Breve TUTORIAL ricognizione debiti

Analizziamo velocemente come compilare la ricognizione dei debiti al 31/12 ricordando la scadenza del 30 Aprile DL 35/13.

Primo passo andare sul sito dedicato a questo url http://crediticommerciali.mef.gov.it/,

Clicchiamo su login nell’angolo a destra e mettiamo le nostre credenziali

Apparire la pagina principale dell’applicativo del MEF

Prima di comunicare l’assenza dei debiti ( che dovrebbe essere la norma) verifichiamo che non ci siano istanze di certificazione ( cessione del credito ) in corso, andiamo sul secondo menu verticale a partire da sx ( ISTANZE) e scegliamo istanze in corso, apparirà questo scenario

Ora che siamo certi dell’assenza possiamo comunicare al MEF l’assenza delle posizioni debitorie cliccando sulla prima voce RICOGNIZIONE DEBITI – COMUNICAZIONE DI ASSENZA POSIZIONE DEBITORIE

POI cliccare su nuova comunicazione IN ALTO a DESTRA per l’anno 2019

Poi occorre firmare ( TASTO FIRMA)

Ora scaricate il file PDF, firmatelo ( sia cades P7m, che PADES PDF FIRMATO ) Caricate in piattaforma accettate ed inviate.

Qualora invece ci fossero debiti ( si riporta l’articolo 4 del D.Lgs 231/02)

Art. 4 ((Termini di pagamento)) 1. Gli interessi moratori decorrono, senza che sia necessaria la costituzione in mora, dal giorno successivo alla scadenza del termine per il pagamento. 2. ((Salvo quanto previsto dai commi 3, 4 e 5, il periodo di pagamento non puo’ superare i seguenti termini:)) a) trenta giorni dalla data di ricevimento da parte del debitore della fattura o di una richiesta di pagamento di contenuto equivalente. Non hanno effetto sulla decorrenza del termine le richieste di integrazione o modifica formali della fattura o di altra richiesta equivalente di pagamento; b) trenta giorni dalla data di ricevimento delle merci o dalla data di prestazione dei servizi, quando non e’ certa la data di ricevimento della fattura o della richiesta equivalente di pagamento; c) trenta giorni dalla data di ricevimento delle merci o dalla prestazione dei servizi, quando la data in cui il debitore riceve la fattura o la richiesta equivalente di pagamento e’ anteriore a quella del ricevimento delle merci o della prestazione dei servizi; d) trenta giorni dalla data dell’accettazione o della verifica eventualmente previste dalla legge o dal contratto ai fini dell’accertamento della conformita’ della merce o dei servizi alle previsioni contrattuali, qualora il debitore riceva la fattura o la richiesta equivalente di pagamento in epoca non successiva a tale data. 3. Nelle transazioni commerciali tra imprese le parti possono pattuire un termine per il pagamento superiore rispetto a quello previsto dal comma 2. Termini superiori a sessanta giorni, purche’ non siano gravemente iniqui per il creditore ai sensi dell’articolo 7, devono essere pattuiti espressamente. La clausola relativa al termine deve essere provata per iscritto. 4. Nelle transazioni commerciali in cui il debitore e’ una pubblica amministrazione le parti possono pattuire, purche’ in modo espresso, un termine per il pagamento superiore a quello previsto dal comma 2, ((quando cio’ sia oggettivamente giustificato dalla natura particolare del contratto o da talune sue caratteristiche)). In ogni caso i termini di cui al comma 2 non possono essere superiori a sessanta giorni. La clausola relativa al termine deve essere provata per iscritto. 5. I termini di cui al comma 2 sono raddoppiati: a) per le imprese pubbliche che sono tenute al rispetto dei requisiti di trasparenza di cui al decreto legislativo 11 novembre 2003, n. 333; b) per gli enti pubblici che forniscono assistenza sanitaria e che siano stati debitamente riconosciuti a tale fine. 6. Quando e’ prevista una procedura diretta ad accertare la conformita’ della merce o dei servizi al contratto essa non puo’ avere una durata superiore a trenta giorni dalla data della consegna della merce o della prestazione del servizio, salvo che sia diversamente ed espressamente concordato dalle parti e previsto nella documentazione di gara e purche’ cio’ non sia gravemente iniquo per il creditore ai sensi dell’articolo 7. L’accordo deve essere provato per iscritto. 7. Resta ferma la facolta’ delle parti di concordare termini di pagamento a rate. In tali casi, qualora una delle rate non sia pagata alla data concordata, gli interessi e il risarcimento previsti dal presente decreto sono calcolati esclusivamente sulla base degli importi scaduti

Occorre darne evidenza ai sensi dell’articolo 33 e 29 del FOIA, che ugualmente riporto

Art. 29 Obblighi di pubblicazione del bilancio, preventivo e consuntivo, e del Piano degli indicatori e risultati attesi di bilancio, nonche’ dei dati concernenti il monitoraggio degli obiettivi.

1. ((Fermo restando quanto previsto dall’articolo 9-bis, le pubbliche amministrazioni)) pubblicano i documenti e gli allegati del bilancio preventivo e del conto consuntivo entro trenta giorni dalla loro adozione, nonche’ i dati relativi al bilancio di previsione e a quello consuntivo in forma sintetica, aggregata e semplificata, anche con il ricorso a rappresentazioni grafiche, al fine di assicurare la piena accessibilita’ e comprensibilita’. 1-bis. Le pubbliche amministrazioni pubblicano e rendono accessibili, anche attraverso il ricorso ad un portale unico, i dati relativi alle entrate e alla spesa di cui ai propri bilanci preventivi e consuntivi in formato tabellare aperto che ne consenta l’esportazione, il trattamento e il riutilizzo, ai sensi dell’articolo 7, secondo uno schema tipo e modalita’ definiti con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri da adottare sentita la Conferenza unificata. 2. Le pubbliche amministrazioni pubblicano il Piano di cui all’articolo 19 del decreto legislativo 31 maggio 2011, n. 91, con le integrazioni e gli aggiornamenti di cui all’articolo 22 del medesimo decreto legislativo n. 91 del 2011.

Art. 33 Obblighi di pubblicazione concernenti i tempi di pagamento dell’amministrazione

1. ((Fermo restando quanto previsto dall’articolo 9-bis, le pubbliche amministrazioni)) pubblicano, con cadenza annuale, un indicatore dei propri tempi medi di pagamento relativi agli acquisti di beni, servizi ((prestazioni professionali)) e forniture, denominato ‘indicatore annuale di tempestivita’ dei pagamenti’ ((, nonche’ l’ammontare complessivo dei debiti e il numero delle imprese creditrici)). A decorrere dall’anno 2015, con cadenza trimestrale, le pubbliche amministrazioni pubblicano un indicatore, avente il medesimo oggetto, denominato ‘indicatore trimestrale di tempestivita’ dei pagamenti’ ((, nonche’ l’ammontare complessivo dei debiti e il numero delle imprese creditrici)). Gli indicatori di cui al presente comma sono elaborati e pubblicati, anche attraverso il ricorso a un portale unico, secondo uno schema tipo e modalita’ definiti con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri da adottare sentita la Conferenza unificata.

Come chiaro e scritto, l’elenco dei debiti in corso si può recuperare dalla cooperazione con altre PA, articolo 9 bis richiamato nel primo comma del 33, quindi occorre andare in PCC ( la piattaforma che stiamo utilizzando ) e seguire la procedura , le stesse informazioni sono recuperabili con il sistema SIOPE +

Proviamo a farlo insieme, quando ci sono debiti non chiusi utilizzando la stessa procedura che già abbiamo visto si aggiunge una voce in più nel menù

Cliccando entriamo nella gestione della comunicazione ex articolo 1 comma 867 della L. 145/18 e possiamo recuperare un report da aggiustare per avere la situazione da mettere in trasparenza ( 29 e 33 ).

Anche se l’operatività totale dell’ultima norma citata è rimandata al 2020 i dati che riusciamo ad evincere sono più che sufficienti per i nostri obblighi di trasparenza, ricordo che conviene allegare una breve relazione con i correttivi per aggiustare i tempi di pagamento.

Ovviamente resto a disposizione e per chiarezza riporto tutto l’articolo 7 del DL 35/13

Art. 7 Ricognizione dei debiti contratti dalle pubbliche amministrazioni 1. Le amministrazioni pubbliche, ai fini della certificazione delle somme dovute per somministrazioni, forniture e appalti e per obbligazioni relative a prestazioni professionali, ai sensi dell’articolo 9, commi 3-bis e 3-ter, del decreto-legge 29 novembre 2008, n. 185, convertito, con modificazioni, dalla legge 28 gennaio 2009, n. 2 e dell’articolo 12, comma 11-quinquies, del decreto-legge 2 marzo 2012, n. 16, convertito, con modificazioni, dalla legge 26 aprile 2012, n. 44, provvedono a registrarsi sulla piattaforma elettronica per la gestione telematica del rilascio delle certificazioni, predisposta dal Ministero dell’economia e delle finanze – Dipartimento della ragioneria generale dello Stato ai sensi dell’articolo 4 del decreto del Ministro dell’economia e delle finanze 25 giugno 2012, come modificato dal decreto del Ministro dell’economia e delle finanze 19 ottobre 2012 e dell’articolo 3 del decreto del Ministro dell’economia e delle finanze 22 maggio 2012, come modificato dal decreto del Ministro dell’economia e delle finanze 24 settembre 2012, entro 20 giorni dalla data di entrata in vigore del presente decreto. ((3)) 2. La mancata registrazione sulla piattaforma elettronica entro il termine di cui al comma 1 e’ rilevante ai fini della misurazione e della valutazione della performance individuale dei dirigenti responsabili e comporta responsabilita’ dirigenziale e disciplinare ai sensi degli articoli 21 e 55, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, e successive modificazioni. I dirigenti responsabili sono assoggettati, altresi’, ad una sanzione pecuniaria pari a 100 euro per ogni giorno di ritardo nella registrazione sulla piattaforma elettronica. 3. La certificazione dei crediti di cui al comma 1 e’ effettuata esclusivamente mediante la piattaforma elettronica di cui al medesimo comma 1. 4. Ferma restando la possibilita’ di acquisire la certificazione di somme dovute per somministrazioni, forniture e appalti e per obbligazioni relative a prestazioni professionali dalle pubbliche amministrazioni secondo le procedure di cui al decreto del Ministro dell’economia e delle finanze 25 giugno 2012, come modificato dal decreto del Ministro dell’economia e delle finanze 19 ottobre 2012 e di cui al decreto del Ministro dell’economia e delle finanze 22 maggio 2012, come modificato dal decreto del Ministro dell’economia e delle finanze 24 settembre 2012, le pubbliche amministrazioni debitrici di cui al comma 1 comunicano a partire dal 1° giugno 2013 ed entro il termine del 15 settembre 2013, utilizzando la piattaforma elettronica per la gestione telematica del rilascio delle certificazioni di cui al medesimo comma 1, l’elenco completo dei debiti certi, liquidi ed esigibili, maturati alla data del 31 dicembre 2012, che non risultano estinti alla data della comunicazione stessa, con l’indicazione dei dati identificativi del creditore. La comunicazione avviene sulla base di un apposito modello scaricabile dalla piattaforma elettronica, nel quale e’ data separata evidenza ai crediti gia’ oggetto di cessione o certificazione. Il creditore puo’ segnalare all’amministrazione pubblica debitrice, in tempo utile per il rispetto del termine di cui al primo periodo, l’importo e gli estremi identificativi del credito vantato nei confronti della stessa. 4-bis. A decorrere dal 1° gennaio 2014, le comunicazioni di cui al comma 4, relative all’elenco completo dei debiti certi, liquidi ed esigibili alla data del 31 dicembre di ciascun anno, sono trasmesse dalle amministrazioni pubbliche per il tramite della piattaforma elettronica entro il 30 aprile dell’anno successivo. In caso di inadempienza, si applica ai dirigenti responsabili la sanzione di cui al comma 2. 5. Il mancato adempimento da parte delle pubbliche amministrazioni debitrici alle disposizioni di cui al comma 4 rileva ai fini della misurazione e della valutazione della performance individuale dei dirigenti responsabili e comporta responsabilita’ dirigenziale e disciplinare ai sensi degli articoli 21 e 55, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, e successive modificazioni. 6. Per i crediti diversi da quelli gia’ oggetto di cessione o certificazione, la comunicazione di cui al comma 4 equivale a certificazione del credito ai sensi dell’articolo 9, commi 3-bis e 3-ter, del decreto-legge 29 novembre 2008, n. 185, convertito, con modificazioni, dalla legge 28 gennaio 2009, n. 2 e dell’articolo 12, comma 11-quinquies, del decreto-legge 2 marzo 2012, n. 16, convertito, con modificazioni, dalla legge 26 aprile 2012, n. 44. La certificazione di cui al periodo precedente si intende rilasciata, ai sensi dell’articolo 2, comma 2, del decreto del Ministro dell’economia e delle finanze 25 giugno 2012, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana 2 luglio 2012, n. 152. Le amministrazioni pubbliche di cui al comma 1 del presente articolo, nei limiti degli spazi finanziari derivanti dalle esclusioni dai vincoli del patto di stabilita’ interno previste ai commi 1 e 7 dell’articolo 1 e dalle anticipazioni concesse a valere sul Fondo di cui al comma 10 del medesimo articolo 1, devono indicare, per parte dei debiti ovvero per la totalita’ di essi, in sede di comunicazione, la data prevista per il pagamento. Per tali debiti la certificazione si intende rilasciata con apposizione della data di pagamento, anche ai fini della compensazione ai sensi degli articoli 28-quater e 28-quinquies del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 602, e successive modificazioni. In relazione alle esclusioni dai vincoli del patto di stabilita’ interno nonche’ alle anticipazioni, definite successivamente all’effettuazione della comunicazione prevista dal comma 4 del presente articolo, le pubbliche amministrazioni interessate possono aggiornare la predetta comunicazione limitatamente all’apposizione della data prevista per il pagamento dei debiti fino a quel momento comunicati senza apposizione di data. Le date di pagamento indicate nella comunicazione non sono modificabili in sede di aggiornamento. 7. In caso di omessa, incompleta o erronea comunicazione da parte dell’amministrazione pubblica di uno o piu’ debiti, il creditore puo’ richiedere all’amministrazione stessa di correggere o integrare la comunicazione del debito di cui al comma 4. Decorsi 15 giorni dalla data di ricevimento della richiesta senza che l’amministrazione abbia provveduto ovvero espresso un motivato diniego, il creditore puo’ presentare istanza di nomina di un Commissario ad acta, mediante la piattaforma elettronica, secondo le modalita’ di cui al decreto del Ministro dell’economia e delle finanze 25 giugno 2012, come modificato dal decreto del Ministro dell’economia e delle finanze 19 ottobre 2012 e al decreto del Ministro dell’economia e delle finanze 22 maggio 2012, come modificato dal decreto del Ministro dell’economia e delle finanze 24 settembre 2012, con oneri a carico dell’amministrazione debitrice. 7-bis. Le amministrazioni di cui al comma 1, contestualmente al pagamento dei debiti comunicati attraverso la piattaforma elettronica ai sensi del comma 4, provvedono a registrare sulla piattaforma stessa i dati del pagamento, in modo da garantire l’aggiornamento dello stato dei debiti. In caso di mancato adempimento a quanto previsto dal presente comma si applicano le disposizioni di cui al comma 5. 7-ter. Le amministrazioni pubbliche individuate ai sensi dell’articolo 1, comma 2, della legge 31 dicembre 2009, n. 196, e successive modificazioni, diverse da quelle di cui al comma 1 del presente articolo, ai soli fini della comunicazione prevista dal comma 4, provvedono a registrarsi sulla piattaforma elettronica entro venti giorni dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto. Per la mancata registrazione sulla piattaforma elettronica entro il termine indicato nel primo periodo si applicano le disposizioni di cui al comma 2. La comunicazione e’ effettuata entro il 15 settembre 2013 e si applicano le disposizioni di cui ai commi 5 e 7. 7-quater. A decorrere dal 30 settembre 2013, nel sito internet istituzionale del Ministero dell’economia e delle finanze, sulla base dei dati registrati nella piattaforma elettronica, sono pubblicati con cadenza mensile i dati relativi all’andamento dei pagamenti dei debiti di cui ai commi 4 e 4-bis. 8. Entro il termine di cui al comma 4, le banche e gli intermediari finanziari autorizzati, per il tramite dell’Associazione Bancaria Italiana, comunicano al Ministero dell’economia e delle finanze – Dipartimento del tesoro l’elenco completo dei debiti certi, liquidi ed esigibili nei confronti di pubbliche amministrazioni maturati alla data del 31 dicembre 2012 che sono stati oggetto di cessione in favore di banche o intermediari finanziari autorizzati, con l’indicazione dei dati identificativi del cedente, del cessionario e dell’amministrazione debitrice e distinguendo tra cessioni pro-soluto e cessioni pro-solvendo. 9. Nel rispetto degli obiettivi di finanza pubblica stabiliti con il Documento di economia e finanza ed eventualmente modificati dalla Nota di aggiornamento, previa intesa con le Autorita’ europee, la legge di stabilita’ per il 2014, puo’ autorizzare il pagamento mediante assegnazione di titoli di Stato dei debiti delle amministrazioni pubbliche che hanno formato oggetto di cessione pro soluto perfezionata entro il 31 dicembre 2012 da parte dei creditori in favore di banche o intermediari finanziari disciplinati dalle leggi in materia bancaria e creditizia di cui al comma 8 ovvero puo’ prevedere l’effettuazione di operazioni finanziarie finalizzate all’estinzione di debiti certi, liquidi ed esigibili delle pubbliche amministrazioni. 9-bis. Alla Nota di aggiornamento del Documento di economia e finanza 2013 e’ allegata una relazione sull’attuazione del presente decreto. La relazione da’ conto dello stato dei pagamenti dei debiti delle pubbliche amministrazioni effettuati ai sensi degli articoli 1, 2, 3 e 5, nonche’ degli esiti dell’attivita’ di ricognizione svolta ai sensi del presente articolo. La relazione indica altresi’ le iniziative eventualmente necessarie, da assumere anche con la legge di stabilita’ per il 2014, al fine di completare il pagamento dei debiti delle amministrazioni pubbliche maturati al 31 dicembre 2012, ivi inclusi i debiti per obbligazioni giuridicamente perfezionate relativi a somministrazioni, forniture, appalti e prestazioni professionali a fronte dei quali non sussistono nei bilanci residui passivi anche perenti, anche mediante la concessione nell’anno 2014 della garanzia dello Stato al fine di agevolare la cessione dei relativi crediti a banche e ad altri intermediari finanziari, nel rispetto dei saldi programmati di finanza pubblica.

