INCONTRO RIMANDATO – La trasformazione digitale nelle P.A.-

Uffà !!!! A causa dell’ordinanza sindacale, l’incontro di domani sarà rimandato, restiamo in contatto ed organizziamoci per i prossimo incontro, e vediamo il lato positivo delle cose….linee guida AGID in arrivo !!!!! ne discuteremo insieme.

Gertrude Stein , Francesco De Gregori , Affidamenti e rotazione dopo la L. 145/18 ed il parere 445/2019 del Consiglio di Stato,

Come in un vecchio post che riporto

ricordo Gertrude Stein nel suo “una rosa è una rosa è una rosa ” e la bellissima ” Ragazza del ’95 ” del mitico De Gregori .

Recentemente il CdS con la pronuncia 445 ha ribadito l’inutilità di indagini od altre procedure similari quando si ha prontezza delle condizioni generali di fornitura od espletamento di un servizio.

Per dirla tutta, le modifiche apportate al Codice dei contratti dal 56/17 e la LG 206/2018 non hanno in molti casi prodotto gli effetti sperati.

La motivazione dell’affidamento diretto ( anche senza previa consultazione di due o più OE) va certamente fatta , ma l’obbligo è da ricercarsi negli articoli 3 l. 241/90 e 191 TUEL.

Altra grande novità non sfruttata della deliberazione 206/2018 ANAC è la possibilità di non assoggettare alla rotazione gli “inviti” allo stesso OE che partecipa a procedure di range di prezzi diversi, ma per questo si consiglia l’utilizzo di un regolamento .

Poniamo però l’attenzione su un aspetto fondamentale, questo regolamento a differenza di quello degli acquisti ex articolo 125 del previgente D.Lgs 163/06 non è obbligatorio, l’assenza non inficia gli acquisti sotto soglia ( 35 d.lgs 50/16) ma agevola la gestione e permette di coordinare meglio inviti per il principi di rotazione.

Con le modifiche apportate all’articolo 1 comma 130 L. 145/18 , l’aumento delle spese bagattellari ad euro 5000 occorre subito muoversi e gestire il regolamento ( anche perchè le Nuove LLGG 4 non toccheranno questo aspetto ).

Mi adopero per preparare un regolamento e la modulistica necessaria agli adempimenti e prossimamente invio tutto.

nell’attesa riporto il post sulle novità della L. 145/18.

Se avete letto tutto tralasciando la visione del mitico Francesco De Gregori e della fantastica Ragazza del ’95 avete dei problemi.

Ciaoooooo

Comunicazione CIG art 1 comma 32 L. 190/12

semplicemente nel ricordarvi della scadenza riporto quanto scritto dall’ANAC

Adempimenti Legge 190/2012 art. 1, comma 32

Modalità operative per l’anno 2019 – news del 9 gennaio 2019

Data di aggiornamento: 9 gennaio 2019


Si rende noto che a partire da febbraio 2019 saranno effettuati i tentativi di accesso automatizzato alle URL comunicate dalle Amministrazioni per l’acquisizione dei file XML pubblicati. A riguardo, si consiglia di verificare che tutti i file pubblicati siano accessibili e rispettino le specifiche tecniche definite dall’Autorità. Il dettaglio dell’esito dell’ultimo tentativo di accesso automatizzato alle URL è consultabile attraverso il link presente nel campo ‘Identificativo messaggio PEC’ oppure ‘Esito accesso’ della tabella disponibile al seguente link https://dati.anticorruzione.it/#/l190.

Le Stazioni Appaltanti (SA) per adempiere all’obbligo di pubblicazione dei dati in formato aperto, ai sensi dell’art. 1 comma 32 Legge 190/2012 conforme alle disposizioni di cui alla Deliberazione n. 39 del 2 gennaio 2016, devono:

Restano invariati per il 2019 gli obblighi di comunicazione e pubblicazione previsti dalla Deliberazione n.39 del 20 gennaio 2016. In particolare, le Amministrazioni devono pubblicare tutte le informazioni di cui all’articolo 3 e 4 della suddetta Deliberazione secondo la struttura e le modalità definite dall’Autorità (vedi specifiche tecniche aggiornate per la pubblicazione dei dati in file XML).

Per approfondimenti vedi FAQ L190

Per approfondimenti sulle indicazioni operative a seguito dell’entrata in vigore del Codice dei Contratti Pubblici, d.lgs. n. 50 del 18.4.2016, vedi il Comunicato del Presidente dell’Autorità del 11/05/2016

Per approfondimenti sulle questioni interpretative relative all’applicazione delle disposizioni del d.lgs. 50/2016 nel periodo transitorio, vedi il Comunicato del Presidente dell’Autorità del 08/06/2016

Delibera
Deliberazione n. 39 del 20 gennaio 2016
Modulo PDF per la comunicazione dell’URL di pubblicazione (Si precisa che il modulo dovrà essere scaricato e successivamente compilato in locale, quindi allegato alla comunicazione via PEC)

Specifiche tecniche
Il documento fornisce le specifiche tecniche a cui la Stazione Appaltante deve far riferimento per adempiere agli obblighi previsti. In sintesi nel documento sono:

• Descritte in dettaglio le modalità con cui la SA deve comunicare all’Autorità l’avvenuta pubblicazione dei dati sul proprio sito web istituzionale;
• Descrivere le strutture dati che la SA deve utilizzare per la pubblicazione delle informazioni in formato standard aperto sul proprio sito web istituzionale
• Modulo PDF per la comunicazione dell’URL di pubblicazione

Documento specifiche tecniche ver. 1.2

Aggiornato il file TypesL190.xsd, retrocompatibile con i file realizzati utilizzando la versione precedente, per includere anche le procedure di scelta del contraente “29-PROCEDURA RISTRETTA SEMPLIFICATA”, “30-PROCEDURA DERIVANTE DA LEGGE REGIONALE”, “31-AFFIDAMENTO DIRETTO PER VARIANTE SUPERIORE AL 20% DELL’IMPORTO CONTRATTUALE”.
 

Specifiche XSD
• http://dati.anticorruzione.it/schema/TypesL190.xsd
• http://dati.anticorruzione.it/schema/datasetIndiceAppaltiL190.xsd
• http://dati.anticorruzione.it/schema/datasetAppaltiL190.xsd

N.B. Al fine di evitare problemi nell’elaborazione dei file XML da parte delle procedure automatizzate dell’Autorità è da evitare l’utilizzo del tag commento <!– ….–> all’interno dei file XML.

Per la consultazione dell’esito dell’elaborazione delle comunicazioni PEC ricevute e dell’esito dell’ultimo tentativo di accesso automatizzato alle URL comunicate, è disponibile un servizio on-line ad accesso libero al link https://dati.anticorruzione.it/#/l190

Per eventuali richieste di informazioni o assistenza sul servizio utilizzare il seguente modulo.

Rete Piedimonte, info e allegati

Le informazioni necessarie alla redazione della manualistica sono:

  • Nome cognome e c.f. del dirigente e del dsga
  • Ordini di servizio degli assistenti amministrativi
  • Nomine delle funzioni strumentali

Per la parte informatica:

  • nome computer / sistema operativo / antivirus / software / utilizzatore
  • politiche di back up
  • amministratore di sistema

Grazie a tutti.

P.s. dal momento in cui avrò le informazioni complete di ogni scuola, entro e non oltre una settimana vi restituirò la modulistica completa.

Buona serata 

Elisa Carotenuto e Vincenzo De Prisco

Ci vediamo a Settembre con queste novità

Stacco per un poco, ovviamente resto a disposizione per le emergenze, ma vi anticipo cosa affronteremo da Settembre in poi :

– istanze e documenti digitali verso la PA, con le LL.GG Agid

– articolo 40 del Codice dei Contratti ,
Art. 40 (Obbligo di uso dei mezzi di comunicazione elettronici nello svolgimento di procedure di aggiudicazione) 1. Le comunicazioni e gli scambi di informazioni nell’ambito delle procedure di cui al presente codice svolte da centrali di committenza sono eseguiti utilizzando mezzi di comunicazione elettronici ai sensi dell’articolo 5-bis del decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82, Codice dell’amministrazione digitale. 2. A decorrere dal 18 ottobre 2018, le comunicazioni e gli scambi di informazioni nell’ambito delle procedure di cui al presente codice svolte dalle stazioni appaltanti sono eseguiti utilizzando mezzi di comunicazione elettronici.
Con le istruzioni date dal Forum Agid-MEF sull’e-procurement del quale sono membro

– il nuovo codice sulla protezioen dei dati personali ( licenziato l’ 8 Agosto ed in atesa di pubblicazione in GU ) con le semplificazioni per le PMI e probabilmente 8 mesi ulteriori per rodare le procedure

– invio delle procedure di armonizzazione 196/03 reg 679

– focus su accesso civico e riservatezza, metodi sceintifici di contemperazione.

Ci vediamo in aula e sul web a partire dal 10 Settembre.

Chi è interessato all’organizzazione di corsi può chiamarmi sul cell.

Ciao ciao,
Vindep

Qualche anticipazione per i RTD sul D.Lgs 217/17 il NUOVO CAD

Il correttivo al CAD oltre a continuare sul filone filosofico e concettuale introduce nuovamente alcuni istituti cancellati dal D.Lgs 179/16 ( a parere dello scrivente erroneamente ), come ad esempio :

  • come già accennato si riconferma l’importanza del responsabile alla transizione in ogni PA , infatti l’articolo 17 del D. Lgs 217/2017 che modifica l’articolo 17 del D.lgs 82/05 ( già variato dal D.lgs 179/16) mette maggiore enfasi sull’importanza del RTD in ogni PA ed istituisce l’ufficio centrale presso l’AGID del Difensore Civico Digitale .
    Al RTD spetta : progettazione sugli acquisti ed integrazione, rispetto delle misure articolo 71 del CAD ed impulso per il nuovo servizio di “identità e domicilio digitale”
  • identita’ e domicilio digitale, sistema di prossima attuazione ibrido tra PEC-ID e SPID
  • Reintroduzione della continuità operativa ( art. 46 del D.lgs 217/2017 che introduce il comma 2 – quater all’articolo 51 del CAD)
  • Interoperabilità
  • Riutilizzazione del softwareOvviamente il tutto anche in ottica GDPR.  Ben venga la rivoluzione .
    
    

Breve presentazione

Salve, questa è riferita alle nuove ISA di SA.

Come dall’incontro precedente ricordiamo la nostra disponibilità ad accompagnare le scuole verso il passaggio dei procedimenti dematerializzandoli.

Visionando il sito vi farete un’idea dei servizi che proponiamo, in particolare nei prossimi mesi affronteremo :

  • la modifica degli appalti dopo la stabilità
  • la modifiche delle soglie del DM 40/08 ( controlli equitalia )
  • il nuovo CAD
  • Il regolamento Europeo Protezione Dati persone fisiche

Ci sono focus trasversali sempre aperti ( acquisti ed adempimenti DFP ) che fungeranno da legante tra le problematiche varie.

I recapiti :

elisa carotenuto 3382797858

vincenzo de prisco 3389141276

 

Ciao, e buona TRANSIZIONE ( ricordando che con la transizione al digitale preserviamo la memoria storica =

 

CHIUSURA ESTIVA

Siamo chiusi fino al 30 AGOSTO…….ma continuiamo a lavorare per voi con grosse novità.

Ciao Stefano.

“C’è un impoverimento culturale che si fa sentire, la cattiva politica è figlia della cattiva cultura”

S. Rodotà.

Addio maestro ed ispiratore.

 

Era nato a Cosenza il 30 maggio del 1933, negli anni del fascismo. Il padre, insegnante di matematica di origine albanese poi iscritto al Partito d’azione insegnava alle medie, dava ripetizioni a Giacomo Mancini, il futuro leader socialista; uno zio divenne segretario locale della Dc. La politica, insieme allo studio, è sin da subito una passione divorante. Nel 1953 approda a Roma per laurearsi in legge. Dice no a un’offerta di Adriano Olivetti, che lo vorrebbe con sé ad Ivrea, e che gli accrediterà comunque, come sostegno per i suoi studi, 300 mila lire sul conto corrente. Prima dei quarant’anni è già ordinario, insegna diritto civile alla Sapienza, ma l’impegno accademico è sempre intrecciato con quello politico; milita nei Radicali, scrive sul “Mondo” di Pannunzio  – a 22 anni il primo articolo finisce in prima pagina – dopo che da ragazzo aspettava ogni settimana impaziente l’uscita del numero in edicola. E’ Elena Croce, la figlia di Benedetto, nel cui salotto conosce Klaus Mann e Adorno, a introdurlo. “Non c’è un giorno nel quale non abbia preso un libro in mano”, dirà. E’ tra i primi professori a scrivere regolarmente sui giornali, sin dai primi anni Settanta, quando le tribune dei giornali erano scansate dagli accademici

Rodotà in qualche modo è sempre stato moderno. A 80 anni si scopre star del web. Parla ai giovani. Nel 2013 i Cinquestelle lo candidano alla successione di Napolitano. Il tifo per lui “Ro-do-tà -Ro-do-tà”, risuona a Montecitorio, lo votano anche Sel e alcuni del Pd; poi Grillo, con un atto volgare dei suoi, lo definirà “un ottuagenario miracolato della rete”. Viene rieletto Napolitano. Sposato da più di mezzo secolo con Carla, collaboratrice di Repubblica, due figli, Carlo e Maria Laura, una delle firme del giornalismo italiano, ha quindi attraversato questo nostro tempo con una profonda curiosità e spirito civile. “Il mio narcisismo l’ho consumato in tutte le cose che ho fatto. Ora mi sento pacificato”, disse tempo fa ad Antonio Gnoli. La sua voce, mai accomodante, mancherà.

fonte Repubblica.it


 


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CORRETTIVO APPALTI

Si ricorda che è stato pubblicato in GURI il D.lgs   56/2016.

 

tante le novità, nel sub appalto, nella qualificazione, negli acquisti infra 40000, nel MEPA ed anche nell’articolo 29, si parte a far convergere il CAD con il CCP.

Saluti, per info rinnovate il contratto.

Grazie, per il nuovo incarico è anche merito VOSTRO.

Con molta gioia, ed evidente vanità, comunico che sono stato inserito nel gruppo di lavoro istituito dalla PdCM, dal MEF e dall’AGID per le nuove regole tecniche sul public e-procurement.

La task force istituita ha l’onere di scrivere regole ed aiutare le PP.AA. alla completa transizione nel modo di operare ( digitalizzazione del procedimento)  per soddisfare l’articolo 40 del D.Lgs 50/16.

Grazie mille.

PAGAMENTI, cosa va inserito in Amministrazione Trasparente, le relazioni.

E’ opportuno ricordare ( anche se superfluo poichè i sistemi informativi dovrebbero essere già stati adattati )che il D.Lgs 97/2016 ha aggiunto talune novellazioni alla voce PAGAMENTI DELL’AMMINISTRAZIONE del “sottoservizio” AMMINISTRAZIONE TRASPARENTE.

In particolare non basta più inserire solo i tempi medi di pagamento ( articolo 33 D.Lgs 33/13 ), con anche la computazione dei debiti professionali ( e non solo commerciali) , in aggiunta poi, vanno inseriti l’ammontare complessivo dei debiti ed il numero delle imprese ( e professionisti) creditrici.

Sempre nella voce PAGAMENTI DELL’AMMINISTRAZIONE , sottocategoria DATI DEI PAGAMENTI, ai sensi dell’articolo 4 bis del D.Lgs 33/13, aggiunto dal D.lgs 97/16 all’articolo 5 devono essere indicati tutti i pagamenti effettuati, con ordine cronologico e distinti per natura ( uscita corrente / uscita in conto capitale), si consiglia una tabella del tipo :

Progressivo Data pagamento  Categoria Importo Beneficiario Natura della spesa
1 12/06/2017
Uscite  correnti‐
Acquisto di beni e

servizi

1200 pippo assistenza centrale telefonica
2 15/07/2017
Uscite in conto capitale

Acquisto immobilizzazioni materiali

121000 paperino acquisto laboratorio analisi

Di seguito  riporto la notizia già data qualche giorno addietro ed il modello per la scrittura della relazione sui pagamenti da mettere in AMMONTARE COMPLESSIVO DEI DEBITI ( modelli e data da aggiornare)


http://www.rtd.cloud/deprisco/archivio-circolari/circolari-isa-e-pa-dal-01092011/item/288-scadenza-30-aprile-certificazione-art-7-comma-4-bis-dl-35/13-novit%C3%A0-in-ammninistrazione-trasparente

http://www.rtd.cloud/deprisco/archivio-circolari/circolari-isa-e-pa-dal-01092011/item/204-relazione-sui-pagamenti-ai-sensi-dellarticolo-41-dl-66/14

Le prime nuove sul Codice dei Contratti Pubblici ver 2.0, altre novità

Nell’ultimo post ho analizzato le modifiche apportate dal correttivo al CCP di maggiore impatto per gli OE.

Ora, velocemente vediamo le novità più importanti per le SA.

– Qualificazione per la programmazione degli acquisti a partire da 40000 €  ( anche con la ISO 37001, si ricorda che la Consulenti Associati è gia presente in MEPA per la redazione di modelli atti a chiedere la certificazione )

– costo della manodopera: se ne prevede la specifica individuazione ai fini della determinazione della base d’asta

– albo dei collaudatori: è stato inserito l’obbligo, per le amministrazioni, di scegliere i collaudatori da un apposito albo

– modifica dell’articolo 36 comma 2 lett. a), non occorre invitare più operatori economici per l’affidamento diretto

– semplificazione sui controlli ( articolo 13 L. 180/11 )

 

Si fa notare che le modifiche all’articolo 36 comporteranno l’obbligo di rispettare l’articolo 30 del CCP e 97 Costituzione, e leggendo tra le righe, rappresentano una vera e propria presa di posizione del legislatore sulle soft law ( cfr delib 1097/16 ANAC)

Le prime nuove sul Codice dei Contratti Pubblici ver 2.0

Queste solo alcune delle tante novità …la storia continua

1) Tolta la sanzione per il ricorso al soccorso istruttorio ( è stata introdotta una penalità per il rating di impresa)

2) Riduzione di un ulteriore 50 % sull’importo della cauzione per le piccole e micro imprese

3) Riforma profonda dell’articolo 105 ( sub appalto)

4) Previsto il sub appalto anche per servizi e forniture

5) Allert sul sub appalto per lavori ” attenzionati ” dall’articolo 1 comma 53 della l. 190/12

6) Ora il RUP, con forme motivazione, può essere membro di commissione valutativa ( art 77 co 4)

7) Riforma e declassamento del rating di impresa, da qualificante a premiante per il criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa

 

…e non finisce qui.

 

 

 

CODICE DEGLI APPALTI 2.0

Il giorno 19 Aprile sarà pubblicato in GURI il correttivo degli appalti, grandi novità per la qualificazione del fornitore e soprattutto per la qualificazione della stazione appaltante.

Alcune semplificazioni che vanno a coordinarsi con lo stauto delle imprese , in particolare con l’articolo 13 della L. 180/11.

In programmazione diverse giornate formative.

Sospeso obbligo pubblicazione patrimonio – reddito

Trasparenza
Sospeso l’obbligo di pubblicare redditi e patrimoni dei dirigenti pubblici

Con decisione assunta il 12 aprile il Consiglio dell’Autorità Nazionale Anticorruzione ha sospeso l’efficacia delle Linee guida sugli obblighi di pubblicazione dei dirigenti pubblici, relativamente a compensi, spese per viaggi di servizio, situazione patrimoniale e reddituale. Tali previsioni, stabilite dal dlgs. 97/2016 (cd. “decreto Trasparenza”), erano già state oggetto di una ordinanza cautelare del Tar del Lazio dello scorso 2 marzo limitatamente all’Autorità Garante della privacy. Con la delibera dell’Anac, la sospensione viene estesa a tutte le pubbliche amministrazioni.

 

 

Nuove MMS per le PP.AA., non vedetelo come obbligo ma come la “madre” di tutte le opportunità.

Visto il periodo e la coronaca più recente anche il termine “madre” assume un’accezione nefasta, comunque è importante ricordare che il 4 Aprile, in GURI n. 79 sono state le pubblicate le MMS per le PA, primo passo verso il NUOVO REGOLAMENTO PRIVACY che entrerà in vigore a Maggio 2018.

La circolare 1/2017 AGID è composta da 5 articoli che riporto dopo in chiusura.
E’ evidente che molte PP.AA. dovranno cambiare il modo di gestire l’informatica pubblica, considerarla una funzione strategico – politica e non un’opera d’investimento.

Basti pensare che gli ultimi interventi per adeguarsi alla dematerializzazione sono stati affrontati come “investimenti” e non come orgaizzazione aziendale, tralasciando del tutto le indicazione contenute nell’articolo 68 del D.Lgs 82/05 e nell’articolo 71 del D.lgs 179/16 aprendo scenari di facile applicazione del danno erariale.

La scadenza dell’adempimento è per il 31/12/2017, ma credetemi, c’è poco tempo.

 

AGENZIA PER L’ITALIA DIGITALE

CIRCOLARE 17 marzo 2017, n. 1/2017

Misure minime di sicurezza  ICT  per  le  pubbliche  amministrazioni. (Direttiva del Presidente del Consiglio dei ministri 1° agosto 2015). (17A02399)  

(GU n.79 del 4-4-2017)

 Vigente al: 4-4-2017  

    Premessa.    Il decreto-legge del 22 giugno 2012, n. 83, all'art. 20,  comma  3, lettera b) identifica nell'Agenzia per l'Italia digitale  l'organismo che «detta indirizzi, regole tecniche e linee  guida  in  materia  di sicurezza informatica».    La direttiva del 1° agosto 2015 del Presidente  del  Consiglio  dei ministri impone  l'adozione  di  standard  minimi  di  prevenzione  e reazione ad eventi cibernetici. Al fine di agevolare  tale  processo, individua nell'Agenzia per l'Italia digitale l'organismo  che  dovra' rendere prontamente disponibili  gli  indicatori  degli  standard  di riferimento, in linea con quelli posseduti dai maggiori  partner  del nostro Paese e dalle organizzazioni internazionali di cui l'Italia e' parte.                                 Art. 1                                    S c o p o      Obiettivo della  presente  circolare  e'  indicare  alle  pubbliche amministrazioni le misure minime per la  sicurezza  ICT  che  debbono essere adottare al fine di  contrastare  le  minacce  piu'  comuni  e frequenti cui sono soggetti i loro sistemi informativi.    Le  misure  minime  di  cui  al  comma  precedente  sono  contenute nell'allegato 1, che  costituisce  parte  integrante  della  presente circolare.  
                               Art. 2                          Amministrazioni destinatarie      Destinatarie   della   presente   circolare   sono   le   pubbliche amministrazioni di cui all'art. 1, comma 2, del  decreto  legislativo 30 marzo 2001, n. 165.  
                               Art. 3                         Attuazione delle misure minime      Il responsabile dei sistemi informativi  di  cui  all'art.  10  del decreto legislativo 12 febbraio 1993, n. 39, ovvero, in sua  assenza, il dirigente  allo  scopo  designato,  ha  la  responsabilita'  della attuazione delle misure minime di cui all'art. 1.  
                               Art. 4                     Modulo di implementazione delle MMS-PA      Le  modalita'  con  cui  ciascuna  misura  e'  implementata  presso l'amministrazione debbono essere sinteticamente riportate nel  modulo di implementazione di cui all'allegato 2, anch'esso parte  integrante della presente circolare.    Il modulo di implementazione deve essere firmato  digitalmente  con marcatura temporale dal soggetto di cui all'art. 3 e dal responsabile legale della struttura.  Dopo  la  sottoscrizione  esso  deve  essere conservato e, in caso di incidente informatico, trasmesso al  CERT-PA insieme con la segnalazione dell'incidente stesso.  
                               Art. 5                               Tempi di attuazione      Entro il 31 dicembre 2017 le amministrazioni dovranno  attuare  gli adempimenti di cui agli articoli precedenti.      Roma, 17 marzo 2017                                                Il presidente: Samaritani  

Dati patrimoniali DIRIGENTI SCOLASTICI.

Si ricorda che l’ANAC con determinazione n. 241/2017 alla pagina 10 fa salvi i DS dall’applicazione degli obblighi informativi derivanti dall’articolo 14 comm 1 lett f) del D.Lgs 33/13.

Detto questo penso sia inutile  discutere di scelte e di imposizioni, anche perche sarebbe un’inutile perdita di tempo.

1. Con riferimento ai titolari di incarichi politici, ((anche se non di carattere elettivo)), di livello statale regionale e locale, ((lo Stato, le regioni e gli enti locali pubblicano)) i seguenti documenti ed informazioni: a) l’atto di nomina o di proclamazione, con l’indicazione della durata dell’incarico o del mandato elettivo; b) il curriculum; c) i compensi di qualsiasi natura connessi all’assunzione della carica; gli importi di viaggi di servizio e missioni pagati con fondi pubblici; d) i dati relativi all’assunzione di altre cariche, presso enti pubblici o privati, ed i relativi compensi a qualsiasi titolo corrisposti; e) gli altri eventuali incarichi con oneri a carico della finanza pubblica e l’indicazione dei compensi spettanti

Analizziamo cosa pubblicare :

 Art. 14      ((Obblighi di  pubblicazione  concernenti  i  titolari  di  incarichi politici, di amministrazione, di direzione o di governo e i  titolari                      di incarichi dirigenziali))      1. Con riferimento ai titolari di incarichi  politici,  ((anche  se non di carattere elettivo)), di livello statale regionale  e  locale, ((lo Stato, le regioni e gli  enti  locali  pubblicano))  i  seguenti documenti ed informazioni:    a) l'atto di nomina o di  proclamazione,  con  l'indicazione  della durata dell'incarico o del mandato elettivo;    b) il curriculum;    c) i compensi di qualsiasi  natura  connessi  all'assunzione  della carica; gli importi di viaggi di servizio e missioni pagati con fondi pubblici;    d) i dati relativi all'assunzione di  altre  cariche,  presso  enti pubblici o  privati,  ed  i  relativi  compensi  a  qualsiasi  titolo corrisposti;    e) gli altri eventuali incarichi con oneri a carico  della  finanza pubblica e l'indicazione dei compensi spettanti; 

Le lettere a) e b) vanno in PERSONALE / DIRIGENTI di AT e possono essere linkati dall'hub trasparenza del MIUR
( che al giorno 08/04/2017 non funziona)
La lettera c) ricalca l'articolo 21 della L. 69/2009
Le lettere d) ed e) sono desunte dalle dichiarazioni fatte sul PerlaPA ai sensi de'articolo 53 del Dlsg 165/01.

Delibera_n241_20172_1.pdf

il nuovo articolo 36 comma 2 lett.a degli appalti

Riporto il progetto di modifica degli affidamenti diretti per rendere piu chiare le cose sulle procedure di acquisto :

Art.

ART. 13 (Modifiche all’articolo 32 del decreto legislativo 18 aprile 2016, n. 50)

1. All’articolo 32 del decreto legislativo 18 aprile 2016, n. 50, sono apportate le seguenti modificazioni:

a) al comma 2, è inserito, in fine, il seguente periodo: “Per gli affidamenti di cui all’articolo 36, comma 2, lettera a), la stazione appaltante può avviare la procedura di affidamento diretto tramite determina a contrarre, o atto equivalente che contenga, in modo semplificato, l’oggetto dell’affidamento, l’importo, il fornitore, le ragioni della scelta e il possesso dei requisiti di carattere generale.”;

 

Ovviamente cambiano anche i controlli ( snellendo il processo)

ART. 15 (Modifiche all’articolo 36 del decreto legislativo 18 aprile 2016, n. 50)

….

