Contratti digitali, registrazione e repertorio

Viste le richieste per l’assistenza nella registrazione e sottoscrizione di contratti digitali, entro qualche giorno pubblicherò un breve tutorial ( ho con molta fatica recuperato il materiale).

 

 

Comunicazione debiti 28/02/2014

Si ricorda che il giorno 28/02/2014 scadono i termini di comunicazione delle fatture non pagate per il periodo 01/01/14 – 30/06/2014.

Utilizzare il caricamento massivo semplificato ( solo totale debito ).

 

excel SPLIT PAYMENT, ci sono i CODICI TRIBUTO MA MANCANO I CODICI SANZIONE

L’Agenzia delle Entrate ha istituito i codici tributo per il versamento, mediante i modelli F24 ed F24 Enti pubblici, dell’IVA dovuta dalle pubbliche amministrazioni a seguito di scissione dei pagamenti – c.d. split payment. In particolare, il versamento deve essere effettuato mediante modello F24 EP per le amministrazioni titolari di conti presso la Banca d’Italia, mediante versamento unificato per i soggetti che non sono titolari di conti presso la Banca d’Italia, ma sono autorizzati a detenere un conto corrente presso una banca convenzionata con l’Agenzia delle Entrate ovvero presso Poste italiane.

In tema di split payment, il D.M. 23 gennaio 2015 ha stabilito le modalità che la PA deve seguire per il versamento dell’IVA. In particolare, il pagamento all’Erario deve avvenire, senza che possa beneficiarsi della compensazione orizzontale con crediti di altre imposte, utilizzando un apposito codice tributo:
– per le amministrazioni titolari di conti presso la Banca d’Italia, mediante modello “F24 Enti pubblici”;
– mediante versamento unificato ex art. 17, D.Lgs. n. 241/1997, per i soggetti che non sono titolari di conti presso la Banca d’Italia, ma sono autorizzati a detenere un conto corrente presso una banca convenzionata con l’Agenzia delle Entrate ovvero presso Poste italiane;
– direttamente all’entrata del bilancio dello Stato con imputazione ad un articolo di nuova istituzione del capitolo 1203, per gli altri soggetti.

Per consentire il versamento, mediante il modello F24 Enti pubblici, dell’IVA dovuta dalle PP.AA. a seguito dello split payment, la risoluzione n. 15/E del 2015 ha istituito il codice tributo:
– 620E – IVA dovuta dalle PP.AA.- Scissione dei pagamenti – art. 17-ter del DPR n. 633/1972

Ora ci tengo a precisare che parte relativa ALL’IMPOSTA la PA è debitrice verso l’erario ( per l’appunto sezione F ), quindi tutti i versamenti IVA fatti oltre al sedici del mese successivo al pagamento al fornitore devono essere sottoposti al c.d. ravvedimento operoso, strumento del quale però mancano ancora i codici tributo.

VI allego un foglio excel da utilizzare fin quando non ci saranno gli adeguamenti ai sistemi contabili, l’us è semplice ed intuitivo, calcola il rigo con codice 620E per l’F24EP.

 

f24split.xls

SPLIT PAYMENT e PCC (Piattaforma Certificazione Crediti )

Non essendoci automatismi per la contabilizzazione di fatture sogette all’articolo 17 ter del DPR 633/72 ( scissione o split payment) vi consiglio di utilizzare :

– per la parte della fattura che rappresenta il debito verso il fornitore lo stato di liquidazione per ‘importo imponibile

– per la parte della fattura che rappresenta il debito verso l’erario lo stato di sospensioe con indicazione dell’iva Spilt Payment.

Per essere chiaro vi allego IL RIEPILOGO  con le due scritture da fare in PCC ed un esempio di imponibile 428.00 ed iva 94.16.

 

 

 

 

 

 

 

 

doc1.pdf

Piano triennale anticorruzione anche per le scuole.

Ancora mi viene chiesto da qualche istituzione scolastica se l’obbligo di adeguarsi al Piano triennale anticorruzione vale anche per le scuole, la mia risposta è sempre la stessa,

” ma avete letto la norma ed inteso i vantaggi che ne derivano ?”

Manca il concetto di esimente da reato derivante dal D.Lgs 231/01, ma la cosa davvero buffa è che la norma dello STATO è chiara: sono soggette ed obbligate alla norma tutte le PA di cui all’articolo 1 comma 2 D.Lgs 165/01. Dall’altro lato una NOTA, badate bene, una NOTA del MIUR, la n. 276 del 29/01/14, nemmeno indirizzata alle ISA, lasciava intendere che poteva non farsi il piano.

A questo punto preferisco tacere e rinviari i discorsi e le disquisizioni pseudo normative alla gerarchia delle fonti, soprattutto in forza di una successiva nota MIUR, la n. 2351 del 22/01/2015 che rimangia quanto detto un anno prima.

Da un punto di vista tecnico la motivazione del responsabile anticorruzione come dirigente di prima fascia trova immediata risposta nell’articolo 1 comma 7 della l.190/12 oltre che nella delibera  1 / 2013 del DFP, ma ancora voglio riportare la risposta alle FAQ dell’ANAC molto aderente all’organigramma delle Istitutizoni scolastiche :

3.16 Chi può svolgere le funzioni di responsabile della prevenzione della corruzione nelle istituzioni artistiche e musicali?