Addio CONSULENTI ASSOCIATI, e Benvenuta Consulenti Associati Campania srls

Ci siamo trasformati nello spirito, è cambiato l’assetto societario , la nuova CA CAMPANIA srls é una nuova società con la totalità delle quote possedute da Elisa Carotenuto.

E’ cambiata la grafica del sito , ci saranno nuovi sistemi di condivisione e nuovi servizi sempre più orientati alla transizione digitale della PA, che resta il nostro mercato di riferimento. inizia un nuovo viaggio.

Ancora Gertrude Stein, DELIBERAZIONE 140/19/ANAC

Nel ricordarvi dell’articolo di qualche giorno fa,

devo riportarvi un’altra decisione, questa volta non del CdS ma dell’ANAC , in particolare la deliberazione 140/19.

In questa deliberazione si impone a tutte le SA che entro i 40000 euro non applicano l’istituto dell’affidamento diretto ( 36 comma 2 lett a del codice dei contratti ) di chiedere la garanzia provvisoria dell’articolo 93 comma 1 del codice.

1. L’offerta e’ corredata da una garanzia fideiussoria, denominata “garanzia provvisoria” pari al 2 per cento del prezzo base indicato nel bando o nell’invito, sotto forma di cauzione o di fideiussione, a scelta dell’offerente. Al fine di rendere l’importo della garanzia proporzionato e adeguato alla natura delle prestazioni oggetto del contratto e al grado di rischio ad esso connesso, la stazione appaltante puo’ motivatamente ridurre l’importo della cauzione sino all’1 per cento ovvero incrementarlo sino al 4 per cento. Nel caso di procedure di gara realizzate in forma aggregata da centrali di committenza, l’importo della garanzia e’ fissato nel bando o nell’invito nella misura massima del 2 per cento del prezzo base. In caso di partecipazione alla gara di un raggruppamento temporaneo di imprese, la garanzia fideiussoria deve riguardare tutte le imprese del raggruppamento medesimo. ((Nei casi di cui all’articolo 36, comma 2, lettera a), e’ facolta’ della stazione appaltante non richiedere le garanzie di cui al presente articolo.))

La decisione dell’ANAC è mio modesto parere è giusta, in quanto la norma specifica, l’articolo 103 comma 11 del codice, non prevede una doppia condizione per la richiesta della garanzia provvisoria, importo e metodologia di affidamento, ma salva ( come opzione ) solo la metodologia dell’affidamento diretto ( a prescindere dall’importo ).

E’ facolta’ dell’amministrazione in casi specifici non richiedere una garanzia per gli appalti ((di cui all’articolo 36, comma 2, lettera a), nonche’ per gli appalti)) da eseguirsi da operatori economici di comprovata solidita’ nonche’ per le forniture di beni che per la loro natura, o per l’uso speciale cui sono destinati, debbano essere acquistati nel luogo di produzione o forniti direttamente dai produttori o di prodotti d’arte, macchinari, strumenti e lavori di precisione l’esecuzione dei quali deve essere affidata a operatori specializzati. L’esonero dalla prestazione della garanzia deve essere adeguatamente motivato ed e’ subordinato ad un miglioramento del prezzo di aggiudicazione

Qualora quindi ,le SA volessero anche stando sotto i 40000 euro procedere con l’istituto dell’articolo 36 comma 2 lettera b sarebbero obbligate a chiedere la garanzia dell’articolo 93 comma 1 vedendo ridurre ancora il numero degli operatori economici e quindi la possibilità di EFFETTUARE LA ROTAZIONE DEGLI INVITI.

Vi aspetto nel week end per uno speciale sulla nuova LLGG 4 .

I controlli sui contratti pubblici

Nell’attesa delle nuove LL.GG. 4 riporto un vecchio post sempre utile per i controlli da effettuare .

Attinenze tra Monica Bellucci , Belen Rodriguez ed il codice dei contratti. La sentenza Consiglio di Stato sez. VI 19/6/2017 n. 2969.

Come risolvere alcuni problemi di normalizzazione  dei valori quando il criterio di aggiudicazione è l’offerta economicamente più vantaggiosa, articolo 95 comma 3 D.lgs 50/16.

Spesso capita, per scelta o per espressa previsione legislativa di dovere attribuire un appalto utilizzando il criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa.

Nel valutare la parte squisitamente economica, che (ricordo) potrebbe anche non esservi, la normalizzazione dei prezzi avviene con la semplice e nota funzione lineare scritta al fine di normalizzare il valore economico ( massimo 30 punti ) al prezzo più basso ricevuto in offerta.

Un grosso errore, consiste invece, nell’utilizzare le stesse funzioni, o tabelle ( quindi valori discreti e non lineari) anche per quanto riguarda le qualità non economiche dell’offerta.

Seppure alcune tabelle sono corrette ed indispensabili, queste sono inefficaci quando la valutazione cade sui requisiti  non quantizzabili, quando in altre parole si devono valutare le qualità delle offerte non quantificabili in numeri e valori discreti.

Da questo punto di vista è importantissima la sentenza Consiglio di Stato sez. VI 19/6/2017 n. 2969.

Proviamo a capirci con un esempio , nel valutare ai sensi del terzo comma dell’articolo 95 del codice dei contratti la fornitura di un server nevralgico per il nostro Ente abbiamo come da bando e lettera :

Massimo 30 punti per la tempestività dell’intervento tecnico

Massimo 70 punti per la qualità generale dello staff d’intervento e la professionalità

Pur essendo quantificabili come “offerta qualificativa” per il primo punto una tabella ci risolve ogni problema , ad esempio, 10 punti per interventi entro le 12 ore , 20 punti per 6 ore, 30 punti per 3 ore, ma per il valore della qualità generale come dobbiamo comportarci ? come posso normalizzare e quindi spostare la discrezionalità della commissione verso la componente tecnica allontanandomi dalla discrezionalità dell’an ?

Molti bandi sono fallaci sotto questo punto di vista, la questione non è solo teorica, nel regolamento 207/10 era prevista una specifica tecnica e che ancora deve essere utilizzata come detto dalla sentenza CdS 2969/17.

Un esempio scherzoso , forse sessista , ma efficace .

Incontro con un gruppo di amici, siamo in tre e dopo due birre ghiacciate decidiamo di fare una classifica di bellezza e le candidate sono :

Monica Bellucci (86-61-89)
Belen Rodriguez (83-65-89)
Aida Yespica  (90-61-91)
Manuela Arcuri (94-63-96)

Se decidessimo di valutarle solo in funzione delle loro misure la valutazione non sarebbe difficile ma si ridurrebbe a valorizzare maggiormente il seno od il lato B, comunque sono valutazioni che noi maschietti facciamo dopo la quinta birra e non solo due, vogliamo essere più completi e valutare la bellezza globale delle tre donne .
Come fare ? molto soggettivo ? si certamente  soggettivo , e se questo eccesso di “soggettivo’ dovesse capitare in commissione ex articolo 77 50/16 sarebbero guai .

Usciamone assieme seguendo le norme del vecchio regolamento come dice anche il CdS.
La commissione ex articolo 77 è composta da Mario, Paolo e me e subito ci viene un  dubbio, il seguente “ come poter valutare quattro bellezze così stravolgenti ?” Come ogni gruppetto di amici che bevono birra pensiamo subito ad una normalizzazione dei valori con il confronto a coppie basandoci su valori delle qualità lessicali, come più bella di …, bella uguale a , poco più bella etc

Allora proviamo a risolvere con il metodo del confronto a coppie utilizzando delle matrici triangolari di grandezza n-1.

Ogni commissario per giudicare la bellezza costruisce una semi matrice o matrice triangolare  di ampiezza n-1, cioè per le quattro ragazze la matrice sarà di questo tipo :

     
   
 

Visto che valutiamo qualità come la bellezza la normalizzazione nono può essere che semantica utilizzando la scala :

1 = Parità ;
2 = Preferenza minima  ;
3 = Preferenza piccola;
4 = Preferenza media ;
5= Preferenza grande ;
6 = Preferenza massima.

Ora ogni commissario arricchisce la sua tabella per confrontare a coppie le concorrenti , usiamo questa legenda :

Monica Bellucci -MB-
Belen Rodriguez-BR-
Aida Yespica -AY-
Manuela Arcuri -MA-

Commissario vincenzo de prisco

Come detto, valutare le ragazze in funzione delle loro misure non è complesso, in funzione della bellezza totale è più complicato, facciamo un confronto a coppie e vediamo di volta in volta la nostra preferenza basandoci sulla scala semantica. Per semplicità prima di andare in tabella ( la matrice a coppia di ragione n-1) farò un commento .