5. Nel caso in cui la stazione appaltante abbia fatto ricorso alle procedure negoziate, la verifica dei requisiti avviene esclusivamente sull’aggiudicatario. La stazione appaltante può comunque estendere le verifiche agli altri partecipanti. Le stazioni appaltanti devono verificare il possesso dei requisiti economici e finanziari e tecnico professionali se richiesti nella lettera di invito o nel bando di gara. Ai fini dell’aggiudicazione, nei casi di cui al comma 2, lettera a), le stazioni appaltanti, relativamente ai requisiti di carattere generale, verificano esclusivamente il documento unico di regolarità contributiva (DURC) e quanto previsto dal comma 5, lettera b), dell’articolo 80.”;

 

 

A presto, ci sentiamo per le modifiche definitive in GU.

OBIETTIVI DI ACCESSIBILITA ‘

Rimando l’adempimento a farsi, si ricorda che la scadenza è ordinatoria e non perentoria.

Si ripresenta la scadenza contenuta nell’articolo 9 comma 7 del DL 179/12

 

“. Entro il 31 marzo di ogni anno, le amministrazioni pubbliche di cui all’articolo 1, comma 2, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, pubblicano nel proprio sito web, gli obiettivi di accessibilita’ per l’anno corrente ((e lo stato di attuazione del “piano per l’utilizzo del telelavoro” nella propria organizzazione, in cui identificano le modalita’ di realizzazione e le eventuali attivita’ per cui non e’ possibile l’utilizzo del telelavoro. La redazione del piano in prima versione deve essere effettuata entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto)). La mancata pubblicazione e’ altresi’ rilevante ai fini della misurazione e valutazione della performance individuale dei dirigenti responsabili.”

 

Quest’anno però la modalità è semplificata grazie ad alcuni automatismi pensati dall’AGID.

Per Usare il wizard di compilazione occorre :

1) Registarrsi al sito agid per l’accessibilità andando sul seguente indirizzo http://accessibilita.agid.gov.it/

2) Terminare la registrazione  inserendo un password

3) Accedere e compialre gli obiettivi dati dal format elettronico

4) Pubblicare la pagina – report dell’accessibilità in amministrazioen tarsparente, altri contenuti, accessibilità.

Vincenzo De Prisco.

Per assistenza vogliate chimare il giorno 30 Marzo.

Determinazione n. 241 del 08/03/2017 LINEE GUIDA TRASPARENZA

Pubblicate le  LINEE GUIDA sugli articoli  13 e 14 del D.Lgs 33/13 ( come modificato dal 97/16 ).

Come già previsto , ci sono gli esoneri per Istituzioni scolastiche, ordini profesionali e Comuni con meno di 15000 abitanti.

In allegato il testo completo.

Stranamente, le linee guida non tengono conto dell’ ordinanza 1030/2017 del 2 marzo 2017 del TAR LAZIO .


 

Delibera_n241_20172.pdf

STOP ALLA DIFFUSIONE DEI DATI PATRIMONIALI DEI DIRIGENTI

Il TAR Lazio, tramite ordinanza 1030/2017 del 2 marzo 2017, sospende la diffusione dei dati di carattere reddituale di dirigenti dell’amministrazione pubblica. Questo l’esito dell’ordinanza del giudici amministrativi romani che assestano (a pochi mesi di distanza dalla sentenza del Consiglio di Stato 3631/2016) un ulteriore colpo al decreto legislativo 33/2013, come rimaneggiato a seguito del decreto legislativo 97/2016.

La vicenda è la seguente: alcuni funzionari dipendenti del Garante per la protezione dei dati personali si sono opposti alla pubblicazione dei loro dati reddituali prevista dalle disposizioni del nuovo articolo 14, comma 1-bis, del d.lgs. 33/2013, il quale richiede che le pubbliche amministrazioni pubblichino i redditi dei titolari di incarichi dirigenziali, nonché del coniuge non separato e dei parenti entro il secondo grado, ove gli stessi vi consentano. Va data evidenza dell’eventuale mancato consenso.

Pubblicazione dati relativi a dirigenti PA: l’ordinanza del TAR Lazio

Al TAR Lazio è stato chiesto l’annullamento, previa sospensione dell’efficacia, di una serie di note del segretario generale del Garante della privacy, di ogni atto presupposto, conseguente o comunque connesso, eventualmente previa disapplicazione dell’articolo 14, comma 1-bis, del d.lgs. 33/2013, ovvero, ove necessario, per la rimessione alla Corte Ue, alla Corte costituzionale della questione in ordine alla compatibilità delle disposizioni con la normativa.

Il Tribunale amministrativo ha rilevato, in particolare, “la consistenza delle questioni di costituzionalità e di compatibilità con le norme di diritto comunitario sollevate in ricorso» e ha valutato «l’irreparabilità del danno paventato dai ricorrenti, discendente dalla pubblicazione online, anche temporanea, dei dati per cui è causa, da cui l’esigenza di salvaguardare la res adhuc integra nelle more della decisione del merito della controversia” e quindi ha ritenuto sussistenti i presupposti per la concessione della richiesta cautelare.

Trasparenza e privacy: profili di danno da diffusione anche per i Comuni?

La norma oggetto di censura da parte del TAR è applicabile anche agli Enti locali e l’ordinanza rischia di sollevare una reazione a catena da parte di tutti quelli toccati dagli obblighi di pubblicazione in base all’art. 14. Apparirebbe opportuna, pertanto, una modifica della norma, così come ben potrebbe ANAC, tenendo conto dell’ordinanza e in attesa della decisione definitiva, suggerire nelle linee guida concernenti l’articolo 14 (di cui si attende la pubblicazione) delle indicazioni in grado di contemperare i contrapposti interessi di chi è tenuto a pubblicare quelle informazioni e di chi, per contro, vedrebbe pubblicati i dati propri e degli altri soggetti.

ISO 37001 Convegno Gratuito

Convegni… La ISO 37001 come asset per prevenire la corruzione nel settore pubblico e privato
iBV – Gli Incontri di Bureau Veritas – n.470
Roma

29/03/17

 

ISO ha appena pubblicato uno specifico standard in materia di prevenzione della corruzione.
La norma ISO 37001 diventerà un asset importante per le organizzazioni, pubbliche e private per dare una risposta sistematica alle disposizioni regolamentari cogenti in materia, come, ad esempio, il D. Lgs 231/01, la legge 190/92 e le recenti misure del ”Pacchetto Anticorruzione”.

Tale norma, pensata per aiutare le organizzazioni pubbliche e private di qualsiasi dimensione a prevenire il compimento di atti corruttivi, specifica le misure e i controlli che un’organizzazione è chiamata ad adottare per prevenire la corruzione.

Bureau Veritas Italia propone un seminario gratuito di aggiornamento per illustrare i contenuti della norma ISO 37001, all’interno del contesto normativo nel quale si inserisce. 
Nel corso dell’incontro saranno presentati anche testimonianze aziendali su casi reali di implementazione di modelli organizzativi orientati alla prevenzione della corruzione.

 

PROGRAMMA

 

9.00 Registrazione partecipanti

9.15 Presentazione e Benvenuto
9.25 I profili di responsabilità in materia di corruzione per le imprese e la Pubblica Amministrazione
Federico Bergaminelli Presidente Istituto Italiano Anticorruzione- Esperto in Risk Management & Compliance
9.45 La norma ISO 37001 e i suoi profili applicativi e di certificazione
Fulvio Iervolino, Zone Sales Coordinator, Bureau Veritas Italia
10.50 Le competenze dell’ Auditor ISO 37001, requisiti e percorsi
Rosa Anna Favorito, Operational & Technical Manager CEPAS

11.10
L’integrazione della norma ISO 37001 con i modelli di prevenzione previsti per il settore pubblico e privato
Gennaro De Crescenzo, Fellow member Istituto Italiano Anticorruzione
11.35 Coffee Break
12.00 La Prevenzione della Corruzione nei Comuni in attuazione del Piano Nazionale Anticorruzione
Vincenzo De Prisco, Vice Presidente Istituto Italiano Anticorruzione, Esperto anticorruzione nella Pubblica Amministrazione
12.30 Q&A e Conclusioni

 

Il seminario avrà luogo a Roma il prossimo 29 marzo, presso Abitart Hotel, in via Pellegrino Matteucci 10. Le iscrizioni sono aperte. I posti sono limitati. Si richiede di inviare la propria adesione entro il 27 marzo 2017.

 

LINK ISTITUZIONALE

 

Locandina_iBV470_ISO37001_RM.pdf

Intervento sostitutivo in caso di DURC negativo

Un breve ripasso sull’azione sostitutiva delle PP.AA. in caso di DURC irregolari.

Con l’entrata in vigore del D.Lgs 50/16 nn è cambiato nulla per quanto riguarda il potere sostitutivo delle PP.AA. in caso di irregolarità del contraente del tipo contributivo, assistenziale, previdenziale ed assicurativo, la variazione, unica, sola e fiosologica è la norma di riferimento, l’articolo 30 comma 5 del D.Lgs 50/16

5. In caso di inadempienza contributiva  risultante  dal  documento unico di regolarita' contributiva  relativo  a  personale  dipendente dell'affidatario o del subappaltatore  o  dei  soggetti  titolari  di subappalti   e   cottimi   di   cui   all'articolo   105,   impiegato nell'esecuzione del contratto, la stazione appaltante  trattiene  dal certificato di pagamento  l'importo  corrispondente  all'inadempienza per il  successivo  versamento  diretto  agli  enti  previdenziali  e assicurativi, compresa, nei  lavori,  la  cassa  edile.  Sull'importo netto progressivo delle prestazioni e'  operata  una  ritenuta  dello 0,50 per cento; le ritenute possono  essere  svincolate  soltanto  in sede di liquidazione  finale,  dopo  l'approvazione  da  parte  della stazione appaltante del certificato di  collaudo  o  di  verifica  di conformita', previo  rilascio  del  documento  unico  di  regolarita' contributiva.

sostitutiva dell’articolo 4 ( 5 e 6 ) del DPR 207/10,
appresso vi riporto i link delle trattazioni specifiche fatte anni addietro.

 

SCADENZA 30 Aprile, certificazione art 7 comma 4 bis DL 35/13, novità in Ammninistrazione Trasparente

Come ogni anno occorre preparasi alla scadenza ricognitiva dei debiti non pagati al 31/12.

Ricordo come sempre, che qualora non ci fossero debiti è OBBLIGATORIO segnalarne l’assenza con con apposita dichiarazione c.d. negativa.

Le procedure ( di ricognizione e di assenza ) sono sostanzialmente rimaste identiche anche se il portale del MEF si è rinnovato ( faccialmente e nell’URL)

Il portale è accessibile dal veccio url : certificazionecrediti.mef.gov.it come dal nuovo crediticommerciali.mef.gov.it e per le istanze bisogna essere muniti di firma digitale ( Cades o Pades ) .

La vera novita quest’anno deriva dalle norme sulla trsparenza collegate ai tempi di pagamento della PA, infatti con l’art. 29, comma 1 del D.Lgs 97/16 è stato modificato l’articolo 33 del D.lgs 33/13 , appresso riporto il testo aggiornato :

Obblighi di pubblicazione concernenti i tempi di pagamento dell’amministrazione 1. ((Fermo restando quanto previsto dall’articolo 9-bis, le pubbliche amministrazioni)) pubblicano, con cadenza annuale, un indicatore dei propri tempi medi di pagamento relativi agli acquisti di beni, servizi ((prestazioni professionali)) e forniture, denominato ‘indicatore annuale di tempestivita’ dei pagamenti’ ((, nonche’ l’ammontare complessivo dei debiti e il numero delle imprese creditrici)). A decorrere dall’anno 2015, con cadenza trimestrale, le pubbliche amministrazioni pubblicano un indicatore, avente il medesimo oggetto, denominato ‘indicatore trimestrale di tempestivita’ dei pagamenti’ ((, nonche’ l’ammontare complessivo dei debiti e il numero delle imprese creditrici)). Gli indicatori di cui al presente comma sono elaborati e pubblicati, anche attraverso il ricorso a un portale unico, secondo uno schema tipo e modalita’ definiti con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri da adottare sentita la Conferenza unificata.

Obblighi  di  pubblicazione  concernenti   i   tempi   di   pagamento                         dell'amministrazione      1.  ((Fermo  restando  quanto  previsto  dall'articolo  9-bis,   le pubbliche  amministrazioni))  pubblicano,  con  cadenza  annuale,  un indicatore dei propri tempi medi di pagamento relativi agli  acquisti di  beni,  servizi   ((prestazioni   professionali))   e   forniture, denominato 'indicatore annuale di tempestivita'  dei  pagamenti'  ((, nonche' l'ammontare complessivo dei debiti e il numero delle  imprese creditrici)). A decorrere dall'anno 2015, con cadenza trimestrale, le pubbliche  amministrazioni  pubblicano  un  indicatore,   avente   il medesimo oggetto, denominato 'indicatore trimestrale di tempestivita' dei pagamenti' ((, nonche' l'ammontare complessivo dei  debiti  e  il numero delle imprese creditrici)). Gli indicatori di cui al  presente comma sono elaborati e pubblicati, anche attraverso il ricorso  a  un portale unico, secondo uno  schema  tipo  e  modalita'  definiti  con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri da adottare sentita la Conferenza unificata. 
Obblighi di pubblicazione concernenti i tempi di pagamento dell’amministrazione 1. ((Fermo restando quanto previsto dall’articolo 9-bis, le pubbliche amministrazioni)) pubblicano, con cadenza annuale, un indicatore dei propri tempi medi di pagamento relativi agli acquisti di beni, servizi ((prestazioni professionali)) e forniture, denominato ‘indicatore annuale di tempestivita’ dei pagamenti’ ((, nonche’ l’ammontare complessivo dei debiti e il numero delle imprese creditrici)). A decorrere dall’anno 2015, con cadenza trimestrale, le pubbliche amministrazioni pubblicano un indicatore, avente il medesimo oggetto, denominato ‘indicatore trimestrale di tempestivita’ dei pagamenti’ ((, nonche’ l’ammontare complessivo dei debiti e il numero delle imprese creditrici)). Gli indicatori di cui al presente comma sono elaborati e pubblicati, anche attraverso il ricorso a un portale unico, secondo uno schema tipo e modalita’ definiti con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri da adottare sentita la Conferenza unificata.

Obblighi  di  pubblicazione  concernenti   i   tempi   di   pagamento                         dell'amministrazione      1.  ((Fermo  restando  quanto  previsto  dall'articolo  9-bis,   le pubbliche  amministrazioni))  pubblicano,  con  cadenza  annuale,  un indicatore dei propri tempi medi di pagamento relativi agli  acquisti di  beni,  servizi   ((prestazioni   professionali))   e   forniture, denominato 'indicatore annuale di tempestivita'  dei  pagamenti'  ((, nonche' l'ammontare complessivo dei debiti e il numero delle  imprese creditrici)). A decorrere dall'anno 2015, con cadenza trimestrale, le pubbliche  amministrazioni  pubblicano  un  indicatore,   avente   il medesimo oggetto, denominato 'indicatore trimestrale di tempestivita' dei pagamenti' ((, nonche' l'ammontare complessivo dei  debiti  e  il numero delle imprese creditrici)). Gli indicatori di cui al  presente comma sono elaborati e pubblicati, anche attraverso il ricorso  a  un portale unico, secondo uno  schema  tipo  e  modalita'  definiti  con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri da adottare sentita la Conferenza unificata. 

Le novità sulla pubblicazione riguardano :
– l’inserimento dei debiti derivanti non solo da attività negoziale, ma anche da incarichi professionali ( quindi non solo il D.Lgs 50/16 ma anche gli incarichi ex articolo 7 comma 6 del D.lgs 165/01), in sintesi in amministrazione trasparente troveremo nell’articolo 33 quota parte delle informazioni provenienti da BANDI di GARA e CONTRATTI ( articolo 37 commi 1 e 2 ) e da CONSULENTI e COLLABORATORI ( articolo 15 comma 1 e 2).
– l’indicazione dell’ammontare complessivo dei debiti e delle imprese ( e professionisti) creditrici.
Entro la scadenza verrà redatta una modulistica con la relazione ed il nuovo schema previsto dalla novellata normativa.

 

 

CU, 770 e regimi senza ritenuta d’acconto MINIMI – FORFETTARI

Mi preme ricordarvi che anche quando non c’è la RITENUTA d’ACCONTO occorre compilare i modelli CU e 770 per i percepienti.

In particolare vista l’imminente scadenza delle Certificazioni UNICHE occorre inserire il percepiente che aderisce ad un regime agevolatico con questa accortenza :

CASELLA  4 ( Ammontare lordo corrisposto ) PARI ALL’IMPORTO

CASELLA 7 ( Altre somme non soggette a ritenuta) sTESSO IMPORTO DELLA CASELLA 4

CASELLA 6 OCCORRE SELEZIONARE IL CODICE 6.

 

 

 

MEPA ed altro ( IMPOSTA DI BOLLO)

Visto che negli ultimi giorni ho avuto per diverse volte posto lo stesso quesito voglio fare un poco di chiarezza, invitando, come sempre in modo sgarbato , che mi si addice , a leggere le norme in maniera oggettiva ed olistica.

 

Il MEPA non è obbligatorio per le istituzioni scolastiche , non lo è dal 2007, gli iscritti non sono salvi dai controlli di rito, e la procedura comporta ulteriori adempimenti, appresso l’analisi.

Il tutto nasce da un equivoco ( che in campo giuridico non può e non deve esistere),infatti la stabilità per il 2016, L. 208/2015 all’articolo 1 comma 502 permette a tutte le PA obbligate dal comma 350 dell’articolo 1 della L. 296/2006 di aderire al MEPA facoltativamente per gli importi fino a 1000 €.

riporto in stralcio ,

 502. All'articolo 1, comma 450, della legge 27  dicembre  2006,  n. 296, sono apportate le seguenti modificazioni:      a) le parole: «Dal 1º luglio 2007,» sono soppresse;      b) al primo periodo, dopo le parole: «per gli acquisti di beni  e servizi» sono inserite le seguenti: «di importo pari  o  superiore  a 1.000 euro e»; 

L’articolo 1 comma 450 della L. 296/2006 gia ab origine non prevedeva questo obbligo per le Istituzioni Scolastiche, riporto anche questa volta lo stralcio.
450.  Le  amministrazioni  statali  centrali  e   periferiche,   ad esclusione degli istituti e delle scuole  di  ogni  ordine  e  grado, delle  istituzioni  educative  e  delle  istituzioni   universitarie, nonche'  gli  enti  nazionali  di  previdenza  e  assistenza  sociale pubblici e le agenzie fiscali di cui al decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 300, per gli acquisti di beni e servizi di  importo  pari  o superiore a 1.000  euro  e  al  di  sotto  della  soglia  di  rilievo comunitario

Per chiarezza riporto lo stralcio della previgenza
 450. Dal 1° luglio 2007,  le  amministrazioni  statali  centrali  e periferiche, ad esclusione degli istituti  e  delle  scuole  di  ogni ordine e grado,  delle  istituzioni  educative  e  delle  istituzioni universitarie, per gli acquisti di beni e servizi al di  sotto  della soglia di rilievo comunitario, sono tenute a fare ricorso al  mercato elettronico della pubblica amministrazione di cui  all'articolo  328, comma 1, del regolamento di  cui  al  decreto  del  Presidente  della Repubblica 5 ottobre 2010, n. 207. Fermi restando gli obblighi  e  le facolta' previsti ...

Per quale motivo sconsiglio l’uso del MEPA ?
Una lunga serie di motivi , appresso una sintesi
a) non è obbligatorio per nessuno fino ai mille €, per le ISA a prescindere dall’importo
b) da Aprile 2016 lo stand still period  per la maggior parte dei casi non esiste ( articolo 32 comma 10 D.lgs 50/16)
c) non è vero che è piu trasparente, i fattori critici restano, ed a mio avviso gli illeciti oggi sono nella gestione della gara e non nella scelta del contraente
d) occorre stare molto attenti quando si gestiscono le gare col MEPA al DPR 642/72, infatti l’articolo 53 comma 3 delle regole dell’e-procurement ricorda che :
Il Soggetto Aggiudicatore è tenuto ad assicurare, tra l’altro, il rispetto delle norme sull’imposta di bollo e degli adempimenti pubblicitari, documentali,tributari e fiscali, nonché, in generale, degli adempimenti richiesti dalle normeapplicabili al procedimento posto in essere e al relativo Contratto stipulato.
Quindi c’è il chiaro concorso in evasione di imposta di bollo tra Aggiudicatario ed Aggiudicatore . Come sempre ho riportate le norme per permettervi di poter constatare oggettivamente i fatti, in allegato ci sono :
Circolare 36/2006 Agenzia delle Entrate
Risoluzione 96/2013 Agenzia delle Entrate



502. All’articolo 1, comma 450, della legge 27 dicembre 2006, n. 296, sono apportate le seguenti modificazioni: a) le parole: «Dal 1º luglio 2007,» sono soppresse; b) al primo periodo, dopo le parole: «per gli acquisti di beni e servizi» sono inserite le seguenti: «di importo pari o superiore a 1.000 euro e»;
502. All’articolo 1, comma 450, della legge 27 dicembre 2006, n. 296, sono apportate le seguenti modificazioni: a) le parole: «Dal 1º luglio 2007,» sono soppresse; b) al primo periodo, dopo le parole: «per gli acquisti di beni e servizi» sono inserite le seguenti: «di importo pari o superiore a 1.000 euro e»;
502. All’articolo 1, comma 450, della legge 27 dicembre 2006, n. 296, sono apportate le seguenti modificazioni: a) le parole: «Dal 1º luglio 2007,» sono soppresse; b) al primo periodo, dopo le parole: «per gli acquisti di beni e servizi» sono inserite le seguenti: «di importo pari o superiore a 1.000 euro e»;
502. All’articolo 1, comma 450, della legge 27 dicembre 2006, n. 296, sono apportate le seguenti modificazioni: a) le parole: «Dal 1º luglio 2007,» sono soppresse; b) al primo periodo, dopo le parole: «per gli acquisti di beni e servizi» sono inserite le seguenti: «di importo pari o superiore a 1.000 euro e»;
502. All’articolo 1, comma 450, della legge 27 dicembre 2006, n. 296, sono apportate le seguenti modificazioni: a) le parole: «Dal 1º luglio 2007,» sono soppresse; b) al primo periodo, dopo le parole: «per gli acquisti di beni e servizi» sono inserite le seguenti: «di importo pari o superiore a 1.000 euro e»;
502. All’articolo 1, comma 450, della legge 27 dicembre 2006, n. 296, sono apportate le seguenti modificazioni: a) le parole: «Dal 1º luglio 2007,» sono soppresse; b) al primo periodo, dopo le parole: «per gli acquisti di beni e servizi» sono inserite le seguenti: «di importo pari o superiore a 1.000 euro e»; c) al secondo periodo, dopo le parole: «per gli acquisti di beni e servizi di importo » sono inserite le seguenti: «pari o superiore a 1.000 euro e».
502. All’articolo 1, comma 450, della legge 27 dicembre 2006, n. 296, sono apportate le seguenti modificazioni: a) le parole: «Dal 1º luglio 2007,» sono soppresse; b) al primo periodo, dopo le parole: «per gli acquisti di beni e servizi» sono inserite le seguenti: «di importo pari o superiore a 1.000 euro e»; c) al secondo periodo, dopo le parole: «per gli acquisti di beni e servizi di importo » sono inserite le seguenti: «pari o superiore a 1.000 euro e».

Circolare_36_E_Agenzia_delle_Entrate_6_12_2006.pdf
Risoluzione_n_96_del_2013.pdf

Regolamenti in consultazione

Consultazione on line del 17 febbraio 2017 – invio contributi entro il 3 marzo 2017

Con gli schemi di Regolamento oggetto di consultazione, l’Autorità intende disciplinare l’esercizio della propria attività di vigilanza in materia di misure anticorruzione e per la trasparenza e in materia di inconferibilità e incompatibilità. 
Con tali documenti  l’Autorità provvede a regolamentare, sulla base dei principi generali stabiliti dalla Legge 241/1990, il procedimento di vigilanza, dalla fase di attivazione alla fase di conclusione dell’istruttoria, con l’individuazione della tipologia di atti/provvedimenti che gli Uffici possono proporre al Consiglio al termine dell’istruttoria.
In particolare vengono disciplinate tre tipologie di procedimenti di competenza dell’A.N.AC.:
a)       Procedimenti aventi ad oggetto la sussistenza di cause di inconferibilità e/o incompatibilità di cui al d.lgs. 39/2013;
b)       Procedimenti aventi ad oggetto la violazione delle norme sulla trasparenza di cui al d.lgs. 33/2013;
c)       Procedimenti aventi ad oggetto la violazione di norme e delle misure in materia di prevenzione della corruzione e dell’illegalità:
– procedimenti avviati a seguito di notizie o segnalazioni di illeciti ai sensi dell’art. 19 comma 5 lettera a) del d.l. 90/2014 anche pervenute ai sensi dell’art. 54 – bis del d.lgs. 165/2001;
– procedimenti avviati ai sensi  dell’art. 1 comma 2 lettera f) e comma 3 della legge 190/2012 ai fini di vigilanza e controllo sull’effettiva applicazione e sull’efficacia delle misure adottate da amministrazioni ed enti, volti ad accertare la conformità del contenuto dei PTPC adottati alle indicazioni del PNA (mancanza,  insufficienza o illegittimità delle misure di prevenzione della corruzione contenute nel PTPC) ovvero la conformità di atti e comportamenti  dell’amministrazione /ente alle prescrizioni di legge, del PNA o dei PTPC adottati.
Sono dettagliatamente indicati i termini per l’avvio nonché i termini per la conclusione dei procedimenti; per quanto riguarda la partecipazione al procedimento, sono indicati il contenuto ed i soggetti destinatari della comunicazione di avvio e sono illustrate le modalità attraverso le quali è assicurato il contraddittorio.
Al fine di consentire la massima partecipazione all’adozione del Regolamento, con la consultazione l’Autorità intende acquisire da parte di tutti i soggetti interessati ogni osservazione ed elemento utile per la elaborazione del documento definitivo.
Eventuali contributi potranno essere inviati entro le ore 12.00 del 3 marzo 2017 mediante compilazione dell’apposito modello

Regolamento sull’esercizio dell’attività di vigilanza in materia di inconferibilità e incompatibilità di incarichi nonché sul rispetto delle regole di comportamento dei pubblici funzionari
Regolamento sull’esercizio dell’attività di vigilanza in materia di prevenzione della corruzione
Regolamento sull’esercizio dell’attività di vigilanza sul rispetto degli obblighi di pubblicazione di cui al decreto legislativo 14 marzo 2013 n. 33

Modifiche al D.Lgs 50/16

Si tratta di una prima bozza che il Governo intende mettere in consultazione.

Le modifiche proposte, si legge nella relazione, sono mirate a perfezionare l’impianto normativo senza intaccarlo, con lo scopo di migliorarne l’omogeneità, la chiarezza e l’adeguatezza in modo da perseguire efficacemente l’obiettivo dello sviluppo del settore che la stessa legge delega si era prefissata.

Lo schema di modifica tiene, in particolare, conto delle consultazioni effettuate dal Parlamento che ha audito, tra l’altro, le principali stazioni appaltanti e le associazioni di categoria, delle osservazioni formulate dall’ANAC nonché delle considerazioni formulate dal Consiglio di Stato in merito ai vari atti attuativi e dei suggerimenti provenienti dalle Regioni e dai Comuni.
Sono state, altresì, tenute in considerazione le segnalazioni emerse in sede di consultazione pubblica dei RUP, effettuate nell’ambito della Cabina di regia istituita ai sensi dell’articolo 212 del codice.

Lo schema di si compone di ben 84 articoli.

Sul testo dovranno esprimersi le Commssioni parlamentari, il Consiglio di Stato e la Conferenza unificata prima del via libera finale da sigillare con un secondo esame del Governo. La delega scade il 19 aprile.