Il direttore di un conservatorio può svolgere le funzioni di responsabile della prevenzione della corruzione. È altresì possibile che l’incarico, qualora il direttore sia l’unico dirigente della struttura, sia assegnato ad altro dipendente ai sensi dell’art. 13 del d.P.R. n. 132 del 2003.

 

In ogni caso …. buon lavoro.

PS: il quesito è stato inviato all’ANAC ed all’Istituto Italiano Anticorruzione.

Si allegano le due note MIUR.

nota_276_del_29_gennio_2014_prevenzione_e_repressione_corruzione_e_illegalita_pa.pdf
nota_2351_del_22_gennaio_2015_obbligo_alle_scuole_di_pubblicita_e_comunicazione_delle_informazioni_sui_contratti_stipulati_nel_2014.pdf

Fatture con inversione contabile ( REVERSE CHARGE)

Come noto la L. 190/14 ha introdotto molte novità sulla fatturazione con le modifiche apportate al DPR 633/72 ( normativa di riferimento dell’imposta ‘isul valore aggiunto) .

Le tematiche ad oggi più copiose riguardano :

– l’introduzione dell’articolo 17 ter del DPR 633/72 ( LO SPLIT PAYMENT).

– modifiche sostanziali al comma 6 dell’articolo 17 del DPR 633/72.

 

Se per l’articolo 17 ter, split payment, siamo in attesa di una riorganizzazione dei sistemi contabili pubblici ( infatti c’è di tempo per l’adeguamento sino al 31/03/2015 accantonando l’iva ) per l’allargamento della portata del REVERSE CHARGE ci sono molte incertezze ( più che per i pagamento spezzettato).

Obiettivi della norma: 
Forse avremo un poco di chiarezza capendo che l’obiettivo della norma è quuello di recuperare l’evasione iva facendo pagare l’imposta all’ultimo destinatario della fattura .

Ciò premesso analizziamo la differenza tra le due casistiche.

Nel caso di SPLIT PAYMENT, la fattura ( che sia cartacea o fatturaPA in XML) non varia se non per l’indicazione ( nemmeno obbligatoria) dell’imposta iva all’aliquota corrente soggetta all’articolo 17 ter, quindi vi è :

 

– a- un costo del bene o servizio

– b- un credito verso l’erario pari all’importo dell’iva ( qualora la PA fosse anche dotata di partita IVA)

-c-  la somma delle due componenti, infine, rappresenta il debito della PA verso il fornitore ( ante split payment )

A ben vedere con lo SPLIT PAYMENT la voce -c- viene spezzettata in ragione della natura stessa dell’imposta ( infatti l’iva su fattura emessa rappresenta un debito verso lo stato, cosi come rappresenta un credito per la fattura ricevuta), quindo si introduce il principio della permutazione e dell’intervento per terzi, per fare chiarezza cosi come con il  DM 40/08 ( interrogazione ad equitalia per importi pari o superiori a 10000 € ed anche come per gli artt. 4, 5 e l del DPR 207/10, intervento sostitutivo in caso di DURC NEGATIVO).

In sintesi ancora più spinta il legisatore ha introdotto un metodo grazie al quale chi emette una fattura ed ha quindi un debito verso lo STATO ( IVA ) , non l’incassera per poi versarla, ma la PA ( quindi lo STATO ) tratterà direttamente il debito.

Pe il REVERSE CHARGE, invece la questione è leggermente diversa, infatti chu emette la fattura lo fa senza – facciale dell’imposta sulla fattura ma apportando il codice di esenzione art 17 DPR 633/72 ( REVERSE CHARHE od INVERSIONE CONTABILE).

Chi riceve la fattura aggiungerà l’iva alla fattura e poi la verserà all’erario, contabilmente faremo così

– riceviamo la fattura ( ad esempio di 1000 € per servizi di pulizia come introdotto dalla 190/14)

– calcoliamo l’iva virtuale al 22 %

– l’aggiungiamo alla fattura

– la contabilizziamo sul PCC con il codice IVARC ( IVA Reverse Charge)

– la splittiamo conprima scadenza 16 / aprile 2014 avendo l’accortenza di accantonare l’iva se pagata prima.

Tuttavia occorre ricorda che il PCC – MEF entro qualche giorno apporterà dele migliorie per la getione dello SPLIT e de REVERSE CHARGE .

Da un punto di vista operativo quindi è importante ricordare che nel caso di SPLIT PAYMENT :

– La natura del costo ed gli importi del budget non variano, quindi nulla varia per l’articolo 271 del DPR 270/10

– LA copertura finanziaria anche resta invariata.

per il REVERSE CHARGE, invece potremo cadere in confusione per quanto riguarda la copertura finanziaria, infatti se per il budget ex art 271 207/10 la valutazione è fatta al netto dell’iva ( quindi non varia nulla) per la copertura dobbiamo ricordarci di incrementare l’importo facciale della fattura dell’iva c.d. virtuale.

 

IMPORTANTE : ho notato che molte fatture sogggette al reverse charge sono arrivate con errrata indicazione non riportando art 17 REVERSE CHARGE ma regime del MARGINE .

Ricordo che il regime del margien si utilizza per la vendita di oggetti di collezione ( ed usati), altrimenti la fattura è da rifiutare.

ci SENTIAMO PRESTO PER GLI AGGIORNAMENTI OPERATIVI DELLA PCC.

 

 

 

 

L’amministratore della Consulenti Associati

Intervista rilasciata dalla dott.ssa Carotenuto, amministratore della CA.

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