Tra Manuela Arcuri e Monica Bellucci preferisco di poco ( minimamente) Monica Bellucci.
Tra Monica Bellucci ed Aida Yespica non c’è storia, decisamente la Bellucci
Tra Monica Bellucci e Belen Rodriguez vedo la parità, nessuna prevalenza
Tra Manuela Arcuri e ed Aida Yespica preferisco mediamente l’italiana
Tra Manuela Arcuri e Belen Rodriguez preferenza grande per la Rodriguez
Tra Aida Yespica e Belen Rodriguez massima preferenza per la più giovane Belen

Come ho appuntato ? la sigla della vincitrice ed il punteggio semantico ( nel caso di parità le due sigle )

Commissario Mario

Commissario Paolo

Ovviamente i commissari hanno compilato le matrici non consultandosi tra di loro ed alla fine tirano le somme :

RISULTA VINCITRICE LA BELEN RODRIGUEZ, se ci fossimo basati solo sulle misure sarebbe stata l’ultima.

Con questo buffo esempio ho voluto focalizzare e commentare la sentenza del CdS, quando non si usano metodi e sistemi di normalizzazione commettiamo degli illeciti, anche se il D.lgs 50/16 non indica le modalità scientifiche conviene come detto in sentenza rifarci agli allegati del DPR 207/2010 .

Solo dopo questi passaggi posso usare le consuete formule lineari e tabellari, altrimenti siamo attaccabili.

Al prossimo giro sul codice degli appalti parleremo comunque delle formule matematiche e statistiche.

Whistleblowing software chiavi in mano.

Mettiamo a disposizione il software su strutture protette e nel pieno rispetto del GDPR. Se interessati chiedete una quotazione.

Whistleblowing, ci siamo.

Finalmente una risposta certa sul combinato art 54 comma 5 D.lgs 165/01 come modificato dall’articolo 1 comma 51 della L. 190/12.

Abbiamo un soluzione data dall’ANAC per la segnalazione degli illeciti e la tutela del dipendente segnalante.

Siete interessati alla soluzione ? Contattatemi.

Da divulgare ai RPC.

Riporto la notizia ANAC

Disponibile in open source il software per la gestione delle segnalazioni di illeciti

L’Autorità comunica che a partire dal 15 gennaio 2019 sarà disponibile per il riuso l’applicazione informatica “Whistleblower” per l’acquisizione e la gestione – nel rispetto delle garanzie di riservatezza previste dalla normativa vigente – delle segnalazioni di illeciti da parte dei pubblici dipendenti, così come raccomandato dal disposto dell’art. 54 bis, comma 5, del d.lgs. n. 165/2001 e previsto dalle Linee Guida di cui alla Determinazione n. 6 del 2015.

La piattaforma consente la compilazione, l’invio e la ricezione delle segnalazioni di presunti fatti illeciti nonché la possibilità per l’ufficio del Responsabile della prevenzione corruzione e della trasparenza (RPCT), che riceve tali segnalazioni, di comunicare in forma riservata con il segnalante senza conoscerne l’identità. Quest’ultima, infatti, viene segregata dal sistema informatico ed il segnalante, grazie all’utilizzo di un codice identificativo univoco generato dal predetto sistema, potrà “dialogare” con il RPCT in maniera spersonalizzata tramite la piattaforma informatica. Ove ne ricorra la necessità il RPCT può chiedere l’accesso all’identità del segnalante, previa autorizzazione di una terza persona (il cd. “custode dell’identità”).

L’applicativo e la documentazione di installazione sono disponibili sul repository Github dell’ANAC, all’indirizzo https://github.com/anticorruzione/openwhistleblowing. La distribuzione del software è regolata dalla Licenza Pubblica dell’Unione Europea (EUPL v. 1.2 https://eupl.eu/1.2/it/), che ne consente il libero uso a qualunque soggetto interessato senza ulteriore autorizzazione da parte di ANAC.

Il sistema viene fornito completo di un modello di segnalazione predisposto da ANAC che può essere completamente personalizzato dall’utilizzatore.

Per la documentazione, i rapporti periodici, la normativa ed altre informazioni sul whistleblowing vai alla sezione dedicata.

Norme sulla trasparenza bifasica sempre disattese.

La legge annuale per il mercato e la concorrenza per il 2018 ha introdotto novità di trasparenza bifasica ad oggi spesso disattese. La l. 124/17 è stata modificata, ampliandone la portata , dal decreto salviniano intitolato alla sicurezza , il DL 113/18 convertito in L. 132/18.

in particolare l’articolo 12 ter sancisce che :

Art. 12-ter (( (Obblighi di trasparenza per le cooperative sociali che svolgono attivita’ in favore di stranieri). )) ((1. Al comma 125 dell’articolo 1 della legge 4 agosto 2017, n. 124, dopo il primo periodo e’ inserito il seguente: “Le cooperative sociali sono altresi’ tenute, qualora svolgano attivita’ a favore degli stranieri di cui al decreto legislativo 25 luglio 1998, n. 286, a pubblicare trimestralmente nei propri siti internet o portali digitali l’elenco dei soggetti a cui sono versate somme per lo svolgimento di servizi finalizzati ad attivita’ di integrazione, assistenza e protezione sociale”)).

Questa attenzione nulla cambia sulla portata della norma che vede due momenti pubblicitari, uno solito ( e comunque disatteso ) in capo alle PA da inquadrare nell’articolo 26 del 33/13 che riporto :

Obblighi di pubblicazione degli atti di concessione di sovvenzioni, contributi, sussidi e attribuzione di vantaggi economici a persone fisiche ed enti pubblici e privati. 1. Le pubbliche amministrazioni pubblicano gli atti con i quali sono determinati, ai sensi dell’articolo 12 della legge 7 agosto 1990, n. 241, i criteri e le modalita’ cui le amministrazioni stesse devono attenersi per la concessione di sovvenzioni, contributi, sussidi ed ausili finanziari e per l’attribuzione di vantaggi economici di qualunque genere a persone ed enti pubblici e privati. 2. Le pubbliche amministrazioni pubblicano gli atti di concessione delle sovvenzioni, contributi, sussidi ed ausili finanziari alle imprese, e comunque di vantaggi economici di qualunque genere a persone ed enti pubblici e privati ai sensi del citato articolo 12 della legge n. 241 del 1990, di importo superiore a mille euro. ((Ove i soggetti beneficiari siano controllati di diritto o di fatto dalla stessa persona fisica o giuridica ovvero dagli stessi gruppi di persone fisiche o giuridiche, vengono altresi’ pubblicati i dati consolidati di gruppo)). 3. La pubblicazione ai sensi del presente articolo costituisce condizione legale di efficacia dei provvedimenti che dispongano concessioni e attribuzioni di importo complessivo superiore a mille euro nel corso dell’anno solare al medesimo beneficiario. La mancata, incompleta o ritardata pubblicazione rilevata d’ufficio dagli organi di controllo e’ altresi’ rilevabile dal destinatario della prevista concessione o attribuzione e da chiunque altro abbia interesse, anche ai fini del risarcimento del danno da ritardo da parte dell’amministrazione, ai sensi dell’articolo 30 del decreto legislativo 2 luglio 2010, n. 104. 4. E’ esclusa la pubblicazione dei dati identificativi delle persone fisiche destinatarie dei provvedimenti di cui al presente articolo, qualora da tali dati sia possibile ricavare informazioni relative allo stato di salute ovvero alla situazione di disagio economico-sociale degli interessati.

Ho volutamente evidenziato il terzo comma , per l’efficacia del provvedimento.

Tuttavia, ancora più disattesa ( ASSENTE DIREI ), è la pubblicità da parte del beneficiario della provvista economica, riporto la parte finale del comma 125 della L. 124/17 evidenziandone i punti critici,

Le imprese che ricevono sovvenzioni, contributi, incarichi retribuiti e comunque vantaggi economici di qualunque genere dalle pubbliche amministrazioni e dai soggetti di cui al primo periodo sono tenute a pubblicare tali importi nella nota integrativa del bilancio di esercizio e nella nota integrativa dell’eventuale bilancio consolidato. L’inosservanza di tale obbligo comporta la restituzione delle somme ai soggetti eroganti entro tre mesi dalla data di cui al periodo precedente. Qualora i soggetti eroganti appartengano alle amministrazioni centrali dello Stato ed abbiano adempiuto agli obblighi di pubblicazione previsti dall’articolo 26 del decreto legislativo 14 marzo 2013, n. 33, le somme di cui al terzo periodo sono versate ad apposito capitolo dell’entrata del bilancio dello Stato per essere riassegnate ai pertinenti capitoli degli stati di previsione delle amministrazioni originariamente competenti per materia. Nel caso in cui i soggetti eroganti non abbiano adempiuto ai prescritti obblighi di pubblicazione di cui all’articolo 26 del decreto legislativo 14 marzo 2013, n. 33, le somme di cui al terzo periodo sono versate all’entrata del bilancio dello Stato per essere riassegnate al fondo per la lotta alla poverta’ e all’esclusione sociale, di cui all’articolo 1, comma 386, della legge 28 dicembre 2015, n. 208.

Altre modalità di pubblicità vengono date per la prima parte della stessa norma ( quella modificata dalla L. 132/18) anche grazie alla pubblicazione sui siti web istituzionali .

A decorrere dall’anno 2018, i soggetti di cui all’articolo 13 della legge 8 luglio 1986, n. 349, e successive modificazioni, i soggetti di cui all’articolo 137 del codice di cui al decreto legislativo 6 settembre 2005, n. 206, nonche’ le associazioni, le Onlus e le fondazioni che intrattengono rapporti economici con le pubbliche amministrazioni e con i soggetti di cui all’articolo 2-bis del decreto legislativo 14 marzo 2013, n. 33, nonche’ con societa’ controllate di diritto o di fatto direttamente o indirettamente da pubbliche amministrazioni, ivi comprese quelle che emettono azioni quotate in mercati regolamentati e le societa’ da loro partecipate, e con societa’ in partecipazione pubblica, ivi comprese quelle che emettono azioni quotate in mercati regolamentati e le societa’ da loro partecipate, pubblicano entro il 28 febbraio di ogni anno, nei propri siti o portali digitali, le informazioni relative a sovvenzioni, contributi, incarichi retribuiti e comunque a vantaggi economici di qualunque genere ricevuti dalle medesime pubbliche amministrazioni e dai medesimi soggetti nell’anno precedente.

Le comunicazioni elettroniche dell’ARTICOLO 40 DEL D.LGS 50/16

In attesa di intervento chiarificatore dell’ANAC, ulteriore a successivo a quello del 30/10/2018, continuiamo dopo il post già pubblicato ad approfondire le procedure .

Art. 40 (Obbligo di uso dei mezzi di comunicazione elettronici nello svolgimento di procedure di aggiudicazione) 1. Le comunicazioni e gli scambi di informazioni nell’ambito delle procedure di cui al presente codice svolte da centrali di committenza sono eseguiti utilizzando mezzi di comunicazione elettronici ai sensi dell’articolo 5-bis del decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82, Codice dell’amministrazione digitale. 2. A decorrere dal 18 ottobre 2018, le comunicazioni e gli scambi di informazioni nell’ambito delle procedure di cui al presente codice svolte dalle stazioni appaltanti sono eseguiti utilizzando mezzi di comunicazione elettronici.

leggendo il 40 è chiaro il rimando  ad altre due norme, il 52 degli appalti e soprattutto il 5 bis del CAD.