DOCUMENTI COLLEGATI

Vediamo di seguito gli articoli nel dettaglio:

L’articolo 1 modifica l’articolo 3, del codice introducendo alcune definizioni tra le quali quelle di “manutenzione”, “categoria prevalente” e “categoria scorporabile”

L’articolo 2 modifica l’articolo 21 del codice concernente il programma delle acquisizioni delle stazioni appaltanti, in accoglimento di una proposta del Consiglio superiore dei lavori pubblici e del Ministero dell’economia e delle finanze.

L’articolo 3 apporta modifiche all’articolo 22 del codice in materia di Trasparenza nella partecipazione di portatori di interessi e dibattito pubblico”.

L’articolo 4 apporta modifiche all’articolo 23 del codice, proposte dal Consiglio superiore dei lavori pubblici, per meglio procedimentalizzare e semplificare la disciplina sulla la progettazione. Tali modifiche, sono propedeutiche a quelle apportate all’articolo 21 nel quale si fa espresso riferimento al documento di fattibilità delle alternative progettuali.

L’articolo 5 apporta modifiche all’articolo 24 del codice riguardante la progettazione interna ed esterna alle amministrazioni aggiudicatrici in materia di lavori pubblici.

L’articolo 6 apporta modifiche all’articolo 25 del codice in materia di verifica preventiva dell’interesse archeologico.

L’articolo 7 introduce modifiche all’articolo 26 del codice in materia di verifica preventiva della progettazione.

L’articolo 8 apporta modifiche all’articolo 27 del codice in materia di “Procedure di approvazione dei progetti relativi ai lavori”.

L’articolo 9 abroga il comma 13 dell’articolo 28 del codice, che era stato impropriamente collocato nell’articolo in esame, che disciplina i contratti misti. Tale disposizione, che prevede che le stazioni appaltanti ricorrano alle procedure in materia di contratti misti di appalto solo nei casi in cui l’elemento tecnologico ed innovativo delle opere oggetto dell’appalto sia nettamente prevalente rispetto all’importo complessivo dei lavori, prevedendo la messa a gara del progetto esecutivo, è stata più correttamente inserita all’articolo 59. Si tratta dunque di una modifica di coordinamento tecnico del codice .

L’articolo 10 apporta modifiche all’articolo 29 del codice in materia di trasparenza.

L’articolo 11, apporta modifiche all’articolo 30 del codice in materia di principi per l’aggiudicazione e l’esecuzione di appalti e concessioni.

L’articolo 12 apporta modifiche all’articolo 31 del codice, recante la disciplina del ruolo e delle funzioni del RUP. In particolare, si propone di riscrivere il comma 5, secondo periodo, in modo da chiarire che, con l’atto dell’ANAC, sono, altresì, determinati l’importo massimo e la tipologia dei lavori, servizi e forniture per i quali il RUP può coincidere con il progettista o con il direttore dei lavori e non con il direttore dell’esecuzione del contratto, come previsto attualmente dal codice.

L’articolo 13 apporta modifiche all’articolo 32 del codice, recante la disciplina delle fasi delle procedure di affidamento.

L’articolo 14 apporta alle lettere a) e b)mere di modifiche di coordinamento all’articolo 35 del codice sulle soglie di rilevanza comunitaria. La lettera chiarisce che l’anticipazione del prezzo è commisurata al valore del contratto e non al valore stimato dell’appalto. Tale modifica si rende necessaria in quanto l’importo stimato dell’appalto potrebbe essere superiore a quello contrattuale, comportando così sia una eccessiva anticipazione sia una fideiussione troppo onerosa. Inoltre, si apporta una correzione ad un refuso con riferimento all’articolo 106 che è sostituito dal corretto riferimento all’articolo 107.

L’articolo 15 apporta modifiche all’articolo 36 del codice tese a semplificare gli affidamenti concernenti i contratti sotto soglia, con particolare riguardo alle verifiche per gli affidamenti di importo infra 40.000 euro.

L’articolo 16 apporta modifiche all’articolo 37, tutte finalizzate a semplificare ulteriormente le disposizioni relative alle aggregazioni e alla centralizzazione delle committenze, coordinandole con le disposizioni di cui all’articolo 38, relativo alla qualificazione delle stazioni appaltanti. In particolare le modifiche di cui alle lettere a), c),d) e) ed f) sono volte a chiarire quali sono i soggetti destinatari della disciplina in materia di aggregazione e centralizzazione delle committenze, chiarendo che tale disciplina riguarda le centrali di committenza, i soggetti aggregatori e le stazioni appaltanti qualificati. La lettera b) apporta, invece, una correzione al comma 2, eliminando il riferimento alla procedura ordinaria; ciò al fine di prevedere che l’affidamento a una centrale di committenza per l’acquisizione di forniture, servizi e lavori tramite la stessa o mediante aggregazione non necessita di evidenza pubblica.

L’articolo 17 apporta modifiche all’articolo 38 del codice, concernente la qualificazione delle stazioni appaltanti e centrali di committenza.

L’articolo 18 modifica l’articolo 44, comma 1, prevedendo il concerto del Ministero dell’economia e delle finanze per l’adozione del decreto con il quale sono definite le modalità di digitalizzazione delle procedure di tutti i contratti pubblici.

L’articolo 19, riformulando il comma 2 dell’articolo 47 del codice, mira a superare l’incompleta formulazione della disposizione dedicata alla qualificazione dei consorzi stabili, che potrebbe ingenerare una non corretta interpretazione, in ordine ad un divieto di utilizzo dei requisiti dei consorziati, superato un primo periodo di avviamento. La modifica, sopprimendo il riferimento ai primi cinque anni dalla costituzione del consorzio, introduce la possibilità che, decorsi cinque anni dalla costituzione, i requisiti economico-finanziari e tecnico-organizzativi, previsti dalla normativa vigente, possono essere quelli maturati direttamente dal consorzio. Inoltre, allo scopo di evitare che sia messa a disposizione di terzi la somma dei requisiti dei singoli consorziati, ossia che altri possano usufruire della qualificazione riservata ai consorzi stabili, è previsto che, solo nel caso in cui il consorzio stabile si qualifichi con requisiti propri, questi possa divenire impresa ausiliaria.

L’articolo 20 modifica l’articolo 48 del codice.

L’articolo 21 modifica l’articolo 50 al fine di garantire la stabilità occupazionale.

L’articolo 22 modifica l’articolo 53 del codice, con riguardo agli appalti segretati, proponendo, in considerazione dell’inserimento nel nuovo codice della figura del direttore dell’esecuzione del servizio, di equiparare questa figura e le sue eventuali relazioni riservate con quella del direttore dei lavori.

L’articolo 23 abroga il comma 3 dell’articolo 58 del codice, in materia di procedure svolte attraverso piattaforme telematiche di negoziazione. Tale abrogazione si rende necessaria in quanto il nuovo codice eliminando, per motivi di semplificazione, la verifica in corso di gara sulla base di sorteggio di 1/10 dei concorrenti, ha reso superflua la vigenza del predetto comma 3 che prevede che ai fini del controllo sul possesso dei requisiti di capacità economico-finanziaria e tecnico-professionale, il dispositivo elettronico delle stazioni appaltanti provvede, mediante un meccanismo casuale automatico, ad effettuare un sorteggio di cui viene data immediata evidenza per via telematica a tutti gli offerenti.

L’articolo 24 modifica il comma 1 dell’articolo 59 del codice, in materia di scelta delle procedure, con l’obiettivo di ampliare la possibilità di procedere all’appalto integrato in ossequio a quanto disposto nella legge delega.

L’articolo 25 modifica il comma 1 dell’articolo 62 del codice, in materia di procedura competitiva con negoziazione. Tale modifica è volta a chiarire che, nelle procedure competitive con negoziazione, la domanda di partecipazione in risposta a un avviso di indizione di gara contenente le informazioni di cui all’allegato XIV, parte I, i due riferimenti B e C, sono tra loro alternativi.

L’articolo 26 modifica l’articolo 76, comma 3, del codice, introducendo, come modalità di avviso ai concorrenti, l’utilizzo dei mezzi di comunicazione elettronica e non soltanto la PEC. Si tratta, nello specifico, di una norma di coordinamento con il Codice dell’amministrazione digitale.

L’articolo 27 modifica l’articolo 77 del codice con riguardo alle disposizioni relative alla commissione di aggiudicazione, al fine di apportare dei chiarimenti utili per il corretto funzionamento della commissione stessa.

L’articolo 28 modifica l’articolo 78 del codice in materia di gestione dell’Albo dei componenti delle commissioni giudicatrici al fine di apportare dei chiarimenti utili per il corretto funzionamento dell’albo e delle commissioni aggiudicatrici.

L’articolo 29 prevede l’inserimento del comma 5-bis all’articolo 79 del codice, in materia di fissazione dei termini per la ricezione delle domande di partecipazione e delle offerte. La disposizione intende stabilire le modalità operative nei casi di possibile mancato funzionamento o mal funzionamento delle piattaforme di e-procurement. Tale disposizione si rende tanto più necessaria in considerazione della rilevanza che l’utilizzo dei mezzi elettronici andrà assumendo, tenuto conto di quanto previsto in materia di obbligo di uso dei mezzi di comunicazione elettronici nello svolgimento delle procedure di aggiudicazione. In particolare, si disciplinano le conseguenze derivanti da tali mancati funzionamenti o mal funzionamenti, in relazione al termine di ricezione delle offerte, al fine di garantire la piena applicazione dei fondamentali principi di cui all’articolo 30 del codice.

L’articolo 30 Si prevedono modifiche all’articolo 80, del codice, che disciplina le cause di esclusione di un operatore economico dalla partecipazione ad una procedura d’appalto o concessione. Tali modifiche sono proposte al fine di apportare chiarimenti utili alla corretta applicazione delle disposizioni riguardanti l’esclusione, a garanzia della leale concorrenza tra gli operatori economici.

L’articolo 31 modifica l’articolo 81 del codice in materia di documentazione di gara. La modifica si propone di estendere l’utilizzo della Banca dati nazionale degli operatori economici anche per le verifiche, in fase di esecuzione del contratto, sulla permanenza dei previsti requisiti. Tale modifica rappresenta, pertanto, una semplificazione per le stazioni appaltanti che accedono in tutte le fasi della procedura ad una sola banca dati.

L’articolo 32 modifica l’articolo 82 del Codice in materia di rapporti di prova, certificazione e altri mezzi di prova.

L’articolo 33 apporta modifiche all’articolo 83 del Codice in merito ai criteri di selezione e soccorso istruttorio.

L’articolo 34 introduce modifiche all’articolo 84 “Sistema unico di qualificazione degli esecutori di lavori pubblici” del codice.

L’articolo 35 modifica il comma 5, dell’articolo 85 del codice in materia di Documento di gara unico europeo eliminando l’estensione dei controlli, previsti per l’impresa aggiudicataria con riferimento alla documentazione di cui all’articolo 86 “Mezzi di prova” e, se del caso, all’articolo 87 “Certificazione delle qualità”, al secondo concorrente in graduatoria. Infatti, la previsione dei predetti controlli, previsti dal codice previgente anche sul secondo concorrente in graduatoria rappresenta un appesantimento procedurale, non richiesto dalle direttive europee.

L’articolo 36 inserisce il comma 5-bis all’articolo 86 del codice, rubricato “Mezzi di prova”. Tali modifiche sono finalizzate a limitare l’utilizzo di categorie di qualificazione diverse da quelle richieste nel bando di gara. A tal fine si prevede che qualora nel certificato di esecuzione dei lavori, redatto secondo lo schema predisposto da ANAC, il responsabile unico del procedimento riporti categorie di qualificazione diverse da quelle di cui al bando di gara, avviso o lettera di invito, si applicano le sanzioni amministrative previste all’articolo 213, comma 13.

L’articolo 37 modifica l’articolo 89, comma 11, del codice, in materia di avvalimento.

L’articolo 38 apporta modifiche all’articolo articolo 93 del codice, riguardante le garanzie per la partecipazione alla procedura.

L’articolo 39 modifica l’articolo 95 del codice relativo ai criteri di aggiudicazione dell’appalto.

L’articolo 40 modifica l’articolo 97 del codice, in materia di offerte anormalmente basse, apportando delle integrazioni volte, principalmente, a limitare le casistiche che rientrano nell’alea dell’anomalia per mere modalità di calcolo e il ricorso all’esclusione automatica, in maniera da alleggerire il procedimento ed evitare contenziosi.

L’articolo 41 propone una modifica all’articolo 99, comma 5, del codice in merito alle relazioni uniche sulle procedure di aggiudicazione degli appalti volta a chiarire che la relazione – redatta dalla stazione appaltante per ogni appalto od ogni accordo quadro di importo pari o superiore alle soglie di cui all’articolo 35 e ogni qualvolta sia istituito un sistema dinamico di acquisizione e comunicata alla Cabina di regia – debba essere a sua volta comunicata alla Commissione europea, alle autorità, agli organismi o alle strutture competenti solo nel caso in cui la relazione sia richiesta. Tale chiarimento è stato suggerito dalla Commissione europea la quale ha ritenuto che il recepimento operato con l’articolo 99 del codice italiano, sebbene non incompatibile con il testo della direttiva 24/2014/UE, “appare troppo stringente”.

L’articolo 42 modifica l’articolo 101 rubricato “Soggetti delle stazioni appaltanti” del codice, prevedendo l’inserimento di un nuovo comma dopo il 3 che prevede la possibilità di conservare l’incarico, per quei soggetti che, alla data di entrata in vigore del codice, svolgevano la funzione di direttore tecnico. Con tale previsione si consente ai tecnici non laureati delle stazioni appaltanti di continuare a firmare i progetti.

L’articolo 43 modifica l’articolo 102 del codice in materia di collaudo.

L’articolo 44 apporta modifiche all’articolo 103 del codice in materia di disciplina delle garanzie definitive.

L’articolo 45 apporta modifiche all’articolo 104 del codice in materia di disciplina delle garanzie per l’esecuzione di lavori di particolare valore.

L’articolo 46 modifica l’articolo 105 del codice in materia di sub-appalto, in modo da superare la rigidità della disciplina attualmente prevista, anche alla luce della recente sentenza della Corte di giustizia relativa alla causa C 406/414.

L’articolo 47 apporta modifiche all’articolo 106 del codice, in materia di modifica di contratti durante il periodo di efficacia.

L’articolo 48 modifica il comma 110, del codice, recante disposizioni in materia di procedure di affidamento in caso di fallimento dell’esecutore o di risoluzione del contratto e misure straordinarie di gestione.

L’articolo 49 modifica l’articolo 111 del codice, concernente il controllo tecnico, contabile e amministrativo.

L’articolo 50 modifica il comma 1 dell’articolo 113 del codice, in materia di incentivi per funzioni tecniche.

L’articolo 51 introduce, al decreto legislativo 18 aprile 2016, n. 50, l’ articolo 113-bis inserisce i termini per l’emissione dei certificati di pagamento in linea con la direttiva ritardi nei pagamenti recepita nel nostro ordinamento.

L’articolo 52 modifica il comma 1 dell’articolo 136 del codice, in materia di applicabilità dei motivi di esclusione e dei criteri di selezione dei settori ordinari ai sistemi di qualificazione, al fine di rendere obbligatoria la verifica dei requisiti di cui all’articolo 80 del medesimo decreto, in capo agli operatori economici nei settori speciali, anche da parte di enti aggiudicatori che non sono amministrazioni aggiudicatrici. Ciò al fine di assicurare una maggiore trasparenza e moralizzazione del mercato.

L’articolo 53 apporta una correzione ad un refuso presente nell’articolo 137 del codice.

L’articolo 54 modifica l’articolo 140 del codice recante “Norme applicabili ai servizi sociali dei settori speciali”. Poiché esso prevede l’applicazione a tali settori delle norme previste per i settori ordinari, la modifica è conseguente a quanto previsto al successivo articolo 56, precisando tuttavia che il sottosoglia nei settori speciali è specifico.

L’articolo 55 modifica l’articolo 141 del codice rubricato “Norme applicabili ai concorsi di progettazione nei settori speciali”, sostituendo il comma 1, al fine di individuare le disposizioni da applicare ai concorsi di progettazione dei settori speciali.

L’articolo 56 modifica l’articolo 142 del codice in materia di pubblicazione degli avvisi e dei bandi nei servizi sociali, per risolvere alcune criticità dell’attuale disciplina con particolare riferimento all’applicazione della legislazione di settore, statale e regionale. In particolare si prevede una disciplina specifica per una particolare categoria dei servizi di cui all’allegato IX nei settori ordinari. Si tratta di servizi sanitari e sociali, ivi inclusi quelli forniti da alcune formazioni sociali, per i quali la normativa comunitaria consentiva agli Stati una disciplina semplificata. Si introducono così semplificazioni quanto a programmazione, aggregazione, procedure di aggiudicazione, anche sotto soglia. L’articolo si completa con una normativa di raccordo tra il 142 e il 144.

L’articolo 57 modifica il comma 4, dell’articolo 147 del codice, in materia di livelli e contenuti della progettazione nel settore dei beni culturali. Tale modifica introduce la possibilità, per i lavori sui beni culturali e quelli di scavo archeologico, di derogare all’obbligo di appaltare sulla base del progetto esecutivo. Ciò in quanto la specialità di tali lavori, richiede livelli progettuali più flessibili.

L’articolo 58 integra il comma 6 dell’articolo 148 del codice, in materia di affidamento dei contratti nel settore dei beni culturali, prevedendo che l’utilizzazione del criterio del minor prezzo per i lavori riguardanti i beni culturali debba riguardare i lavori di importo pari o inferiore a 500.000 euro e non sino ad un milione di euro. Tale previsione, che deroga a quanto disposto dall’articolo 95, comma 4, lettera a), si rende necessaria per la specialità di tali lavori, che richiede una maggiore attenzione per l’aspetto qualitativo rispetto a quello economico.

L’articolo 59 modifica l’articolo 152 del codice che specifica l’ambito di applicazione nei concorsi di progettazione e di idee.

L’articolo 60 apporta delle modifiche all’articolo 156 del codice in materia di concorso di idee. Tali modifiche sono finalizzate a correggere un refuso all’articolo 156, comma 7, mediante la soppressione delle parole “del progetto definitivo”, erroneamente riportate prima delle parole “del progetto di fattibilità”.

L’articolo 61 modifica l’articolo 157 del codice rubricato “Altri incarichi di progettazione e connessi”.

L’articolo 62 modifiche l’articolo 163 del codice, in materia di procedure in caso di somma urgenza e di protezione civile.

L’articolo 63 modifica l’articolo 165 del codice, sul rischio ed equilibrio economico-finanziario nelle concessioni.

L’articolo 64 modifica l’articolo 174 del codice in materia di subappalto nelle concessioni, in coerenza con le modifiche apportate all’articolo 105 in materia di subappalto.

L’articolo 65 modifica l’articolo 177 del codice in materia di affidamenti dei concessionari.

L’articolo 66 propone delle modifiche all’articolo 178 del codice rubricato “Norme in materia di concessioni autostradali e particolare regime transitorio” al fine, soprattutto, di prevedere, proprio nel periodo transitorio di passaggio tra un concessionario ed un altro, procedure semplificate volte a garantire gli interventi finalizzati al miglioramento degli standard di sicurezza degli utenti autostradali anche con riferimento all’individuazione della copertura dei costi della relativa progettazione.

L’articolo 67 modifica l’articolo 180 del codice, in materia di Partenariato pubblico privato. In particolare, all’ultimo periodo del comma 6 si stabilisce che nel contratto di partenariato pubblico privato l’eventuale riconoscimento del prezzo, sommato al valore di eventuali garanzie pubbliche o di ulteriori meccanismi di finanziamento a carico della pubblica amministrazione, non può essere superiore al quarantanove per cento (anziché al trenta per cento, come attualmente previsto) del costo dell’investimento complessivo, comprensivo di eventuali oneri finanziari. Tali modifiche, come quelle previste all’articolo 165, sono volte a favorire gli affidamenti di concessioni di lavori e servizi attraverso una maggiore appetibilità economica per i privati.

L’articolo 68 modifica l’articolo 183 del codice in materia di finanza di progetto.

L’articolo 69 modifica l’articolo 188 del codice sul contratto di disponibilità.

L’articolo 70 modifica l’articolo 191 del codice, in materia di disciplina della cessione di immobili in cambio di opere. In considerazione del fatto che la garanzia fideiussoria richiesta resta in essere per tutta la durata dell’appalto e di fatto garantisce la restituzione dell’immobile in caso di inadempienza contrattuale, e addirittura è progressivamente svincolata, non appare opportuno un riferimento generico alle modalità della garanzia provvisoria ma appare preferibile limitare il rinvio ad un aperto richiamo alla possibilità di prestazione della garanzia mediante rilascio della fideiussione da parte dei soggetti indicati dall’articolo 93, comma 3, del codice. A tal fine si propone, al comma 3, di chiarire che è possibile la presentazione di qualsiasi tipo di garanzia fideiussoria, senza limitarla, come attualmente, alla fideiussione assicurativa. Infine, per coerenza letterale si propone di modificare, sempre al comma 3, la frase “previa presentazione di idonea polizza fideiussoria” con “previa presentazione di idonea garanzia fideiussoria”.

L’articolo 71 modifica l’articolo 192 del codice, rubricato ”Regime speciale degli affidamenti in house”. In particolare, si propone di inserire, al comma 1, una disposizione volta a esplicitare nel Codice le modalità con cui opera l’Autorità; tale esplicitazione trova i suoi fondamenti nella necessità di completezza dei dati, del loro aggiornamento, ma nella correlata esigenza di ridurre l’impatto della loro raccolta sia sugli enti che le devono fornire sia sulle risorse disponibili presso l’Autorità, attuando al contempo le previsioni degli articoli 12 e 41 del decreto legislativo n. 82 del 2005 contenute nel Codice dell’amministrazione digitale.

L’articolo 72 modifica l’articolo 194 del codice recante la disciplina dell’affidamento a contraente generale.

L’articolo 73 apporta modifiche all’articolo 195 del codice in materia di procedure di aggiudicazione del contraente generale aggiungendo un periodo al comma 1, volto a prevedere una soglia minima per il ricorso all’istituto del contraente generale, fissata ad un importo superiore a euro 15 milioni. Questo per evitare che i ricorso all’istituto per soglie minimali possa concretizzare una elusione della limitazione dell’istituto dell’appalto integrato, limitazione richiesta dalla legge delega.

L’articolo 74 apportate modifiche all’articolo 196 del codice riguardante i Controlli sull’esecuzione e collaudo. Tali modifiche sono finalizzate a correggere un errore materiale in quanto il decreto previsto dal comma 4 che disciplina le modalità di iscrizione all’albo, avendo natura regolamentare, è un decreto del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti e non del Ministero.

L’articolo 75 modifica l’articolo 199 del codice recante la disciplina della gestione del sistema di qualificazione del contraente generale.

L’articolo 76 apportate modifiche all’articolo 201 del codice, in materia di Strumenti di pianificazione e programmazione. In particolare si modifica il comma 7 precisando che, con riguardo al primo Documento Pluriennale di Pianificazione (DPP) non si applica il comma 5, ma solo il comma 10.

L’articolo 77 apportate modifiche all’articolo 205 del codice, recante la disciplina dell’accordo bonario per i lavori.

L’articolo 78 dispone l’abrogazione dell’articolo 207 del codice, che disciplina il collegio consultivo tecnico. L’abrogazione recepisce le osservazioni del Consiglio di Stato espresse in sede di parere n. 855 del 1° aprile 2016, che ha rilevato che non risulta chiaro se il ricorso al collegio consultivo, per dirimere le controversie, costituisca un sistema alternativo all’accordo bonario né come i due istituti si rapportino tra di loro; pertanto se ne propone la soppressione.

L’articolo 79 modifica il comma 1, dell’articolo 208 del codice, in materia di transazione. La modifica è volta a precisare che i rimedi alternativi di risoluzione delle controversie, ivi richiamati, sono quelli diversi dall’azione giurisdizionale.

L’articolo 80 modifica il comma 1 dell’articolo 211 del codice, in materia di pareri di precontenzioso dell’ANAC, prevedendo che il parere dell’ANAC su questioni insorte durante lo svolgimento della gara sia espresso “previo contraddittorio”. Il suggerimento è coerente con le osservazioni del Consiglio di Stato, che già nell’esame preliminare del codice aveva evidenziato delle criticità chiedendo di procedimentalizzare l’istituto, criticità poi confermate nella fase attuativa.

L’articolo 81 modifica l’articolo 213 del codice riguardante l’Autorità Nazionale Anticorruzione.

L’articolo 82 apporta modifiche all’articolo 215 del codice rubricato “Consiglio superiore dei lavori pubblici. La modifica chiarisce che il parere del Consiglio superiore dei lavori pubblici deve intervenire prima della conferenza di servizi, che conclude il procedimento.

L’articolo 83 modifica l’articolo 216 del codice sulle disposizioni transitorie e di coordinamento.

L’articolo 84 apporta modifiche all’articolo 217 del codice in materia di abrogazioni.

Nuova Modalità e tempi del CIG, sanzioni

Con la recente deliberazione n. 1 dell’11 gennaio 2017 l’Autorità Anticorruzione
ha impartito nuove  indicazioni operative per il corretto perfezionamento del
codice identificativo della gara (CIG).

