c), la stazione appaltante esclude i concorrenti per i quali accerta che le relative offerte sono imputabili ad un unico centro decisionale, sulla base di univoci elementi. La verifica e l’eventuale esclusione sono disposte dopo l’apertura delle buste contenenti l’offerta economica.
(comma così sostituito dall’art. 4, comma 2, lettera b), legge n. 106 del 2011)

3. Ai fini degli accertamenti relativi alle cause di esclusione di cui al presente articolo, si applica l’articolo 43 del d.P.R. 28 dicembre 2000, n. 445; resta fermo, per l’affidatario, l’obbligo di presentare la certificazione di regolarità contributiva di cui all’articolo 2, del decreto-legge 25 settembre 2002, n. 210, convertito dalla legge 22 novembre 2002, n. 266 e di cui all’articolo 3, comma 8, del decreto legislativo 14 agosto 1996, n. 494 (ora articolo 90, comma 9, del decreto legislativo n. 81 del 2008) e successive modificazioni e integrazioni. In sede di verifica delle dichiarazioni di cui ai commi 1 e 2 le stazioni appaltanti chiedono al competente ufficio del casellario giudiziale, relativamente ai candidati o ai concorrenti, i certificati del casellario giudiziale di cui all’articolo 21 del d.P.R. 14 novembre 2002, n. 313, oppure le visure di cui all’articolo 33, comma 1, del medesimo decreto n. 313 del 2002.

4. Ai fini degli accertamenti relativi alle cause di esclusione di cui al presente articolo, nei confronti di candidati o concorrenti non stabiliti in Italia, le stazioni appaltanti chiedono se del caso ai candidati o ai concorrenti di fornire i necessari documenti probatori, e possono altresì chiedere la cooperazione delle autorità competenti.

5. Se nessun documento o certificato è rilasciato da altro Stato dell’Unione europea, costituisce prova sufficiente una dichiarazione giurata, ovvero, negli Stati membri in cui non esiste siffatta dichiarazione, una dichiarazione resa dall’interessato innanzi a un’autorità giudiziaria o amministrativa competente, a un notaio o a un organismo professionale qualificato a riceverla del Paese di origine o di provenienza.

 

 

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