Art. 52 (Regole applicabili alle comunicazioni) 1. Nei settori ordinari e nei settori speciali, tutte le comunicazioni e gli scambi di informazioni di cui al presente codice sono eseguiti utilizzando mezzi di comunicazione elettronici in conformita’ con quanto disposto dal presente comma e dai commi da 2 a 9, nonche’ dal Codice dell’amministrazione digitale di cui al decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82. Gli strumenti e i dispositivi da utilizzare per comunicare per via elettronica, nonche’ le relative caratteristiche tecniche, hanno carattere non discriminatorio, sono comunemente disponibili e compatibili con i prodotti TIC generalmente in uso e non limitano l’accesso degli operatori economici alla procedura di aggiudicazione. In deroga al primo e secondo periodo, le stazioni appaltanti non sono obbligate a richiedere mezzi di comunicazione elettronici nella procedura di presentazione dell’offerta esclusivamente nelle seguenti ipotesi: a) a causa della natura specialistica dell’appalto, l’uso di mezzi di comunicazione elettronici richiederebbe specifici strumenti, dispositivi o formati di file che non sono in genere disponibili o non sono gestiti dai programmi comunemente disponibili; b) i programmi in grado di gestire i formati di file, adatti a descrivere l’offerta, utilizzano formati che non possono essere gestiti mediante altri programmi aperti o generalmente disponibili ovvero sono protetti da licenza di proprieta’ esclusiva e non possono essere messi a disposizione per essere scaricati o per farne un uso remoto da parte della stazione appaltante; c) l’utilizzo di mezzi di comunicazione elettronici richiede attrezzature specializzate per ufficio non comunemente disponibili alle stazioni appaltanti; d) i documenti di gara richiedono la presentazione di un modello fisico o in scala ridotta che non puo’ essere trasmesso per mezzo di strumenti elettronici; e) l’uso di mezzi di comunicazione diversi dai mezzi elettronici e’ necessario a causa di una violazione della sicurezza dei mezzi di comunicazione elettronici ovvero per la protezione di informazioni di natura particolarmente sensibile che richiedono un livello talmente elevato di protezione da non poter essere adeguatamente garantito mediante l’uso degli strumenti e dispositivi elettronici che sono generalmente a disposizione degli operatori economici o che possono essere messi loro a disposizione mediante modalita’ alternative di accesso ai sensi del comma 6. 2. Nei casi in cui non sono utilizzati mezzi di comunicazione elettronici ai sensi del terzo periodo del comma 1, la comunicazione avviene per posta o altro idoneo supporto ovvero mediante una loro combinazione. 3. Le stazioni appaltanti indicano nella relazione unica i motivi per cui l’uso di mezzi di comunicazione diversi dai mezzi elettronici e’ stato ritenuto necessario in applicazione del comma 1, terzo periodo. 4. In deroga ai commi da 1 a 3, la comunicazione orale puo’ essere utilizzata in relazione a comunicazioni diverse da quelle relative agli elementi essenziali della procedura di appalto, purche’ il contenuto della comunicazione orale sia sufficientemente documentato. A tal fine, gli elementi essenziali della procedura di appalto includono i documenti di gara, le richieste di partecipazione, le conferme di interesse e le offerte. In particolare, le comunicazioni orali con offerenti che potrebbero incidere significativamente sul contenuto e la valutazione delle offerte sono documentate in misura sufficiente e con mezzi adeguati. 5. In tutte le comunicazioni, gli scambi e l’archiviazione di informazioni, le stazioni appaltanti garantiscono che l’integrita’ dei dati e la riservatezza delle offerte e delle domande di partecipazione siano mantenute. ((Esse esaminano)) il contenuto delle offerte e delle domande di partecipazione soltanto dopo la scadenza del termine stabilito per la loro presentazione. 6. Le stazioni appaltanti possono, se necessario, richiedere l’uso di strumenti e dispositivi che in genere non sono disponibili, ma, in tale caso, offrono modalita’ alternative di accesso. Sono adeguate modalita’ alternative di accesso quelle che: a)  offrono gratuitamente un accesso completo, illimitato e diretto per via elettronica a tali strumenti e dispositivi a decorrere dalla data di pubblicazione dell’avviso, conformemente all’allegato V o dalla data di invio dell’invito a confermare interesse. Il testo dell’avviso o dell’invito a confermare interesse indica l’indirizzo Internet presso il quale tali strumenti e dispositivi sono accessibili; b)  assicurano che gli offerenti, che non hanno accesso agli strumenti e ai dispositivi in questione o non hanno la possibilita’ di ottenerli entro i termini pertinenti, a condizione che la responsabilita’ del mancato accesso non sia attribuibile all’offerente interessato, possano accedere alla procedura di appalto utilizzando credenziali temporanee elettroniche per un’autenticazione provvisoria fornite gratuitamente online; c) offrono un canale alternativo per la presentazione elettronica delle offerte. 7. Le amministrazioni aggiudicatrici e gli enti aggiudicatori possono imporre agli operatori economici condizioni intese a proteggere il carattere di riservatezza delle informazioni che i predetti soggetti rendono disponibili durante tutta la procedura di appalto. 8. Oltre ai requisiti di cui all’allegato XI, agli strumenti e ai dispositivi di trasmissione e di ricezione elettronica delle offerte e di ricezione elettronica delle domande di partecipazione si applicano le seguenti regole: a) le stazioni appaltanti mettono a disposizione dei soggetti interessati le informazioni sulle specifiche per la presentazione di offerte e domande di partecipazione per via elettronica, compresa la cifratura e la datazione; b)  le stazioni appaltanti specificano il livello di sicurezza richiesto per i mezzi di comunicazione elettronici da utilizzare per le varie fasi della procedura d’aggiudicazione degli appalti. Il livello e’ proporzionato ai rischi connessi; c) qualora ritengano che il livello dei rischi, valutato ai sensi della lettera b), sia tale che sono necessarie firme elettroniche avanzate, come definite nel Codice dell’amministrazione digitale di cui al decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82, le stazioni appaltanti accettano le firme elettroniche avanzate basate su un certificato qualificato, considerando se tali certificati siano forniti da un prestatore di servizi di certificazione presente in un elenco di fiducia di cui alla decisione della Commissione 2009/767/CE, create con o senza dispositivo per la creazione di una firma sicura alle seguenti condizioni: 1) le stazioni appaltanti stabiliscono il formato della firma elettronica avanzata sulla base dei formati stabiliti nelle regole tecniche adottate in attuazione del Codice dell’amministrazione digitale di cui al decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82, e attuano le misure necessarie per poterli elaborare; qualora sia utilizzato un diverso formato di firma elettronica, la firma elettronica o il supporto del documento elettronico contiene informazioni sulle possibilita’ di convalida esistenti. Le possibilita’ di convalida consentono alla stazione appaltante di convalidare on line, gratuitamente e in modo comprensibile per i non madrelingua, le firme elettroniche ricevute come firme elettroniche avanzate basate su un certificato qualificato. Le stazioni appaltanti, tramite il coordinamento della Cabina di regia, comunicano le informazioni relative al fornitore di servizi di convalida alla Commissione europea che le pubblica su internet; 2) in caso di offerte firmate con il sostegno di un certificato qualificato in un elenco di fiducia, le stazioni appaltanti non applicano ulteriori requisiti che potrebbero ostacolare l’uso di tali firme da parte degli offerenti. 9. Riguardo ai documenti utilizzati nel contesto di una procedura di appalto che sono firmati dall’autorita’ competente o da un altro ente responsabile del rilascio, l’autorita’ o l’ente competente di rilascio puo’ stabilire il formato della firma elettronica avanzata in conformita’ ai requisiti previsti dalle regole tecniche adottate in attuazione del Codice dell’amministrazione digitale di cui al decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82. Essi si dotano delle misure necessarie per trattare tecnicamente tale formato includendo le informazioni necessarie ai fini del trattamento della firma nei documenti in questione. Tali documenti contengono nella firma elettronica o nel supporto del documento elettronico possibilita’ di convalida esistenti che consentono di convalidare le firme elettroniche ricevute on line, gratuitamente e in modo comprensibile per i non madre lingua. 10. Per le concessioni, fatti salvi i casi in cui l’uso dei mezzi elettronici e’ obbligatorio ai sensi del presente codice, le stazioni appaltanti possono scegliere uno o piu’ dei seguenti mezzi di comunicazione per tutte le comunicazioni e gli scambi di informazioni: a)  mezzi elettronici; b)  posta; c)  comunicazione orale, anche telefonica, per comunicazioni diverse da quelle aventi ad oggetto gli elementi essenziali di una procedura di aggiudicazione di una concessione e purche’ il contenuto della comunicazione orale sia sufficientemente documentato su un supporto durevole; d)  la consegna a mano comprovata da un avviso di ricevimento. 11. Nei casi di cui al comma 10, il mezzo di comunicazione scelto deve essere comunemente disponibile e non discriminatorio e non deve limitare l’accesso degli operatori economici alla procedura di aggiudicazione della concessione. Gli strumenti e i dispositivi da utilizzare per comunicare per via elettronica, nonche’ le relative caratteristiche tecniche, devono essere interoperabili con i prodotti della tecnologia dell’informazione e della comunicazione comunemente in uso. 12. Alle concessioni ((si applicano i commi 5 e 7)).

Vediamo ora il 5 bis del CAD che come sempre considero strumentale ad ogni procedimento.

Art. 5-bis (Comunicazioni tra imprese e amministrazioni pubbliche). 1. La presentazione di istanze, dichiarazioni, dati e lo scambio di informazioni e documenti, anche a fini statistici, tra le imprese e le amministrazioni pubbliche avviene esclusivamente utilizzando le tecnologie dell’informazione e della comunicazione. Con le medesime modalita’ le amministrazioni pubbliche adottano e comunicano atti e provvedimenti amministrativi nei confronti delle imprese. 2. Con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, su proposta del Ministro per la pubblica amministrazione e l’innovazione, di concerto con il Ministro dello sviluppo economico e con il Ministro per la semplificazione normativa, sono adottate le modalita’ di attuazione del comma 1 da parte delle pubbliche amministrazioni centrali e fissati i relativi termini. 3. ((AgID)), anche avvalendosi degli uffici di cui all’articolo 17, provvede alla verifica dell’attuazione del comma 1 secondo le modalita’ e i termini indicati nel decreto di cui al comma 2. 4. Il Governo promuove l’intesa con regioni ed enti locali in sede di Conferenza unificata per l’adozione degli indirizzi utili alla realizzazione delle finalita’ di cui al comma 1.

Come ulteriore riferimento per capire cosa si intende per procedura telematica è importante il CdS n. 4050 del 2016 che crea una discriminante importante , non basta l’utilizzo non armonico degli strumenti del CAD ( Firma, PEC , Mt etc ), ma è necessaria una piattaforma capace di gestire le procedure ed automatizzare le proposte discrezionali ed inoltre detti dall’alto i tempi di apertura, invito, caricamento etc etc. Allego la sentenza.

E’ importante ribadire che vige ancora l’articolo 1 comma 450 della L. 296/06.

Una cosa importante da chiarire è che il 18 ottobre è entrato in vigore solo l’articolo 40 del D.lgs 50/2016 e non il 44 , per il quale siamo in attesa di ulteriori disposizioni e regole tecniche.

Per riepilogare , e soprattutto tranquilizzare ricordo che sarà tutto piû semplice quando l’ANAC finalmente farà partire la BDNOE, nel frattempo si dovranno utilizzare  le solite procedure e… come sempre nulla di nuovo , occorre solo applicare il combinato articolo 29 del D.lgs 50/16 e 37 del D.lgs 33/13 tenendo conto del CAD.

Tutti i miei clienti otterranno nella relazione finale GDPR-ACCESSIBILITA’-TRASPARENZA una relazione puntuale sullo stato degli adempimenti.

Tempo stimato…. BEFANA 2019.

Buona Digital Commedia.

COLLEGAMENTI TRA TRASPARENZA E GDPR nel PNA 2018 .Bang !!! SLAAAAAM , SIGH!!! RDP, RPCT, RDP, DPO, GDPR , PNA. IL PNA 2018.

Il PNA 2018, contiene alcuni chiarimenti in merito al DPO ,al RPCT ed alla possibile coincidenza delle due figure.

Ovviamente tale degenerazione è possibile solo qualora si volesse scegliere un DPO interno, possibile ma non performante, infatti all’ultimo capoverso della pagina 16 dell’aggiornamento 2018 al PNA sconsiglia questa scelta.

Nel PNA non poteva mancare il collegamento tra la trasparenza ed il GDPR, questo perchè purtroppo ancora non è chiara la portata della norma, si continua a pensare al GDPR come regolamento PRIVACY, e non protezione dei dati e libera circolazione degli stessi.

Quindi, l’amministrazione trasparente resta integra e non si muove dal suo posto, l’importante e seguire i dettami della legge ( attenzione del 33/13 e non del GDPR che ci delinea dei perimetri e che rimanda a leggi e regolamenti ) .

Il riferimento normativo resta l’articolo 7 comma 4 del 33/13.

ciao ciao vicnenzo de prisco

​La programmazione biennale degli acquisti di beni e servizi. L’ art 21 D.Lgs 50/16 e decreto MIT 14/2018

Con il decreto MIT del 16/01/18, il  numero 14 , si rende finalmente operativo l’articolo 21 del D.Lgs 50/16, sarà infatti questo il primo anno di programmaizone economica degli acquisti di beni e servizi  su base biennale.

Analizziamo qualche aspetto dell’articolo 21 .

 Art. 21 
 
 
(( (Programma degli acquisti e programmazione dei lavori pubblici) )) 
 
  1. Le amministrazioni aggiudicatrici adottano il programma biennale
degli acquisti di beni e servizi e il programma triennale dei  lavori
pubblici, nonche' i relativi aggiornamenti annuali. I programmi  sono
approvati nel rispetto dei documenti programmatori e in coerenza  con
il  bilancio  ((e,  per  gli  enti  locali,  secondo  le  norme   che
disciplinano la programmazione economico-finanziaria degli enti)). 

Al primo comma è chiaro che gli strumenti propri dell programmazioen restano incardinati sulle norme specifiche, infatti l’obbligatorietà della programmazione del D.lgs 50/16 spinge ad uniformare i soli processi di pubbicazione senza incidere, ovviamente sugli strumenti propri di ogni Ente .

Inoltre occorre evidenziare che l’obbligo è delle amministrazini aggiudicatrici e non delle singole SA , quindi in caso di Enti complessi costituiti da più SA la programmazione deve essere aggregata ai fini dell’articolo 21, si pensi a strutture complesse come le aziende sanitarie od enti locali .

Ovviamente nella prorammazione dei beni e dei servizi dell’area ICT occorre tenere conto dell’articolo 1 comma 513 della L. 208/15, che riporto per semplicità di lettura :

L'Agenzia per l'Italia digitale  (Agid)  predispone  il  Piano
triennale per l'informatica nella  pubblica  amministrazione  che  e'
approvato dal Presidente del Consiglio dei ministri  o  dal  Ministro
delegato. Il Piano contiene, per ciascuna amministrazione o categoria
di amministrazioni, l'elenco dei beni  e  servizi  informatici  e  di
connettivita' e dei relativi costi, suddivisi in spese  da  sostenere
per innovazione  e  spese  per  la  gestione  corrente,  individuando
altresi' i beni e servizi la  cui  acquisizione  riveste  particolare
rilevanza strategica. 

E’ anche opprotuno non considerare la programmazione come un peso ulteriore, un atto programmatico sterile e foriero di problemi applicativi, deve essere vista come strumento di budget e di razionalizzazione, programmiamo bene ed iniziamo anche a qualificare i possibili OE per avere un lavoro in discesa, leghiamo quindi la programmazione biennale con la progettazione degli acquisti ( e restando sembre in ambito di informatica giuridica chiedete sempre aiuto al vostro RTD ).

Vediamo ora lo strumento del MIT attuativo dell’articolo 21, cioè l’articolo 6 del decreto 14/18.