Tra le nuove prescrizioni impartite su iniziativa dell’ANAC si segnalano, in particolare, le seguenti:  1. le stazioni appaltanti sono tenute ad acquisire il relativo CIG solo prima dell’indizione della  procedura;  2. entro il termine massimo di novanta giorni dall’acquisizione del CIG, il RUP è tenuto ad accedere  nuovamente al sistema SIMOG e a inserire a sistema la data di pubblicazione della procedura e il  termine per la presentazione delle offerte. Sia pur nel silenzio della delibera, le predette attività  non potranno essere materialmente realizzate per i CIG acquisiti in forma semplificata (SMARTCIG),
fatta salva la possibilità, da parte di ANAC, di modificare il relativo software ed introdurre,  anche per gli SMART, i relativi nuovi adempimenti;  3. entro il termine massimo di novanta giorni dall’acquisizione del CIG, se la stazione appaltante ha  ritenuto di non andare avanti con la procedura, il RUP deve provvedere alla cancellazione del  codice sul sistema SIMOG (nulla si dice, anche in questo caso, per quanto concerne gli SMART CIG);  4. entro il termine massimo di novanta giorni dalla entrata in vigore della predetta deliberazione n.  1/2017 (pubblicata in Gazzetta Ufficiale il 01.02.2017), il RUP deve perfezionare tutti i CIG  precedentemente acquisiti sul sistema SIMOG e non ancora perfezionati.  Il mancato rispetto dei nuovi adempimenti comporterà, rispettivamente:  a. l’applicazione della sanzione amministrativa pecuniaria:  i. da un minimo di euro 250,00 ad un massimo di euro 25.000,00 per i RUP che  rifiutano od omettono, senza giustificato motivo, di fornire le informazioni o di  esibire i documenti richiesti dall’Autorità;
ii. da un minimo di euro 500,00 ad un massimo di euro 50.000,00 per i RUP che  forniscono informazioni o esibiscono documenti non veritieri;  b. la cancellazione automatica del CIG non perfezionato;  c. la perseguibilità della stazione appaltante che abbia utilizzato il CIG cancellato, per  violazione delle norme:  i. sulla trasmissione delle informazioni obbligatorie all’Autorità (monitoraggio  SIMOG);  ii. sulla contribuzione di gara;  iii. sulla tracciabilità dei pagamenti (legge n. 136/2010);  d. la responsabilità penale (non è chiaro, peraltro, in relazione a quale precisa fonte  normativa);  e. la responsabilità erariale.  A fondamento dei nuovi obblighi, ANAC evidenzia che “dalle verifiche compiute dell’Autorità sul sistema  SIMOG, relativamente agli anni pregressi, non risultano perfezionati svariati CIG” e che ciò, tra l’altro,  arreca “un danno in termini contributivi all’Autorità”, anche perché il mancato perfezionamento del CIG
non consente agli operatori economici di procedere, a loro volta, al pagamento del contributo posto a loro  carico.  I nuovi adempimenti si aggiungono ad un’ampia serie di prescrizioni che i responsabili del procedimento  devono adempiere, pena l’applicazione di specifiche e gravose sanzioni. Di seguito si segnalano, a tale  proposito, alcuni adempimenti, con un’elencazione – in ordine sparso – che vuole essere soltanto  esemplificativa e che risulta, purtroppo, non esaustiva di tutti gli svariati compiti assegnati al responsabile  del procedimento.  Più in particolare, il RUP incaricato di seguire l’affidamento di un contratto pubblico dovrà sempre avere  cura, quantomeno, di:  1. scaricare il bollettino MAV sul sito di ANAC per pagare, ogni quadrimestre, i contributi dovuti  all’Autorità, pena l’attivazione della procedura per la riscossione coattiva; si segnala, peraltro, che  dalla delibera oggetto di esame è stato possibile apprendere che l’ANAC ha anche adottato  un’apposita ed ulteriore delibera con la quale disciplina la misura della contribuzione dovuta per  l’anno 2017 (i contenuti di tale delibera, tuttavia, non risultano esser stati ancora pubblicati sul sito  dell’Autorità né in Gazzetta Ufficiale, con la conseguenza che, attualmente, non è dato di conoscere  se la contribuzione da versare nel 2017 a favore di ANAC resterà invariata rispetto al 2016, o se la  stessa subirà aumenti oppure ‒ insperate ‒ diminuzioni);  2. effettuare tutti gli adempimenti in materia di trasparenza disciplinati dall’art. 29 d.lgs. n. 50/2016,  pubblicando (nel rispetto della delibera ANAC n. 1310/2016) gli atti della procedura:  a. sul profilo del committente della stazione appaltante;  b. sul sito del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti (oppure all’interno del  corrispondente sito regionale);  c. sulla piattaforma digitale istituita presso l’ANAC (attualmente non attiva);  3. curare la raccolta dei dati necessari ai fini della successiva trasmissione annuale all’ANAC ai fini del  rispetto della normativa anticorruzione, ai sensi dell’art. 1, comma 32 della legge n. 190/2012;  4. verificare che tutte le fatture elettroniche fatte pervenite dagli operatori economici siano state  corredate di CIG (ed, eventualmente, del codice unico di progetto ‐ CUP);  5. curare gli adempimenti connessi al Sistema informatico di monitoraggio delle opere incompiute SIMOI;  6. curare gli adempimenti connessi alla Banca Dati Amministrazioni Pubbliche ‐ BDAP;  7. curare l’effettuazione dei controlli (senza limiti minimi di importo) sull’effettivo possesso, da parte  dell’operatore economico dei requisiti di cui all’art. 80 d.lgs. n. 50/2016, consistenti nella richiesta,  quantomeno, dei seguenti certificati:  a. visura camerale;  b. casellario giudiziario relativo a presidente del consiglio di amministrazione, amministratore  unico,  amministratori delegati (anche se titolari di una delega limitata a determinate  attività ma che per tali attività conferisca poteri di rappresentanza), membri del collegio  sindacale (nelle società con sistema di amministrazione  tradizionale), membri del comitato  per il controllo sulla gestione (nelle società con sistema di amministrazione monistico),  membri del consiglio di gestione e ai membri del consiglio di sorveglianza (nelle società con  sistema di amministrazione dualistico) nonché institori, procuratori ad negotia, dipendenti  o i professionisti ai quali siano stati conferiti  significativi poteri di direzione e gestione  dell’impresa, revisori contabili e componenti dell’organismo di vigilanza di cui all’art. 6 del  d.lgs.  n. 231/2001 (in questo senso cfr. comunicato ANAC del 26.11.2016);  c. acquisizione dell’autocertificazione, della comunicazione o dell’informazione antimafia nel  rispetto di quanto previsto nel d.lgs. n. 159/2011 in relazione all’importo contrattuale (con

precisazione che, in caso di informazione, sarà necessario acquisire anche i dati di familiari  conviventi maggiorenni non residenti all’estero dei soggetti indicati all’art. 85 del codice  antimafia). Per inciso, le informazioni antimafia non sono acquisibili con AVCPASS ma  mediante accesso all’applicativo SICEANT gestito dal Ministero dell’Interno;  d. annotazioni riservate scaricabili all’interno del portale ANAC;  e. certificato dell’Agenzia delle entrate, con trasmissione di apposita posta elettronica  certificata allo specifico ufficio competente in base alla sede dell’impresa (non esistendo un  sistema centralizzato di verifica);  f. certificato di ottemperanza alle norme sulle assunzioni dei disabili (quando l’impresa è  soggetta al rispetto delle relative disposizioni);  g. durc (non acquisibile con AVCPASS ma esclusivamente accedendo al Durc online);  8. verificare la corretta iscrizione della stazione appaltante nell’Anagrafe Unica delle Stazioni  Appaltanti all’interno del portale ANAC, al fine di evitare la declaratoria di nullità dei contratti;  9. segnalare all’Anticorruzione, ai fini dell’esercizio del potere sanzionatorio, gli operatori economici  nei cui confronti sussistono cause di esclusione ex art. 80 del d.lgs. n. 50/2016, utilizzando, a tali  fini, gli appositi modelli predisposti e periodicamente aggiornati da ANAC (cfr., da ultimo, il  comunicato del 21 dicembre 2016);  10. adempiere alle prescrizioni dettate dal Piano di prevenzione della corruzione adottato dalla propria  amministrazione di appartenenza in materia di affidamento di appalti e concessioni.   Quelli appena ricordati sono alcuni degli adempimenti che si sommano e si cumulano alle attività che i RUP  devono adempiere ai fini del rispetto del d.lgs. n. 50/2016 (che era stato presentato, dal Legislatore del  2016, come il codice che avrebbe semplificato le procedure per l’affidamento di appalti e concessioni).   È del tutto evidente che in questo contesto, considerata la notevole mole di adempimenti che  quotidianamente vengono imposti, sembra essere sempre più complicato, per il RUP, il poter realmente:  a. verificare e vigilare sul rispetto delle prescrizioni contrattuali nelle concessioni (come prescritto  all’art. 31, comma 4, lettera i) del nuovo codice);  b. garantire il controllo effettivo sull’esecuzione delle prestazioni, mediante accessi, diretti e  programmati, sul luogo dell’esecuzione stessa, nonché mediante l’effettuazione di verifiche, anche  a sorpresa, sull’effettiva ottemperanza a tutte le misure mitigative e compensative, alle prescrizioni  in materia ambientale, paesaggistica, storico‐architettonica, archeologica e di tutela della salute  umana impartite dagli enti e dagli organismi competenti (ai sensi dell’art. 3, comma 12 codice; ad  integrazione dei vari obblighi posti in capo ai RUP, occorrerà tenere conto, naturalmente, anche di  quanto previsto all’interno della deliberazione ANAC n. 3/2016);  c. eseguire in corso d’esecuzione le verifiche sostanziali circa l’effettivo possesso dei requisiti e delle  risorse oggetto dell’avvalimento da parte dell’impresa ausiliaria, nonché l’effettivo impiego delle  risorse medesime nell’esecuzione dell’appalto, accertando, in corso d’opera, che le prestazioni  oggetto di contratto sono svolte direttamente dalle risorse umane e strumentali dell’impresa  ausiliaria che il titolare del contratto utilizza in adempimento degli obblighi derivanti dal contratto  di avvalimento nonché trasmettendo all’ANAC tutte le dichiarazioni di avvalimento, indicando  altresì l’aggiudicatario, per l’esercizio della vigilanza, e per la prescritta pubblicità (art. 89, comma 9  codice);  d. procedere al pagamento delle fatture entro i termini di legge, pena l’applicazione degli interessi  moratori (d.lgs. n. 231/2002).  Il quadro normativo, insomma, non appare incoraggiante, concentrato com’è sulle attività “burocratiche”  piuttosto che su di una sostanziale attività di verifica circa la corretta esecuzione del contratto pubblico. 

Si noti bene, da ultimo, che il nuovo codice degli appalti e delle concessioni si è espressamente premurato  di prevedere che l’ufficio di responsabile unico del procedimento è obbligatorio e che lo stesso non può  essere rifiutato.

Incarichi legali ormai fuori dall’ intuitu personae

Una previsione gravida di molti significati, tale addirittura da escludere che perfino la “consulenza” legale possa più essere considerata alla stregua di prestazione d’opera intellettuale e, dunque, quale lavoro autonomo, per sua natura estraneo alla disciplina del codice dei contratti.
Andiamo, allora, con ordine. Non vi è alcun dubbio, ai sensi dell’Allegato IX, che così li qualifica, che sono “servizi legali” da assoggettare alla disciplina particolare degli articoli 140, 143 e 144, tutti i servizi legali “non esclusi” per effetto dell’articolo 17, comma 1, lettera d), del codice.
Quali sono questi servizi? L’Allegato IX ce li evidenzia, riferendosi ai codici del vocabolario comune degli appalti. Elenchiamoli:

a) 79100000-5 | Servizi giuridici

a.1) 79110000-8 | Servizi di consulenza giuridica e di rappresentanza

a1.1) 79111000-5 | Servizi di consulenza giuridica
a.1.2) 79112000-2 | Servizi di rappresentanza legale

a.1.2.1) 79112100-3 | Servizi di rappresentanza delle parti interessate

b) 79120000-1 | Servizi di consulenza in materia di brevetti e diritti d’autore

b.1) 79121000-8 | Servizi di consulenza in materia di diritti d’autore

b.1.1.) 79121100-9 | Servizi di consulenza in materia di diritti di autore di software

c) 79130000-4 | Servizi di documentazione e certificazione giuridica

c.1) 79131000-1 | Servizi di documentazione

c.2) 79132000-8 | Servizi di certificazione

c.2.1) 79132100-9 | Servizi di certificazione della firma elettronica

d) 79140000-7 | Servizi di consulenza e informazione giuridica

e) 75231100-5 | Servizi amministrativi connessi ai tribunali

Il NUOVO CAD, qualche spunto e l’analisi degli errori fatti dalle PPAA

Sento ancora in giro  funzioni apicali delle PPAA dire che si sono adeguate al nuovo CAD in quanto :

– Non producono carta

– Hanno acquistato un sw / server / scanner

stiamo ai piedi di Pilato.

Premettendo che il nuovo CAD non impone :

* abolizione della carta ( previsto dall’articolo 40 comma 1 della norma D.Lgs 82/05 ) ed in vigore dal 2006

* il protocollo informatico ( disciplinato dagli artt. 50,51,52,53,54,55,56,57 del TUDA) ed in vigore dal 2004

 

occorre entrare nell’ottica del “digital First” e delle 3 “CD”
– CITTADINANZA DIGITALE

– COMPETENZE DIGITALI

– COMPETIZIONE DIGITALE .

Alle PPAA periferiche occorre adeguarsi ( ed è da strumento) per la Cittadinanza Digitale , far cioè in modo che il diritto del cittadino e dell’impresa sia soddisfatto .

Il quesito è ” COME ? “

Certamente non acquistando hardware e software INUTILI ma avvalendosi di un supporto professionale valido .

I passi a farsi sono :

ADEGUAMENTO TECNOLOGICO

1) Mappatura della tipologia dei documenti

2) Definizione delle esigenze

3) Pianificazione degli approvvigionamenti

4) Espletamento dei processi

ADEGUAMENTO GIURIDICO

5) Mappatura della tipologia dei documenti

6) Definizione della procedura per la formazione dei documenti ( in attesa dell’articolo 61 del D.Lgs 179/16)

7) Definizione della modalità di gestione dei documenti ( DPCM 03-12-13) ma in parte gestito dal citato articolo 61

8) Redazione e disciplina del Manuale di Gestione documentale ( art. 5 DPC 03-12-13)

ADEGUAMENTO ORGANIZZATIVO

9) Definizione di protocolli, procedure, processi e regolamenti

10) Formazione del personale

 

Ebbene, ad oggi le PA hanno solo fatto investimenti in SW ed HW comportando :

– Utilizzazione di sistemi proprietari ( vietati dalla legge )

– trasferimento di dati pubblici in sistemi informativi privati ( vietato dalla legge)

– riacquistato qualcosa che già avevano ( protocollo informatico)

– acquistato conservazione sostitutiva non calibrato sulle reali esigenze di definizione documentale.

il tutto senza redigere un Modello organizzativo documentale idoneo ed efficace , cosa che comporta la nullità dell’atto amministrativo generato.

Per qualsiasi approfondimento, ….. già sapete. Buon Viaggio.

 

 

Proroga XML ex art 1 co. 32 L 190/12

Proroga termine
Adempimenti Legge 190/2012 art. 1, comma 32

In considerazione della situazione di emergenza a seguito dei recenti eventi meteorologici e sismici, accogliendo le richieste pervenute da alcuni enti locali interessati, l’Autorità dispone la proroga al 20 febbraio 2017 del termine previsto al 31 gennaio 2017 per la comunicazione via PEC dell’avvenuta pubblicazione del file XML per gli adempimenti di cui all’art. 1, comma 32, della L.190/2012.

 

——dal sito dell’Autorità—————-

IL CAD 3.0 , IL RESPONSABILE DELLA TRANSIZIONE, IL DIFENSORE CIVICO DIGITALE

Nell’attesa di un viaggio che sarà pronto con le modifiche derivanti dall’attuazione dell’articolo 61 del D.lgs 179/16, vi consiglio di preparare la valigia degli attrezzi.

Inizio col stralciarvi due articolo prodromici :

Postato il 03/10/2016 – Il diifensore civico 3.0-

Ero ragazzino quando mi avvicinai grazie a Nonno Carmine alla burocrazia  che si stava “sburocratizzando,” stava prendendo sembianze e soprattutto atteggiamenti più umani, avevo quindici anni quando circa quando furono promulgate la 241/90 e la 142/90.

Si parlava di responabile del procedimento e di difensore civico figure che che sono purtroppo state investite di procedure che ne hanno ridicolizzato il concetto iniziale molto simle alla nobile figura dell’ombudsman svedese dell’ 800.

Poi finalmente rinasce la figura del difensore civico, questa volta “digitale”, l’ombudsman 2.0, anzi, 3.0 nel nuovo codice dell’amministrazione digitale all’articolo 17.

Difensore, che il potere sia con te, e che tu possa giovare di tale potere.

Adeguatevi mie cari clienti, il countdown per il 14/01/2017 è iniziato.

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Postato il 04/01/2017 – MEZZA PROROGA-

Ho chiamato l’articolo mezza proroga giusto per attirare l’attenzione.

La fretta all’edeguamento dei sistemi informativi ed informatici  data dai player è del tutto infondata, anzi ad avviso dello scrivente ( che legge le norme e non è della scuola della SUPERCAZZOLA ) può essere controproducente, infatti il D.Lgs 179/16 ( NUOVO CAD) all’articolo 61 “consiglia” di sorvolare le norme tecniche sulla formazione di cui il DPCM 13/11/14.

Inoltre essendo il file conservato del protocollo , esso stesso un file formato con regole tecniche, chiunque ancora non si è adeguato ha un’ultima chance per farlo .  Le nuove norme tecniche che sarebbero dovute  uscire entro il 14/01/2017 ancora non sono state pubblicate quindi….. vi consiglio di aspettare.

Come sempre riporto la norma stralciata.

Art. 61 Disposizioni di coordinamento 1. Con decreto del Ministro delegato per la semplificazione e la pubblica amministrazione da adottare entro quattro mesi dalla data di entrata in vigore del presente decreto sono aggiornate e coordinate le regole tecniche previste dall’articolo 71 del decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82. Le regole tecniche vigenti nelle materie del Codice dell’amministrazione digitale restano efficaci fino all’adozione del decreto di cui al primo periodo. Fino all’adozione del suddetto decreto ministeriale, l’obbligo per le amministrazioni pubbliche di adeguare i propri sistemi di gestione informatica dei documenti, di cui all’articolo 17 del decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 13 novembre 2014, e’ sospeso, salva la facolta’ per le amministrazioni medesime di adeguarsi anteriormente. Fino all’adozione del decreto del Presidente del Consiglio dei ministri di cui all’articolo 29, comma 3, del decreto legislativo n. 82 del 2005, come modificato dall’articolo 25 del presente decreto, restano efficaci le disposizioni dell’articolo 29, comma 3, dello stesso decreto nella formulazione

previgente all’entrata in vigore del presente decreto.

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Ora occorre iniziare a fare le giuste “nomine”, anche se raccomando di fare un controllo su tutti gli adempimenti prodromici.

Vi allego la nomina del responsabile della transizione digitale e del difensore civico digitale, giusto per “annotazione” vi consiglio di inquadrarlo nella voce 5.5 del nuovo titolario della Pubblica Amministrazione.

Signori, buon viaggio.

 

 

 

nomine_cad.docx

articolo 1 comma 32 L. 1901/2

Comunicato A.N.AC. 11/1/2017

Adempimenti Legge 190/2012 art. 1, comma 32. Modalità operative per l’anno 2017

Restano invariate per l’anno 2017 le modalità operative per l’assolvimento degli obblighi di pubblicazione e trasmissione dei dati in formato aperto riguardanti il 2016, ai sensi dell’art. 1 comma 32 Legge 190/2012 come indicato nella Deliberazione ANAC n. 39 del 2 gennaio 2016. Rimangono quindi validesia le specifiche tecniche per la comunicazione via PEC dell’avvenuta pubblicazione dei dati entro il 31 gennaio 2017 sia quelle di pubblicazione dei dati (formato XSD).

Maggiori informazioni sul servizio sono disponibili nella sezione dedicata “Servizi online – Adempimenti Legge 190/2012 art. 1, comma 32”

Rinnovate le autorizzazioni generale del Garante Privacy

Il Garante per la privacy  ha rinnovato le autorizzazioni al trattamento dei dati sensibili e giudiziari che saranno efficaci dal 1° gennaio 2017 fino al 24 maggio 2018 data di applicazione del Regolamento UE 2016/679 in materia di protezione dati.

I provvedimenti riguardano i rapporti di lavoro, i dati sulla salute e la vita sessuale, le associazioni e le fondazioni, i liberi professionisti, le attività creditizie, assicurative, il settore turistico, l’elaborazione dei dati effettuata per conto terzi, gli investigatori privati e il trattamento dei dati di carattere giudiziario.

In linea generale  le nuove autorizzazioni rispecchiano quelle in scadenza e apportano le necessarie integrazioni derivanti da modifiche normative intervenute nei settori considerati.

Il Garante ha rinnovato, inoltre, l’autorizzazione generale al trattamento di dati genetici e quella relativa al trattamento dei dati personali effettuato per scopi di ricerca scientifica, anch’esse efficaci fino al 24 maggio 2018.

Le nuove autorizzazioni sono in corso di pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale.


 

Bozza sul FOIA, chiarimenti

In questi giorni ho sentito troppe cose “confuse e destabilizzanti” sull’accesso civico.

Come sempre il mio consiglio è di prendere la normativa e studiarsela, non limitarsi a prendere qualcosa sul web ( di recente ) dimenticandosi della norma di base, in questo caso della L. 241/90 e del DPR 184/2006.

In questo scritto una breve disamina alla 1309 del 28/12/2016 intitolata al FOIA.

L’articolo 5 del D.Lgs 33/13 modificato dal D.gs 97/13 crea non poca confusione per il nuovo tipo di accesso che chiameremo “generalizzato”, infatti è ben diverso da quello tradizionale e solenne della L. 241/90 ed anche dall’accesso civico al quale ci stavamo abituando, ed a mio parere le linee guida avrebbero dovuto aver conto anche del DPR 184/2006, in particolar modo degli articolo 3 e 5, in quanto sembrerebbe l’unica disciplina “normalizzante” .

 

Il novellato articolo 5 sancisce che “chiunque ha diritto di accedere ai dati e ai documenti detenuti dalle pubbliche amministrazioni, ulteriori rispetto a quelli oggetto di pubblicazione ai sensi del presente decreto, nel rispetto dei limiti relativi alla tutela di interessi giuridicamente rilevanti secondo quanto previsto dall’articolo 5-bis”.

In sintesi indi, si possono chiedere informazione su documenti e “dati” oltre che per la tutela di un diritto proprio ( accesso 241/90) , oltre che per ‘obbligo di pubblicazione ( accesso civico ), anche per attuare forme diffuse di controllo sul perseguimento dei fini istituzionali di una PA ( accesso generalizzato)

I due accessi del 33/13 vanno allora chiaramente a toccare aspetti giuridici diversi :

–          L’accesso civico resta rivolto a tutelare il cittadino contro le violazione avverso la mancata pubblicazione di un “numerus clausus” di notizie previste dal legislatore

–          L’accesso generalizzato è finalizzato a tutelare il cittadino su tutte le pubblicazioni non obbligatorie da parte della PA

 

Ancora il tradizione accesso ex l.241/90, chiamato dall’ANAC “documentale “ resta invece il diritto del cittadino di opporsi ed informarsi su particolari provvedimenti e procedimenti che possono variare lo status del richiedente l’accesso.

In sintesi nel documentale prevale la tutela difensiva e pertanto il cittadino deve dimostrar di possedere la titolarità di un interesse diretto, legittimo , concreto ed attuale, corrispondente ad una situazione giuridicamente tutelata e collegata al documento al quale è chiesto l’accesso.

E’ allora evidente che il diritto all’accesso documentale non può essere considerato come strumento per effettuare un controllo generalizzato sull’attività della PA.

 

In una logica panoramica risulta quindi che un accesso civico ed un accesso generalizzato negato, potrà vedere attuato un accesso documentale, mentre non vale il contrario.

 

Soggetti PASSIVI dell’accesso generalizzato.

 

Tutti i soggetti elencati nell’articolo 2 bis del D.lgs 33/13 ( portata più amplia dell’articolo 1 del D.lgs 165/01)

((1. Ai fini del presente decreto, per “pubbliche amministrazioni” si intendono tutte le amministrazioni di cui all’articolo 1, comma 2, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, e successive modificazioni, ivi comprese le autorita’ portuali, nonche’ le autorita’ amministrative indipendenti di garanzia, vigilanza e regolazione. 2. La medesima disciplina prevista per le pubbliche amministrazioni di cui al comma 1 si applica anche, in quanto compatibile: a) agli enti pubblici economici e agli ordini professionali; b) alle societa’ in controllo pubblico come definite dal decreto legislativo emanato in attuazione dell’articolo 18 della legge 7 agosto 2015, n. 124. Sono escluse le societa’ quotate come definite dallo stesso decreto legislativo emanato in attuazione dell’articolo 18 della legge 7 agosto 2015, n. 124; c) alle associazioni, alle fondazioni e agli enti di diritto privato comunque denominati, anche privi di personalita’ giuridica, con bilancio superiore a cinquecentomila euro, la cui attivita’ sia finanziata in modo maggioritario per almeno due esercizi finanziari consecutivi nell’ultimo triennio da pubbliche amministrazioni e in cui la totalita’ dei titolari o dei componenti dell’organo d’amministrazione o di indirizzo sia designata da pubbliche amministrazioni. 3. La medesima disciplina prevista per le pubbliche amministrazioni di cui al comma 1 si applica, in quanto compatibile, limitatamente ai dati e ai documenti inerenti all’attivita’ di pubblico interesse disciplinata dal diritto nazionale o dell’Unione europea, alle societa’ in partecipazione pubblica come definite dal decreto legislativo emanato in attuazione dell’articolo 18 della legge 7 agosto 2015, n. 124, e alle associazioni, alle fondazioni e agli enti di diritto privato, anche privi di personalita’ giuridica, con bilancio superiore a cinquecentomila euro, che esercitano funzioni amministrative, attivita’ di produzione di beni e servizi a favore delle amministrazioni pubbliche o di gestione di servizi pubblici.))

 

Dal punto di vista oggettivo l’ANAC ha precisato che:

-a-          L’accesso generalizzato è esercitabile relativamente “ ai dati e ai documenti detenuti dalle PA,              ulteriori rispetto a quelli oggetto di pubblicazione

-b-         Oggetto di accesso possono essere certamente i documenti, ma anche dati ed informazioni non ancora cristalizzati  il documenti

-c-           non sono ammesse istanze meramente esplorative

-d-           l’istanza non deve essere generica ma deve permettere di individuare agevolmente quale documento, informazione o dato deve essere ostentato

-e-           va sempre salvaguardato il principio di buon andamento della pubblica amministrazione, quindi dietro richieste esorbitanti vanno contemperati i principi ed i diritti sottesi.

-f-            l’amministrazione risponderà solo di documenti in suo possesso

 

 

Mezza proroga

Ho chiamato l’articolo mezza proroga giusto per attirare l’attenzione.

La fretta all’edeguamento dei sistemi informativi ed informatici  data dai player è del tutto infondata, anzi ad avviso dello scrivente ( che legge le norme e non è della scuola della SUPERCAZZOLA ) può essere controproducente, infatti il D.Lgs 179/16 ( NUOVO CAD) all’articolo 61 “consiglia” di sorvolare le norme tecniche sulla formazione di cui il DPCM 13/11/14.

Inoltre essendo il file conservato del protocollo , esso stesso un file formato con regole tecniche, chiunque ancora non si è adeguato ha un’ultima chance per farlo .  Le nuove norme tecniche che sarebbero dovute  uscire entro il 14/01/2017 ancora non sono state pubblicate quindi….. vi consiglio di aspettare.

Come sempre riporto la norma stralciata.

Art. 61 Disposizioni di coordinamento 1. Con decreto del Ministro delegato per la semplificazione e la pubblica amministrazione da adottare entro quattro mesi dalla data di entrata in vigore del presente decreto sono aggiornate e coordinate le regole tecniche previste dall’articolo 71 del decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82. Le regole tecniche vigenti nelle materie del Codice dell’amministrazione digitale restano efficaci fino all’adozione del decreto di cui al primo periodo. Fino all’adozione del suddetto decreto ministeriale, l’obbligo per le amministrazioni pubbliche di adeguare i propri sistemi di gestione informatica dei documenti, di cui all’articolo 17 del decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 13 novembre 2014, e’ sospeso, salva la facolta’ per le amministrazioni medesime di adeguarsi anteriormente. Fino all’adozione del decreto del Presidente del Consiglio dei ministri di cui all’articolo 29, comma 3, del decreto legislativo n. 82 del 2005, come modificato dall’articolo 25 del presente decreto, restano efficaci le disposizioni dell’articolo 29, comma 3, dello stesso decreto nella formulazione previgente all’entrata in vigore del presente decreto.

RELAZIONE ANTICORRUZIONE ISTITUZIONI SCOLASTICHE

Tutte le pubbliche amministrazioni obbligate a redigere il PNPC ai sensi dell’articolo 1 co.5 della L. 190/12  devono entro il 16 gennaio ( anche quest’anno ci è stata la proroga) la sceda di rilevazione predisposta dall’ANAC.

 

SI ricorda però che alcune PA sono esonerate ( a mio parere ingiustamente ) dalla redazione del PIANO e tra queste vi sone le ISTITUZIONI SCOLASTICHE, tanto è vero che il RPC è accentrato nella figura apicale dell’USR, cfr PNA 2016 delibera 831 del 03/08/2016 pagina 64 par 1 che riporto in stralcio

 

1. Precisazioni in merito al RPCT e ai contenuti dei PTPC in relazione al d.lgs. 97/2016

A seguito delle modifiche introdotte dal d.lgs. 97/2016 al d.lgs. 33/2013 e alla l. 190/2012 relativamente all’unicità della figura del RPC e del RT, le funzioni di RPC e RT sono attribuite al Direttore dell’Ufficio scolastico regionale, o per le regioni in cui è previsto, al Coordinatore regionale. In attuazione delle nuove disposizioni normative, si ribadisce, come già indicato nella parte generale del presente PNA al § 5.2. lett. a), che è necessaria la formalizzazione, con apposito atto dell’organo di indirizzo, dell’attribuzione agli attuali RPC anche della responsabilità sulla trasparenza, con l’indicazione della relativa decorrenza.