 Art. 6 
 
 
Contenuti, ordine di priorita' del programma biennale degli  acquisti
                       di forniture e servizi 
 
  1. Le amministrazioni, secondo i propri ordinamenti e  fatte  salve
le competenze legislative  e  regolamentari  delle  regioni  e  delle
province autonome  in  materia,  adottano,  nel  rispetto  di  quanto
previsto dall'articolo 21, comma 1, secondo periodo, del  codice,  il
programma biennale degli acquisti di forniture e  servizi  nonche'  i
relativi elenchi annuali e aggiornamenti  annuali  sulla  base  degli
schemi-tipo allegati al presente decreto  e  parte  integrante  dello
stesso.  Le  amministrazioni,  ai  fini  della  predisposizione   del
programma biennale degli  acquisti  di  forniture  e  servizi  e  dei
relativi elenchi annuali e  aggiornamenti  annuali,  consultano,  ove
disponibili,  le  pianificazioni   delle   attivita'   dei   soggetti
aggregatori e delle  centrali  di  committenza,  anche  ai  fini  del
rispetto degli obblighi di utilizzo di strumenti  di  acquisto  e  di
negoziazione  previsti  dalle  vigenti  disposizioni  in  materia  di
contenimento della spesa. 
  2. Gli schemi-tipo per la programmazione biennale degli acquisti di
forniture e servizi di cui  all'Allegato  II  sono  costituiti  dalle
seguenti schede: 
    a) A: quadro delle risorse necessarie alle acquisizioni  previste
dal programma, articolate per annualita' e fonte di finanziamento; 
    b) B: elenco degli acquisti del programma con  indicazione  degli
elementi essenziali per la loro  individuazione.  Nella  scheda  sono
indicati le forniture e i servizi connessi ad un lavoro di  cui  agli
articoli da 3 a 5, riportandone il relativo CUP, ove previsto; 
    c)  C:  elenco   degli   acquisti   presenti   nella   precedente
programmazione biennale nei casi previsti dal comma  3  dell'articolo
7. 
  3. I soggetti  che  gestiscono  i  siti  informatici  di  cui  agli
articoli 21, comma 7 e 29 del codice,  assicurano  la  disponibilita'
del  supporto  informatico  per  la  compilazione  degli  schemi-tipo
allegati al presente decreto. 
  4. Ogni acquisto di forniture e servizi riportato nel programma  di
cui al comma 1 e' individuato univocamente dal CUI. Per ogni acquisto
per il quale e' previsto, e' riportato  il  CUP.  Entrambi  i  codici
vengono mantenuti nei programmi  biennali  nei  quali  l'acquisto  e'
riproposto, salvo modifiche sostanziali del progetto che ne  alterino
la possibilita' di precisa individuazione. 
  5. Per gli acquisti di cui al comma 1, nel programma biennale  sono
riportati  gli  importi  degli  acquisti  di  forniture   e   servizi
risultanti dalla  stima  del  valore  complessivo,  ovvero,  per  gli
acquisti di forniture e servizi ricompresi nell'elenco  annuale,  gli
importi del prospetto economico delle acquisizioni medesime. 
  6. Il programma biennale contiene altresi'  i  servizi  di  cui  al
comma  11  dell'articolo  23  del   codice   nonche'   le   ulteriori
acquisizioni di forniture e servizi connessi  alla  realizzazione  di
lavori previsti nella programmazione triennale dei lavori pubblici  o
di  altre  acquisizioni  di  forniture  e  servizi   previsti   nella
programmazione biennale. Gli importi relativi  a  tali  acquisizioni,
qualora  gia'  ricompresi  nell'importo  complessivo  o  nel   quadro
economico del lavoro o acquisizione ai quali sono connessi, non  sono
computati ai fini della quantificazione delle risorse complessive del
programma di cui alla scheda A dell'Allegato II. 
  7. Le acquisizioni di forniture e servizi di cui al  comma  6  sono
individuate da un proprio CUI e sono associate al CUI e al  CUP,  ove
previsto, del lavoro o dell'acquisizione al quale sono connessi. 

Quest’articolo che sembra complicarci la vita, beh, forse lo fa , ci rende gli strumenti di lavoro necessari per adempiere alla pubblicazione della programmazione, e soprattutto introduce un nuovo identificativo , il Codice Unico di Intervento ( CUI ) che può essere anche associato al più noto e rognoso Codice Unico Progetto ( CUP ) del CIPE.

Analizziamo un solo istante il formalismo del CUI, tanto sarà un nuovo codice col quale lavoreremo, è costituito da una lettera ( F di forniture o S di servizi ) , il CF dell’amministrazione aggiudicatrice, l’anno dell’intervento programmato ed un progressivo in ragione naturale .

Ritornando al sesto articolo del decreto MIT 14/18 , vi troviamo lo strumento fondamentale della programmazione biennale, l’allegato2 , costiutito da tre schede di lavoro, A,B e C, vediamole :

Il primo passo compilativo della scheda, poi vediamo tecnicamente come fare,  ha valore di armonizzazione con il piano strategico dell’ente e con il documento di programmazione tradizionale, si tratta in esrema sintesi delle fonti di coperture normali e meno ( 191 del 50 ed articolo 3 DL 310/90 entrate su gestione del patrimonio immobiliare) .

La scheda B, esplode ed analizza quanto gestito solo come flusso di cassa dalla scheda A, analizziamo solo qualche particolarità :

– CUI, già trattato , sarà un nuovo caro amico

– Prima annualità …. , la prima volta che appare nel piano ex articolo 21

– Annualità nella quale si prevede di dare avvio, in sintesi l’anno in cui si procederà a determinare

–  CUP, qualora il bene / servizio sia assoggettato al CUP ( sia master che proprio) , il sistema MIT è collegato al CIPE, quindi ci sono i controlli   incrociati tra CUI e CUP, ovviamente il CUP non è obbligatorio qualora non ricorrano gli estremi dell’articolo 11 della L. 3/3003 e deliberazione CIPE 24/2004.

– Acquisto ricompreso…. e CUI , evidentemente sono legati e serve per alcuni scomputi al fine della quadratura e dell’armonizzazione

– CPV , attenzione è sempre fastidioso individuare il CPV, se soggetto a CUP confrontore con il CUP generato

– Livello di priorità , riporto il decimo comma dell’articolo 6 decreto MIT 14/18

10. Il programma biennale degli acquisti  di  forniture  e  servizi
riporta l'ordine di priorita'. Nell'ambito  della  definizione  degli
ordini di priorita' le amministrazioni individuano come prioritari  i
servizi  e  le  forniture  necessari  in  conseguenza  di   calamita'
naturali, per garantire gli interessi pubblici primari, gli  acquisti
aggiuntivi per il completamento di forniture o  servizi,  nonche'  le
forniture e i servizi cofinanziati con fondi europei, e le  forniture
e i servizi per i quali ricorra la possibilita' di finanziamento  con
capitale privato maggioritario. 

I campi sopra descritti sono solo quelli critici, gli altri richiedono informazioni ormai comuni.

Ultima precisazione sulla scheda B dell’allegato 2, qualora si faccia ricorso alle CUC occorre nel rigo di riferimento dell’acquisto inserire il codice AUSA.

La scheda C dell’allegato 2 sarà da utilizzare nell’invio del 2019 per rettificare il piano 2018-2020.

Ora cerchiamo operativamente di capire come proseguire.

Prima cosa, puntare su www.serviziocontrattipubblici.it e registrarsi .

Appare l’avviso per i vecchi registrati ad AliProg4

ATTENZIONE: il servizio AliProg4 è stato dismesso!

Gli utenti che hanno utilizzato AliProg4 per la pubblicazione sul servizio SCP e risultano abilitati al servizio ad agosto 2018, possono accedere direttamente dai link sotto elencati al nuovo servizio Programmazione. Troveranno nel nuovo sistema i dati dei programmi pregressi.

Gli utenti che hanno utilizzato AliProg4 per l’esportazione del file XML potranno accedervi ancora da qui fino a dicembre 2018, per recuperare gli eventuali dati esportandoli in formato XML. Oltre tale periodo il servizio verrà definitivamente dismesso e non saranno più recupeabili i dati.

Poi selezioniamo la regione di appartenenza della PA

Ed indichiamo che si tratta di una nuova registrazione o subentro

A questo punto si procede con la compilazione dei form necessaria a generare il file da firmare digitalmente e caricare sul sistema.

Terminata la fase di reigistrazione si può accedere all’applicativo MIT

Nell’applicativo occorre inserire il nuovo acquisto e compilare le diverse schermate ( che andranno a generare le schede A e B dell’allegato 2)

Come si può vedere il sistema insiste molto sulla differenza tra le voci ecomoniche e finanziarie di progetto e programmazione per una migliori gestione del bilancio pervisionale ( di raccordo ).

Ad ogni inserimento conviene utilizzare la procedure CONTROLLO DATI INSERITI, il report che ne esce è davvero utile

Terminate le fasi di inserimento del progetto ( A ) e degli investimenti prospettici ( B ) si può procedere con la funzione di pubblicazione con il tasto PUBBLICA

ricordando però che la pubblicazione avviene solo sul SCP e che sarà nostro onere pubblicare anche sulla nostra amministrazione trasparente utilizzando anche il sistema di restituzione di link ex articolo 9 bis comma 2 d.lgs 33/13.

Per la pubblicazione triennale dei lavori , cambiano i link ma le procedure sono le stesse ed occorre fare riferimento all’allegato 1 del decreto MIT.

In allegato il MIT 14/2018.

Vista la fretta il presente è da considerarsi come bozza ( per gli errori di digitazione che non ho voglia di controlalre ) .

In caso di dubbi , i miei contatti li conoscete.

Buon ponte di ognissanti, forse leggendo il post qualche santo verrà evocato.

Attenti al 18 Ottobre.

Spero di essere stato chiaro, il GDPR è un bel piatto vuoto da ornare  e guarnire ( e controllare ).

E’ una norma di riferimento, di principi di massima, ma l’applicazione settoriale deve essere contestualizzata con norme specifiche, per questo mi piace dire che non esiste la privacy ma solo il corretto trattamento dei dati.

Molti dati e molte informazioni trattate dalle PP.AA. hanno a che fare con il codice dei contratti ( e proprio in questo caso, vige il principio della trasparenza e non quello della riservatezza, cfr articolo 29 del codice e 37 del D.lgs 33/13 ).

La norma ed i modelli per gestire meglio le informazini derivano da alcune normative che mia paice definire ” le grandi assenti” :

– il codice dell’amministrazione digitale ( D.lgs 82/05)

– Codice dei beni culturali e del paesaggio ( D.lgs 42/2004 ) .

Per dirla in breve, in maniera banale, gli atti devono nascere in digitale, dematerializzati ( ai sensi dell’articolo 40 del CAD ) e sin dall’origine fanno parte del patrimonio dello Stato ( articolo 10 comma 2 lett. b D.lgs 42/2004).

Dal 18 ottobre, la generazione dei documenti digitali hanno un’ulteriore spinta, infatti entra in vigore l’articolo 40 del Codice dei Contratti.

  Art. 40 
 
 
(Obbligo  di  uso  dei  mezzi  di  comunicazione  elettronici   nello
             svolgimento di procedure di aggiudicazione) 
 
  1. Le comunicazioni e gli scambi di informazioni nell'ambito  delle
procedure di cui al presente codice svolte da centrali di committenza
sono eseguiti utilizzando mezzi di comunicazione elettronici ai sensi
dell'articolo 5-bis del decreto legislativo  7  marzo  2005,  n.  82,
Codice dell'amministrazione digitale. 
  2. A decorrere dal 18 ottobre 2018, le comunicazioni e  gli  scambi
di informazioni nell'ambito delle procedure di cui al presente codice
svolte dalle stazioni appaltanti sono eseguiti utilizzando  mezzi  di
comunicazione elettronici. 

riporto per facilità di lettura il 5 bis CAD

(Comunicazioni tra imprese e amministrazioni pubbliche).

1. La presentazione di istanze, dichiarazioni, dati e lo scambio di informazioni e documenti, anche a fini statistici, tra le imprese e le amministrazioni pubbliche avviene esclusivamente utilizzando le tecnologie dell’informazione e della comunicazione. Con le medesime modalita’ le amministrazioni pubbliche adottano e comunicano atti e provvedimenti amministrativi nei confronti delle imprese.

2. Con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, su proposta del Ministro per la pubblica amministrazione e l’innovazione, di concerto con il Ministro dello sviluppo economico e con il Ministro per la semplificazione normativa, sono adottate le modalita’ di attuazione del comma 1 da parte delle pubbliche amministrazioni centrali e fissati i relativi termini.

3. ((AgID)), anche avvalendosi degli uffici di cui all’articolo 17, provvede alla verifica dell’attuazione del comma 1 secondo le modalita’ e i termini indicati nel decreto di cui al comma 2. 4. Il Governo promuove l’intesa con regioni ed enti locali in sede di Conferenza unificata per l’adozione degli indirizzi utili alla realizzazione delle finalita’ di cui al comma 1

        Vediamo velocemente cosa succederà tenedo conto il fine pubblico, creare un mercato unico ( anche nelle procedure) che potrebbe portare un incremento di posti di lavoro con circa 415 miliardi di euro circolanti .   Il processo ( spesso già digitale) sarà uniformato, in particolare lo stack abbraccia tre sottoprocessi : – Pubblicazione – Gara – Stipula   A breve, come da piano triennale per l’informatica iniziaremo quindi ad usare il portale ComproPA, ma ancora prima inizieromo ad utilizzare SIMOG 2.0 o SIMOG EVOLUTION per le comunicazioni in entrata ed in uscita verso gli altri paese UE.

I tipi di accesso alle informazini della PP.AA.

E’ ormai chiara la mia lettura e la mia visione sulle normative ( Italiana, Europea, Leggi primarie, secondarie, terziarie e blà blà blà ).

Per corroborare il mio pensiero riporto il quarto considernado GDPR

  Il trattamento dei dati personali dovrebbe essere al servizio dell’uomo. Il diritto alla protezione dei dati di carattere personale non è una prerogativa assoluta, ma va considerato alla luce della sua funzione sociale e va contemperato con altri diritti fondamentali, in ossequio al principio di proporzionalità. Il presente regolamento rispetta tutti i diritti fondamentali e osserva le libertà e i principi riconosciuti dalla Carta, sanciti dai trattati, in particolare il rispetto della vita privata e familiare, del domicilio e delle comunicazioni, la protezione dei dati personali, la libertà di pensiero, di coscienza e di religione, la libertà di espressione e d’informazione, la libertà d’impresa, il diritto a un ricorso effettivo e a un giudice imparziale, nonché la diversità culturale, religiosa e linguistica.