Quanto ai dirigenti scolastici è opportuno che nei PTPC gli stessi siano responsabilizzati, in quanto dirigenti, in ordine alla elaborazione e pubblicazione dei dati sui siti web delle istituzioni scolastiche presso cui prestano servizio. Attraverso un loro attivo e responsabile coinvolgimento all’interno del modello organizzativo dei flussi informativi, viene così assicurata la prossimità della trasparenza rispetto alla comunità scolastica di riferimento, con la pubblicazione dei dati e delle informazioni previste dalla normativa vigente sui siti delle singole istituzioni scolastiche.

Per quanto riguarda i PTPC, a seguito della confluenza dei contenuti del PTTI all’interno del PTPC, a decorrere dal primo aggiornamento ordinario del 31 gennaio 2018, salvo eventuali modifiche anticipate proposte dal RPCT, i PTPC regionali dovranno contenere l’apposita sezione in cui sono indicati i responsabili della trasmissione e della pubblicazione dei documenti, delle informazioni e dei dati ai sensi del d.lgs. 33/2013, come previsto dall’art. 10, co. 1, del medesimo decreto, come sostituito dal d.lgs. 97/2016.

 

Visto quanto sopra è evidente che la scheda riferita all’articolo 1 comma 14 della L. 190/12 deve essere compilata solo dal Direttore dell’USR che ha certamente fatto risk assessment, risk management, gap analysis .

A fortiori ratione se nell’anagrafica dei dati detenuti dall’ANAC non compare il nominativa ed il codice fiscale del RPC qualsiasi rilevazione darebbe un errore nel confronto degli archivi dell’ANAC.

del8312016detPNA.pdf

Procedimenti Amministrativi

Si allega una bozza dei procedimenti amministrativi da utilizzare per l’adempimento normativo di cui articolo 35 del D.Lgs 33/13 come modificato dal D.Lgs 97/16.
procedimenti.docx

Accesso civico

Vi allego il modello per la richiesta di accesso civico e di esercizio del potere sostitutivo.

Vanno in AT-Altri contenuti – Accesso Civico.

La pagina dell’accesso civico deve contenere nomi e recapiti del responsabile e del titolare del potere sostitutivo.

 

 

 

 

 

 

MODULO_ACCESSO_CIVICO.pdf
Modello_richiesta_potere_sostitutivo_accesso.doc

Controlli sulle gare -bis- CASELLARIO

I controlli ex articolo 80 D.Lgs 50/16 sono ben descritti nella direttiva 2014/24/UE  prodromica al recepimento.

Si ricorda che i controlli non vanno fatti acaso, un eccesso di controlli non è sintomo di trasparenza, anzi…..

In ogni caso è assolutamente vietato far portare dagli operatori economici i docuemnti comprovanti requisiti partecipativi, in particolar modo per il casellario occorre compilare il modello 6A ed esibirlo in caso di controlli assieme all’esito dello stesso.

In ogni caso vi lascio il link oltre all’allegato.

https://www.giustizia.it/giustizia/it/mg_3_3_2.page?tab=m

 

 

 

modello6A_1.pdf

Chiarimenti sulla situazione economica – finanziaria e patrimoniale dei Dirigenti dello Stato.

Diversi dirigenti mi hanno contattato per chiedere alcune delucidazioni riguardo gli oneri di pubblicazione della situazione patrimoniale propria e dei famigliari .

La richiesta pervenuta è del tutto infondata, COMPLETAMENTE INFONDATA, non solo parzialmente come detto anche da persone molto vicine allo scrivente.

Vi lascio, come di consueto non il mio parere ma gli estremi normativi ed una breve cronologia degli aggiornamenti e modifcazioni.

La previgente norma contenuta nell’articolo  14 del D.lgs 33/13 recitava

Art. 14 – Obblighi di pubblicazione concernenti i componenti degli organi di indirizzo politico (PREVIGENTE)
Con riferimento ai titolari di incarichi politici, anche di carattere elettivo, di livello statale regionale e locale, le amministrazioni pubblicano con riferimento a tutti i propri componenti:
a) l’atto di nomina o di proclamazione e durata dell’incarico o del mandato elettivo;b) il curriculum;
c) i compensi, gli importi di viaggi di servizio e missioni pagati con fondi pubblici;
d) i dati relativi all’assunzione di altre cariche, presso enti pubblici o privati, ed i relativi compensi;
e) gli altri eventuali incarichi con oneri a carico della finanza pubblica e l’indicazione dei compensi spettanti;
f) le dichiarazioni (a cui sono tenuti i senatori e i deputati) ex articoli 2, 3 e 4 della legge n. 441/1982, limitatamente al soggetto, al coniuge non separato e ai parenti entro il secondo grado, ove gli stessi vi consentano, in caso contrario, viene data evidenza al mancato consenso.
Tali pubblicazioni avvengono entro tre mesi dalla elezione o dalla nomina e per i tre anni successivi dalla cessazione del mandato o dell’incarico, salve le informazioni concernenti il coniuge non separato e i parenti entro il secondo grado, che vengono pubblicate fino alla cessazione dell’incarico o del mandato. Decorso il termine di pubblicazione, tali dati non vengono trasferiti nelle sezioni di archivio.

Evidentemente a qualcuno è sfuggito, ed è inconcepibile, che gli articoli 13 e 14 del D.Lgs 97/16 attuativo dell’articolo 7 della L, 124/15 hanno modificato la norma fin dalla rubrica , mutandola in questo modo :

 

Art. 14 (VIGENTE)     ((Obblighi di  pubblicazione  concernenti  i  titolari  di  incarichi politici, di amministrazione, di direzione o di governo e i  titolari                      di incarichi dirigenziali))      1. Con riferimento ai titolari di incarichi  politici,  ((anche  se non di carattere elettivo)), di livello statale regionale  e  locale, ((lo Stato, le regioni e gli  enti  locali  pubblicano))  i  seguenti documenti ed informazioni:    a) l'atto di nomina o di  proclamazione,  con  l'indicazione  della durata dell'incarico o del mandato elettivo;    b) il curriculum;    c) i compensi di qualsiasi  natura  connessi  all'assunzione  della carica; gli importi di viaggi di servizio e missioni pagati con fondi pubblici;    d) i dati relativi all'assunzione di  altre  cariche,  presso  enti pubblici o  privati,  ed  i  relativi  compensi  a  qualsiasi  titolo corrisposti;    e) gli altri eventuali incarichi con oneri a carico  della  finanza pubblica e l'indicazione dei compensi spettanti;    f) le dichiarazioni di cui all'articolo 2,  della  legge  5  luglio 1982, n. 441, nonche' le attestazioni e  dichiarazioni  di  cui  agli articoli 3 e 4 della medesima legge,  come  modificata  dal  presente decreto, limitatamente al soggetto, al  coniuge  non  separato  e  ai parenti entro il secondo grado, ove gli stessi vi  consentano.  Viene in ogni caso data evidenza al mancato consenso. Alle informazioni  di cui alla presente lettera concernenti soggetti diversi  dal  titolare dell'organo di indirizzo politico non si applicano le disposizioni di cui all'articolo 7.    ((1-bis. Le pubbliche amministrazioni pubblicano i dati di  cui  al comma 1 per i titolari di incarichi o cariche di amministrazione,  di direzione  o  di  governo  comunque  denominati,  salvo   che   siano attribuiti  a  titolo  gratuito,  e  per  i  titolari  di   incarichi dirigenziali,  a  qualsiasi  titolo  conferiti,  ivi  inclusi  quelli conferiti discrezionalmente dall'organo di indirizzo  politico  senza procedure pubbliche di selezione.    1-ter. Ciascun dirigente  comunica  all'amministrazione  presso  la quale presta servizio gli emolumenti complessivi percepiti  a  carico della  finanza  pubblica,  anche  in  relazione  a  quanto   previsto dall'articolo 13, comma 1, del decreto-legge 24 aprile 2014,  n.  66, convertito, con modificazioni, dalla legge 23  giugno  2014,  n.  89. L'amministrazione pubblica sul proprio sito istituzionale l'ammontare complessivo dei suddetti emolumenti per ciascun dirigente.    1-quater. Negli atti di conferimento di  incarichi  dirigenziali  e nei relativi contratti sono riportati gli obiettivi  di  trasparenza, finalizzati a rendere i dati pubblicati di immediata  comprensione  e consultazione per il cittadino, con particolare riferimento  ai  dati di bilancio sulle spese e ai costi del personale, da indicare sia  in modo aggregato che analitico. Il mancato raggiungimento dei  suddetti obiettivi   determina   responsabilita'   dirigenziale    ai    sensi dell'articolo 21 del decreto legislativo 30 marzo 2001, n.  165.  Del mancato raggiungimento dei suddetti obiettivi si tiene conto ai  fini del conferimento di successivi incarichi.    1-quinquies. Gli obblighi di pubblicazione di cui  al  comma  1  si applicano anche ai titolari di posizioni  organizzative  a  cui  sono affidate deleghe ai sensi dell'articolo 17, comma 1-bis, del  decreto legislativo n. 165 del 2001, nonche' nei  casi  di  cui  all'articolo 4-bis, comma 2, del decreto-legge 19 giugno 2015, n.  78  e  in  ogni altro caso in cui sono svolte funzioni dirigenziali.  Per  gli  altri titolari di posizioni organizzative e' pubblicato il solo  curriculum vitae.))    2. ((Le pubbliche amministrazioni pubblicano i dati cui ai commi  1 e  1-bis  entro  tre  mesi  dalla  elezione,  dalla  nomina   o   dal conferimento  dell'incarico  e  per  i  tre  anni  successivi   dalla cessazione  del  mandato  o  dell'incarico  dei  soggetti,  salve  le informazioni  concernenti   la   situazione   patrimoniale   e,   ove consentita, la dichiarazione del coniuge non separato e  dei  parenti entro il secondo grado, che vengono pubblicate fino  alla  cessazione dell'incarico o del mandato. Decorsi detti termini, i relativi dati e documenti sono accessibili ai sensi dell'articolo 5.)) 

 

Vista la chiarezza della norma non mi dilungo, ma ricordo che già tempo addietro focalizzi l’attenzione su tutti gli errori che si stavano compiendo , rimando a:

La prova che il PTTI proposto alle scuole è inadeguato.

PTTI PROPOSTO ALLE ISTITUZIONI SCOLASTICHE “INADEGUATO

Nuovo decreto sulla trasparenza e FOIA, obblighi anche per le Istituzioni Scolastiche.

 

Scheda per la predisposizione relazione art 1 comma 14 L. 190/12 , entro il 16 gennaio 2017, della relazione annuale del Responsabile della prevenzione della corruzione

cit . e fonte ANAC

Data di aggiornamento 5 dicembre 2016

Di seguito è pubblicata la scheda che i Responsabili della prevenzione della corruzione sono tenuti a compilare per la predisposizione della relazione prevista all’art. 1, comma 14, della legge n. 190/2012 sull’efficacia delle misure di prevenzione definite nei Piani triennali di prevenzione della corruzione.
Rispetto alla scheda pubblicata nel 2015, l’Autorità non ha apportato modifiche, pertanto, la struttura del documento è rimasta invariata.
La scheda è rivolta anche alle società, agli enti di diritto privato in controllo pubblico e agli enti pubblici economici che la utilizzano, per quanto compatibile, con riferimento alle misure anticorruzione adottate. 
La Relazione dovrà essere pubblicata esclusivamente sul sito istituzionale di ogni ente, entro il 16 gennaio 2017, nella sezione “Amministrazione trasparente”, sottosezione “Altri contenuti-Corruzione”.

Scheda_Relazione_RPC_2016.xlsx

ISO 37001 .

Convegni… La ISO 37001 come asset per prevenire la corruzione nel settore pubblico e privato
iBV – Gli Incontri di Bureau Veritas – n.427
Napoli

12/12/16

 

ISO ha appena pubblicato uno specifico standard in materia di prevenzione della corruzione. 
La norma ISO 37001 diventerà un asset importante per le organizzazioni, pubbliche e private per dare una risposta sistematica alle disposizioni regolamentari cogenti in materia, come, ad esempio, il D. Lgs 231/01, la legge 190/92 e le recenti misure del ”Pacchetto Anticorruzione”.

Tale norma, pensata per aiutare le organizzazioni pubbliche e private di qualsiasi dimensione a prevenire il compimento di atti corruttivi, specifica le misure e i controlli che un’organizzazione è chiamata ad adottare per prevenire la corruzione.

Bureau Veritas Italia propone un seminario gratuito di aggiornamento per illustrare i contenuti della norma ISO 37001, all’interno del contesto normativo nel quale si inserisce.  
Nel corso dell’incontro saranno presentati anche testimonianze aziendali su casi reali di implementazione di modelli organizzativi orientati alla prevenzione della corruzione.

 

PROGRAMMA

 

9.00 Registrazione partecipanti

9.15 Presentazione e Benvenuto
9.30 La norma ISO 37001 e i suoi profili applicativi e di certificazione
I profili di responsabilità in materia di corruzione per le imprese e la Pubblica Amministrazione
Federico Bergaminelli Presidente Istituto Italiano Anticorruzione- Esperto in Risk Management & Compliance
10.00 La norma ISO 37001 e i suoi profili applicativi e di certificazione
Fulvio Iervolino, Zone Sales Coordinator, Bureau Veritas Italia
10.30 L’integrazione della norma ISO 37001 con i modelli di prevenzione previsti per il settore pubblico e privato
Gennaro De Crescenzo, Fellow member Istituto Italiano Anticorruzione 
11.00 Coffee Break
11.15 La Prevenzione della Corruzione nei Comuni in attuazione del Piano Nazionale Anticorruzione
Vincenzo De Prisco, Vice Presidente Istituto Italiano Anticorruzione, Esperto anticorruzione nella Pubblica Amministrazione
11.45 Case History – I programmi di Compliance anti-corruzione nelle imprese – Testimonianze aziendali
Antonio Cavallaro Compliance Manager, Takeda Pharmaceuticals International 
12.30 Q&A e Conclusioni

Il seminario avrà luogo a Napoli, presso l’Hotel Holiday Inn presso il Centro Direzionale Isola E/6, in Via Aulisio.
Le iscrizioni sono aperte. I posti sono limitati. Si richiede di inviare la propria adesione entro il 7 dicembre 2016.

 

In allegato la locandina dell’evento.

 

Questo invece il link per l’iscrizione all’evento – GRATUITO- e di gran prestigio, relatori ECCELLENTI.

 

http://www.bureauveritas.it/home/Event_Registration_Form?sessionNumber=0&eventTitle=CS427-iso37001-napoli&eventDate=12/12/2016

Locandina_iBV427_ISO37001_NA.pdf

Regolamento accesso civico come modificato dall’articolo 6 del D-Lgs 97/16 (FOIA)

Occorre entro pochi giorni adottare il nuovo regolamento sull’accesso civico.

Allego un modello standard ove occorre cambiare la dicitura ENTE con la propria denominazione e modificare gli identificativi dell’istituto di credito / tesoreria.

 

Questo documento modificato, assieme al nominativo del responsabile e di chi esercita il potere sostitutivo deve essere inserito in AT , altri contenui, accesso civico.

 

 

regolamento_accesso.docx

Art 9 comma 7 D.L. 179/12

Si ricorda che entro il 31/12/2016 occorre individuare formalmente il responsabile dell’accessibilità.

Questo adempimento deve essere fatto solo da chi a Marzo  ha comunicato all’Agid gli obiettivi.

Per qualsiasi chiarimento contattatemi.

 

in allegato un modello tipo da compilare , personalizzare e pubblicare in area AT Altri contenuti Accessibilità e catalogo di dati metadati e banche dati, come da delibera ANAC 50/13

Decreto_di_nomina_responsabile_e_referente_accessibilita.docx

Controlli antimafia gare di appalto

« Io ne ho viste cose che voi umani non potreste immaginarvi:

navi da combattimento in fiamme al largo dei bastioni di Orione,

e ho visto i raggi B balenare nel buio vicino alle porte di Tannhäuser.

E tutti quei momenti andranno perduti nel tempo,come lacrime nella pioggia.
È tempo di morire.

 

Io ho anche visto rallentare le procedure di gara e di aggiudicazione ( si sono due procedure diverse , e non le uniche) con complicazioni assurde.

Sapete come si definisce l’illecito nella PA ?  Qualsiasi atto non contemplato dalle procedure ( cit. A.Falzea).

Fare controlli in più, non utilizzare procedure snelle,  non è prova di maggior vigilanza, è solo sintomo di inefficenza della macchina pubblica ( articolo 97 Costituzione bella e sacra)


In ogni caso viste le copiose richieste ricevute per i controlli antimafia ( che correttamente si chiamano comunicazione ed informazione e non sono sinonimi ) mi piace ricordare che nel 2010 coll’entrata in vigore della L. 136/10 ci fu delega legislativa poi attuata con il D.lgs 159/11 ( codice Antimafia) che disciplina i controlli sulle imprese.  L’articolo di riferimento ( collegato al vecchio 38 del 163/06 ed all’80 del 50/16) è il numero 83 che riporto. Come mia consuetudine non commento la norma, ma vi rendo lo strumento per agire.

Basta con improvvisazioni e con le SUPERCAZZOLE.

 

Art. 83 Ambito di applicazione della documentazione antimafia

1. Le pubbliche amministrazioni e gli enti pubblici, anche costituiti in stazioni uniche appaltanti, gli enti e le aziende vigilati dallo Stato o da altro ente pubblico e le societa’ o imprese comunque controllate dallo Stato o da altro ente pubblico nonche’ i concessionari di opere pubbliche, devono acquisire la documentazione antimafia di cui all’articolo 84 prima di stipulare, approvare o autorizzare i contratti e subcontratti relativi a lavori, servizi e forniture pubblici, ovvero prima di rilasciare o consentire i provvedimenti indicati nell’articolo 67.

2. La disposizione di cui al comma 1 si applica ai contraenti generali di cui all’articolo 176 del decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163, di seguito denominati «contraente generale».

3. La documentazione di cui al comma 1 non e’ comunque richiesta:

a) per i rapporti fra i soggetti pubblici di cui al comma 1;

b) per i rapporti fra i soggetti pubblici di cui alla lettera a) ed altri soggetti, anche privati, i cui organi rappresentativi e quelli aventi funzioni di amministrazione e di controllo sono sottoposti, per disposizione di legge o di regolamento, alla verifica di particolari requisiti di onorabilita’ tali da escludere la sussistenza di una delle cause di sospensione, di decadenza o di divieto di cui all’articolo 67;

c) per il rilascio o rinnovo delle autorizzazioni o licenze di polizia di competenza delle autorita’ nazionali e provinciali di pubblica sicurezza;

d) per la stipulazione o approvazione di contratti e per la concessione di erogazioni a favore di chi esercita attivita’ agricole o professionali, non organizzate in forma di impresa, nonche’ a favore di chi esercita attivita’ artigiana in forma di impresa individuale e attivita’ di lavoro autonomo anche intellettuale in forma individuale;

e) per i provvedimenti gli atti, i contratti e le erogazioni il cui valore complessivo non supera i 150.000 euro.

 

 

Non rallentate il vostro e l’altrui lavoro con cose inutili.

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Linee GUIDA ANAC

Per semplicità vi allego le prime quattro linee guida ANAC.

 

 

Linea_guida_n1SIA___1411016.pdf
Linee_Guida_OEPV___n__2_1005_2016_1.pdf
Determina1096_Linee_Guida_N3.pdf
Linee_guida_n4_Del_1097_2016.pdf

Trattativa diretta MEPA

Da qualche mese, come già precedentemente detto, sul Mepa, in attuazione del D.lgs 50/16 è stato introdotto un nuovo metodo di acquisto, quello della trattativa diretta ( si negozia con una sola ditta partendo da un prodotto o da un catalogo).

Il sistema  dà la possibilità di avviare due diverse tipologie di Trattativa Diretta espressamente previste dalla legge (D.Lgs. 50/2016):

1. Affidamento Diretto: ai sensi dell’art. 36, comma 2, lett. A del D.Lgs. 50/2016

2. Procedura negoziata: senza previa pubblicazione del bando, con un solo operatore economico, ai sensi dell’art. 63 D.Lgs. 50/2016.

Vista l’eccelsa qualità della guida e delle istruzioni istituzionali non mi dilungo a descrivere la procedura e vi invito a leggere l’allegata guida.

 

Guida_alla_trattativa_diretta_28sett.pdf

Pubblicata LG n.2 ANAC Offerta economicamente più vantaggiosa

L’argomento è già più volte stato trattato dallo scrivente, le LL.GG:, ricalcano fedelmente gli allegati al vecchio DPR 207/10.

In allegato il materiale ANAC.

 

Linee_Guida_OEPV___n__2_1005_2016.pdf

Aggiornamento dei prezzi di riferimento della carta in risme, ai sensi dell’art. 9, comma 7 del d.l. 66/2014

Sono stati aggiornati i prezzi di riferiemento dell carta da stampa e copia.

In allegato trovate il folglio di calcolo e le istruzioni ANAC, si consiglia di allegare il foglio ad ogni determinazione.

Ricordo l’obbligatorietà del confronto rimandandovi ai seguenti post :

http://www.rtd.cloud/deprisco/archivio-circolari/circolari-isa-e-pa-dal-01092011/item/170-i-prezzi-di-riferimento-introdotti-dallarticolo-9-del-dl-66/14

 

 

Foglio_di_calcolo_del_prezzo_di_riferimento_della_carta_in_risme.xlsx
Guida_alla_compilazione_del_foglio_di_calcolo.pdf

Quando la burocrazia si veste di poesia e di giustizia sociale.

Ero ragazzino quando mi avvicinai grazie a Nonno Carmine alla burocrazia  che si stava “sburocratizzando” spava prendendo sembianze e soprattutto atteggiamenti più umani, avevo quindici anni quando circa quando furono promulgate la 241/90 e la 142/90.

Si parlava di responabile del procedimento e di difensore civico figure che che sono purtroppo state investite di procedure che ne hanno ridicolizzato il concetto iniziale molto simle alla nobile figura dell’ombudsman svedese dell’ 800.

Poi finalmente rinasce la figura del difensore civico, questa volta “digitale”, l’ombudsman 2.0, anzi, 3.0 nel nuovo codice dell’amministrazione digitale all’articolo 17.

Difensore, che il potere sia con te, e che tu possa giovare di tale potere.

Adeguatevi mie cari clienti, il countdown per il 14/01/2017 è iniziato.

 

NUOVO CAD IN GAZZETTA

Pubblicato il D.lgs 179/16, come anticipato è pieno di modifiche ed integra il regolaemtno 910/2014/UE.

 

Da oggi tutti i siti web, il flusso documentale non disciplinato e ….l’improvvisazione di molti sono fuorilegge.

ecco il link del 179/16

 

http://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:decreto.legislativo:2016-08-26;179!vig=

Benvenuti nella nuova era, CAronte Vincenzo De Prisco.

Linee guida AGID. Pubblicazione

Sono state pubblicate le prime linee guida volute dall’Agid e dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri.

Queste LLGG sono state sviluppate nell’ambito del FORUM SULLA CONSERVAZIONE DIGITALE del quale sono membro.

LE prime indcazioni rguardano :

* Titolario di classificazione per il protocollo della PA

* Redazione di linee guida sulla pubblicità legale dei documenti e sulla conservazione dei siti web delle PA ( dove io sono co-firmatario)

GLi argomenti sono di estrema attualità e strategici per l’attuazione del regolamento eIDAS, il DPCM 13/12/13 e 13/11/14, nonchè del nuovo prossimo CAD.

Invito tutte le PA a rivedere bene i propri processi interni.

Il countdown è iniziato e manca poco tempo per mettersi in regola.

Questo il link del materiale messo a disposizione dall’AgID e dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri.

 

 

 

Slittato al 12/12/2016 il principio del c.d. DIGITAL FIRST, ma…….

Slittato al 12/12/2016  il principio del c.d. DIGITAL FIRST, ma il regolamento 910/2014/EU resta vigente, quindi attenzione al nuovo concetto di docuemnto informatico.

La notizia che già vi avevo anticipato è intimamente legata all’imminente pubblicazione del nuovo CAD ( proprio oggi scade il termine dalla presentazione della L. 124/2015).

La norma uscente avrà il tenore di TU ed integrera regolamenti e norme italiane .

A ssttembre Inoltre andranno il ubblica consultazioen le LLGG SUI SITI WEB PA .

A breve il calendario della formazione.

per info VINCENZO DE PRISCO 3389141276

 

 

Oltre alla RDO ed all’ODA…TRATTATIVA DIRETTA

Nell’ambito del MEPA viene istituita la possibilità di utilizzare una nuova procedura per eseguire l’affidamento.

Oltre all’Ordine Diretto e alla Richiesta di Offerta, gli utenti delle Pubbliche Amministrazioni potranno selezionare nel Carrello degli acquisti la “Trattativa Diretta”.

La trattativa diretta si configura infatti come una modalità di negoziazione, semplificata rispetto alla tradizionale RDO, rivolta ad un unico operatore economico.

Come la RdO, la Trattativa Diretta può essere avviata da un’offerta a catalogo o da un oggetto generico di fornitura (metaprodotto) presente nella vetrina della specifica iniziativa merceologica. Non dovendo garantire pluralità di partecipazione, la Trattativa Diretta non ne presenta le tipiche richieste informative (criterio di aggiudicazione, parametri di peso/punteggio, invito dei fornitori, gestione dei chiarimenti, gestione delle Buste di Offerta, fasi di aggiudicazione). Viene indirizzata ad un unico Fornitore, e risponde a due precise fattispecie normative:

  • Affidamento Diretto, con procedura negoziata , ai sensi dell’art.36, comma 2, lettera A) – D.Lgs. 50/2016
  • Procedura negoziata senza previa pubblicazione del bando, con un solo operatore economico , ai sensi dell’art.63 D.Lgs. 163/2006 163/2006 (per importi fino al limite della soglia comunitaria nel caso di Beni e Servizi, per importi fino a 1 milione di € nel caso di Lavori di Manutenzione)


Gli oggetti di fornitura richiesti possono appartenere anche a Bandi diversi, in tal caso il Fornitore dovrà essere abilitato a tutti i Bandi oggetto della trattativa per poter sottomettere la propria offerta.

Come per la RDO, anche nella trattativa diretta le operazioni di trasmissione della richiesta, di risposta del fornitore e dell’eventuale formalizzazione del contratto, vanno effettuate a sistema, secondo le consuete modalità di formalizzazione (caricamento a sistema dei documenti firmati digitalmente).

Tanto caldo ? AFA ? Eccovi la doccia fredda. Buon FERRAGOSTO. DPCM 13/11/14 e riforma CAD .

Con questo caldo e questa afa ci voleva una DOCCIA GHIACCIATA.

A partire dal 12 agosto 2016, tutte le amministrazioni dovranno abbandonare il concetto del PAPER FIRST ed avvicinarsi al concetto del DIGITAL FIRST.

Non assisteremo allo switch – off come qualche venditore “di software” vuol far credere, e più avanti vedremo anche che l’adeguamento non può farsi con alcun software se non quelli che già tutti utilizziamo ( male, ma utilizziamo).