 È per orogoglio anche una la stringa famosa di una sentenza italiana che è arrivata ancor prima del GDPR, cass. 10280/15 sez III

IL DIRITTO ALLA PROTEZIONE DEI DATI PUR RIENTRANDO NEI DIRITTI FONDAMENTALI NON E’ UN “TOTEM AL QUALE POSSONO SACRIFICARSI ALTRI DIRITTI COSTITUZIONALMENTE GARANTITI” …IL DIRITTO ALLA PROTEZIONE DEI DATI DEVE ESSERE ” COORDINATO E BILANCIATO” CON LE NORME DI CARATTERE PUBBLICISTICO E PRIVATISTICO.

Ed ancora è bello, doveroso ed importante ricordare che trattare bene i dati non significa solo proteggerli e copiarli, si corre in questo modo il rischio di proteggere e conservare qualcosa di sbagliato, non conforme.

La protezione dalla nascita dei dati prevede ( articolo 25 GDPR ) una serie di presidi di tutela proattiva e di resilienza dei sistemi, ma nessun sistema può ben gestire le informazioni se il personale deputato all’inputazione non ha delle direttive valide, queste direttive, queste regole sono gestite e disciplinate dal Manuale della gestione documentale ex art. 5 DPCM 03/12/13.

Faccio un esempio, anzi meglio riporto un caso pratico che mi vede coinvolto.

Anni addietro per la prima volta acquistai in una grossa catena di elettronica il mio primo PC, chiesi la fattura e diedi il mio biglietto da visita .

Nella stringa DENOMINAZIONE del gestionale inserirono quanto riportato sul biglietto da visita, dott. Vincenzo De Prisco.

Ancora oggi quando acquisto qualcosa in questa catena, dando solo il mio nome e cognome io non risulto , solo dopo molte ricerche mi ricordo che sono registrato anche con il titolo di accademia .

Una buona progettazione del sistema avrebbe dovuto memorizzare il titolo in una casella di form text ininfluente sulla ricerca, ed il nominativo in una casella invece influente sulla ricerca.

Qualora il sistema blindato ( ed è il caso dei sistemi IBM AS/400) non permetta questa personalizzazione delle buone regole da manuale dovrebbero colmare questa lacuna, tipo impartire all’operatore l’istruzione di scrivere sempre il titolo accademico senza nessuna abbreviazione alla fine della stringa, oppure tra il cognome ed il nome etc etc, creare in breve delle regole certe.

Questo in un negozio privato ( anche se grande ), immaginate cosa può accadere nei protocolli e negli archivi delle PP.AA, senza regole.

È facile dire ” vabbè ma oggi i sistemi sono più performanti, basta una parolina ed esce tutto ….”, in parte è vero, ma ricordiamoci che l’ordine sistemico è il presidio fondamentale per la correttezza dei dati e soprattutto che sia nel pubblico che nel privato esistono i c.d. sistemi LEGACY, gli ereditati e che la stessa norma GDPR non impone sembre di cambiare il modo di lavorare, ricordiamoci l’incipit degli articli 25 e 32 .

In estrema sintesi, riprendo un simpatico esempio , quello della procedura delle conserve di pomodoro, nessuno conserverebbe il barattolo di conserva se questo è pieno di pomodori marci , non sterilizzati o se il contenitore ha aria all’interno, potremo ordinarli e proteggerli dal sole, ma sempre velenosi sono.

Ora riprendiamo il filo con queste regole , possiamo parlare di protezione e riservatezza solo dopo avere gestite le politiche di accesso alle informaazioni della PA .

Dunque il quesito è : quali sono i sistemi di accesso alle informazioni di una PA ( concetto allargato, vedasi art 1c. 2 d.lgs 165/01) ?

1 – certamente l’accesso documentale della L. 241/90

e poi ?

2 – Certamente l’ accesso civico tradizionale, quello semplice ( avresti dovuto pubblicare in AT, non l’hai fatto ? io cittadino guardiano ti invito a farlo )

3-  Si, non sono pienamente in sintonia, ma anche l’accesso civivo generalizzato, anche se solo in parte .

E poi ?

Il problema che spesso dimentichiamo alcuni strumenti importanti come la pubblicazione tramite Openda Data ( ricordo, con gli OD accedo ai dati informativi, non ai documenti .

Manca quello che per me rappresenta il verso sistema partecipativo, certamente un’evoluzione del potere di sindacato della 241/90, parlo dell’articolo 41 comma 2 del CAD, l’accesso ed il controllo dinamico del procedimento amministrativo per far valere i diritti dell’articolo 10 della 241.

art 41 c 2 CAD

 La pubblica amministrazione titolare del procedimento raccoglie in un fascicolo informatico gli atti, i documenti e i dati del procedimento medesimo da chiunque formati; all’atto della comunicazione dell’avvio del procedimento ai sensi dell’articolo 8 della legge 7 agosto 1990, n. 241, comunica agli interessati le modalita’ per esercitare in via telematica i diritti di cui all’articolo 10 della citata legge 7 agosto 1990, n. 241. (28)

riporto anche il 10 della 241

 Art. 10. (( (Diritti dei partecipanti al procedimento) )) 1. I soggetti di cui all’articolo 7 e quelli intervenuti ai sensi dell’articolo 9 hanno diritto: a) di prendere visione degli atti del procedimento, salvo quanto previsto dall’articolo 24; b) di presentare memorie scritte e documenti, che l’amministrazione ha l’obbligo di valutare ove siano pertinenti all’oggetto del procedimento.

Per questo motivo gran parte degli approfondimenti futuri  saranno focalizzati sulle istanze telematiche del CAD e sui sistemi di contemperazione di PRIVACY-CTD-TRASPARENZA.

buatto

mi è venuta fame, a presto. Art. 10. (( (Diritti dei partecipanti al procedimento) )) 1. I soggetti di cui all’articolo 7 e quelli intervenuti ai sensi dell’articolo 9 hanno diritto: a) di prendere visione degli atti del procedimento, salvo quanto previsto dall’articolo 24; b) di presentare memorie scritte e documenti, che l’amministrazione ha l’obbligo di valutare ove siano pertinenti all’oggetto del procedimento.

Tempestività dei Pagamenti, articolo 33 del D.Lgs 33/13.

Ricordo che entro il 31 Luglio occorre inserire l’indice di tempestività dei pagamenti riferito al secondo semestre.

Si ricorda che è possibile attuare l’istituto del secondo comma dell’articolo 9 bis del D.Lgs 33/13 facendo restituire dal MEF un link sempre aggiornato.

La pubblicazione è effettuata ai sensi dell’articolo 33 del D.Lgs 33/13.

Riporto un link datato ma ancora attuale sulle scadenze intermedie e sulla dichiarazione finale ( da fare ad Aprile ).

Anagrafe delle Prestazioni procedura 2018

Come ogni anno siamo alle prese con i PERLAPA per l’adempimento contenuto nell’articolo 53 del D/Lgs 165/01.

Beh, quest’anno cambia qualcosa, l’inserimento sembra un poco piú complesso, ma a ban vedere la fatica iniziale ci permette poi di andare tranquilli nell’attuare l’articolo 15 del D.Lgs 33/13..

per l’articolo completo

http://www.vincenzodeprisco.com/it/node/47

 

TRATTAMENTO DEI DATI ed altri DIRITTI

Trattamento dei dati Vs altri diritti…..più importanti.

Sono anni ormai, dalla prima vigenza del 196/03 per la precisione, che a differenza di altri operatori ho sempre “snobbato” la difesa della protezione dei dati personali.

Senbra strano ? Chi mi segue da più tempo ben mi capisce , sono di quelli che ha sempre chiamato la norma con il nome esatto e mai PRIVACY, anche perchè il rispetto della privacy non rientra nelle corde di consulente dell’organizzazione aziendale, penso sia più prossimo alle scienze umanistiche.

Chiariamo subito una cosa, così come la direttiva 95/46/CE ( od il nostro 196 ) non abrogò la L. 241/90 , si veda l’articolo 59 del Codice sul corretto trattamento dei dati, il Reg. 2016/679 non tocca il FOIA ( articolo 33 del D.Lgs 33/13).

Pubblicita’ e diritto alla conoscibilita’ 1. Tutti i documenti, le informazioni e i dati oggetto ((di accesso civico, ivi compresi quelli oggetto)) di pubblicazione obbligatoria ai sensi della normativa vigente sono pubblici e chiunque ha diritto di conoscerli, di fruirne gratuitamente, e di utilizzarli e riutilizzarli ai sensi dell’articolo 7. ((1-bis. L’Autorita’ nazionale anticorruzione, sentito il Garante per la protezione dei dati personali nel caso in cui siano coinvolti dati personali, con propria delibera adottata, previa consultazione pubblica, in conformita’ con i principi di proporzionalita’ e di semplificazione, e all’esclusivo fine di ridurre gli oneri gravanti sui soggetti di cui all’articolo 2-bis, puo’ identificare i dati, le informazioni e i documenti oggetto di pubblicazione obbligatoria ai sensi della disciplina vigente per i quali la pubblicazione in forma integrale e’ sostituita con quella di informazioni riassuntive, elaborate per aggregazione. In questi casi, l’accesso ai dati e ai documenti nella loro integrita’ e’ disciplinato dall’articolo 5. 1-ter. L’Autorita’ nazionale anticorruzione puo’, con il Piano nazionale anticorruzione, nel rispetto delle disposizioni del presente decreto, precisare gli obblighi di pubblicazione e le relative modalita’ di attuazione, in relazione alla natura dei soggetti, alla loro dimensione organizzativa e alle attivita’ svolte, prevedendo in particolare modalita’ semplificate per i comuni con popolazione inferiore a 15.000 abitanti, per gli ordini e collegi professionali.))

articolo 59 Codice protezione dei dati (Accesso a documenti amministrativi)

   1. Fatto salvo quanto previsto dall'articolo 60, i presupposti, le
modalita',  i  limiti  per  l'esercizio  del  diritto  di  accesso  a
documenti  amministrativi  contenenti  dati  personali, e la relativa
tutela  giurisdizionale,  restano  disciplinati  dalla legge 7 agosto
1990,  n.  241, e successive modificazioni e dalle altre disposizioni
di  legge in materia, nonche' dai relativi regolamenti di attuazione,
anche  per  cio' che concerne i tipi di dati sensibili e giudiziari e
le   operazioni  di  trattamento  eseguibili  in  esecuzione  di  una
richiesta  di  accesso.  Le attivita' finalizzate all'applicazione di
tale disciplina si considerano di rilevante interesse pubblico.
articolo 3 FOIA Pubblicita' e diritto alla conoscibilita' 
 
  1. Tutti i documenti, le informazioni e i dati oggetto ((di accesso
civico, ivi compresi quelli oggetto)) di  pubblicazione  obbligatoria
ai sensi della normativa vigente sono pubblici e chiunque ha  diritto
di  conoscerli,  di  fruirne  gratuitamente,  e  di   utilizzarli   e
riutilizzarli ai sensi dell'articolo 7. 
  ((1-bis. L'Autorita' nazionale anticorruzione, sentito  il  Garante
per la protezione dei dati personali nel caso in cui siano  coinvolti
dati personali, con propria delibera adottata,  previa  consultazione
pubblica, in conformita' con i  principi  di  proporzionalita'  e  di
semplificazione, e all'esclusivo fine di ridurre gli  oneri  gravanti
sui soggetti di cui all'articolo 2-bis, puo' identificare i dati,  le
informazioni e i documenti oggetto di pubblicazione  obbligatoria  ai
sensi della disciplina vigente per i quali la pubblicazione in  forma
integrale e'  sostituita  con  quella  di  informazioni  riassuntive,
elaborate per aggregazione. In questi casi, l'accesso ai  dati  e  ai
documenti nella loro integrita' e' disciplinato dall'articolo 5. 
  1-ter. L'Autorita' nazionale  anticorruzione  puo',  con  il  Piano
nazionale  anticorruzione,  nel  rispetto  delle   disposizioni   del
presente decreto,  precisare  gli  obblighi  di  pubblicazione  e  le
relative modalita'  di  attuazione,  in  relazione  alla  natura  dei
soggetti, alla loro dimensione organizzativa e alle attivita' svolte,
prevedendo in particolare modalita' semplificate  per  i  comuni  con
popolazione inferiore a 15.000 abitanti, per  gli  ordini  e  collegi
professionali.))

Un’altra particolarità ( che dovrebbe essere la norma) è chiaramente scritta nel quarto considerando del Regolamento.

Il trattamento dei dati personali dovrebbe essere al servizio dell’uomo. Il diritto alla protezione dei dati di carattere personale non è una prerogativa assoluta, ma va considerato alla luce della sua funzione sociale e va contemperato con altri diritti fondamentali, in ossequio al principio di proporzionalità. Il presente regolamento rispetta tutti i diritti fondamentali e osserva le libertà e i principi riconosciuti dalla Carta, sanciti dai trattati, in particolare il rispetto della vita privata e familiare, del domicilio e delle comunicazioni, la protezione dei dati personali, la libertà di pensiero, di coscienza e di religione, la libertà di espressione e d’informazione, la libertà d’impresa, il diritto a un ricorso effettivo e a un giudice imparziale, nonché la diversità culturale, religiosa e linguistica

Quindi , ponderiamo l’importanza dei diritti fondamentali ( nel nostro caso l’articolo 8 della Carta di Nizza).

Oltre che il legislatore conviene ascoltare anche la giurisprudenza, infatti ….