Come sempre tra le PPAA sono tutte incluse come recita chiaramente l’articolo 2 del DPCM 13/11/14 rimandando all’articolo 2 del D.Lgs 82/05 che riporto
Art. 2 Finalita’ e ambito di applicazione 1. Lo Stato, le Regioni e le autonomie locali assicurano la disponibilita’, la gestione, l’accesso, la trasmissione, la conservazione e la fruibilita’ dell’informazione in modalita’ digitale e si organizzano ed agiscono a tale fine utilizzando con le modalita’ piu’ appropriate le tecnologie dell’informazione e della comunicazione. ((2. Le disposizioni del presente codice si applicano alle pubbliche amministrazioni di cui all’articolo 1, comma 2, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, nel rispetto del riparto di competenza di cui all’articolo 117 della Costituzione, nonche’ alle societa’, interamente partecipate da enti pubblici o con prevalente capitale pubblico inserite nel conto economico consolidato della pubblica amministrazione, come individuate dall’Istituto nazionale di statistica (ISTAT) ai sensi dell’articolo 1, comma 5, della legge 30 dicembre 2004, n. 311.)) 2-bis. ((COMMA ABROGATO DAL D.LGS. 30 DICEMBRE 2010, N. 235)). ((3. Le disposizioni di cui al capo II, agli articoli 40, 43 e 44 del capo III, nonche’ al capo IV, si applicano ai privati ai sensi dell’articolo 3 del decreto del Presidente della Repubblica 28 dicembre 2000, n. 445, e successive modificazioni.)) 4. Le disposizioni di cui al capo V, concernenti l’accesso ai documenti informatici, e la fruibilita’ delle informazioni digitali si applicano anche ai gestori di servizi pubblici ed agli organismi di diritto pubblico. 5. Le disposizioni del presente codice si applicano nel rispetto della disciplina rilevante in materia di trattamento dei dati personali e, in particolare, delle disposizioni del codice in materia di protezione dei dati personali approvato con decreto legislativo 30 giugno 2003, n. 196. I cittadini e le imprese hanno, comunque, diritto ad ottenere che il trattamento dei dati effettuato mediante l’uso di tecnologie telematiche sia conformato al rispetto dei diritti e delle liberta’ fondamentali, nonche’ della dignita’ dell’interessato. 6. Le disposizioni del presente codice non si applicano limitatamente all’esercizio delle attivita’ e funzioni di ordine e sicurezza pubblica, difesa e sicurezza nazionale, e consultazioni elettorali. ((Con decreti del Presidente del Consiglio dei Ministri, tenuto conto delle esigenze derivanti dalla natura delle proprie particolari funzioni, sono stabiliti le modalita’, i limiti ed i tempi di applicazione delle disposizioni del presente Codice alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, nonche’ all’Amministrazione economico-finanziaria.))”

 

Dopo anni di annunci perché questa volta dovrebbe essere quella buona?

In realtà, la scadenza di agosto è realmente cruciale e cade – ironia della sorte – proprio nei giorni in cui è alle battute finali l’adozione del decreto attuativo della Riforma Madia (art. 1 Legge n. 124/2015) che riformerà in modo importante il Codice dell’Amministrazione Digitale (CAD).
Visto che però la confusione sugli adempimenti è ancora grande, può essere utile provare a fare ordine e capire cosa le amministrazioni sono tenute a fare prima del 12 agosto.

Le regole tecniche sul documento informatico

Andiamo con ordine. Il termine dell’11 agosto è posto da una norma ben precisa: si tratta dell’art. 17, comma 2, del DPCM 13 novembre 2014 che contiene le Regole tecniche attuative del Codice dell’Amministrazione Digitale (D. Lgs. n. 82/2005) in materia di formazione, trasmissione, copia, duplicazione, riproduzione e validazione temporale dei documenti informatici.

Un adeguamento complesso, che riguarda tutte le pubbliche amministrazioni  nonché le società partecipate dalle pubbliche amministrazioni e inserite nel conto economico consolidato della pubblica amministrazione. Questi soggetti, entro l’11 agosto, sono tenuti:

  • a formare gli originali informatici nel rispetto di precise regole in materia di formati, metadati, accessibilità;
  • a formare, con modalità altrettanto precise, i fascicoli di procedimento, i repertori e i registri;
  • a seguire le procedure indicate dalle regole tecniche per certificare la conformità delle copie informatiche (es. scansioni) dei documenti analogici pervenuti agli uffici.

Si tratta di un adeguamento sotto un triplice profilo: tecnologico, organizzativo e giuridico (modificando i regolamenti e i Manuali già adottati dagli enti, come quello sulla Gestione documentale già obbligatorio ai sensi del DPCM 3 dicembre 2013).

Naturalmente, a valle di tale adeguamento, si rende indispensabile un’attività di formazione del personale volta a far conoscere le nuove modalità di lavoro a tutti i soggetti coinvolti nella gestione dei procedimenti e nella formazione dei documenti.

Tuttavia, le Regole tecniche sul documento informatico – complici anche i tanti altri adempimenti normativi che hanno riguardato le amministrazioni in questo ultimo anno e mezzo – sono però passate ben presto nel dimenticatoio e, salvo un numero pure cospicuo di eccezioni, la sensazione è che la gran parte delle PA sia ben lontana dal completare il processo di adeguamento che dovrebbe concludersi prima di ferragosto.

Si tratta, in particolare, dell’obbligo di redigere gli originali dei documenti delle pubbliche amministrazioni come documenti informatici e dell’obbligo di aprire un fascicolo informatico per ogni procedimento amministrativo di competenza dell’ente.

Quanto al primo, è indispensabile ricordare come l’art. 40, comma 1, CAD rubricato “Formazione di documenti informatici”, introduce il seguente obbligo: “le pubbliche amministrazioni formano gli originali dei propri documenti con mezzi informatici secondo le disposizioni di cui al presente codice e le regole tecniche di cui all’articolo 71”. La norma stabilisce un preciso precetto: i documenti delle pubbliche amministrazioni devono essere prodotti esclusivamente in modalità informatica, secondo le modalità previste proprio dalle Regole Tecniche contenute dal DPCM 13 novembre 2014 (il cui termine per l’adeguamento scade l’11 agosto 2016).

La dematerializzazione dei flussi documentali all’interno delle pubbliche amministrazioni non rappresenta solo un’opportunità o un percorso volto al raggiungimento di livelli di maggior efficienza, efficacia, trasparenza, semplificazione e partecipazione, ma costituisce – finalmente –  una precisa ed improrogabile scadenza normativa.

Non rispettare questa norma (a partire dal 12 agosto 2016) esporrà sicuramente le amministrazioni a contestazioni sulla legittimità degli atti (come le delibere e le determine, i decreti e le ordinanze) dal momento che una norma di legge ben precisa individua dei requisiti di forma specifici per i documenti delle pubbliche amministrazioni (che dovranno essere informatici).

Ce n’è abbastanza, quindi, per dire addio ai documenti cartacei. Infatti, come sa chiunque abbia una minima dimestichezza con il diritto amministrativo, una previsione di questo tipo ha l’ovvia conseguenza di incidere sulla legittimità degli atti (e quindi sulle responsabilità di tutti i soggetti che dovessero formare dei documenti in modo diverso rispetto a quanto previsto dalle regole tecniche).

Il fascicolo informatico è realizzato, nel rispetto delle regole tecniche contenute nel DPCM 13 novembre 2014, garantendo la possibilità di essere direttamente consultato ed alimentato da tutte le amministrazioni coinvolte nel procedimento (e nel quale dovranno confluire anche i documenti che continuassero ad arrivare come cartacei).

Anche questa rappresenta una piccola rivoluzione copernicana per le pubbliche amministrazioni, vista la centralità che il fascicolo del procedimento riveste nell’attività quotidiana degli uffici pubblici.

Obblighi che non rimangono “sulla carta”

L’adeguamento al DPCM 13 novembre 2014 è un lavoro obbligatorio e articolato, reso ancora più complesso dal necessario coordinamento con le attività poste in essere sulla base delle Regole tecniche sul protocollo informatico e sulla conservazione dei documenti informatici.Alla luce di queste brevi considerazioni è quindi possibile affermare come quella dell’11 agosto sia probabilmente una delle più importanti scadenze nella ultradecennale (e travagliata) storia della PA digitale italiana. Il punto di partenza imprescindibile per le future sfide legate all’erogazione di servizi on line a cittadini e imprese.Una scadenza che, come è ovvio, non troverà tutti pronti e – molto probabilmente –  genererà contenziosi sull’efficacia e sulla validità dell’attività amministrativa posta in essere dalle amministrazioni inadempienti.

 

 

PNA 2016

Oggi il Comitato interministeriale per la prevenzione e il contrasto della corruzione e dell’illegalità nella pubblica amministrazione presieduto dal Ministro Madia e composto, oltre che dal Presidente del Consiglio e dal Ministro per la pubblica amministrazione e per la semplificazione, dal Ministro della Giustizia e dal Ministro dell’Interno ha espresso il proprio parere favorevole sul Piano Nazionale Anticorruzione 2016 approvato in via definitiva dall’Autorità il 6 luglio scorso.
Dopo il parere favorevole avuto anche dalla Conferenza Unificata Stato, Regioni e Autonomie locali espresso il 21 luglio, a partire dal 3 agosto il PNA verrà pubblicato sul sito dell’Autorità, unitamente alla relazione sulle osservazioni ricevute, e, successivamente, in Gazzetta Ufficiale.
Si tratta del primo PNA adottato dall’Autorità a seguito della riforma del d.l. 90/2014 e costituisce un atto di indirizzo per le amministrazioni chiamate ora ad adottare o ad aggiornare concrete e effettive misure di prevenzione di fenomeni corruttivi.

il testo è preso dal sito ANAC.


Scadenza di metà Agosto… nullità degli atti.

Si ricorda della scadenza di metà Agosto, quello dell’attuazione del DPCM 13/11/14 che assieme al DPCM 03/12/13, ripropone in via definitiva l’adozione di in MODELLO ORGANIZZATIVO per la gestione dei docuemnti amministrativi informatici.

Ogni atto difforme sarà nullo, cambia il work-flow del procedimento amministrativo e quindi occorre rivedere tutti processi di input e di output della PA, anche l’attività negoziale sarà fallace se non ci adeguimo.

Pe ril momento il link le norme principali :

Regole tecniche in materia di formazione, trasmissione, copia, duplicazione, riproduzione e validazione temporale dei documenti informatici

Regole tecniche per il protocollo informatico ai sensi degli articoli 40 -bis , 41, 47, 57 -bis e 71, del Codice dell’amministrazione digitale di cui al decreto legislativo n. 82 del 2005

Regolamento 910/2014

Occorre rinnovare tutti i siti web con la possibilità di istanze ordinarie e straordinarie conformemente col regolamento eIDAS.

Si organizzano corsi di aggiornamento nei primi giorni di AGOSTO ! PER ESSERE PRONTI.

per qualsiasi supporto dott. Vincenzo De Prisco cell 3389141276, attenzione tra poco gli atti come ad oggi formati saranno nulli.

 

Errata corrige codice degli appalti

Pubblicato in Gazzetta Ufficiale, Serie generale, n. 164 del 15.07.2016, il comunicato contenente avviso di rettifica e di errata corrige al D.Lgs. 18 aprile 2016, n. 50, recante: «Attuazione delle direttive 2014/23/UE, 2014/24/UE e 2014/25/UE sull’aggiudicazione dei contratti di concessione, sugli appalti pubblici e sulle procedure d’appalto degli enti erogatori nei settori dell’acqua, dell’energia, dei trasporti e dei servizi postali, nonche’ per il riordino della disciplina vigente in materia di contratti pubblici relativi a lavori, servizi e forniture».

 

 

Le rettifiche sono state pubblicate dopo quasi 3 mesi della pubblicazione del decreto:

 

 

  • contengono circa 170 modifiche su un testo composto da 220 articoli;
  • modificano circa 100 articoli su 220 (il 44% dell’articolato);
  • le modifiche in larga parte riguardano riferimenti errati contenuti all’interno dell’articolato.

 

Critiche, nei mesi passati, erano arrivate dall’ANCE, che aveva chiesto modifiche alla disciplina delle procedure negoziate e aveva sottolineato, fra le altre cose, come fosse oggettivamente difficile aggiudicare appalti con l’offerta economicamente più vantaggiosa su un progetto esecutivo e improprio o prevedere tale criterio per un appalto semplice da poco più di un milione di euro.

 

Il nuovo Codice dei Contratti pubblici, entrato in vigore il 19 Aprile scorso, è stato adottato con un unico decreto legislativo assicurando sia il recepimento della Direttiva dell’Unione Europea che il riordino complessivo della normativa di settore.

 

In questa fase iniziale, tra l’altro, le difficoltà incontrate dalle stazioni appaltanti hanno generato una notevole riduzione del numero di procedure di affidamento degli appalti avviati, che potrebbe comportare gravi ripercussioni ad un settore che da lungo tempo è in grave sofferenza.

eIDAS

Oggi 1 Luglio 2016 , entra in vigore il Regolamento UE 910/2014, c.d. eIDAS, che tutti gli stati membri dell’Europa di fatto hanno già recepito in materia di identificazione elettronica e servizi fiduciari per le transazioni elettroniche e firme elettroniche.

Per quanto concerne l’Italia, il nuovo codice dell’amministrazione digitale CAD, che dovrà provvedere appunto a chiarire alcuni aspetti del Regolamento eIDAS in seno soprattutto al sigillo elettronico, la definizione di documento informatico e valore probatorio delle firme elettroniche e altro, è attualmente allo studio delle Camere anche se circola in rete già la bozza.

Ma in pratica, quali sono gli elementi più importanti che introduce l’eIDAS  ? Ecco i 7 punti fondamentali :

 

  • Basterà avvalersi del sigillo elettronico, invece della firma elettronica qualifica , in tutti i casi in cui sia sufficiente garantirne l’autenticità ed l’integrità del documento o del record (codici, database, log, video, audio, fatture elettroniche verso la PA e verso i privati, documenti che non hanno necessità di sottoscrizione).
  • La nuova definizione di documento elettronico che è ” qualsiasi contenuto conservato in forma elettronica , in particolare testo o registrazione sonora, visiva o audiovisiva”.
  • Vengono rafforzate le regole tecniche di formazione e conservazione dei documenti informatici del DPCM del 13 Novembre 2014 e del DPCM del 3 Dicembre 2013.
  • Ad una firma elettronica non possono essere negati gli effetti giuridici e l’ammissibilità come prova in procedimenti giudiziali per il solo motivo della sua forma elettronica o perché non soddisfa i requisiti per firme elettroniche qualificate.
  • Viene rafforzata la funzione dichiarativa della firma elettronica che viene infatti definita all’art. 3 come «dati in forma elettronica, acclusi oppure connessi tramite associazione logica ad altri dati elettronici e utilizzati dal firmatario per firmare». La firma elettronica è quindi uno strumento per firmare, da utilizzarsi tipicamente per esprimere un consenso.
  • I certificatori che offrono servizi fiduciari, dovranno adeguarsi in parte alle nuove direttive.
  • La PEC di fatto è un servizio fiduciario non qualificato, quindi dovrà essere adeguata.

La prova che il PTTI proposto alle scuole è inadeguato.

Invio lo stralcio del portale della Presidenza del CdM e del Ministero della PPAA e semplificazione che sottolinea l’inutilità di adeguarsi al PTTI ma invita ad adeguarsi al FOIA ( Piano di coordinamento)

 

Avviso Importante

Il nuovo Decreto legislativo sulla trasparenza (noto anche come FOIA), approvato nel corso del Consiglio dei Ministri di lunedì 16 maggio 2016, è stato pubblicato nella G.U. n.132 del 8-6-2016.

Tale Decreto comporta, tra gli adempimenti richiesti alle pubbliche amministrazioni, anche la revisione e l’adeguamento dei documenti, delle informazioni e dei dati pubblicati sui siti istituzionali.

E’ inoltre previsto (art. 42) che le pubbliche amministrazione siadeguino alle modifiche introdotte entro sei mesi dalla data di entrata in vigore del Decreto stesso.

Ciò premesso, al fine di evitare che l’utilizzo della Bussola della trasparenza restituisca a coloro che la utilizzano informazioni e dati non corretti, ne viene temporaneamente disabilitato l’uso.

La Bussola verrà riattivata al completamento delle modifiche necessarie per rendere il sistema conforme a quanto previsto dal FOIA.

PTTI PROPOSTO ALLE ISTITUZIONI SCOLASTICHE “INADEGUATO”

PTTI USR CAMPANIA .

 

L’USR Campania ha inviato alle I.S. un modello di PTTI per agevolarle nella redazione del piano.

 

“STRANAMENTE” è sfuggito che il piano non dovrà più chiamarsi PTTI ma “Coordinamento con

 

il Piano triennale per la prevenzione della corruzione” come chiaramente detto all’articolo 10

 

comma 1 lettera a) del D.lgs 97/16.

 

A ben vedere, inoltre, sono richiamate nelle “norme di riferimento” anche quelle inapplicabili alle Istituzioni Scolastiche, e.g. l’articolo 14 del 33/13 che verrà modificato intimamente a partire dall’entrata in vigore del D.Lgs 97/16 .

 

Ancora è importantissimo ricordare che il FOIA, gli appalti ed il CAD viaggeranno di pari passo quindi è chiaramente inadeguato il PTTi che dovrebbe chiamarsi COORDINAMENTO CON il PTPC .

 

E’ inadeguato anche perché stereotipato, occorre solo mettere nome dell’ISA e del DS, un po’ come se in in piano di sicurezza dei lavoratori cambiassimo solo il nome del Titolare.

 

Vi invito a riflettere sulle scelte, anche perché la verifica sull’adeguatezza del piano è onere dell’ANAC e non dell’USR , e negli ultimi mesi MIUR, USR ed associazioni ne hanno fatto di gaffe sull’anticorruzione , ma non voglio fare polemiche, in fondo per tutti resto un “terrorista dell’informazione”.

 

Altra cosa “strana” è la stipulazione richiesta del patto d’integrità con i fornitori, che voglio ricordare è obbligatorio per avere il rating d’impresa, elemento ormai essenziale per contrarre la PA, cfr art 83 comma 10 D.Lgs 50/16.

 

Questo è la prova che il detto meglio tardi che mai non funziona nella PA.

Si consiglia anche di leggere :

Nuovo decreto sulla trasparenza e FOIA, obblighi anche per le Istituzioni Scolastiche.

Pubblicato il D.Lgs 97/2016 attuativo dell’articolo 7 L. 124/2015

Fasi del Nuovo codice appalti

Procedura nomina RT e RPC

Chiarimenti sul PTTI

 

 

 

Nuovo decreto sulla trasparenza e FOIA, obblighi anche per le Istituzioni Scolastiche.

Il D.Lgs 97/2016 è rivolto a tutte le PA ed a tutte le istituzioni anche privatistiche che sono richiamate direttamente dal decreto.

 

Chiaramente siamo ben lontani da una disciplina che avrebbe dovuto introdurre in Italia in paradigma del FOIA , ma già a parlarne è una buona cosa.

 

 

 

Il D.Lgs in esame in realtà modifica, novandolo, il vecchio 33/13 raccogliendo alcune perplessità trattate in dottrina e tramutandole in legge scritta .

 

L’articolo 3 come già detto fa chiarezza sull’ambito di applicazione della nuova disciplina sulla trasparenza richiamando l’articolo 1 comma 2 del D.Lgs 165/01, ed aggiungendo “nero su bianco” in maniera direi ripetitiva gli altri destinatari dell’applicazione normativa.

 

L’articolo 4, all’ultimo richiamo , introduce una chiara clausola di salvaguardia delegando l’ANAC ad una disciplina semplificativa per i comuni con popolazione inferiore ai 15000 abitanti e per gli Ordini Professionali .

 

E’ importante notare che non c’è nessuna deroga per le Istituzioni Scolastiche, come già ampliamente trattato da una parte di esperti “non faziosi” cfr. lo scrivente ed Orizzonte Scuola, oltre che dall’ Huffington Post .

 

Tralasciando il fulcro del nostro proto-FOIA, cioè le modifiche all’articolo 5 del 33/13 apportate dal D.Lgs 97/2016 entrerei nel tecnico analizzando gli istituti che hanno creato maggiori problemi applicativi .

 

L’articolo 13 d D.lgs 97/2016 cambia l’articolo 14 del D.Lgs 33/13 sin dalla rubricazione che da “Obblighi di pubblicazione concernenti i componenti degli organi di indirizzo politico “ diventa

 

Obblighi di pubblicazione concernenti i componenti degli organi di indirizzo politico “ .

 

Ma la più incisiva modificazione è palesata dal comma b dell’articolo 1 dello stesso articolo che trasforma ( con grossa mia soddisfazione e di tutti i tecnici del settore ) “le pubbliche amministrazioni pubblicano con riferimento a tutti i propri componenti” in “lo Stato, le regioni e gli enti locali pubblicano”

 

Questa importante variazione permette di non applicare più l’articolo 2 della L. 441/82 alle piccole realtà, procedura gravosa e che diverse volte ha creato più danni interni che vantaggi pubblicistivi verso l’esterno .

 

Altra modifica incisiva è data all’articolo 15 del decreto trasparenza dall’articolo 14 dl c.d. FOIA, infatti il monitoraggio ora è spostato solo sugli incarichi di collaborazione e consulenza tralasciando gli incarichi dirigenziali .

 

 

Il punto cruciale del decreto tuttavia è da ricercarsi all’articolo 42, le disposizioni transitorie, ove è chiarito che :

* tutte le PA ( e gli altri coinvolti ) devono adeguarsi entro un anno facendo una ricognizione di tutti gli adempimenti di cui sono manchevoli in modo da poter utilizzare meglio gli “OPEN DATA”, tenendo anche conto dell’allegato B del D.Lgs 97/2016 che riporto in copia subito appresso .

     ALLEGATO B (articolo 9-bis)         ==================================================================  |   |              |            |                 |   Obblighi   |  |   |              |  Amm. che  |     Norma/e     | previsti dal |  |   |  Nome della  | detiene la |  istitutiva/e   | d.lgs. n. 33 |  |   |  banca dati  | banca dati |della banca dati |   del 2013   |  +===+==============+============+=================+==============+  |   |              |            |                 |Art. 15 (tito-|  |   |              |            |                 |lari di inca- |  |   |              |            |                 |richi di      |  |   |              |            |                 |collabora-    |  |   |              |            |                 |zione o consu-|  |   |              |            |                 |lenza);       |  |   |              |            |                 |art. 17 (dati |  |   |              |            |                 |relativi al   |  |   |              |            |                 |personale non |  |   |              |            |                 |a tempo       |  |   |              |            |                 |indeter-      |  |   |              |            |- Artt. 36,      |minato);      |  |   |              |            |co. 3, e 53 del  |art. 18 (dati |  |   |              |            |d.lgs. n. 165 del|relativi      |  |   |              |            |2001;            |agli inca-    |  |   |              |            |- art. 1,        |richi         |  |   |              |            |co. 39-40,       |conferiti ai  |  |   |              |            |della legge      |dipendenti    |  |1. |   Perla PA   |   PCM-DFP  |n. 190 del 2012  |pubblici)     |  +---+--------------+------------+-----------------+--------------+  |   |              |            |                 |Art. 16, co.  |  |   |              |            |                 |1-2 (dota-    |  |   |              |            |                 |zione orga-   |  |   |              |            |                 |nica e costo  |  |   |              |            |                 |del personale |  |   |              |            |                 |con rapporto  |  |   |              |            |                 |di lavoro a   |  |   |              |            |                 |tempo indeter-|  |   |              |            |                 |minato);      |  |   |              |            |                 |art. 17 (dati |  |   |              |            |                 |relativi al   |  |   |              |            |                 |personale     |  |   |              |            |                 |non a tempo   |  |   |              |            |                 |indeter-      |  |   |              |            |                 |minato);      |  |   |              |            |                 |art. 21, co. 1|  |   |              |            |                 |(dati sulla   |  |   |    SICO -    |            |                 |contratta-    |  |   | Sistema Cono-|            |                 |zione col-    |  |   | scitivo del  |            |                 |lettiva       |  |   |  personale   |            |                 |nazionale);   |  |   |  dipendente  |            |                 |art. 21, co. 2|  |   |  dalle Am-   |            |Artt. 40-bis, co.|(dati sulla   |  |   |  ministra-   |            |3, e 58-62 del   |contratta-    |  |   |  zioni pub-  |   MEF-RGS  |d.lgs. n. 165 del|zione integra-|  |2. |    bliche    |   (IGOP)   |2001             |tiva)         |  +---+--------------+------------+-----------------+--------------+  |   |              |            |                 |Art. 21, co. 1|  |   |              |            |                 |(dati sulla   |  |   |              |            |                 |contrattazione|  |   |              |            |                 |collettiva    |  |   |              |            |                 |nazionale);   |  |   |              |            |                 |art. 21, co. 2|  |   |   Archivio   |            |Artt. 40-bis, co.|(dati sulla   |  |   |   contratti  |            |5, e 47, co. 8,  |contratta-    |  |   |  del settore |            |del d.lgs. n. 165|zione integra-|  |3. |   pubblico   | ARAN CNEL  |del 2001         |tiva)         |  +---+--------------+------------+-----------------+--------------+  |   |              |            |                 |Art. 22 (dati |  |   |              |            |                 |relativi ai   |  |   |              |            |                 |soli Enti     |  |   |              |            |                 |locali riguar-|  |   |              |            |                 |danti enti    |  |   |              |            |                 |pubblici      |  |   |              |            |                 |vigilati,     |  |   |              |            |                 |enti di di-   |  |   |              |            |                 |ritto privato |  |   |              |            |                 |in controllo  |  |   |              |            |                 |pubblico,     |  |   |   SIQuEL -   |            |                 |parteci-      |  |   |Sistema Infor-|            |                 |pazioni in so-|  |   |    mativo    |            |Art. 1, co. 166- |cieta' di     |  |   | Questionari  | Corte dei  |167, della legge |diritto pri-  |  |4. | Enti Locali  |   conti    |n. 266 del 2005  |vato)         |  +---+--------------+------------+-----------------+--------------+  |   |              |            |                 |Art. 22, commi|  |   |              |            |                 |1 e 2 (dati   |  |   |              |            |                 |relativi a    |  |   |              |            |                 |societa', enti|  |   |              |            |                 |pubblici e    |  |   |              |            |                 |enti di       |  |   |              |            |                 |diritto pri-  |  |   |              |            |                 |vato parte-   |  |   |              |            |                 |cipati dalle  |  |   |              |            |                 |ammini-       |  |   |              |            |                 |strazioni     |  |   |              |            |                 |pubbliche o   |  |   |              |            |                 |in cui le Am- |  |   |              |            |                 |ministra-     |  |   |              |            |                 |zioni nomi-   |  |   |              |            |                 |nano propri   |  |   |              |            |                 |rappresen-    |  |   |              |            |                 |tanti negli   |  |   |              |            |- Art. 2, co.    |organi di go- |  |   |              |            |222, della legge |verno);       |  |   |              |            |n. 191 del 2009; |art. 30       |  |   |              |            |- art. 17, co.   |(dati rela-   |  |   |              |            |3-4, del decreto-|tivi a beni   |  |   |              |            |legge n. 90 del  |immobili      |  |   |              |            |2014, conver-    |posseduti o   |  |   |              |            |tito, con modifi-|detenuti      |  |   |              |            |cazioni, dalla   |delle ammini- |  |   |  Patrimonio  |            |legge n. 114 del |strazioni     |  |5. |   della PA   |   MEF-DT   |2014             |pubbliche)    |  +---+--------------+------------+-----------------+--------------+  |   |              |            |- Art. 1, co. 10,|              |  |   |              |            |del decreto-legge|              |  |   |              |            |n. 174 del 2012, |Art. 28, co. 1|  |   |              |            |convertito, con  |(pubblicita'  |  |   |              |            |modificazioni,   |dei rendi-    |  |   |  Rendiconti  |            |dalla legge n.   |conti dei     |  |   |  dei gruppi  |            |213 del 2012;    |gruppi consi- |  |   |  consiliari  | Corte dei  |- d.P.C.M. 21    |liari regio-  |  |6. |  regionali   |   conti    |dicembre 2012    |nali)         |  +---+--------------+------------+-----------------+--------------+  |   |              |            |                 |Art.29, co. 1 |  |   |              |            |                 |(bilanci      |  |   |              |            |                 |preventivi    |  |   |              |            |                 |e consuntivi  |  |   |              |            |                 |delle am-     |  |   |              |            |                 |ministrazioni |  |   |              |            |                 |pubbliche)    |  |   |              |            |                 |Art. 37,      |  |   |              |            |                 |comma 1,      |  |   |              |            |                 |lett. a), b), |  |   |              |            |                 |c) (informa-  |  |   |              |            |                 |zioni relative|  |   |              |            |                 |alle procedure|  |   |              |            |                 |per l'affida- |  |   |              |            |                 |mento e       |  |   |              |            |- Art. 13 della  |l'esecuzione  |  |   |              |            |legge n. 196 del |di opere  e   |  |   |              |            |2009;            |e lavori)     |  |   |              |            |- decreto        |Art. 38,      |  |   |              |            |del Ministro     |Pubblicita'   |  |   |              |            |dell'economia e  |dei processi  |  |   |              |            |delle finanze n. |di pianifi-   |  |   |              |            |23411 del 2010;  |cazione,      |  |   | BDAP - Banca |            |- d.lgs. n. 229  |realizzazione |  |   | Dati Ammini- |            |del 2011;        |e valutazione |  |   |  strazioni   |            |- d.lgs. n. 228  |delle opere   |  |7. |  Pubbliche   |   MEF-RGS  |del 2011;        |pubbliche     |  +---+--------------+------------+-----------------+--------------+  |   |  REMS (Real  |            |                 |              |  |   |Estate Manage-|            |                 |              |  |   | ment System) |            |                 |              |  |   |- Sistema di  |            |                 |              |  |   |  Gestione    |            |                 |              |  |   | degli Immo-  |            |                 |Art. 30 (beni |  |   | bili di Pro- |            |                 |immobili e    |  |   | prieta' Sta- |            |                 |gestione del  |  |8. |     tale     |   Demanio  |                 |patrimonio)   |  +---+--------------+------------+-----------------+--------------+  |   |              |            |                 |Art. 37, co. 1|  |   |              |            |                 |(informazioni |  |   |              |            |                 |relative      |  |   |              |            |                 |alle procedure|  |   |              |            |                 |per l'affida- |  |   |              |            |                 |mento e       |  |   |              |            |- Art. 62-bis    |l'esecuzione  |  |   |BDNCP - Banca |            |del d.lgs. n. 82 |di opere      |  |   |     Dati     |            |del 2005 ;       |e lavori      |  |   |  Nazionale   |            |- art. 6-bis del |pubblici,     |  |   |  Contratti   |            |d.lgs. n. 163    |servizi e     |  |9. |   Pubblici   |    ANAC    |del 2006         |forniture)    |  +---+--------------+------------+-----------------+--------------+  |   |              |            |                 |Art. 37, co. 1|  |   |              |            |                 |(informazioni |  |   |              |            |                 |zioni rela-   |  |   |              |            |                 |tive alle     |  |   |              |            |                 |procedure per |  |   |              |            |                 |l'affidamento |  |   |              |            |Artt. 66, co. 7, |e l'esecuzione|  |   |              |            |122, co. 5 e 128,|di opere e    |  |   |   Servizio   |            |co. 11, del      |lavori pub-   |  |   |   Contratti  |            |d.lgs. n. 163    |blici, servizi|  |10.|   Pubblici   |    MIT     |del 2006         |e forniture)  |  +---+--------------+------------+-----------------+--------------+

E’ da notare che non si tiene conto del D.Lgs 50/2016 , ma del previgente decreto 163,

 

 

Pubblicato il D.Lgs 97/2016 attuativo dell’articolo 7 L. 124/2015

Dal 23 Giugno entrerà in vigore la nuova norma sulla trasparenza e sull’anticorruzione .