CASSAZIONE n. 10280/15 sez III

… … IL DIRITTO ALLA PROTEZIONE DEI DATI PUR RIENTRANDO NEI DIRITTI FONDAMENTALI NON E’ UN “TOTEM AL QUALE POSSONO SACRIFICARSI ALTRI DIRITTI COSTITUZIONALMENTE GARANTITI” …IL DIRITTO ALLA PROTEZIONE DEI DATI DEVE ESSERE ” COORDINATO E BILANCIATO” CON LE NORME DI CARATTERE PUBBLICISTICO E PRIVATISTICO.

Per quanto queste affermazioni possano sembrare pensieri solo teorici, bazzecole, quisquilie, pinzellacchere da fessi se letti assieme al 19 considerando scopriremo che immediatamente ci sono evidenze pratiche nel mondo professionale e della PA , infatti :

La protezione delle persone fisiche con riguardo al trattamento dei dati personali da parte delle autorità competenti a fini di prevenzione, indagine, accertamento e perseguimento di reati o esecuzione di sanzioni penali, incluse la salvaguardia contro, e la prevenzione di, minacce alla sicurezza pubblica, e la libera circolazione di tali dati sono oggetto di uno specifico atto dell’Unione. Il presente regolamento non dovrebbe pertanto applicarsi ai trattamenti effettuati per tali finalità. I dati personali trattati dalle autorità pubbliche in forza del presente regolamento, quando utilizzati per tali finalità, dovrebbero invece essere disciplinati da un più specifico atto dell’Unione, segnatamente la direttiva (UE) 2016/680 del Parlamento europeo e del Consiglio  Gli Stati membri possono conferire alle autorità competenti ai sensi della direttiva (UE) 2016/680 altri compiti che non siano necessariamente svolti a fini di prevenzione, indagine, accertamento e perseguimento di reati o esecuzione di sanzioni penali, incluse la salvaguardia contro, e la prevenzione di, minacce alla sicurezza pubblica, affinché il trattamento di dati personali per tali altre finalità, nella misura in cui ricada nell’ambito di applicazione del diritto dell’Unione, rientri nell’ambito di applicazione del presente regolamento.

Con riguardo al trattamento dei dati personali da parte di tali autorità competenti per finalità rientranti nell’ambito di applicazione del presente regolamento, gli Stati membri dovrebbero poter mantenere o introdurre disposizioni più specifiche per adattare l’applicazione delle disposizioni del presente regolamento. Tali disposizioni possono determinare con maggiore precisione requisiti specifici per il trattamento di dati personali da parte di dette autorità competenti per tali altre finalità, tenuto conto della struttura costituzionale, organizzativa e amministrativa dei rispettivi Stati membri. Quando il trattamento dei dati personali effettuato da organismi privati rientra nell’ambito di applicazione del presente regolamento, è opportuno che lo stesso preveda la facoltà per gli Stati membri, a determinate condizioni, di adottare disposizioni legislative intese a limitare determinati obblighi e diritti, qualora tale limitazione costituisca una misura necessaria e proporzionata in una società democratica per la salvaguardia di importanti interessi specifici, comprese la sicurezza pubblica e le attività di prevenzione, indagine, accertamento e perseguimento di reati o l’esecuzione di sanzioni penali, incluse la salvaguardia contro, e la prevenzione di, minacce alla sicurezza pubblica. Ciò riveste particolare importanza ad esempio nel quadro del riciclaggio o di attività di medicina legale

Dalla letture combinata ( e ragionata ) si evidenzia che alcuni dei diritti del’interessato  ( cancellazione ed oblio certamente) non possono sempre essere vantati in quanto ci sono norme che pur se di pari rango hanno valenza maggiore nell’impatto sociale e della giustizia .

Alcuni casi immediati sono l’antiriciclaggio e la medicina del lavoro ,in nessun caso le esigenze di protezionedei dati personali possono prevalere sull’interesse alla sicurezza pubblica e alle attività di prevenzione dei reati .

Qualcuno potrebbe obiettare : ” si ok, capisco l’ambito proessionale ma perchè anche nella PA ?”

La risposta è che l’antiriciclaggio nella PA rientra tra le norme maggiormente disattese , consiglio questi post :

http://www.rtd.cloud//procedura-antiriciclaggio-da-adottare-anche-nelle-ppaa/

http://www.rtd.cloud//differenze-tra-esenzione-ed-esclusione-delliva-come-incidono-le-voci-sulle-gare-di-appalto-e-sullantiriciclaggio-nelle-pa/

http://www.rtd.cloud//antiriciclaggio-nella-pubblica-amministrazione-il-dlgs-23107-ed-il-dm-250915/

WHISTLEBLOWER

Applicativo segnalazione di  illeciti

https://servizi.anticorruzione.it/segnalazioni/#/

 

Segnalazioni degli illeciti

Appresso il comunicato ANAC

 

Segnalazioni  di illeciti presentate dal dipendente pubblico (c.d. Whistleblower)

L’Autorità comunica che a partire dall’  8 febbraio 2018 sarà operativa l’applicazione informatica Whistleblower per l’acquisizione e la gestione, nel rispetto delle  garanzie di riservatezza previste dalla normativa vigente, delle segnalazioni  di illeciti da parte dei pubblici dipendenti, come definiti dalla nuova  versione dell’art. 54 bis del d.lgs.165/2001 e ss.mm.. Al fine, quindi, di  garantire la tutela della riservatezza, in sede di acquisizione della  segnalazione, l’identità del segnalante verrà segregata e lo stesso, grazie  all’utilizzo di un codice identificativo univoco generato dal sistema, potrà “dialogare”  con l’ANAC in maniera spersonalizzata, tramite la piattaforma informatica.
Quanto sopra per evidenziare che a  partire dalla entrata in esercizio del suddetto portale, potrà essere garantita  la massima riservatezza esclusivamente alle segnalazioni pervenute tramite il descritto  sistema. Conseguentemente, le segnalazioni inoltrate, a partire dall’entrata in  vigore della legge n. 179/2017, tramite ogni altro canale (telefono, posta  elettronica, certificata e non, protocollo generale), dovranno essere  nuovamente inoltrate utilizzando solo e unicamente la piattaforma

Il CAD, le novità dirompenti , quelli che…a volte ritornano, e nuovi poteri .

La novità dirompente è certamente rappresentata dalla modificazione all’articolo 6, UTILIZZO DEL DOMICILIO DIGITALE.

Le comunicazioni tramite i domicili digitali sono effettuate
agli indirizzi inseriti negli elenchi di cui agli articoli 6-bis,
6-ter e 6-quater, o a quello eletto come domicilio speciale per
determinati atti o affari ai sensi dell’articolo 3-bis, comma
4-quinquies. Le comunicazioni elettroniche trasmesse ad
uno dei domicili digitali di cui all’articolo 3-bis producono,
quanto al momento della spedizione e del ricevimento, gli
stessi effetti giuridici delle comunicazioni a mezzo raccomandata
con ricevuta di ritorno ed equivalgono alla notificazione
per mezzo della posta salvo che la legge disponga
diversamente. Le suddette comunicazioni si intendono spedite
dal mittente se inviate al proprio gestore e si intendono
consegnate se rese disponibili al domicilio digitale del destinatario,
salva la prova che la mancata consegna sia dovuta
a fatto non imputabile al destinatario medesimo. La data e
l’ora di trasmissione e ricezione del documento informatico
sono opponibili ai terzi se apposte in conformità alle Linee
guida.

La portata è talmente amplia che accanto ai già noti elenchi IPA, INI-PEC e R.I è istituito l’Indice Nazionale dei domicili digitali delle persone fisiche e degli altri enti non tenuti all’iscrizione il albi professionali e CCIAA, come palesato dall’articolo 6 quater

Indice nazionale dei domicili digitali delle persone
fisiche e degli altri enti di diritto privato, non tenuti
all’iscrizione in albi professionali o nel registro delle imprese
1. E’ istituito il pubblico elenco dei domicili digitali delle persone
fisiche e degli altri enti di diritto privato non tenuti all’iscrizione
in albi professionali o nel registro delle imprese, nel
quale sono indicati i domicili eletti ai sensi dell’articolo 3-bis,
comma 1-bis. La realizzazione e la gestione dell’Indice sono
affidate all’AgID, che vi provvede avvalendosi delle strutture
informatiche delle Camere di commercio gia’ deputate
alla gestione dell’elenco di cui all’articolo 6-bis.
2. Per i professionisti iscritti in albi ed elenchi il domicilio
digitale e’ l’indirizzo inserito nell’elenco di cui all’articolo
6-bis, fermo restando il diritto di eleggerne uno diverso ai
sensi dell’articolo 3-bis, comma 1-bis. Ai fini dell’inserimento
dei domicili dei professionisti nel predetto elenco il Ministero
dello sviluppo economico rende disponibili all’AgID,
tramite servizi informatici individuati nelle Linee guida, i
relativi indirizzi gia’ contenuti nell’elenco di cui all’articolo
6-bis.

Tuttavia la stessa norma al comma 3 prescrive la temporaneità di questo elenco nelle more della messa a regime dell’ANPR .

Grosse modifiche anche all’articolo 17 del codice che sottolinea :

  • la presenza del RTD in ogni PA
  • e sposta centralmente presso l’AGID l’ufficio del Difensore civico ,

per chi volesse approfondire la previgente norma , che comunque resta valida negli obiettivi :

e

Lo stesso articolo 17 , si novella di precisazioni attorno alle funzioni del RTD al comma 1 lett j bis :

…pianificazione e coordinamento degli acquisti di soluzioni
e sistemi informatici, telematici e di telecomunicazione
al fine di garantirne la compatibilita’ con gli obiettivi di
attuazione dell’agenda digitale e, in particolare, con quelli
stabiliti nel piano triennale di cui all’articolo 16, comma 1,
lettera b).

In poche parole il RTD è il progettista degli acquisti in ambito informatico ( e non scoperchio il vespaio degli acquisti informatici , cfr il grosso danno erariali degli acquisti per la dematerializzazione in barba all’articolo 61 del D.lgs 179/16) .

Altra novità è lo sdoganamento ( come già avviene all’articolo 22 del D.Lgs 50/16) dei portatori di interesse, meglio conosciuti col malefico nome di lobby . Infatti l’articolo 18 del CAD introduce la piattaforma nazionale per la governance della trasformazione digitale , ove possono incontrarsi le esigenze delle PP.AA. e dei portatori di interesse .

Piattaforma nazionale per la governance della trasformazione
digitale
1. E’ realizzata presso l’AgID una piattaforma per la consultazione
pubblica e il confronto tra i portatori di interesse
in relazione ai provvedimenti connessi all’attuazione dell’agenda
digitale.
2. AgID identifica le caratteristiche tecnico-funzionali della
piattaforma in maniera tale da garantire che la stessa sia
accessibile ai portatori di interessi pubblici e privati e che
sia idonea a raccogliere suggerimenti e proposte emendative
in maniera trasparente, qualificata ed efficace.
3. Il Piano triennale per l’informatica nella pubblica
amministrazione di cui all’articolo 14-bis e’ pubblicato sulla
piattaforma e aggiornato di anno in anno.
4. Tutti i soggetti di cui all’articolo 2, comma 2, lettera a),
possono pubblicare sulla piattaforma i provvedimenti che
intendono adottare o, qualora si tratti di provvedimenti soggetti
a modifiche e aggiornamenti periodici, gia’ adottati,
aventi ad oggetto l’attuazione dell’agenda digitale.
5. I soggetti di cui all’articolo 2, comma 2, lettera a), tengono
conto di suggerimenti e proposte emendative raccolte
attraverso la piattaforma.

L’articolo 20, croce e delizia dei giuristi del c.d. DAE ( diritto amministrativo elettronico ) pur non avendo modificato di molto ( per niente ) la portata , ha introdotto un poco di ordine ( che dovrebbe essere proprio del TU ) ricordando dell’efficacia giuridica e dell’opponibilità   ex art 2702 inserendo ne codice il principio dell’articolo 25 del Reg Eu/2014/910( EIDAS) , riporto il comma 1 bis :

1-bis. Il documento informatico soddisfa il requisito della
forma scritta e ha l’efficacia prevista dall’articolo 2702 del
Codice civile quando vi e’ apposta una firma digitale, altro
tipo di firma elettronica qualificata o una firma elettronica
avanzata o, comunque, e’ formato, previa identificazione
informatica del suo autore, attraverso un processo
avente i requisiti fissati dall’AgID ai sensi dell’articolo 71
con modalita’ tali da garantire la sicurezza, integrita’ e
immodificabilita’ del documento e, in maniera manifesta e
inequivoca, la sua riconducibilita’ all’autore. In tutti gli
altri casi, l’idoneita’ del documento informatico a soddisfare
il requisito della forma scritta e il suo valore probatorio sono
liberamente valutabili in giudizio, in relazione alle caratteristiche
di sicurezza, integrita’ e immodificabilita’. La data e
l’ora di formazione del documento informatico sono opponibili
ai terzi se apposte in conformita’ alle Linee guida.
1-ter. L’utilizzo del dispositivo di firma elettronica qualificata
o digitale si presume riconducibile al titolare di firma
elettronica, salvo che questi dia prova contraria.
1-quater. Restano ferme le disposizioni concernenti il deposito
degli atti e dei documenti in via telematica secondo la
normativa, anche regolamentare, in materia di processo telematico.

Ritorna inoltre , ci è mancato per un anno circa, il piano di emergenza e continuità operativa delle PP AA, infatti l’articolo 51 ai commi 2 ter e quater reintroduce quanto abrogato dal D.Lgs 179/16

2-ter. I soggetti di cui all’articolo 2, comma 2, aderiscono
ogni anno ai programmi di sicurezza preventiva coordinati e
promossi da AgID secondo le procedure dettate dalla medesima
AgID con le Linee guida.
2-quater. I soggetti di cui articolo 2, comma 2, predispongono,
nel rispetto delle Linee guida adottate dall’AgID, piani
di emergenza in grado di assicurare la continuita’ operativa
delle operazioni indispensabili per i servizi erogati e il ritorno
alla normale operativita’. Onde garantire quanto previsto,
e’ possibile il ricorso all’articolo 15 della legge 7 agosto
1990, n. 241, per l’erogazione di servizi applicativi, infrastrutturali
e di dati, con ristoro dei soli costi di funzionamento.
Per le Amministrazioni dello Stato coinvolte si provvede
mediante rimodulazione degli stanziamenti dei pertinenti
capitoli di spesa o mediante riassegnazione alla spesa degli
importi versati a tale titolo ad apposito capitolo di entrata
del bilancio statale.

 

Ed ora la novità più grande che dovrebbe eliminare lo stallo di tutti i precedenti CAD, il potere in capo all’Agid di emanare LLGG dal tenore di soft law, infatti ora le regole tecniche dell’articolo 71 saranno targate AGID.

Penso che dopo 13 anni, la maturità della norma sia arrivata . CAD  , facci vedere cosa puoi fare !!!!

E poi mi piace sempre sottolineare che la risposta ad ogni “variazione” è sempre data dalla formazione, articolo 13 CAD

Formazione informatica dei dipendenti pubblici

Le pubbliche amministrazioni nell’ambito delle risorse finanziarie
disponibili, attuano politiche di reclutamento e formazione
del personale finalizzate alla conoscenza e all’uso delle
tecnologie dell’informazione e della comunicazione, nonché dei
temi relativi all’accessibilità e alle tecnologie assistive, ai sensi
dell’articolo 8 della legge 9 gennaio 2004, n. 4.
1-bis. Le politiche di formazione di cui al comma 1 sono altresì
volte allo sviluppo delle competenze tecnologi-che, di informatica
giuridica e manageriali dei dirigenti, per la transizione alla
modalità operativa digitale.

 

 

Scadenze varie !

Prossime scadenze :

– tempestivià dei pagamenti ( anche annuale ) — si ricorda che è possibile utilizzare l’istituto dell’articolo 7bis D.lgs 33/13
– file xml ANAC art 1 comma 32 L. 190/12
– Rilevazione del RPTC
– Piano triennale TeC

Scadenze e procedure !!!! RASA e whistleblowing

Un consiglio, se non volete vivere nell’emergenza gli adempimenti fateli leggendo le mie news e non aspettando i solleciti dei vari sindacati ed associazioni.

Solitamente avviso con un anno di anticipo, anzi per il RASA è stato raccomandato  anni addietro ,

scusate lo sfogo

Chi è il RASA ? E ‘ colui che gestisce anagarficamente l’AUSA !!!!!

Identificato in ? nell PA a struttura semplice è solitamente il RL . In quelle complesse è scelto tra i RUP, anche per motivi di economia gestionale, infatti così facendo si aggiunge un profilo piuttosto che un RUOLO .

Procedura iscrizione :

1) si va in https://servizi.anticorruzione.it/ e si inseriscono i dati del RUP

2) crea nuovo profilo

3) in tipologia del soggetto rappresentato scegliere AMMINISTRAZIONE O SOGGETTO AGGIUDICATORE

4) spuntare RASA

5) rispondere alle domande ( basta solo il CF della PA )

6) validate la PEC se richiesto.

 

SCADENZA della redazione del PTPC

Occorre aggiornare il PTPC , vi invito a leggere i PNA in particolare :

  •   IL 2014 per i principi generali di analisi del rischi
  • Il 2016 ( delibera ANAC 831 ) per Istituzioni Scolastiche , Ordini Professionali, Sanità

Si ricorda che per le ISA i RPC è il DG dell’USR, quindi attende direttive , infatti alla PARTE SPECIALE, Titolo IV, Par 1 , pag 56 è chiarmaente indicato.

Tutela del segnlatore di illeciti, il WHISTLEBLOWER.

Quanta confusione !!!

La recente modifica alla disciplina del WHISTLEBLOWER tocca maggiormente LE AZIENDE PRIVATE, infatti ha modificato l’articolo 6 del D.lgs 231/01, per il pubblico resta il vigore l’articolo 54 bis del D.Lgs 165/01, vi allego il modello da tempo presente in ANAC. Le procedure alternative devono essere gestire dal RPCT.

 

Il  miglior presidio resta un buon codice di comportamento ex DPR 62/13.

20160224_segnalazioni_illeciti_WB

 

 

 

 

Modifica delle soglie dell’articolo 35 del D.Lgs 50/16

Le nuove soglie europee per i contratti pubblici sono le seguenti:

 

  • per i lavori la soglia passa da 5.225 a 5.548 milioni di euro;
  • per gli appalti di servizi e forniture aggiudicati da amministrazioni che sono autorità governative centrali si passa da 135.000 a 144.000 euro;
  • per gli appalti di servizi e forniture aggiudicati da altre amministrazioni la soglia passa da 209.000 a 221.000 euro;
  • per gli appalti di lavori nei settori speciali si applicheranno le regole Ue delle direttive sopra i 5.548 milioni;
  • per gli appalti di servizi e forniture nei settori speciali si passa da 418.000 a 443.000 euro;
  • per le concessioni esiste una sola soglia che viene portata a 5.548 milioni come per i bandi di lavori.

 

Nuova scadenza per la relazione a cura del RPC

LINK ANAC

 

Responsabili prevenzione corruzione e trasparenza
Prorogato al 31 gennaio 2018 il termine per la pubblicazione della Relazione annuale

I Responsabili della Prevenzione della corruzione e della trasparenza (RPCT) hanno tempo fino al 31 gennaio 2018 per pubblicare la Relazione annuale nella sezione ‘Amministrazione trasparente’ sottosezione ‘Altri contenuti-Corruzione’ dei siti internet istituzionali. Il provvedimento, disposto con il Comunicato del Presidente del 6 dicembre 2017, si è reso opportuno per consentire ai RPCT di svolgere adeguatamente tutte le attività connesse alla predisposizione dei Piani triennali di prevenzione della corruzione e della trasparenza entro il 31 gennaio 2018.

 

Linee guida ANAC sul RUP .

Il RUP, come deliberato con n. 1007/2017  (LG3/2017 ANAC) può essere designato anche quando mancante di alcuni requisiti che verranno prestati da altri soggetti, nei fatti siamo al cospetto di un avvalimento del RUP.

Prtaicamente il RUP sarà ora una sorta di staff e non più una persona singola. Solo quando all’interno della PA non ci sono nemmeno tra i cc.dd. ausiliari dei requisiti si può ipotizzare la possibilità dell’esternalizzazione della funzione.

 

Aggiornamento della Linea Guida n.4 ANAC (sotto-soglia)

Art.36 Codice comma 7 codice appalti.

L’ANAC con proprie linee guida, da adottare entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore del presente codice, stabilisce le modalita’ di dettaglio per supportare le stazioni appaltanti e migliorare la qualita’ delle procedure di cui al presente articolo, delle indagini di mercato, nonche’ per la formazione e gestione degli elenchi degli operatori economici. ((Nelle predette linee guida sono anche indicate specifiche modalita’ di rotazione degli inviti e degli affidamenti e di attuazione delle verifiche sull’affidatario scelto senza svolgimento di procedura negoziata, nonche’ di effettuazione degli inviti quando la stazione appaltante intenda avvalersi della facolta’ di esclusione delle offerte anomale.)) Fino all’adozione di dette linee guida, si applica l’articolo 216, comma 9.

Il punto 4.3.2. richiama in estrema sintesi il contenuto già riportato nel seguente post:

 

Indicatore tempestività pagamenti scadenza Ottobre 2017

Scadenza di fine Ottobre ,

si invita a leggere il seguente post per una visione completa delle modifiche normative :

La trasparenza : Tempestività dei pagamenti della PA.

 

Il Decreto Legge 66/14 in diversi punti sottolinea l’importanza di una giusta misurazione dei tempi di ritardo dei pagamenti da parte delle PP.AA., ed ancora di più la necessità di una chiara indicazione di questi per un duplice motivo :

–          Creare una discriminante operativa da parte del soggetto economico privato ( motivo esogeno)

–          Valutare le performance della PA ( motivo endogeno)

Gli indicatori di tempestività avranno questa cadenza:

–          30 Aprile per il trimestre primo

–          31 Luglio per il trimestre secondo

–          31 Ottobre per il trimestre terzo

–          31 gennaio per il trimestre quarto e per l’indice annuale.

Come calcolare l’Indice di tempestività dei pagamenti.

L’indice deve essere considerato come ritardo medio dei pagamenti ponderato con l’ammontare facciale delle fatture, quindi avremo al numeratore la somma dell’importo di ciascuna fattura moltiplicata per il ritardo espresso in giorni ( feriali e festivi ) che intercorrono tra la data pattuita di scadenza ed il mandato in tesoreria, ed al denominatore la somma delle fatture.

In allegato un xls di esempio.

Si ricorda che ai sensi del D.Lgs 33/13 articolo 33 l’indicatore deve essere indicato nell’are amministrazione trasparente alla voce PAGAMENTI DELL’AMMINISTRAZIONE / INDICATORE DI TEMPESTIVITA’ DEI PAGAMENTI.

 

calcoloindice.xlsx
ritardo_pagamenti.pdf

Nuovi servizi e scadenze prossime

Per adempiere alle scadenze di fine 2017 e Maggio 2018 occorre partire per tempo, anzi per chi non ha una struttura informatica a norma direi che siamo in ritardo.

 

Per chiarimenti e delucidazioni chiamateci.

 

In particolare si ricorda l’obbligo di :

  • nominare responsabile alla transizione digitale ex articolo 17 D.Lgs 82/05
  • predisporre il piano di sicurezza informatica circolare 2 / agid
  • nominare DPO ed iniziare a lavorare al nuovo GDPR.

 

MEPA novità operative

AcquistinretaPA, il portale degli acquisti della Pubblica Amministrazione, rendo noto che sono state introdotte alcune novità, per P.A. e Imprese, nell’ambito della piattaforma di e-procurement di Acquisti in Rete.

Accogliendo infatti le indicazioni fornite dagli utenti in merito alle prassi consolidate nell’ambito degli affidamenti di Lavori, sono state apportate delle modifiche alla logica di predisposizione di una Richiesta di Offerta e di una trattativa diretta del Mercato Elettronico relativamente all’inserimento degli Oneri di Sicurezza non soggetti a ribasso.

Nello specifico nella nuova versione non si potrà più indicare un valore complessivo dell’appalto che contenga e includa i predetti oneri non ribassabili ma sarà richiesto di darne separata evidenza in due campi specifici:

  • Importo dell’appalto oggetto di offerta
  • Oneri di Sicurezza non soggetti a ribasso

Allo stesso modo, per i Fornitori, in fase di formulazione dell’offerta economica verrà richiesto l’inserimento di un valore di offerta al netto degli oneri della sicurezza. L’informazione inserita in fase di risposta verrà automaticamente riportata nel PDF di Offerta Economica.

Tale variazione interverrà soltanto sulle RdO che saranno generate a partire da oggi 5 Maggio 2017, senza che nessun cambiamento intervenga sulle RDO già pubblicate o in fase di esame delle offerte.

Fonte: www.acquisintinretepa.it

Conservazione del protocollo RIPROPOSTO ( post del marzo 2017)

Alcuni chiarimenti sulla conservazione del protocollo.

Il TUDA ricorda che il protocollo è un insieme ordinato e cronologico che raccoglie gli accadimenti di una PA.

Purtroppo la cattiva applicazione del DPCM 03/12/13 ( direi pessima applicazione, vergognosa ) ha fatto dimenticare che il protocollo è documento pubblico di fede privilegiata quando raccolto in fasciolo ( od in funzione dell’organizzazione del Manuale di gestioen ex art. 5 DPCM 03/12/13 in serie ).

Detto quanto appena sopra si ricorda che il DPCM non innova il TUDA ed il CAD ma obbliga solo a conservare ( si fa per dire ) anche i fogli giornalieri, distinti tra loro e non raggruppati in fascicoli.

E’ norma invece entro ALMENO UNA VOLTA L’ANNO , CRISTALIZZARE i fatti e gli accadimenti degli archivi, spostandoli dalla classificazione corrente a quella di DEPOSITO, si riportano le norme di riferimento :

     Art. 44. D.Lgs 82/2005 ((Requisiti  per  la   gestione   e   conservazione   dei   documenti  informatici))

((1-bis. Il sistema di gestione e conservazione dei documenti informatici e’ gestito da un responsabile che opera d’intesa con il dirigente dell’ufficio di cui all’articolo 17 del presente Codice, il responsabile del trattamento dei dati personali di cui all’articolo 29 del decreto legislativo 30 giugno 2003, n. 196, ove nominato, e con il responsabile del sistema della conservazione dei documenti informatici, nella definizione e gestione delle attivita’ di rispettiva competenza. Almeno una volta all’anno il responsabile della gestione dei documenti informatici provvede a trasmettere al sistema di conservazione i fascicoli e le serie documentarie anche relative a procedimenti conclusi.))


LA norma del CAD di cui sopra è ispirata intimamente al TUDA, si riporta .

SEZIONE QUINTA
DISPOSIZIONI SUGLI ARCHIVI  Art. 67  DPR 445/00 Trasferimento dei documenti all’archivio di deposito

1. Almeno una volta ogni anno il responsabile del servizio per la gestione dei flussi documentali e degli archivi provvede a trasferire fascicoli e serie documentarie relativi a procedimenti conclusi in un apposito archivio di deposito costituito presso ciascuna amministrazione.

2. Il trasferimento deve essere attuato rispettando l’organizzazione che i fascicoli e le serie avevano nell’archivio corrente.

3. Il responsabile del servizio per la gestione dei flussi documentali e degli archivi deve formare e conservare un elenco dei fascicoli e delle serie trasferite nell’archivio di deposito.

Il prinicipio della conservazione e fascicolazione si applica ovviamente non solo al protocollo ma ad ogni “RACCOLTA”, vedi refertazioni dell’albo, repertorio delle circolari, etc etc.