Sono in programma lacune giornate di informazione generale sul :

* Nuovo codice degli appalti

* Dematerializzazione e nuovo CAD

* FOIA ( Freedom of Information Act )

Gli argomenti sono intimamente legati .

In sede formativa verrà simulata una procedura di acquisto di beni standardizzati investendo le norme di cui sopra.

CHi è interessato ad ospitare la formazione si faccia vivo,

 

vincenzo de prisco

 

 

Fasi del Nuovo codice appalti.

Una delle fasi fondamentali per le procedure ( e per ogni altrà attività discrezionale o dovuta ) è l’atto “determinante” la volontà di svolgere un’azione.

Si dice in giro che il nuovo codice ha inserito la determina a contrarre nelle fasi “negoziali” .
Ovviamente è un falso, la determina come anche nel previdente codice non è atto proprio della procedura degli acquisti ma semplicemente un atto infraprocedimentale di indirizzo, come, per intenderci , è scritto chiarmaente all’articolo all’articolo 32 comma 2 del 50/16 e che riporto :

“2. Prima dell’avvio delle procedure di affidamento dei contratti pubblici, le stazioni appaltanti, in conformita’ ai propri ordinamenti, decretano o determinano di contrarre, individuando gli elementi essenziali del contratto e i criteri di selezione degli operatori economici e delle offerte.” .

Evidentemente non è solo un problema “squisitamente” dottrinale ma prevalentemente operativo, giusto per non far nascere confusione cogli strumenti deflattivi dell’opposizione .

Detto questo ricordo che l’unica norma che richiama i contenuti minimi della determina a contrarre è il TUEL, in particolare l’articolo 192 del D.Lgs 267/00 recita che :

1.  La  stipulazione  dei contratti deve essere preceduta da apposita determinazione del responsabile del procedimento di spesa indicante:    a) il fine che con il contratto si intende perseguire;    b)  l'oggetto  del  contratto, la sua forma e le clausole ritenute essenziali;    c)   le   modalita'   di   scelta  del  contraente  ammesse  dalle disposizioni   vigenti   in  materia  di  contratti  delle  pubbliche amministrazioni e le ragioni che ne sono alla base. 2.  Si applicano, in ogni caso, le procedure previste dalla normativa della  Unione  europea  recepita  o comunque vigente nell'ordinamento giuridico italiano.

-----------------------------------------------------------------

Affidamento diretto D.Lgs 50/2016.


Una determina potrebbe essere :
Vista l'esigenza di soddisfare il seguente interesse pubblico___________________
Si determina di avviare l'acquisto del bene "XJHKJHJH" che dovrà essere consegnato ed installato ......
Si affida direttaemnte ai sensi dell'articolo 36 comma 2 lett a del a con la seguente motivazione " unico concorrente sul mercato di riferimento (opp) da confronto informale con cataloghi, preventivi etc"
Si garantisce il rispetto dei principi di cui all'articolo 30 del D.Lgs 50/2016
E' fatta salva la verificazione dei requisiti di ordine generale di cui l'articolo 80 del D.Lgs 50/16

1. La stipulazione dei contratti deve essere preceduta da apposita determinazione del responsabile del procedimento di spesa indicante: a) il fine che con il contratto si intende perseguire; b) l’oggetto del contratto, la sua forma e le clausole ritenute essenziali; c) le modalita’ di scelta del contraente ammesse dalle disposizioni vigenti in materia di contratti delle pubbliche amministrazioni e le ragioni che ne sono alla base. 2. Si applicano, in ogni caso, le procedure previste dalla normativa della Unione europea recepita o comunque vigente nell’ordinamento giuridico italiano.
2. Prima dell’avvio delle procedure di affidamento dei contratti pubblici, le stazioni appaltanti, in conformita’ ai propri ordinamenti, decretano o determinano di contrarre, individuando gli elementi essenziali del contratto e i criteri di selezione degli operatori economici e delle offerte.
Prima dell’avvio delle procedure di affidamento dei contratti pubblici, le stazioni appaltanti, in conformita’ ai propri ordinamenti, decretano o determinano di contrarre, individuando gli elementi essenziali del contratto e i criteri di selezione degli operatori economici e delle offerte.

Procedura nomina RT e RPC

Deliberare la nomina della funzione RPC ed RT ( può essere unica ), pubblicare l’atto in amministrazione trasparente – altri contenuti – corruzione.

Compilare il Format scaricabile da questo link ( importante occorre scaricarlo e poi aprirlo )

Inviare seguendo la procedura ANAC.

 

 

 

 

Chiarimenti sul PTTI

Sta girano la notizia dell’abolizione del PTTI prendendo come fonte la proposta ( ormai definitiva, solo in attesa di pubblicazione un GU) delegata dall’articolo 7 della L. 124/2015.

L’articolo 7 della riforma è rubricato

Revisione e semplificazione delle disposizioni in materia di prevenzione della corruzione, pubblicita’ e trasparenza”.

La notizia ( articolo 10 ) è vera ma deve esser letta bene.

Mentre la lettera a) del comma 8 dello stesso articolo che oggi è ” il Programma triennale per la trasparenza e l’integrita’ ed il relativo stato di attuazione” diventerà collamodifica  dell’articolo 7 della c.d. riforma Madia il Piano triennale per la prevenzione della corruzione“.

In estrema sintesi non c’è più la ripartizione del PTTI e del PTPC ma si ribadisce che il primo è parte sostanziale del secondo piano tanto che cambia anche la rubrica dell’articolo 10 del D.lgs 33/13 da “Programma triennale per la trasparenza e l’integrita’” a “Coordinamento con il Piano triennale per la prevenzione della corruzione”

La novella permette una rilevante semplificazione alle operazioni sin troppo complesse richieste dall’articolo 10, nella sua originaria versione.

Sin dalla modifica della rubrica dell’articolo, il programma triennale per la trasparenza sparisce come strumento di programmazione autonomo e a sé stante, per divenire, opportunamente, una  contenuto, per altro  della prevenzione e della corruzione.

Stante la precedente formulazione della norma, per quanto fosse già possibile considerare il piano della trasparenza come una sezione del piano anticorruzione, molte amministrazioni avevano scelto di adottare due distinti piani: con i comprensibili oneri amministrativi e pericoli di duplicazione dei contenuti, oltre che del loro mancato coordinamento.

Si sostituisce, dunque, il contenuto velleitario del comma 1, che induceva le amministrazioni, anche i comuni più piccoli, a defatiganti e prive di utilità per sentire le associazioni rappresentate nel Consiglio nazionale dei consumatori, allo scopo di approvare il programma triennale per la trasparenza e l’integrità.

Con la nuova formulazione del comma 1 sparisce il programma triennale per la trasparenza; basterà che ogni amministrazione indichi in una apposita sezione del Piano triennale di prevenzione della corruzione, i responsabili della trasmissione e della pubblicazione dei documenti, delle informazioni e dei dati e le politiche di gestione.

 

a) il Programma triennale per la trasparenza e l’integrita’ ed il relativo stato di attuazione
a) il Programma triennale per la trasparenza e l’integrita’ ed il relativo stato di attuazione
a) il Programma triennale per la trasparenza e l’integrita’ ed il relativo stato di attuazione

Acquisti fino a 40.000 € primi passi

Contratti sotto soglia e fino ad € 40.000

  1. Nomina del RUP.
    Occorre un atto formale fatto colle modalità dell’articolo 7 del D.Lgs 165/01 .
    IL RUP per fasce d’importo basse diviene anche progettista e verificatore.
    RIf. Art 31.
  2. Beni e servizi devono essere acquisti rispettando i principi di trasparenza e par condicio partecipatio, l’affidamento diretto non è la scelta naturale ma quella con un minore costo – opportunità.
    Rif. Art 36.
  3. Per acquisizione fino ad € 40.000 vige l’affidamento diretto
    Rif. Art 32 comma 2 lett a

 

Avvio e scelta

  1. Delibera ( determina ) a contrarre, utilizzare le indicazioni dell’articolo 192 del D.Lgs 267/00
    Si raccomanda di inserire nella delibera l’importo massimo stimato  ( tenete presente della L. 221/15)  . In pratica a differenza del D.Lgs 163/06 la determina a contrarre è atto procedimentale e non più atto interno di avvio al procedimento.
  2. Criteri di ordine generale dei concorrenti ( o del concorrente) desunti dall’articolo 80 del D.Lgs 50/2016.
  3. La scelta deve ( l’atto di affidamento) deve essere motivato dettagliatamente facendo “matchare” i criteri scirtti nella determinazione col profilo dell’aggiudicatario .
    Importa è ricordare che anche in caso di affidamento diretto occorre , pur se informalmente, confrontare almeno due offerte economiche.

 

Stipulazione.

Il contratto di importo non superiore a 40.000 € si conclude con il consueto scambio di corrispondenza commerciale ( si consiglia elettronica, tanto per prendere l’abitudine)

Rif. Art 36 comma 14

Per espressa previsione dell’articolo 36 comma 10 lett b non si applica lo stand stillperiod.

Il processo selettivo ( a partire dalla deliberazione a contrarre ) deve essere pubblicato sul profilo del committente.

 

 

Contratto 2016

In download il contratto per il 2016.
ORDINE20116.doc

Primi passi verso il nuovo codice appalti.

La soggezione che nasce dall’utilizzo di una procedura nuova è sempre forte, quando poi la procedura è quella delle acquisizioni non ne parliamo proprio, premetto che l’altro giorno quando ho visto a schermo del PC che era stato abrogato il 163 ho pianto….

 

Le fasi importanti e preparatorie ( nuove)

art 20 co.6- La programmazione biennale per gli acquisti di beni e servizi dal costo unitario pari o superiore ai 40.000 €, prima scadenza probabilemnte già ad ottobre

-art 29- Maggiore trasparenza in tutte le fasi ( comprese quelle di gestione finanziaria dell’intero iter )

art 30- Esplicito richiamo ai principi sociali ed ambientali ( anche a scapito dell’economicità )

-art 31- Maggiore chiarezza sui poteri del RUP e chiarezza sul fatto che per ogni procedura occorre nominarlo con atto separato

-art 32- Fasi delle procedure . Precisazione sulle differenze di aggiudicazione e stipulazione del contratto, è sempre fatto salvo il c.d. stand still period.

… to be continued…….

 

Per partecipare od organizzare seminari sul nuovo codice potete contattari al cell : 3389141276

oppure e mail segreteria@ca-campania.com

 

PTTI Piano Triennale Trasparenza ed Integrita ( solo per ISA)

Scadenza PTTI.

 

recentemente l’ANAC ha emanato le Linee Guida in tema di prevenzione della corruzione e trasparenza per il comparto della Pubblica Istruzione.

Appurato che la redazione dei Piani Prevenzione Corruzione saranno redatti dagli UU.SS.RR. resta in capo alla singola Istituzione scolastica :

– Recepire le procedure contenute nel PTPC dell’USR

– Redigere il PTTI con queste scadenze .

 

Erroneamente è passata la notizia che il PTTI debba essere redatto entro oggi 30/04/2016.

La data del 30/04/2016 era stata inserita nella fase consultiva conclusasi l’8 Marzo scorso .

La data ufficiale è quella contenuta nella delibera  430/2016 ANAC e corrisponde al 31/05/2016.
Inoltre l’attuazione dovrà essere fissata entro il primo giorno di Settembre.
Giova ricordare che il processo di attuazione del PTPC e del PTTI è complesso e non termina con l’approvazione da parte del Consiglio d’Istituto ma è sottoposto alla pubblica consultazione, ancora è importante formalizzare l’Incarico di Responsabile della Trasparenza .

 

 

Prima pillola nuovo codice degli appalti

E’ stato pubblicato in GU il D.Lgs 50/2016.

Ricordo a tutti che gli acquisti in economia somo scomparsi dal nuovo codice e che le forme di stipula e le comunicazioni sono solo “DIGITALI”.

 

Apresto altre pillole.

 

 

Nuovo CODICE!

Da oggi è ufficialmente in vigore il nuovo dcodice degli appalti e delle concessioni.

 

Restiamo in attesa di circa 50 regolamenti e norme attuative più le linee guida ma occorre subito adeguarsi per iniziare a qualificare anche le STAZIONI APPALTANTI.

Signori si inizia e BUON LAVORO!!!!!!!!

 

 

Obiettivi di accessibilità per il 2016. Il DL 179/2012.

Si ripresenta la scadenza contenuta nell’articolo 9 comma 7 del DL 279/12

 

“. Entro il 31 marzo di ogni anno, le amministrazioni pubbliche di cui all’articolo 1, comma 2, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, pubblicano nel proprio sito web, gli obiettivi di accessibilita’ per l’anno corrente ((e lo stato di attuazione del “piano per l’utilizzo del telelavoro” nella propria organizzazione, in cui identificano le modalita’ di realizzazione e le eventuali attivita’ per cui non e’ possibile l’utilizzo del telelavoro. La redazione del piano in prima versione deve essere effettuata entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto)). La mancata pubblicazione e’ altresi’ rilevante ai fini della misurazione e valutazione della performance individuale dei dirigenti responsabili.”

 

Quest’anno però la modalità è semplificata grazie ad alcuni automatismi pensati dall’AGID.

Per Usare il wizard di compilazione occorre :

1) Registarrsi al sito agid per l’accessibilità andando sul seguente indirizzo http://accessibilita.agid.gov.it/

2) Terminare la registrazione  inserendo un password

3) Accedere e compialre gli obiettivi dati dal format elettronico

4) Pubblicare la pagina – report dell’accessibilità in amministrazioen tarsparente, altri contenuti, accessibilità.

Vincenzo De Prisco.

 


Nuovo codice appalti e delle consessioni.

Come noto il 18/04/2016 entreranno invigore le direttive 23-24-25 del 2014 codificate dal legislatore nostrano, e molto probabilmente anche il restante codice degli appalti.

Come già accennato sono in corso una serie di attività formative, chinque voglia ospitare seminari e convegni può contattarmi.

Da una prima analisi il nuovo dodice sarà più complesso e comporterà solo alcune semplificazioni .

Giusto per essere pragmatici con i lavori ancora in corso il nuovo codice consta di 106741 “termini” contro i 103617 del D.Lgs 163/06.

Sfatiamo subito qualche luogo comune .

Primo mito: si tratta di una delle “riforme” del Governo per rilanciare l’Italia. Non è una riforma spontanea, ma “spintanea” indotta dalla Direttiva 2014/24/UE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 26 febbraio 2014 e da approvare entro il 18 aprile. Dunque, stiamo arrivando con buon ritardo e al limite del tempo massimo.

Secondo mito: si rilanciano i cantieri.

Terzo mito: si tratta di un codice molto più snello grazie alla soft regulation. 253 articoli del d.lgs 163/2006 contro i 217 della riforma…( lavori in corso…)

Quarto mito: si riducono le stazioni appaltanti. Anche no, se sotto i 40.000 e i 150.000 euro si potranno continuare a realizzare gare in autonomia

Quinto mito: con le centrali uniche di committenza si risparmia. Ma il Def dice altro

Sesto mito: l’offerta economicamente più vantaggiosa assicura più qualità. Intanto, se fosse vero che obiettivo del codice è risparmiare, l’estensione dell’offerta economicamente, considerata utile per evitare ribassi selvaggi, dovrebbe sortire l’effetto opposto (quindi occorrerebbe che gli agiografi della riforma si mettessero d’accordo sui suoi effetti). In realtà, la qualità dipende dalla progettazione, non dal criterio di gara.

Settimo mito: aumenta la qualità della progettazione. Ma, se la qualità della progettazione aumentasse davvero grazie al codice, non si capisce perché l’estensione parossistica dell’obbligatorietà dell’offerta economicamente più vantaggiosa.

Ottavo mito: le procedure sono più snelle. In realtà, le procedure sono identiche.

Nono mito: si riducono le varianti. Le varianti sono in funzione della qualità della progettazione. Se realmente questa fosse di migliore qualità, per mettere la parola fine alle varianti, agli aumenti di costo, al contenzioso e ai rischi connessi di corruzione, la soluzione sarebbe semplicissima: vietarle proprio del tutto.

Decimo mito: si qualificano le stazioni appaltanti. In realtà, sarebbero da qualificare i progettisti.

 

 

La novità più bella del nuovo CAD, ormai alle porte.

Come ben sapete siamo ormai ad uno svolta ( anche se non è vero che ci sarà lo switch – off ), il testo all’esame ed in dirittura di arrivo del nuovo CAD introduce nel digitale una figura già esistente nell’articolo 25 della L. 241/90 , quella  dell’   ombudsman , l’uomo che funge da tramite.

E’ stata istituita la figura del DIFENSORE CIVICO DIGITALE, questa è la vera svolta.

Questa è solo la prima pillola della riforma che ci vede coivolti, che il DIGITALE SIA CON VOI !!!!!!!!!!!!!!!!!!

Procedura assenza debiti anno 2015.

Si informa che da oggi la Piattaforma consente alle Amministrazioni debitrici di effettuare la Comunicazione di assenza delle posizioni debitorie con riferimento ai debiti certi, liquidi ed esigibili, maturati alla data del 31 dicembre 2015- in adempimento a quanto prescritto dall’art. 7, comma 4-bis del DL 35/2013. La funzione è disponibile dal menu Ricognizione debiti > Comunicazione di assenza di posizioni debitorie.

NUOVA MODALITA’ CIG

In sede di creazione della GARA il RUP dovrà dichiarae se l’acquisto rientra tra i beni e servizi “sotto osservazione” ( farmaci, vaccini, stent, facility management immobili etc.) o in altre categorie merceologiche.

Qualora si scegliessero le “altre categorie” si procedera come di consueto, altrimenti occcorrerà rispondere ai quesiti posti dal sistema .

A breve varierà nella medesima ottica anche l’acquisizione dei SMARTCIG e dei CARNET di SMARTCIG.

 


GRAZIE A VOI TUTTI.

Ritengo doveroso ringraziare voi tutti , infatti è merito dei vostri quesiti e delle vostre richieste se nel tempo ho approfondito alcune scienze e norme non molto note e di “nicchia”.

Dopo qualche anno sono stato scelto dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri e dall’Agenzia per l’Italia Digitale come membro del FORUM SULLA CONSERVAZIONE DIGITALE  e messo  nel gruppo di lavoro ” per la redazione di linee guida sulla pubblicità legale dei docuemnti e sulla conservazione dei siti web della PA”.

 

Grazie. infinitamente grazie.

VERIFICA OBBLIGATORIA PER ACQUISTI SUL MEPA

Per riconfermare L’OBBLIGO del controllo dell’aggiudicatario di una gara attraverso il MEPA riporto la comunicazione fatta dall’ANAC

 

Oggetto: Richiesta di chiarimenti  in merito alle modalità di verifica dei requisiti ex art. 38 del d.lgs.  163/2006 sull’aggiudicatario di una gara esperita sul Mercato Elettronico della  Pubblica Amministrazione (MePA).

Sono  stati chiesti chiarimenti in merito alle modalità di verifica dei requisiti  generali ex art. 38 del d.lgs. 163/06 in capo all’aggiudicatario di una gara  esperita sul Mercato Elettronico della Pubblica Amministrazione (MePA) con la  modalità «richiesta di offerta» (RDO). 
Sul  punto si evidenzia che, con riferimento alle gare gestite con modalità  telematiche, Consip, in qualità di gestore del MePA, ai sensi dell’art. 71 del  d.p.r. 445/2000, effettua controlli sulla veridicità delle dichiarazioni  sostitutive in ordine al possesso dei requisiti di carattere generale, rese  dagli operatori economici in fase di abilitazione al MePA e rinnovate ogni sei  mesi. A tal fine procede a verifiche a campione o in caso di sospetto sulla  veridicità delle autocertificazioni rese dai partecipanti, presso le  amministrazioni competenti (INPS, INAIL, Agenzia delle Entrate, Casellario  giudiziale, ecc.) Detti controlli valgono ai fini della partecipazione degli  operatori economici alle procedure di affidamento.
La  singola stazione appaltante, invece, è tenuta a svolgere le verifiche in ordine  al possesso dei requisiti di ordine generale esclusivamente nei confronti del  soggetto aggiudicatario della singola RDO. A tal fine potrà avvalersi del  sistema AVCpass, come precisato nel Comunicato del Presidente del 12 giugno  2013, utilizzando la modalità di interazione «web based» (ossia mediante connessione al sistema AVCpass via web) secondo  le indicazioni fornite nel Manuale d’uso dell’applicazione e previa  registrazione della stazione appaltante medesima e degli operatori economici  partecipanti.

Link modello comunicazione ANAC adempimento file XML procedure di gara

Per scaricare il modello andare a questo link :

http://www.anticorruzione.it/portal/public/classic/Servizi/ServiziOnline/DichiarazioneAdempLegge190

scaricare il modulo PDF ed inviarlo dopo averlo compilato.

Accesso alla Banca dati nazionale unica della documentazione antimafia (BDNA)

E’ operativo da ieri l’accesso alla BDNA istitutita dal codice ANTIMAFIA ( D.Lgs 159/2011). La regolamentazione è stata demandata al DPCM  193/14 pubblicato in GU il 07/01/2015.

Di seguito gli articoli di norma salienti :

Art. 17 

Soggetti legittimati alla consultazione della Banca dati nazionale

1. I soggetti che possono consultare la Banca dati nazionale per ottenere il rilascio della documentazione antimafia nei casi previsti dagli articoli 83, commi 1 e 2, e 91, commi 1 e 7, del Codice antimafia, sono:

a) i dipendenti delle pubbliche amministrazioni, degli enti pubblici, anche costituiti in stazioni uniche appaltanti, individuati dai capi degli uffici competenti alla stipula, all’approvazione, all’autorizzazione di contratti e subcontratti, ovvero alla concessione o al rilascio delle erogazioni e dei provvedimenti di cui all’articolo 67 del Codice antimafia;

b) i dipendenti degli enti e delle aziende vigilati dallo Stato o da altro ente pubblico e delle societa’ o imprese comunque controllate dallo Stato o da altro ente pubblico, individuati dal legale rappresentante delle imprese o societa’;

c) i dipendenti dei concessionari di opere pubbliche e dei contraenti generali di cui all’articolo 176 del decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163, individuati dai rispettivi legali rappresentanti;

d) i dipendenti delle camere di commercio, individuati dai rispettivi presidenti;

e) i dipendenti degli ordini professionali, individuati dai rispettivi presidenti.

 

Art. 20 

Assegnazione delle credenziali di autenticazione per finalita’ di consultazione

1. Ai fini dell’assegnazione delle credenziali di autenticazione per finalita’ di consultazione, i soggetti di cui all’articolo 17 comunicano l’elenco dei dipendenti, completo dei dati di cui all’articolo 19, comma 1 ad eccezione di quanto previsto all’articolo 19, comma 1, lettera e):

a) alla sezione centrale, relativamente agli uffici centrali delle pubbliche amministrazioni;

b) alla sezione provinciale della Prefettura-UTG competente per territorio, in tutti gli altri casi contemplati dal medesimo articolo 17.

2. La sezione centrale e le sezioni provinciali, ciascuna per gli ambiti di rispettiva competenza, provvedono a:

a) verificare che il soggetto che ha comunicato l’elenco rientri tra i soggetti giuridici legittimati, ai sensi del Codice antimafia, a consultare la Banca dati nazionale;

b) generare, attraverso la procedura informatica descritta nell’Allegato 2, e assegnare individualmente a ciascuno degli operatori indicati negli elenchi, la username e la password iniziale che deve essere utilizzata in occasione del primo collegamento con la Banca dati nazionale. La username e’ comunicata a ciascun operatore, secondo le modalita’ previste nell’Allegato 2.

3. Le credenziali di autenticazione sono assegnate all’operatore secondo le modalita’ stabilite dall’Allegato 2.

4. Oltre a quanto previsto dal comma 1, i concessionari di opere pubbliche e i contraenti generali specificano l’appalto o gli appalti di lavori per i quali i rispettivi dipendenti sono stati individuati per eseguire operazioni di consultazione della Banca dati nazionale.

5. Ciascun dipendente dei concessionari di opere pubbliche o dei contraenti generali puo’ effettuare consultazioni della Banca dati nazionale limitatamente alle imprese affidatarie e alle imprese sub-affidatarie impegnate nell’esecuzione degli appalti di lavori, per i quali viene richiesto il rilascio delle credenziali di autenticazione.

6. Le sezioni provinciali verificano il rispetto di quanto stabilito dal comma 5, sulla base di un elenco riepilogativo delle imprese impegnate nei cantieri nel mese precedente, formato dai concessionari di opere pubbliche e dai contraenti generali che lo trasmettono, anche per via telematica, entro il quinto giorno del mese successivo. Qualora tale elenco non venga trasmesso o non venga trasmesso tempestivamente, il prefetto procede ad acquisire le notizie necessarie allo svolgimento dei controlli avvalendosi dei poteri di accertamento delegati dal Ministro dell’interno ai sensi del decreto-legge 6 settembre 1982, n. 629, convertito, con modificazioni, dalla legge 12 ottobre 1982, n. 726.

7. Salvo quanto in ogni caso previsto dall’articolo 22 ed eventualmente da altre disposizioni di legge, la sezione provinciale dispone il ritiro e la disattivazione delle credenziali di autenticazione rilasciate al dipendente del concessionario di opere pubbliche o del contraente generale che risulti aver effettuato operazioni di consultazione della Banca dati nazionale nei confronti di imprese diverse da quelle impegnate nell’esecuzione di appalti pubblici di lavori per i quali sono state rilasciate le medesime credenziali di autenticazione.

PROCEDURA PER LA RICHIESTA DI CREDENZIALI ed OTP.

 

Allegato 2

(articoli 13, comma 2, 18, 19 e 20)

 

Procedura per la generazione e assegnazione

delle credenziali di autenticazione

 

1.  La  registrazione  al  sistema  informatico   e’   effettuata

personalmente da ciascun  operatore  attraverso  una  procedura  che,

mediante l’utilizzo di diverse  tecnologie  disaccoppiate  tra  loro,

comunica direttamente con l’operatore a favore  del  quale  e’  stato

richiesto il rilascio delle credenziali di autenticazione.

2. La sezione centrale  o  provinciale  riceve  la  richiesta  di

rilascio delle credenziali di autenticazione di cui agli articoli 19,

comma 1, e 20, comma 1. La richiesta di  rilascio  contiene  l’elenco

degli operatori  autorizzati  alla  consultazione  della  Banca  dati

nazionale ed  e’  corredata  per  ogni  operatore  dei  dati  di  cui

all’articolo 19, comma 1, lettere da  a)  a  g),  di  una  copia  del

documento di  identificazione  dell’operatore  (carta  di  identita’,

patente di  guida  o  passaporto)  e  delle  liberatorie  debitamente

firmate   dall’operatore   stesso.   La   richiesta   viene   inviata

all’indirizzo di posta elettronica certificata della sezione centrale

o provinciale pubblicata su Indice P.A.

3. La sezione centrale o provinciale invita ciascun  operatore  a

presentarsi   personalmente    presso    i    propri    uffici    per

l’identificazione dello stesso a mezzo del documento di identita’  in

corso di validita’ la cui copia e’  stata  trasmessa  precedentemente

(vedi punto 2) e per la  creazione  delle  relative  credenziali.  Si

evidenzia che per il  rilascio  di  queste  ultime  l’operatore  deve

fornire obbligatoriamente un numero  di  telefonia  mobile  intestato

all’operatore stesso.

4. Al termine delle operazioni  di  identificazione,  la  sezione

centrale o provinciale completa la fase di  registrazione  a  sistema

dell’operatore e consegna le istruzioni necessarie ad  effettuare  il

primo accesso alla Banca dati nazionale. In particolare le istruzioni

riportano l’indicazione della username dell’operatore e della  URL  a

cui   collegarsi   per   il   completamento    della    registrazione

(http://certbdna.interno.it). La password  iniziale  e’  generata  in

modo automatico all’atto della registrazione dell’utenza e  trasmessa

alla casella di posta di tipo corporate dell’operatore (articolo  19,

comma 1, lettera g).

5. Le istruzioni consegnate consentono  a  ciascun  operatore  di

completare la fase di accesso alla Banca dati  nazionale  utilizzando

tecnologie   di   “autenticazione   forte”.    L’operatore    procede

preliminarmente con l’identificazione  della  propria  postazione  di

lavoro che restera’ la medesima per tutte le operazioni di accesso  e

consultazione della Banca dati nazionale. Tale procedura  prevede  il

collegamento alla  URL  http://certbdna.interno.it.  Nella  schermata

visualizzata l’operatore digita le credenziali di accesso, ovvero  la

username  consegnata  dalla  sezione  provinciale  o  centrale  e  la

password ricevuta nella sua casella di posta elettronica corporate. A

seguito  dell’inserimento  di  tali  campi,  il  sistema  richiedera’

all’operatore di effettuare il cambio password secondo le  regole  di

sicurezza previste dal sistema; la password deve contenere almeno  un

numero, un carattere speciale, una maiuscola  per  un  minimo  di  10

caratteri  complessivi.  Terminato  con  successo  il  cambio   della

password, l’operatore visualizzera’ una pagina per la  creazione  del

proprio certificato digitale. L’avvio della  procedura  di  creazione

del certificato digitale si perfeziona attraverso la ricezione di  un

SMS sul numero di telefonia mobile  dell’interessato  contenente  una

sequenza numerica casuale (OTP) che va inserito nell’apposito  campo.

Il sistema procede alla creazione del certificato digitale pubblico e

richiede l’inserimento di una password legata al certificato digitale

(PIN di protezione) creata  sulla  base  delle  regole  di  sicurezza

previste.  Essa  deve  contenere  almeno  un  numero,  un   carattere

speciale, una maiuscola per un minimo di  10  caratteri  complessivi.

Effettuata con successo la creazione del PIN, e’ possibile  procedere

al download e alla relativa installazione  del  certificato  digitale

sulla postazione di lavoro.

6. La  procedura  descritta  consente  di  identificare  in  modo

univoco la postazione di lavoro dell’operatore, il quale in  fase  di

accesso alla Banca dati nazionale  dovra’  sbloccare  il  certificato

digitale pubblico attraverso il PIN di protezione inserito in fase di

creazione dello stesso.

7. L’accesso  alla  Banca  dati  nazionale  avviene  mediante  un

software dedicato atto a garantire l’identificazione della postazione

dalla quale vengono eseguite le interrogazioni dei dati e un  sistema

di autenticazione  forte  abilitante  all’identificazione  univoca  e

tracciamento   dell’operatore   che   effettua   le   operazioni   di

collegamento e trattamento dei dati.

8. Il sistema  prevede  quindi  un  doppio  livello  di  verifica

dell’identita’:

a) l’accesso in VPN.  Esso  consente  di  identificare  sia  la

postazione mediante l’uso di certificati pubblici sia l’operatore  in

possesso del PIN di sblocco del certificato per raggiungere  la  rete

dove e’ esposto il servizio applicativo;

b) la autenticazione applicativa mediante  l’uso  di  username,

password e OTP per la consultazione della Banca dati nazionale.

 

In estrema sintesi:

* Si individua con un atto interno la persona che dovrà divenire operatore alla consultazione della BDNA

* Si compila il modulo allegato ( tanti quanti sono saranno gli operatori )

* Si invia il modello con la copia dei documenti alla PEC della Prefettura competente ( la sintassi è solitamente protocollo.prefXX@pec.interno.it, dove XX è la sigla della provincia)

* La prefettura controlla le informazioni ed abilita l’operatore definitivamente dopo l’identificazione de visu presso gli uffici territoriali del governo.

* Rilascio definitivo dell’utenza completa di username, password, otp.

 

 

 

 

BDNA.doc

CONCORSO IL MIO DONO – LA RETE DELLA SOLIDARIETA’ UNICREDIT

Chi mi conosce è consapevole che raramente metto la mia faccia in gioco, dunque voterà senza indugio per quest’iniziativa e per i cari amici di TRAME AFRICANE.

Il concorso consiste nel dare una preferenza e l’associazione che risulterà preferita avrà un contributo da parte di UNICREDIT.

 

Questo il link per partecipare, ci vogliono 5 secondi.

DETTAGLI ORGANIZZAZIONE NON PROFIT

Settore di attività prevalente: Beneficenza
Area geografica d’intervento principale: Internazionale

Via Lepanto, 95 – pompei
Tel 0818631996 – Fax 0818635579
Sito web: http://www.trameafricane.org

 

Onlus di soli volontari con un sogno comune: fornire a chi vive in situazioni di estremo disagio,in particolare nel continente africano,strumenti e opportunità di crescita. Nostro intento è quello di sostenerle attraverso proposte di sviluppo strutturate che le aiutino ad essere protagoniste del loro riscatto sociale ed economico e non spettatori passivi perché costretti, da una storia e da un luogo a non avere scelta. Non assistenzialismo che crea dipendenza dagli aiuti ma solidarietà totale con interventi mirati al miglioramento delle loro condizioni di vita attraverso l’istruzione, la formazione professionale, il lavoro e le infrastrutture sanitarie.

Riduzione OT 24

INAIL ha pubblicato la nuova versione del modello OT24 per la presentazione della domanda di riduzione del tasso INAIL. Tramite la presentazione dell’OT24, INAIL premia le imprese virtuose che nel 2015 abbiano adottato interventi migliorativi delle condizioni di salute e sicurezza e di igiene nei luoghi di lavoro in aggiunta a quelli minimi previsti dalla normativa in materia. L'”oscillazione per prevenzione” (OT24) riduce il tasso di premio applicabile all’azienda, determinando un risparmio sul premio dovuto all’INAIL; in base al D.M. 3 marzo 2015, la riduzione di tasso è riconosciuta in misura fissa, in relazione al numero dei lavoratori-anno del periodo, come segue:

 

Lavoratori / anno

Percentuale riduzione tasso

aziende fino a 10 dipendenti

28%

aziende da 11 a 50 dipendenti

18%

aziende da 51 a 200 dipendenti

10%

aziende oltre 200 dipendenti

5%

 

La riduzione del tasso di premio viene accordata a seguito di domanda che dovrà essere presentata in modalità telematica entro il prossimo 28 febbraio 2016 ed ha effetto per l’anno in corso alla data di presentazione dell’istanza.

 

Chi può usufruire della riduzione del tasso:

 

Per poter accedere alla riduzione del tasso medio di tariffa è necessario che l’Azienda possieda i seguenti prerequisiti:

–  sia in regola con le disposizioni obbligatorie in materia di prevenzione infortuni e di igiene del lavoro;

–  sia in possesso dei requisiti per il rilascio della regolarità contributiva ed assicurativa;

–  sia operativa da almeno un biennio.

 

La condizione aggiuntiva riguarda l’attuazione all’interno dell’Unità produttiva cui si riferisce la domanda nel corso del 2015 di interventi di miglioramento nel campo della prevenzione degli infortuni e igiene del lavoro in aggiunta a quelli minimi previsti dalla normativa in materia (D.Lgs. 81/2008 e s.m.i.).

In  particolare  è  necessario  aver  effettuato,  tra  gli  interventi previsti nel  modulo di domanda

(allegato alla presente), interventi tali che la somma dei loro punteggi sia pari ad almeno 100.

La pubblicazione da parte di INAIL del modello OT24 per il 2016 con ampio anticipo permetterà alle aziende di verificare le attività in essere, eventualmente correggendole, o implementandone di nuove entro fine dell’anno, al fine di raggiungere i requisiti di punteggio necessari per poter presentare la domanda di riduzione del premio.

 

Le novità dell’ OT24 2016:

 

Il nuovo modello presenta alcune variazioni rispetto all’anno passato, in particolare è stato modificato l’elenco degli interventi utili al raggiungimento del punteggio: sono state introdotte  nuove casistiche di attività che danno diritto agli sconti INAIL, alcuni interventi sono identici a quelli della passata edizione, ad altri pur essendo invariati è stato attributo un punteggio inferiore, infine altri sono stati completamente eliminati.

Come già rilevabile nell’OT24 dello scorso anno, sono stati eliminati o è stata attribuita minor importanza alle attività “classiche” di prevenzione che risultavano essere interventi “semplici” per ottenere lo sconto, mentre continua la tendenza di premiare interventi più complessi  ed articolati.

A titolo esemplificativo:

ü sono stati eliminati: effettuazione di una doppia visita degli ambienti di lavoro da parte del medico competente, affidamento delle manutenzioni ordinarie ad aziende specializzate, adozione di un servizio di prevenzione e protezione interno ove non obbligatorio;

ü sono ancora attuabili e rimasti quasi invariati: adozione di una procedura di analisi degli infortuni e quasi infortuni, l’adozione di sistemi di gestione della sicurezza, effettuazione di corsi di guida sicura, dotazione di defibrillatore e relativa formazione;

ü sono stati introdotti: nuovi interventi mirati alla prevenzione di alcuni rischi specifici.

A fronte della revisione delle attività che consentono il raggiungimento del punteggio utile per poter usufruire dello sconto del tasso INAIL, si invitano le Aziende a leggere con attenzione il nuovo modello (allegato alla presente) al fine di poter tenere in considerazione nella programmazione degli interventi aziendali in materia di sicurezza le voci presenti e i punteggi associati  a ciascuna di esse.

Nel modello, oltre la descrizione del singolo intervento, sono elencati i documenti probanti che devono essere presenti per poterne dimostrare l’effettiva realizzazione e che l’Azienda deve avere a disposizione in caso di controllo.


BANDO ISI 2015

Anche quest’anno si ripresenta il bando ISI INAIL, riporto integralmente l’avviso istituzionale :

Bando Isi 2015

L’Inail finanzia in conto capitale le spese sostenute per progetti di miglioramento dei livelli di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro. I destinatari degli incentivi sono le imprese, anche individuali, iscritte alla Camera di commercio, industria, artigianato ed agricoltura.

Fondi a disposizione
Sono resi disponibili euro 276.269.986,00 con il bando Isi 2015. I finanziamenti sono a fondo perduto e vengono assegnati fino a esaurimento, secondo l’ordine cronologico di arrivo delle domande. Il contributo, pari al 65% dell’investimento, per un massimo di 130.000 euro, viene erogato a seguito del superamento della verifica tecnico-amministrativa e la conseguente realizzazione del progetto ed è cumulabile con benefici derivanti da interventi pubblici di garanzia sul credito (es. gestiti dal Fondo di garanzia delle Pmi e da Ismea). 

Prima fase: inserimento online del progetto
Dal 1° marzo 2016, fino alle ore 18.00 del 5 maggio 2016, sarà possibile _
• effettuare simulazioni relative al progetto da presentare;
• verificare il raggiungimento della soglia di ammissibilità; 
• salvare la domanda inserita;
• effettuare la registrazione della propria domanda attraverso l’apposita funzione presente in procedura tramite il tasto “invia”.

Seconda fase: inserimento del codice identificativo
Dal 12 maggio 2016 le imprese che hanno raggiunto o superato la soglia minima di ammissibilità prevista e salvato definitivamente la propria domanda, effettuandone la registrazione attraverso l’apposita funzione presente in procedura tramite il tasto “invia”, possono accedere all’interno della procedura informatica ed effettuare il download del proprio codice identificativo che le identifica in maniera univoca.

Terza fase: invio del codice identificativo (click-day)
Le imprese possono inviare attraverso lo sportello informatico la domanda di ammissione al contributo, utilizzando il codice identificativo attribuito alla propria domanda, ottenuto mediante la procedura di download.
La data e gli orari di apertura e chiusura dello sportello informatico per l’invio delle domande sono pubblicati sul sito Inail a partire dal 19 maggio 2016.

 

 

Come sempre siamo disponibili per la compilazione dei modelli .

Dematerializzazione, contratti, ed altre storie

Si ricorda a tutti che all’interno del nuovo PTPC ( che come è stato chiarito nella determinazione 12 del 28/10/2015 dell’ANTICORRUZIONE) è necessario inserire come misure attuative :

* la previsioni del DM 25/09/2015 (Determinazione degli indicatori di anomalia al fine di agevolare l’individuazione delle operazioni sospette di riciclaggio e di finanziamento del terrorismo da parte degli uffici della pubblica amministrazione)

* il manuale di gestione documentale del DPCM 03/12/13.

 

Si ricorda inoltre che  :

– con la legge di stabilità per il 2016 è possibile derogare agli acquisti in MEPA per importi fino ad € 1000.

– entro il 15/01/2016 occorre inviare il report del RPC in consultazione sul sito istituzionale

– entro il 31/01/2016 occorre comunicare all’ANAC il file di set informativo ex art 1 comma 32 L. 190/12

Procedura ANTIRICICLAGGIO da adottare anche nelle PP.AA.

DECRETO Ministero dell’INTERNO
25 settembre 2015

Determinazione degli indicatori di anomalia al fine di agevolare l’individuazione delle operazioni sospette di riciclaggio e di finanziamento del terrorismo da parte degli uffici della pubblica amministrazione.

 

 

Il DM 25/09/2015 introduce gli  indicatori che devono utilizzare le PP.AA. per le segnalazioni antiriciclaggio attuando nei fatti dopo otto anni di attività l’articolo 1 comma 2 letttera r) del D.Lgs 231/07.

L’articolo 3 del Dm definisce gli indicatori di anomalia come strumenti atti a “…  ridurre  i  margini  di incertezza connessi con valutazioni soggettive e hanno  lo  scopo  di contribuire al contenimento degli oneri  e  al  corretto  e  omogeneo adempimento degli obblighi di segnalazione di operazioni sospette. “
 
L’articolo 4 obbliga gli operatori ( le PP.AA. ) a segnalare all’UIF secondo le modalità dell’articolo 41 del D.Lgs 231/07.
 
Occorre fare molta attenzione nello scrivere ed adottare “adeguate” procedure interne finalizzate a comunicare al c.d. “gestore” le segnalazioni che quest’ultimo dovrà fare all’UIF.
L’articolo 6 del DM individua preferenzialmente il gestore nella stessa figura del RPC ( articolo 1  comma 7 L. 190/12 ) pur prevedendone un incarico formale distinto.
In ogni caso è evidente che anche alla luce del PNA pubblicato il 28/10/2015 l’intera procedura deve essere introdotta nel PTPC da farsi entro il 31/01/2016.
 
Tralasciando i tecnicismi e la giurisprudenza sull’antiriciclaggio e sula lotta al finanziamento al terrorismo è importante segnalare che l’articolo 8 del DM impone come obbligatoria la formazione, che giocoforza deve essere ricompresa tra la formazione già richiamata nel PNA del 28/10/2015 e dalla stessa L. 190/12 all’articolo 1 comma 5 lett. B , comma 9 lett. B e comma 11
 
 

 

DM_250915.pdf

NUOVO PNA, destinatarie tutte le PP.AA.

Con la determinazione n.12 del 28/10/2015 pubblicata il giorno 02/11/2015, L’Autorità Nazionale Anticorruzione ha aggiornato il PNA.

Il PNA aggiornato, frutto dell’analisi dello stesso del giorno 11/09/2013 è notevolmente più complesso da aconiufare all’interno del PTPC che dovrà fare riferimento al nuovo Piano Nazionale Anticorruzione.

L’ANAC ha sottolineato che i destinatari sono tutte le P.A dell’articolo 1 comma 2 del D.Lgs 165/01 ed anche le Partecipate, le controllate e le Private che erogano pubblici servizi.

Ritengo sia il caso partire con la Formazione OBBLIGATORIA.

 

MODELLO DIFFERIMENTO DPCM 03/12/13

Questo modello (ALLEGATO)  è da utilizzare solo per chi ancora non si è adeguato al DPCM.

Si ricorda che in forza della legge che disciplina il protocollo di ogni PA, a partire dal giorno 12/10 u.s. ogni atto prodotto è inefficace.

 

PER LA CONSULENZA :

http://www.rtd.cloud/deprisco/archivio-circolari/circolari-isa-e-pa-dal-01092011/item/216-offerta-per-la-predisposizione-del-modello-dpcm-031213–solo-pa-piccole-dimensioni

 

 

 

modellodifferimento.docx

Inizio obbligo del DPCM 03/12/13.

Per le PA che ancora non sono completamente adeguate alla norma  consiglio di fare proprio il testo di sotto e di inizire il procedimento di adeguamento.

  • Visto l’ordinamento  interno
  • Vista l’istanza ex art 7 D.Lgs 165/01 ove si richiedono le manifestazioni a candidarsi come
  • Visto l’articolo 3 del DPCM 03/12/13 e l’articolo 50 del DPR 445/00
  • Visto l’articolo 6 comma 3 del DPCM 03/12/13

 

 

Questa Pubblica amministrazione ha iniziato un percorso di adeguamento all’attuazione definitiva del CAD anche emanando un bando / RICHIEDENDO manifestazioni d’interesse per l’individuazione di professionalità capaci di :

  • Elaborare i dati contemplati nella norma
  • Conservare a norma le informazioni ( anche quelle dell’articolo 7 del ricorrente DPCM )

Quindi viste le le norma sopra elencate e la complessità  di attuazione dell’articolo 8 del DPCM , anche al fine di allineare la numerazione protocollare a partire dal 01/01/2016 ( cft art 57 DPR 445/00) si differiscono o  gli adempimenti al PRIMO GENNAIO P.V. pur avendo avviato tutte le procedure prodromiche.

 

Il rappresentante legale della PA

Si parte con i prezzi di riferimento.

Dopo circa un anno di attesa finalmente si parte con i c.d. prezzi di riferimento derivanti dall’applicazione dell’articolo 9 comma 7 del DL 66/14.

Per il tenore della norma vi rimendo al post di competenza

http://www.rtd.cloud/deprisco/archivio-circolari/circolari-isa-e-pa-dal-01092011/item/170-i-prezzi-di-riferimento-introdotti-dallarticolo-9-del-dl-66/14 , mentre appresso faremo un’analisi dell’istituto comparativo dei prezzi, ecco l’estratto ANAC

Prezzi di riferimento in ambito non sanitario Pubblicati i prezzi di riferimento della carta in risme

Pubblicati i primi prezzi di riferimento in ambito non sanitario di cui al d.l. n. 66/2014, sulla base dei dati comunicati fino alla data del 31 maggio 2015, dalle stazioni appaltanti appartenenti alla categoria delle “amministrazioni pubbliche”, secondo quanto previsto dalla Delibera n. CP-22 del 26 novembre 2014.
I prezzi di riferimento pubblicati sono relativi alla fornitura di carta in risme. Le informazioni raccolte nel corso della rilevazione di cui alla suddetta delibera hanno consentito di valutare, attraverso l’analisi econometrica, l’influenza delle caratteristiche del bene e delle condizioni della fornitura sul prezzo della carta.
Sono stati pertanto calcolati i prezzi di riferimento per le tipologie di carta più frequentemente acquistate, in particolare:

  1. carta formato A4 in risme da 500 grammatura da 80 a 84 g/mq in scatole da 5 risme
  2. carta formato A3 in risme da 500 grammatura da 80 a 84 g/mq in scatole da 5 risme

Si allegano le tabelle dell’ANAC.

 

 

 

tabellaprezziA3.pdf
tabellaprezziA4.pdf

INCONTRO INFORMATIVO SUL CAD ( FOCUS DPCM 03/12/13 ) e le scadenze prossime. La nullità dell’atto amministrativo.

in allegato la Locandina – INVITO.

 

Tutti i DS e DSGA sono invitati per trattare gli argomenti appresso detti :

– presentazione dei nuovi DS

– la normativa sulla trasparenza del sito web

– la forma pubblica dei contratti

– FOCUS SUL DPCM 03/12/13 ( il rischio della nullità degli atti a partire dal 12/10/15 )

Relatore : dott.ssa Elisa Carotenuto

Introduzione  dott. Vincenzo De Prisco, Albo esperti DFP e consulente d’ufficio FormezPA, membro del forum Agid sulla conservazione.

 

SEZIONE PROVINCIALE DI NAPOLI “ANTONIO ALLAMPRESE”

www.andisnapoli.it

L’A.N.DI.S. sezione provinciale Napoli, nell’ambito delle iniziative promosse a supporto della dirigenza scolastica e delle figure di staff, propone un seminario informativo per riflettere insieme sulla dematerializzazione e relativi adempimenti.

 

Vi aspettiamo, pertanto, numerosi all’evento: “Dematerializzazione: ci siamo?”

Relatrice: Dott.ssa Elisa Carotenuto Esperta C.A.D. (Codice Amministrazione Digitale) Lunedì 28 settembre 2015 ore 16.00 – 18.00 ICS “46° Scialoja Cortese”* Napoli Via Comunale Ottaviano 130 bis (quartiere San Giovanni a Teduccio) Napoli La partecipazione all’evento è completamente gratuita e, per garantire una migliore organizzazione, è richiesta la prenotazione da inviare via mail all’indirizzo andis.napoli@gmail.com , specificando nell’oggetto: Prenotazione seminario informativo “dematerializzazione” Napoli.

 

locandina_dematerializzazione.pdf

OFFERTA PER LA PREDISPOSIZIONE DEL MODELLO DPCM 031213 ( SOLO PA PICCOLE DIMENSIONI)

In allegato modello richiesta per l’adeguamento al DPCM 03/12/13 e breve descrizione.

( PER SCONTISTICA CHIAMARE AL 3389141276 dott. De Prisco Vincenzo)

 

proposta_scuole35.doc
ORDINE2015_1offerta031213.doc

Preparazione al DPCM 03/12/13 scadenza 12/10/15

Consiglio per gli adeguamenti da farsi entro il 12/10/15 di “considerare” di adempiere anche agli obblighi prodromici appresso elencati.:

– Regolamento del repertorio ex DPR 131/86 ( in allegato un modello da modificare ed integrare )

– Redazione di un piano DR-CO

– Redazione del DPSS ( come previsto dall’articolo 5 del DPCM 03/12/13)

 

Con questi documenti già pronti sarà più agevole predisporre il manuale di gestione ed il regolamento.

 

regolamento11.docx

ANNO ZERO PER LA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE.

COme ricordato nei precedenti POST con l’entrata in vigore del DPCM 3/12/13, prodromico al DPCM 13/11/14 cambierà completamente il flusso lavorativo nelle PA.

Il lavoro da fare consiste in una riorganizzazione olistica dei flussi documentali e procedimentali.

E’ evidente che occorrono competenze trasversali nelle seguenti materie :

– Archivistica
– Corretto trattamento dei dati ( D.Lgs 196/03 )
– Trasparenza amministrativa tradizionale ( L. 241/90 )
– Trasparenza amministrativa avanzata ( D.Lgs 33/13 )
– Codice dell’amministrazione digitale ( D.Lgs 82/05 e D.Lgs 235/10)
– Procedure della PA ( DPR 445/00, D.Lgs 165/01, D.Lgs 163/06, DPR 207/10, NORME UNI ISO 27001 e 3100) .

L’invito è quello di non affidarvi a prestatori di servizi non qualificati che non farebbero altro che dequalificarvi il processo documentale ( e decisionale ) .

Sarebbe il caso di dare una rilettura al manuale ” L’ORECCHIO E L’EVOLUZIONE DELLE SPECIE, DALLA PA ALLA e-P.@” scritto nel 2007 da Elisa Carotenuto e Vincenzo De Prisco.

Si ricorda che lo scrivente :

*  ha dato notevole impulso all’utilizzo della firma qualificata ed alla PEC nelle PA

* è iscirtto all’albo degli esperti del Dipartiemento delle Funzione Pubblica

* è iscirtto nell’elenco dei consulenti della FormezPA

* fa parte del forum permanente sulla conservazione digitale del DigitPA.

Per qualsiasi informazioni chimate al n. 3389141276, vincenzo de prisco.